<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Catania</title>
	<atom:link href="http://www.argocatania.org/tag/catania/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.argocatania.org</link>
	<description>Cento occhi su Catania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 08:20:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Gli articoli di De Roberto, parole di ieri per l&#8217;oggi</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/02/10/gli-articoli-di-de-roberto-parole-di-ieri-per-loggi/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/02/10/gli-articoli-di-de-roberto-parole-di-ieri-per-loggi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[città d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Federico De Roberto]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio artistico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=30218</guid>
		<description><![CDATA[“Il patrimonio artistico catanese merita il più fervido amore dei cittadini e le più diligenti cure dell’Amministrazione&#62;Comunale, non soltanto per le ideali ragioni dell’arte, della Storia e in generale della Cultura, ma anche per una reale e tangibile utilità. E’ noto, infatti, e purtroppo, come la maggior parte degli stranieri che si fermano più a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il <strong>patrimonio artistico catanese</strong> merita il più fervido amore dei cittadini e le più diligenti cure dell’Amministrazione&gt;<img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-XrFgnExFTU0/TzJO1PB1YoI/AAAAAAAAJqc/4_LXmThTltE/s241/de%2520roberto.jpg" alt="" width="193" height="154" />Comunale, non soltanto per le ideali ragioni dell’arte, della Storia e in generale della Cultura, ma anche per una reale e tangibile utilità.</p>
<p>E’ noto, infatti, e purtroppo, come la maggior parte degli stranieri che si fermano più a lungo a Taormina ed a Siracusa trascurino la Città nostra, sebbene essa sia un punto di passaggio obbligato (…). La più autorevole guida alla quale i viaggiatori d’oltralpe si affidano, il Beadeker, dice che <strong>a Catania basta fermarsi soltanto per mezza giornata</strong>.”<span id="more-30218"></span></p>
<p>E’ possibile, si chiede l’autore de “I Vicerè”, obbligare moralmente i viaggiatori a sostare più a lungo a Catania? “Questo risultato si può conseguire, ed è tale che le fatiche o le spese alle quali bisognerà andare incontro saranno ampiamente rimuneratrici di nobilissimo vanto e di <strong>concreto vantaggio</strong>.”</p>
<p>Potrebbero essere stati <strong>scritti appena ieri</strong> su un periodico locale, se non fosse per quella leggera patina di antico che traspare dal linguaggio utilizzato.</p>
<p>In effetti sono le frasi introduttive del primo di <strong>sei articoli</strong> pubblicati sul “Giornale dell’Isola” da De Roberto fra maggio e luglio del 1927, poche settimane prima di morire. Sono tratti da una più ampia relazione sullo stato del patrimonio artistico di Catania che lo scrittore aveva redatto in qualità di Sovrintendente alla Belle Arti.</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-fmPLKamPb0U/TzOtxCgsAfI/AAAAAAAAJqo/zUOBtW4aL_0/s300/P1090190.JPG" alt="" width="240" height="232" />Recentemente sono stati rieditati in un volumetto dal titolo “Il Patrimonio artistico di Catania”, Papiro Editrice, per la cura attenta e appassionata di <strong>Dario Stazzone. </strong></p>
<p>In questi articoli sono descritte le condizioni in cui versavano<strong> alcuni dei più importanti cittadini</strong>, ma soprattutto sono prospettate molte e interessanti proposte per il loro recupero e la loro valorizzazione. I monumenti considerati sono: il Museo Biscari, il Castello Ursino, il Monastero dei benedettini, la Chiesa di San Nicola, la Biblioteca Ursino-Recupero e il Teatro greco-romano.</p>
<p><strong>Due</strong> sono le <strong>linee</strong> lungo le quali si sviluppa il discorso di De Roberto:<strong> il valore e le oggettive ragioni artistico-culturali</strong> che giustificano la richiesta di maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione locale, ma soprattutto <strong>la convenienza economica</strong> che consiglia una più decisa azione in questo senso.</p>
<p>Alcuni dei suoi<strong> ‘sogni’</strong> si sono <strong>avverati</strong>, almeno in parte e sia pure dopo parecchi decenni: la destinazione a sede universitaria del Monastero dei benedettini e il conseguente necessario restauro; il pieno recupero del Teatro greco-romano, già avviato negli anni di De Roberto e concluso solo da un paio di anni; il trasferimento del Museo Biscari e quello dei Benedettini per la costituzione di un museo civico in un Castello Ursino, anch’esso da restaurare; il risanamento della chiesa di San Nicola, anch’essa sul punto di essere portata a termine, almeno nelle sue parti strutturali.</p>
<p><strong>Tanto altro resta ancora da fare</strong>: la completa riapertura del castello federiciano, che tuttavia rivela la sua inadeguatezza ad essere sede di un museo; l’impossibilità di esporre in modo più ampio e sistematico le collezioni antiquarie, nel frattempo arricchite da tutti i rinvenimenti avvenuti successivamente agli scritti di De Roberto; la formazione di un museo della città degno di questo nome; il completamento del restauro della ricca dotazione più propriamente artistica (la sacrestia, il cosiddetto &#8216;tesoro&#8217;, il coro ligneo, le tele e gli altari delle cappelle laterali, l&#8217;accesso alla terrazza panoramica) della chiesa di San Nicola.</p>
<p>Ma, ammesso che anche questi interventi vengano portati a termine, basterebbero per fare di<strong> Catania una città d’arte</strong>, come auspicava De Roberto?</p>
<p>A noi sembra che questo risultato non si possa ottenere semplicemente sommando un certo numero di siti artistici e museali. Ciò che manca è il contesto di una città capace di <strong>produrre cultura</strong> nel senso più ampio e integrale del termine.</p>
<p>Forse De Roberto pensava anche a questo, quando immaginava di fare del Monastero dei Benedettini un <strong>‘palazzo dell’arte e della storia’</strong>, contenitore non solo di facoltà universitarie, ma anche di musei, archivi e sale per manifestazioni pubbliche.</p>
<p>Ma questo progetto è ormai inattuabile, dato che la fame di locali dell’Università ha occupato a tappeto tutto il quartiere dell’Antico Corso.</p>
<p>Dopo il recupero di <strong>Palazzo Platamone</strong>, ora Palazzo della cultura, sembra adesso che per un museo della città si stia pensando per il riuso <strong>dell’ex Manifattura dei tabacchi</strong>, ma l’attuazione di questo progetto va molto a rilento per la limitatezza delle disponibilità finanziarie, ed è collocata in un contesto ambientale forse non del tutto idoneo.</p>
