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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Ciancio Sanfilippo</title>
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		<title>Caso Ciancico, la risposta laconica dei colleghi notai</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 06:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La montagna partorì il topino e per giunta dopo due mesi buoni di gestazione. Tanto abbiamo atteso la risposta laconica, lacunosa e reticente, consegnata, infine, dai responsabili dell&#8217;Ordine notarile di Catania, ai quali avevamo chiesto un intervista sul caso Ciancico. Sul caso cioè &#8211; lo ricordate?- di uno dei notai più noti della città dell&#8217;Etna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La montagna partorì il topino e per giunta dopo due mesi buoni di gestazione. Tanto abbiamo atteso la risposta<img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TYhEFfvaT7I/AAAAAAAADy4/xV8_j76Y32Y/Sigillo_Notaio-.jpg" alt="" width="300" height="175" /> laconica, lacunosa e reticente, consegnata, infine, dai responsabili dell&#8217;<strong>Ordine notarile di Catania</strong>, ai quali avevamo chiesto un intervista sul <strong>caso Ciancico</strong>. Sul caso cioè &#8211; lo ricordate?-  di <strong>uno dei notai più noti della città dell&#8217;Etna, già presidente dell&#8217;Ordine,</strong> che non ha versato all&#8217;Agenzia delle Entrate, trattenendole nelle sue tasche, imposte <span id="more-19253"></span><!--more-->di registro per un valore di &#8230;? Chissà ..Non siamo proprio riusciti a saperlo, né nel corso dell&#8217;incontro veloce avuto con <strong>la presidente del Consiglio notarile di Catania Sebastiana Sciré Risichella</strong>,  né dalle risposte alle nostre domande che la stessa, come promesso,  ci ha inviato. Risposte diligentemente battute a macchina ma assolutamente non chiarificatrici ed esaustive rispetto ai tanti interrogativi sulla <strong>scandalosa frode nei confronti dello Stato e sulla truffa ai poveri utenti</strong> convinti di aver pagato i balzelli dovuti.</p>
<p>La dottoressa Sciré si limita a dare <strong>informazioni generiche</strong>, ripetendo, inoltre, su tanti punti <strong><a href="http://www.argo.catania.it/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">ciò che Argo aveva  già scritto</a></strong><a href="http://www.argo.catania.it/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">,</a> come si può verificare dai link ai nostri post precedenti. E cioè che il provvedimento di <strong>sospensione dalle funzioni di notaio per Vincenzo Ciancico</strong> è stato adottato dalla <strong>Commissione regionale di disciplina di Palermo (Co.Re.Di) </strong>sulla base di un istruttoria condotta dal Consiglio notarile di Catania, organo di controllo e vigilanza dell&#8217;operato dei notai sul territorio. Che la Co.RE.Di. è una commissione presieduta da un magistrato e composta da notai, non legata al distretto in cui opera il notaio &#8220;indagato&#8221; ma con competenze regionali. Ad essa viene deferito il notaio in caso di irregolarità. Che il Consiglio Notarile ha dimostrato alla CO.RE.DI. che Ciancico non ha versato all&#8221;Agenzia delle Entrate le imposte di registro pagate dai suoi ignari clienti per un certo numero non meglio precisato di atti. Che c&#8217;è un fondo di garanzia di diversi milioni di euro, un&#8217;assicurazione che copre eventuali errori e illeciti, costituito in tempi non sospetti. Che gli atti del procedimento sono stati trasmessi anche alla Procura per quanto di sua competenza.</p>
<p>Nessuna risposta alla domanda se Ciancico avesse sanato o meno le situazioni debitorie, nessuna sull&#8217;ammontare<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> dell&#8217;ammanco, nessuna sul numero di atti non regolari. <strong>Reticente anche il quotidiano</strong> <strong>La Sicilia</strong> che continua a ignorare il caso, salvo ospitare graziosamente <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/12/Ciancico_lettera.pdf" target="_blank">la smentita alla notizia mai data con una lettera dello stesso Vincenzo Ciancico</a>. Chissà, forse  è un fatto di feeling. In fondo tra Ciancio e Ciancico c&#8217;è solo una C di troppo.</p>
