<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Arci</title>
	<atom:link href="http://www.argocatania.org/tag/arci/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.argocatania.org</link>
	<description>Cento occhi su Catania</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 18:16:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Arci Catania sostiene il teatro dei cittadini</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/12/18/arci-catania-sostiene-il-teatro-dei-cittadini/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/12/18/arci-catania-sostiene-il-teatro-dei-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 08:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Coppola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=28415</guid>
		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; Il 16 Dicembre 2011 è stata una bella giornata per Catania. Grazie ad un gruppo di cittadini attivi e consapevoli, ci piace chiamarli così, oltre che lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, è stato restituito alla città un nuovo spazio: il Teatro Coppola- teatro dei cittadini. L’Arci di Catania sostiene questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-qGHFqOSozTk/Tu2oCSNVDjI/AAAAAAAAIlA/XR89smfDtV4/s128/arci_catania.jpg" alt="" width="128" height="78" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>16 Dicembre 2011</strong> è stata una bella giornata per Catania. Grazie ad un gruppo di cittadini attivi e consapevoli, ci piace chiamarli così, oltre che lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, è stato restituito alla città un nuovo spazio: il <strong>Teatro Coppola</strong>- teatro dei cittadini.</p>
<p>L’Arci di Catania sostiene questa iniziativa e invita tutti a sostenerla quale prima tappa di un processo di <strong>riappropiazione degli spazi pubblici</strong> e di rilancio dal basso della cultura e dell’educazione popolare quanto mai necessario e urgente in questa città. Come già avvenuto con la restituzione alla città della palestra comunale di via Verginelle, la partecipazione diretta dei cittadini rappresenta la migliore risposta alle macerie prodotte da una classe dirigente indegna.</p>
<p>Ci sono diversi modi di <strong>sostenere concretamente l’iniziativa</strong> : firmare l’appello di sostegno al teatro coppola sul sito, donare materiali e attrezzature per la ristrutturazione, rimboccarsi le maniche e mettersi a lavoro, ecc.</p>
<p>Vi invitiamo a partecipare anche all’<strong>assemblea pubblica</strong> che si terrà <strong>Domenica 18 dicembre dalle ore 17.00</strong> ovviamente al Teatro Coppola in via del Vecchio Bastione (vicino  piazza Duca di Genova):</p>
<p>ASSEMBLEA PUBBLICA</p>
<p>FOTOGRAFIE DELLA STORIA: IL TEATRO IN UN MAGAZZINO DELLA MARINA</p>
<p>SPETTACOLI PER UN PALCO A VENIRE</p>
<p>Per maggiori informazioni e aggiornamenti:</p>
<p><a href="http://www.teatrocoppola.it/" target="_blank">http://www.teatrocoppola.it/</a></p>
<p><a href="http://www.arcicatania.org/cms/2011/12/17/arci-catania-sostiene-il-teatro-coppola-teatro-dei-cittadini/" target="_blank">http://www.arcicatania.org/cms/2011/12/17/arci-catania-sostiene-il-teatro-coppola-teatro-dei-cittadini/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/12/18/arci-catania-sostiene-il-teatro-dei-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia sono anch&#8217;io, due leggi di iniziativa popolare</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/11/11/litalia-sono-anchio-due-leggi-di-iniziativa-popolare/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/11/11/litalia-sono-anchio-due-leggi-di-iniziativa-popolare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[clientelismo]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo Abele]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[LILA]]></category>
		<category><![CDATA[minori stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[Rete antirazzista catanese]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Tavola della Pace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=27352</guid>
		<description><![CDATA[Quasi 5 milioni (l’8% della popolazione) le persone di origine straniera che vivono in Italia. Di queste quasi un quinto sono minori. Nello scorso anno scolastico gli oltre 700.000 alunni stranieri presenti hanno rappresentato il 7,9% dell’intera popolazione (percentuale, quest’ultima, che sale ulteriormente se ci si riferisce alle scuole materne ed elementari). Il 42,2% di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-JbTg0yISTcw/TrzSsPxvMWI/AAAAAAAAH6U/aZ0sOpSJm7A/s300/lItaliasonoanchio.jpg" alt="" width="280" height="300" />Quasi 5 milioni (l’8% della popolazione) le <strong>persone di origine straniera</strong> che vivono in Italia. Di queste quasi un quinto sono minori. Nello scorso anno scolastico gli oltre 700.000 alunni stranieri presenti hanno rappresentato il 7,9% dell’intera popolazione  (percentuale, quest’ultima, che sale ulteriormente se ci si riferisce alle scuole materne ed elementari). Il 42,2% di essi è nato in Italia. Eppure, tutti<strong> questi ragazzi ad oggi non sono italiani</strong>, né lo saranno fino a 18 anni, nonostante la<span id="more-27352"></span> nostra Costituzione &#8211; art. 3 &#8211; stabilisca il principio di eguaglianza fra le persone e impegni lo stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.</p>
<p>Di fronte a tutto ciò oltre venti associazioni (fra le quali Libera, gruppo Abele, Acli, Arci, Caritas Italiana, Cgil, Centro Astalli, Tavola della Pace) hanno deciso di promuovere <strong>due leggi di iniziativa popolare</strong> (per le quali occorre raccogliere, entro febbraio 2012, 50.000 firme) per la riforma del diritto di cittadinanza per i minori e il diritto di voto ai lavoratori regolarmente presenti nel nostro Paese da cinque anni.<strong> </strong></p>
