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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Asud&#8217;europa</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Studenti siciliani, indecisi, tar-tassati, senza futuro</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 06:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Indecisi, preoccupati, pessimisti sul loro futuro. Sono così , all&#8217;indomani della maturità, gli studenti siciliani che non sanno neppure cosa fare, a quale facoltà iscriversi, nè intravedono prospettive di lavoro. Così una indagine realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis tra gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori dell’Isola ripresa in un interessante dossier da A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-t7FPkrVM8jg/TPQ9rC-oOHI/AAAAAAAABsU/06nc9NQwJ40/manifestazione%252520teatro.jpg" alt="" width="384" height="216" />Indecisi, preoccupati, pessimisti sul loro futuro. Sono così , all&#8217;indomani della maturità, gli studenti siciliani </strong>che non sanno neppure cosa fare, a quale facoltà iscriversi, nè intravedono prospettive di lavoro. Così una indagine realizzata dall’<strong>Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis </strong>tra gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori dell’Isola ripresa in un interessante dossier da <a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/08/a_sud_europa_anno-5_n-29_p17.pdf">A Sud&#8217;Europa (p. 17)</a><strong>.</strong></p>
<p><strong>Solo il 27% degli studenti che hanno scelto <span id="more-24314"></span>di proseguire gli studi ha già deciso a quale facoltà e corso di laurea iscriversi.</strong> Un quinto degli intervistati vuol lavorare ma teme che si tratti di impieghi occasionali. Un quarto di essi non sa cosa fare. I giovani intervistati ritengono che le assunzioni non dipendano dalla preparazione e dalle competenze professionali ma dalle conoscenze politiche e personali, dalle vecchie care raccomandazioni, insomma. O peggio. <strong>E poi c&#8217;è il futuro che i ragazzi vedono nero. </strong>Sono convinti che la loro posizione sociale ed economica sarà peggiore di quella dei loro genitori.</p>
<p><strong>Gli studi, inoltre, sono sempre più costosi.</strong> (<a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/08/a_sud_europa_anno-5_n-29_p19.pdf">A Sud&#8217;Europa p. 19</a>) Le tasse negli ultimi anni sono aumentate del 38,3 per cento. Dell&#8217;8,7 solo nell&#8217;ultimo anno. In media lo studente che nel 2009 pagava 1.024,5 euro, nel 2010 ha versato al proprio ateneo ben 1.113,6. E qualche università ha fatto registrare, sempre in quell&#8217;anno, aumenti record. <strong>È il caso di Catania, dove il rincaro è stato del 51 %. In controtendenza, invece, ma solo sulla carta, Palermo, con il 10% in meno.</strong> Sulla carta, dicevamo, perchè in quell&#8217;ateneo è stata data agli studenti la possibilità di rateizzare le tasse e quindi nel calcolo delle cifre sborsate dai ragazzi mancano le somme ancora da corrispondere. (<a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/08/a_sud_europa_anno-5_n-29_p18.pdf">A Sud&#8217;Europa p18</a>)</p>
<p>Laurea o meno, <strong>la crisi economica mondiale affligge maggiormente i giovani meridionali.</strong> <a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/08/a_sud_europa_anno-5_n-29_p21.pdf">A Sud&#8217;Europa (p21)</a> cita l’analisi contenuta nel <strong>rapporto del Cnel sul “Mercato del lavoro 2010-2011”</strong>, presentata a Roma il 14 luglio scorso. Dai dati sembrerebbe il contrario, che, cioè, fosse più grave al Centro-Nord la piaga della disoccupazione. Ma non è così. Al Sud, infatti, ai disoccupati bisogna sommare <strong>gli inattivi “scoraggiati”.</strong> Così il tasso di disoccupazione meridionale si aggira intorno al 25 % della popolazione. <strong>Una volta perso il lavoro, infatti, molti diventano fantasmi, e scompaiono oltre che dal mercato del lavoro anche dalle statistiche “ufficiali”.</strong></p>