<p>E, infine, è da chiedersi se davvero la città sia disponibile, come annota Stazzone, a <strong>ripensare “il paradigma identitario</strong> di una comunità che si rappresentava quasi esclusivamente come centro commerciale o industriale”.</p>
<p>In certi momenti viene da domandare se davvero i catanesi abbiano voglia di definirla, questa benedetta identità.</p>
<p>Sarà un caso, ma a noi sembra<strong> allegoricamente significativo</strong> che tra, gli eventi naturali come il terremoto del 1693, e quelli provocati dall’uomo, come l’incendio del palazzo degli Elefanti del 1944, Catania abbia praticamente<strong> perduto i suoi archivi storici</strong>.</p>
<p>Il volume è stato presentato<strong></strong> venerdì 27 gennaio, presso il <strong>circolo Città Futura</strong>, da <strong>Dora Marchese</strong>, che ha introdotto il contenuto del libro, <strong>Daria Motta</strong>, con un interessante approfondimento sulla lingua di De Roberto e della Catania di allora, la restauratrice <strong>Carmela Di Blasi</strong>, che si è soffermata sulle &#8220;ferite&#8221; prodotte ai beni culturali non solo in quegli anni (basti pensare che nella chiesa di San Nicola, utilizzata come deposito durante la seconda guerra mondiale, entravano i camion&#8230;), <strong>Maria Rosa Profeta</strong> che ha fatto un excursus storico sulla città, divisa tra vocazione industriale e vocazione commerciale.</p>
<p>Il curatore ha ripreso, nel suo intervento, il tema del rapporto tra De Roberto e la sua città di adozione, da lui &#8220;<strong>odiosamata</strong>&#8221; e <img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-pxvEV9ZPJl8/TuECOKw_MeE/AAAAAAAAIbI/J1hGDTKG3rQ/s195-c/ProfilePhotos" alt="" width="70" height="70" />che -a sua volta- non lo amava, come del resto non amò nessuno dei suoi grandi (nè Verga nè Bellini). Eppure questo scrittore schivo scrisse, alla fine della sua vita, degli articoli militanti proprio come <strong>atto di riparazione</strong>, sollecitando degli interventi che, come ha concluso la moderatrice,  Anna Di Salvo, potessero allora e dovrebbero ricucire oggi il rapporto tra arte, politica e città.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/02/10/gli-articoli-di-de-roberto-parole-di-ieri-per-loggi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Undiscovered Catania</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2012/01/06/undiscovered-catania/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2012/01/06/undiscovered-catania/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alberta Dionisi]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=28491</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;a cercare di guardarla meglio, questa perla nera stretta tra il mare e la montagna non è quello che sembra&#8230; Questa è una città di luci e ombre, di bianchi e neri, di contrasti netti, che non sfumano fra loro, secondo quella logica per cui proprio dove il sole batte più forte, proprio dove la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> &#8220;&#8230;a cercare di guardarla meglio, questa perla nera stretta tra il mare e la montagna non  è quello che sembra&#8230; Questa è una città di luci e ombre, di bianchi e neri, di contrasti netti, che non sfumano fra loro, secondo quella logica per cui proprio dove il sole batte più forte, proprio dove la luce è più bianca, le ombre sono più nere. &#8230; Luci e ombre, contraddizioni di una città che non è mai quello che sembra.&#8221; ( Carlo Lucarelli &#8220;Mistero in blu &#8221; &#8211; Einaudi).</em> <a title="chiesa Madonna del Carmine, fuochi d'artificio di alberta dionisi, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/56162844@N08/galleries/72157628513420955/with/5139848982/lightbox/" _mce_href="http://www.flickr.com/photos/56162844@N08/galleries/72157628513420955/with/5139848982/lightbox/"><img title="vai all'album di Alberta Dionisi" src="http://farm5.staticflickr.com/4014/5139848982_e222cb48a3.jpg" _mce_src="http://farm5.staticflickr.com/4014/5139848982_e222cb48a3.jpg" alt="chiesa Madonna del Carmine, fuochi d'artificio" height="600" width="600"></a><br _mce_bogus="1"></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2012/01/06/undiscovered-catania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Occupato il Teatro Coppola, la parola ai catanesi</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/12/17/occupato-il-teatro-coppola-la-parola-ai-catanesi/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/12/17/occupato-il-teatro-coppola-la-parola-ai-catanesi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 05:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Coppola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=28219</guid>
		<description><![CDATA[Il primo teatro pubblico catanese, il teatro Coppola di via Vecchio Bastione, da lungo tempo inutilizzato (nel 2005 sarebbe dovuto diventare sala prova dell’orchestra del Bellini, ma il progetto non andò avanti) è stato occupato da lavoratrici e lavoratori siciliani della cultura e dello spettacolo; artisti, maestranze e operatori che, con questo gesto, vogliono restituire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-GD4FQqf28_U/TuvHcyTGFwI/AAAAAAAAIg0/Eu7oGHarfBE/s361/111216%252520Teatro%252520Coppola%252520o%252520Piccolo.jpg" alt="" width="232" height="253" />Il primo teatro pubblico catanese, il<strong> teatro Coppola</strong> di via Vecchio Bastione, da lungo tempo inutilizzato (nel 2005 sarebbe dovuto diventare sala prova dell’orchestra del Bellini, ma il progetto non andò avanti) <strong>è stato occupato</strong> da lavoratrici e lavoratori siciliani della cultura e dello spettacolo; artisti, maestranze e operatori che, con questo gesto, vogliono restituire un bene comune ai cittadini catanesi. In sostanza, di fronte all’inattività delle istituzioni, hanno deciso di reagire e, improvvisandosi elettricisti, carpentieri, muratori, hanno riaperto quel cantiere che<span id="more-28219"></span> era stato chiuso nel 2005. Convinti che<strong> gli spazi pubblici vanno condivisi e il lavoro culturale deve diventare una risorsa economica e civile,</strong> gli occupanti vogliono recuperare la struttura ma, soprattutto, vogliono farla diventare un nuovo e qualificato laboratorio culturale.</p>
<p><a href="http://www.teatrocoppola.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1&amp;Itemid=130" target="_blank"><em>Ecco il comunicato degli occupanti:</em></a></p>
<p><em><strong>Per un teatro dei cittadini </strong></em></p>
