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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; CittàInsieme</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>CittàInsieme sullo scandalo dell&#8217;Istituto Autonomo Case Popolari</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 06:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CittàInsieme]]></category>
		<category><![CDATA[IACP]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; I riflettori della cronaca giudiziaria catanese si puntano finalmente sulla gestione degli IACP con il rinvio a giudizio di dirigenti, dipendenti e beneficiari di case popolari per i reati di abuso di ufficio, truffa, falsità ideologica. E’ necessario e urgente che si faccia chiarezza su questi comportamenti illeciti che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ZCFXGCszIt4/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/M8GEuzsjV44/s283/citt%2525C3%2525A0insieme.jpg" alt="" width="283" height="73" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I riflettori della cronaca giudiziaria catanese si puntano finalmente sulla gestione degli IACP con il <strong>rinvio a giudizio</strong> di dirigenti, dipendenti e beneficiari di case popolari per i reati di <strong>abuso di ufficio</strong>, <strong>truffa</strong>, <strong>falsità ideologica</strong>.</p>
<p>E’ necessario e urgente che si faccia chiarezza su questi comportamenti illeciti che si rivelano particolarmente odiosi in quanto vanno a colpire le sacche di maggior degrado della città, <strong>privandole ingiustamente e dolosamente di un diritto (la casa)</strong> che potrebbe invece rappresentare il primo passo per un riscatto sociale.</p>
<p>Resta la perplessità sul comportamento ambivalente dell’ente <strong>IACP</strong> che per il danno erariale subìto si dichiara <strong>parte offesa</strong> ma che continua a <strong>mantenere al suo posto il dirigente imputato</strong> il cui contratto  risulterebbe scaduto ad ottobre.</p>
<p>CittàInsieme.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Città del gusto, quante proteste</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 04:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Città del gusto]]></category>
		<category><![CDATA[CittàInsieme]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Porto del Sole]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova dogana]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>

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		<description><![CDATA[Si moltiplicano perplessità e dissensi intorno alla Città del gusto. Dopo la protesta del Gruppo azione risveglio, vuol vederci chiaro anche l&#8217;associazione Cittainsieme sulla Nuova-vecchia dogana nel porto di Catania e sull&#8217;annesso parcheggio (Ne abbiamo già parlato). Cittainsieme vuol prendere visione, in base alla normativa sulla trasparenza, di tutti i documenti che riguardano il progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-kG7763l6qDw/TtlaxqzduAI/AAAAAAAAIR4/HGDK5CCHsSM/s302/Vecchia%252520dogana%252520inaugurazione.jpeg" alt="" width="302" height="167" />Si moltiplicano perplessità e dissensi intorno alla <strong>Città del gusto</strong>. Dopo la protesta del Gruppo azione risveglio, vuol vederci chiaro anche l&#8217;associazione <strong><a href="http://www.cittainsieme.it/" target="_blank">Cittainsieme</a> </strong>sulla <strong>Nuova-vecchia dogana</strong> nel porto di Catania e sull&#8217;annesso parcheggio (Ne abbiamo già parlato). Cittainsieme vuol prendere <span id="more-27856"></span>visione, in base alla normativa sulla trasparenza, di tutti i documenti che riguardano il progetto di ristrutturazione dell&#8217;edificio della Vecchia dogana, atti che vuole in copia. Se l&#8217;Autorità portuale non fornirà i dati richiesti, Cittainsieme ricorrerà all&#8217;autorità giudiziaria.</p>
<p>Non è convinto nemmeno il <a href="http://www.portodelsole.it/" target="_blank"><strong>comitato cittadino Porto del sole</strong></a>, cui non piace la chiusura al traffico della strada che corre lungo gli archi della Marina, da Piazza Borsellino quasi fino a Piazza dei Martiri. Una chiusura già da tempo programmata -secondo il comitato Porto del sole- proprio in vista della creazione del parcheggio da assegnare ai privati.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-IiDWwcEBB60/TtlaxnTwmcI/AAAAAAAAIRw/PGfhNRwIHG0/s640/vecchia-dogana.jpg" alt="" width="307" height="205" />&#8220;Un insieme di negozi &#8211; si legge nel blog- che costituiscono un ennesimo centro commerciale su Catania con l’aggravante di non risultare elencato fra gli usi previsti e consentiti dalla <strong>legge 84/94 in materia di gestione portuale</strong>. Un centro commerciale assai diverso dalla tanto attesa e doverosa <strong>Stazione Marittima </strong>che si trova tuttora precariamente allocata sulle banchine e sotto inadatti tendoni, si spera, non affittati da privati.&#8221;</p>