<p><strong>L’Italia sono anch’io</strong>, questo il titolo dell’iniziativa, riguarda innanzitutto il principio fondamentale dell’introduzione nel nostro paese dello <strong>ius soli</strong>: sono cittadini italiani i nati in Italia che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante (da almeno un anno).</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-7gXeG6EMx94/TrzSrllmBOI/AAAAAAAAH6M/ix8Sih7RTJY/s200/l%252527italia_sono_anchio.jpg" alt="" width="180" />Attualmente la normativa esistente indica il principio dello<strong> ius sanguinis</strong> come unico mezzo di acquisto della cittadinanza a seguito della nascita, mentre l’acquisto automatico della cittadinanza per ius soli continua a rimanere limitato ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non hanno diritto alla cittadinanza dei genitori. Inoltre, qualora questa campagna raggiungesse l’obiettivo, verrebbe  riconosciuto anche il <strong>diritto di cittadinanza</strong> per i tantissimi minori che non sono nati in Italia, ma ci vivono  stabilmente come i loro coetanei italiani.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>gli adulti che chiedono di diventare italiani </strong>si abbassa il requisito da 10 anni di soggiorno regolare, com’è oggi, a cinque anni. Infine, per<strong> il diritto di voto nelle comunità locali</strong>, la proposta è di concederlo per le elezioni in città, province e regioni agli stranieri in possesso del titolo di soggiorno da cinque anni.</p>
<p>A spingere le associazioni a “cambiare passo sulla cittadinanza” non solo considerazioni di tipo generale, ma, anche, le troppe storie quotidiane di diritti negati.</p>
<p>A <strong>Catania</strong>, il Comitato Promotore  (al quale hanno aderito anche associazioni locali, fra queste la LILA e la Rete Antirazzista) ha organizzato una giornata di <strong>raccolta firme Sabato 12 novembre dalle ore 16,30 in via Etnea (di fronte alla villa Bellini)</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/11/11/litalia-sono-anchio-due-leggi-di-iniziativa-popolare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Codice antimafia, indietro non si torni</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/07/25/codice-antimafia-indietro-non-si-torni/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/07/25/codice-antimafia-indietro-non-si-torni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 05:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[ANM]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Pio La Torre]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Strazzulla]]></category>
		<category><![CDATA[legge Rognoni_La Torre]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Lo Monaco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=23653</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;intento dichiarato dal governo sembrava di alto profilo: ridurre ad unità tutte le norme antimafia che, nel tempo, si sono stratificate, armonizzandole. Qualcosa di simile al Corpus Iuris di Giustiniano&#8230; Parliamo della proposta di decreto legislativo sul Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione approvata dal Consiglio dei Ministri e che dovrà passare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intento dichiarato dal governo sembrava di alto profilo: <strong>ridurre ad unità tutte le norme antimafia</strong> che, nel tempo, si sono stratificate, <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-o9q2ZSajWKk/TIlIuj43W2I/AAAAAAAAF9g/OvZX8mCnyQo/libera_no-regali.jpg" alt="" width="300" height="163" />armonizzandole. Qualcosa di simile al Corpus Iuris di Giustiniano&#8230; Parliamo della proposta di decreto legislativo sul <strong>Codice</strong> delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione <strong>approvata dal Consiglio dei Ministri</strong> e che dovrà <strong>passare dal Parlamento</strong> per l&#8217;approvazione definitiva.</p>
<p>Qualcosa in questa proposta non va. Più di qualcosa. Molte cose. Ecco perchè un<span id="more-23653"></span> <strong>gruppo di associazioni e di &#8220;organizzazioni sociali e professionali&#8221;</strong>, che rappresentano settori diversi della società, con interessi e preoccupazioni molto differenti, ha deciso di rivolgere un <strong>appello al Governo e al Parlamento</strong> perchè la proposta venga modificata e integrata.</p>
<p>L&#8217;appello è stato sottoscritto dal <strong>Centro Pio La Torre</strong>, dall&#8217;<strong>Associazione Nazionale Magistrati</strong>, dall&#8217;<strong>Arci</strong>, da <strong>Articolo21</strong>, dalla<strong> CGIL</strong>, dalla <strong>Confindustria</strong>, dal <strong>Gruppo Abele</strong>, dalla <strong>Legacoop</strong>, da <strong>Libera</strong> associazioni, nomi e numeri contro le mafie.</p>
<p>Anche la <strong>convergenza</strong> di gruppi così diversi colpisce. E qualcosa vorrà dire.</p>
<p>Riportiamo alcune <strong>osservazioni</strong> provenienti da associazioni molto attive sul campo specifico dell&#8217;antimafia e della gestione dei beni confiscati.</p>
<p>La preoccupazione del <strong>Centro Pio La Torre</strong> è che la proposta governativa <strong>metta in soffitta la legge Rognoni-La Torre</strong>. “Con l&#8217;attuale decreto legislativo ritorna lo spauracchio della <strong>vendita dei beni confiscati</strong> e la rinuncia alla loro restituzione alla società” ha dichiarato Vito Lo Monaco, presidente del Centro, evidenziando anche il fatto che non vengano prese in considerazione<strong> nuove forme di reato</strong> come, ad esempio, l&#8217;<strong>autoriciclaggio</strong>.</p>
<p>Una posizione molto vicina a quella di <strong>Libera</strong>. Come afferma infatti il responsabile del coordinamento catanese, Giuseppe Strazzulla, “vi sono alcuni punti fondamentali  raggiunti negli ultimi anni dai quali non si può tornare indietro, come ad esempio la restituzione alla società, a fini sociali, dei beni confiscati alle mafie. Il decreto inoltre non fornisce le risposte auspicate sul piano del <strong>contrasto alle mafie transnazionali</strong> e dei loro giganteschi affari, dal <strong>riciclaggio</strong> all&#8217;<strong>immigrazione</strong>, ai <strong>problemi ambientali</strong>&#8221; .</p>
<p>Nella conferenza stampa successiva all&#8217;approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, Angelino Alfano ha dichiarato che questo decreto è “il completamento della strategia del governo di contrasto alla criminalità organizzata”. Nell&#8217;appello, invece, non solo le associazioni antimafia ma  anche le &#8220;organizzazioni del lavoro e dell&#8217;impresa esprimono profonda preoccupazione&#8221; perchè  il decreto approvato in questa forma &#8220;<strong>indebolirebbe il contrasto alle mafie</strong>&#8220;.</p>
<p>Se gli strumenti di questo &#8220;contrasto&#8221; sono così inadeguati come viene denunciato,  non può non sorgere una <strong>domanda</strong>: l&#8217; inadeguatezza nasce solo da approssimazione?  ci sono altri interessi in gioco?  come mai una proposta di legge che riguarda un argomento così serio e complesso  sta arrivando al voto parlamentare nel <strong>silenzio generale</strong>?</p>
