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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; carcere</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Lavoro dietro le sbarre</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 05:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
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		<description><![CDATA[Un finanziamento a fondo perduto, fino ad un massimo di €. 25.000, per l’avvio o la prosecuzione di iniziative di lavoro autonomo professionale e imprenditoriale in qualunque settore. Destinatari cittadini detenuti e internati in espiazione pena nelle carceri siciliane. A leggere il bando pubblicato sulla GURS del 17/12/2010 ci si aspetterebbe una corsa alla presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-wh4TF58mFgo/TbiSvsoAs1I/AAAAAAAAERg/JKyxf1bxvWI/s288/prigione.jpg" alt="" width="288" height="228" />Un <strong>finanziamento a fondo perduto</strong>, fino ad un massimo di €. 25.000, per l’avvio o la prosecuzione di <strong>iniziative di lavoro autonomo professionale e imprenditoriale</strong> in qualunque settore. Destinatari <strong>cittadini detenuti e internati in espiazione pena nelle carceri siciliane</strong>.</p>
<p>A leggere il <a href="http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g10-55/g10-55.pdf" target="_blank"><strong>bando pubblicato</strong> sulla GURS del 17/12/2010</a> ci si aspetterebbe una corsa alla presentazione delle domande poiché i <strong>requisiti</strong> potrebbero essere posseduti da <span id="more-20411"></span>una moltitudine di detenuti. Sono infatti:</p>
<p>a) stato di <strong>espiazione in corso</strong>,</p>
<p>b) <strong>residenza in Sicilia</strong>,</p>
<p>c) aver frequentato un <strong>corso di formazione </strong>o averlo iniziato oppure aver svolto un periodo di apprendistato di un anno oppure ancora possedere la qualifica relativa all’attività che si intende svolgere,</p>
<p>d) <strong>autorizzazione</strong> rilasciata dalla <strong>direzione dell’istituto </strong>penitenziario (nel caso di detenuto che intenda svolgere l’attività all’interno del carcere) o del magistrato di sorveglianza (nel caso in cui l’attività sia svolta all’eterno).</p>
<p>La sovvenzione, che <strong>può coprire il 100% delle spese</strong>, oltre che per l’acquisto di attrezzature e materiale necessario all’avvio, può essere utilizzata per spese necessarie al rispetto della normativa sulla sicurezza e – nel limite del 20% &#8211; delle materie prime e del materiale di consumo. Unico limite è la <strong>somma a disposizione: €. 500.000</strong>, che potrebbe coprire solo 20 istanze col massimo della somma richiedibile.</p>
<p>A seguito di analogo avviso (con somma disponibile pari a €. 200.000) pubblicato all’inizio dello scorso anno (<a href="http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g10-02/g10-02.pdf" target="_blank">GURS del 15/01/2010</a>) , leggiamo &#8211; nella <a href="http://www.garantedirittidetenutisicilia.it/" target="_blank">Relazione dell’attività del Garante per l’anno 2010</a> &#8211; che sono state presentate 17 istanze, di cui 8 esitate con parere positivo per una spesa complessiva di circa €. 160.000, 8 rigettate per mancanza di requisiti e 1 in istruttoria.</p>
<p>Evidentemente l’avviso presenta delle <strong>criticità</strong>. Nella stessa relazione si fa riferimento ad un <strong>disegno di modifica della legge </strong>che prevede:</p>
<p>a)	aumento della sovvenzione fino a €. 30.000,</p>
<p>b) spese relative all’attività di assistenza a carico della Regione;</p>
<p>c)	nomina fiduciaria da parte del detenuto di un tutor per l’attività di assistenza nella fase di progettazione;</p>
<p>d)	obbligo di adeguata motivazione di eventuale diniego del nulla osta delle direzioni delle carceri o del magistrato di sorveglianza.</p>
<p>Sembra, quindi, che le istanze siano poche perché spesso manca il nulla osta  da parte della direzione delle carceri  che pone “la semplice e scontata scusa della mancanza di spazi idonei” e perché chi fa istanza non ha l’assistenza adeguata per preparare tutta la documentazione necessaria (preventivi di spesa delle attrezzature e dei materiali necessari).</p>
<p>Poiché il <strong>termine per la presentazione delle domande non è scaduto</strong>, si auspica che il personale degli Istituti e quelli di supporto esterno (ci riferiamo soprattutto agli assistenti sociali) stimolino e aiutino quei soggetti, attualmente detenuti, adeguati a seguire questo <strong>percorso virtuoso che offre incentivi direttamente ai destinatari</strong> anziché finanziare generici progetti di reinserimento sociale la cui ricaduta in termini di efficacia lascia a desiderare.</p>
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		<title>Dei delitti e delle pene &#8230;. a Catania</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 03:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty international]]></category>
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		<description><![CDATA[Diritti umani violati piuttosto che un argomento di letteratura. E&#8217; stata l&#8217;insolita proposta alla città da parte di un&#8217;associazione nata per ricordare un letterato catanese, Sebastiano Addamo. Come relatori, presso la Biblioteca Ursino Recupero, sono stati invitati, lo scorso 25 febbraio, Simonetta Cormaci, di Amnesty International, Maria Randazzo, direttore dell&#8217;Istituto Penale Minorile e il senatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Diritti umani violati</strong> piuttosto che un argomento di letteratura. E&#8217; stata l&#8217;insolita proposta alla città da parte di <img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TX5bOdYQvEI/AAAAAAAADY4/TGVwTW0_fl4/Fleres_Addamo1.jpg" alt="" width="338" height="193" />un&#8217;associazione nata per ricordare un letterato catanese, <strong><a href="http://addamosebastiano.interfree.it/associazione-sebastianoaddamo.htm" target="_blank">Sebastiano Addamo</a>.</strong> Come relatori, presso la Biblioteca Ursino Recupero, sono stati invitati, lo scorso 25 febbraio, <strong>Simonetta Cormaci</strong>, di Amnesty International, <strong>Maria Randazzo</strong>, direttore dell&#8217;Istituto Penale Minorile e il senatore <strong>Salvo Fleres</strong>, garante <span id="more-18797"></span>per la tutela dei diritti dei detenuti.</p>
