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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; associazioni</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Amnesty a Catania contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 05:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amnesty a Catania contro la violenza sulle donne. Da &#8220;Mai per amore&#8221; di Gianna Nannini a &#8220;La donna che parla in fretta&#8221; di Marina Rei. Attraverso letture, brani musicali, interventi, per dire &#8220;Io pretendo dignità&#8220;, la campagna contro tutte le forme di discriminazioni di genere. La serata per parlare della &#8220;trappola del genere, donne, violenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-8kciWR0bV00/TtOssnFRjuI/AAAAAAAAIHw/Grp1PmVsHpA/s512/111128%252520Amnesty.jpg" alt="" width="255" height="358" /><strong>Amnesty </strong>a Catania <strong>contro la violenza sulle donne</strong>. Da &#8220;Mai per amore&#8221; di Gianna Nannini a &#8220;La donna che parla in fretta&#8221; di Marina Rei. Attraverso letture, brani musicali, interventi, per dire &#8220;<strong>Io pretendo dignità</strong>&#8220;, la campagna contro tutte le forme di discriminazioni di genere. La serata per parlare della &#8220;trappola del genere, donne, violenza e povertà&#8221; é ospitata dal Laboratorio d&#8217;arte.</p>
<p><strong>Simonetta Cormaci</strong>, viceresponsabile  regionale di Amnesty e del <strong>Gruppo 72 di Catania</strong> illustra gli scopi dell&#8217;Associazione, nata 50 anni fa per combattere le torture e la pena di morte e promuovere i diritti umani nel mondo. Stavolta, però, si parla di violenza contro le <span id="more-27852"></span>donne. La gente ignora che <strong>più del 70 per cento dei poveri del mondo sono donne;</strong> che nonostante producano dal 60 all&#8217;80 per cento del cibo dei paesi in via di sviluppo le donne possiedono solo l&#8217;un per cento della terra; che lavorano senza tregua  dall&#8217;alba al tramonto e guadagnano molto meno degli uomini pur facendo lo stesso lavoro. <strong>Tre quarti degli adulti analfabeti sono donne</strong>.</p>
<p>E l&#8217;elenco delle discriminazioni e dei soprusi non finisce qui. Due gli appelli da firmare subito, quello per  l&#8217;uguaglianza delle <strong>donne egiziane</strong> che hanno ricoperto un ruolo fondamentale nella &#8220;Rivoluzione del 25 gennaio&#8221;, portando alla caduta il governo repressivo di Mubarak. Il secondo é perché abbiano prevenzione e cure le <strong>donne della Sierra Leone</strong> che muoiono in tante, ancora oggi, per complicazioni legate alla gravidanza e al parto.</p>
<p>Legge brani di &#8220;Donne che corrono coi lupi&#8221;, <strong>Daniela Ursino del centro antiviolenza Thamaia</strong>. <strong>Giovanna Crivelli dell&#8221;Udi </strong>dà voce a Rosangela Pesenti,  e dichiara: &#8220;La violenza sulle altre è violenza su noi&#8221;. La violenza fa male non solo alle donne ma anche agli uomini e alla società tutta, dice <strong>Mirella Causi di</strong> <strong>Città felice</strong>.</p>
<p>Ma nella serata di Amnesty parlano le donne che hanno subito violenza.  Mentre sullo schermo scorrono immagini terribili, volti di donne, tumefatti, sanguinanti, occhi che raccontano il terrore, si snoda il racconto di &#8220;<strong>Parole e vita</strong>&#8220;, diari di donne, raccolti dalle interviste di <strong>Anna Di Salvo e Carmina Daniele</strong>, cui danno voce gli attori <strong>Alice Ferlito e Santo Santonocito</strong>. A punteggiare il racconto la batteria di <strong>Giampaolo <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />Terranova</strong>. Brandelli di vite straziate dalla violenza domestica, quotidianità fatte di stenti, abusi sessuali, &#8220;corpi violati e menti offese&#8221; di donne che si sentono &#8220;bambole di plastica&#8221;, aborti provocati dalle botte, &#8220;vite che si restringono&#8221;,  depressioni e, finalmente, anche il racconto di una vittoria, di una riconquistata indipendenza.</p>
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		<title>Una Rondine per incontrare &#8220;il nemico&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 05:00:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Metti insieme ragazzi provenienti da paesi in guerra tra loro, cresciuti nel contesto di uno di quei conflitti che generano inevitabilmente paura, sfiducia e sospetto, permetti loro di vivere insieme per due anni, mangiare alla stessa tavola, studiare l&#8217;uno accanto all&#8217;altro, usare la stessa macchina, ed ecco avrai … lo Studentato Internazionale Rondine. A parlare di questa esperienza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-wHNLw0QUusg/TsWGFD3fFvI/AAAAAAAAH8k/9giFwIELjlk/s472/logo_rondine2.jpg" alt="" width="262" height="283" />Metti insieme <strong>ragazzi provenienti da paesi in guerra tra loro</strong>, cresciuti nel contesto di uno di quei conflitti che generano inevitabilmente paura, sfiducia e sospetto, permetti loro di <strong>vivere insieme </strong>per due anni, mangiare alla stessa tavola, studiare l&#8217;uno accanto all&#8217;altro, usare la stessa macchina, ed ecco avrai … lo Studentato Internazionale Rondine.</p>
