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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Comune di Catania</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Il buco nero della vendita degli immobili del Comune di Catania</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 05:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[dismissione immobili comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Ente Scuola Edile]]></category>
		<category><![CDATA[Giunta Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bernini]]></category>
		<category><![CDATA[U. Scapagnini]]></category>

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		<description><![CDATA[41 &#8211; 27 &#8211; 13 &#8211; 1 Non sono i numeri consigliati per una vincita sicura al Lotto, ma disegnano la parabola decrescente della sceneggiata dal titolo “Alienazione di immobili comunali” del Comune di Catania. Dato che sull’affare è calato un preoccupante velo d’ombra, ci sembra utile riassumerne le puntate principali finora andate in onda, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 294px"><img src="https://lh6.googleusercontent.com/-JmWn23SDVys/TxP1ptuEjZI/AAAAAAAAJPc/w71K2LTiaXs/s677/Selection_003.jpeg" alt="" width="284" height="215" /><p class="wp-caption-text">Palazzo Bernini</p></div>
<p><strong>41 &#8211; 27 &#8211; 13 &#8211; 1</strong></p>
<p>Non sono i numeri consigliati per una vincita sicura al Lotto, ma disegnano la parabola decrescente della sceneggiata dal titolo <strong>“Alienazione di immobili comunali” del Comune di Catania</strong>.</p>
<p>Dato che sull’affare è calato <strong>un preoccupante velo d’ombra</strong>, ci sembra utile riassumerne le puntate principali finora andate in onda, per non smettere di <strong>tenere accesi i riflettori </strong>su un affare che<span id="more-29262"></span> rischia di diventare l’ennesima fregatura a danno delle casse comuni.<br />
Nella indizione della <strong>prima asta </strong>erano elencati 41 immobili, con parecchi pezzi pregiati. Nella seconda si erano ridotti a 27, da cui bisognava toglierne 5, trattandosi di immobili la cui posizione catastale non risultava allineata con i dati dell’Agenzia del territorio (sic!).</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;">
<p class="title">articoli correlati su argocatania.org</p>
<ul>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2010/10/18/comune-di-catania-un-affitto-a-iniquo-canone/" target="_blank">18.10.10 &#8211; Comune di Catania, un affitto a iniquo canone</a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/08/30/gioielli-da-svendere/" target="_blank">30.08.09 &#8211; Gioielli da (s)vendere </a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/04/28/dismetto-ergo-sum/" target="_blank">28.04.09 &#8211; Dismetto, ergo sum!</a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/03/05/palazzo-bernini/" target="_blank">05.03.09 &#8211; Palazzo Bernini</a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2008/12/14/catania-in-svendita/" target="_blank">14.12.08 &#8211; Catania in svendita</a></li>
</ul>
</div>
<p>Andata deserta anche la <strong>seconda asta</strong>, malgrado una riduzione del 10% dei prezzi-base, con ulteriore bando del 6 /12/2011 e ulteriore abbassamento dei prezzi, sono stati messi in vendita a <strong>trattativa privata</strong>, pudicamente e ambiguamente definita <a href="http://www.comune.catania.it/informazioni/avvisi/allegati/2011/bando_alienazione_immobili.pdf" target="_blank">“procedura negoziata</a>”, solo 13 immobili, e di questi solo uno è stato già venduto.</p>
<p>Della lista, <strong>solo 4 hanno un valore rilevante </strong>(al di sopra dei 500.000 euro), per un totale di circa 13.500.000 euro (prezzi della seconda asta):<br />
-	2 appartamenti dell’ex Avvocatura comunale in piazza Verga (688 + 805 euro)<br />
- l’Ente scuola edile alla Plaja (4.065.000 euro)<br />
- il complesso di via Bernini (7.965.000 euro)</p>
<p><strong>Quelli che restano</strong> sono alcuni locali commerciali (soprattutto ex controllerie daziarie) e appartamenti di <strong>poco valore </strong>siti in quartieri di periferia, il cui valore complessivo assomma a meno di 1.500.000 euro. La metà di questi inoltre sono già affittati, e gli attuali affittuari avrebbero il diritto di esercitare la prelazione al prezzo della migliore offerta.</p>
<p>Per 8 di questi immobili, infine, la scheda del <strong>parere di congruità </strong>dell’Agenzia del Territorio, alla voce “stato conservativo”, riporta la dicitura di ‘scadente’, cosa che ha comportato la fissazione del prezzo al livello minimo.</p>
<div class="imgtoggle left">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="small big " src="https://lh5.googleusercontent.com/-hmPUTRafZWc/TxP1pn2nTPI/AAAAAAAAJPg/2O2huSy9iCk/s769/Selection_000.jpeg" alt="" width="200" height="150" /><p class="wp-caption-text">Click per ingrandire</p></div>
</div>
<p>A fronte dei <strong>6 milioni annui che il Comune paga per affittare da privati locali per i propri uffici</strong>, solo il palazzo di via Bernini si presterebbe, dopo il necessario recupero e un’adeguata ristrutturazione, ad essere utilizzato per allocare uffici comunali. Anche i due appartamenti di piazza Verga potrebbero servire, sia pure in piccola parte, allo scopo.</p>
<p>Ma quello del<strong> palazzo Bernini </strong>è solo il caso più noto, oltre che quello più sconcertante che grida vendetta al cospetto degli dei: 1100 mq al piano interrato; 980 mq al piano terra; 2800 mq di superfici coperte distribuite in quattro piani, più 1763 mq di superfici scoperte.</p>
<p><strong>Un autentico tesoro</strong>, nel pieno di una zona residenziale di alto pregio, acquistato nel 1999</p>
<div class="imgtoggle right">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="small big" src="https://lh5.googleusercontent.com/-HpdfH5M7Usw/TxP1pgtv2cI/AAAAAAAAJP8/o-snlni6e3A/s600/Selection_002.jpeg" alt="" width="200" height="150" /><p class="wp-caption-text">Click per ingrandire</p></div>
</div>
<p>durante l’amministrazione Bianco per essere adibito a sede di uffici comunali, non è mai stato utilizzato. Il progetto venne <strong>abbandonato </strong>dopo l&#8217;insediamento della giunta Scapagnini e da allora il palazzo è rimasto in balia di vandali e senzatetto, che lo hanno ridotto ad uno stato tale che ne rende proibitivo anche solo il costo del recupero.</p>
<p>Per nostra consolazione, <strong>il Comune sta ancora pagando il mutuo</strong> contratto per l’acquisto.</p>
<p>In totale comunque si tratta di cespiti che sono ben lontani dal dare un contributo significativo all’abbassamento del <strong>debito del Comune</strong>, motivo principale per cui era stato dato il via a questa sacra rappresentazione.</p>