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		<title>Beni confiscati alla mafia. E&#8217; sempre Cosa loro</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 03:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pio La Torre si rivolterebbe nella tomba. I beni sequestrati ai mafiosi, in forza di una legge che reca il suo nome, vengono restituiti agli stessi, e su un vassoio d&#8217;argento, dalle amministrazioni pubbliche, le stesse che dovrebbero garantire moralità e trasparenza. E&#8217; accaduto a Palermo, dove l&#8217;amministrazione comunale, senza attendere l&#8217;ok della Prefettura, ha assegnato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignright" style="width: 339px"><a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_10_pet4.flv" target="_blank"><img src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMlPFpa0N1I/AAAAAAAABQA/FDnlTwrAAiA/Beni%20confiscati%20alla%20mafia.jpg" alt="" width="329" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">guarda uno dei servizi di Striscia la notizia </p></div> <strong>Pio La Torre</strong> si rivolterebbe nella tomba. <strong>I beni sequestrati ai mafiosi</strong>, in forza di una legge che reca il suo nome, vengono restituiti agli stessi, e su un vassoio d&#8217;argento, dalle amministrazioni pubbliche, le stesse che dovrebbero garantire moralità e trasparenza. E&#8217; accaduto a <strong>Palermo</strong>, dove<strong> l&#8217;amministrazione comunale, senza attendere l&#8217;ok della Prefettura, ha assegnato  alcuni immobili confiscati </strong>a tre<span id="more-15797"></span> associazioni, tutte del quartiere Brancaccio,<strong> </strong>che, sembrerebbe,  abbiano ottenuto anche dei finanziamenti pubblici. Gli amministratori dei tre enti beneficiari di beni confiscati a boss come <strong>Spina e Bontade,</strong><br />
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 338px"><strong><img class="  " src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMlTQuQ4wzI/AAAAAAAABQI/Kea06S3aDCc/s912/101027%20don%20Mari%20Golesano.jpg" alt="" width="328" height="219" /></strong><p class="wp-caption-text">nella foto da sinistra Raimondo Cerami, don Mario Golesano e il Presidente della Prov di Palermo</p></div>erano parenti degli stessi capomafia, o appartenenti direttamente alle cosche o ancora riconducibili comunque ai <strong>vertici di Cosa nostra</strong>. Per anni i beni confiscati ai mafiosi sono rimasti così nelle mani degli stessi, sia pure attraverso parenti e amici.<br />
Nel 2003 l&#8217;associazione <strong>Live Europa</strong>, opportunamente costituitasi appena poco prima, otteneva un immobile confiscato in <strong>viale Regione siciliana</strong>, 635 metri quadri, per la realizzazione di una <strong>casa famiglia per minori extracomunitari</strong>. <strong>Fu messa su, invece, una casa per anziani, con rate mensili da 1300 euro a vecchietto. </strong>Solo nel 2008, cinque anni dopo, viene rilevata &#8211; e non dal Comune ma dalla Prefettura &#8211; l&#8217;esistenza di <strong>infiltrazioni mafiose</strong>. Nella <strong>Live Europa </strong>erano presenti infatti,  <strong>Roberta Bontade</strong>, il marito <strong>Stefano Marcienò</strong>, parenti di boss e <strong>Francesco Maggiore</strong>, appartenente in prima persona alla cosca mafiosa di <strong>Bagheria</strong>. Questo, però, non impedisce la fruizione del bene da parte dei mafiosi o simpatizzanti  cui <strong>il Comune non revoca la concessione.</strong></p>