<p>Porto del Sole denuncia il danno arrecato agli altri operatori che non verranno raggiunti dai turisti, &#8220;<strong>la creazione di una città nella città</strong> e il mantenimento di due diverse e costose amministrazioni sullo stesso territorio per uguali scopi commerciali privati&#8221;.</p>
<p>articolo precedente:<a href="http://www.argocatania.org/2011/11/26/la-citta-del-gusto-niente-mare-e-poca-sicilia/" target="_blank"> La città del gusto, niente mare e poca Sicilia</a><br />
<em>foto dal web</em></p>
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		<title>Paolo Borsellino eroe moderno</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category>
		<category><![CDATA[CittàInsieme]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>

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		<description><![CDATA[Eroe moderno della nostra democrazia. Così Antonio Ingroia definisce Borsellino nella prefazione al libro di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo che ricostruisce i 56 giorni intercorsi tra la strage di Capaci e l&#8217;attentato di Via D&#8217;Amelio (Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino, Aliberti editore). Il libro è stato presentato sabato 5 all&#8217;auditorium del Monastero dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-amJd_kkbOcs/TrcoczmN6II/AAAAAAAAH3g/9hGFgk8WaN4/s300/Borsellino_ultimi_giorni.jpeg" alt="" width="226" height="300" />Eroe moderno</strong> della nostra democrazia. Così Antonio Ingroia definisce Borsellino nella prefazione al libro di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo che ricostruisce i 56 giorni intercorsi tra la strage di Capaci e l&#8217;attentato di Via D&#8217;Amelio (<strong><em>Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino</em></strong>, Aliberti editore). Il libro è stato presentato sabato 5 all&#8217;auditorium del Monastero dei Benedettini da Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, dai giornalisti Riccardo Orioles e Graziella Proto e dal preside Famoso, oltre che dagli autori. Ha moderato Salvatore Resca di <a href="http://www.cittainsieme.it/" target="_blank"><strong>Città Insieme</strong></a>, tra i promotori dell&#8217;incontro.</p>
<p>Con puntigliose citazioni gli autori ripercorrono i momenti tragici vissuti da Borsellino dopo la<span id="more-27260"></span> morte dell&#8217;amico e sodale Giovanni Falcone, quando cresce in lui la certezza di essere la prossima <strong>vittima designata</strong> e gli matura dentro l&#8217;angosciosa e sconvolgente consapevolezza che <strong>responsabili </strong>di quella morte- e domani della sua- siano stati anche uomini appartenenti alle forze dell&#8217;ordine e alla stessa magistratura, parti cioè di quello <strong>Stato</strong> che egli fedelmente sta servendo a rischio della propria vita.</p>
<p>Utilizzando le <strong>testimonianze</strong> dei parenti, degli amici e dei colleghi ma anche i discorsi pubblici, le interviste, le lettere, gli autori ricostruiscono, giorno dopo giorno, gli eventi. Disegnano anche il <strong>profilo umano</strong> di un magistrato dal carattere espansivo ed estroverso, appassionato al proprio lavoro, in cui metteva a frutto anche le sue ottime capacità comunicative, e disposto a coinvolgersi con le persone più bisognose di sostegno. Così aveva fatto con la “picciridda” <strong>Rita Atria</strong>, che si suiciderà alla notizia della sua morte, e con <strong>Rosaria Costa</strong>, giovane vedova di Vito Schifani, agente della scorta di Falcone, quella donna minuta e fragile che aveva avuto la forza di intervenire al funerale del suo uomo per gridare ai mafiosi: io vi perdono, ma voi dovete mettervi in ginocchio e avere il coraggio di cambiare radicalmente.</p>
<p>Nella seconda parte del libro gli autori cercano di fare il punto sullo stato attuale delle indagini relative alla morte di Borsellino. Vengono riproposti, con dovizia di citazioni, alcuni dei <strong>misteri mai chiariti</strong> di questa vicenda giudiziaria: la scomparsa dell&#8217;agenda rossa, la falsa collaborazione di Vincenzo Scarantino, i sospetti di depistaggi da parte di soggetti istituzionali e le problematiche relative alla cosiddetta trattativa tra Stato e Mafia.</p>
<p>Pur senza pervenire ad una conclusione, perchè su questa inquietante vicenda non è ancora stata fatta piena luce, il libro rappresenta uno <strong>strumento</strong> molto utile per chi vuole sapere e capire.</p>
<p>Ma il messaggio più forte in esso contenuto è proprio la necessità di <strong>tenere viva</strong> l&#8217;attenzione e la memoria  “per evitare che si torni di nuovo indietro”, come lo stesso Borsellino aveva detto a Palermo intervenendo alla commemorazione pubblica di Falcone, un mese dopo la sua morte. In quell&#8217;occasione aveva parlato anche di una lotta alla mafia che non può essere soltanto “distaccata opera di repressione”, ma deve divenire “<strong>movimento culturale e morale</strong>, e anche religioso”. Parlava ad una folla partecipe e commossa, in un momento di intensa emozione collettiva che sarebbe stato rinnovato, dopo meno di due mesi, dall&#8217;attentato che lo avrebbe ucciso insieme alla sua scorta.</p>