<p><strong><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/07/Appello_Codice_Antimafia.pdf">E&#8217; fondamentale leggere il breve ed incisivo testo dell&#8217; appello</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/07/25/codice-antimafia-indietro-non-si-torni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C.A.R.A. Mineo, chi non rispetta la legge?</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/04/23/c-a-r-a-mineo-chi-non-rispetta-la-legge/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/04/23/c-a-r-a-mineo-chi-non-rispetta-la-legge/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 08:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Asgi]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
		<category><![CDATA[Cara]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[centro Astalli]]></category>
		<category><![CDATA[Mineo]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio degli Aranci]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio della solidarietà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=20317</guid>
		<description><![CDATA[Destinato, nel progetto di Maroni, ad ospitare i richiedenti asilo, é diventato un C.A.R.A. (Centro Accoglieza Richiedenti Asilo). Parliamo del Villaggio degli Aranci di Mineo, ribattezzato impropriamente anche Villaggio della solidarietà. La follia di spostarvi persone già accolte in altri CARA d&#8217;Italia, interrompendo un percorso di integrazione già iniziato, non è stata l&#8217;unica. Ne abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="C.A.R.A. Mineo" src="https://lh6.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TbHxen-iTsI/AAAAAAAAENw/8BprP7zhEWw/mineo-residence-aranci.jpg" alt="" width="277" height="182" />Destinato, nel progetto di Maroni, ad ospitare i richiedenti asilo, <strong>é diventato un C.A.R.A.</strong> (Centro Accoglieza Richiedenti Asilo). Parliamo del <strong>Villaggio degli Aranci di Mineo</strong>, ribattezzato impropriamente anche Villaggio della solidarietà. La follia di spostarvi persone già accolte in altri CARA d&#8217;Italia, interrompendo un percorso di integrazione già iniziato, non è stata l&#8217;unica. <a href="http://www.argo.catania.it/2011/03/09/i-rifugiati-deportiamoli-a-mineo/" target="_blank">Ne abbiamo già parlato</a>. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro.<span id="more-20317"></span></p>
<p>Costretto dalle pressione delle Associazioni che lavorano con i migranti, il ministero <strong>non ha potuto trasferire i richiedenti asilo più vulnerabili</strong>, che non sono pochi&#8230;  Si profilava probabilmente una sottoutilizzazione della megastruttura presa in affitto (proprietà Pizzarotti) proprio nel momento in cui si doveva  fronteggiare la pressione degli arrivi a Lampedusa. Ne è scaturita la decisone di traferirvi <strong>alcuni dei migranti appena arrivati</strong>, soprattutto Tunisini, ma non solo.</p>
<p>Trasferiti tutti in un <strong>non-luogo</strong>, lontano dai centri urbani e mantenuto in un <strong>isolamento</strong> deliberato a causa della decisone di <a href="http://www.argo.catania.it/2011/04/21/i-migranti-tunisini-che-si-arragino/" target="_blank">non ammettervi i legali e i rappresentanti di quasi tutte le associazioni </a> che operano in difesa dei migranti. Ma nella struttura, magnificata per la presenza di villette circondate da prato e fornite di giochi per bambini, <strong>mancano soprattutto i servizi essenziali realmente utili ai nuovi “ospiti”</strong>.</p>
<p>Lo hanno appurato i pochi <strong>avvocati</strong> che sono potuti entrare perchè <strong>nominati da alcuni richiedenti asilo</strong>, migranti che hanno ricevuto il <strong>diniego</strong> alla loro richiesta di asilo e intendono fare <strong>ricorso</strong>. E sono fortunati perchè hanno avuto la possibilità di nominare un legale, mentre la maggior parte degli altri ha grosse difficoltà a farlo.</p>
<p>La Croce Rossa, uno dei pochi enti ammesso al CARA di Mineo, non offre  nessun servizio legale e se gli “ospiti” volessero cercare di contattare  un avvocato, devono comunque <strong>andare a piedi in città</strong>, Mineo o Catania che sia, perchè <strong>manca una navetta di collegamento</strong>. Oltre alla fatica rischiano anche la vita perchè si tratta di strade molto pericolose.</p>
<p>Alcuni richiedenti asilo sono stati, inoltre, come risulta ai loro avvocati, <strong>denunziati</strong> all&#8217;autorità giudiziaria per reato di clandestinità, <strong>prima della formalizzazione della domanda di protezione internazionale</strong>.</p>
<p>Molti di coloro che sono stati trasferiti a Mineo, <strong>non sono in possesso del relativo provvedimento</strong> da parte del questore. Nessuno glielo ha notificato. L&#8217;assenza di questo atto rende  illegittimo il trasferimento e non permette di conoscere i motivi del  trasferimento stesso, che non può quindi essere contestato per via  giudiziaria.</p>
<p>Ecco i servizi di cui gli avvocati ammessi al CARA hanno denunciato la mancanza. Innanzi tutto sono<strong> assenti una linea telefonica e un fax</strong>, necessario non fosse altro che per inviare un atto di nomina ad un legale. <strong>Mancano anche gli interpreti</strong> che permettano ai migranti di capire bene la loro situazione e di conoscere i diritti riconosciuti a loro dalla legge, tra cui quello del gratuito patrocinio. Anche il provvedimento di rigetto della richiesta di asilo viene consegnato <strong>senza la traduzione</strong> nella lingua del richiedente, quella che è stata utilizzata nel colloquio con la Commissione Territoriale, collocata comunque in un&#8217;altra regione d&#8217;Italia.</p>
<p>Nel provvedimento non viene segnalato (e nessuno informa di questo i richiedenti) il fatto che, essendo ospitati in un CARA per cui è <strong>competente il Tribunale di Catania</strong>, per impugnare il diniego non devono più recarsi presso il Tribunale dove insistono le Commissioni Territoriali che li hanno ascoltati, ma a Catania.</p>
<p>Le carenze denunciate non sono di scarsa importanza.  Tanto è vero che da Arci, ASGI, Centro Astalli e Caritas è stata fatta la <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/04/richiesta-consiglio-territoriale-1.pdf">richiesta formale di convocazione del Consiglio Territoriale per l&#8217;Immigrazione</a></strong> per discutere dei problemi relativi al centro di Mineo, compreso quello della regolamentazione delle modalità di ingresso degli enti e quello della situazione dei minori.</p>