<p>Va da sé che la procedura per <strong>trattativa privata</strong>, pur prevista dalla legge, dopo l&#8217;esito infruttuoso di due gare, non garantisce appieno la trasparenza dell&#8217;operazione.</p>
<p>Si potrebbe anche <strong>sospettare </strong>che gli eventuali acquirenti interessati hanno disertato le aste sia per fare scendere i prezzi, sia per poter trattare al riparo da occhi indiscreti e avendo acquisito un potere contrattuale ben più alto.</p>
<p><strong>L’unica vendita finora andata in porto </strong>è quella dell’Ente Scuola Edile, un ampio terreno con fabbricato sito di fronte al Boschetto della Playa, finora occupato in affitto dallo stesso Ente di formazione professionale che fa capo all’Associazione Costruttori (ANCE).</p>
<p>La <strong>traiettoria calante disegnata dal prezzo </strong>di questo immobile la dice lunga di quello che accadrà con il resto. Stimato originariamente  dal Comune per 6.257.000, era stato valutato per 4.065.000 dall’Agenzia del Territorio, è stato venduto a trattativa privata per 2. 914.000 euro.</p>
<p><strong>Le cifre parlano da sole</strong>.</p>
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		<item>
		<title>PRG di Catania, l&#8217;ennesimo Schema di massima</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 05:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Regolatore Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Cervellati]]></category>
		<category><![CDATA[R. Stancanelli]]></category>

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		<description><![CDATA[﻿Il catanese è persona riflessiva, non prende mai decisioni affrettate, specie quando si tratta del futuro della propria città. Cosi&#8217; fin dal 1993 il Consiglio Comunale di Catania deliberò le Direttive Generali per la revisione del Piano Regolatore Generale. Sembra preistoria, eppure siamo ancora fermi agli Schemi di massima. Allora, l’idea di fondo proposta dall&#8217;arch. Pier Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-zBs620SkJhA/Twy2FR-EhuI/AAAAAAAAJK4/qRuXJ-0FWwY/s292/Piano_regolatore.jpg" alt="" width="260" height="280" />﻿Il catanese è persona riflessiva, non prende mai decisioni affrettate, specie quando si tratta del futuro della propria città. Cosi&#8217; fin dal <strong>1993 </strong>il Consiglio Comunale di Catania deliberò le <strong>Direttive Generali per la revisione del Piano Regolatore Generale.</strong> Sembra preistoria, eppure siamo ancora fermi agli Schemi di massima.</p>
<p>Allora, l’idea di fondo proposta dall&#8217;arch. <strong>Pier Luigi Cervellati</strong>, era quella di <strong>riqualificare l’esistente </strong>e non ampliare ulteriormente la città: “Assumere l’obiettivo della qualità urbana per la rielaborazione del P.R.G. – si legge nel documento &#8211; significa avere la<span id="more-29104"></span> consapevolezza che la risorsa territorio non è né inesauribile, né rinnovabile per cui all’infausta cultura della ‘espansione’ è necessario si sostituisca la cultura della ‘trasformazione’.”</p>
<p>Veniva, perciò, messo al centro l’obiettivo del <strong>recupero della qualità urbana</strong> per rendere più vivibile la città, tutta la città, a partire dalla riqualificazione delle periferie degradate.</p>
<p>Sempre nello stesso periodo si sviluppava la riflessione sul piano urbano del traffico, che non sarà mai, però, oggetto di valutazione da parte del Consiglio Comunale.</p>
<p>Alle Direttive seguì l’approvazione dello <strong>Schema di Massima</strong>. Un primo schema fu approvato nel <strong>1994</strong>, un secondo nel <strong>1998</strong>, quest’ultimo, a parere di molti, <strong>già non del tutto coerente con le Direttive Generali</strong>.</p>
<p>Dopo quasi vent’anni, e il susseguirsi di tante amministrazioni, le ultime tre di centrodestra, oggi si torna a parlare di P.R.G. Più volte<strong> U. Scapagnini aveva annunciato di essere in dirittura d’arrivo</strong>, altrettante volte il tutto si era risolto in un nulla di fatto.</p>
<p>Oggi, R. <strong>Stancanelli</strong>, sindaco dal giugno 2008, pensando di essere originale, afferma che “si chiude la prima fase del <strong>Piano che noi abbiamo già pronto</strong>. La seconda riguarderà il Consiglio che subito dopo le feste potrà cominciare a lavorare sul Piano”.</p>
<p>Ancora una volta <strong>pochi numeri e molte belle parole</strong>. Un Piano, secondo coloro che vi hanno lavorato, che “non si occupi più di rendite dei suoli, ma di processi complessi che diano alla città l&#8217;opportunità di competere. Una programmazione che la consideri non come eredità ricevuta dai padri, una proprietà da utilizzare a propria discrezione, ma come un prestito affidatoci dai figli e, dunque, da tutelare”.</p>
<p>Parole del tutto condivisibili e, se fossimo ancora nel 1993, probabilmente anche realizzabili. Purtroppo, <strong>oggi, non è più così</strong>.</p>
<p>Non perché siamo stanchi delle solite promesse, ma perché <strong>nel frattempo la città</strong> , grazie alla pratica delle <strong>varianti </strong>e delle <strong>deroghe </strong>ad hoc, ha subito tanti, troppi, <strong>cambiamenti con i quali</strong>, se si vuole progettare con coerenza, <strong>occorre adesso fare i conti</strong>.</p>
<p>Proviamo ad elencarli, indicando sia quelli realizzati, che quelli in via di realizzazione, ed è <strong>una lista fatta per difetto.</strong> Il Patto Territoriale Catania Sud che ha riguardato in primo luogo la Playa, l&#8217;Interporto, il Piano Urbanistico Attuativo anch&#8217;esso riguardante la Playa, il Corso Martiri della Libertà, il Lungomare, l&#8217;Oasi del Simeto, i Parcheggi scambiatori e quelli collocati all’interno del tessuto urbano (P. Europa, Stazione, ecc.), l’abnorme proliferazione di centri commerciali, cui vanno aggiunte le tante demolizioni e ricostruzioni del patrimonio edilizio esistente avvenute in tutti questi anni.</p>
<p>Tutto ciò, almeno nelle parole ufficiali, <strong>non sembra oggetto di alcuna riflessione</strong>, eppure si tratta di interventi che pregiudicano una ulteriore riflessione sulla loro pertinenza, tenendo conto, fra l&#8217;altro, che si tratta di zone la cui utilizzazione ha un valore strategico proprio rispetto a quella qualità della città, di cui tanto si parla.</p>
<p>Ci si concentra, infatti, su quello che si potrà fare quando avverranno (ma avverranno?) importanti <strong>delocalizzazioni </strong>(stadio Massimino, carcere di piazza Lanza, caserma Sommaruga, ospedale Vittorio Emanuele), sull’eventuale spostamento di interi quartieri (Villaggio Santa Maria Goretti).</p>
<p>Analogamente, sempre senza valutare quanto avvenuto, poco si dice sul tema, ovviamente decisivo, della <strong>grave carenza di servizi</strong>, quantificabile nella metà di quanto previsto dagli standard urbanistici.</p>