<p>Oggi questa tensione è andata via via scemando. Libri come questo, e incontri come quello di sabato, dimostrano che c&#8217;è tuttavia una <strong>minoranza</strong> che tiene alto il livello di coscienza e la volontà di cambiamento. Spetta a questa minoranza cercare gli strumenti per coinvolgere fasce più ampie di cittadini e parlare soprattutto ai più giovani, per i quali quei fatti sono ormai lontani. Ci hanno provato Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, con il <strong>movimento delle Agende rosse</strong> e i ragazzi della<strong> &#8220;<a href="http://www.argocatania.org/2010/02/17/una-scorta-civica-per-i-magistrati-antimafia/" target="_blank">Scorta Civica</a></strong>&#8220;, esperienze che dimostrano come ci sia sete di modelli di grande forza morale. <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />E Borsellino, come scrive ancora Ingroia nella Prefazione, rimane un  “<strong>modello di vita da proporre ai nostri giovani</strong>”, davvero alternativo rispetto a quelli “proposti dall&#8217;imperante semplicismo mediatico, tutti imperniati sulla furbizia, la prevaricazione, l&#8217;indifferentismo etico e l&#8217;egoismo morale”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corso dei Martiri e San Berillo nel nuovo PRG, la proposta di alcune Associazioni catanesi</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 14:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CISPA]]></category>
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		<category><![CDATA[Comitato Porto del Sole]]></category>
		<category><![CDATA[Corso Martiri della Libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[PRG Piccinato]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti Zero]]></category>
		<category><![CDATA[WWF]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio sig. Sindaco, Signori Consiglieri   (p.c. agli organi di stampa) Catania, 15 luglio 2011 Le sottoscritte associazioni, con riferimento al progetto di ricostruzione sulle aree intorno al Corso Martiri della Libertà, ritengono che la mancata sottoscrizione dell’accordo operativo da parte della proprietà comporti per l’Amministrazione comunale l’obbligo di ripensare le scelte di pianificazione di quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio sig. Sindaco, Signori Consiglieri   (p.c. agli organi di stampa)</p>
<p>Catania, 15 luglio 2011</p>
<p>Le sottoscritte associazioni, con riferimento al progetto di <strong>ricostruzione</strong> sulle aree intorno al Corso Martiri della Libertà, ritengono che la <strong>mancata sottoscrizione dell’accordo operativo da parte della proprietà</strong> comporti per l’Amministrazione comunale l’obbligo di ripensare le scelte di pianificazione di quelle aree nell’ambito del più ampio contesto del nuovo Piano Regolatore Generale in corso di redazione.</p>
<p>Come potrebbe pensarsi, infatti, di <strong>pianificare ex novo l’intero territorio comunale</strong>, lasciando ancora valide le scelte, vecchie di quarant’anni, per una piccola area della città, ma centrale e determinante per tutto l’intorno?</p>
<p>Come è noto il Comune di Catania è <strong>obbligato per legge alla revisione del PRG di Piccinato, approvato nel 1969</strong>. Non si vede quindi come si possa considerare ancora valido il Piano di Ricostruzione di San Berillo, approvato nel 1973, e non si vede soprattutto come si possa redigere un <strong>nuovo Piano Regolatore Generale</strong>, accettando come intoccabili soltanto le prescrizioni su quest’area: perché su tutto il territorio sarebbe necessario rivedere le norme urbanistiche e soltanto su quell’area no?</p>
<p>Il rifiuto dei proprietari a realizzare il completamento secondo il vecchio Piano autorizza, anzi, a nostro vedere, obbliga l’Amministrazione a <strong>ripensare a questa parte di città</strong> nel contesto di una nuova pianificazione generale, che tenga conto di tutti i nuovi fabbisogni, a partire dal <strong>decongestionamento</strong> delle aree centrali, dalla <strong>riqualificazione</strong> del centro storico che gli sta intorno, dalle esigenze di spazi aperti per la prevenzione antisismica e di aree verdi per la fruizione pubblica, <strong>anziché</strong> di <strong>nuovi centri commerciali e direzionali</strong>, che rischierebbero anzi di essere controproducenti.</p>
<p>Come abbiamo già scritto, riteniamo che il completamento di corso Martiri della Libertà rappresenti innanzitutto un’occasione imperdibile per la città per garantire un <strong>recupero di vivibilità</strong> al centro storico, ed in particolare per garantire la realizzazione di <strong>adeguate aree verdi</strong> e spazi pubblici di <strong>prevenzione antisismica</strong> e di fruizione, con particolare attenzione alle <strong>esigenze dei bambini e degli anziani</strong>.</p>