<p>La presenza dell&#8217;<a href="http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=1550&amp;l=it" target="_blank">ASGI</a> (Associazione per gli Studi Giuridici sull&#8217;Immigrazione) non è causale. Ad essere tradita nella gestione del CARA di Mineo non è solo la dignità delle persone “ospitate” (e scusate se è poco) ma anche la lettera della legge. E&#8217; infatti la <strong>legge</strong> a prescrivere l&#8217;<strong>obbligo, per l&#8217;ente gestore del CARA, di garantire un servizio di informazione legale, di interpretariato e di mediazione culturale</strong>. Impossibilitati a rispettare i tempi previsti per il ricorso al diniego, i richiedenti rischiano di ricevere un decreto di espulsione che, se non osservato, avrebbe conseguenze penali.</p>
<p>La domanda a questo punto è la seguente: <strong>chi sta violando le legge</strong>? I migranti o il governo?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/04/23/c-a-r-a-mineo-chi-non-rispetta-la-legge/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le ONG italiane sull&#8217;evacuazione immediata dei rifugiati africani</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/04/22/le-ong-italiane-sullevacuazione-immediata-dei-rifugiati-africani/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/04/22/le-ong-italiane-sullevacuazione-immediata-dei-rifugiati-africani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 14:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Acli]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Asgi]]></category>
		<category><![CDATA[Casa dei diritti sociali-Focus]]></category>
		<category><![CDATA[centro Astalli]]></category>
		<category><![CDATA[Cir]]></category>
		<category><![CDATA[Fcei]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Senza Confine]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=20313</guid>
		<description><![CDATA[Appello delle ONG italiane all’Unione Europea e agli Stati membri Le ACLI, l’ARCI, l’ASGI, la FCEI, la Casa dei Diritti Sociali, il Centro Astalli, il Consiglio Italiano per i Rifugiati e Senza Confine, membri del Tavolo Nazionale Asilo coordinato dall’UNHCR, hanno lanciato un appello urgente per l’immediata evacuazione dei rifugiati provenienti dall’Africa Sub-Sahariana, in particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Appello delle ONG italiane all’Unione Europea e agli Stati membri</strong></p>
<p>Le ACLI, l’ARCI, l’ASGI, la FCEI, la Casa dei Diritti Sociali, il Centro Astalli, il Consiglio Italiano per i Rifugiati e Senza Confine, <strong>membri del Tavolo Nazionale Asilo coordinato dall’UNHCR</strong>, hanno lanciato un appello urgente per l’immediata evacuazione dei rifugiati provenienti dall’Africa Sub-Sahariana, in particolare dal Corno d’Africa, che si trovano <strong>intrappolati in Libia e minacciati da tutte le parti in conflitto</strong>, così come di quelli che hanno già raggiunto il confine libico-tunisino e che non hanno possibilità di ottenere una effettiva protezione in Tunisia.</p>
<p>Questo appello è stato lanciato al Presidente del Consiglio d’Europa Herman Achille  Van Rompuy, al Presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek, al Vicepresidente della Commissione Europea Catherine Ashton, al Commissario per gli Affari Interni Cecilia Malmström, al Ministro degli Esteri Franco Frattini, al Ministro dell’Interno Roberto Maroni.</p>
<p>Queste persone non hanno altre possibilità se non quella di imbarcarsi dalla Libia su barche non adatte alla navigazione e <strong>mettere a rischio le proprie vite</strong> in un viaggio via mare per raggiungere un rifugio sicuro in Europa. Centinaia di loro sono già morti durante questi viaggi e di altre imbarcazioni non si hanno più notizie. Vogliamo ricordare l’immensa tragedia accaduta la notte tra il 5 e il 6 aprile quando almeno 260 rifugiati africani sono scomparsi nelle acque a 40 miglia a largo di Lampedusa. Questo e altri incidenti potevano essere evitati se questi rifugiati fossero stati evacuati e trasferiti in Paesi sicuri.</p>
<p><strong>L’Europa non dovrebbe continuare a restare in silenzio</strong> e dovrebbe invece promuovere uno sforzo congiunto affinché i Paesi membri dell’Unione organizzino trasferimenti verso i propri territori.</p>
<p>Lanciamo questo appello allo stesso tempo ai Governi di tutti i Paesi membri, al Consiglio d’Europa e alla Commissione Europea che è chiamata a coordinare le operazioni.</p>
<p>Non è possibile indicare il numero preciso di rifugiati che si trovano in questa disperata situazione, ma possiamo affermare che è un <strong>numero inferiore alle 10.000 persone</strong>.</p>
<p>Vogliamo ricordare che le <strong>operazioni militari della NATO in Libia</strong> si basano sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1973 del 26 Febbraio 2011 che ha lo scopo di <strong>evitare la perdita di vite di civili</strong>. Il nostro appello va esattamente in questa direzione, ma non richiede alcuna operazione militare.</p>
<p>Chiediamo quindi ai Paesi membri e alle Istituzioni europee di <strong>agire velocemente</strong> nello spirito dei valori alla base dell’Unione Europea.</p>
<p><strong>ACLI, ARCI, ASGI, FCEI, Casa dei Diritti Sociali-Focus, Centro Astalli, CIR, Senza Confine</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/04/22/le-ong-italiane-sullevacuazione-immediata-dei-rifugiati-africani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le associazioni antirazziste contro la guerra in Libia</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/03/26/le-associazioni-antirazziste-contro-la-guerra-in-libia/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/03/26/le-associazioni-antirazziste-contro-la-guerra-in-libia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 00:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Popolare Experia]]></category>
		<category><![CDATA[Città felice]]></category>
		<category><![CDATA[Cobas]]></category>
		<category><![CDATA[Comunisti Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Mineo]]></category>
		<category><![CDATA[Officina Rebelde]]></category>
		<category><![CDATA[Open Mind]]></category>
		<category><![CDATA[Red Militant]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Antirazzista]]></category>
		<category><![CDATA[Rete dei Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[Sigonella]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Critica]]></category>
		<category><![CDATA[Trapani-Birgi]]></category>
		<category><![CDATA[USB]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=19448</guid>
		<description><![CDATA[Fermiamo la guerra neocoloniale ed il razzismo Sosteniamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli La risoluzione ONU n. 1973  porterà altre sofferenze al popolo libico oltre quelle già inferte dal regime di Gheddafi. L’obiettivo degli Stati Uniti e delle potenze europee non è la difesa dei diritti umani ma le abbondanti risorse energetiche (giacimenti di petrolio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fermiamo la guerra neocoloniale ed il razzismo</strong></p>