<p>Problema, quest’ultimo, che avendo <strong>scarse risorse </strong>a disposizione, gli stessi amministratori considerano di difficile soluzione. Tant’è che sono costretti a riproporre <strong>una nuova versione della cosiddetta perequazione</strong>, che peraltro, così come viene presentata lascia interi i dubbi di chi teme possa diventare strumento di rinnovate speculazioni e perduranti ingiustizie (ma su questo, quando la proposta sarà più chiara, ci impegniamo a tornare).</p>
<p>In sostanza, invece di guardare astrattamente solo ai <strong>progetti futuri </strong>(dimenticavamo che si parla anche di interrare la ferrovia, riproponendo la questione del fronte mare) ci piacerebbe che una seria <strong>analisi del presente </strong>fosse effettivamente alla base della progettazione. Un’analisi capace di <strong>bloccare </strong>tutte quelle <strong>iniziative speculative </strong>e di dissipazione del territorio oggi in atto.</p>
<p>Quando ciò avverrà si potrà parlare di Piano Regolatore Generale, di chiacchiere ne abbiamo sentite abbastanza.</p>
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		<title>Città Insieme sull&#8217;ex teatro Coppola e i lavori di ristrutturazione</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 20:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Città Insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Coppola]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Catania, 1° gennaio 2012 Il 16 dicembre scorso attori, maestranze ed operatori dello spettacolo hanno riacceso i riflettori sull&#8217;ex Teatro Coppola nel quartiere Civita, occupandolo per trasformarlo in &#8220;Teatro dei Cittadini&#8221;. Secondo quanto si apprende dagli organi di stampa, l&#8217;edificio sito in Via del Vecchio Bastione n° 9, che a partire dal 1821 ospitò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-_vgVRXKQZ0M/Tg47HyN6iWI/AAAAAAAAF10/cFatYW_twuQ/s128/citt%2525C3%2525A0insieme.jpg" alt="" width="124" height="128" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Catania, 1° gennaio 2012</p>
<p>Il 16 dicembre scorso attori, maestranze ed operatori dello spettacolo hanno riacceso i riflettori sull&#8217;ex Teatro Coppola nel quartiere Civita, <strong>occupandolo</strong> per trasformarlo in &#8220;Teatro dei Cittadini&#8221;. Secondo quanto si apprende dagli organi di stampa, l&#8217;edificio sito in Via del Vecchio Bastione n° 9, che a partire dal 1821 ospitò il primo teatro comunale e che venne poi quasi completamente distrutto dai bombardamenti del 1943, sarebbe dovuto diventare sala prove per l&#8217;orchestra del Teatro Massimo &#8220;Vincenzo Bellini&#8221;.</p>
<p>A questo scopo vennero <strong>stanziati 224.702,67€ per dei lavori di ristrutturazione</strong> che sarebbero stati consegnati il 3 maggio 2005 e che si sarebbero dovuti concludere il 3 luglio dell&#8217;anno successivo. E&#8217; questo infatti quanto tutti i cittadini possono leggere alzando gli occhi sul cartello di avviso rimasto affisso sulla facciata dell&#8217;ex Teatro Coppola (si veda la foto in calce alla presente).</p>
<p>La domanda sorge allora spontanea: <strong>che fine hanno fatto questi soldi pubblici?</strong> Sono stati spesi oppure no? I lavori sono stati mai avviati? E se sì, come mai «il progetto è stato sospeso e il cantiere abbandonato», come recita il Manifesto degli occupanti?</p>
<p>Riteniamo che <strong>l&#8217;Amministrazione abbia il dovere di rispondere a queste domande</strong>, magari esponendo anche quelli che erano i progetti &#8211; se mai li ha avuti davvero &#8211; per questo storico edificio.</p>
<p>Città Insieme,</p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { color: rgb(0, 0, 255); } --><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Cell. 3406892762 / Fax. 095502230 / Email. </span></span><span style="color: #0000ff;"><a href="mailto:info@cittainsieme.it" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">info@cittainsieme.it</span></span></span></a></span></p>
<p lang="en-US">&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-EGt_p6K4FDI/TwIT3UkhPjI/AAAAAAAAI6w/XsVgXYb1qoY/s400/Coppola_targa.jpg" alt="" width="400" height="195" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Del cattivo uso dei beni artistici: la chiesa di S. Maria degli Angeli o dei Cappuccini vecchi</title>
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		<comments>http://www.argocatania.org/2011/12/13/del-cattivo-uso-dei-beni-artistici-la-chiesa-di-s-maria-degli-angeli-o-dei-cappuccini-vecchi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 04:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa dei Cappuccini vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Gar]]></category>
		<category><![CDATA[Sovrintendenza ai beni culturali di Catania]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai sepolta fra i palazzi circostanti, in via Verri, alle spalle della Caserma dei Vigili del fuoco, resiste ancora la settecentesca chiesa di S. Maria degli Angeli o dei Cappuccini vecchi, ultimo residuo di un convento dei padri Cappuccini che sorgeva sulla strada che dalla città conduceva al sobborgo di Cibali. Questa cappella, è tornata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-Okr_DEKCyj0/TuSJtMfcGDI/AAAAAAAAIeE/pwrO2u4cqSg/s576/p%252520dettaglio%252520cornice%2525201.jpg" alt="" width="260" height="346" />Ormai sepolta fra i palazzi circostanti, in <strong>via Verri</strong>, alle spalle della Caserma dei Vigili del fuoco, resiste ancora la settecentesca <strong>chiesa di S. Maria degli Angeli </strong>o dei Cappuccini vecchi, ultimo residuo di un convento dei padri Cappuccini che sorgeva sulla strada che dalla città conduceva al sobborgo di Cibali.</p>
<p>Questa cappella, è tornata recentemente agli onori della cronaca per l’azione meritoria del <strong>GAR</strong>, Gruppo Azione Risveglio, che con un atto al limite della legalità l’ha occupata e riportata alla pubblica fruizione, come bene collettivo di cui il legittimo proprietario si dimostra incapace di occuparsi.</p>
<p><strong>L’insediamento dei Cappuccini </strong>in quel luogo è da collocarsi probabilmente attorno al<span id="more-28221"></span> <strong>1550</strong>, quando fu edificato il convento, una sobria costruzione a un solo piano, secondo la tradizione francescana, distrutto e ricostruito assieme alla chiesetta dopo il terremoto del 1693.</p>
<p>Il luogo doveva essere giudicato particolarmente favorevole sia perché appartato ma non troppo distante dalla città, sia perché circondato da terreno coltivabile a orto e giardino e attraversato da un ruscello ricco d’acqua.</p>
<p>Il convento fu <strong>espropriato </strong>ai religiosi dopo l’Unità d’Italia e acquistato dalla famiglia Scuderi, che lo trasformò in abitazione civile. Intorno al 1960 è stato <strong>abbattuto </strong>per far posto all’attuale palazzo, posto all’angolo di via C. Beccaria.</p>