<p>Vista l’importanza e la vastità dell’area, riteniamo anche indispensabile che tale atto non passi da un accordo riservato con i privati, ma passi da un <strong>serio e aperto dibattito</strong> sulla destinazione dell’area e su come riqualificarla con <strong>l’intera cittadinanza</strong> attraverso incontri, dibattiti, e infine attraverso lo stesso <strong>Consiglio Comunale</strong>.</p>
<p>Dopo l’approvazione del PRG, in attuazione delle nuove scelte urbanistiche, si potrà procedere alla progettazione sull’area in questione, che, per puntare alla massima qualità dell’intervento, sarebbe bene che avesse carattere unitario e che venisse affidata in esito alle risultanze di un <strong>concorso di architettura di rilievo internazionale</strong>.</p>
<p>CITTA’INSIEME – CISPA &#8211; ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE CATANIA – LIPU &#8211; COMITATO PORTO DEL SOLE – WWF CATANIA – RIFIUTI ZERO CATANIA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I giovani di CittàInsieme sull&#8217;ex Collegio dei Gesuiti</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/07/01/i-giovani-di-cittainsieme-sullex-collegio-dei-gesuiti/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 21:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CittàInsieme]]></category>
		<category><![CDATA[degrado]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Collegio Gesuiti]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto d'arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catania, 28 giugno 2011 In una città che crede vivamente nella sua vocazione turistica, sostenuta con forza non solo nelle conversazioni tra i comuni mortali ma anche nelle stanze della moribonda politica, perfino il più smorto degli amministratori o il più infimo tra gli imbrattafogli rabbrividirebbe dinanzi alla notizia di uno storico edificio settecentesco, parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-_vgVRXKQZ0M/Tg47HyN6iWI/AAAAAAAAF10/cFatYW_twuQ/citt%2525C3%2525A0insieme.jpg" alt="" width="254" height="262" /></p>
<p>Catania, 28 giugno 2011</p>
<p>In una città che crede vivamente nella sua <strong>vocazione turistica</strong>, sostenuta con forza non solo nelle conversazioni tra i comuni mortali ma anche nelle stanze della moribonda politica, perfino il più smorto degli amministratori o il più infimo tra gli imbrattafogli rabbrividirebbe dinanzi alla notizia di uno <strong>storico edificio settecentesco</strong>, parte integrante della bellissima Via Crociferi, lasciato nel più completo <strong>abbandono</strong>.</p>
<p>Stavolta tocca all’<strong>ex collegio dei Gesuiti</strong> vestire i panni dell’ “appestato”. Questo edificio ha ospitato per anni l’<strong>Istituto statale d’arte</strong>. Nell’agosto 2009 la Regione, al termine di una lunga vicenda giudiziaria scandita da sfratti, ricorsi e ricerche di nuove sedi per l’Istituto (oggi ospitato in un immobile privato sito in viale Vittorio Veneto), rientrò in pieno possesso dell’ex collegio promettendo un’<strong>immediata ristrutturazione dell’edificio</strong> (che dovrebbe diventare la nuova sede della biblioteca regionale universitaria), finanziata tra l’altro con i fondi del POR 2000-2006.</p>
<p>Lo storico palazzo, infatti, versava (e versa tuttora) in <strong>pessime condizioni</strong>. I sopralluoghi effettuati in passato, che portarono tra le altre cose alla dichiarazione di inagibilità, menzionavano il crollo di alcune porzioni di tetto e la comparsa di crepe nella facciata. Come se non bastasse, recenti segnalazioni raccontano che i ciottoli bianchi e neri del cortile risultano soverchiati da floride erbacce ed i corridoi interni invasi dall’acqua o dai detriti.</p>
<p>Non possiamo che condannare questo triste spettacolo fatto di <strong>incuria</strong>, <strong>immobilismo</strong> e lunghi silenzi. Lo stato delle cose ci fa sospettare che la conservazione, la cura e la valorizzazione del nostro prezioso barocco sia gestita da una politica avvezza al cartongesso.</p>
<p><strong>Chiediamo ai vertici regionali</strong> di fugare questi sospetti nel più breve tempo possibile attraverso risposte puntuali e dettagliate inerenti i lavori di ristrutturazione della sopraccitata struttura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Giovani di CittàInsieme</p>
<p>Cell. 3406892762 / Fax. 095502230 / Email. info@cittainsieme.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sul murales sfregiato di AddioPizzo, fiaccolata stasera alle ore 20</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 16:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Addiopizzo]]></category>
		<category><![CDATA[CittàInsieme]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il Comunicato Stampa diffuso dai Giovani di Città Insieme sullo sfregio operato all&#8217;immagine di Falcone sul murales di viale Ulisse realizzato da AddioPizzo Catania. Apprendiamo da una nota di AddioPizzo che poche ore fa anche il secondo murales realizzato nel Viale Ulisse dai ragazzi dell&#8217;associazione catanese è stato imbrattato sfregiando il volto ritratto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-TgDZkU2zgJE/Td52W2hbRpI/AAAAAAAAEiU/aMTCX7fMKi4/110526%252520Murales%252520Falcone%252520sfregiato.jpg" alt="" width="360" height="270" /></p>