<p><strong>Sosteniamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli</strong></p>
<p>La risoluzione ONU n. 1973  porterà <strong>altre sofferenze al popolo libico</strong> oltre quelle già inferte dal regime di Gheddafi. L’obiettivo degli Stati Uniti e delle potenze europee non è la difesa dei diritti umani ma le abbondanti <strong>risorse energetiche</strong> (giacimenti di petrolio e gas), rese ancora più preziose di fronte all’acutizzazione della crisi economica internazionale e dalla inevitabile escalation dei prezzi.</p>
<p>Di fronte agli aerei e alle navi militari che stanno bombardando la Libia per &#8220;proteggere i civili&#8221;, non ci si può che indignare ricordando come niente di tutto questo fu messo in campo mentre le forze armate israeliane bombardavano senza pietà la <strong>popolazione palestinese</strong>, rinchiusa nella gabbia di Gaza tra il 2008 e il 2009 (1.400 i morti, la metà civili inermi).  Due pesi e due misure? No, complicità con i crimini di guerra e interessi strategici su gas e petrolio che prevalgono sistematicamente su ogni diritto umano e dei popoli.</p>
<p>L’intervento militare in Libia delle potenze della coalizione internazionale (USA, paesi NATO ed emirati arabi) suona inoltre come <strong>monito e minaccia anche contro i movimenti popolari in Tunisia, Egitto, Algeria, </strong>i quali hanno avviato processi di cambiamento importanti, ma i cui esiti rappresentano ancora un’incognita per gli interessi delle transnazionali occidentali e per gli interessi geopolitici delle varie potenze.</p>
<p>Le risorse energetiche libiche sono immense e gli attuali “primi della classe” (Francia,  Inghilterra, USA) intendono spartirsele attraverso i ben noti strumenti di “pace”, sperimentati in questi anni a partire della guerra contro la Jugoslavia, in Afghanistan, Iraq e Libano. I contenuti della campagna mediatica scatenata sui fatti di Libia sono un modello ben noto – e “bipartisan” – per <strong>legittimare di fronte all’opinione pubblica l’ aggressione militare</strong>.</p>
<p>La <strong>Sicilia</strong> è la regione d’Italia maggiormente esposta alle ritorsioni e più direttamente coinvolta dalle scellerate scelte governative di guerra: le <strong>basi militari Usa, italiane e Nato di Trapani-Birgi, Sigonella, Augusta, Pantelleria e Niscemi</strong> stanno contribuendo, non solo indirettamente ma oramai anche  direttamente, ai bombardamenti.</p>
<p>In particolare da Sigonella operano i <strong>cacciabombardieri</strong> USA, canadesi e danesi e i micidiali <strong>Global Hawks</strong>, aerei senza pilota, che decollano a pochi km dal terzo aeroporto italiano per traffico passeggeri (Catania-Fontanarossa), mentre da Trapani-Birgi vengono scatenati i  bombardamenti dei <strong>Tornado</strong> italiani e di altri velivoli da guerra dei partner NATO.</p>
<p>Sempre in Sicilia si sperimentano le nuove <strong>politiche segregazioniste del ministro Maroni</strong>: il Villaggio degli aranci (abbandonato dai militari Usa di stanza a Sigonella) a <strong>Mineo</strong>, è stato trasformato in un megacentro di “accoglienza” di 2000 richiedenti asilo, sradicati dai Cara del resto d’Italia , dove adesso vengono deportati anche parte dei migranti provenienti dalla Tunisia; intanto il governo, incapace di trasferire nel resto d’Italia poche migliaia di migranti giunti nei giorni scorsi a <strong>Lampedusa</strong>, volutamente esaspera la situazione fra isolani e migranti per sperimentare nuove guerre fra poveri.</p>
<p>Dalla Sicilia, dove 30 anni fa nacque il movimento contro gli euromissili a Comiso, bisogna ricostruire la solidarietà internazionalista fra tutte le vittime della globalizzazione e le sue devastanti politiche di guerra, razzismo e morte, imparando dall’esempio delle rivolte popolari in Nordafrica . In Libia occorre fare <strong>appello per un cessate il fuoco immediato</strong> e l’avvio di una conciliazione tra le parti in conflitto. Ciò potrà avvenire solo attraverso l’autorevolezza di una proposta fatta da soggetti neutri e disinteressati alle vicende interne libiche, non certo dai bombardieri dei paesi che hanno colonizzato l’Africa, rapinato le sue risorse, condannandola  alla fame e ai conflitti fratricidi .</p>
<p>La Sicilia non è zona di guerra, via le basi militari dalla nostra terra</p>
<p>Si all’ accoglienza dei migranti ed alla  smilitarizzazione</p>
<p>Contro la guerra ed il razzismo, con il popolo libico senza se e senza ma</p>
<p>Nessuna complicità con l&#8217;intervento militare contro la Libia</p>
<p>SABATO 26/3 alle</p>
<p>17,30 – <strong>manifestazione in via Etnea</strong> (partenza di fronte alla villa Bellini, conclusione in piazza Università)</p>
<p><strong><em>Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, Arci, Cobas, Centro Popolare Experia, Giovani Comunisti, Officina Rebelde,  Red Militant, Rete Antirazzista, Rete dei Comunisti, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Critica, USB, Open Mind, Città Felice</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/03/26/le-associazioni-antirazziste-contro-la-guerra-in-libia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tanti Nourredine Adnane anche a Catania</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/02/28/tanti-nourredine-adnane-anche-a-catania/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/02/28/tanti-nourredine-adnane-anche-a-catania/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 03:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Alì]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Cobas]]></category>
		<category><![CDATA[Diagne]]></category>
		<category><![CDATA[gapa]]></category>
		<category><![CDATA[Gas tapallara]]></category>
		<category><![CDATA[Mohamed Tarek Bouazizi]]></category>
		<category><![CDATA[Nabir]]></category>
		<category><![CDATA[Ndiane]]></category>
		<category><![CDATA[Noureddine Adnane]]></category>
		<category><![CDATA[Open Mind]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo San Gervasio]]></category>
		<category><![CDATA[Pcdi]]></category>
		<category><![CDATA[Potenza]]></category>
		<category><![CDATA[RdB-CUB]]></category>
		<category><![CDATA[Rete antirazzista catanese]]></category>
		<category><![CDATA[Sidi Bouzid]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=18260</guid>
