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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; consiglio comunale</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Nulla osta del CGA per il brutto porto di Caltagirone</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 03:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul fatto che Catania abbia una potenzialità turistica non adeguatamente sfruttata, non ci piove. Sul fatto che la realizzazione di un porto turistico potrebbe offrirle delle opportunità, possiamo essere d&#8217;accordo. Ma ci spaventa il fatto che, dopo la recente sentenza del CGA, il porto turistico da realizzare possa essere quello voluto dalla società Acqua Pia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul fatto che Catania abbia una <strong>potenzialità turistica</strong> non adeguatamente sfruttata, non ci piove. Sul fatto che la <img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TLv1I_Q-TtI/AAAAAAAADNo/QSLYdkzbl8o/01.jpg" alt="" width="300" height="199" />realizzazione di un <strong>porto turistico</strong> potrebbe offrirle delle opportunità, possiamo essere d&#8217;accordo. Ma ci spaventa il fatto che, dopo la recente <strong>sentenza del CGA</strong>, il porto turistico da realizzare possa essere quello voluto dalla <strong>società Acqua Pia Marcia</strong> di <a href="http://www.argo.catania.it/2009/11/02/cosi-gli-allori-marca-liotru/" target="_blank">Francesco Bellavista Caltagirone</a>.</p>
<p>Dei <strong>rischi presenti in questo progetto</strong> (alterazioni all&#8217;assetto geologico e cementificazione del <span id="more-18482"></span>litorale con alberghi e centri commerciali, che allontanerebbero i turisti dai servizi offerti dalla città e i catanesi dalla vista e fruizione del loro mare) <a href="http://www.argo.catania.it/2010/10/20/portualita-a-catania-non-sarebbe-meglio-specializzarsi/" target="_blank">Argo si è già occupato</a> .</p>
<p>La questione è stata seguita con attenzione dalle associazioni ambientaliste e da <strong>Rifondazione Comunista</strong> che ha presentato anche un <a href="http://www.argo.catania.it/2010/11/02/esposto-presentato-da-rifondazione-su-porto-turistico/  " target="_blank">esposto molto documentato alla Procura della Repubblica</a>.</p>
<p>Adesso a <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/03/Comunicato_PRC_CGA.pdf">Rifondazione</a> si unisce anche <strong>Sinistra Ecologia Libertà</strong>. Entrambe intervengono criticamente sulla recente <strong>approvazione del progetto Acqua Marcia da parte del Consiglio di Giustizia Amministrativa</strong>. <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/03/Cominicato_SeL_CGA_febr1011.pdf">Nel suo comunicato SeL denuncia</a> anche il fatto che il CGA non abbia tenuto conto del parere negativo  espresso dall&#8217;Avvocatura dello Stato</p>
<p>Per maggiore chiarezza, proviamo a <strong>riepilogare</strong> alcune delle tappe di questo iter complicato.</p>
<p>Il primo <strong>parere negativo</strong> sul progetto di Porto turistico presentato dalla società Acqua Pia Marcia è stato espresso dalla <strong>Conferenza dei servizi del 2001</strong>. Dopo di allora, tra Conferenze congelate e ricorsi vari, si è arrivati alla nomina da parte del <strong>Tar</strong> di un <strong>Commisario ad acta</strong>, che ha approvato la domanda di concessione demaniale avanzata da Acqua Marcia.</p>
<p>Interviene a questo punto l<strong>&#8216;Avvocatura dello Stato</strong> che dichiara <strong>illegittimo l&#8217;intervento del Commissario</strong> nominato dal Tar. Quest&#8217;ultimo, infatti si è  sostituito alla Conferenza dei Servizi, di cui fanno parte tutte le autorità competenti (Vigili del Fuoco, Sovrintendenza BBAA, Regione, Comune, Genio civile, Autorità portuale&#8230;) che avrebbe la competenza in materia.</p>
<p>Piuttosto che cercare di risolvere questa vicenda con interventi d&#8217;autorità (prima il Commissario ad Acta, adesso la sentenza del CGA), sarebbe opportuno coinvolgere gli organismi  che rappresentano i cittadini, <strong>Consiglio Comunale</strong> in primis.</p>
<p>Il parere del Consiglio è d&#8217;altra parte previsto obbligatoriamente dalla legge (DPR 409/1987) per i <strong>porti di prima classe</strong>. Ecco perchè SeL e Rifondazione accusano il CGA di aver di fatto classificato il porto di Catania come un porto di serie B, sul quale è possibile intervenire senza coinvolgere le istutuzioni locali.</p>