<p><strong>Fleres</strong> è stato il vero <strong>mattatore</strong> della serata. Ha rivestito il ruolo di presentatore degli altri relatori, di direttore di scena (dando il là alla proiezione di un video) ed infine di relatore, quando -dopo essersi spostato agilmente al di qua del tavolo- ha ripreso in mano il microfono per assumere il ruolo istituzionale e portare il proprio contributo.</p>
<p>Ma andiamo con ordine. Raccontando della nascita di <strong>Amnesty</strong> e delle finalità perseguite dall&#8217;associazione, <strong>Simonetta Cormaci</strong> non poteva che ripetere quanto molti di noi sanno già. Ma il suo intervento si è riempito di passione man mano che entrava nel dettaglio delle <strong>campagne</strong> condotte non solo contro la tortura e la <strong><a href="http://www.amnesty.it/pena-di-morte" target="_blank">pena di morte</a></strong>, ma anche sui diritti delle donne (<strong><a href="http://www.amnesty.it/io-pretendo-dignita.html" target="_blank">io pretendo dignità</a></strong>), soprattutto se vittime di tratta o escluse dall&#8217;accesso alle cure mediche, sui <strong><a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/36" target="_blank">diritti dei rifugiati e dei migranti</a></strong>, oggi messi a repentaglio dai più recenti provvedimenti del governo. E ultimamente <a href="http://www.amnesty.it/per-un-europa-senza-discriminazione" target="_blank">per un&#8217;<strong>Europa senza discriminazione</strong>.</a></p>
<p>Molto interessante l&#8217;intervento della <strong>Randazzo,</strong> da 18 anni professionalmente impegnata nell&#8217;<strong>Istituto Penale M</strong><strong>inorile</strong>, che dirige dal 2006. La possibilità di pensare alla detenzione come momento educativo e non solo punitivo, come del resto recita la nostra Costituzione (art.27), diventa concreta nel caso del carcere minorile, per una serie di ragioni. Tra queste l&#8217;introduzione di alcune leggi specifiche, come  le <em><strong></strong></em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/03/Tribunale_Minorenni_DPR_448_1998.pdf"><em><strong>Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni</strong></em></a>, contenute nel DPR 22.09.1988 n 448 del 1988 o la Lettera Circolare del Dipartimemnto della Giustizia Minorile del 2006, <em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/03/circolare_ipm_2006.pdf"><strong>Organizzazione e gestione tecnica degli IPM</strong></a></em>, che ne prevede una riorganizzazione in modo che siano salvaguardati i diritti alla salute, al lavoro, alla socializzazione, alla libera espressione del proprio culto, all&#8217;assistenza affettiva e psicologica.</p>
<p>Tutti principi che rimarrebbero solo parole senza la presenza di un <strong>personale dotato di preparazione pedagogica</strong>, oltre che giuridica, e di una sensibilità che diventa attenta soprattutto se motivata. E qui ha un gran peso la <strong>capacità del dirigente di motivare</strong> e di creare attorno a sé spirito di gruppo e senso di corresponsabilità. Ma questo lo diciamo noi perchè la sobrietà della relatrice tende ad evitare protagismi.</p>
<p>Alcuni forse non sapevano che l&#8217;Istituto Penale Minorile non ospita solo minori, ma anche “<strong>giovani adulti</strong>”, che hanno commesso il reato nella minore età e possono rimanere a scontare la pena in IPM fino al compimento dei 21 anni.</p>
<p>Gli ospiti dell&#8217;istituto <strong>vengono dal distretto</strong> di Corte di Appello di Catania che comprende le provincie di Catania, Siracusa, Ragusa. Ma vengono anche da Messina, che non ha IPM, e da Palermo o da altre parti d&#8217;Italia, in genere per trasferimento “per motivi di opportunità e sicurezza”. Si tratta spesso, in questi casi, di ragazzi difficili, con problemi di adattamento, o comunque a rischio.</p>
<p>Ci sono poi i <strong>minori stranieri</strong>. Sono i più fragili, emarginati e non accettati dagli altri perchè “diversi”. Soli perchè non hanno la famiglia alle spalle, nessuno che vada a trovarli o porti la biancheria pulita. E soli rimangono nonostante la generosa collaborazione offerta dal Centro Astalli e dal suo mediatore culturale.</p>
<p>Ma anche gli altri, gli <strong>italiani</strong>, provengono quasi sempre da <strong>quartieri poveri e da esperienze dure</strong>, di morti violente, di detenzione di altri congiunti, di separazioni o malattie di famlliari. Spesso non hanno potuto studiare e hanno esperienze di lavoro marginale e quindi di sfruttamento. Eppure nutrono, come del resto gli altri adolescenti, <strong>sogni di guadagni facili</strong>, da spendere subito in oggetti di immediato consumo. Per ottenerli finiscono per utilizzare le vie illegali, rapine, scippi, spaccio di droga.</p>
<p>Spesso hanno compiuto <strong>scelte sentimentali precoci,</strong> “fughe” e paternità in età giovanissima. Un ragazzo divenuto padre a 16 anni, che si trovi in custodia cautelare, non è previsto che abbia un permesso per vedere la figlia che gli è nata. Il direttore che si prende la resposabilità di fare entrare in carcere questa bimba perchè il padre possa conoscerla ha capito la delicata complessità di queste situazioni. E ha trasformato il problema in una opportunità di crescita umana.</p>
<p>Molte delle opportunità, per questi giovani, vengono dai <strong>rapporti con l&#8217;esterno</strong>, dai progetti che stabiliscono un ponte tra il “dentro” e il “fuori”. Attraverso le misure alternative alla detenzione come l’<strong>affidamento in prova al servizio sociale</strong>, oppure le misure cautelari meno afflittive<em> </em>come il <strong>collocamento in comunità</strong>. La cosa più importante è prevedere la possibilità di <strong>continuare</strong> all&#8217;esterno il progetto iniziato dentro l&#8217;IPM.</p>
<p>Anche a chi rimane fra le mura dell&#8217;istituto vengono offerte possibilità formative che per alcuni di loro possono essere preziose. Innanzi tutto la <strong>scuola</strong>. Oltre ai corsi di alfabetizzazione per i minori stranieri, si offre ai ragazzi la possibilità di conseguire la licenza media o corsi triennali di formazione per grafico multimediale, elettricista, addetto alla ristorazione, finanziati anche con fondi europei e organizzati in sinergia con centri professionali o istituti superiori della città, sempre nella prospettiva di una <strong>continuità del percorso formativo</strong> iniziato. Si tratta sempre di competenze spendibili nel mondo del lavoro e questo motiva e dà speranza.</p>