		<description><![CDATA[Adesso ci sarà l&#8217;inchiesta. Ad andar bene, sempre che vengano accertate le vessazioni da parte di alcuni vigili urbani, ci sarà una condanna. Che non potrà ridare la vita a Noureddine Adnane, ambulante marocchino in regola con le nostre leggi. Lui non ce l&#8217;ha fatta più a subire e si è accartocciato tra le fiamme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/117690/giustizia-noureddine-adnane-citt-illegale-territorio-appaltato-agli-abusivi-comanda-quartieri-palermo.htm" target="_blank"><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TWgi81pGD0I/AAAAAAAADBw/eailzH-DPKo/151737603-d521893c-9d59-4a61-a3a8-5f29a1697fb7.jpg" alt="" width="300" height="345" />Adesso ci sarà l&#8217;inchiesta.</a> Ad andar bene,  sempre che vengano accertate le vessazioni da parte di alcuni vigili urbani, ci sarà una condanna. Che non potrà ridare la vita a <strong>Noureddine Adnane</strong>, ambulante marocchino in regola con le nostre leggi. <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/02/19/news/morto_noureddine_adnane_l_ambulante_che_si_era_dato_fuoco-12645872/ " target="_blank">Lui non ce l&#8217;ha fatta più a subire e si è accartocciato tra le fiamme come un cerino</a>, sotto gli occhi indifferenti di vigili e passanti.  Una torcia umana, come <strong>Mohamed Tarek Bouazizi</strong>, il suo coetaneo di <strong>Sidi Bouzid</strong> in <strong>Tunisia </strong>che, dopo un ennesimo sopruso e il sequestro del carretto di frutta e verdura, si è dato fuoco davanti alla prefettura del bel centro maghrebino tutto bianco e azzurro, contagiando la ribellione all&#8217;intero Nordafrica e al vicino oriente.</p>
<p>E ci vengono in mente altre <strong>storie, storie di miseria, di disoccupazione, di violenza quotidiana</strong> in un paese che<span id="more-18260"></span> non è il proprio. <a href="http:/http://www.terrelibere.org/terrediconfine/4159-nabir-sette-anni-in-italia-si-da-fuoco-per-non-essere-espulso  " target="_blank">Tra le fiamme finisce anche Nabir </a>che viveva e lavorava da sette anni a <strong>Palazzo San Gervasio</strong>, in provincia di <strong>Potenza</strong>. Lavori saltuari, in edilizia e in agricoltura, ma nessun contratto. <strong>Senza contratto niente permesso di soggiorno</strong>. Senza permesso di soggiorno  niente tranquillità.  Braccato dai carabinieri con lo spettro di essere rimpatriato, proprio adesso, in Tunisia, si dà fuoco e solo per miracolo non muore. Un gesto estremo, come quelli che in Tunisia hanno segnato la fine del regime di <strong>Ben Alì</strong>.</p>
<p>Anche a <strong>Catania</strong> sono <strong>tanti i blitz dei vigili urbani per &#8220;liberare&#8221; dai venditori ambulanti senegalesi i marciapiedi sotto i portici di corso Sicilia</strong>. Operazioni in cui si sequestrano delle povere cose, prodotti a buon mercato, contraffatti o meno che siano. Qualcuno, un lettore,  si chiede dalle pagine del quotidiano locale: &#8220;Perchè si sequestra merce solo agli extracomunitari?&#8221; E la <strong>Rete Antirazzista Catanese, ARCI, Open mind, Cobas, Gapa, Gas tapallara, Pcdi, Rdb-Cub</strong> denunciano un&#8217;operazione delle forze dell&#8217;ordine nel corso della quale a due migranti vengono sequestrate 80 cinture non contraffatte mentre viene loro attribuita merce di  proprietà altrui. Uno, <strong>Ndiane,</strong> vive in regola dall&#8217;87 e possiede una regolare licenza di vendita; il secondo, <strong>Diagne</strong> ha fatto richiesta di regolarizzazione nel settembre 2009.</p>
<p>&#8220;Negli ultimi tempi, a Catania, &#8211; dice la Rete antirazzista- la situazione degli ambulanti della Fiera , soprattutto senegalesi, è peggiorata. <strong>I controlli si moltiplicano e nei sequestri spesso si usano metodi violenti</strong>. In una città  dove l&#8217;abusivismo regna sovrano, dove le cosche mafiose controllano interi territori e settori centrali dell&#8217;economia, i rappresentanti delle istituzioni hanno scelto di risolvere la vertenza degli ambulanti per via militare&#8221;.</p>
<p>Fino ad oggi non è accaduto l&#8217;irreparabile. Nessuno a Catania si è dato alle fiamme. Ma non esasperiamoli. Non tiriamo troppo la corda. <strong>&#8220;Per opporsi  a tutto ciò, dietro l’esempio dei sans papiers francesi&#8221;, il Coordinamento catanese per un 1° marzo migrante, formato da Rete Antirazzista, CPExperia, Cobas, Coordinamento immigrati contro la sanatoria truffa, Red Militant promuove  la mobilitazione per il 1° marzo. Alle 11 conferenza stampa di fronte all’ingresso del villaggio degli aranci a Mineo; alle 18 presidio antirazzista in piazza Stesicoro. </strong><br />
<img class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TWgirFzcVjI/AAAAAAAADBs/-J7YxEg9xVo/190001916-b1f07efe-e0ea-4c9f-9950-08abae00f987.jpg" alt="" width="620" height="413" /><strong>Alle 20 proiezione di “La terra e(s)trema” ed assemblea al Nievski in via Alessi 17.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/02/28/tanti-nourredine-adnane-anche-a-catania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Migranti a Catania, basta rinvii</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/01/27/migranti-a-catania-basta-rinvii/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/01/27/migranti-a-catania-basta-rinvii/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 03:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Cp Experia. Lila]]></category>
		<category><![CDATA[Prc]]></category>
		<category><![CDATA[Red Militant]]></category>
		<category><![CDATA[Rete antirazzista catanese]]></category>
		<category><![CDATA[sanatoria truffa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=17563</guid>
		<description><![CDATA[Lunedì 24 gennaio una manifestazione di migranti ha percorso la via Etnea. Per protestare nuovamente contro la sanatoria truffa. Secondo i dati forniti dalla Prefettura alle associazioni antirazziste catanesi, le domande di regolarizzazione nella nostra città sono state 3096, delle quali l&#8217;82% esaminate in questi 16 lunghi mesi. Alta la percentuale dei rigetti, non pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 370px"><img src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TT6n71N9AaI/AAAAAAAACcE/yyDrf4FUZUU/110125%20Dionisi%20_DSC0868_600.jpg" alt="" width="360" height="240" /><p class="wp-caption-text">foto di A.Dionisi</p></div>
<p>Lunedì 24 gennaio una <strong>manifestazione</strong> di migranti ha percorso la via Etnea. Per protestare nuovamente <strong>contro la sanatoria truffa</strong>.</p>