<p>A parlare di questa <strong>esperienza</strong>, <strong>semplice e allo stesso tempo straordinaria</strong>, sono stati<span id="more-27551"></span> mercoledì sera, nell&#8217;aula A8 del Monastero dei Benedettini, Tara Maria Jabbour e Fadi Barakat, ventenni libanesi, insieme a Noam Pupko, israeliano. Ad accompagnarli Ursula Armstrong, referente dell&#8217;associazione.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è stata promossa da <strong>Pax Christi Catania</strong>, un attivo gruppo che da alcuni anni dedica una settimana dell&#8217;estate alla scoperta di luoghi ricchi di arte e spiritualità, rintracciando talora esperienze significative ma poco conosciute.</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/-1A-o_ug6EVg/TsWGFNvUFKI/AAAAAAAAH8g/PuMDrK1e0MA/s600/8_184b7cb84d7b456c96a0bdfbbeaa5f14_m.jpg" alt="" width="600" height="316" /><strong>Rondine </strong>è innanzi tutto <strong>un luogo</strong>, ha detto Ursula, un piccolo borgo medievale, a 12 km da Arezzo, che si affaccia dall&#8217;alto sull&#8217;Arno. Abbandonato alla fine degli anni &#8217;70 , è stato lentamente <strong>recuperato </strong>da giovani e famiglie che hanno cominciato ad utilizzarlo <strong>per attività di formazione e di accoglienza</strong>.</p>
<p>Sarà un viaggio compiuto in Unione Sovietica nel 1988 a segnare l&#8217;inizio di scambi culturali non solo con la neonata Federazione Russa ma anche con vari paesi che entrano in rotta di collisione con essa e tra loro, Cecenia, Georgia, Abcasia. <strong>Sulle orme del pensiero di Giogio La Pira</strong>, l&#8217;<a href="http://www.rondine.org/it/" target="_blank">associazione Rondine Cittadella della Pace</a> intraprende la strada dell&#8217;<strong>accoglienza di studenti provenienti da paesi in guerra tra loro</strong> affinchè, nella condivisione quotidiana, ognuno di essi scopra che l&#8217; “altro”, pur avendo cultura, lingua e tradizioni diverse, è simile a sé.</p>
<p>L&#8217;orizzonte, dalla Russia e dal Caucaso, col passare del tempo si amplia. Si intrecciano rapporti con altre <strong>zone calde dal pianeta</strong>, il Medio Oriente, l&#8217;Africa subsahariana, i Balcani, il sub continente indiano. I <strong>giovani </strong>che arrivano allo Studentato sono spesso già <strong>laureati</strong>, vengono in Italia per fare un <strong>master </strong>con una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri, ma alle spese della struttura contribuiscono anche donazioni private, tra cui quelle di banche e imprenditori locali, parti attive della rete solidale che caratterizza la Toscana.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-hblh31R2NXM/Ts1qYHoKOuI/AAAAAAAAH_M/hS-ONffHSrE/s350/P1020002.jpg" alt="" width="315" height="182" />All&#8217;arrivo, in primavera, fanno subito un corso intensivo di italiano (“Rondine mi ha regalato una lingua nuova” dice Fadi) ma vengono anche immessi in <strong>un contesto multiculturale</strong>. Sono architetti, farmacisti, assistenti sociali, diversi quindi anche nelle competenze e negli interessi e imparano ad apprezzare la bellezza della diversità.</p>
<p>L&#8217;esperienza più forte rimane comunque<strong> l&#8217;incontro con il “nemico”. </strong>“In Libano è vietato parlare con gli Israeliani, possiamo essere considerati delle spie” dice Tara “e quando sono arrivata non sapevo cosa mi aspettasse. La guerra con Israele ci ha condizionato anche a livello psicologico. A Rondine ho incontrato anche un ragazzo israeliano che aveva combattuto nel mio paese nel 2006 ed è stato difficile essere normale con qualcuno che aveva fatto la guerra al mio popolo”.</p>
<p>E&#8217; solo nella condivisione di tutti i giorni, una condivisione protratta per ben due anni, che si riesce a dimenticare il conflitto e a <strong>capire che “vogliamo tutti la stessa cosa”. </strong>“Ho capito che il meccanismo del conflitto è lo stesso dappertutto” afferma Noam “Il nostro conflitto non è speciale, non lo sono le dinamiche e neanche i motivi”.</p>
<p>“Volevo incontrare gli Israeliani, capire come vivono, perchè non sappiamo nulla di loro”, racconta Fadi, “adesso so che sono come noi e oggi il mio migliore amico a Rondine è un israeliano, Noam.”</p>
<p>Sulla gioia della scoperta grava<strong> un&#8217;ombra</strong>, la consapevolezza che questo periodo “speciale” finirà. Tara è a Rondine già da un anno e mezzo, il suo percorso è vicino alla conclusione. “Tornando lavoreremo per il cambiamento, ma non è una cosa facile, non posso dire di essere ottimista”.</p>
<p>A macchia d&#8217;olio però <strong>una sensibilità diversa si diffonde</strong>. Fadi aspetta in visita a Rondine la sua ragazza ed alcuni amici, conosceranno il suo amico israeliano, stringeranno al mano al nemico.</p>
<p>“Ho studiato per assistente sociale e vorrei lavorare per migliorare Israele” conclude Noam “ma nessun cambiamento è possibile senza <strong>risolvere il conflitto</strong>. Anche qui facciamo l&#8217;esperienza del conflitto, a volte litighiamo tra noi, eppure questo non ci impedisce di stare bene insieme.”</p>