<p>Sulla sospensione di Ciancìco leggi su Argo  <a href="http://www.argo.catania.it/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">Il caso Ciancìco e la notizia mai data</a> e <a href="http://www.argo.catania.it/2011/01/07/dopo-il-caso-ciancico-istuzioni-per-luso/" target="_blank">Dopo il caso Ciancìco, istruzioni per l&#8217;uso</a></p>
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		<title>I pompieri di Quaggiù</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 04:10:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il perdurante dibattito suscitato dall&#8217;inchiesta di Report sulla &#8220;sfortunata&#8221; città di Catania, ha rivelato fra l&#8217;altro l&#8217;esistenza di una sezione di Volontari dei vigili del fuoco che, quando scoppia un incendio di &#8220;insinuazioni&#8221;, intervengono subito versandovi sopra &#8220;valanghe di messaggi di solidarietà&#8221;. Il loro programma è lo stesso del manzoniano conte Attilio: &#8220;Veda vostra Paternità, son cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2973" title="pompieri" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/pompieri.jpg" alt="pompieri" width="133" height="129" />Il <a href="http://www.burkinaonlus.it/cittainsieme/misc/Download/Dossier/Dossier%20su%20Report%20e%20Catania%20(agg.%20al%2026-03-2009).pdf" target="_blank"><strong>perdurante dibattito</strong> </a>suscitato dall&#8217;inchiesta di <strong>Report</strong> sulla &#8220;sfortunata&#8221; città di Catania, ha rivelato fra l&#8217;altro l&#8217;esistenza di una sezione di Volontari dei vigili del fuoco che, quando scoppia un incendio di &#8220;insinuazioni&#8221;, intervengono subito versandovi sopra &#8220;valanghe di messaggi di solidarietà&#8221;.<br />
Il loro programma è lo stesso del manzoniano conte Attilio: &#8220;Veda vostra Paternità, son cose (&#8230;) da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo &#8230; si fa peggio. (&#8230;) <strong>Sopire, troncare</strong>, padre molto reverendo: troncare, sopire.&#8221; (I promessi sposi, cap. XIX).</p>
<p><span id="more-2970"></span><br />
Chi, però, in questa processione, ha tenuto un ruolo preminente, sono stati un certo numero di <strong>rappresentanti del mondo intellettuale </strong>che, in nome del tanto sbandierato pluralismo, hanno pontificato per una intera settimana dalla seconda pagina de La Sicilia, protestando per la cattiva immagine della città che era venuta fuori dalla trasmissione ma soprattutto per l&#8217;onta arrecata all&#8217;editore-direttore del giornale che li ospitava. Non ci hanno meravigliato gli interventi di Campo e Buttafuoco, Castiglione e Stancanelli, che sembravano più che altro atti dovuti, quanto quelli di Barcellona e Iachello, che non hanno esitato ad accodarsi.</p>
<p>A parte qualche puntigliosa sottolineatura delle imprecisioni contenute nel servizio, <strong>le contestazioni sembravano riguardare non tanto il merito delle questioni sollevate, sbrigativamente bollate come &#8220;insinuazioni&#8221;, quanto il fatto stesso che fossero spiattellate davanti al muso di mezzo mondo.</strong></p>
<p>E poi, le argomentazioni usate non brillavano certo per coerenza. <strong>Iachello</strong>, ad esempio, ha liquidato la questione della mancata pubblicazione a Catania dell&#8217;edizione regionale de La Repubblica, sostenendo che <strong>non c&#8217;è mercato</strong> per un altro giornale. Non è certo una buona notizia per i tantissimi studenti che ogni anno si iscrivono al <strong>corso di laurea in Scienze della comunicazione</strong> della Facoltà che lui stesso presiede. Se poi si tiene conto che nel nostro Ateneo esistono altri <strong>due corsi</strong> di laurea analoghi (uno a Scienze politiche &#8211; a Caltanissetta &#8211; e uno a Lingue) la situazione diventa tragicomica. Tutti e tre ogni anno producono centinaia di laureati che, naturalmente, sono destinati alla sottooccupazione o, se proprio insistono, all&#8217;emigrazione (non alla fuga come hanno notato molti interventi, facendo finta di scandalizzarsi).</p>
<p>E perchè allora, piuttosto che pagare come Università a Ciancio un bel gruzzolo di euro  a fondo perduto per <strong>una pagina settimanale inutilmente autocelebrativa</strong>, non utilizzare gli stessi denari per incrementare due esperienze ben riuscite di giornalismo studentesco come Step 1 e Radio Zammù, per le quali invece circolano voci insistenti di rischio di chiusura? Forse perchè, nel loro piccolo, mettono a rischio il monopolio e, con la loro autonomia, disturbano il &#8220;conducente&#8221;?</p>