<p><strong> </strong>Ancora. Nel 2008 l&#8217;assessore pro tempore assegnò alla <strong>fondazione Giuseppe Puglisi </strong>un appartamento e all&#8217;associazione <strong>Solaria</strong> il <strong>fondo Magliocco</strong>, un terreno di 30.000 metri quadri con casolare annesso, confiscato ai Bontade. Nello stesso anno, però, la Prefettura inviava una nota riservata in cui avvertiva: <strong>il legale rappresentante, padre Mario Golesano, era socio di associazioni formate da parenti di boss e inoltre il vicepresidente della stessa Fondazione, Giuseppe Provenzano, era legato al gruppo Gricoli, riconducibile, a sua volta, nientemeno che al pluriomicida Matteo Messina Denaro,</strong> uno dei criminali latitanti più pericolosi al mondo. Ma all&#8217;indomani dell&#8217;informativa della Prefettura ecco che quegli stessi parenti dei boss si dimettono; a loro subentrano altri amici, meglio mimetizzati. Nonostante le note della Prefettura <strong>il Comune di Palermo attende poi un anno</strong> prima di comunicare l&#8217;avvenuta revoca.</p>
<p>E mentre le associazioni di cui abbiamo parlato amministravano i beni, veniva creata l&#8217;ennesima società, anche questa ispirata a <strong>don Puglisi</strong>, il sacerdote ucciso dalla mafia, il <strong>&#8220;Centro giovanile Don Giuseppe Puglisi Onlus&#8221; </strong>che dopo solo tre giorni chiedeva e solo dopo pochi mesi otteneva un appartamento di 200 metri quadri, poco prima revocato alla Fondazione Puglisi. Anche l&#8217;associazione <strong>ASDA</strong> subentrava nel possesso del Fondo Magliocco all&#8217;Associazione Solaria, anche se tra i membri della prima c&#8217;era anche <strong>Pietro Scozzari</strong>, presidente della Live Europa.</p>
<p>Anche su quest&#8217;ultimo terreno <strong>la destinazione d&#8217;uso era stata aggirata</strong>. Il fondo era stato assegnato al Comune dall&#8217;agenzia del demanio per farne un canile municipale. Il Comune lo aveva invece consegnato alla cooperativa Solaria per avviarvi un&#8217;azienda agricola da affidare ai giovani e, dopo la nota della Prefettura, all&#8217;Asda che si occupa di malati di Alzhaimer.</p>
<p><strong>Per saperne di più leggi l&#8217;articolo di Nadia Spallitta su Asudeuropa del 11 ottobre 2010 pagine 28-31</strong></p>
<p><span style="color: #339966;"><strong><a href="http://www.youtube.com/results?search_query=petyx&amp;aq=f" target="_blank">Altri servizi di  Stefania Petyx</a></strong></span> sui beni sequestrati alla mafia</p>
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		<title>Il battello ebbro della politica e i morsi della crisi economica reale</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 02:59:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Regione l’MPA, dopo l&#8217;UDC, ha estromesso parte del PdL e ha imbarcato in modo ormai organico il PD, i rutelliani e i finiani, ma a Roma ha contribuito a far passare la mozione di fiducia al Governo Berlusconi Alla Provincia di Catania il presidente Castiglione minaccia di estromettere, si presume per rappresaglia, la componente dell’MPA. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TK5IO6KbjDI/AAAAAAAAA5U/B-THIuZmc8g/zattera%20medusa.jpg" alt="" width="250" height="167" />In <strong>Regione</strong> l’MPA, dopo l&#8217;UDC, ha estromesso parte del PdL e ha imbarcato in modo ormai organico il PD, i rutelliani e i finiani, ma a Roma ha contribuito a far passare la mozione di fiducia al Governo Berlusconi</p>
<p>Alla <strong>Provincia di Catania</strong> il presidente Castiglione minaccia di estromettere, si presume per rappresaglia, la <span id="more-15477"></span>componente dell’MPA.</p>
<p>Saranno probabilmente rimpiazzati da esponenti del neonato movimento politico dei <strong>Popolari per l&#8217;Italia di Domani</strong>, che sta portando a termine la spaccatura dell’UDC di Casini.</p>
<p>Si tratta di quel coraggioso e determinato gruppo di deputati e senatori siciliani e campani, facenti capo all&#8217;ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro e all’ex ministro Calogero Mannino, che recentemente hanno votato la fiducia al governo Berlusconi.</p>
<p>Anche al <strong>Comune di Catania</strong> il dinamico sindaco Stancanelli comincia a pensare ad una terza versione della sua Giunta, estromettendo a sua volta l’MPA e imbarcando La Destra di Nello Musumeci, che gli era stato fiero avversario alle ultime elezioni. Miracoli dello ‘spirito di Taormina’!</p>