<p>I ragazzi partecipano anche a dei <strong>progetti </strong>che possono coinvolgere popolazioni di vari paesi (<em>Venti di pace su Caucaso, un progetto di diplomazia <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />popolare</em>), richiedere un ruolo di educatore in un campo di dialogo interculturale (<em>Triumph, Building bridges</em>) o costituire un&#8217;esperienza di alto valore simbolico (<em>La vigna della pace</em>) in cui “invece delle armi impugniamo le forbici per vendemmiare”. Quest&#8217;ultimo progetto, finalizzato anche alla racconta di fondi, si conclude con la produzione di<strong> un vino di qualità che ha</strong>, come valore aggiunto,<strong> il “sapore della pace”.</strong></p>
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		<title>L&#8217;Italia sono anch&#8217;io, due leggi di iniziativa popolare</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:12:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi 5 milioni (l’8% della popolazione) le persone di origine straniera che vivono in Italia. Di queste quasi un quinto sono minori. Nello scorso anno scolastico gli oltre 700.000 alunni stranieri presenti hanno rappresentato il 7,9% dell’intera popolazione (percentuale, quest’ultima, che sale ulteriormente se ci si riferisce alle scuole materne ed elementari). Il 42,2% di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-JbTg0yISTcw/TrzSsPxvMWI/AAAAAAAAH6U/aZ0sOpSJm7A/s300/lItaliasonoanchio.jpg" alt="" width="280" height="300" />Quasi 5 milioni (l’8% della popolazione) le <strong>persone di origine straniera</strong> che vivono in Italia. Di queste quasi un quinto sono minori. Nello scorso anno scolastico gli oltre 700.000 alunni stranieri presenti hanno rappresentato il 7,9% dell’intera popolazione  (percentuale, quest’ultima, che sale ulteriormente se ci si riferisce alle scuole materne ed elementari). Il 42,2% di essi è nato in Italia. Eppure, tutti<strong> questi ragazzi ad oggi non sono italiani</strong>, né lo saranno fino a 18 anni, nonostante la<span id="more-27352"></span> nostra Costituzione &#8211; art. 3 &#8211; stabilisca il principio di eguaglianza fra le persone e impegni lo stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.</p>
<p>Di fronte a tutto ciò oltre venti associazioni (fra le quali Libera, gruppo Abele, Acli, Arci, Caritas Italiana, Cgil, Centro Astalli, Tavola della Pace) hanno deciso di promuovere <strong>due leggi di iniziativa popolare</strong> (per le quali occorre raccogliere, entro febbraio 2012, 50.000 firme) per la riforma del diritto di cittadinanza per i minori e il diritto di voto ai lavoratori regolarmente presenti nel nostro Paese da cinque anni.<strong> </strong></p>
<p><strong>L’Italia sono anch’io</strong>, questo il titolo dell’iniziativa, riguarda innanzitutto il principio fondamentale dell’introduzione nel nostro paese dello <strong>ius soli</strong>: sono cittadini italiani i nati in Italia che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante (da almeno un anno).</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-7gXeG6EMx94/TrzSrllmBOI/AAAAAAAAH6M/ix8Sih7RTJY/s200/l%252527italia_sono_anchio.jpg" alt="" width="180" />Attualmente la normativa esistente indica il principio dello<strong> ius sanguinis</strong> come unico mezzo di acquisto della cittadinanza a seguito della nascita, mentre l’acquisto automatico della cittadinanza per ius soli continua a rimanere limitato ai figli di ignoti, di apolidi, o ai figli che non hanno diritto alla cittadinanza dei genitori. Inoltre, qualora questa campagna raggiungesse l’obiettivo, verrebbe  riconosciuto anche il <strong>diritto di cittadinanza</strong> per i tantissimi minori che non sono nati in Italia, ma ci vivono  stabilmente come i loro coetanei italiani.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>gli adulti che chiedono di diventare italiani </strong>si abbassa il requisito da 10 anni di soggiorno regolare, com’è oggi, a cinque anni. Infine, per<strong> il diritto di voto nelle comunità locali</strong>, la proposta è di concederlo per le elezioni in città, province e regioni agli stranieri in possesso del titolo di soggiorno da cinque anni.</p>
<p>A spingere le associazioni a “cambiare passo sulla cittadinanza” non solo considerazioni di tipo generale, ma, anche, le troppe storie quotidiane di diritti negati.</p>
<p>A <strong>Catania</strong>, il Comitato Promotore  (al quale hanno aderito anche associazioni locali, fra queste la LILA e la Rete Antirazzista) ha organizzato una giornata di <strong>raccolta firme Sabato 12 novembre dalle ore 16,30 in via Etnea (di fronte alla villa Bellini)</strong>.</p>