<p><strong>Barcellona</strong>, poi, soprattutto nel secondo intervento, ha cominciato a prendersela con &#8220;la subalternità interessata e opportunistica delle nostre classi dirigenti, universitarie, culturali, economiche e politiche&#8221; che non avrebbero mosso un dito per modificare l&#8217;andazzo delle cose. Ma, scusi, lei finora di quale fra queste corporazioni ha fatto parte? Abita forse in via della Luna, stella n. 7? O pensa di tirarsi fuori dalla mischia <strong>superando</strong>, come è solito fare, <strong>tutti a sinistra</strong>, e chiedendo retoricamente di trasformare una semplice inchiesta giornalistica in un serial televisivo?</p>
<p>E poi, come fa ad assimilare Ciancio a Scalfaro e Mieli, <strong>tacendo degli enormi interessi imprenditoriali</strong>, perfettamente collaterali a quelli editoriali, che il nostro Direttore coltiva con amorevolezza e grande spirito di dedizione in questa &#8220;sua&#8221; (?!) Catania, come ha puntualmente ricordato Castiglione.</p>
<p>Continuando di questo passo, non ci meraviglieremmo se, tra qualche settimana, il giornale locale se ne uscirà con un titolone in prima pagina: DISASTRO CATANIA. INCRIMINATA LA GABANELLI!<br />
In fondo, penseranno i catanesi, è andata a cercarsela.</p>
<p>Ma, dopo la minacciata azione giudiziaria da parte di Ciancio e l&#8217;apertura di inchieste da parte della Procura, la storia promette comunque <strong>un seguito di altre emozionanti puntate</strong>.</p>
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		<title>Disarmati ma non arresi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 04:30:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervistato da due giovani giornalisti catanesi, Antonio Condorelli e Giuseppe Scatà, Claudio Fava, sabato scorso, ha presentato il suo ultimo libro: “I Disarmati. Storia dell’antimafia: i reduci e i complici” (Sperling e Kupfer). Dopo la recente puntata di Report su Catania, c’era il rischio che la discussione si concentrasse unicamente sui contenuti, e i commenti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/disarmati_fava.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2967" title="disarmati_fava" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/disarmati_fava-150x150.gif" alt="disarmati_fava" width="150" height="150" /></a>Intervistato da due giovani giornalisti catanesi, Antonio Condorelli e Giuseppe Scatà, <strong>Claudio Fava</strong>, sabato scorso, ha presentato il suo ultimo libro: “<strong>I Disarmati. Storia dell’antimafia: i reduci e i complici</strong>” (Sperling e Kupfer).<br />
Dopo la recente puntata di Report su Catania, c’era il rischio che la discussione si concentrasse unicamente sui contenuti, e i commenti, di quella trasmissione, privilegiando la cronaca rispetto alla riflessione e all’approfondimento. Fortunatamente, si è preliminarmente chiesto all’autore di <strong>chiarire  senso e significato del libro</strong>. Risposte che<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a> <span id="more-2965"></span>troviamo ampiamente all’interno del testo.<br />
“C’è un’<strong>antimafia di cose fatte</strong>, conquistate, volute con ostinazione. Ma c’è anche l’<strong>antimafia delle occasioni perdute</strong>, di chi ha voltato le spalle a se stesso, ha svenduto il mestiere e la faccia. Di solito si scrive sugli eroi e sui martiri. “I Disarmati” vi racconta gli altri: un viaggio attraverso <strong>le viltà, le fughe, le complicità</strong>: dagli innominabili amici dell’editore Ardizzone agli affari di Mario Ciancio, dai miglioristi del P.C.I. al consociativismo dei DS. I Disarmati perlustra le terre di mezzo, <strong>le infinite zone grigie della contiguità che hanno imbavagliato l’antimafia</strong>. Come sempre, con i nomi, i cognomi e i fatti al loro posto”, scrive, infatti, Fava a pag. 224.</p>