<p>Nella sentenza del CGA si sostiene inoltre che l&#8217;approvazione del progetto equivale all&#8217;adozione di una <strong>variante al Piano Regolatore del Porto</strong> (PRP), che proprio in questi giorni è stato oggetto di discussione nel corso di incontri tra la Commissione  Urbanistica e l&#8217;Autorità Portuale. Nel Piano infatti, già <strong>bocciato dal Consiglio Comunale nel 2007</strong>, si vogliono introdurre delle modifiche.</p>
<p>Cosa fa in tutto questo la <strong>Giunta comunale? Tace.</strong> Per usare le parole del Comunicato SeL, “Tutto ciò avviene oggi nella complice assenza dell’amministrazione di Catania, che non si è nemmeno costituita in giudizio davanti al CGA, ed ha abbandonato il ruolo di tutela dell’interesse pubblico che la legge le riserva.”</p>
<p>Eppure anche nel Comunicato di cui parliamo c&#8217;è una contraddizione. Il Consiglio Comunale, organismo che rappresenta la città, viene invocato come massima istituzione rappresentativa della volontà popolare. Certamente è più che giusto che ci sia su questo progetto un ampio dibattito pubblico, ma <strong>non è detto</strong> che questo Consiglio, nella sua attuale composizione e con la sua atttuale maggioranza, sia davvero interessato a fare gli <strong>interessi della collettività</strong>.</p>
<p>A maggior ragione  noi cittadini abbiamo il diritto/dovere di tenere gli occhi ben aperti e di fare sentire la nostra voce, pur nella consapevolezza di quanto sia <strong>difficile controllare i giochi</strong> economici e politici che sottendono affari lucrosi come questo.</p>
<p>Forse a salvarci dal rischio di distruzione dell&#8217; ambiente e della vivibilità non sarà nemmeno il nostro dissenso, ma il <strong>cumnulo di debiti</strong> in cui la società Acqua Marcia si trova infognata.</p>
<p>Un articolo di Luca Piana e Marco Preve sull&#8217;<strong>Espresso</strong> del 10 febbraio 2011, <em>Debito in Bellavista</em>, può essere illuminante in <a href="http://www.box.net/shared/zzpph8elip" target="_blank"><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TXAnhDGufMI/AAAAAAAADMc/Qa-FWX6iFIY/s288/debito%20in%20bellavista_e.jpg" alt="" width="288" height="167" /></a>proposito.</p>
<p>Con l&#8217;<a href="http://www.argo.catania.it/2009/03/20/due-morti-e-un-sequestro/" target="_blank">ecomostro dell&#8217; ex-Mulino Santa Lucia</a> sotto sequestro, i lavori al <strong>porto turistico di Siracusa</strong> che vanno a rilento e rischiano l&#8217;interruzione e quelli intrapresi ad Imperia fermati da un&#8217;indagine della magistratura, Caltagirone è in questo momento in difficoltà. Ha dichiarato di non poter far fronte alle <strong>scadenze dei debiti contratti</strong> con le banche, se non con la dismissione di parte del suo patrimonio. Ma deve anche, come si è visto, fare i conti con le <strong>indagini giudiziarie</strong>.</p>
<p>I <strong>porti turistici</strong> sono diventati la sua specialità,  ma il molo a cui attraccare la sua barca potrebbe  allontanarsi&#8230;</p>
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		<title>Uno Statuto comunale finalmente utilizzabile, anche dai cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 03:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale del 10 maggio 1995, lo Statuto del Comune di Catania era rimasto inutilizzabile, soprattutto per quanto riguarda gli Istituti di partecipazione popolare, per la banale, ma non casuale, mancata approvazione del Regolamento attuativo. Finalmente nella seduta dello scorso 25 ottobre, il Consiglio comunale ha accolto e approvato la proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale del 10 maggio 1995, lo <a href="http://www.comune.catania.it/il_comune/regolamenti/Statuto.aspx" target="_blank"><strong>Statuto del Comune di Catania</strong></a> era rimasto inutilizzabile, soprattutto per quanto riguarda gli Istituti di partecipazione popolare, per la banale, ma non casuale, <strong>mancata approvazione del Regolamento attuativo</strong>.</p>
<p><img class="alignright" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TNSOsUSCq5I/AAAAAAAABZA/uuhO-eaflT4/democrazia%20partecipata.jpg" alt="" width="207" height="125" />Finalmente nella seduta dello scorso 25 ottobre, il Consiglio comunale ha accolto e approvato<span id="more-16085"></span> la <strong>proposta di regolamento</strong> che renderà finalmente operative diverse forme di partecipazione diretta dei cittadini alla vita amministrativa della città.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;esito, una volta tanto vittorioso, di una lunga battaglia iniziata nel 2007 dal <strong>Comitato </strong><a href="http://www.noidecidiamo.tk/" target="_blank"><strong>“Noi Decidiamo</strong>”, </a>costituito da cittadini catanesi che si sono organizzati, al di fuori dei partiti, in gruppi spontanei, associazioni, comitati di quartiere per promuovere questa iniziativa.</p>