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		<title>Catania, insieme per una Procura libera e autonoma</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 09:49:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stavolta ce l&#8217;hanno fatta a sconfiggere divisioni e antagonismi. Cittadini e associazioni, insieme, hanno dato vita ad un sit in davanti al palazzo di giustizia di Catania per sollecitare il CSM a nominare il nuovo Procuratore della Repubblica di Catania e &#8220;per chiedere che la nomina ricada su una personalità di alto spessore, che eserciti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 317px"><img title="foto  redazionesottosfratto.it" src="https://lh5.googleusercontent.com/-X3kE3H9dB9k/Tq3UVE_f94I/AAAAAAAAHwE/-Exb0oUkPV0/s640/111030%252520sit-in%252520procura-02.jpg" alt="" width="307" height="130" /><p class="wp-caption-text">foto  redazionesottosfratto.it</p></div>Stavolta ce l&#8217;hanno fatta a sconfiggere divisioni e antagonismi.<strong> Cittadini e associazioni, insieme,</strong> hanno dato vita ad un <strong>sit in davanti al palazzo di giustizia di Catania </strong>per sollecitare il <strong>CSM</strong> a nominare il nuovo <strong>Procuratore della Repubblica di Catania</strong> e &#8220;per chiedere che la nomina<span id="more-27059"></span> ricada su una personalità di alto spessore, che eserciti l&#8217;autonomia della magistratura rispetto al potere politico ed economico e che sia del tutto estranea all&#8217;ambiente cittadino&#8221;.</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;"><a id="PROCURA">Nomina Procuratore di Catania</a>&nbsp;</p>
<p class="title">Nomina Procuratore di Catania &#8211; articoli correlati su argocatania.org</p>
<ul>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/10/13/aspettando-il-procuratore-manifestazioni-e-appelli/" target="_blank"><em>13.10.11 &#8211; Aspettando il Procuratore, manifestazioni e appelli</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/10/10/sel-ora-basta-serve-aria-nuova-alla-procura-di-catania/" target="_blank"><em>10.10.11 &#8211; SEL, Ora basta! Serve aria nuova alla procura di Catania</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/08/16/tre-nomi-per-la-procura-di-catania/<br />
" target="_blank"><em>16.07.11 &#8211; Tre nomi per la Procura di Catania</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/01/20/procura-di-catania-appello-al-csm/" target="_blank"><em>20.01.11 &#8211; Procura di Catania, appello al CSM</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/04/19/procuratore-cercasi-4-conclusioni/" target="_blank"><em>19.04.10 &#8211; Procuratore cercasi (4). Conclusioni</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/04/13/procuratori-cercasi-3-gli-interventi-del-governo/" target="_blank"><em>13.04.10 &#8211; Procuratori cercasi (3). Gli interventi del governo</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/04/07/procuratori-cercasi-2-perche-mancano/" target="_blank"><em>07.04.10 &#8211; Procuratori cercasi (2). Perchè mancano</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/03/30/procuratore-cercasi-carenze-di-organico-in-sicilia/" target="_blank"><em>30.03.10 &#8211; Procuratore cercasi (1). Le carenze di organico in Sicilia</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2008/02/28/giustizia-e-sfatta/" target="_blank"><em>28.02.10 &#8211; Giustizia è sfatta</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>La associazioni, che sperano per Catania in un <strong>futuro di legalità e giustizia,</strong> &#8220;manifestano preoccupazione&#8221; e auspicano la nomina di un procuratore che possa &#8220;finalmente disvelare e rendere pubblico l&#8217;intreccio tra poteri economici, politici e mafiosi noto come il <strong>caso Catania</strong>, di una personalità di alto spessore che eserciti l&#8217;autonomia della magistratura rispetto al potere politico, che sia capace di operare al di fuori delle logiche proprie del sistema politico-affaristico  della città, che possibilmente sia estranea all&#8217;ambiente cittadino, che provenga cioè  da realtà lontane dall&#8217;humus siciliano e catanese in particolare, <strong>una personalità che favorisca il riscatto civile di Catania e che contribuisca a restituirle orgoglio e dignità</strong>&#8220;.</p>
<p>Anche i <strong>cittadini </strong>hanno firmato un appello  &#8220;al Csm, affinché la Procura di Catania abbia finalmente un <strong>Procuratore capo assolutamente estraneo ai giochi di Palazzo </strong>e all’intreccio delle poco chiare vicende catanesi. Un magistrato che non subisca le forti interferenze esterne che hanno condizionato da decenni la direzione della Procura catanese&#8221;.</p>
<p>Richiama l&#8217;allarme di Confindustria sulle infiltrazioni mafiose l&#8217;<strong>Associazione Libera</strong> che auspica la nomina di <strong>un procuratore &#8220;libero da legami con la città</strong> e lontano dalle storie, che hanno infangato la magistratura catanese&#8230; che possa &#8220;ridare l&#8217;autorevolezza indispensabile all&#8217;imparziale esercizio dell&#8217;azione penale, cui Catania ha diritto.&#8221;CSM</p>
<p><strong>Libertà e Giustzia</strong> chiede al CSM di &#8220;effettuare una precisa scelta di autonomia e<img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /> responsabilità per Catania, con ciò manifestando alla Sicilia, e all’Italia tutta, la propria reale capacità e volontà di indipendenza da perniciose e distruttive influenze e logiche di potere&#8221;.</p>
