<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Calabria</title>
	<atom:link href="http://www.argocatania.org/tag/calabria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.argocatania.org</link>
	<description>Cento occhi su Catania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 08:20:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il sangue dei neri è rosso come il nostro</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/04/13/il-sangue-dei-neri-e-rosso-come-il-nostro/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/04/13/il-sangue-dei-neri-e-rosso-come-il-nostro/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 05:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[A sud di Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Amadou Bodian]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Segre]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Casertano]]></category>
		<category><![CDATA[Il sangue verde]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Napolatano]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=19996</guid>
		<description><![CDATA[Un regista del nord-est per raccontare le tragedie dei sud del mondo. In &#8220;A sud di Lampedusa&#8221; aveva dato voce ai migranti dell&#8217;Africa sud sahariana. Adesso a Catania, Andrea Segre, veneto, solo 34 anni, ha presentato al cinema King il suo ultimo film-documentario, &#8220;Il sangue verde&#8221; e ha incontrato lì e al caffè-libreria Tertulia, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TaSvuSDdpZI/AAAAAAAAEIA/U6BYJms-kpY/sangueverde.jpg" alt="" width="210" height="198" /><strong>Un regista del nord-est per raccontare le tragedie dei sud del mondo</strong>. In &#8220;<strong>A sud di Lampedusa</strong>&#8221; aveva dato voce ai migranti dell&#8217;Africa sud sahariana.  Adesso a Catania, <strong>Andrea Segre</strong>, veneto, solo 34 anni, ha presentato al cinema King il suo ultimo film-documentario, &#8220;<strong>Il sangue verde</strong>&#8221; e ha incontrato lì e al caffè-libreria Tertulia, il pubblico.</p>
<p>Il film  (<strong>premiato alle</strong> <strong>67esima mostra del cinema di Venezia, al XXX festival del cinema africano di Verona e al festival del cinema e lavoro di Terni)</strong> prende le mosse dalla<span id="more-19996"></span> fuga da <strong>Rosarno</strong>, in <strong>Calabria</strong>, verso paesi meno crudeli, nel <strong>Lazio</strong>, nel <strong>Casertano</strong>, nel <strong>Napoletano</strong>. Sono gli stessi protagonisti, <strong>Amadou Bodian</strong> più  altri sette braccianti africani, a dare voce a tutti i loro compagni.  E a ritroso ricostruiscono i momenti della rivolta  contro lo sfruttamento e la discriminazione.</p>
<p>Ricordate? <strong>Nel gennaio 2010 a Rosarno gli immigrati scesero in piazza, </strong>stanchi delle condizioni di degrado in cui vivevano, delle ingiustizie subite, dei salari di fame (25 euro per lavorare no stop dall&#8217;alba al tramonto) e per giunta falcidiati dalle continue richieste di pizzo dei caporali e della &#8216;ndrangheta. E a tutto ciò si era aggiunta  <strong>addirittura la caccia all&#8217;uomo con fucili a pallini e armi da caccia</strong>. Alla giusta rabbia dei braccianti africani <strong>lo Stato italiano rispose con la repressione </strong>della polizia antisommossa,  con lo sgombero forzato di mille persone, perchè,  come disse la ministra alle pari opportunità Garfagna -vocina suadente e occhioni sgranati- “noi stiamo con gli italiani senza se e senza ma”.</p>
<p>Il titolo al film lo dà uno dei  protagonisti.<strong> &#8221; Il nostro sangue non è verde, è rosso come il vostro&#8221;</strong>, dice. <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TaSuE0e77aI/AAAAAAAAEHo/3LPgsTOkSwo/segre--190x130.jpg" alt="" width="190" height="129" />&#8220;Ho cercato di raccontare -spiega Segre- cosa vuol dire lavorare in un aranceto, non potere lavarsi o cambiare, patire il freddo e la fame, venire spediti nei campi anche con la pioggia, lavorare 9 ore per 25 euro al giorno. Poi ho intrecciato quelle immagini con <strong>i documentari degli anni 40</strong> quando erano gli italiani a lavorare con fatica quelle terre. In questo intreccio ho inserito anche la presa di potere della ndrangheta nei territori di Rosarno&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TaSuGqT4KmI/AAAAAAAAEIM/Hy2ERc_9Lqs/foto%20film%20Il%20sangue%20verde%201-725916.jpg" alt="" width="360" height="194" /><strong>E dalla tragedia Rosarno a un&#8217;altra tragedia</strong>, <strong>Lampedusa, con gli arrivi dei migranti e i rimpatri</strong>. &#8220;E&#8217; una strategia precisa &#8211; dice Segre &#8211; creare emergenza, rappresentare una situazione apocalittica per proporre e fare accettare soluzioni emergenziali. E fare affari con le navi e con i villaggi dei privati amici e amici degli amici. In compenso è stato smantellato un sistema di protezione dei rifugiati-richiedenti asilo e la rete dei Comuni per l&#8217;asilo. Se i migranti fossero stati assorbiti da tutti i centri d&#8217;Italia non ci sarebbe stata <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>emergenza. Si è