<p>La <strong>chiesa</strong>, ormai dimenticata dagli stessi catanesi ma <strong>acquistata dal Comune di Catania </strong>per la bella cifra di 270 milioni di lire intorno al 1990, è stata risparmiata alla distruzione ma certo non opportunamente valorizzata, pur essendo vincolata con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 12.8.1948, ai sensi della Legge 1089 dell’1.6.1939.</p>
<p>Facilmente <strong>databile al 1706</strong>, grazie alla cifra incisa sullo stemma con le insegne di s. Francesco che sovrasta il portale d’ingresso in pietra calcare e pietra lavica, essa risponde perfettamente ai canoni dell’architettura francescana: piccola e povera, modestamente illuminata dalle finestre rettangolari poste in alto, adatta a favorire il raccoglimento e la preghiera. Sulla destra della facciata si nota ancora una fonte murata, fatta con gli stessi materiali.</p>
<p>Ben lontana dai fasti tardo barocchi che, di lì a poco, impreziosiranno le chiese della città, la chiesa è a navata unica, con tre altari laterali e una sola cappella, a sinistra, per l’altare del Crocifisso.</p>
<p>E’ affiancata da una piccola sagrestia e messa in comunicazione con l’ormai inesistente refettorio del convento attraverso due porte che sorgevano ai lati dell’altare maggiore.</p>
<p>Per quanto povera, la chiesa aveva una discreta <strong>dotazione artistica</strong>.</p>
<p>Il presbiterio era separato dalla navata da una balaustra lignea, conclusa ai lati da due confessionali. Sull’altare maggiore era posto <strong>un tabernacolo in legno riccamente scolpito</strong>, di cui è rimasto quasi nulla. Alle spalle è rimasta vuota anche una grande cornice che, in origine, conteneva una tela raffigurante il Perdono di Assisi.</p>
<p>La cappella laterale, probabilmente preesistente e risalente alla prima fondazione del convento, era ornata da un grande Crocifisso affrescato, andato distrutto col terremoto. E’ stato sostituito da un<strong> pregevole Crocifisso in legno scolpito</strong>, ancora esistente, cui fa da sfondo, secondo uno schema consueto, <strong>una tela </strong>raffigurante la Madonna Addolorata, la Maddalena e s. Giovanni. Un <strong>furto mirato </strong>priva oggi la tela dei riquadri contenenti il volto dell’Addolorata e della Maddalena.</p>
<p>Tutte queste opere d’arte erano ancora in loco quando il Comune ha acquistato la chiesa, come risulta dalla relazione storico-artistica redatta nel 1991 dalla dott. F. Migneco della Sovrintendenza di Catania.</p>
<p>Al centro della volta a botte restano <strong>tracce di un affresco </strong>circondato da una cornice in stucco. Un altro affresco, rovinato dall’umidità, si trova sopra il primo altare a sinistra entrando.</p>
<p>Anche delle<strong> altre tele</strong>, citate da G. Rasà Napoli nella sua &#8216;Guida alle chiese di Catania&#8217;, che rappresentavano santi francescani come il martirio di s. Giuseppe da Leonessa, il martirio di s. Fedele da Sigmarinda, s. Felice da Cantalice col Bambino, non c&#8217;è più traccia.</p>
<p>Completavano la decorazione <strong>14 quadretti della Via Crucis e 6 rari lampadari lignei</strong>, anch’essi nel frattempo passati a miglior vita.</p>
<p><strong>Dopo l’acquisto</strong>, l’Amministrazione ha curato il rifacimento del tetto, ha messo in sicurezza la struttura con l’inserimento di una centina d’acciaio<img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /> fra la navata e l’abside, e poi  l’ha lasciata a disposizione …dei ladri d’arte.</p>
<p>Speriamo che adesso, grazie all’impegno del GAR, questo piccolo pezzo della storia della nostra città possa vivere una nuova e più fortunata stagione.</p>
<ul>
<li> Esprimiamo gratitudine all’arch. Alfredo Coniglione che generosamente ci ha messo a disposizione il frutto delle sue ricerche per la redazione di questa nota.</li>
<li>foto liberamente tratte dalla pagina f<a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1030986209" target="_blank">acebook di Gianluigi Primaverile</a> del GAR.</li>
</ul>
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		<title>Cittadini che si mettono in GAR&#8230;a</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 05:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo azione risveglio]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Grillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sempre una discesa in campo comporta conseguenze disastrose i cui effetti durano per generazioni. Ce ne sono di quelle che fanno bene alla convivenza civile e generano un rinnovato attaccamento alla propria città e alle potenzialità inespresse che in essa sono contenute. E’ il caso del GAR, acronimo che sta per Gruppo Azione Risveglio: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-Lec54LXzt7w/Ttuf4tsIqBI/AAAAAAAAISY/qiWGY58sebk/s800/A_P1080562.JPG" alt="" width="288" height="215" />Non sempre una <strong>discesa in campo </strong>comporta conseguenze disastrose i cui effetti durano per generazioni. <strong>Ce ne sono di quelle che fanno bene</strong> alla convivenza civile e generano un rinnovato attaccamento alla propria città e alle potenzialità inespresse che in essa sono contenute.</p>
<p>E’ il caso del <a href="http://www.facebook.com/#!/groups/risveglio/" target="_blank">GAR</a>, acronimo che sta per <strong>Gruppo Azione Risveglio</strong>: parole che contengono già per intero il significato del <span id="more-28206"></span>messaggio che vogliono lanciare.</p>
<p><strong>Risvegliare </strong>i catanesi dal torpore in cui sono caduti loro e la loro città e risvegliare in particolare l’attenzione verso tutti quei pezzi del patrimonio di case e terreni di proprietà pubblica, lasciati nel più assoluto abbandono e degrado.</p>
<p><strong>Azione</strong>, nel doppio senso di mettere in atto azioni clamorose ed efficaci dal punto di vista della comunicazione, per attirare l’attenzione della pubblica opinione, ma anche per invitarla a mettersi in azione, ad attivare tutti i canali disponibili per modificare le situazioni evidenziate.</p>
<p>Il tutto lavorando<strong> in gruppo</strong>, perché si tratta di beni della collettività e perché lavorando assieme si moltiplicano i talenti dei singoli e si ottengono risultati migliori.</p>
<p>Il gruppo è stato fondato da alcuni giovani professionisti che hanno voluto mettere in comune <strong>competenze e idee </strong>per una progettazione condivisa degli spazi urbani, invitando tutta la città ad un’assunzione di responsabilità.</p>
<p><strong>L’ultima iniziativa </strong>ha riguardato la <strong>chiesa Santa Maria degli Angeli </strong>in via Pietro Verri a Cibali, alle spalle della caserma dei Vigili del fuoco, una chiesetta settecentesca, ultimo residuo di un convento dei Cappuccini passato a privati nel 1870 e più recentemente venduto al Comune per la rispettabile cifra di 270 milioni.</p>