<p>Se poi si prospettano <strong>esperienze più originali</strong> e imprevedibili, come un <strong><a href="http://www.argo.catania.it/2009/09/11/corso-di-vela-in-carcere-si-puo/" target="_blank">corso di vela</a></strong> o la <strong><a href="http://www.argo.catania.it/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/" target="_blank">collaborazione al set di un film</a></strong>, l&#8217;esperineza in Ipm diventa davvero unica, diventa un <strong>risarcimento</strong> per quello che non si è ricevuto dalla vita. Ma questo all&#8217;incontro non è stato detto, per modestia da parte di un direttore audace e discreto.</p>
<p>Molto più drammatica l&#8217;esperienza degli <strong>adulti</strong>. <strong>Carceri sovraffolate</strong>, con celle in cui si dorme a turno per terra, inadeguato numero di educatori, personale di polizia penitenziaria spesso non motivato e stressato da turni faticosissimi. Ne ha parlato il senatore <strong>Fleres</strong> arricchendo il proprio intervento con citazioni letterarie, da Palazzeschi a De Andrè, e presentando i detenuti come i compagni della porta accanto non aiutati dall&#8217;ambiente familiare e sociale “ a distinguere il bene dal male”.</p>
<p>L&#8217;aumento dei <strong>casi di suicidio</strong> dimostra il crescente disagio vissuto dai detenuti, ma ci sono anche i suicidi dubbi, contrassegnati da contraddizioni ancora non chiarite. E Fleres ha parlato a lungo del <strong><a href="http://www.argo.catania.it/2011/01/15/la-procura-riapre-il-caso-castro/" target="_blank">caso Castro</a></strong>.</p>
<p>Ma soprattutto ha fatto dichiarazioni “alte”, sullo <strong>Stato</strong> che è forte non quando viola i diritti, ma quando agisce nel rispetto della legge, sulla battaglia contro la criminalità che si vince non aumentando il numero dei poliziotti, bensì il numero degli <strong>insegnanti</strong>, dei <strong>parroci</strong>, delle associazioni di <strong>volontariato</strong>.</p>
<p>Belle e condivisibili parole, difficilmente coniugabili però con la politica di un <strong>governo che ha tagliato i fondi alla scuola</strong>, ha cercato di ridurre il fondo per il 5 per mille, ha istituito il reato di clandestinità e pensa agli <strong>appalti</strong> per nuove carceri piuttosto che all&#8217;applicazione di pene alternative.</p>
<p>Come fa, senatore Fleres, a parlare in questo modo e contestualmente a dare la sua fiducia a un <strong>esecutivo che procede esattamente nella direzione opposta</strong> a quella da lei indicata? Che abbia dimenticato di militare in Forza Italia o come diavolo si chiama adesso? Ci auguriamo che non abbia scelto l&#8217;occasione di quest&#8217;incontro per iniziare una <strong>campagna elettorale basata su un buonismo di facciata</strong>. I detenuti hanno bisogno di un garante, non di uno show man&#8230;</p>
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		<title>Città Insieme in visita al carcere di Piazza Lanza</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 05:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere di piazza Lanza]]></category>
		<category><![CDATA[Città Insieme]]></category>

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		<description><![CDATA[A Catania, per Ferragosto una delegazione dell&#8217;associazione Città Insieme ha effettuato una visita alle carceri, ed ha scelto il carcere che si trova nelle condizioni peggiori, quello di Piazza Lanza. Vi invitiamo a leggere il Comunicato emesso a conclusione della visita. Ci permettiamo di sintetizzare alcune delle osservazioni in esso contenute e di evidenziare l&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/u2H4Y5FTJAg/citt%C3%A0insieme.jpg" alt="" width="283" height="73" />A Catania, per <strong>Ferragosto</strong> una delegazione dell&#8217;associazione <strong>Città Insieme</strong> ha effettuato una <strong>visita alle carceri</strong>, ed ha scelto il carcere che si trova nelle condizioni peggiori, quello di <strong>Piazza Lanza</strong>. Vi invitiamo a leggere il <a href="http://www.argo.catania.it/2010/08/20/14420/" target="_blank">Comunicato</a> emesso a conclusione della visita. Ci permettiamo di sintetizzare alcune <span id="more-14424"></span>delle osservazioni in esso contenute e di evidenziare l&#8217; avvertimento e la proposta concreta con cui si conclude:</p>
<ul>
<li>Le <strong>visite rituali dei politici</strong> rischiano di divenire spesso delle <strong>passerelle</strong> per chi le compie. Un modo di farsi pubblicità e di ottenere attenzione dai media. Non è detto che sia sempre così. Ma il rischio c&#8217;è&#8230;</li>
<li>Quello che i <strong>sedicenti ispettori</strong> riescono a “controllare” rispecchia veramente la situazione del carcere? O viene fatto loro visitare solo la <strong>parte più presentabile</strong> della struttura? Alla delegazione di CittàInsieme è accaduto. Non dimentichiamo che si tratta comunque di visite preannunciate&#8230;</li>
<li>Le cattive condizioni del carcere di piazza Lanza, tristemente note, possono essere strumentalizzate per favorire un&#8217;<strong>operazione di speculazione edilizia</strong>. Se questo carcere fosse chiuso, ed eventualmente demolito, difficilmente si potrebbero evitare speculazioni in un&#8217;area così centrale della città. In alternativa si potrebbe creare uno spazio verde, di cui Catania avrebbe davvero bisogno&#8230; O comunque, aggiungiamo noi, pensare a proposte che siano funzionali per il quartiere</li>
<li>La dignità cittadina potrebbe essere garantita subito, e con poca spesa, rendendo meno squallida e più servita la <strong>zona di attesa dei colloqui</strong> da parte dei familiari, collocata all&#8217;aperto, nella piazza antistante.</li>
</ul>
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		<title>Sulle condizioni del Carcere di P.zza Lanza e i politici visitatori</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 14:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere di piazza Lanza]]></category>
		<category><![CDATA[Città Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Fleres]]></category>
		<category><![CDATA[Osapp]]></category>