<p>Di tutto ciò, rievocando fatti ed episodi ormai dimenticati, a partire dall’uccisione, avvenuta a Palermo trenta anni fa, del giornalista  Mario Francese, si è discusso nella prima parte della serata. Ma si è parlato anche dei <strong>limiti e </strong>delle<strong> contraddizioni presenti nel fronte antimafia</strong>, della paura di demarcare una netta soluzione di continuità con quelle forze imprenditoriali siciliane citate come contigue alla criminalità organizzata nelle relazioni di minoranza alla Commissione Antimafia. Si sono ricordate le <strong>omissioni della stampa locale</strong>, come quando La Sicilia fu l’unico giornale nazionale, dopo l’assassinio del gen. Dalla Chiesa, a tacere sui mandati di cattura e a non pubblicare il nome di Nitto Santapaola.<br />
Ovviamente, non potevano mancare i riferimenti all’oggi e, ricordando le passate polemiche contro i “professionisti dell’antimafia”, è emersa una forte critica nei confronti di <strong>quegli intellettuali che</strong>, con impegno degno di miglior causa, <strong>si sono mobilitati</strong>, sulle colonne del quotidiano locale, <strong>in una piena difesa del ruolo del giornale La Sicilia</strong>. Come avvenne dopo l’uccisione di Giuseppe Fava quando, dalle pagine del suddetto quotidiano, si levò forte <strong>l’indignazione non contro la mafia, ma per difendere il buon nome della Città</strong>; visto che la mafia, eventualmente, era un problema che riguardava la Sicilia Occidentale.<br />
Tra gli interventi, infine, segnaliamo quello del giornalista Walter Rizzo  che ha ricordato, a proposito di monopolio dell’informazione, <strong>come lui e altri colleghi abbiano perso il posto di lavoro (Telecolor) </strong>per non aver accettato le condizioni imposte dal nuovo editore, Ciancio.</p>
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		<title>I catanesi scrivono a Ezio Mauro. Scriviamogli anche noi!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 04:31:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;email sta arrivando in queste ore a centinaia di indirizzi di posta elettronica catanesi, ma non solo. E&#8217; un messaggio di un gruppo di lettori di Repubblica che invita a controfirmare una lettera per il direttore del quotidiano che ha il merito di costituire un polo fondamentale nello zoppicante pluralismo infomativo e culturale italiano. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/lettera_02_200.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2631" title="lettera_02_200" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/lettera_02_200.jpg" alt="lettera_02_200" width="120" height="125" /></a>L&#8217;<strong>email</strong> sta arrivando in queste ore a centinaia di indirizzi di posta elettronica catanesi, ma non solo. E&#8217; un messaggio di <strong>un gruppo di lettori di Repubblica</strong> che invita a controfirmare una lettera <strong>per il direttore del quotidiano</strong> che ha il merito di costituire un polo fondamentale nello zoppicante pluralismo infomativo e culturale italiano. Gli si chiede di prendere finalmente posizione di fronte al fatto che <strong>Catania</strong> sia rimasta forse l&#8217;ultima delle grandi città d&#8217;Italia in cui non circola <strong>un&#8217;edizione locale</strong> del suo giornale.</p>
<p><strong>Il testo dell&#8217;email</strong> <span id="more-2624"></span>dei lettori di Repubblica:</p>
<p>Cari tutti, un account è stato aperto per organizzare la raccolta di firme da mandare ad Ezio Mauro. In essa chiediamo che, in nome del pluralismo dell&#8217;informazione nella città  di Catania, la Repubblica prenda in considerazione di distribuire l&#8217;edizione locale della sua testata anche a Catania (come avviene nel resto della Sicilia). Questo è un primo tentativo di riprenderci la città , tramite gesti concreti, ovvi probabilmente, ma rimandati da troppo tempo. Report ci ha dato una bella secchiata in faccia. Abbiamo in molti pensato che, in fin dei conti, non dicesse nulla che non sapessimo già. La storia che raccontiamo nella lettera, la stessa che ha raccontato RaiTre domenica scorsa, è infatti una storia vecchia, molto vecchia.<br />
Questo però non significa che, oltre ad essere stata storia, e ad essere ancora presente, debba necessariamente ipotecare il nostro futuro. E allora? e adesso?<br />
Invitiamo tutti a unirvi al gruppo e a reclamare con noi il diritto ad un&#8217;informazione libera e pluralista nella nostra città. A monte, vi invitiamo a considerarvi attori principali nella vita della nostra città.</p>