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		<title>26 associazioni in cerca di un albo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 04:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è detto che restino 26. Le associazioni che mercoledì 12 ottobre hanno presentato richiesta di iscrizione all&#8217;albo previsto dall&#8217;articolo 41 dello statuto comunale potrebbero infatti aumentare di numero. La domanda che sorge spontanea é: come mai un numero crescente di associazioni è interessato ad iscriversi ad un albo che ancora non esiste? La ragione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/--hnhhfP0fVw/TqCSE71B8RI/AAAAAAAAHdY/JfmeVcYZL9M/s274/111020%252520associarsi.jpeg" alt="" width="219" height="147" />Non è detto che restino 26. Le associazioni che mercoledì 12 ottobre hanno presentato <strong>richiesta di iscrizione all&#8217;albo</strong> previsto dall&#8217;articolo 41 dello statuto comunale potrebbero infatti aumentare di numero. La domanda che sorge spontanea é: come mai un numero crescente di associazioni è interessato ad iscriversi ad un albo che <span id="more-26725"></span>ancora non esiste?</p>
<p>La ragione va ricercata in una lunga storia <a href="http://www.argocatania.org/2010/11/06/uno-statuto-comunale-finalmente-utilizzabile-anche-dai-cittadini/" target="_blank">di cui Argo ha già parlato</a>. E&#8217; la storia di uno <strong><a href="http://www.comune.catania.it/il_comune/regolamenti/Statuto.aspx" target="_blank">statuto comunale</a></strong> approvato nel 1995 e rimasto in gran parte lettera morta per la mancata approvazione del <strong>regolamento attuativo</strong> che avrebbe dovuto regolamentare i cosiddetti “istituti di partecipazione popolare”, vale  a dire la possibilità di esercitare, da parte dei cittadini, i diritti di petizione, di istanza, di udienza, nonché la possibilità di avviare iniziative di consultazione popolare e di promuovere referendum consultivi, propositivi e abrogativi.</p>
<p>Solo nell&#8217;ottobre del 2010, dopo 15 anni, il regolamento attuativo è stato finalmente approvato grazie alla determinazione dimostrata dal <a href="http://noidecidiamo.altervista.org/" target="_blank"><strong>Comitato Noi decidiamo</strong></a>, che ha elaborato una proposta di regolamento attuativo e ha in un certo qual modo costretto il Consiglio comunale a prenderne visione, emendarla e approvarla.</p>
<p>Il rischio che questa approvazione diventasse un punto di arrivo fine a se stesso, e quindi lettera morta, è stato scongiurato dalle iniziative intraprese da alcuni rappresentanti del Comitato Noi decidiamo, in particolare Mirko Viola dei Giovani di <strong><a href="http://www.cittainsieme.it/albo-comunale-delle-associazioni-22-associazioni-insieme-per-ottenerlo-conferenza-stampa-mercoledi-12-ore-10-00-in-p-zza-duomo" target="_blank">CittàInsieme</a></strong>, che ha organizzato nella sede di Via Siena un incontro di formazione e successivamente altri incontri di approfondimento sulle potenzialità offerte dal <strong><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/10/Regolamento_attuativo_Comitato_Diritti_Civili.pdf">titolo quarto dello statuto</a></strong> e quindi sui vantaggi offerti da una partecipazione operata non solo da singoli cittadini ma da associazioni riconosciute e registrate nell&#8217;apposito albo.</p>
<p>Basti pensare che sono sufficienti ad <strong>esempio</strong> tre associazioni per presentare una petizione al Consiglio Comunale senza passare attraverso la raccolta di 500 firme, previste per i singoli.</p>
<p>Visto che per potersi avvalere dei diritti riconosciuti dallo statuto, le associazioni devono -come abbiamo visto- essere <strong>riconosciute e registrate</strong>, è stato naturale individuare il passo successivo nella presentazione della domanda di riconoscimento e di iscrizione., che è stata <strong><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/10/Statuto_Comunale_Albo_Elenco_Associazioni.pdf">fatta da ben 26 associazioni</a></strong>, in modo ufficiale e con relativa conferenza stampa.</p>
<p>L&#8217;incontro fortuito dei rappresentanti di queste associazioni con il <strong>presidente del Consiglio Comunale</strong>, Marco Consoli, ha costretto quest&#8217;ultimo ad <strong>impegnarsi perchè la procedura venga portata a termine</strong> e l&#8217;albo, ancora inesistente, istituito al più presto. Cosa non difficile se, come è probabile, basterà una delibera del sindaco.</p>
<p>Non si creda di mettere a tacere i rappresentanti di un così folto numero di associazioni, molto attive ognuna nel suo campo, con il concedere loro un <strong>diritto sulla carta</strong>. Hanno dimostrato di avere le idee abbastanza chiare e probabilmente faranno sentire presto la loro voce, incoraggiando altri gruppi a seguirne l&#8217;esempio.</p>
<p><strong>Per essere iscritte all&#8217;albo</strong>, che -una volta istituito- dovrà essere aggiornato ogni anno, le associazioni devono dichiarare e documentare, tra l&#8217;altro, lo scopo statutario e l&#8217;assenza di fini di lucro, la sede legale e le generalità del legale rappresentante, la descrizione sommaria dell’attività svolta nell’ultimo anno di attività (non è d&#8217;altra parte prevista iscrizione per le associazioni che hanno meno di un anno di vita) e altro ancora.</p>