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		<description><![CDATA[14 agosto 2010 CITTÀINSIEME CONTRO L&#8217;ENNESIMO SACCO DELLA CITTÀ: NO ALLA CHIUSURA DEL CARCERE DI PIAZZA LANZA. SÌ AD INTERVENTI STRUTTURALI. LE AMMINISTRAZIONI LOCALI SI OCCUPINO DELLA PENSILINA ANTISTANTE IL CARCERE. FLERES SI OCCUPI OLTRE CHE DELLE MATITE COLORATE ANCHE DELLA SALUTE DEI DETENUTI. A proposito dell&#8217;iniziativa &#8220;Ferragosto in carcere&#8221; che riteniamo quanto meno doverosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>14 agosto 2010</p>
<p>CITTÀINSIEME <strong>CONTRO L&#8217;ENNESIMO SACCO DELLA CITTÀ</strong>: NO ALLA CHIUSURA DEL CARCERE DI PIAZZA LANZA. SÌ AD INTERVENTI STRUTTURALI.</p>
<p>LE AMMINISTRAZIONI LOCALI SI OCCUPINO DELLA <strong>PENSILINA ANTISTANTE IL CARCERE</strong>.</p>
<p><strong>FLERES</strong> SI OCCUPI OLTRE CHE DELLE MATITE COLORATE ANCHE DELLA SALUTE DEI DETENUTI.</p>
<p>A proposito dell&#8217;iniziativa &#8220;<strong>Ferragosto in carcere</strong>&#8221; che riteniamo quanto meno doverosa dato che i parlamentari devono occuparsi delle condizioni delle carceri del paese che rappresentano ed alla cui gestione dovrebbero contribuire al meglio, non possiamo non condividere le osservazioni dell&#8217;OSAPP, il sindacato di Polizia Penitenziaria, che avanza dubbi sul valore di tali visite occasionali, se a queste non seguono iniziative parlamentari volte a risolvere i reali problemi che affliggono i nostri penitenziari, ormai agli onori della cronaca solo per i frequenti suicidi e le morti sospette.</p>
<p>Anche le appariscenti iniziative dell&#8217;on. Fleres, il cd. &#8220;Garante dei diritti del detenuto&#8221;, ci sembrano fumo negli occhi a fronte della cronica carenza di medicinali, di prodotti per l&#8217;igiene personale e delle condizioni delle celle.</p>
<p>Una delegazione di CittaInsieme ha visitato la Casa Circondariale di Piazza Lanza. Quello che ci hanno fatto vedere era abbastanza dignitoso; ma molti detenuti si lamentavano dello stato pessimo di altri <strong>settori </strong>del carcere che <strong>non ci hanno permesso di visitare</strong>.</p>
<p>Ci auguriamo che almeno i parlamentari possano visitarli in modo da poterne poi rendere conto alla cittadinanza nelle sedi istituzionali. Noi, purtroppo, possiamo occuparci solo dell&#8217;evidenza. Pertanto sollecitiamo le Amministrazioni comunali e provinciali affinché facciano seguito ad una richiesta inoltrata tempo fa dalla direzione di Piazza Lanza per la <strong>sistemazione dell&#8217;area di attesa, nell&#8217;antistante piazza, destinata ai parenti in visita</strong>. Attualmente è solo una squallida pensilina con qualche panca; è urgente approntare dei servizi igienici, attrezzare un&#8217;area per i bambini, rendere più confortevole un posto <strong>dove spesso le attese si protraggono per ore</strong>.</p>
<p>Ci auguriamo che i parlamentari, dopo la visita e relativo articoletto sulla stampa, si adoperino presso le sedi istituzionali a fare adottare, nell&#8217;immediato, interventi intermedi (in attesa del Piano Carceri) atti ad <strong>alleviare la condizione carceraria</strong>, attualmente non degna di un paese che si ostina a dirsi civile.</p>
<p>Non ci meravigliamo invece del fatto che, oggi, deputati di maggioranza e di opposizione sono concordi nell&#8217;auspicare la chiusura della struttura carceraria di Piazza Lanza: sappiamo bene infatti che qualora il <strong>progetto di demolizione</strong> del carcere andasse in porto, non ci sarebbe spazio per un&#8217;area di verde pubblico di cui la città ha estremo bisogno, ma soltanto per l&#8217;<strong>ennesima speculazione edilizia</strong>.</p>
<p>CittàInsieme</p>
<p>Cell. 3406892762 / Fax. 095502230 / Email. info@cittainsieme.it    Catania,</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il carcere di Piazza Lanza è una bomba ad orologeria</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/04/19/il-carcere-di-piazza-lanza-e-una-bomba-ad-orologeria/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 22:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[A. Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere di piazza Lanza]]></category>
		<category><![CDATA[R. Bernardini]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato dell&#8217;associazione Radicali Catania,  16 aprile 2010 Il carcere di Piazza Lanza è una bomba ad orologeria. Le istituzioni intervengano subito: sarebbe irresponsabile continuare a fingere di non vedere che la situazione è sul punto di esplodere I segnali di allarme provenienti dalla comunità penitenziaria del carcere di Piazza Lanza, a Catania, non possono più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato dell&#8217;associazione <strong>Radicali Catania</strong>,  16 aprile 2010</p>
<p>Il carcere di Piazza Lanza è una bomba ad orologeria. Le istituzioni intervengano subito: sarebbe irresponsabile continuare a fingere di non vedere che la situazione è sul punto di esplodere</p>
<p>I segnali di allarme provenienti dalla comunità penitenziaria del carcere di Piazza Lanza, a Catania, non possono più essere ignorati. I detenuti in questi giorni hanno scelto di battere sulle inferriate per denunciare le <strong>insostenibili condizioni</strong> in cui sono costretti a vivere. La polizia penitenziaria, dal canto suo, ha sottolineato la difficoltà di lavorare in un clima di crescente tensione.</p>
<p>E&#8217; bene ricordare che la casa circondariale di Piazza Lanza è un istituto di pena tecnicamente &#8220;fuorilegge&#8221;. Oltre 500 detenuti sono stipati in celle che a stento potrebbero ospitarne la metà. Il numero degli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio è gravemente sottodimensionato rispetto alla previsione della pianta organica. L&#8217;assistenza sanitaria e quella psicologica sono carenti, così come il lavoro e la possibilità di socializzare. La stragrande maggioranza dei cittadini detenuti nel carcere di Piazza Lanza è in attesa di giudizio. Nella metà dei casi, il reato contestato è la violazione della legge sulla droga. In questo girone infernale ubicato nel cuore della città sono sistematicamente <strong>violati regolamenti, leggi e convenzioni internazionali</strong>. L&#8217;art. 27 della Costituzione affida al carcere una funzione rieducativa, ma Piazza Lanza assomiglia di più ad una &#8220;scuola&#8221; di delinquenza: un luogo in cui chi entra è destinato ad uscirne, con tutta probabilità, peggiorato sotto il profilo della attitudine a commettere reati.</p>