<p><em><strong>Siamo lavoratrici e lavoratori siciliani della cultura e dello spettacolo</strong>﻿﻿: artisti, maestranze, operatori. Una forza sociale a lungo disgregata e invisibile. Siamo da sempre costretti alla fuga, a rincorrere nell&#8217;emigrazione o nell&#8217;accomodamento il senso di un percorso di studi, preparazione e passione; le prime vittime di una politica che non riconosce il lavoro culturale come risorsa economica e civile e continua a privare la nostra terra dei suoi innumerevoli talenti.</em></p>
<p><em>Oggi vogliamo essere una forza unitaria, determinata a tramutare le nostre <strong>professionalità</strong> in bene materiale da mettere <strong>a disposizione della comunità</strong>. Rivendichiamo pertanto il diritto, e ci assumiamo il dovere, di riappropriarci e prenderci cura di un bene comune abbandonato per restituirlo alla storia della città.</em></p>
<p><em><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-lUekbdAINlA/TuvHcyOYmeI/AAAAAAAAIgw/hjA-2dARkmY/s615/111216%252520Teatro%252520Coppola%252520occupato.jpg" alt="" width="325" />Crediamo fermamente che rimettere in discussione la gestione della pubblica proprietà sia condizione imprescindibile per sperimentare <strong>nuove forme partecipate</strong> e consapevoli di organizzazione del territorio, del lavoro e della creatività collettiva; che la pubblica proprietà debba ritornare a essere luogo dei diritti e del poter fare, contro l&#8217;indiscriminato accumulo privato, il commercio fuori controllo, l&#8217;abbandono del patrimonio e l&#8217;alienazione dei beni comuni operata dalle caste amministrative di ogni colore.</em></p>
<p><em>È per queste ragioni che ci assumiamo la responsabilità di occupare e riaprire un cantiere in abbandono al fine di <strong>riqualificare</strong>, come luogo di produzione e formazione culturale, una parte dell&#8217;area dell&#8217;ex Teatro Coppola (in via del Vecchio Bastione, quartiere Civita), <strong>primo Teatro Comunale della Città</strong> di Catania inaugurato nel 1821 e quasi completamente distrutto dai bombardamenti americani l&#8217;8 luglio 1943. Questo spazio, utilizzato per anni dal Teatro Massimo Vincenzo Bellini come laboratorio scenografico, sarebbe dovuto diventare sala prova per l&#8217;orchestra dell&#8217;ente lirico ma il progetto (avviato nel 2005) è stato sospeso e il cantiere abbandonato.</em></p>
<p><em>Oggi vogliamo che il Teatro Coppola ridiventi, attraverso il lavoro volontario di ognuno di noi, libero teatro dei cittadini, <strong>laboratorio indipendente</strong> di formazione artistica e professionale, risorsa sociale per il quartiere e la città intera. Una città ricostruisce la propria cultura attraverso le azioni e i modelli che queste azioni producono, e alla città, a tutte le sue componenti sociali, culturali ed economiche, chiediamo di partecipare con donazioni di tempo, testimonianze, competenze, materiali e attrezzature, perché insieme si costruisca un patrimonio comune dell&#8217;incontro e dello scambio attraverso un modello condiviso di gestione diretta, paritaria e dal basso.</em></p>
<p><em>venerdì 16 e sabato 17 dicembre  CANTIERE APERTO</em></p>
<p><em>domenica 18 dicembre, dalle ore 17.00 ASSEMBLEA PUBBLICA</em></p>
<p><em>FOTOGRAFIE DELLA STORIA: IL TEATRO IN UN MAGAZZINO DELLA MARINA</em><br />
<em> SPETTACOLI  PER UN PALCO A VENIRE</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/12/17/occupato-il-teatro-coppola-la-parola-ai-catanesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La città degli altri</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/11/02/la-citta-degli-altri/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/11/02/la-citta-degli-altri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 05:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=26979</guid>
		<description><![CDATA[Arte e memoria lungo i viali del cimitero monumentale di Catania è possibile ascoltare musica durante la visualizzazione selezionando uno dei brani nel menù sottostante;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;"><em>Arte e memoria lungo i viali del cimitero monumentale di Catania</em></h3>
<p>	<em> è possibile ascoltare musica durante la visualizzazione selezionando uno dei brani nel menù sottostante;</em></p>
<p><object width="600" height="450"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Falbertadionisi%2Fsets%2F72157627637872200%2Fshow%2Fwith%2F6138175717%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Falbertadionisi%2Fsets%2F72157627637872200%2Fwith%2F6138175717%2F&amp;set_id=72157627637872200&amp;jump_to=6138175717" /><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="450" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=109615" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Falbertadionisi%2Fsets%2F72157627637872200%2Fshow%2Fwith%2F6138175717%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Falbertadionisi%2Fsets%2F72157627637872200%2Fwith%2F6138175717%2F&amp;set_id=72157627637872200&amp;jump_to=6138175717" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object width="250" height="290"><param name="movie" value="http://grooveshark.com/widget.swf" /><param name="wmode" value="window" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="flashvars" value="hostname=cowbell.grooveshark.com&amp;songIDs=26764384,28534661,16922743,10456012,24653375,30054705&amp;bbg=000000&amp;bth=000000&amp;pfg=000000&amp;lfg=000000&amp;bt=FFFFFF&amp;pbg=FFFFFF&amp;pfgh=FFFFFF&amp;si=FFFFFF&amp;lbg=FFFFFF&amp;lfgh=FFFFFF&amp;sb=FFFFFF&amp;bfg=666666&amp;pbgh=666666&amp;lbgh=666666&amp;sbh=666666&amp;p=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="250" height="290" src="http://grooveshark.com/widget.swf" wmode="window" allowscriptaccess="always" flashvars="hostname=cowbell.grooveshark.com&amp;songIDs=26764384,28534661,16922743,10456012,24653375,30054705&amp;bbg=000000&amp;bth=000000&amp;pfg=000000&amp;lfg=000000&amp;bt=FFFFFF&amp;pbg=FFFFFF&amp;pfgh=FFFFFF&amp;si=FFFFFF&amp;lbg=FFFFFF&amp;lfgh=FFFFFF&amp;sb=FFFFFF&amp;bfg=666666&amp;pbgh=666666&amp;lbgh=666666&amp;sbh=666666&amp;p=0"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/11/02/la-citta-degli-altri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stancanelli sindaco o senatore, that is the question</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/10/24/stancanelli-sindaco-o-senatore-that-is-the-question/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/10/24/stancanelli-sindaco-o-senatore-that-is-the-question/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 05:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Stancanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco di Catania]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=26789</guid>