<p>Organizziamoci e la città  ritornerà  ad essere anche nostra.</p>
<p>Ed ecco <strong>la lettera indirizzata al direttore di Repubblica</strong></p>
<p><em>Caro Ezio Mauro,<br />
ti scrive un gruppo di lettori de &#8220;La Repubblica&#8221;, che riconosce al tuo giornale il merito di costituire un polo fondamentale nello zoppicante pluralismo infomativo e culturale italiano. In funzione del medesimo pluralismo la trasmissione Report, in onda domenica 15 marzo su Rai Tre, ha denunciato la pluriennale assenza di una stampa indipendente nella provincia di Catania. &#8220;La Repubblica&#8221; viene stampata e distribuita dal circuito del dott. Ciancio, editore de &#8220;La Sicilia&#8221;, quotidiano monopolista sull&#8217;intera provincia. Troppi giornalisti de &#8220;La Sicilia&#8221; e della tv locale &#8220;Antenna Sicilia&#8221; (ancora, stesso editore) hanno gli stessi cognomi, come è inevitabile quando a parlare sia una voce sola. Ne segue, il che è più grave, che quella voce racconti un solo punto di vista, quando non addirittura un fatto solo. Siamo persuasi che buona parte delle umilianti condizioni che ci affliggono trovi origine proprio in questo difetto della democrazia. Ti chiediamo se esista un piano editoriale che preveda una presenza, nel prossimo futuro, di un&#8217;edizione locale del tuo giornale. Non sappiamo infatti se le copie dell&#8217;edizione nazionale de La Repubblica vendute a Catania siano meno di quelle vendute a Bari o a Parma (dove già  le edizioni locali esistono), ma non avrai difficoltà  a verificarlo. Ci auguriamo che siano ormai maturi i tempi per un piano industriale ed editoriale che veda la nascita della edizione di Catania de La Repubblica. Speriamo tu voglia accettare l&#8217;invito a venire a parlare con noi, a Catania, di libertà , democrazia e futuro.</em></p>
<p>Per aderire all&#8217;iniziativa, basta copiare e incollare il testo della lettera, aggiungere nome, cognome e professione e spedire a <strong>letteraperta.catania@gmail.com</strong></p>
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		<title>Ma il coccodrillo come fa?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 04:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Così domandava, con un leggero velo di angoscia, una canzoncina dello Zecchino d&#8217;oro di alcuni anni addietro. La Sicilia, intesa come &#8216;metafora del mondo&#8217; &#8211; per dirla con Sciascia &#8211;  ma anche come giornale monopolista dell&#8217;informazione locale, ha finalmente dato una risposta all&#8217;inquietante quesito esistenziale. Ne abbiamo avuto la certezza quando abbiamo letto le accorate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2460" title="coccodrillo2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/coccodrillo2.bmp" alt="coccodrillo2" width="120" height="132" />Così domandava, con un leggero velo di angoscia, una canzoncina dello Zecchino d&#8217;oro di alcuni anni addietro.</p>
<p>La Sicilia, intesa come &#8216;metafora del mondo&#8217; &#8211; per dirla con Sciascia &#8211;  ma anche come giornale monopolista dell&#8217;informazione locale, ha finalmente dato <strong>una risposta all&#8217;inquietante quesito esistenziale.</strong></p>
<p>Ne abbiamo avuto la certezza quando <span id="more-2459"></span>abbiamo letto le accorate <a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/1703/CT1703/PR/PR01/23.html" target="_blank">parole di Mario Ciancio Sanfilippo</a>, editore della testata di cui sopra, il quale, mentre definiva Catania &#8220;la mia sfortunata e molto amata città&#8221; respingeva come &#8220;notizie artatamente deformate&#8221; le insinuazioni sul suo conto fatte da <em>Report</em>, oppure <a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/1703/CT1703/PR/PR01/27.html" target="_blank">quelle del suo fedele collaboratore Domenico Tempio </a>che, pur riconoscendo il &#8220;disastro amministrativo degli ultimi anni&#8221; di cui è rimasta misteriosamente vittima Catania, attribuiva inopinatamente al giornale del suo direttore-editore il merito di essere un&#8217;autentica palestra di libertà e indipendenza di informazione.</p>