<p>Secondo <strong>i dati forniti dalla Prefettura</strong> alle associazioni antirazziste catanesi, le domande di regolarizzazione nella nostra città sono state <span id="more-17563"></span>3096, delle quali l&#8217;82% esaminate in questi 16 lunghi mesi.<br />
Alta la percentuale dei rigetti, non pochi arbitrari. I <strong>soldi pagati dai migranti</strong> sono di fatto servirti allo Stato per &#8220;fare cassa&#8221;. Contestualmente è nato il <strong>mercato dei contratti</strong>,<br />
visto che non si intende regolarizzare altre tipologie di lavoro, che non siano colf o badanti.<br />
“A Catania dopo 3 cortei, 4 delegazioni in Prefettura e decine di comunicazioni per la <strong>richiesta d&#8217;accesso agli atti dello Sportello Unico Immigrazione</strong> da parte dei nostri legali, la risposta è stata materialmente una <strong>porta sbattuta in faccia</strong> il 13 gennaio dalla responsabile dirigente dell&#8217;ufficio.<br />
C&#8217;era stata una iniziale disponibilità a costituire un Tavolo tecnico con le associazioni ed i legali, Poi una <strong>&#8220;trattativa&#8221; sull&#8217;esame delle domande</strong> (da 3 a 10 domande a settimana, quando noi abbiamo già monitorato alcune centinaia di casi). Praticamente supereremmo l&#8217;estate prossima (!), mentre i migranti ed i datori di lavoro hanno solo 60 giorni per fare ricorso al Tar in caso di rigetto.<br />
Non si possono scaricare sui migranti la <strong>carenza di personale e l&#8217;inadeguatezza della struttura</strong> a smaltire la mole di lavoro. Per questo torneremo a mobilitarci.” (Coordinamento immigrati contro la sanatoria truffa,Rete Antirazzista Catanese, Cobas, Cp Experia, Lila, PRC-federazione della sinistra, Red Militant, Arci, Lavoro e società-Cgil)</p>
<p>Leggi su Argo gli altri articoli sull&#8217;argomento: <a href="http://www.argo.catania.it/2011/01/19/sanatoria-migranti-la-regolarizzazione-si-allontana/" target="_blank">Sanatoria migranti, la regolarizzazione si allontana</a>,  <a href="http://www.argo.catania.it/2010/12/31/mai-piu-clandestini-ma-cittadini-2/" target="_blank">Mai più clandestini, ma cittadini</a>, <a href="http://www.argo.catania.it/2010/11/29/permessi-di-soggiorno-non-sanatorie-truffa/" target="_blank">Permessi di soggiorno, non sanatorie truffa</a> e altri ancora,</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/01/27/migranti-a-catania-basta-rinvii/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sanatoria migranti, la regolarizzazione si allontana</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/01/19/sanatoria-migranti-la-regolarizzazione-si-allontana/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/01/19/sanatoria-migranti-la-regolarizzazione-si-allontana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 03:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Cobas]]></category>
		<category><![CDATA[Experia]]></category>
		<category><![CDATA[LILA]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rete antirazzista catanese]]></category>
		<category><![CDATA[Rifonazione Comunista]]></category>
		<category><![CDATA[sanatoria truffa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione sindacale di base]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=17384</guid>
		<description><![CDATA[﻿Sotto gli occhi di tutti, o meglio mentre tutti fanno finta di non vedere, si moltiplicano gli effetti perversi della “sanatoria truffa” che ha riguardato, e riguarda, i migranti senza permesso di soggiorno presenti nel nostro Paese. Nonostante le tante, e particolarmente partecipate, manifestazioni (che si sono sviluppate anche a Catania), per troppe persone si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TPNT3S3mTCI/AAAAAAAABpA/nTxEV6JnFHU/s912/_DSC6157_w.jpg" alt="" width="262" height="174" />﻿Sotto gli occhi di tutti, o meglio mentre tutti fanno finta di non vedere, si moltiplicano gli <strong>effetti perversi della “sanatoria truffa”</strong> che ha riguardato, e riguarda, i migranti senza permesso di soggiorno presenti nel nostro Paese.</p>
<p>Nonostante le tante, e particolarmente partecipate, manifestazioni (che <span id="more-17384"></span>si sono sviluppate anche a Catania),  per troppe persone <strong>si allontana sempre più la possibilità di regolarizzare la propria posizione.</strong></p>
<p>I cittadini catanesi che fanno parte, insieme con il  <strong>Coordinamento Immigrati</strong>, delle Associazioni che hanno dato vita al  <strong>Coordinamento Antirazzista</strong> (Rete Antirazzista, Arci, Confederazione Cobas, Cpo Experia, Rifondazione Comunista, Unione Sindacale di Base, LILA) si sono interrogati sui motivi di tale disattenzione e sui danni che sta contribuendo a determinare.</p>
<p>In primo luogo va osservato che le modalità della sanatoria sembrano pensate apposta per gettare i migranti <strong>nelle braccia di truffatori e profittatori</strong>. Infatti, è il datore di lavoro che deve richiedere la regolarizzazione e tutto ciò ha determinato la proliferazione di personaggi con pochi scrupoli che hanno venduto la loro disponibilità.</p>
<p>In troppi casi, perciò, i migranti si sono dovuti fare carico di un <strong>doppio esborso</strong>:  da un lato hanno pagato il contributo dovuto allo <strong>Stato</strong>, dall&#8217;altro hanno  elargito ai <strong>presunti datori di lavoro</strong> significativi contributi.</p>
<p>Ancora una volta la storia si ripete, come si sono dovute pagare cifre enormi, quasi sempre gestite dalla criminalità internazionale, ai trafficanti che gestiscono la fuga dai paesi di origine, ora bisogna pagare per garantirsi quello che dovrebbe essere un diritto, ma che non è riconosciuto come tale, in un mondo nel quale <strong>le merci girano liberamente</strong> mentre <strong>gli esseri umani sono sottoposti a controlli e vessazioni</strong>.</p>
<p>Le <strong>Istituzioni</strong> presenti a Catania non stanno contribuendo a rendere meno drammatico questo quadro. La <strong>verifica delle richieste</strong> di sanatoria, e la difusione delle relative informazioni, procede con estrema lentezza; il <strong>tavolo di lavoro</strong> proposto dal Coordinamento Antirazzista è stato, di fatto, rifiutato; gli <strong>avvocati che seguono gratuitamente i migranti</strong> devono continuamente fare i conti con &#8216;problemi burocratici&#8217; che, in un clima di collaborazione, non dovrebbero sussistere.</p>
<p>Per modificare questo quadro, il Coordinamento reputa fondamentale <strong>coinvolgere i cittadini catanesi</strong>. La mobilitazione dei migranti pone, infatti, questioni che riguardano l&#8217;<strong>esercizio di diritti che appartengono a tutti</strong> e che, quindi, tutti devono difendere. Il diritto a un&#8217;esistenza dignitosa non può, evidentemente, essere legato al colore della pelle o al luogo di provenienza.</p>