<p><strong>L’Amministrazione</strong> ha curato il rifacimento del tetto e inserito all’interno una centina in acciaio per stabilizzarne la struttura, e poi l’ha abbandonata a sé stessa.</p>
<p>I militanti del GAR ne hanno preso possesso basandosi sull’<strong>articolo 2031 </strong>del codice civile che dispone  che un soggetto possa subentrare nella gestione di affari altrui, nell&#8217;impedimento del legittimo proprietario.</p>
<p>Su questa base giuridica, hanno fatto una comunicazione scritta al Sindaco e, trascorso un mese, non avendo ricevuto risposta, si sono <strong>insediati </strong>nella chiesetta che, una volta ripulita e minimamente attrezzata, potrà essere messa a disposizione di chi ne ha bisogno, per esempio per manifestazioni artistiche e culturali.</p>
<p>Con la stessa azione è stato occupato <strong>l&#8217;attiguo spazio verde </strong>che, ripulito dalle sterpaglie, viene adesso trasformato in<strong> orto sociale</strong>, la cui cura è stata affidata ad alcuni cittadini abitanti nei condomini circostanti.</p>
<p>Naturalmente non è loro intenzione privatizzarla ma ripulirla, migliorarla, mantenerla e conservarla, ridandole dignità e promettendone<strong> l&#8217;uso pubblico </strong>a chi in essa “vorrà fare <em>ecclesia</em> nel senso greco del termine, ovvero come assemblea popolare che si riunisce periodicamente per discutere i problemi cittadini”, come tiene a dire l’<a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1424063644" target="_blank">avv. <strong>Salvo Grillo</strong>,</a> uno degli animatori del gruppo.</p>
<p>L&#8217;iniziativa si inquadra infatti nel<strong> progetto «Negazione, riappropriazione, donazione»</strong> con cui si vuole segnalare alla città un bene comune che le è stato sottratto e negato, per procedere poi alla sua riappropriazione e restituzione ad un uso collettivo</p>
<p>Il GAR ci ha ormai abituati a questo tipo di <strong>azioni</strong>; solo per citare le ultime, basta fare riferimento al clamore suscitato dalla denunzia dello stato di abbandono in cui giace<strong> l’ex casa dei Gesuiti di via Crociferi</strong>, da cui era stato frettolosamente sfrattato l’Istituto d’arte (successivamente allocato in un altro edificio privato a suon di migliaia di euro); alla denuncia di tutte le stranezze (solo per usare una metafora) che hanno accompagnato la riapertura della <strong>Dogana vecchia </strong>al porto; alla istallazione con cui si è voluto richiamare l’attenzione alle grate che hanno ulteriormente separato l’amato <strong>Passiatore </strong>di piazza dei Martiri dalla vista del mare. E via protestando.</p>
<p>Ma la <strong>lista dei luoghi di proprietà collettiva abbandonati e inutilizzati </strong>è drammaticamente lunga. Solo per citare i casi più clamorosi: l&#8217;ex cinema Experia all&#8217;Antico Corso, la raffineria Zanuccoli in viale Africa, il teatro Coppola alla Civita, Palazzo Bernini a piazza Michelangelo, la palestra di piazza Pietro Lupo,  Villa Fazio e Teatro Moncada a Librino, tutte le botteghe dell&#8217;ex Mercato Ortofrutticolo, e poi, ancora terreni e appartamenti sparsi un po’ dovunque.</p>
<p style="text-align: left;">Si tratta in definitiva di un movimento che vuole <strong>far uscire fuori la città dall’angolo di periferia </strong>in cui è stata trascinata dalla cattiva <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />amministrazione e dagli interessi particolaristici, un&#8217;idea trasversale che attraversa tutti i partiti e che mira a riscoprire in modo originale e creativo il diritto-dovere alla cittadinanza attiva.<embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="400" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2FArgo.redazione%2Falbumid%2F5682311148053371489%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></p>
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		<title>CittàInsieme e altre 17 associazioni, Corso Martiri ad accordo stipulato</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 15:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Corso Martiri]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Regolatore Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; LETTERA APERTA &#160; Egregio sig. Sindaco Signori Consiglieri Le sottoscritte associazioni, nel prendere atto dell’avvenuta stipula dell’accordo operativo per il completamento del vecchio Piano di “risanamento” di San Berillo sulle aree intorno al Corso Martiri della Libertà, pur riconoscendo che alcune importanti migliorie sono state apportate rispetto all’inaccettabile accordo iniziale (in particolare il mantenimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LETTERA APERTA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Egregio sig. Sindaco</p>
<p>Signori Consiglieri</p>
<p>Le sottoscritte associazioni, nel prendere atto dell’avvenuta stipula dell’<strong>accordo operativo</strong> per il completamento del vecchio Piano di “risanamento” di San Berillo sulle aree intorno al Corso Martiri della Libertà, pur riconoscendo che alcune <strong>importanti migliorie</strong> sono state apportate rispetto all’inaccettabile accordo iniziale (in particolare il mantenimento della scuola esistente e la riduzione della volumetria da edificare, a nostro avviso ancora eccessiva), ritengono di dovere sottolineare come l’<strong>Amministrazione Comunale non abbia voluto considerare</strong> le osservazioni formulate nei mesi scorsi, tendenti ad una <strong>più ampia partecipazione democratica</strong>, al punto da non dare nemmeno una risposta, sia pure negativa, portando invece avanti un procedimento che non ci potrà dare i migliori risultati auspicabili, perché:</p>
<ol>
<li> il Piano che si attuerà <strong>risale al 1973</strong>, e non può quindi certamente ritenersi moderno, né rispondente alle esigenze attuali della città</li>
<li> la  “qualità” del progetto non potrà essere garantita dal suo affidamento ad un “<strong>archistar</strong>”, che sarà inevitabilmente condizionato dalla vetustà del Piano urbanistico e delle sue regole, che fissano i perimetri, le densità e le destinazioni dei singoli lotti</li>
<li>il Piano urbanistico, essendo palesemente obsoleto, <strong>non prevede aree libere</strong> con caratteristiche e dimensioni adeguate alle necessità della protezione civile in caso di grave evento sismico, facendo perdere alla città l’unica occasione per mettere veramente in sicurezza il centro storico circostante</li>
<li>il centro storico non ha bisogno della costruzione di <strong>altre strutture commerciali</strong>, ma di sostegno e valorizzazione delle attività già esistenti</li>
<li>il Piano del ’73 <strong>manca di un’idea di fondo, forte e nuova</strong>, che possa veramente qualificare l’intervento, come ad esempio quella proposta poco tempo fa dall’arch. Zaira Dato</li>