<p>Guarda caso, proprio <strong>di quel numero de La Sicilia del 17 marzo sono state inondate molte scuole di Catania</strong>, forse per dare la possibilità ai ragazzi di farsi un&#8217;opinione più oggettiva delle drammatiche storie siciliane di cui sono protagonisti i cani randagi e gli spazzini dei vari ATO (Simeto, Enna, Palermo, &#8230;).</p>
<p>Lasciamo comunque volentieri l&#8217;analisi più dettagliata di questi due  scritti agli <strong>interventi di</strong> <a href="http://www.laperiferica.it/Mario-Ciancio-Sanfilippo-e-la-sua.html?736" target="_blank">M. Nicosia </a>e di <a href="http://www.ucuntu.org/Report-la-difesa-di-Ciancio.html" target="_blank">G. Scatà</a>. Vogliamo solo sottolineare che sul sito dello stesso giornale <a href="http://www.lasiciliaweb.it">www.lasiciliaweb.it</a> è stata inizialmente pubblicata una sintesi del servizio di Report, opportunamente depurata della parte riguardante Ciancio Sanfilippo, e subito dopo è stata chiusa la pagina dei duri commenti dei lettori che si stavano accumulando sul <strong>forum</strong> relativo, lasciando solo quelli, imperdibili, dei politici.</p>
<p>Inutile darsi pizzicotti, non è un incubo, è Catania!</p>
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		<title>Asso pigliatutto</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 21:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninoinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tratto da: &#8216;U cuntu del 19/01/2009, pp. 4-5; L. Perrotta &#8211; M. Nicosia, Con San Marco tutti felici. Ciancio di più. Asso pigliatutto è un popolare gioco di carte in cui l&#8217;asso è l&#8217;unica carta che può prendere tutte le altre carte che sono sul tavolo. Mario Ciancio, editore-proprietario immobiliare-costruttore, è il campione mondiale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da: &#8216;U cuntu del 19/01/2009, pp. 4-5; L. Perrotta &#8211; M. Nicosia, <a href="http://issuu.com/ucuntu/docs/ucuntu27/4?zoomed=&amp;zoomPercent=&amp;zoomX=&amp;zoomY=&amp;noteText=&amp;noteX=&amp;noteY=&amp;viewMode=magazine" target="_blank">Con San Marco tutti felici. Ciancio di più</a>.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2128" title="asso-pigliatutto2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/asso-pigliatutto2-150x150.jpg" alt="asso-pigliatutto2" width="150" height="150" />Asso pigliatutto è un popolare gioco di carte in cui l&#8217;asso è l&#8217;unica carta che può prendere tutte le altre carte che sono sul tavolo. Mario Ciancio, editore-proprietario immobiliare-costruttore, è il campione mondiale di questo gioco. Non c&#8217;è mano in cui non vinca, sempre. Se poi si hanno gli amici giusti al posto giusto, è un gioco da ragazzi. Bastano poche varianti al Piano Regolatore del 1969 (nell&#8217;eterna attesa del nuovo, che ormai è meglio dell&#8217;Araba fenice) e centinaia di ettari di terreno agricolo, in suo possesso nella zona fra Librino e il Pigno (strategica per la sua prossimità ad autostrade, porto e aeroporto), si trasformano in terreno edificabile su cui si costruirà nell&#8217;ordine: n. 1 nuovo ospedale pubblico, il San Marco; n. 1 mega centro commerciale, &#8216;Gli aranci&#8217; (non a caso si tratta di ex agrumeti); n. 1 milione di metri quadri di nuovi alloggi, fra case popolari e cooperative. Basterebbe aggiungere un nuovo cimitero e si potrebbe parlare di servizio a ciclo completo!</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo in archivio (pag. 4-5): <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/ucuntu271.pdf">ucuntu271</a></p>
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		<title>Tre uomini e una gamba</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 15:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcb43</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ciancio Sanfilippo]]></category>