<p><em>Pubblichiamo il <strong>Comunicato Stampa </strong>diffuso dai <strong>Giovani di Città Insieme</strong> sullo sfregio operato all&#8217;immagine di Falcone sul murales di viale Ulisse realizzato da <strong>AddioPizzo</strong> Catania.</em></p>
<p>Apprendiamo da una <strong>nota di AddioPizzo</strong> che poche ore fa anche il  <strong>secondo murales</strong> realizzato nel <strong>Viale Ulisse</strong> dai ragazzi  dell&#8217;associazione catanese è stato <strong>imbrattato</strong> sfregiando il <span id="more-21324"></span>volto  ritratto di <strong>Giovanni Falcone</strong> con della vernice rossa.<br />
Siamo d&#8217;accordo con i ragazzi di AddioPizzo quando dicono che si  tratta di uno <strong>sfregio all&#8217;intera città di Catania</strong>, di uno sfregio alla  memoria di chi, come Falcone, ha sacrificato la propria vita per il  bene di tutti, per difendere valori imprescindibili per la civile  convivenza come la legalità ed il rispetto delle regole.</p>
<p><strong>Valori</strong>, questi, che evidentemente <strong>una parte della città si ostina a  rifiutare.</strong></p>
<p>E per testimoniare la propria vicinanza a dei ragazzi che come noi  cercano e si ostinano ogni giorno a mantenere vivo il &#8220;vizio della  memoria&#8221; ed a testimoniare con l&#8217;esempio che una Catania onesta esiste  ed è possibile, rivolgiamo <strong>un invito a tutta la città</strong>: ritroviamoci <strong>questa sera alle ore 20.00 </strong>davanti al murales sfregiato del <strong>Viale  Ulisse (circonvallazione, zona Ognina</strong>)  per una <strong>fiaccolata</strong>.</p>
<p>Bastano anche <strong>pochi minuti di presenza silenziosa</strong> per fare capire a  chi vigliaccamente ci ha sfregiati che noi <strong>non ci arrenderemo mai</strong></p>
<p>CittàInsiemeGiovani<br />
Catania, 26 maggio 2011</p>
<p>PS: si raccomanda massima responsabilità onde <strong>evitare incidenti</strong> a  persone o cose, considerato il tratto stradale ove il Murales è stato  realizzato.</p>
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		<title>Manifesto selvaggio sui muri ripuliti</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 03:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è certo il problema più importante della nostra città. Eppure non sbagliano i Giovani di CittàInsieme a considerare questo fatto emblematico della mancanza di rispetto delle regole e della legalità. Ci riferiamo alla affissione abusiva di manifesti del PDL, avvenuta in concomitannza con la pulizia straordinaria dei muri decisa dal Sindaco, esponente proprio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TQSeKMXgzhI/AAAAAAAAB-c/T46bUDsVY_Y/muro%20ripulito%20da%20qualche%20giorno%20e%20con%20le%20nuove%20affissioni_2_easyHDR.jpg" alt="" width="336" height="244" /><br />
<em>Non è certo il problema più importante della nostra città. Eppure non sbagliano i <strong>Giovani di CittàInsieme</strong> a considerare questo fatto emblematico della <strong>mancanza di rispetto delle regole e della legalità</strong>. Ci riferiamo alla affissione abusiva di manifesti del PDL, avvenuta in concomitannza con la <strong>pulizia straordinaria</strong> dei muri decisa dal Sindaco, esponente proprio di questo partito&#8230;</em></p>
<p><em>Ma lasciamo la parola ai Giovani di Città Insieme e alla <strong>Lettera Aperta</strong> da loro inviata <strong>al Sindaco Stancanelli</strong>.</em></p>
<p>Egregio Sig. Sindaco,<br />
vorremmo porre alla Sua attenzione un increscioso fatto che si sta verificando nella nostra città.<br />
Lo scorso giugno noi Giovani di CittàInsieme ci eravamo <strong>impegnati nelle rimozione di manifesti abusivi</strong> per ripulire anche solo <span id="more-16809"></span>un pezzetto dei muri di  questa nostra mal tenuta città, per tentare di dare l&#8217;esempio, di dare un segnale, seppur piccolo, di <strong>discontinuità</strong> e di rottura di quella triste consuetudine quale è quella dell&#8217;anarchia e del <strong>non rispetto delle regole</strong>, di qualunque regola. Anche quella del vivere civile.<br />
Nonostante fossero intervenute alcune emittenti locali per dare risalto all&#8217;operazione, ci eravamo convinti che la nostra iniziativa fosse caduta nel dimenticatoio e che fosse passata del tutto <strong>inosservata</strong> anche da parte della Sua Amministrazione. E sapendo che Lei punta ai giovani per la riabilitazione della città ne siano rimasti molto delusi.</p>
<p>Mesi dopo però ha inizio per Sua volontà una <strong>sessione di pulizia straordinaria per la rimozione dei già citati manifesti abusivi</strong> e incredibilmente Catania ha di nuovo dei muri puliti. Tutto ciò dura poco perché svariati cartelloni pubblicitari <strong>ricompaiono</strong>, con assoluta noncuranza e senza alcun rispetto della legge che ne vieta l&#8217;atto, lì dove era stato pulito.</p>