<p>Ma nessuna dichiarazione e nessun pezzo di carta avranno efficacia senza una <strong>volontà reale di partecipazione</strong> da parte degli iscritti e senza una reale, e non solo formale, disponibilità delle istituzioni, anche nel caso in cui le richieste avanzate fossero “scomode”.</p>
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		<title>Kulimaro, a Catania l&#8217;arcobaleno del Cope</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
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		<description><![CDATA[Kulimaro vuol dire &#8220;arcobaleno&#8221; nella lingua mandinga del Senegal. Da questo simbolo colorato di pace ha preso spunto il COPE, organismo che svolge attività di cooperazione internazionale e di educazione allo sviluppo, per organizzare il suo momento conclusivo annuale di incontro interetnico. Una serata, quella di venerdì scorso nel cortile della CGIL, di suoni, danze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-W16QOi8JZ0M/TgWCJZsNPbI/AAAAAAAAFuA/HypfpnKUzEA/s720/P1070073-09.JPG" alt="" width="302" height="248" /><strong>Kulimaro</strong> vuol dire &#8220;arcobaleno&#8221; nella lingua mandinga del Senegal. Da questo simbolo colorato di pace ha preso spunto il <strong>COPE</strong>, organismo che svolge attività di cooperazione internazionale e di educazione allo sviluppo, per organizzare il suo momento conclusivo annuale di incontro interetnico.</p>
<p>Una serata, quella di venerdì scorso nel cortile della CGIL, di <strong>suoni, danze e cibi</strong>, in un clima di festa e con la<span id="more-22820"></span> partecipazione di molti giovani. Tra le realtà artistiche presenti, gli Afro Bougna Band, ensemble nato dall&#8217;incontro di musicisti senegalesi e catanesi.</p>
<p>Spazio anche per la riflessione, a partire da brani di Faden Kele, <strong>spettacolo sulla realtà dei bambini soldato</strong>, recitato da Abou Tourè.</p>
<p>Un&#8217;opportunità per incontrare anche <strong>altre associazioni</strong>, presenti con i loro banchetti, che lavorano sul territorio praticando l&#8217;accoglienza.</p>
<p>Catania si riscopre <strong>meno provinciale</strong> e <strong>più multietnica</strong> e ce lo dicono soprattutto i bambini che giocano mescolando i loro colori.</p>
<p>Su altre esperienze di serate organizzate dal CoPE, leggi su Argo <strong><a href="http://www.argocatania.org/2009/07/17/donne-motore-dello-sviluppo/" target="_blank">Donne, motore dello sviluppo</a></strong></p>
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2FArgo.redazione%2Falbumid%2F5622042432156168913%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26authkey%3DGv1sRgCLDqxpCH1oL6HA%26hl%3Dit"></embed></p>
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		<title>Spegni lo spreco&#8230; accendi lo sviluppo</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/09/17/spegni-lo-spreco-accendi-lo-sviluppo-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 04:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[2 CONVEGNI 2 “SPEGNI LO SPRECO… ACCENDI LO SVILUPPO!” Il  23 Ottobre 2010 a Milano (c/o il PIME, V.Mose Bianchi 94) dalle 9 alle 17,00, ed il 24 Ottobre 2010 a Catania (c/o l’Auditorium del Monastero Benedettini, P.zza Dante) dalle 9 alle 17,00 si svolgeranno i  2 Convegni “SPEGNI LO SPRECO&#8230; ACCENDI LO SVILUPPO&#8221;, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>2 CONVEGNI 2<br />
“SPEGNI LO SPRECO… ACCENDI LO SVILUPPO!”</strong></p>
<p>Il  23 Ottobre 2010 a Milano (c/o il PIME, V.Mose Bianchi 94) dalle 9 alle 17,00, ed il <strong>24 Ottobre 2010 a Catania</strong> (c/o l’Auditorium del Monastero Benedettini, P.zza Dante) dalle 9 alle 17,00 si svolgeranno i  2 Convegni “SPEGNI LO SPRECO&#8230; ACCENDI LO SVILUPPO&#8221;, che si collocano all’interno del percorso iniziato tre anni fa con l’omonimo progetto.<br />
Oltre a presentare gli strumenti didattici elaborati dal progetto, i convegni metteranno a confronto <strong>esperienze pratiche di cambiamento verso la sostenibilità</strong> nel Nord come nel Sud del Mondo, esso è rivolto ad associazioni, ONG, studenti, docenti, politici, cittadini interessati a tali tematiche e praticanti della decrescita.</p>
<p>In particolare verranno presentate interessanti esperienze di ONG italiane e straniere riguardanti l&#8217;<strong>uso di TECNOLOGIE APPROPRIATE  e di ENERGIE RINNOVABILI </strong>in progetti di Cooperazione Internazionale.</p>
<p>Fra i relatori che verranno ospitati dal Sud del Mondo:<br />
* <strong>Urbelinda Ferrufino Arnes</strong>,  dell’associazione ASEO Asociaciòn Ecologica del Oriente –promotrice in Bolivia di soluzioni intelligenti per la <strong>gestione dell&#8217;acqua</strong> fra i campesinos della Valle del Ciamborò.<br />
* <strong>Erik Brenes</strong>, della Costa Rica, esperto in <strong>produzione di Biodiesel da olio vegetale scartato </strong>con la Fondazione STRO (Social Trade Organisation) di Olanda.</p>