<p>Riuscite a capircene qualcosa di questo <strong>marasma</strong>? A che gioco stanno giocando?</p>
<p>Il tragico è che, mentre questi politici ubriachi sembrano mimare il gioco dei quattro cantoni, la gente, quella vera, continua a subire i <strong>contraccolpi di una crisi economica</strong> che sembra un pozzo senza fondo.</p>
<p>La lettura di un articolo di <a href="http://www.piolatorre.it/public/a_sud_europa/a_sud_europa_anno-4_n-35.pdf" target="_blank">Asud’europa</a> dello scorso settembre che cerca di far luce (si fa per dire) sulla situazione dell’economia industriale siciliana, lascia l’impressione di aver letto <strong>una pagina di necrologi</strong>.</p>
<p>La <strong>Fiat di Termini</strong> Imerese è prossima alla chiusura definitiva;la <strong>Keller</strong> di Carini, che produce materiale ferroviario, ha in scadenza a fine ottobre la cassa integrazione per 204 operai; stesso discorso per la <strong>Italtel</strong>, sempre di Carini; i <strong>Cantieri navali</strong> di Palermo della Fincantieri, rischiano di non poter portare a termine un’importante commessa a causa della mancata ristrutturazione dei bacini di carenaggio, a causa degli ormai mitici fondi FAS; la <strong>STm</strong> di Catania sta progressivamente riducendo la sua capacità produttiva che potrebbe portare, già a partire dal 2011, ad un esubero di un centinaio di lavoratori; la <strong>Sat</strong>, un’impresa con sede ad Aci S. Antonio che produceva frame per la Stm, ha appena avviato le procedure di licenziamento per 170 lavoratori; rischiano la cassa integrazione cento lavoratori della <strong>Sigenco</strong>, l’impresa che ha in appalto i lavori di alcune tratte di quella interminabile tela di Penelope che è la Metropolitana di Catania; anche <strong>l’Eni</strong> ha annunciato il taglio di 400 lavoratori dei 1.350 in organico nella raffineria di Gela.</p>
<p>E stiamo osservando solo la punta dell’iceberg.</p>
<p>Le fredde <strong>cifre</strong> riportate da S. Sacco in un articolo pubblicato dal <a href="http://www.quotidianodisicilia.it/index.php?id=5426" target="_blank">Quotidiano di Sicilia</a>, costituiscono l&#8217;orizzonte al cui interno si debbono collocare queste informazioni. Nel secondo trimestre 2010 gli occupati, secondo i dati Istat, sono il 2,6% in meno (-37 mila unità) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente mentre il tasso di disoccupazione è pari al 15,1%, il più alto fra tutte le regioni italiane, ma il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 39%.</p>
<p>Il saldo fra unità di impresa attivate e quelle cessate nel secondo trimestre 2010 resta vicino allo zero mentre vanno male anche i consumi e gli investimenti. Non parliamo poi della estrema difficoltà per le donne di accedere al mercato del lavoro: solo una su due ci riesce.</p>
<p>Mario Filippello, segretario regionale della<strong> Cna siciliana</strong>, una delle organizzazioni delle imprese artigiane, ha recentemente denunciato il <strong>fallimento di Agenda 2000</strong>: «Otto miliardi spesi, nessun obiettivo raggiunto». Come ha scritto <a href="http://thelorereport.blogdo.net/la-malapolitica-regionale-manda-in-fumo-8-miliardi-di-euro/">Carlo Lo Re </a>nel suo blog, “la cosa maggiormente preoccupante è il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati rispetto al Pil regionale (ormai in negativo, con l’unica eccezione della provincia di Ragusa, isola felice fino al 2009, ma ormai anch’essa in forte affanno), ai livelli di occupazione, alle infrastrutture ed allo sviluppo industriale.</p>
<p>Sinistra faccia della medaglia è la crescita abnorme della spesa pubblica regionale. «In pratica – ha continuato Filippello – gli otto miliardi sono serviti soprattutto ad ingrassare la macchina della Regione e degli enti pubblici”, terreno di caccia privilegiato del clientelismo politico.</p>