<li>qualora l’archistar dovesse invece interpretare con troppa disinvoltura le regole imposte dal vecchio Piano per esprimere liberamente la propria capacità progettuale, è ipotizzabile che il Direttore dell’Urbanistica, dovendo rilasciare la <strong>concessione edilizia</strong>, rischierà di incorrere in un <strong>reato</strong> penalmente rilevantE</li>
</ol>
<p>Per quanto la transazione presenti l’indubitabile vantaggio della chiusura del contenzioso con la proprietà e quello di una prevedibile valvola di sfogo per l’occupazione nel campo dell’edilizia, tuttavia non è accettabile che ciò possa essere barattato con la <strong>rinuncia ad una adeguata pianificazione</strong> di un’area così rilevante per il futuro della città.</p>
<p>Temiamo anche che la propensione dell’Amministrazione a tenere ostinatamente in vita una pianificazione obsoleta, come il Piano di “risanamento” di San Berillo, possa valere anche per il <strong>Piano Regolatore dell’intera città</strong>, il cui aggiornamento viene <strong>rinviato</strong> di giorno in giorno, lasciando trasparire un patetico accanimento nel volerlo tenere artificialmente in vita a tempo indeterminato, specchio di una reale incapacità a prendere delle decisioni indispensabili per la crescita economica, culturale e sociale della nostra città.</p>
<p>Se non fosse così, perché mai non includere nel nuovo PRG anche le scelte sul destino dell’area intorno al corso Martiri della Libertà?</p>
<p>CITTA’INSIEME – ASSOCIAZIONE CULTURALE “CITTA’ SUONI” – CENTRO ASTALLI – CENTRO DE FELICE GIUFFRIDA – DOMENICANI PER GIUSTIZIA E PACE – FEDERCONSUMATORI – GAPA (CENTRO DI AGGREGAZIONE POPOLARE SAN CRISTOFORO CATANIA) – ITALIA NOSTRA – LA CITTA’ FELICE – LIPU – NIKE – OFFICINA AMBIENTE DI “LIBERA” (con le associazioni ASAEC, ETNA ‘NGENIOUSA, LEGAMBIENTE, RIFIUTI ZERO, WWF) – COMITATO CITTADINO PORTO DEL SOLE</p>
<p>Catania, 8 dicembre 2011</p>
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		<item>
		<title>CittàInsieme, conferenza dei capigruppo su Albo comunale delle associazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 21:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[albo delle associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[comitato noi decidiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[statuto comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; MERCOLEDI 7 NOVEMBRE ORE 12.30 A PALAZZO DEGLI ELEFANTI CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO AVENTE AD OGGETTO L’ATTIVAZIONE DELL’ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI PREVISTO DALL’ART. 41 DELLO STATUTO. SARANNO PRESENTI ANCHE IL DIRETTORE GENERALE ED IL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI CATANIA E UNA DELEGAZIONE DELLE 26 ASSOCIAZIONI CHE CON L’INIZIATIVA DEL 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ZCFXGCszIt4/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/M8GEuzsjV44/s283/citt%2525C3%2525A0insieme.jpg" alt="" width="283" height="73" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MERCOLEDI 7 NOVEMBRE ORE 12.30 A PALAZZO DEGLI ELEFANTI CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO AVENTE AD OGGETTO L’ATTIVAZIONE DELL’ALBO COMUNALE DELLE ASSOCIAZIONI PREVISTO DALL’ART. 41 DELLO STATUTO.</p>
<p>SARANNO PRESENTI ANCHE IL DIRETTORE GENERALE ED IL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI CATANIA E UNA DELEGAZIONE DELLE 26 ASSOCIAZIONI CHE CON L’INIZIATIVA DEL 12 OTTOBRE HANNO CHIESTO L’ATTIVAZIONE DELL&#8217;ALBO.<span id="more-28103"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MERCOLEDI 7 DICEMBRE ALLE ORE 12.30 presso Palazzo degli Elefanti, nella sede del Comune di Catania, si terrà una conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale per discutere in ordine alla questione relativa all’<strong>attivazione dell’”Albo comunale delle Associazioni”</strong>, previsto dall’ART. 41 dello Statuto del Comune etneo, ma non ancora attivato.</p>
<p>Alla conferenza sarà presente anche una <strong>delegazione delle  ventisei associazioni</strong> (indicate in calce) che lo scorso 12 ottobre si sono recate insieme a Palazzo degli Elefanti per depositare altrettante richieste di iscrizione all’ &#8220;Albo comunale delle Associazioni”.</p>
<p>Come molti catanesi ricorderanno, grazie alle numerose iniziative e, soprattutto, alla tenacia del <strong>Comitato cittadino &#8220;Noi Decidiamo&#8221; </strong>(www.noidecidiamo.tk), nell&#8217;ottobre 2010 il Consiglio comunale ha approvato all&#8217;unanimità il Regolamento attuativo del Titolo IV dello Statuto comunale (artt. 41 e ss.) relativo agli <strong>&#8220;Istituti di partecipazione popolare&#8221;</strong>, cioè a quegli strumenti (ad esempio: il diritto di udienza, di petizione, il diritto di referendum) riconosciuti ai singoli cittadini per potere intervenire attivamente nella vita politica della città.</p>
<p>In base alla lettura dell&#8217;intero articolato di cui si compone il <strong>Titolo IV</strong> è possibile rendersi conto, peraltro, che questa stessa possibilità di esercitare i succitati &#8220;diritti di partecipazione&#8221; viene riconosciuta anche ai cittadini organizzati in libere forme associative. Per rendersi conto del livello di partecipazione garantito dallo Statuto del Comune di Catania alle Associazioni è possibile fornire <strong>alcuni esempi</strong>:</p>
<ul>
<li>3 associazioni possono presentare una petizione al Consiglio comunale per sollecitarne l&#8217;intervento su questioni di interesse generale, senza passare dalla raccolta di 500 firme (art. 44 Statuto);</li>
<li>5 associazioni hanno il diritto di proporre uno schema di deliberazione consiliare, evitando di raccogliere le 1000 firme richieste per l&#8217;esercizio del medesimo diritto da parte dei singoli cittadini (art. 45 Statuto).</li>
</ul>
<p>Lo Statuto prevede tuttavia un limite a queste forme di partecipazione: le Associazioni possono beneficiare degli Istituti di partecipazione popolare <strong>soltanto se iscritte</strong> all&#8217; &#8220;Albo comunale delle Associazioni&#8221; che il Comune  deve istituire a norma dell&#8217;art. 41 .</p>
<p>L&#8217;art. 41 dello Statuto prevede infatti che: «Il Comune istituisce un albo di associazioni, organizzazioni di volontariato e categorie professionali soggetto a verifica ed aggiornamento annuale. L’iscrizione all’albo, deciso per settori corrispondenti alle politiche comunali, avviene dietro presentazione di <strong>apposita istanza</strong> corredata di copia autenticata dello statuto associativo, di documentazione inerente all’attività svolta dall’associazione nell’anno precedente. L’istanza di iscrizione può essere presentata soltanto dalle associazioni costituitesi da almeno un anno e che operano nell’ambito del territorio comunale. Il Comune prevede <strong>apposite convenzioni</strong> con le associazioni al fine di favorire lo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità. Provvede a pubblicare una “<strong>Guida all’associazionismo</strong>” sulla base dei dati forniti dalle associazioni».</p>