<p>L’iniziativa è consistita nella elaborazione di una proposta di regolamento attuativo “chiavi in mano”, pronta per essere esaminata, discussa e approvata dal Consiglio comunale. A sostegno di questa proposta, il 10 marzo 2009 il Comitato, a norma dell’art. 44 dello stesso Statuto, aveva depositato presso il Comune <strong>una petizione</strong> firmata da più di 800 cittadini catanesi.</p>
<p>Essa è stata successivamente recepita e fatta propria da alcuni Consiglieri comunali e quindi, come è stato documentato da <strong>CittàInsieme</strong>, <a href="http://www.cittainsieme.it/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/[Amministrazione]%20Regolamento%20Attuativo%20approvato%20dal%20Consiglio%20Comunale.pdf" target="_blank">esaminata ed emendata </a>dalle commissioni consiliari permanenti, prima di essere presentata per la definitiva approvazione del Consiglio.</p>
<p>La sua entrata in vigore permetterà a tutti i catanesi di far pesare la propria opinione nella risoluzione dei problemi della città e di contribuire alle decisioni che li riguardano.</p>
<p>Tra le altre cose renderà praticabile, per i singoli cittadini e per i gruppi organizzati,  il diritto di <strong>petizione</strong>, di istanza, di udienza, la possibilità di avviare iniziative di <strong>consultazione popolare</strong> e di promuovere <strong>referendum</strong> consultivi, propositivi e abrogativi.</p>
<p>Tuttavia, se è stata vinta una battaglia certamente decisiva, ancora la guerra non è finita. L&#8217;effettiva praticabilità di questi strumenti ha infatti dei <strong>costi</strong> che certamente non potranno essere coperti dall&#8217;esigua cifra di 10.000 euro messi dall&#8217;Amministrazione in bilancio alla voce &#8220;strumenti di partecipazione popolare&#8221;.</p>
<p>Occorrerà quindi continuare  mantenere alta la guardia per non rischiare di dover aspettare altri 15 anni per potere indire un referendum.</p>
<p>Nonostante la singolare coincidenza, non si è trattato di una nuova rivoluzione d&#8217;ottobre, né della presa del Palazzo degli elefanti, ma, in questi tristissimi tempi di vacche smunte per la democrazia partecipata, è comunque un piccolo <strong>segno di speranza</strong>.</p>
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		<title>Regolamento attuativo degli Istituti di Partecipazione Popolare</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/10/29/regolamento-attuativo-degli-istituti-di-partecipazione-popolare/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 22:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL&#8217;UNANIMITA&#8217;. IL COMITATO NOI DECIDIAMO: &#8220;DOPO 15 ANNI, FINALMENTE I CATANESI POTRANNO ESERCITARE PIENAMENTE I LORO DIRITTI DI CITTADINI&#8221; Con grande orgoglio il Comitato Noi Decidiamo è felice di annunciare a tutti i cittadini catanesi che dopo quindici anni di attesa il regolamento attuativo degli istituti di partecipazione diretta dei cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL&#8217;UNANIMITA&#8217;.</p>
<p>IL COMITATO NOI DECIDIAMO: &#8220;DOPO 15 ANNI, FINALMENTE I CATANESI POTRANNO ESERCITARE PIENAMENTE I LORO DIRITTI DI CITTADINI&#8221;</p>
<p>Con grande orgoglio il Comitato Noi Decidiamo è felice di annunciare a tutti i cittadini catanesi che dopo quindici anni di attesa il regolamento attuativo degli istituti di partecipazione diretta dei cittadini previsti dallo Statuto è stato finalmente approvato dal Consiglio comunale.</p>
<p>Con voto unanime, l&#8217;Assise cittadina ha ieri sera espresso voto favorevole alla nostra proposta di regolamento <strong>presentata un anno e mezzo fa sotto forma di petizione e recepita poi da alcuni consiglieri comunali.</strong></p>
<p><strong>Nel 2007 un gruppo di cittadini</strong> si erano riuniti nel Comitato &#8220;Noi Decidiamo&#8221; con l&#8217;obiettivo di ottenere l&#8217;attuazione dei loro diritti (diritto di petizione, di istanza, di udienza, di consultazione popolare, di referendum consultivo/propositivo/abrogativo) e dopo più di tre anni di duro lavoro finalmente il risultato è stato raggiunto.</p>