<p>Ma ciò che ci turba e rende inquiete le nostre giornate è un fatto ancor più singolare: mentre è in atto una <strong>seconda sessione di pulizia </strong><strong>straordinaria</strong>, compaiono numerosi ed impudici sui muri puliti appena il giorno prima <strong>manifesti elettorali del PDL</strong>.<br />
Immaginiamo quanto forte sia la Sua indignazione di fronte a questo increscioso episodio di cui diamo per scontato che Lei non sia stato messo al corrente, poiché davvero non crediamo possibile che il Sindaco di una città possa <strong>sborsare del denaro per pulirla ed allo stesso tempo permettere</strong>, non solo che questa <strong>venga continuamente sporcata</strong>, ma che ciò venga fatto anche <strong>dagli esponenti del suo stesso partito.</strong></p>
<p>Come credere che chi <strong>non riesce a mantenere l&#8217;ordine in casa propria</strong> possa mantenerlo in una grande città come Catania?</p>
<p>Ci aspettiamo che <strong>siano presi dei provvedimenti in merito</strong> e che siano date delle risposte alle nostre domande affinché i nostri sonni ritornino sereni.</p>
<p>PS: Le trasmettiamo, congiuntamente alla presente, alcune foto scattate in <strong>Via Passo Gravina</strong> allo scopo di documentare quanto segnalato. La medesima situazione si segnala anche lungo il <strong>Corso Italia</strong> e sotto gli <strong>Archi della Marina</strong>.</p>
<p>I Giovani di CittàInsieme</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TQSeKkwCgvI/AAAAAAAAB-k/a7hBhb5q-hc/muro%20ripulito%20da%20qualche%20giorno%20e%20con%20le%20nuove%20affissioni_3.JPG" alt="" width="519" height="315" /></p>
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		<title>Uno Statuto comunale finalmente utilizzabile, anche dai cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 03:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale del 10 maggio 1995, lo Statuto del Comune di Catania era rimasto inutilizzabile, soprattutto per quanto riguarda gli Istituti di partecipazione popolare, per la banale, ma non casuale, mancata approvazione del Regolamento attuativo. Finalmente nella seduta dello scorso 25 ottobre, il Consiglio comunale ha accolto e approvato la proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale del 10 maggio 1995, lo <a href="http://www.comune.catania.it/il_comune/regolamenti/Statuto.aspx" target="_blank"><strong>Statuto del Comune di Catania</strong></a> era rimasto inutilizzabile, soprattutto per quanto riguarda gli Istituti di partecipazione popolare, per la banale, ma non casuale, <strong>mancata approvazione del Regolamento attuativo</strong>.</p>
<p><img class="alignright" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TNSOsUSCq5I/AAAAAAAABZA/uuhO-eaflT4/democrazia%20partecipata.jpg" alt="" width="207" height="125" />Finalmente nella seduta dello scorso 25 ottobre, il Consiglio comunale ha accolto e approvato<span id="more-16085"></span> la <strong>proposta di regolamento</strong> che renderà finalmente operative diverse forme di partecipazione diretta dei cittadini alla vita amministrativa della città.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;esito, una volta tanto vittorioso, di una lunga battaglia iniziata nel 2007 dal <strong>Comitato </strong><a href="http://www.noidecidiamo.tk/" target="_blank"><strong>“Noi Decidiamo</strong>”, </a>costituito da cittadini catanesi che si sono organizzati, al di fuori dei partiti, in gruppi spontanei, associazioni, comitati di quartiere per promuovere questa iniziativa.</p>
<p>L’iniziativa è consistita nella elaborazione di una proposta di regolamento attuativo “chiavi in mano”, pronta per essere esaminata, discussa e approvata dal Consiglio comunale. A sostegno di questa proposta, il 10 marzo 2009 il Comitato, a norma dell’art. 44 dello stesso Statuto, aveva depositato presso il Comune <strong>una petizione</strong> firmata da più di 800 cittadini catanesi.</p>
<p>Essa è stata successivamente recepita e fatta propria da alcuni Consiglieri comunali e quindi, come è stato documentato da <strong>CittàInsieme</strong>, <a href="http://www.cittainsieme.it/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/[Amministrazione]%20Regolamento%20Attuativo%20approvato%20dal%20Consiglio%20Comunale.pdf" target="_blank">esaminata ed emendata </a>dalle commissioni consiliari permanenti, prima di essere presentata per la definitiva approvazione del Consiglio.</p>
<p>La sua entrata in vigore permetterà a tutti i catanesi di far pesare la propria opinione nella risoluzione dei problemi della città e di contribuire alle decisioni che li riguardano.</p>
<p>Tra le altre cose renderà praticabile, per i singoli cittadini e per i gruppi organizzati,  il diritto di <strong>petizione</strong>, di istanza, di udienza, la possibilità di avviare iniziative di <strong>consultazione popolare</strong> e di promuovere <strong>referendum</strong> consultivi, propositivi e abrogativi.</p>