<p>Le 40.000 domande che, pare, siano state presentate per l&#8217;assunzione di 240 addetti previsti dalla prossima apertura dell&#8217;IKEA a Catania, fotografano con estrema precisione la drammatica realtà della nostra situazione economica.</p>
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		<title>A scuola di antimafia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 03:09:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ormai non passa giorno in cui non dobbiamo leggere di scuole in difficoltà economiche tali da non riuscire a gestire nemmeno l&#8217;ordinaria amministrazione, eppure ci sono tante istituzioni scolastiche che, malgrado queste e altre difficoltà, continuano ad essere baluardo di formazione civile e centri di elaborazione culturale. E&#8217; questa la prima impressione che suscita la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12211" class="wp-caption alignright" style="width: 172px"><img class="size-medium wp-image-12211 " title="Groszi" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/Grosz_i_ladri-162x300.jpg" alt="Groszi" width="162" height="300" /><p class="wp-caption-text">George Grosz, i Ladri della società, 1920, Stoccarda, Staatsgalerie </p></div>
<p>Ormai non passa giorno in cui non dobbiamo leggere di <strong>scuole in difficoltà economiche</strong> tali da non riuscire a gestire nemmeno l&#8217;ordinaria amministrazione, eppure ci sono tante istituzioni scolastiche che, malgrado queste e altre difficoltà, continuano ad essere <strong>baluardo di formazione civile</strong> e centri di elaborazione culturale.</p>
<p>E&#8217; questa la prima impressione che suscita la pubblicazione dei risultati di <a href="http://www.piolatorre.it/public/a_sud_europa/a_sud_europa_anno-4_n-15.pdf" target="_blank">un&#8217;indagine, condotta dal Centro Pio La Torre,</a> sulla percezione del fenomeno mafioso dei giovani studenti.</p>
<p>Pur non trattandosi di un&#8217;iniziativa del tutto originale, e malgrado non lavori su un campione statisticamente rappresentativo, trova la sua particolare consistenza nel fatto che è stata condotta <strong>a livello nazionale</strong> e quindi consente, in qualche modo, di mettere a raffronto le diverse sensibilità dei ragazzi del Sud e del Centro-Nord.</p>
<p>I risultati dell&#8217;indagine ci parlano di una <strong>sufficiente conoscenza<span id="more-12202"></span></strong> della pericolosità sociale della mafia e del suo peso negativo sullo sviluppo economico, ma conferma anche una sostanziale <strong>sfiducia</strong> nella capacità di sconfiggerla non solo per la limitatezza dell&#8217;azione repressiva da parte dello Stato ma soprattutto perchè sono le stesse istituzioni, il mondo politico e la classe dirigente ad essere ritenuti fortemente permeabili dagli interessi mafiosi.</p>
<p>Questa <strong>rassegnazione</strong> assieme alla radicale <strong>presa di distanza dalla politica</strong> sembrano essere in effetti le acquisizioni più preoccupanti, anche perché la scelta alternativa di &#8220;dedicarsi agli altri&#8221;, più che la manifestazione di un nuovo senso civico sembra essere una fuga verso un buonismo moralistico e di maniera.</p>
<p>Vogliamo evidenziare questo aspetto anche perchè della mafia continuano ad essere sottolineate le manifestazioni, diciamo così, più tradizionali &#8211; traffico di droga, prostituzione, racket, controllo del mercato del lavoro nero &#8211; mentre sono colti in modo più sfumato, che non va oltre una generica incidenza sull&#8217;economia, <strong>i più profondi interessi economici</strong>.</p>
<p>Questi ormai non riguardano solo la gestione dei rifiuti e l&#8217;ingerenza negli appalti pubblici, dove peraltro è necessaria la collusione di settori consistenti della politica e della pubblica amministrazione, ma si spingono a penetrare, in modo sempre più profondo, per quanto spesso silenzioso e poco appariscente, nei gangli <strong>dell&#8217;imprenditoria</strong> e soprattutto della <strong>finanza</strong>.</p>