<p><strong>Altri interessanti progetti</strong> che verranno presentati: le cucine migliorate, i forni solari, la prevenzione della desertificazione, il riutilizzo di acque reflue per l’agricoltura, le stufe pirolitiche, l&#8217;autocostruzione solare, la gestione intelligente dei rifiuti, la costruzione sostenibile&#8230; e tante altre esperienze verificate e riproponibili.</p>
<p>Una novità di questo convegno sarà la scelta di uno <strong>STILE a basso impatto ambientale</strong>. Non riceverete gadget,  nè cartellette. Niente plastica/alluminio monouso. Il  materiale del convegno verrà inserito sul <strong>sito (www.spegnilospreco.org)</strong>. Il buffet sarà a km zero/equo e l’acqua “San Rubinetto”  per tutti.</p>
<p>Alla fine di Settembre troverete notizie più dettagliate sul sito www.spegnilospreco.org. Contattateci se avete bisogno di ospitalità “sobria” o di condividere la macchina con qualcuno che arrivi dalle vostre parti. Se desiderate usufruire del pasto equosolidale (con piccolo contributo)  vi chiediamo di farcelo sapere via mail o telefono per meglio organizzarci.</p>
<p>“Spegni lo spreco … Accendi lo sviluppo!” (www.spegnilospreco.org ) è un progetto a lungo termine, <strong>cofinanziato dalla Commissione Europea, promosso dal COPE (www.cope.it) insieme alle associazioni Energetica (www.energetica.it); Oltreilconfine (www.oltreilconfine.it) e “Tamburi di pace”</strong>.</p>
<p>15 Settembre 2010<br />
Info:</p>
<p>Per Milano   Mercedes Mas  3661591748   info@spegnilospreco.org</p>
<p>Per Catania: Claudia Aiello  3488948743<br />
cope@cope.it     info@spegnilospreco.org</p>
<p>ADERISCONO AI CONVEGNI :</p>
<p>INGEGNERI SENZA FRONTIERE www.isf.polimi.it<br />
ICEI www.icei.it<br />
CERTAS  http://www.certas.it<br />
CIRPS Roma http://www.cirps.it/<br />
WATINOMA  www.watinoma.info<br />
GREENPEACE SICILIA http://www.greenpeace.it/local/catania<br />
MANI TESE SICILIA http://manitesesicilia.blogspot.com<br />
OSTELLO DEL PLEBISCITO/CT www.ostellodelplebiscito.it<br />
FAC. DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE –CT- www.flingue.unict.it Catania<br />
LIBLAB www.liblab.it<br />
LUCE &amp; VITAENERGIA www.luceevitaenergia.it<br />
TERRE DI MEZZO www.terre.it<br />
ALTRECONOMIA www.altreconomia.it<br />
AGENDA21 FERRARA http://www.provincia.fe.it/agenda21<br />
CETAMB http://www.ing.unibs.it/~cetamb/<br />
ACRA www.acra.it<br />
ACCRI  Triestewww.accri.it<br />
PIME Milano http://www.pimemilano.com/<br />
CRIC  www.cric.it<br />
ICHAR Milano www.ichar.org<br />
ARCO’  www.scuoladigomme.irg<br />
PAEA http://www.paea.it/<br />
OIKOS  www.istituto-oikos.org<br />
ACLI  http://www.aclimilano.com/internazionale/pattopace-globalizzare.php<br />
VAGAMONDI bottega@vagamondi.net<br />
LVIA www.lvia.it<br />
COSV  www.cosv.org<br />
STRO (Olanda/Costa Rica) www.stro-ca.org<br />
INFORMATICI SENZA FRONTIERE www.informaticisenzafrontiere.org<br />
ASEO Asociaciòn Ecologica del Oriente – Bolivia -<br />
FONDAZIONE  REEF/Spes http://www.aper.it/newsite/images/stories/Cartella_stampa/2009/spes.pdf<br />
RIFIUTIZERO http://rifiutizero.org<br />
URBANO CREATIVO http://www.urbanocreativo.it/new/news.php?id=580<br />
EMERGENCY  www.emergency.it<br />
CASA PER LA PACE MILANO www.casaperlapacemilano.it<br />
ASPO ITALIA http://www.aspoitalia.it/</p>
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		<title>Una mostra per raccontare il riscatto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[Beppe Montana]]></category>
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		<category><![CDATA[Ninni Cassarà]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Terre di libertà. I volti e i luoghi del riscatto civile dalla mafia&#8221;. E&#8217; questo il titolo della mostra fotografica presentata ieri a palazzo Platamone, in occasione della commemorazione del venticinquesimo anniversario della morte del commissario Beppe Montana. Le immagini raccontano in modo concreto ed efficace alcune delle esperienze di utilizzo di beni confiscati alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Terre di libertà. I volti e i luoghi del riscatto civile dalla mafia&#8221;</strong>. E&#8217; questo il titolo della <strong>mostra fotografica</strong> presentata ieri a palazzo Platamone, in occasione della commemorazione del venticinquesimo anniversario della morte del commissario Beppe Montana.</p>
<p>Le immagini raccontano in modo concreto ed efficace alcune delle esperienze di <strong>utilizzo di beni confiscati</strong> alla mafia da parte di cooperative facenti capo a &#8220;<strong>Libera</strong>. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.&#8221;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a title="vai alla galleria" href="http://www.flickr.com/photos/51955634@N02/sets/72157624486449081/show/with/4841909664/" target="_blank"><img class="  " src="http://farm5.static.flickr.com/4146/4841909664_4edc822ba5_b.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">vai alla galleria foto</p></div>