<p>Tuttavia, se è stata vinta una battaglia certamente decisiva, ancora la guerra non è finita. L&#8217;effettiva praticabilità di questi strumenti ha infatti dei <strong>costi</strong> che certamente non potranno essere coperti dall&#8217;esigua cifra di 10.000 euro messi dall&#8217;Amministrazione in bilancio alla voce &#8220;strumenti di partecipazione popolare&#8221;.</p>
<p>Occorrerà quindi continuare  mantenere alta la guardia per non rischiare di dover aspettare altri 15 anni per potere indire un referendum.</p>
<p>Nonostante la singolare coincidenza, non si è trattato di una nuova rivoluzione d&#8217;ottobre, né della presa del Palazzo degli elefanti, ma, in questi tristissimi tempi di vacche smunte per la democrazia partecipata, è comunque un piccolo <strong>segno di speranza</strong>.</p>
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		<title>Comune di Catania, un affitto a iniquo canone</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 03:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un Comune &#8220;straccione&#8221;, quello di Catania, ma non si fa mancare nulla, nemmeno un affitto da 656.688,00 euro l&#8217;anno, che per sei anni fanno quasi quattro milioni di euro, cent più, cent meno. Così ogni santo mese il Comune dovrà sborsare 54.724,00 euro di canone, che non sembra essere troppo equo, per un palazzetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un Comune &#8220;straccione&#8221;, quello di <strong>Catania</strong>, ma non si fa mancare nulla, nemmeno <strong>un affitto da 656.688,00 euro l&#8217;anno, che per sei anni fanno quasi quattro milioni di euro</strong>, <img class="alignright" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TL1Ft60XZBI/AAAAAAAABD0/hgTKk8Noqsc/via%20Guardia%20della%20Carvana%2023-25.jpg" alt="" width="314" height="194" />cent più, cent meno.</p>
<p>Così ogni santo mese il Comune dovrà sborsare <strong>54.724,00 euro di canone</strong>, che non sembra essere troppo equo,  per un palazzetto da destinare agli<span id="more-15546"></span><strong> uffici giudiziari, </strong>esattamente alla<strong> sezione lavoro del Tribunale.</strong></p>
<p><strong> </strong> <strong>54.724,00 euro per 1.822 metri quadri di uffici</strong>, più accessori (garage, posti auto). Per rendere più chiaro il concetto: <strong>per 100 metri quadri (una comune casa di quattro vani) il Comune paga un affitto mensile di 3000 euro. </strong>Nemmeno fosse un appartamento su Central Park, a New York, o a Parigi, al Marais. Non ci sono questi prezzi, tantomeno a Catania.</p>
<p>La denuncia è partita da <strong>Cittainsieme</strong>. Che si è chiesta altresì se non sarebbe stato più proficuo per il <strong>Comune di Catania </strong>utilizzare la somma per <strong>contrarre un mutuo e ristrutturare </strong>così uno dei tanti immobili di sua proprietà, abbandonati al degrado e alle intemperie.</p>
<p>Con un mutuo, ad esempio, il Comune avrebbe potuto ristrutturare il <strong>palazzo delle Poste di Viale Africa</strong> che, tempo fa, si era detto dovesse andare proprio agli uffici giudiziari e non solo alla sezione Lavoro. Inutile obiettare che l&#8217;immobile di via Carvana è molto vasto. Chè l&#8217;estensione è criterio di riduzione del prezzo non del suo lievitare. Nè convince che per contratto la proprietà dovrà apportare delle modifiche all&#8217;immobile. E che deve ricostruirlo per intero?</p>
<p><img class="alignleft" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TL1Fty2vmjI/AAAAAAAABD4/wm3pqbzwntQ/via%20Guardia%20della%20Carvana%2023-25%20mappa.jpg" alt="" width="241" height="214" />Il palazzo in questione si trova in<strong> via Guardia della Carvana, al numero 23-25, ed è di proprietà della società a responsabilità limitata Domus Enterprice</strong> che ha per oggetto &#8220;la costruzione di immobili, sia in proprio che mediante appalti a terzi, la compravendita e la gestione di fabbricati civili e industriali&#8221;.</p>
<p>Abbiamo provato a &#8220;smontare&#8221; questo giocattolo andando alla <strong>Camera di Commercio e dentro</strong>, come nelle scatole cinesi o nelle matrioske, dentro abbiamo trovato altre società e soggetti che a loro volta ne contengono altri. I soci della Domus enterprice  sono infatti <strong>la</strong> <strong>SILA spa, la Garfin s.r.l., tale Carmelo Russo e tale Rosario Di Bella. </strong>E così di seguito.</p>
<p>Ma andiamo oltre per notare alcune stranezze dell&#8217;operazione. <strong>La data del varo della delibera  e quella della stipula del contratto, intanto. Ambedue sono del 16 febbraio del 2010.</strong> Che fretta! Altro che immobilismo dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>Strano anche il riferimento al <strong>numero civico dell&#8217;immobile. Sbagliato sia nel contratto Comune-Domus Enterprice, sia nella delibera.</strong> In tutti e due gli atti, forse proprio per la fretta, viene indicato il 15-17 di via della Carvana mentre il palazzo in questione si trova al civico 23-25. Che sia causa di non validità degli atti?</p>