		<description><![CDATA[Se sia più nobile soffrire approvando leggi ad personam a colpi di voti di fiducia o prendere le armi contro il mare di debiti lasciati dal mio sodale predecessore e, contrastandoli, lasciare i concittadini in mutande. Morire…, ma siamo pazzi? Al massimo dormire e far dormire e, con il sonno degli Stati generali, fare finta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-hnZZGhW7os4/TqKcUT2MoKI/AAAAAAAAHdk/IOM6KWxnMYY/s331/to-be-or-not-to-be-mre-01.jpg" alt="" width="331" height="249" />Se sia più nobile soffrire approvando <strong>leggi ad personam </strong>a colpi di voti di fiducia o prendere le armi contro il mare di <strong>debiti </strong>lasciati dal mio sodale predecessore e, contrastandoli, lasciare i concittadini in mutande.<br />
Morire…, ma siamo pazzi? Al massimo <strong>dormire </strong>e<strong> far dormire</strong> e, con<strong> il sonno degli Stati generali, </strong>fare finta di aver posto fine ai mille problemi ereditati dall’intrugliator cortese: questo è il mio pio desiderio.</p>
<p>Morire…, ma quando mai?  <span id="more-26789"></span>Dormire, meglio <strong>sognare</strong>. Ecco il punto!<br />
Perché, in quel sonno di morte che si respira nell’aula del Senato, quali altri sogni si possono fare, dato il groviglio mortale del conflitto di interesse che vi incombe?<br />
Questo soprattutto mi fa esitare.  Questo è il dubbio che mi costringe a<strong> stare con due piedi in una scarpa</strong>.<br />
Perché chi sopporterebbe le <strong>frustate </strong>della Minetti e gli <strong>scherni </strong>di La Russa, i <strong>torti </strong>del presidente padrone, la <strong>contumelia </strong>dell’arrogante padano, gli <strong>spasimi </strong>del bunga bunga, gli ostacoli delle leggi costituzionali, l’insolenza delle cariche ufficiali e il <strong>disprezzo</strong> che il sindaco paziente riceve dagli indegni concittadini, quando egli stesso potrebbe darsi quiete  con una semplice <strong>lettera di dimissioni</strong>?<br />
Chi porterebbe, grugnendo e sudando, fardelli che ha contribuito a creare se non fosse che il terrore di dover <strong>dichiarare bancarotta</strong> possa aprire una prospettiva inesplorata dalla cui frontiera nessun viaggiatore fa ritorno, per cui la volontà resta paralizzata e fa <strong>sopportare gli oltraggi </strong>che quotidianamente vengono fatti, piuttosto che accorrere verso <strong>altre aule parlamentari </strong>i cui rischi ci sono ignoti?<br />
Così la coscienza ci rende <strong>codardi</strong>, e così il colore di una risoluta decisione è stemperato dal pensiero che è meglio l’uovo oggi che la gallina domani, e imprese di <strong>grandi progetti </strong>di piani regolatori per questa ragione deviano dal loro corso, perdono il vigore dell’azione e diventano <strong>vuoti annunci </strong>da consegnare alle scialbe pagine di un <strong>giornale connivente.</strong></p>
<p>Questi, e altri perigliosi pensieri andava rimuginando nella testa confusa il nostro<strong> Amleto  Stancanelli</strong>, deambulando nottetempo nei corridoi di Palazzo degli elefanti, vestito del candido laticlavio degli antichi senatori romani, con in mano un elefantino d’avorio, nell’attesa che la dannata Consulta emettesse il suo parere<strong>.*</strong><br />
Perché, si chiedeva, non posso fare il <strong>senindaco </strong>o il <strong>sindacatore</strong>, se anche nello stemma della mia città (adottiva) le due cariche sono <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />conglobate, se è vero che c’è scritto<strong> S.P.Q.C. = Senatus populusque cathaniensium</strong>?</p>
<p>* <em>E&#8217; stato <a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/10/Stancanelli_doppio_incarico_Pinella.pdf">un cittadino catanese, <strong>Salvatore Battaglia,</strong></a>, a presentare un <strong>ricorso contro il doppio incarico</strong> di Raffaele Stancanelli, senatore e sindaco di Catania. Venerdì 21 ottobre la Consulta si è espressa con la <strong><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/10/sentenza_n277_corte-costituzionale-incompatibilita-stancanelli.pdf">sentenza n.277</a></strong>: chi è sindaco di un comune con più di ventimila abitanti non può fare anche il parlamentare, anche se l&#8217;elezione al parlamento precede quella a sindaco. Deve scegliere.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/10/24/stancanelli-sindaco-o-senatore-that-is-the-question/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non solo fumetti all&#8217;ombra del vulcano</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/09/19/non-solo-fumetti-allombra-del-vulcano/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/09/19/non-solo-fumetti-allombra-del-vulcano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 06:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Ciminiere]]></category>
		<category><![CDATA[Etna Comics]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[giochi di ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comics]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=25383</guid>
		<description><![CDATA[Incontrare per strada un elfo, un gruppo di guerrieri in lotta armati di spadone, eroine in minigonna e principesse spaziali può  far paura. Lascia di certo stupefatti. Eppure è accaduto in occasione dell&#8217;Etna Comics, primo festival catanese del fumetto, cinema di animazione, gioco e videogame, tenuto tra il 9 e l&#8217;11 settembre alla Ciminiere. Già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://picasaweb.google.com/Argo.redazione/110918ETNACOMICX2001#slideshow/5653638986123285522" target="_blank"><img class="alignleft" title="vai all'album di Alberta Dionisi" src="https://lh3.googleusercontent.com/-J3c4XamrmfM/TnXCtCAtlBI/AAAAAAAAG6M/B7xW_q6aoyw/ARGO_05_6155325806_fac7bc9045_z.jpg" alt="" width="269" height="179" /></a> Incontrare per strada un <strong>elfo</strong>, un gruppo di guerrieri in lotta armati di spadone, eroine in minigonna e principesse spaziali può  far paura. Lascia di certo stupefatti. Eppure è accaduto in occasione dell&#8217;<strong>Etna Comics</strong>, primo festival catanese del fumetto, cinema di animazione, gioco e videogame, tenuto tra il <span id="more-25383"></span>9 e l&#8217;11 settembre alla Ciminiere.</p>
<p>Già da anni ai grandi festival del fumetto, <strong>Lucca Comics</strong> in primis, è normale vedere visitatori vestiti come i loro eroi di carta, celluloide o pixel. E&#8217; normale che l&#8217;afflusso sia molto alto e coinvolga persone di età e cultura diverse. Ha lasciato invece stupefatti il <strong>grande concorso di pubblico</strong> e il grande fermento che ha caratterizzato l&#8217;appuntamento catanese.</p>