<p>Più volte, anche recentemente, esponenti radicali hanno effettuato visite ispettive all&#8217;interno del penitenziario catanese, constatando di persona una situazione di estrema emergenza. Rita Bernardini, deputata radicale e membro della Commissione Giustizia della Camera, dalla mezzanotte di mercoledì 14 aprile è in sciopero della fame per sollecitare il Parlamento ad affrontare con urgenza la questione delle carceri. Le puntuali e dettagliate <strong>interrogazioni rivolte dall&#8217;onorevole Bernardini al ministro Alfano sul carcere di Piazza Lanza</strong> a tutt&#8217;oggi, nonostante i numerosi solleciti, non hanno ricevuto alcuna risposta.</p>
<p>Adesso non è più il tempo delle parole. Le istituzioni e i soggetti competenti, a qualsiasi livello, hanno il dovere di intervenire e disinnescare questa bomba ad orologeria, ristabilendo condizioni minime di legalità e dignità per chi vive recluso in carcere e per chi vi lavora. Continuare a guardare inerti o, peggio ancora, fingere di non vedere che la situazione è sul punto di esplodere sarebbe un atteggiamento a dir poco irresponsabile.</p>
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		<title>Corso di vela in carcere? Si può !</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 03:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante i gravi problemi che affliggono oggi le carceri italiane, ci sono alcune esperienze che dimostrano come sia possibile fare diventare il periodo di reclusione un momento positivo di formazione. L&#8217;IPM, Istituto Penale Minorile, di Catania, sotto la direzione della dott.ssa Randazzo, sta offrendo ai giovani reclusi esperienze formative innovative, particolarmente importanti per questi ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Corso di vela in carcere" href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vela_01.wmv" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6316" title="vela_start" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vela_start.jpg" alt="vela_start" width="138" height="206" /></a>Nonostante i gravi problemi che affliggono oggi le carceri italiane, ci sono alcune <strong>esperienze </strong> che dimostrano come sia possibile fare diventare il periodo di reclusione  un <strong>momento positivo di formazione.</strong></p>
<p>L&#8217;IPM, Istituto Penale Minorile, di Catania, sotto la direzione della dott.ssa <strong>Randazzo,</strong> sta offrendo ai giovani reclusi esperienze formative <strong>innovative</strong>, particolarmente importanti per questi ragazzi che vengono spesso da <strong>ambienti emarginati e deprivati.</strong></p>
<p>L&#8217;ultima di queste <strong>avventure</strong> ha veramente dello strabiliante e dimostra il coraggio e la generosità della giovane direttrice e dei suoi collaboratori: <strong>un corso di vela!</strong></p>
<p>Eccone <span id="more-6235"></span>la descrizione.</p>
<p><strong>Quattro giovani detenuti </strong>dell’Istituto penale per i minorenni   di Catania hanno partecipato ad un <strong>progetto </strong>di “inizializzazione alla vela” organizzato <strong>in istituto, a titolo volontario,</strong> dall’ ammiraglio Stefano <strong>Leuzzi</strong>, delegato regionale della Lega Navale Italiana per la Sicilia.<br />
Il laboratorio ha previsto n. 8 incontri (con cadenza settimanale di tre ore ciascuno presso un’aula didattica  della struttura minorile) e <strong>due stages in una barca a vela</strong> messa a disposizione dal presidente della società cooperativa <strong>Etnasail</strong> (specializzata nel noleggio) con partenza dal molo del Porto di Catania.<br />
Scopi del progetto:  portare i ragazzi ad una <strong>maggiore consapevolezza delle loro possibilità</strong> ed appassionarli all’<strong>apprendimento</strong>;  stimolare la <strong>crescita culturale</strong> in genere e formare <strong>figure professionali</strong> al momento molto richiesta e mancanti nell’ambito delle strutture del Diporto Nautico Siciliano.<br />
Gli argomenti trattati nelle <strong>lezioni teoriche</strong> sono stati:</p>
<ul>
<li> Diamo un nome alle nostre rotte;</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a <strong>rispettare l’ambiente</strong> ed il mare</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a correlare gli strumenti meteorologici</li>
</ul>
<p>Le <strong>navigazioni in mare</strong> hanno avuto come tematiche:</p>
<ul>
<li> Conosciamo la nostra isola dal mare</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a conoscere noi stessi</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a farci carico delle responsabilità.</li>
</ul>
<p>Nel corso della navigazione l’istruttore ha fatto conoscere: l’uso propulsivo delle vele; i 3 <strong>nodi fondamentali</strong> (gassa d’amante – savoia – parlato); l’impiego della <strong>carta nautica</strong> e del <strong>GPS</strong>; la manovra di disormeggio ed ormeggio affiancato e di punta.<br />
La partecipazione dei ragazzi agli stages è stata possibile grazie alla concessione, da parte del <strong>magistrato di sorveglianza</strong> del Tribunale per i minorenni di Catania, del beneficio  del <strong>Permesso Premio</strong> dalle ore 8.00 alle ore 15.00 e dagli <strong>operatori</strong> dell’area educativa e della sicurezza che hanno accompagnato i giovani e <strong>condiviso </strong>con loro l’originale esperienza.<br />
Luigi, Carmelo, Christian e Giuseppe hanno seguito il corso con curiosità, conquistati dall&#8217;impegno dell’ammiraglio Leuzzi, capace di essere con loro <strong>autorevole</strong> e, allo stesso tempo, <strong>attento</strong> – come solo i veri uomini di mare sanno essere.<strong> Stupore ed entusiasmo</strong> hanno caratterizzato soprattutto l’esperienza del prendere il mare in barca a vela.<br />
Unica trasgressione:  la richiesta di <strong>fare una nuotata</strong>,  che il direttore ha autorizzato.</p>
<p><strong>Un’avventura di libertà e  una scommessa.</strong></p>