<p>E&#8217; la <strong>&#8216;mafia dei colletti bianchi&#8217;</strong>, ancorché sporchi, il nuovo fronte del porto e fino a quando non si riuscirà a leggere attraverso la sua nebbia, sarà veramente difficile venirne a capo.</p>
<p>Meno male che l&#8217;incombente <strong>legge sulle intercettazioni</strong> contribuirà a stendere un velo pietoso su tutto questo spettacolo: così almeno non avremo motivo per roderci il fegato.</p>
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		<title>Quando i migranti erano siciliani</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 02:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-10060" title="clandestini Vauro" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/clandestini-300x224.jpg" alt="clandestini" width="300" height="224" />Rosarno</strong> non è solo in <strong>Calabria</strong>. E&#8217; qui vicino a noi, nel <strong>Ragusano</strong> o a <strong>Termini</strong> come in tutta la <strong>Sicilia</strong>, ovunque ci siano colture, giardini e serre. E dire che una volta eravamo noi siciliani a subire <strong>razzismo</strong>, <strong>sfruttamento e violenza</strong>. Stavolta sono stati dei meridionali, i calabresi, a scatenare la <strong>caccia all&#8217;uomo</strong>, all&#8217;uomo nero, dimenticando la cultura della solidarietà germogliata nel <strong>Sud</strong> e sostituendola con quella dell&#8217;utilitarismo nata nel <strong>nord</strong>. La tesi è di <strong>Michelangelo Ingrassia</strong> che la illustra <span id="more-10015"></span>sulle pagine on line di <strong>Asud&#8217;Europa</strong>. Insomma, Mediterraneo contro Atlantico, freddo contro caldo, comunitario contro individualistico. &#8221;Questo è il drammatico risultato di una secolare opera di <strong>esportazione di valori</strong> a noi, gente del sud, estranei. &#8211; sostiene Michelangelo Ingrassia- Sono stati quelli del nord ad esportare valori che non ci appartengono, a trasformarci, a farci diventare come loro. I nostri padri volevano più sud in Italia, più Mediterraneo in Europa. Sono stati sconfitti e noi ne paghiamo le conseguenze perchè le sconfitte dei padri, come le colpe, ricadono sempre sui figli&#8221;.</p>
<p>Sul finire dell&#8217;Ottocento mentre nel nord d&#8217;Europa si sviluppava l&#8217;ideologia del razzismo, nel nord d&#8217;Italia <strong>Lombroso e Sergi</strong> teorizzavano l&#8217;<strong>inferiorità razziale dei meridionali</strong>. Anche un siciliano, <strong>Alfredo Niceforo</strong>, sosteneva la diversità etnica degli italiani, ariani al nord e mediterranei al sud e quindi la necessità di <strong>due differenti governi</strong>: &#8220;Da una parte &#8211; al sud &#8211; il regime governativo deve tendere a civilizzare e a togliere dalle mani di autonomie locali inadatte le redini di amministrazioni libere alle quali non sono mature; dall&#8217;altra &#8211; al nord - concedere ampie libertà di<img class="alignright size-medium wp-image-10058" title="emigrazione" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/emigrazione-241x300.jpg" alt="emigrazione" width="241" height="300" /> evoluzione e di azione autonoma&#8221;.</p>
<p>&#8220;Parole &#8211; commenta Ingrassia- che fanno felice <strong>Umberto Bossi</strong> ma che fanno rivoltare nella tomba <strong>Andrea Finocchiaro Aprile&#8221;</strong>. Le idee di Lombroso, Sergi e Niceforo non piacquero nemmeno a <strong>Gramsci,</strong> e contribuirono in maniera determinante alla diffusione tra gli strati popolari del nord della tesi dell&#8217;inferiorità razziale dei meridionali. Ingrassia individua, dunque, nella cultura razzista importata dal nord il legame tra Niceforo e i calabresi di Rosarno, come tra i siciliani trattati da terroni e i migranti odierni. <strong>Una tesi pericolosa</strong> che, però &#8211; diciamo noi &#8211; non deve portare al complesso di superiorità da parte dei meridionali, ad una specie di <strong>leghismo del Sud</strong>, non meno nefasto di quello di Bossi.</p>
<p>Leggi tutto l&#8217;articolo di Michelangelo Ingrassia     <strong>a_sud_europa_anno-4_n-2&#8211;1.pdf</strong></p>