<p>Ne sono stati coinvolti <strong>in modo trasversale</strong> singoli e gruppi interessati a vario livello a passatempi ritenuti un po&#8217; dork come i giochi da tavolo e i fumetti. E in effettti alle Ciminiere c&#8217;è stato spazio per tantissime <strong>manifestazioni dell&#8217;animo ludico</strong>, e per quasi ogni passione, dai giochi di ruolo dal vivo agli scacchi, dal cosplay al collezionismo di fumetti d&#8217;epoca: 150 euro per un Tex Willer. Impossibile citare ogni cosa senza fare torto a qualcuno.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;Etna Comics non si rimaneva stupiti e interdetti solo per la varietà caleidoscopica delle possibili attività ma anche per il <strong>costo del biglietto</strong>, 8 euro, non giustificato dalla qualità dei servizi ai visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei saloni delle Ciminiere ci si districava tra <strong>scale mobili guaste</strong> e inservibili, l&#8217;<strong>odore</strong> della cottura dei ramen in scatola, un cibo orientale difficilmente apprezzabile da chi abbia compiuto la maggiore età e abbia almeno una volta nutrito un animale domestico, e soprattutto un <strong>caldo soffocante</strong>, tale da star male e invidiare non poco le fortunate che in costume da geisha avevano scelto come accessorio un ventaglio. Il tutto accompagnato dagli altoparlanti che invocavano, per carità, un tecnico in questa o quell&#8217;area. Ben più inquietante la situazione sul <strong>palco</strong> nell&#8217;anfiteatro esterno al complesso fieristico, colmo oltre i limiti della preoccupazione.</p>
<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />Un peccato, un peccato davvero, veniale solo se gli organizzatori impareranno dall&#8217;esperienza di questo primo evento, e la prossima volta si <strong>attrezzeranno</strong> per tempo e in maniera migliore.<br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2FArgo.redazione%2Falbumid%2F5653638723204289633%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit"></embed>foto di Alberta Dionisi   &#8211;                           Musica on/off.<embed class="alignright" type="application/x-shockwave-flash" width="250" height="40" src="http://grooveshark.com/songWidget.swf" wmode="window" allowscriptaccess="always" flashvars="hostname=cowbell.grooveshark.com&amp;songIDs=26455734&amp;style=metal&amp;p=0"></embed></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/09/19/non-solo-fumetti-allombra-del-vulcano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Unaredazionesottosfratto, Step1 non si arrende</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/09/12/unaredazionesottosfratto-step1-non-si-arrende/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/09/12/unaredazionesottosfratto-step1-non-si-arrende/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 14:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ateneo di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Step1]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=25157</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato con cui i giovani che hanno lavorato nella redazione di Step1 annunciano ufficialmente l&#8217;apertura di un nuovo blog con cui si propongono di continuare a raccontare la città, come hanno fatto con impegno e ottimi risultati in questi anni. Facciamo loro un sincero e affettuoso augurio di buon lavoro. Cari lettori, oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo il comunicato con cui i giovani che hanno lavorato nella redazione di Step1 annunciano ufficialmente l&#8217;<strong>apertura di un nuovo <img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/-vPlnUmNLtnQ/Tm4UXK9b4tI/AAAAAAAAGv0/MRDpUmSkzUA/Benedettini_Catania.jpg" alt="" width="225" height="300" />blog </strong>con cui si propongono di continuare a raccontare la città, come hanno fatto con impegno e ottimi risultati in questi anni. Facciamo loro un sincero e affettuoso <strong>augurio</strong> di buon lavoro.</em></p>
<p>Cari lettori,</p>
<p>oggi nasce Unaredazionesottosfratto, blog curato dagli <strong>ex redattori</strong> di Step1, magazine universitario e palestra di giornalismo dell’ateneo di Catania. Uno spazio per sbirciare nel nostro cantiere aperto e per <strong>riprendere</strong> il racconto della <span id="more-25157"></span>città da dove ci hanno interrotti.</p>
<p>Per tenere fede a questo impegno qualche settimana fa abbiamo <strong>deciso di dimetterci</strong> dal periodico online che è stata la nostra culla giornalistica. Siamo stanchi di aspettare un editore che non crede più in questo progetto e che ne stava lentamente prosciugando le motivazioni. Non vogliamo più sprecare tempo ed energie cercando il modo migliore per sopravvivere, per portare avanti estenuanti e sterili trattative. Sempre uguali a se stesse. Come questa redazione a cui negli ultimi due anni il <strong>decadimento dell’università ha negato un ricambio generazionale</strong>. Indispensabile per un progetto nato come palestra per giovani penne.</p>
<p>Crediamo sia arrivato il momento di investire su noi stessi e su quanto, con difficoltà, ci è stato insegnato dentro l’ateneo. Vogliamo farlo però senza continuare a tradire lo spirito con cui è stato pensato e fondato Step1 sette anni fa. Vogliamo andare avanti e lo faremo <strong>fuori dall’università</strong>, che proprio non ci vuole, ma <strong>dentro questa città</strong>: Catania, che ha ancora bisogno di voci giovani per uscire dalle sabbie mobili in cui è finito il suo stesso ateneo. Chi non ci amava non ha quindi motivo di gioire: non può essere uno sfratto a tappare undici paia d’occhi. E state certi che questi sguardi di ventenni non si faranno sfuggire il modo in cui pezzo dopo pezzo si vogliono smantellare le forze ancora vive di questa città.</p>
<p>Nasce così l’idea di un blog provvisorio. Per <strong>tenere unita</strong> la comunità che nel tempo è cresciuta intorno a Step1 e per <strong>tenere informati</strong> voi lettori di quanto sta avvenendo nel nostro cantiere. Che, intanto, ha cambiato sede. Dopo lo sfratto dall’aula 24 del monastero dei Benedettini ad opera dell’amministratore delegato dell’ateneo, ci siamo sistemati nella <strong>stanza 130</strong>, affidata dalla facoltà di Lingue ad <strong>U-Press</strong> – associazione di cui facciamo parte – in via provvisoria. Una soluzione comoda, ma <strong>precaria</strong>. E non è questo che abbiamo in mente.</p>
<p>Il confronto, la crescita di un gruppo redazionale, il quotidiano convivere di generazioni ed esperienze diverse: per tutto questo <strong>serve un luogo</strong>. Che sia anche d’incontro con chi vuole venire a vedere chi siamo, cosa facciamo, condividere con noi le sue idee, il suo malcontento e i suoi progetti per questa città.</p>