<p>La <strong>conferenza di mercoledì 7</strong>, facendo seguito alle richieste presentate dalle ventisei associazioni lo scorso 12 ottobre, avrà proprio lo scopo di discutere sulla questione e di <strong>scandire i tempi e le procedure necessarie</strong> che potrebbero nell’immediato futuro condurre – come si auspica – all’attivazione dell’Albo. Attivazione che permetterà finalmente  anche alle associazioni di contribuire in modo attivo ed efficace alla risoluzione dei problemi della città, realizzando così in modo pieno quel percorso di confronto, dialogo e collaborazione tra istituzioni e cittadini, da tante parti auspicato e dallo Statuto Comunale sancito fin dal 1995 (anno di approvazione dello Statuto).</p>
<p>Le Associazioni: CITTA&#8217;INSIEME  e  AGESCI &#8211; AKKUARIA – ARCI &#8211; ARTISTS AND CREATIVES &#8211; ASAEC &#8211; ASAAE &#8211; ASHRAM (MultiKulti) &#8211; CENTRO ASTALLI – CIVES PRO CIVITATE &#8211; COMITATO PER I DIRITTI CIVILI-CATANIA – COMITATO PORTO DEL SOLE &#8211; ETNA ‘NGENIOUSA &#8211; GAPA &#8211; GAS TAPALLARA &#8211; GREENPEACE (GRUPPO LOCALE DI CATANIA) – ITALIA NOSTRA &#8211; LABORATORIO DELLA POLITICA &#8211; LA CITTA’ FELICE &#8211; LEGAMBIENTE &#8211; L.I.O.T.R.O. &#8211; MANITESE SICILIA &#8211; POLIS &#8211; RITA ATRIA &#8211; THE HUB SICILIA &#8211; WWF CATANIA</p>
<p>Per ulteriori informazioni sulle iniziative passate, presenti e future in ordine all’Albo comunale delle Associazioni rivolgersi a Mirko Viola, Tel. 3494312187 (*)</p>
<p>(*) Mirko Viola è co-fondatore del Comitato Noi Decidiamo (<a href="http://www.noidecidiamo.tk/" target="_blank">www.noidecidiamo.tk</a>) ed è stato uno degli estensori del Regolamento attuativo del Titolo IV dello Statuto comunale (&#8220;Istituti di partecipazione popolare&#8221;), poi approvato all&#8217;unanimità dal Consiglio comunale in data 25 ottobre 2010</p>
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		<item>
		<title>Così vicini, così lontani</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 08:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Quartieri]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un vero e proprio paesino con famigliole e la presenza di molte donne, massaie e madri di famiglia. Questa è la fisionomia che ha acquisto, a distanza di un anno, la favela di via Crispi, clic sull&#8217;immagine per avviare lo slideshow ormai abitata esclusivamente da bianchi, probabilmente bulgari. In quella di via Ventimiglia si vedono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vero e proprio paesino con famigliole e la presenza di molte donne, massaie e madri di famiglia. Questa è la fisionomia che ha acquisto, a distanza di un anno, la favela di via Crispi, </p>
<p><em><strong>clic sull&#8217;immagine per avviare lo slideshow</strong></em><br />
<a href="https://picasaweb.google.com/Argo.redazione/101006FavelaViaCrispi#slideshow/5525056370347835490" target="_blank"><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-MrVyd6BUbnU/TKzxfu6XgGI/AAAAAAAAIFE/daXNUSgRKh4/s800/P1050002.jpg" alt="" width="509" height="366" /></a><br />
<img class="alignnone" src="https://lh6.googleusercontent.com/-kW-YyEOnWrc/TmnChJD0F-I/AAAAAAAAGmI/Wb2CoaFeX58/s600/spazio%252520600x5%252520px.png" alt="" width="600" height="5" /><br />
ormai abitata esclusivamente da bianchi, probabilmente bulgari.<br />
In quella di via Ventimiglia si vedono ora solo maschi africani,  la &#8220;villetta&#8221; con palme e banano con i frutti è abbandonata, non c&#8217;è più la <span id="more-15458"></span>famigliola di cui l&#8217;anno scorso si vedeva un commovente episodio di vita familiare. E, senza donne e bambini, regna lo squallore.<br />
Esiste un&#8217;altra favela, quella ad angolo con via Fischetti, rimasta invariata, con un&#8217;unica fila di baracche addossate al muro di cinta e sull&#8217;orlo dello scavo. Un rifugio temporaneo usato da persone di varie etnie ?<br />
<a href="http://picasaweb.google.it/Argo.redazione/101006FavelaViaVentimiglia#slideshow/5525058413198713618" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TKz42WLORWI/AAAAAAAAAyY/0HzdWeYaYqc/Launcher%20via%20Ventimiglia.jpg" alt="" width="509" height="366" /></a><br />
<img class="alignnone" src="https://lh6.googleusercontent.com/-kW-YyEOnWrc/TmnChJD0F-I/AAAAAAAAGmI/Wb2CoaFeX58/s600/spazio%252520600x5%252520px.png" alt="" width="600" height="5" /><br />
<em><strong>incrocio corso Martiri Libertà con via Ventimiglia: vita familiare</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il ricordo di Maria Grazia Cutuli tra commemorazione e passerelle</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 04:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Botteri]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Cutuli]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Stancanelli]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è sempre meno Maria Grazia e sempre più Corriere della sera, Comune di Catania, Kore e via &#8220;istituzionando&#8221;&#8230; nel ricordo annuale della scomparsa in Afghanistan  della giornalista Maria Grazia Cutuli. Anche quest&#8217;anno, soprattutto quest&#8217;anno, nel decimo anniversario dalla morte, si sono moltiplicate le iniziative. Nell&#8217;aula magna del liceo Cutelli è stato presentato un video dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ENQgnPN5kZE/TsvQeloGVDI/AAAAAAAAH-E/MGnakQRhxkg/s538/111121%252520mamma%252520Agata%252520Cutuli%252520e%252520Giovanna%252520Botteri.jpg" alt="" width="323" height="266" />C&#8217;è sempre meno Maria Grazia e sempre più <strong>Corriere della sera</strong>, <strong>Comune di Catania</strong>, <strong>Kore</strong> e via &#8220;istituzionando&#8221;&#8230; nel ricordo annuale della scomparsa <strong>in Afghanistan  della giornalista Maria Grazia Cutuli</strong>. Anche quest&#8217;anno, soprattutto quest&#8217;anno, nel <strong>decimo anniversario</strong> dalla morte, si sono moltiplicate le iniziative.</p>
<p>Nell&#8217;aula magna del <strong>liceo Cutelli</strong> è stato presentato un<span id="more-27634"></span> video dedicato alla giornalista scomparsa in Afghanistan il 19 novembre del 2001. L&#8217;Università Kore di Enna insieme alle altre tre università siciliane è stata partner del premio internazionale intestato a Maria Grazia, giunto quest&#8217;anno alla settima edizione. <strong>Premiate</strong> da una giuria presieduta dal direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli,  <strong>tre tesi di laurea</strong> sui temi del giornalismo internazionale.</p>