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		<title>Un dissesto tira l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 05:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5226" title="fallimento" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/fallimento.jpg" alt="fallimento" width="141" height="142" />Neanche il vocabolario dà più certezze! Una volta col termine &#8216;<em><strong>escort</strong>&#8216;</em> si indicava semplicemente un modello di auto di una nota casa tedesca, oggi serve ad indicare un certo tipo di personale ‘precario&#8217; impiegato nei palazzi del potere. Analogamente, mentre in un qualsiasi manuale di diritto commerciale col termine ‘<strong>fallimento</strong>&#8216; si indica la situazione di un&#8217;azienda insolvente, in politica basta aggiungere il magico aggettivo ‘<strong>tecnico&#8217;</strong> perché un ente pubblico possa impunemente esibire i suoi debiti come se fossero gioielli di famiglia.</p>
<p>Dopo il Comune di Catania, è la situazione che si profila infatti anche per la <strong>Regione Siciliana</strong> la quale<span id="more-5223"></span>, dopo le inquietanti cifre del bilancio 2007 &#8211; di cui abbiamo riferito in un intervento precedente &#8211; ha chiuso il <strong>bilancio 2008</strong> con cifre negative quasi raddoppiate.</p>
<p>Lo documenta <strong>Franco Piro</strong> <a href="http://www.piolatorre.it/asudeuropa/" target="_blank">nell&#8217;articolo pubblicato sul n. 25 di <em>Asud&#8217;europa</em></a>, rivista del centro studi ‘Pio La Torre&#8217;.<br />
Anche escludendo infatti le contingenti manovre finanziarie dettate dalla necessità di ripianare il deficit della sanità siciliana &#8211; che farebbero ulteriormente raddoppiare le cifre -, &#8220;il risparmio pubblico (la differenza tra entrate correnti e spese correnti) è negativo per 183 milioni, il saldo netto da finanziare (differenza tra entrate finali e spese finali) è di 2.4 miliardi, l&#8217;indebitamento netto (differenza tra entrate finali e spese finali al netto delle operazioni finanziarie) è pari a 2.3 miliardi, mentre il ricorso al mercato (differenza tra entrate complessive e spese complessive), che rappresenta il vero deficit di bilancio, tocca i 2.7 miliardi di euro. Queste cifre fanno paura, sono le più alte mai registrate in Sicilia e purtroppo confermano un trend negativo diventato inarrestabile e che ha condotto la Regione al <strong>dissesto sostanziale</strong>, se non proprio a quello legale&#8221;.</p>
<p>Apparentemente tuttavia la Regione dichiara circa 13.5 miliardi di residui attivi e poco più di 5 miliardi di residui passivi, ma il <strong>trucco</strong> consiste nel continuare a mantenere fra le voci in entrata del bilancio cifre che in buona parte sono ormai inesigibili.</p>
<p>Questa situazione si inscrive peraltro in un quadro in cui gli effetti della crisi mondiale stanno investendo pesantemente la Sicilia: &#8220;secondo stime della stessa Regione (&#8230;) <strong>il Pil della Sicilia scenderà nel 2009 di 4,5 punti</strong> e gli investimenti fissi lordi avranno una contrazione di oltre il 14%&#8221;, mentre &#8220;il tasso di disoccupazione aumenterà al 13,8%, e il tasso di attività scenderà al 51,2%&#8221;.</p>
<p>Se si aggiunge che la caduta del Pil provocherà anche una consistente <strong>contrazione delle entrate tributarie</strong>, che il trasferimento dei <strong>fondi europei</strong> &#8211; peraltro finora spesi malissimo &#8211; tenderà a diminuire, che i <strong>fondi Fas</strong> sono sempre più una chimera &#8211; anche perché il governo Berlusconi non sa dove prenderli &#8211; non è difficile immaginare che la situazione sta volgendo al tragico.</p>
<p>Ci permettiamo di avanzare <strong>una modesta ipotesi di lavoro</strong>: forse solo un consorzio fra s. Rosalia, s. Agata e s. Lucia potrà trovare il bandolo di questa matassa sempre più imbrogliata!</p>
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