<p>Non è un caso se anche i nostri cugini di <strong>Radio Zammù</strong> sono usciti dal monastero dei Benedettini. Quello che hanno seminato fiorirà in parte ancora dentro l’università e in parte fuori. Ma comunque non nella celletta che per tutti noi è stata una fucina di idee e un laboratorio permanente.</p>
<p>Nel momento in cui si volta pagina per raddoppiare la posta in gioco, non possiamo dimenticare <strong>chi ci ha guidato fino a ora</strong>. Enrico <strong>Escher</strong>, che nel 2004 ha fatto nascere dentro la facoltà di Lingue di Catania una radio e un giornale online. Lui stesso nel programma originario descriveva Step1 come «un grande laboratorio multimediale sull’informazione, che non sarà solo un esperimento accademico, ma che diventerà un vero e proprio medium cittadino». Il professore Luciano <strong>Granozzi</strong>, giornalista mancato. Il suo intuito e il suo continuo frullare di idee sono all’origine di alcuni degli articoli migliori di Step1. E del nostro riconoscere nell’Università molto più che un’istituzione fredda e lontana. Animata invece da persone e teste che ci auguriamo di incontrare ancora sulla nostra strada, per parlare sempre più forte a chi finora non ha voluto ascoltare.</p>
<p>Abbiamo avuto anche tre <strong>tutor</strong> preziosi. <strong>Rosa Maria Di Natale</strong> che ha portato in redazione traguardi nuovi e ambiziosi. <strong>Gianfranco Faillaci</strong>, molto più che semplice coordinatore di redazione, ma maestro e punto di riferimento costante. Un Gianfranco in ogni redazione: ecco secondo noi la cura per il giornalismo di questo Paese. E la direttora, <strong>Roberta Marilli</strong>, che ha accompagnato le nostre idee via via che si facevano più grandi, dando loro l’ardire di camminare da sole.</p>
<p><strong>Ringraziarli</strong> non è una formalità: senza di loro noi non saremmo qui. Non avremmo competenze, ma soprattutto la capacità di scegliere di osare.</p>
<p>Unaredazionesottosfratto, con tutto quello che verrà dopo, è anche figlio loro.</p>
<p><strong>Uscire di casa a vent’anni</strong> è quasi un obbligo, quasi un dovere. Una porta si è chiusa. Nessuna fuga, ma si corre lo stesso. C’è una città da attraversare e da raccontare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/09/12/unaredazionesottosfratto-step1-non-si-arrende/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uno sciopero generale per salvare il Paese</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/09/07/uno-sciopero-generale-per-salvare-il-paese/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/09/07/uno-sciopero-generale-per-salvare-il-paese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 05:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ANCI]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione di protesta]]></category>
		<category><![CDATA[manovra finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=24891</guid>
		<description><![CDATA[Uno sciopero generale indetto dalla C.G.I.L. e, successivamente e con una piattaforma autonoma, dai Sindacati di Base, per dire no a una manovra finanziaria profondamente ingiusta, ulteriormente peggiorata dal cosiddetto maxiemendamento presentato ieri dal Governo. Un testo, che prevede, fra l’altro, l’IVA al 21% e l’anticipo del percorso per arrivare all&#8217;equiparazione dell&#8217;età per la pensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Alberta Dionisi" src="https://lh4.googleusercontent.com/-yloeQ0enahU/TmZ8WP0Z1OI/AAAAAAAAGkQ/k9FsR3UGYHI/01.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p>Uno sciopero generale indetto dalla C.G.I.L. e, successivamente e con una piattaforma autonoma, dai Sindacati di Base, per dire no a una <strong>manovra finanziaria profondamente ingiusta</strong>, ulteriormente peggiorata dal cosiddetto <strong>maxiemendamento</strong> presentato ieri dal <span id="more-24891"></span>Governo. Un testo, che prevede, fra l’altro,  l’IVA al 21% e l’anticipo del percorso per arrivare all&#8217;equiparazione dell&#8217;età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne a 65 anni ( ma non è detto che non spunti l’<strong>ennesima nuova versione</strong>), e sul quale verrà chiesto il voto di fiducia.<br />
A <strong>Catania</strong> il corteo della C.G.I.L. ( i sindacati di base hanno, invece, optato per un’unica manifestazione  a Palermo) è partito da via Etnea – villa Bellini – per concludersi in piazza Manganelli. Diverse migliaia i partecipanti, e fra questi particolarmente significativa la presenza di alcune <strong>categorie</strong>: Edili, Metalmeccanici, Lavoratori del Commercio, del Pubblico Impiego e della Scuola.</p>
<p>A ingrossare le fila della manifestazione, molti <strong>militanti</strong> delle forze politiche del Centro-Sinistra e di quei <strong>movimenti</strong> (come, per esempio, il Coordinamento in difesa della scuola pubblica statale) che hanno contestato nei loro settori di lavoro gli effetti negativi prodotti dalla forsennata politica dei <strong>tagli</strong>.</p>
<p>Importante la partecipazione dei <strong>sindaci</strong> di Biancavilla, Pippo Glorioso,  di Linguaglossa, Rosa Maria Vecchio, di San Cono, Nunzio Drago, di Giarre, Teresa Sodano, di Raddusa, Cosimo Marotta, e di  Licodia Eubea Nunzio Li Rosi, presidente provinciale dell&#8217; <strong>Anci</strong>.</p>
<p>In tutti la consapevolezza della <strong>drammaticità della crisi</strong> soprattutto in una regione, come la <strong>Sicilia</strong>, dove un giovane su due è disoccupato, molte aziende sono in crisi e alla quale, per effetto della manovra, saranno tolti 400 milioni di euro alla sanità e 600 agli enti locali. Altrettanto diffusa la consapevolezza che la manovra non può essere pagata da <strong>lavoratori dipendenti, pensionati, giovani</strong>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 362px"><embed type="application/x-shockwave-flash" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" width="350" height="233" flashvars="host=picasaweb.google.com&#038;hl=it&#038;feat=flashalbum&#038;RGB=0x000000&#038;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2FArgo.redazione%2Falbumid%2F5649339157750918705%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p style="text-align: left;">Questi ultimi, non moltissimi, ma combattivi, dietro gli striscioni del Movimento Studentesco e del C.P.O. Experia, hanno effettuato un “<strong>flash mob</strong>” in corso Sicilia, davanti alle sedi della <strong>BNL</strong> e  del <strong>Banco di Sicilia/Uni Credit</strong>.</p>
<p>Angelo Villari, segretario generale della Camera del lavoro di Catania, ha aperto il <strong>comizio finale</strong>, mentre dal palco venivano date le notizie dell’<strong>ottima riuscita</strong> dello sciopero in tutti i settori, e, in particolare, fra i lavoratori dei centri commerciali e dell’aeroporto.</p>