<p>Per altre esperienze condotte nell&#8217;IPM vedi i post</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/" target="_blank">L&#8217;istituto minorile penale presenta&#8230;</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/2009/04/01/percorsi-virtuosi/" target="_blank">Per&#8230;corsi virtuosi</a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Una nuova sede per il &#8220;Centro Astalli&#8221;</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/06/20/una-nuova-sede-per-il-centro-astalli/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 23:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[centro Astalli]]></category>
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		<category><![CDATA[immigrati extracomunitari]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata definitivamente inaugurata la nuova sede del Centro Astalli di Catania, uno snodo fondamentale della rete di solidarietà che, anche se poco visibile, contribuisce a tenere alto il livello di civiltà della nostra città. Si trova in via Tezzano 71, traversa di via Crispi a due passi da Piazza Falcone e Borsellino, in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-5153 alignright" title="centro-astalli" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/centro-astalli-300x86.jpg" alt="centro-astalli" width="300" height="86" /></p>
<p>E&#8217; stata definitivamente inaugurata <strong>la nuova sede del Centro Astalli</strong> di Catania, uno snodo fondamentale della rete di solidarietà che, anche se poco visibile, contribuisce a tenere alto il livello di civiltà della nostra città. Si trova <strong>in via Tezzano 71</strong>, traversa di via Crispi <span id="more-5152"></span>a due passi da Piazza Falcone e Borsellino, in un immobile di proprietà dei Gesuiti e ristrutturato grazie al&#8217;aiuto di alcune fondazioni private.</p>
<p>Si tratta di un locale decisamente più adeguato e più centrale, rispetto a quello storico di via Malta, nel quale <strong>i volontari continueranno ad accogliere i tanti stranieri non comunitari</strong> presenti nella nostra città, ad ascoltare, fornire aiuti per i bisogni primari (farsi una doccia, avere qualcosa da mangiare, conoscere i servizi pubblici e privati di cui può usufruire), ma anche fargli cominciare a conoscere la nostra lingua, avere una consulenza legale, parlare con un medico, trovare un lavoro, fornire un servizio di doposcuola per i bambini.</p>
<p>Persino la <strong>semplice custodia notturna di un bagaglio</strong> contenente pochi ma preziosi effetti personali può avere una importanza decisiva, per chi non ha nulla, neanche un posto per dormire, soprattutto per coloro che sono in attesa dell&#8217;esito del ricorso contro il decreto di espulsione, cosa che comunque permette a questi richiedenti di restare legalmente in Italia e di ottenere un provvisorio permesso di soggiorno. Tutto questo in attesa di poter risolvere anche la questione della riapertura del dormitorio ‘Padre Pino Puglisi&#8217; di Librino.</p>
<p>Un altro capitolo, meno noto ma non meno importante, scritto dai volontari del Centro Astalli è costituito dal <strong>servizio di assistenza prestata in tutte le carceri</strong> per adulti e minorili della città, assistenza materiale &#8211; anche attraverso al gestione di un «banco vestiario» che raccoglie vestiti, biancheria e il necessario per l&#8217;igiene personale &#8211; ma anche di assistenza morale <strong>a tutti i detenuti sia stranieri che italiani</strong> che non hanno nessuno che vada a trovarli.</p>
<p>Chi volesse sostenere il Centro Astalli nel suo impegno può utilizzare il <strong>conto corrente</strong> postale n. 94259298, oppure quello del Banco di Sicilia ag.3, Catania, codice IBAN IT 88 P 01020 16903 &#8211; 000300688140<br />
Per <strong>informazioni</strong> si può chiamare al numero 095.535064.</p>
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		<title>Per&#8230;.corsi virtuosi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 04:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Recitare da protagonisti in un film “vero”, diventare pizzaioli, imparare il mestiere di elettricista&#8230;. Sono alcune delle possibilità che l’attuale gestione dell’Istituto Penale Minorile offre ai giovani in esso ristretti. La direttrice, Maria Randazzo, ha avuto coraggio, ha firmato protocolli di intesa con scuole ed enti di formazione e sta cercando di offrire ai ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040008-mani-in-pasta_r.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3036" title="p3040008-mani-in-pasta_r" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040008-mani-in-pasta_r.jpg" alt="p3040008-mani-in-pasta_r" width="120" height="122" /></a>Recitare da <strong>protagonisti in un film “vero”</strong>, <strong>diventare pizzaioli</strong>, imparare il mestiere di <strong>elettricista</strong>&#8230;. Sono alcune delle possibilità che l’attuale gestione dell’Istituto Penale Minorile offre ai giovani in esso ristretti.<br />
La direttrice, Maria Randazzo, ha avuto coraggio, ha firmato <strong>protocolli di intesa con scuole ed enti  di formazione</strong> e sta cercando di offrire ai ragazzi due cose: una <strong>esperienza<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></strong><span id="more-2780"></span>di vita più ricca, <strong>significativa e stimolante</strong> di quella da cui i giovani provengono e la possibilità di acquisire <strong>competenze che possano essere spese</strong>, una volta fuori,  nel mondo del lavoro.<br />
Il tutto condito con una buona dose di allegria, di <strong>creatività</strong> e da  <strong>relazioni umane</strong> più varie e interessanti.<br />
Un gruppo di  ragazzi ha avuto modo di sperimentare la novità e di riflettere  sui rischi rappresentati da certe frequentazioni e da certe ambizioni, nel momento in cui ha contribuito a realizzare, partecipando anche alla sceneggiatura, il <a href="http://www.argo.catania.it/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/" target="_blank">cortometraggio “Ti aspetto fuori”</a>.<br />
Alcuni hanno vissuto l’esperienza della varietà rispetto alla monotonia quotidiana e la soddisfazione di vedere apprezzati (e “gustati”!)  i risultati del loro lavoro a conclusone del<strong> corso per pizzaioli</strong> tenuto dagli esperti del Cnos, come racconta Pinella Leocata ne <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/ipm_pizza_pinella.pdf">Una pizza per un nuovo futuro</a><br />