<p>Con viva commozione i membri del Comitato <strong>consegnano virtualmente questo regolamento attuativo ai loro concittadini</strong>, affinché possano usufruirne per fare pesare la loro opinione nella risoluzione dei problemi della città, per vivere attivamente le scelte che li riguardano, per realizzare finalmente un serio ed attivo contributo alla crescita civica di Catania.</p>
<p><strong>La vera sfida inizia proprio adesso.</strong></p>
<p>COMITATO NOI DECIDIAMO</p>
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		<title>Le mille strisce blu</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/09/07/le-mille-strisce-blu/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 03:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le strisce blu furono istituite per rendere più fluido il traffico nel Centro Storico eliminando la possibilità di soste prolungate. Sin dall&#8217;inizio, fu evidente che, in assenza di un piano generale sulla mobilità, le strisce sarebbero servite ad altro, ne è prova il fatto che, pagando di più, si può prolungare a proprio piacimento (o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/strisce_blu.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6121" title="strisce_blu" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/strisce_blu.jpeg" alt="strisce_blu" width="108" height="105" /></a></p>
<p>Le strisce blu furono istituite <strong>per rendere più fluido il traffico nel Centro Storico</strong> eliminando la possibilità di soste prolungate. Sin dall&#8217;inizio, fu evidente che, in assenza di un piano generale sulla mobilità, le strisce sarebbero <strong>servite ad altro</strong>, ne è prova il fatto che, pagando di più, si può prolungare a proprio piacimento (o necessità) la sosta. Le strisce, <strong>estese ben al di là del Centro Storico,</strong> rispondono, oggi, a due sole <span id="more-6119"></span>necessità:<strong> garantire introiti sempre maggiori e mantenere in vita la società Sostare.</strong></p>
<p>Comincia, tuttavia, a serpeggiare disagio e <strong>scontento</strong> da parte degli utenti.  Se ne sono fatti interpreti alcuni rappresentanti del Consiglio Comunale, appartenenti a diversi partiti. Ne è scaturito un comunicato &#8220;trasversale&#8221;, pubblicato da L<strong>a Periferica</strong> il 3 settembre 2009,  <a href="http://www.laperiferica.it/Incremento-strisce-blu-i.html?1134" target="_blank"><em>Incremento strisce blu, i Consiglieri esprimono preoccupazione</em></a></p>
<p>&#8220;<em>Forte preoccupazione viene manifestata dai <strong>Consiglieri comunali</strong>: Nello Cimino (Vice Presidente Commissione Partecipate – MPA), Francesco Montemagno (Capogruppo PD), Carmelo Sofia (Vice Presidente Cons. Com. – PD), Francesca Giuffrida (MPA), Giovanni Marletta (MPA), Carmencita Santagati (PDL), Antonino Sciuto (UDC), Lanfranco Zappalà (PD) sull&#8217;aumento indiscriminato degli <strong>stalli adibiti alla sosta a pagamento</strong> nella nostra città.<br />
La società<strong> Sostare</strong>, sulla scorta di alcune vecchie delibere di Giunta che non rispondono più alle esigenze del territorio ed alle aspettative dei catanesi, ha operato un piano di distribuzione degli stalli con una <strong>forte concentrazione</strong> in una ristretta area della città.<br />
I Consiglieri, pur comprendendo l&#8217;utilità delle strisce blu che consentono di evitare la sosta prolungata, non condividono <strong>le modalità ed i criteri</strong> utilizzati dagli uffici comunali per la loro individuazione.<br />
E&#8217; auspicabile che venga adottato il “ piano urbano del traffico “ per consentire una <strong>nuova perimetrazione</strong> ed un piano di assegnazione degli stalli <strong>rispondente alle esigenze dei cittadini</strong> che, in una città priva di parcheggi, si vedono <strong>costretti ad infrangere</strong> le regole.<br />
I Consiglieri ritengono che il massiccio incremento di stalli, soprattutto in alcune zone, non rispetta l&#8217;equo rapporto tra sosta libera ed a pagamento <strong>penalizzando e vessando</strong> i tanti catanesi ivi residenti.<br />
Una città in cui è in costante aumento il <strong>flusso migratorio dai comuni dell&#8217;interland</strong>, i trasporti (A.M.T.) presentano storici limiti, i parcheggi scambiatori non vengono adeguatamente utilizzati, appare evidente che gli unici colpiti sono sempre e solamente i catanesi.<br />