<p>Dopo aver ragionato sui motivi complessivi della protesta e ribadito il no assoluto contro tutti quei tentativi che vogliono rimettere in discussione il contratto nazionale, Villari ha chiesto maggiore attenzione su quanto sta avvenendo a <strong>Catania</strong> rispetto alle <strong>aziende in crisi</strong> (Pfizer, St,  Numonyx- Micron, Sat, Cesame), una nuova politica per l’<strong>agricoltura</strong>, la riorganizzazione del sistema commerciale per eliminare le storture derivanti dall’ eccessiva presenza degli <strong>ipermercati</strong> e dal diffuso utilizzo del <strong>lavoro precario</strong>.</p>
<p>Dopo gli interventi di Pasquale Timpanaro, segretario di Caltagirone e di Santina Sconza rappresentante dell&#8217;Anpi, ha preso la parola Serena Sorrentino, segretario nazionale Cgil. L’ultima relatrice ha sottolineato i <strong>danni specifici che subirà il Mezzogiorno</strong> se la manovra non verrà radicalmente modificata. Infatti, i tagli agli enti locali determineranno un <strong>ulteriore impoverimento dei servizi essenziali</strong> e l’art. 8, con il quale si vogliono <strong>cancellare i diritti dei lavoratori</strong>, renderà il Sud sempre più esposto a una politica di ricatti. Per questo, ha concluso: “ è necessario cambiare la manovra assumendo il <strong>Mezzogiorno come questione nazionale</strong>”.<br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" width="600" height="400" flashvars="host=picasaweb.google.com&#038;captions=1&#038;hl=it&#038;feat=flashalbum&#038;RGB=0x000000&#038;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2FArgo.redazione%2Falbumid%2F5649326781230702481%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/09/07/uno-sciopero-generale-per-salvare-il-paese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>11 domande sul parco &#8220;S.Teresa di Calcutta&#8221;</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/08/24/11-domande-sul-parco-s-teresa-di-calcutta/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/08/24/11-domande-sul-parco-s-teresa-di-calcutta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 06:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Agatino Reitano]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi europei]]></category>
		<category><![CDATA[parchi cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[scarsa manutenzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=24598</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni di noi forse non conoscono la sua esistenza, eppure c&#8217;è e potrebbe essere un piccolo gioiello in una città povera di verde come la nostra. Ci riferiamo al parco &#8220;S. Tesera di Calcutta&#8221; di via Eleonora d&#8217;Angiò. Un&#8217;oasi con alberi folti, spazi agibili, giochi per bambini e persino un percorso attrezzato ginnico-sportivo. Un cittadino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-F18T666Zw7o/TlQUpHM46EI/AAAAAAAAGZY/RlRQxFlc_0w/_P1070362.JPG" alt="" width="252" height="189" />Alcuni di noi forse non conoscono la sua esistenza, eppure c&#8217;è e potrebbe essere un piccolo gioiello in una città povera di verde come la nostra. Ci riferiamo al <strong>parco &#8220;S. Tesera di Calcutta&#8221;</strong> di via Eleonora d&#8217;Angiò. Un&#8217;oasi con alberi folti, spazi agibili, giochi per bambini e persino un percorso attrezzato ginnico-sportivo.</p>
<p>Un cittadino catanese, Cesare Cavadi, di fronte al progressivo <strong>degrado</strong> di questo parco <strong> <a href="http://www.box.net/shared/q6ramc5yjvblnpq9k167" target="_blank">attraverso 11 domande</a></strong> sollecita <span id="more-24598"></span>l’intervento di chi dovrebbe avere cura del verde pubblico, consapevole, comunque,  “che le cause del degrado sono  da attribuire anche  alla cattiva educazione dei  cittadini-frequentatori”.</p>
<p><strong>Denuncia</strong>, innanzitutto, la diffusa presenza di bottiglie di vetro (spesso in frammenti), di plastica, carte, sacchetti vuoti. Peraltro, pur in presenza di un sistema di videosorveglianza, nessuno di coloro che hanno determinato tale situazione di degrado risulta essere stato sanzionato.</p>
<p>L’<strong>erba</strong> viene curata saltuariamente, diventando  “nido di insetti di ogni genere”. Il cattivo funzionamento degli erogatori automatici dell’acqua e la presenza di fontanelle con grosse perdite determinano la formazione di pozzanghere maleodoranti, con la conseguente proliferazione di moscerini e zanzare.</p>
<p><strong>Da anni</strong>, molti lampioni aspettano di essere riparati o sostituiti. Le aiuole sono “sommerse da foglie secche di molti autunni”, tante piante ‘meriterebbero’ di essere potate. I muri di recinzione non intonacati, una volta cadute le reti predisposte per i fiori rampicanti (che, non curati, invadono i viali), contribuiscono al degrado della struttura.</p>
<p>“Datteri selvatici simili a   piccole nespole, caduti dagli alberi e non rimossi, marciscono a terra  creando una “crema” appiccicaticcia e puzzolente che rimane attaccata alle scarpe  di abituali e di casuali malcapitati frequentatori”. Vecchi cestini, ormai inutilizzabili, fanno bella mostra di sé sui prati. “I viali del parco sono  incorniciati da un mix di  cenere dell’Etna ,  foglie ed erbacce secche, amalgamate, di quando in quando, da  escrementi  di cani  appartenenti a padroni o troppo incivili o troppo distratti” . Una situazione che, realisticamente, può essere definita vicina al collasso proprio perché<strong> è mancata</strong>, nel tempo, la normale <strong>manutenzione</strong>.</p>
<p>Queste le conclusioni di Cavadi: “E’ vero che noi   catanesi, (qualcuno forse si offenderà), non siamo particolarmente rispettosi dei beni pubblici , ma è  pur vero  che sono troppo evidenti  anche le responsabilità di coloro che <strong>amministrano la città</strong> perché questi ultimi si possano “chiamare fuori” e  possano considerare se stessi privi di colpe sic et simpliciter.</p>
<p>Inoltre, a mio avviso,  chi amministra, ammesso e non concesso che  sia privo di colpe, ha comunque un compito precipuo e  imprescindibile, quello di   <strong>promuovere   un processo continuo  di ammaestramento dei cittadini</strong> per la difesa dei beni della collettività. Chi amministra ha il dovere di rendere partecipi i cittadini   delle iniziative prese e di informarli sui progetti da attuare   (ammesso che questi progetti ci siano)  <strong>investendo  risorse per l’educazione del cittadino</strong>, suggerendo comportamenti da tenere e imponendo norme da rispettare     per  contribuire così alla salvaguardia dei beni che appartengono a tutti:   le strade,    le  piazze,  i  parchi,  le scuole: la  città”.</p>