A partire dal 15 Aprile, un altro gruppo parteciperà ai <strong>corsi di “Operatore grafico multimediale” e Installatore e manutentore impianti elettrici”</strong>, nati da un Protocollo d’Intesa stipulato dall’IPM con  l’ITIS “S. Cannizzaro” di Catania e il C.I.R.P.E ( Ente di Formazione Professionale).<br />
Il percorso sperimentale di istruzione e formazione professionale, di durata triennale., coinvolgerà 7 ragazzi in possesso della licenza media.<br />
La speranza è che questa esperienza formativa non rimanga  valida solo all’interno della struttura penitenziaria, ma offra <strong>concrete possibilità di essere spesa fuori</strong>, nel mondo del lavoro.<br />
La <strong>sfida è proprio questa</strong>: che i ragazzi siano attrezzati, e non solo per le competenze professionali acquisite, ad affrontare il momento del ritorno nel mondo esterno. <strong>Non è un obiettivo facile</strong>.<br />
Si tratta di giovani che provengono in genere da ambienti deprivati sia umanamente, a causa di <strong>famiglie disgregate</strong>, sia culturalmente. Non solo, infatti, hanno spesso abbandonato la scuola senza aver raggiunto un adeguato livello di alfabetizzazione, ma hanno <strong>introiettato valori e codici</strong> tipici delle sottoculture marginali e devianti.<br />
A questo si deve aggiungere il desiderio di possedere gli <strong>oggetti che sono diventati lo status simbol</strong> della nostra società sempre più consumistica (abiti griffati, telefonini di ultima generazione, moto potenti) e che altri giovani, provenienti da <strong>famiglie più fortunate, possono procurarsi ed esibire</strong> senza bisogno di ricorrere a comportamenti criminali come il furto, lo scippo, la rapina, lo spaccio.<br />
Per i ragazzi che delinquono, il bisogno di “valere”, di essere apprezzati si concretizza nel desiderio di essere simili ai <strong>modelli proposti dalla pubblicità</strong>, così come accade ai giovani protetti, e speso viziati, delle famiglie della buona borghesia.<br />
Pensare ad un <strong>reinserimento</strong> è difficile, ma lavorare per porne le premesse è un impegno che non solo l’ente penitenziario, ma <strong>tutta la società</strong> dovrebbe fare proprio. Guarda la galleria fotografica:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://gcb43.jalbum.net/MANI_IN_PASTA/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3043 aligncenter" title="galleria fotografica" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040105-istruzioni-r.jpg" alt="p3040105-istruzioni-r" width="640" height="480" /></a></p>
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		<title>L&#8217;istituto minorile penale presenta&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 04:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ti aspetto fuori&#8221;, un cortometraggio sceneggiato e girato da giovani detenuti che hanno recitato con attori professionisti Un gruppo di ragazzi detenuti all’Istituto Penale Per I Minorenni di Catania ha partecipato all’iniziativa della Casa Editrice Carthusia, specializzata in editoria per ragazzi e in campagne di comunicazione sociale, per la realizzazione di un progetto di educazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;"><em>&#8220;Ti aspetto fuori&#8221;, un cortometraggio sceneggiato e girato da giovani detenuti che hanno recitato con attori professionisti</em></h3>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di ragazzi detenuti all’<strong>Istituto Penale Per I Minorenni di Catania</strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/tiaspettofuori-cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-1734 alignleft" title="tiaspettofuori-cover" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/tiaspettofuori-cover-300x260.jpg" alt="tiaspettofuori-cover" width="300" height="260" /></a> ha  partecipato all’iniziativa della Casa Editrice Carthusia, specializzata in editoria per ragazzi e in campagne di comunicazione sociale, per la realizzazione di un  progetto di educazione alla legalità. Il progetto, intitolato “C’E’ CHI DICE NO”,  coinvolgerà,  attraverso un <strong>Kit didattico</strong>, tutti gli studenti delle prime classi delle scuole primarie di secondo grado della Sicilia.<br />
<strong>I nove ragazzi dell’IPM sono diventati sceneggiatori e attori</strong> del film “TI ASPETTO FUORI”, (uno degli strumenti editoriali del Kit), ideato e diretto dal regista <strong>Alfio D’Agata</strong> e prodotto da <strong>Movieside</strong>. Essi hanno recitato insieme ad attori professionisti, come Nino Frassica, Giovanni Martorana, e a  una vera troupe cinematografica.<br />
<strong> Hanno lavorato con le loro storie di vita</strong>, per circa tre mesi, incontrandosi settimanalmente con gli operatori per la realizzazione della sceneggiatura del cortometraggio. Parlando, litigando, giocando<span id="more-1733"></span> <strong>hanno discusso di regole, di rispetto, di significati</strong>. Proprio loro che si trovano in Istituto per aver trasgredito.<br />
Alcuni si sono messi in discussione, altri hanno messo in discussione le regole e gli adulti che non riescono ad essere “modelli significativi”.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/ciack.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1740" title="ciack" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/ciack-221x300.jpg" alt="ciack" width="221" height="300" /></a><br />
Affascinante e faticosa la fase della realizzazione del cortometraggio, avvenuta i primi cinque giorni dello scorso mese di settembre: bisognava conciliare i vincoli di una struttura chiusa (gli orari, le autorizzazioni, la complessità dei ruoli ) con le esigenze di un set cinematografico, comprese le bizze delle primedonne e la presenza delle variegate figure professionali che girano intorno alla realizzazione di un film.<br />
Per cinque giorni i nostri ragazzi sono stati impegnati, dalle otto di mattina alle nove di sera, nelle riprese, senza mai stancarsi,<strong> vivendo un’esperienza nuova</strong>, giornate non più scandite dagli orari e dalle attività previsti dal regolamento interno, liberi di essere altro da sé, non più detenuti, ma attori di un film che provava a raccontarli.<br />