abbandonato un percorso virtuoso, seguito ad esempio nella guerra del Kossovo, per seminare paura e percorrere un percorso emergenziale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/04/13/il-sangue-dei-neri-e-rosso-come-il-nostro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando i migranti erano siciliani</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/02/01/quando-i-migranti-erano-siciliani/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2010/02/01/quando-i-migranti-erano-siciliani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 02:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Niceforo]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Finocchiaro Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Asud'europa]]></category>
		<category><![CDATA[caccia all'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[Lombroso]]></category>
		<category><![CDATA[Ragusano]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>
		<category><![CDATA[Sergi]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Termini]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=10015</guid>
		<description><![CDATA[Rosarno non è solo in Calabria. E&#8217; qui vicino a noi, nel Ragusano o a Termini come in tutta la Sicilia, ovunque ci siano colture, giardini e serre. E dire che una volta eravamo noi siciliani a subire razzismo, sfruttamento e violenza. Stavolta sono stati dei meridionali, i calabresi, a scatenare la caccia all&#8217;uomo, all&#8217;uomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-10060" title="clandestini Vauro" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/clandestini-300x224.jpg" alt="clandestini" width="300" height="224" />Rosarno</strong> non è solo in <strong>Calabria</strong>. E&#8217; qui vicino a noi, nel <strong>Ragusano</strong> o a <strong>Termini</strong> come in tutta la <strong>Sicilia</strong>, ovunque ci siano colture, giardini e serre. E dire che una volta eravamo noi siciliani a subire <strong>razzismo</strong>, <strong>sfruttamento e violenza</strong>. Stavolta sono stati dei meridionali, i calabresi, a scatenare la <strong>caccia all&#8217;uomo</strong>, all&#8217;uomo nero, dimenticando la cultura della solidarietà germogliata nel <strong>Sud</strong> e sostituendola con quella dell&#8217;utilitarismo nata nel <strong>nord</strong>. La tesi è di <strong>Michelangelo Ingrassia</strong> che la illustra <span id="more-10015"></span>sulle pagine on line di <strong>Asud&#8217;Europa</strong>. Insomma, Mediterraneo contro Atlantico, freddo contro caldo, comunitario contro individualistico. &#8221;Questo è il drammatico risultato di una secolare opera di <strong>esportazione di valori</strong> a noi, gente del sud, estranei. &#8211; sostiene Michelangelo Ingrassia- Sono stati quelli del nord ad esportare valori che non ci appartengono, a trasformarci, a farci diventare come loro. I nostri padri volevano più sud in Italia, più Mediterraneo in Europa. Sono stati sconfitti e noi ne paghiamo le conseguenze perchè le sconfitte dei padri, come le colpe, ricadono sempre sui figli&#8221;.</p>
<p>Sul finire dell&#8217;Ottocento mentre nel nord d&#8217;Europa si sviluppava l&#8217;ideologia del razzismo, nel nord d&#8217;Italia <strong>Lombroso e Sergi</strong> teorizzavano l&#8217;<strong>inferiorità razziale dei meridionali</strong>. Anche un siciliano, <strong>Alfredo Niceforo</strong>, sosteneva la diversità etnica degli italiani, ariani al nord e mediterranei al sud e quindi la necessità di <strong>due differenti governi</strong>: &#8220;Da una parte &#8211; al sud &#8211; il regime governativo deve tendere a civilizzare e a togliere dalle mani di autonomie locali inadatte le redini di amministrazioni libere alle quali non sono mature; dall&#8217;altra &#8211; al nord - concedere ampie libertà di<img class="alignright size-medium wp-image-10058" title="emigrazione" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/emigrazione-241x300.jpg" alt="emigrazione" width="241" height="300" /> evoluzione e di azione autonoma&#8221;.</p>
<p>&#8220;Parole &#8211; commenta Ingrassia- che fanno felice <strong>Umberto Bossi</strong> ma che fanno rivoltare nella tomba <strong>Andrea Finocchiaro Aprile&#8221;</strong>. Le idee di Lombroso, Sergi e Niceforo non piacquero nemmeno a <strong>Gramsci,</strong> e contribuirono in maniera determinante alla diffusione tra gli strati popolari del nord della tesi dell&#8217;inferiorità razziale dei meridionali. Ingrassia individua, dunque, nella cultura razzista importata dal nord il legame tra Niceforo e i calabresi di Rosarno, come tra i siciliani trattati da terroni e i migranti odierni. <strong>Una tesi pericolosa</strong> che, però &#8211; diciamo noi &#8211; non deve portare al complesso di superiorità da parte dei meridionali, ad una specie di <strong>leghismo del Sud</strong>, non meno nefasto di quello di Bossi.</p>
<p>Leggi tutto l&#8217;articolo di Michelangelo Ingrassia     <strong>a_sud_europa_anno-4_n-2&#8211;1.pdf</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2010/02/01/quando-i-migranti-erano-siciliani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