<p>Da queste immagini scaturisce <span id="more-14056"></span>un <strong>messaggio di speranza</strong>. L&#8217;esempio di queste cooperative rende concreta per la collettività non solo la prospettiva di riappropriarsi di beni appartenuti e gestiti dalla mafia ma anche quella di offrire opportunità di lavoro ai giovani. Queste esperienze tuttavia possono sopravvivere solo se non sono lasciate sole. Ognuno di noi può e deve individuare responsabilmente delle <strong>forme di solidarietà</strong>, dall&#8217;aiuto nei lavori materiali al sostegno morale all&#8217;acquisto dei prodotti.</p>
<p>L&#8217;invito a ricordare la tragica estate di sangue palermitana del 1985 che ha visto cadere, insieme a Beppe, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, si associa così alla richiesta di impegno affinchè venga alimentata la <strong>crescita della coscienza civile</strong> e la speranza nella <strong>possibilità del cambiamento</strong>. La mostra, che rimarrà aperta a Palazzo Platamone fino al 14 agosto, serve anche a questo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Teniamoci pronti a difendere l&#8217;Andrea Doria</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 20:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani mattina 8 luglio, se la sciagurata amministrazione catanese oggi non rispetta gli impegni presi con la proprietà del plesso della Scuola media Doria a S.Cristoforo e paga gli arretrati dell&#8217;affitto di questi ultimi anni (180 mila euro), un ufficiale giudiziario sarà costretto a cancellare e a chiudere uno degli ultimi pezzi dello Stato, uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani mattina 8 luglio, se la sciagurata amministrazione catanese oggi non rispetta gli impegni presi con la proprietà del plesso della Scuola media Doria a S.Cristoforo e paga gli arretrati dell&#8217;affitto di questi ultimi anni (180 mila euro), un <strong>ufficiale giudiziario</strong> sarà costretto a cancellare e a chiudere <strong>uno degli ultimi pezzi dello Stato</strong>, uno degli ultimi presidi democratici, uno degli ultimi luoghi del quartiere in cui genitori e figli possono costruire cultura e nuove relazioni.<br />
Mentre Laura soffre in ospedale solo per essersi trovata in piazza Dante giovedì scorso, vittima della violenza che produce ogni giorno la nostra<br />
città, mentre le istituzioni usano le parole solo per spargere fumo e coprire le proprie responsabilità, mentre ci sono quartieri dove i più<br />
piccoli giocano in parchi giochi pieni di topi e utilizzati solo per lo spaccio, noi non possiamo restare indifferenti.<br />
L&#8217;amministrazione comunale di Catania se non adempie al suo dovere con la proprietà e permette la chiusura della Doria si macchierà di un crimine immenso di cui dovrà pagare le conseguenze.<br />
<strong>Lo Stato che decide di chudere se stesso a S.Cristoforo: è inconcepibile!</strong><br />
Noi, se oggi 7 luglio non ci saranno novità, domani giovedì 8 luglio dalle ore 8.00 <strong>difenderemo in via Cordai a S.Cristoforo la Scuola Statale A.Doria.</strong><br />
Associazione GAPA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pizzo free a Catania: lista degli esercenti</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 04:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuova iniziativa di Addiopizzo a Catania: all&#8217;interno del loro sito hanno pubblicato un elenco di cinquanta esercenti di Catania e provincia che non pagano il pizzo e che lo dichiarano pubblicamente. L&#8217;associazione aveva precedentemente consultato dei cittadini e raccolto oltre quattromila firme di altrettanti consumatori che si sono impegnati ad acquistare nei negozi pizzo free. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/addiopizzo.png"><img class="alignright size-medium wp-image-13299" title="addiopizzo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/addiopizzo-300x300.png" alt="" width="180" height="180" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nuova<strong> iniziativa di Addiopizzo</strong> a Catania: all&#8217;interno del loro sito hanno pubblicato un<strong> <a href="http://www.addiopizzocatania.org/public/cmsms/index.php?page=lista-pizzofree" target="_blank">elenco di cinquanta esercenti di Catania e provincia</a></strong> che <strong>non pagano il pizzo</strong> e che lo dichiarano pubblicamente.  L&#8217;associazione aveva precedentemente consultato dei cittadini e raccolto <strong>oltre quattromila firme</strong> di altrettanti <strong>consumatori </strong>che si sono<strong> impegnati ad acquistare nei negozi pizzo free.</strong> La lista è <span id="more-13298"></span>stata resa pubblica nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina 30 giugno in Prefettura a Catania. Addiopizzo, che collabora con le associazioni antiracket,  ha anche in progetto una serie di interventi nelle scuole per l&#8217;educazione alla legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per consultare la lista degli esercenti ecco <a href="http://www.addiopizzocatania.org/public/cmsms/index.php?page=lista-consumatori" target="_blank">il link al sito di Addiopizzo Catania</a></p>
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