Le esperienze belle contagiano e i poliziotti penitenziari, frequentemente tratteggiati come un po’ scettici sul valore delle attività educative, si  son  fatti coinvolgere volentieri, condividendo con i ragazzi tempi e spazi, accettando di recitare la “loro parte” e, per questa volta,, tutti i protagonisti del Corto si sono ritrovati dalla stessa parte.<br />
Il risultato è “<strong>Ti aspetto Fuori</strong>”, un film che testimonia “le tentazioni, le debolezze, gli errori e allo stesso tempo la<strong> voglia di riscatto, di emancipazione,</strong> il desiderio di essere aspettati ed accolti, nonostante tutto”.<br />
La distribuzione del Kit sarà preceduta dalla formazione dei formatori (e dei 2.900 insegnanti di riferimento) a cura di <strong>Carthusia</strong> e del <strong>Consorzio Il Nodo</strong> e da alcuni incontri – laboratorio tenuti direttamente dagli operatori del Centro Per La Giustizia Minorile con le classi di 15 scuole fra le più a rischio in Sicilia.<br />
Del gruppo di formatori che lavorerà nella provincia di Catania fa parte Michele, uno dei giovani protagonisti del film.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/rosario-puglisi_0152.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1741" title="rosario-puglisi_0152" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/rosario-puglisi_0152-1024x683.jpg" alt="rosario-puglisi_0152" width="430" height="287" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bella testimonianza di impegno per tutti, prova che la comunicazione è possibile, che  l’Istituto Penale può essere anche luogo di produzione di senso .<br />
<strong>Maria Randazzo  Direttore IPM Catania</strong></p>
<p>N.B. – Il Kit contiene, oltre il dvd “Ti Aspetto Fuori”, 1 scatola –plancia gioco con carte e segnalini; 21 volumi “Lo Spaccamondo” (uno per ogni ragazzo con inserto per i genitori); 1 guida informativa per l’insegnante e 1 dvd “Benedetta” (cartone animato) -<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>&#8220;Sorrisi e voci&#8221;&#8230; un&#8217;evasione legale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo dei detenuti della casa circondariale di Bicocca é andato in scena nel corso della giornata su &#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi, tutela della salute, promozione del ben-essere fisico e psichico delle persone detenute&#8221;. &#8220;Mi sembra di essere libero&#8221;. Dice così uno dei detenuti di Casa teatro Bicocca, il laboratorio teatrale, condotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/bicocca_spettacolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1665" title="bicocca_spettacolo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/bicocca_spettacolo.jpg" alt="bicocca_spettacolo" width="300" height="211" /></a>Lo spettacolo dei detenuti della <strong>casa circondariale di Bicocca</strong></em><em> é andato in scena nel corso della giornata su <strong>&#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi, tutela della salute, promozione del ben-essere fisico e psichico delle persone detenute&#8221;</strong></em><em>. </em></p>
<p><em></em>&#8220;Mi sembra di essere libero&#8221;. Dice così uno dei detenuti di Casa teatro Bicocca, il laboratorio teatrale, condotto da Piero Ristagno e Monica Felloni;  lo dice mentre fervono le prove e vengono fuori, come per incanto, le alchimie del teatro, tra le invenzioni della ragione e le esplosioni dei sentimenti.</p>
<p>Nessuno avrebbe detto all&#8217;inizio che <strong>&#8220;Sorrisi e voci&#8221;</strong> -questo il titolo dello spettacolo- si sarebbe dipanato pian piano, attraverso le menti e i corpi,  piccolo grande miracolo di esperimento corale. Con il lavoro, andato in scena il 13 febbraio scorso e in replica il 19, è stato inaugurato <strong>il nuovo teatro della Casa circondariale di Bicocca</strong>. Un teatro progettato da un detenuto ed ora, finalmente, utilizzato dai carcerati, diciassette sul palcoscenico, centottanta in platea a spellarsi le mani con gli applausi. Come non emozionarsi per le canzoni napoletane e siciliane, per i monologhi vocali e corporei? Come non sorridere con gli sketch-parodia mutuati da una televisione fin troppo presente nella vita del carcere. Lo spettacolo si congeda con una struggente, antica ninna nanna siciliana e un brano di Saramago sulla musica che affratella e arricchisce. Come il teatro.</p>
<p>Sì, sembrava proprio di essere liberi. E non solo dal carcere ma anche dagli schemi, dagli stereotipi di una società senza valori, che spinge ad accumulare oggetti e denaro,  a raggiungere posizioni di potere, a sopraffare l&#8217;altro. Senza pensare che alla fine c&#8217;è per tutti a &#8220;Livella&#8221;.  Ce lo  ha ricordato Turi con un&#8217; interpretazione magistrale della poesia del principe De Curtis, in arte Totò. &#8221; Sti pagliacciate &#8216;e ffanno sulo e&#8217; vive. Nuje simmo serie,  appartenimmo a morte&#8221;.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a><span id="more-1645"></span></p>
<p><em>Allo spettacolo, che ha dato il via alla giornata di sensibilizzazione sul tema &#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi&#8221;,  hanno assistito anche il direttore di Bicocca, <strong>Giovanni Rizza</strong></em><em>, l&#8217;educatore <strong>Maurizio Battaglia</strong></em><em>, il commissario <strong>Sergio Bruno</strong></em><em>, <strong>Salvo Fleres</strong></em><em>, garante regionale per la tutela dei diritti dei detenuti e il direttore generale dei detenuti <strong>Sebastiano Ardita</strong></em><em>.</em></p>
<p><strong>Il cast di &#8220;Sorrisi e voci&#8221;</strong></p>
<p><strong>Cantanti, attori e tecnici luci e suono:</strong> <strong>Angelo Albarino, Castrense Balsano, Salvatore Catti, Raffaele De Vincentiis, Santo Di Benedetto, Marco Grande, Vincenzo Mangion, Luca Marino, Paolo Mirabile, Orazio Nicolosi, Pietro Nicolosi, Massimiliano Pafumi, Claudio Sacco, Francesco Santapaola, Salvatore Torrisi, Antonino Trombino, Roberto Vacante.</strong> <strong>Le volontarie dell&#8217;associazione Ali nel silenzio</strong>. <strong>Carmela Cosentino, Giusi Nicolosi, Ada Mollica</strong>.  <strong>R</strong><strong>egia: Piero Ristagno e Monica Felloni. </strong><strong>Maestro del coro: Giuseppe Privitera.</strong> <strong>Alla chitarra: Elisa Messina</strong> <strong>Riprese video: Chiara D&#8217;Amico e Alessandro De Filippo</strong></p>
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