<p>Ma questa è l&#8217;ennesima storia di ordinari sprechi. Gli E<strong>nti pubblici, Comune, Provincia e Regione,</strong> non sono nuovi a questi comportamenti non virtuosi. Si abbandona e si fa crollare il patrimonio dell&#8217;Ente e si stipulano contratti d&#8217;affitto milionari con privati che non potranno non essere molto grati agli amministratori affittuari. Li vediamo in città i ruderi degli immobili pubblici.</p>
<p>Alcuni esempi. Il già citato <strong>palazzo delle poste di viale Africa</strong>. Poi: in <strong>via Cervignano, all&#8217;angolo con via Vecchia Ognina, la bellissima villa liberty </strong> di proprietà della <strong>Provincia di Catania </strong> (Era stata occupata anni fa da giovani che ne avevano fatto un centro sociale e che almeno la vivevano. Sono stati cacciati via con  grande soddisfazione dei benpensanti abitanti della zona).</p>
<p><img class="alignright" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TLv0E3WgNKI/AAAAAAAABBE/DvcnBvsHflE/palazzo_Bernini.jpg" alt="" width="266" height="181" />Per <strong>Palazzo Bernini</strong>, accanto al <strong>parco Scammacca</strong>,  a due passi da viale Vittorio Veneto, è il Comune che ha consegnato al tempo e alle intemperie l&#8217;immobile. La Regione, poi, ha addirittura venduto alla <strong>&#8220;Pirelli real estate&#8221; </strong>lo stabile di <strong>via Santa Maria la Grande</strong>, privando i residenti catanesi di importanti presidi medici. Subito dopo, però, avrebbe preso in affitto lo stesso stabile dai nuovi proprietari per gli uffici amministrativi. <strong>Operazione presentata con vocaboli altisonanti, come &#8220;cartolarizzazione&#8221;, &#8220;ottimizzazione&#8221;, &#8220;rimodulazione&#8221;. E via turlupinando.</strong></p>
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		<title>Sulla rimozione delle affissioni abusive</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 18:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Catania, 2 agosto 2010 I Giovani di CittàInsieme non possono che esprimere apprezzamento per la ritrovata sensibilità da parte del Comune al dilagante ed ormai pluridecennale problema dell&#8217;abusivismo nell&#8217;ambito delle affissioni pubblicitarie (si veda La Sicilia del 30 luglio scorso). Nel lontano 1991 la nostra associazione preparò un dossier con immagini e fotografie volte a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Catania, 2 agosto 2010</p>
<p>I<strong> Giovani di CittàInsieme</strong> non possono che esprimere apprezzamento per la ritrovata sensibilità da parte del Comune al dilagante ed ormai pluridecennale problema dell&#8217;<strong>abusivismo nell&#8217;ambito delle affissioni pubblicitarie</strong> (si veda La Sicilia del 30 luglio scorso).</p>
<p>Nel lontano 1991 la nostra associazione preparò un dossier con immagini e fotografie volte a documentare lo stato di degrado dei muri della città. A seguito delle nostre denunce fu arrestato un assessore che intascava un milione di lire per ogni cartellone pubblicitario affisso.</p>
<p>Recentemente, il nostro gruppo ha scelto di ripercorrere la stessa strada recandosi lo scorso 23 giugno in Viale Artale Alagona per rimuovere dai muri dell&#8217;Istituto Nautico strati di manifesti accumulatisi in tanti anni di attacchinaggio selvaggio. La nostra iniziativa ha ricevuto il plauso, tra i tanti, del dirigente scolastico dell&#8217;Istituto sopraccitato che da anni denunciava senza alcun riscontro l&#8217;uso improprio (per usare un eufemismo) della facciata dell&#8217;edificio.</p>
<p>Questa esperienza è stata l&#8217;occasione per riaccendere i riflettori su una piaga che sfugge stranamente all&#8217;attenzione dei più. Non è così difficile infatti incrociare enormi manifesti negli angoli meno opportuni ed improbabili della città.<br />
Probabilmente è stata anche accolta da parte dell&#8217;Amministrazione la nostra richiesta di attribuire alla Multiservizi la competenza di rimuovere non soltanto gli impianti pubblicitari non autorizzati, ma anche i <strong>manifesti abusivi che deturpano i muri della città.</strong></p>
<p>Tuttavia non vorremmo che questo provvedimento fosse animato da aspetti contingenti: dall&#8217;articolo de La Sicilia del 30 luglio scorso infatti si evince che l&#8217;attività di rimozione dei manifesti abusivi si concluderà nel mese di dicembre, diversamente invece da quanto previsto per la rimozione degli impianti pubblicitari non autorizzati la cui competenza è attribuita alla Multiservizi in forza di un contratto di servizio stipulato con il Comune di Catania.</p>
<p>Invitiamo il Sindaco ad insistere sul progetto di ripristino della legalità anche in altri ambiti della vita cittadina, rispetto ai quali l&#8217;Amministrazione finora ha saputo solo esprimere un imbarazzante silenzio.</p>
<p>I Giovani di CittàInsieme</p>
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