<p><strong>Argo</strong> si è recato sul posto,ha fotografato lo stato del parco e ha fatto alcune riflessioni. Il primo spunto è stato offerto dai cartelli posti all&#8217;ingresso, che annunciano l&#8217;esistenza della <strong>video sorveglianza</strong> che sarebbe interessante sapere come si svolge, essendo ridotta -a quel che appare- al palo di supporto di una videocamera, immerso dentro la chioma di un albero&#8230;</p>
<p>Ancora più interessante la parte del cartello con l&#8217;informazione che il parco è stato realizzato con <strong>fondi della Comunità Europea</strong> destinati ad un progetto &#8220;Ambiente e sicurezza&#8221;. L&#8217;utilizzo di questi fondi potrebbe spiegarci la nascita di questo e di altri parchi, corredati da videocamere per la sorveglianza. Fatto l&#8217;investimento (e non vogliamo essere così cattivi da pensare che siano state anche incassate le relative tangenti), i parchi sono stati abbandonati a se stessi. Cercheremo di saperne di più e speriamo che i nostri sospetti risultino infondati.</p>
<p>Una indagine sullo stato dei parchi catanesi è stata condotta un paio di anni fa da <a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/2495" target="_blank">Agatino Reitano su CataniaPolitica, </a>mentre un <a href="http://www.sudpress.it/cronaca/ecco-come-sono-ridotti-i-parchi-di-catania/" target="_blank">articolo di Sudpress</a> si è occupato di alcuni parchi cittadini appena due mesi fa. Purtroppo in questi anni nulla è cambiato.<br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2FArgo.redazione%2Falbumid%2F5644158922575862897%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit"></embed></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/08/24/11-domande-sul-parco-s-teresa-di-calcutta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Affonda l&#8217;isola ecologica di Picanello</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/08/03/affonda-lisola-ecologica-di-picanello/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/08/03/affonda-lisola-ecologica-di-picanello/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ato4]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Ipi-Oikos]]></category>
		<category><![CDATA[isola ecologica Picanello]]></category>
		<category><![CDATA[TAR]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argocatania.org/?p=22898</guid>
		<description><![CDATA[Pronta, attrezzata, mai inaugurata e già vandalizzata. E&#8217; l&#8217;isola ecologica di via Maria Gianni, nel quartiere Picanello, costruita quattro anni fa dall&#8217;Ato 4 con fondi dell&#8217;Unione Europea. Entrare non è difficile, il cancello è forzato e mancano telecamere o altri sistemi di sorveglianza. Dentro, i contenitori, mai usati, per batterie, vetro, carta e plastica. Oggetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-Mkh7Kv1jrWQ/TgezavprerI/AAAAAAAAFxg/DLi0r9a8FMY/DSC_0247-1.jpg" alt="" width="294" height="195" /></strong>Pronta, attrezzata, <strong>mai inaugurata e già vandalizzata</strong>. E&#8217; l&#8217;isola ecologica di via Maria Gianni, nel quartiere Picanello, costruita quattro anni fa dall&#8217;<strong>Ato 4</strong> con fondi dell&#8217;Unione Europea. Entrare non è difficile, il cancello è forzato e mancano telecamere o altri sistemi di sorveglianza.</p>
<p>Dentro, i contenitori, mai usati, per batterie, vetro, carta e<span id="more-22898"></span> plastica. <strong>Oggetto di furto</strong> invece sono stati cavi elettrici, tubi per l&#8217; irrigazione, infissi per porte e finestre. Chi ha voluto si è servito, come già denunciato  sul Corriere del Mezogiorno, <em> <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/cronaca/2011/20-giugno-2011/picanello-isola-ecologica-pronta-emai-inaugurata-preda-ladri-vandali-190906601457.shtml" target="_blank">Picanello, l&#8217;isola  ecologica pronta e mai inaugurata preda di ladri e vandali</a></em><br />
Ormai gli <strong>Ato sono in liquidazione</strong>, e -dopo l&#8217;approvazione del bilancio dell&#8217;Ato 4, che dovrebbe avvenire in questi giorni- la struttura sarà <strong>presa in carico dal Comune</strong>, che comunque non è innocente del suo degrado, dato che dell&#8217;Ato è stato uno dei componenti, insieme alla Provincia, che ha quindi anch&#8217;essa una parte di responsabilità.</p>
<p>Il Comune dovrebbe poi affidare l&#8217;isola <strong>in gestione alla IPI-Oikos</strong>, impresa aggiudicataria dell&#8217;appalto quinquennale di nettezza urbana.</p>
<p>Il vero nodo della questione è il seguente: liquidato l&#8217;Ato, <strong>chi si assumerà le spese per la sistemazione</strong> dell&#8217;isola e la riparazione dei danni? Il Comune ormai recita la litania del “non ci sono soldi”, l&#8217;impresa non vuole metterceli, perchè ad essa spetta gestire le strutture, non ripristinarle. Pretende quindi che le siano consegnate in buono stato.</p>
<p>Le somme necessarie al ripristino pare ammontino a circa centomila euro e l&#8217;assessore Torrisi sa che, se vuole risolvere il problema, deve cercare un accordo con la <strong>ditta</strong>, che pare disposta ad assumersi le spese di sistemazione, <strong>rifacendosi poi del suo credito</strong> <a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/08/IsoleEcologiche_Catania.pdf">“gradualmente, nel corso del contratto quinquennale.”</a> (Barresi, La Sicilia, 18/07/11)</p>
<p>Come dire, io anticipo le spese, ma poi mi rifaccio. Su chi? Su noi cittadini, come sempre. Cittadini  per i quali il Consiglio Comunale ha deciso nel frattempo l&#8217;<strong>aumento della Tarsu</strong>.</p>
<p>Come <a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/08/Rifondazione_isolaEcologica_tarsu_giugno-2010.odt">ha denunciato Citta futura, circolo di Rifondazione</a>, non si può diventare vessatori nei confronti dei cittadini dopo aver <strong>sprecato ingenti somme </strong>pubbliche. Eppure nel progetto iniziale la funzione delle isole ecologiche avrebbe dovuto essere quella di accogliere pile usate, vetro, carta e plastica, opportunamente pesati per poter premiare i cittadini virtuosi con <strong>sgravi fiscali proporzionati</strong> al materiale conferito. Campa cavallo&#8230;</p>
<p><strong>Leggi </strong>il servizio con filmato e galleria foto di Andrea Sapienza su SUD press<strong>,  <a href="http://www.sudpress.it/cronaca/isola-ecologica-che-non-ce-bozza/" target="_blank">Isola (ecologica?) che non c&#8217;è</a></strong></p>
<p><em><strong>Foto di Emanuela Fisichella:</strong></em></p>
<p><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2FArgo.redazione%2Falbumid%2F5622659648513114897%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26authkey%3DGv1sRgCNaJpajE_LHhUg%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/08/03/affonda-lisola-ecologica-di-picanello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