<p>Per questo sono in programma, nei prossimi giorni, altre mobilitazioni con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare e modificare l&#8217;atteggiamento sin qui tenuto dalle Istituzioni, ma, soprattutto, si sta definendo un <strong>fitto calendario di iniziative culturali e ricreative</strong> perché &#8220;stare insieme&#8221; senza <strong>conoscersi</strong> è davvero difficile.</p>
<p>Infine, a conferma del fatto che i diritti non hanno colore, il Coordinamento chiederà ai Metalmeccanici della CGIL e alle Organizzazioni Sindacali di Base, che hanno indetto lo <strong>sciopero genrale del prossimo 28 gennaio</strong> per contrastare il tentativo della <strong>FIAT</strong> di tornare a condizioni di lavoro ottocentesche, di prevedere, nei comizi che concluderanno le manifestazioni (in Sicilia a<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> Palermo), anche la <strong>presenza  di rappresentanti dei migranti</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/01/19/sanatoria-migranti-la-regolarizzazione-si-allontana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Strozzateci tutti, se potete</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/01/16/strozzateci-tutti-se-potete/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/01/16/strozzateci-tutti-se-potete/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 09:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Agoravox Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Aliberti editore]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[Casablanca]]></category>
		<category><![CDATA[Centro di Aggregazione Popolare]]></category>
		<category><![CDATA[G. Abbagnato]]></category>
		<category><![CDATA[gapa]]></category>
		<category><![CDATA[Girodivite]]></category>
		<category><![CDATA[La Piovra]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[M. Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[S. Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[S. Giardina]]></category>
		<category><![CDATA[Scampia]]></category>
		<category><![CDATA[U cuntu;]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=17388</guid>
		<description><![CDATA[“Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che vanno in giro per il mondo a farci fare una bella figura, giuro che lo strozzo”. Queste parole sono state pronunziate da Silvio Berlusconi in un pubblico discorso tenuto ad Olbia il 28 novembre 2009. Le riporta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TTK-FKGSWNI/AAAAAAAACWA/BasdRZMdISE/IMGP0300_Strozzateci_600.jpg" alt="" width="252" height="189" />“Se trovo chi ha fatto le nove serie de <strong>La Piovra</strong> e <strong>chi scrive libri sulla mafia</strong> che vanno in giro per il mondo a farci fare una bella figura, <strong>giuro che lo strozzo</strong>”. Queste parole sono state pronunziate da <strong>Silvio Berlusconi</strong> in un pubblico discorso tenuto ad Olbia il 28 novembre 2009. Le riporta Marco Travaglio nella prefazione a “<strong>Strozzateci tutti”</strong> (Aliberti editore)<strong>, volume collettivo</strong> in cui ventitrè autori del Sud hanno<span id="more-17388"></span> messo insieme i loro scritti per dare una <strong>“risposta civile”</strong> alle affermazioni quanto meno inquietanti del presidente del Consiglio.</p>
<p>Il volume è stato <strong>presentato ieri al Gapa</strong>, presente uno degli autori, Giovanni Abbagnato, introdotto da Sonia Giardina.</p>
<p>Il numero insolitamente alto di autori non è l&#8217;unica caratteristica originale di questo volume. Lo è altrettanto la <strong>varietà</strong> delle loro competenze e quindi della <strong>tipologia degli scritti</strong> in esso raccolti. Psichiatri e psicologi, giornalisti, storici, operatori del sociale trattano con un <strong>taglio ora saggistico ora narrativo</strong> vari aspetti del fenomeno mafioso, letti attraverso vari punti di vista.</p>
<p>Le <strong>canzoni</strong> di &#8216;ndrangheta e la manipolazione dei media, gli <strong>aspetti psicologici</strong> dell&#8217;appartenenza alla “famiglia”, la storia delle <strong>donne camorriste</strong> a partire dall&#8217;ottocento, gli <strong>immigrati di seconda generazione</strong> e il loro rapporto con la criminalità organizzata, le <strong>feste popolari</strong> come scenario del potere mafioso, la mafia rappresentata dal <strong>cinema</strong> e dalla <strong>televisione</strong>, le specificità siciliane della questione meridionale, storie di beni confiscati e assegnati a Libera, questi ed altri gli argomenti trattati.  Molti i nomi, i nomi della gente comune, Marco,Gennaro, Giuseppe, per raccontare <strong>storie di ordinaria sopraffazione o di ordinaria resistenza.</strong></p>
<p>Ma c&#8217;è un&#8217;ulteriore novità che caratterizza il volume, <strong>il modo in cui viene presentato e pubblicizzato</strong>. Sono infatti alcune associazioni presenti nel territorio che si adoperano per organizzare le presentazioni nelle varie località, coinvolgendo il pubblico attraverso i loro canali di comunicazione. A Catania la presentazione è stata organizzata da Arci, Gapa, Centro di Aggregazione Popolare, U cuntu, Girodivite, Casablanca. L&#8217;aspetto meno positivo di questa modalità è che si tende a raggiungere soprattutto un <strong>circuito di persone già sensibili al problema</strong>, lasciando fuori coloro che maggiormente dovrebbero essere stimolati ad una riflessione.</p>
<p>Ultima caratteristica originale dell&#8217;opera: i <strong>proventi delle vendite</strong> serviranno a finanziare un <strong>progetto di comunicazione</strong> pensato da Agoravox Italia, network europeo di giornalismo partecipativo, per <strong>Scampia</strong>. Un quartiere disagiato potrebbe divenire sede di un&#8217;esperienza innovativa, capace di stimolare la crescita economica e culturale di una zona degradata e problematica del Sud..</p>
<p>Il libro non è quindi solo un contributo alla comprensione del fenomeno mafioso, è anche una dimostrazione della presenza di una rete di intellettuali, volontari, cittadini che vogliono capire e ricordare, che vogliono <strong>continuare a costruire e ad operare sul territorio</strong>, senza perdere la speranza e unendo le proprie forze, perchè, come conclude Travaglio nella prefezaione, “l&#8217;unione fa la forza”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/01/16/strozzateci-tutti-se-potete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