		<category><![CDATA[La Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì a Catania la Fondazione Giuseppe Fava ha consegnato a Carlo Lucarelli il premio intitolato al grande giornalista assassinato dalla mafia. Era presente Claudio, il figlio. Ma il quotidiano locale, &#8220;La Sicilia&#8221;, è riuscito a dare la notizia senza mai nominarlo. E ha illustrato l&#8217;articolo con una foto dove compare solo la sua rotula. Proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/ginocchio-claudio-fava-04.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-883" title="ginocchio-claudio-fava" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/ginocchio-claudio-fava-04-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Lunedì a Catania la Fondazione Giuseppe Fava ha consegnato a Carlo Lucarelli il premio intitolato al grande giornalista assassinato dalla mafia. Era presente Claudio, il figlio. Ma il quotidiano locale, &#8220;La Sicilia&#8221;, è riuscito a dare la notizia senza mai nominarlo. E ha illustrato l&#8217;articolo con una foto dove compare solo la sua rotula. Proprio quel giorno, nel venticinquennale dell&#8217; omicidio, avevamo pubblicato un articolo dove Claudio Fava ricordava che la famiglia non poté pubblicare il necrologio perché l&#8217;editore del quotidiano cittadino non gradiva l&#8217;utilizzo della parola mafia. Stentammo a crederci. Ecco, se c&#8217;era bisogno di una conferma, La Sicilia l&#8217;ha data. L&#8217;editore di allora, infatti, è lo stesso di oggi. Si chiama Mario Ciancio. A volte basta un nome per accendere la luce.</p>
<p>da L&#8217;UNITA&#8217; &#8211; mercoledì 07/01/2009  GIOVANNI MARIA BELLU</p>
<p><a href="http://edicola.unita.it/v2/pdfview.asp?c=2009_01&amp;f=20090107" target="_blank">http://edicola.unita.it/v2/pdfview.asp?c=2009_01&amp;f=20090107</a></p>
<p><a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/0601/CT0601/CR/CR03/navipdf.html" target="_blank">http://giornale.lasicilia.it/giornale/0601/CT0601/CR/CR03/navipdf.html</a></p>
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		<title>Mario Ciancio querela La Venia</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 05:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serfisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ciancio Sanfilippo]]></category>
		<category><![CDATA[Telecolor]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto da: Itaca, 13/05/2008, Claudio Fava, L&#8217;OSSIMORO, Mario Ciancio querela La Venia Ciancio querela La Venia, respingendo “con fermezza le false informazioni” circa la vertenza che ha portato alla decapitazione della redazione di Telecolor. Ma aggiunge candidamente di non essere l’editore di Telecolor. Insomma di non aver nulla a che spartire con quella emittente Leggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 5.65pt;"><span style="font-size: x-small;"><strong><span style="color: black; font-family: &quot;Arial Narrow&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-ansi-language: IT;">Tratto da: </span></strong><span style="color: black; font-family: &quot;Arial Narrow&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-weight: bold;">Itaca, 13/05/2008, Claudio Fava, <a href="http://itaca.netfirms.com/article_3879.shtml 13/05/2008" target="_blank">L&#8217;OSSIMORO, Mario Ciancio querela La Venia</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 5.65pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: black; font-family: &quot;Arial Narrow&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-weight: bold;"><span style="font-size: 10pt; color: black; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><em>Ciancio querela La Venia, respingendo “con fermezza le false informazioni” circa la vertenza che ha portato alla decapitazione della redazione di Telecolor. Ma aggiunge candidamente di non essere l’editore di Telecolor. Insomma di non aver nulla a che spartire con quella emittente</em></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 5.65pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: black; font-family: &quot;Arial Narrow&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-weight: bold;"><span style="font-size: 10pt; color: black; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><em>Leggi l&#8217;articolo in archivio: <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/itac_080513_ossimoro.pdf">itac_080513_ossimoro</a></em></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 5.65pt;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: black; font-family: &quot;Arial Narrow&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-family: Tahoma; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-weight: bold;"><strong></strong></span></span></p>
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