<p>Sicuramente meritevoli i <strong>premiati</strong> nel corso della serata presentata dal giornalista Rai Franco Di Mare<strong> al teatro Massimo Bellin</strong>i: Angela Rodicio, corrispondente della televisione spagnola Tve, vincitrice del premio Internazionale Maria Grazia Cutuli, per la stampa estera,  i cronisti rapiti e poi liberati in Libia lo scorso agosto, vincitori della sezione stampa italiana: Claudio Monici, dell&#8217;Avvenire, Domenico Quirico, della Stampa, Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina, del Corriere della Sera. Un riconoscimento anche il fotoreporter catanese <strong>Fabrizio Villa</strong> come miglior giornalista siciliano emergente.</p>
<p>Il <strong>Comune</strong> di Catania ha poi intitolato alla giornalista il <strong>Largo all&#8217;incrocio tra via Asiago e via Messina</strong> che adesso si chiama <strong>Largo Maria Grazia Cutuli</strong>. A scoprire la targa è stato proprio lui, il sindaco &#8220;occhi di ghiaccio&#8221;, Raffaele Stancanelli.</p>
<p>Chissà perchè ma si ha quasi la sensazione di vedere la figura di Maria Grazia sfumare dietro tutto questo minuetto di convenevoli, sorrisi, accordi, intese. Sembrano <strong>passerelle, red carpet per attori consumati di film già visti</strong>. Grande assente, <strong>Agata</strong>, la mamma di Maria Grazia, ormai <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />troppo vecchia e stanca per partecipare alla kermesse. Nasce dentro una grande nostalgia per le prime edizioni del premio dal sapore semplice, quasi casalingo.  Un <strong>ricordo</strong> per tutti, quello dell&#8217;<strong>abbraccio tra la mamma di Maria Grazia </strong>e Giovanna Botteri, la bravissima inviata della Rai che fu la prima a ricevere il premio.</p>
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		<title>SeL, svendita patrimonio immobiliare Comune di Catania a trattativa privata</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 21:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra Ecologia Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Stancanelli]]></category>
		<category><![CDATA[svendita beni immobili]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; &#160; Come Sinistra Ecologia Libertà aveva paventato lo scorso 26 ottobre, anche la seconda asta per la vendita degli immobili comunali è andata deserta. Appare grave che il sindaco Stancanelli abbia deciso comunque di procedere alla vendita deprezzando ulteriormente i prezzi e ricorrendo alla trattativa privata. Ciò significa che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-pEC1g7cbG00/Tnbctz6yFVI/AAAAAAAAG78/G1T5L_lLzdM/s150/SeL.jpg" alt="" width="150" height="145" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come Sinistra Ecologia Libertà aveva paventato lo scorso 26 ottobre, anche la seconda asta per la <strong>vendita degli immobili comunali</strong> è andata deserta.</p>
<p>Appare grave che il sindaco Stancanelli abbia deciso comunque di procedere alla vendita <strong>deprezzando ulteriormente</strong> i prezzi e ricorrendo alla <strong>trattativa privata</strong>.</p>
<p>Ciò significa che, in deroga a tutte le norme per la trasparenza dell’offerta, l’amministrazione comunale potrà comodamente decidere a quale potentato economico <strong>svendere</strong> i preziosi immobili, impoverendosi sempre più a tutto vantaggio di qualche renditiere.</p>
<p>Sin d’ora Sinistra Ecologia Libertà chiede alla <strong>Procura della Repubblica</strong> di vigilare sul pieno rispetto delle procedure di <strong>trasparenza e legalità</strong>, ma riafferma che il sindaco Stancanelli agisce in contraddizione con i più elementari principi di economia e considera scellerata la scelta di procedere alla svendita di una parte importante del patrimonio immobiliare del comune di Catania, cioè di tutti i cittadini catanesi.</p>
<p>Il Sindaco ha deciso di svendere a prezzi stracciati immobili di prestigio, abbandonati da anni dalle amministrazioni di centro destra, che invece <strong>potrebbero essere utilizzati</strong> per rispondere ai bisogni della città.</p>
<p>Il comune di Catania infatti, paga annualmente quasi <strong>6 milioni di euro per affitti</strong>, una voce che è destinata ad aumentare perché l’amministrazione Stancanelli è ancora oggi, alla ricerca di altri locali per i suoi uffici.</p>
<p>Di contro la <strong>base d’asta</strong> degli immobili comunali in vendita è al momento di 14 milioni di euro, ed è destinata a diminuire ancor di più, considerato lo scarso interesse all’acquisto.</p>
<p>Il comune di Catania vorrebbe cedere quindi i propri gioielli, condannando quindi i cittadini catanesi ad un ulteriore impoverimento, per un <strong>importo che è pari a soli due anni di spesa per locazioni</strong>: una scelta antieconomica e contraria ad ogni principio di sana amministrazione contabile.</p>
<p><strong>Sinistra Ecologia Libertà chiede</strong> al sindaco Stancanelli, anche alla luce dell’esito negativo della seconda asta pubblica, di annullare la procedura di vendita degli immobili di pregio del comune, <strong>pianificandone la ristrutturazione</strong>, che è possibile anche in economia, utilizzando le competenze tecniche e le qualificate maestranze del comune, e destinandoli alle attività amministrative ed agli uffici finora in affitto, con un congruo risparmio sulla parte corrente ed un incremento dello stato patrimoniale del bilancio.</p>
<p>Per fare ciò basta solo la <strong>volontà politica</strong>: immobili come palazzo delle poste e palazzo Bernini, per non parlare del palazzo di cemento di librino, da 15 anni sono lasciati nel più bieco degrado, senza alcun progetto di ristrutturazione e di riutilizzo del comune di Catania, legittimo proprietario e responsabile primo dell’incuria dei fabbricati.</p>
<p>Questa è la strada che altre amministrazioni, più efficienti e più attente ai patrimoni pubblici, stanno portando avanti nel resto del Paese. Basta solo citare il <strong>caso di Cagliari</strong>, dove il neo sindaco Zedda ha in questi giorni <strong>annullato una gara</strong> per la svendita di immobili comunali, destinandoli invece a uffici e servizi, con un <strong>risparmio</strong> annuo di 1,5 milioni di euro per le locazioni.</p>
<p>L’amministrazione Stancanelli si comporta invece come un piccolo padroncino.  I beni comuni sono di tutti e non del sindaco.  Essi sono frutto dei sacrifici dei catanesi, che, nel corso delle precedenti generazioni, con le proprie tasse ed il proprio ingegno, hanno permesso il formarsi di un prestigioso patrimonio immobiliare, che adesso <strong>non è dato al sindaco di svendere</strong>, come se si trattasse di <strong>beni di sua proprietà</strong>.</p>
<p>SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’</p>
<p>Circolo Rinascita</p>
<p>via Cavaliere 115, Catania</p>
<p>Marcello Failla, Giolì Vindigni, Enrico Giuffrida</p>
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