I Consiglieri, chiedono al Sindaco di affrontare, con grande senso di responsabilità, l&#8217;intera questione, affinchè la stessa non assuma le dimensioni di una più ampia <strong>problematica</strong> sociale</em>.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Occhi aperti su Corso Martiri della libertà</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 22:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La presentazione del progetto Fuksas sul Corso Martiri della libertà non elimina le perplessità e non dipensa le forze sociali dal ruolo costante di controllo sull&#8217;operato della amministrazione comunale e dei proprietari privati: sono in discussione la vivibilità e la bellezza del nostro centro storico. Nella prima settimana di agosto è ripartito il dibattito sui problemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5916" title="corsomartiri" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri.jpg" alt="corsomartiri" width="280" height="190" /></a> <strong><em>La presentazione del progetto Fuksas sul Corso Martiri della libertà non elimina le perplessità e non dipensa le forze sociali dal ruolo costante di controllo sull&#8217;operato della amministrazione comunale e dei proprietari privati: sono in discussione la vivibilità e la bellezza del nostro centro storico.</em></strong></p>
<p>Nella prima settimana di agosto è ripartito il dibattito sui problemi relativi<span id="more-5887"></span> alla ricostruzione dell&#8217;area residua generata dallo  <strong>sventramento del quartiere San Berillo</strong> e poi rimasta nello stato di <strong>abbandono</strong> che ben conosciamo. (Per la ricostruzione storica e le vicende legate allo sventramento e al blocco dei lavori di “risanamento, vedi gli articoli di Pinella Leocata “<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri_700.pdf">Un quartiere &#8220;bifronte&#8221; nato nel &#8217;700</a>&#8221; e “<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri_storiacontenzioso.pdf">Contenzioso sorto 40 anni fa per il nodo della cubatura</a>”).</p>
<p>Si comprende bene, soprattutto dalla lettura del secondo, come il nodo della cubatura sia stato, in questi decenni, determinante nella interruzione dei lavori e nella successiva <strong>disputa tra Comune e proprietari delle aree</strong>.<br />
Non si tratta di un problema di poco conto. Realizzare una cubatura maggiore significa, infatti, per i proprietari, costruire più appartamenti, uffici etc, e quindi ottenere <strong>maggiori profitti</strong>. Per la collettività, tuttavia, una maggiore <strong>densità abitativa</strong> comporta un numero di abitanti più alto, implica la <strong>necessità di maggiori servizi</strong> (dalle scuole ai parcheggi ai mezzi di trasporto pubblico) a cui la pubblica amministrazione deve provvedere e determina una <strong>maggiore</strong> <strong>congestione</strong> <strong>del centro storico</strong>.</p>
<p>L’obiettivo del massimo profitto conduce inoltre a <strong>sfruttare al massimo</strong> le aree disponibili, <strong>ignorando i criteri di vivibilità ed estetica</strong> che dovrebbero essere salvaguardati dal potere pubblico (come ad esempio non è avvenuto nell’espansione urbana degli anni ‘60 che ci ha regalato interi quartieri di brutti edifici costruiti in totale assenza di verde pubblico, di spazi di incontro e di aree di posteggio, per non parlare della inosservanza delle norme antisismiche).</p>
<p>Dopo decenni di contenzioso, il 30 maggio del 2008 il <strong>Commissario Emanuele</strong>, con i poteri della Giunta (cioè del sindaco e degli assessori), firmò un <strong>accordo con i proprietari </strong>delle aree, fatto di per sé non negativo (visto che il Comune aveva anche pagato e avrebbe dovuto ancora pagare delle penali) se non fosse che l’accordo fu stipulato nel più totale silenzio, <strong>fuori dal controllo della pubblica opinione</strong> e <strong>a pochi giorni dalle elezioni</strong> per eleggere la nuova amministrazione.</p>
<p>L’attuale Consiglio Comunale non ha alcun potere sull’accordo firmato da Emanuele. Il potere di modificarlo compete al sindaco <strong>Stancanelli</strong> che ha, infatti, sottoscritto un <strong>nuovo accordo </strong>e, volendo anche dare prova di una maggiore sensibilità rispetto ai comportamenti poco trasparenti del passato, il 6 agosto scorso ha fatto presentare direttamente dal suo autore, l’architetto <strong>Massimiliano Fuksas</strong>, un nuovo <strong>progetto di massima per l&#8217;intera area del nuovo Corso dei Martiri</strong> davanti al Consiglio Comunale, alla presenza anche dei rappresentanti “delle categorie produttive, professionali e sindacali” della città.</p>
<p>La prima apprezzabile decisione del <strong>progetto di Fuksas</strong> (ben illustrato negli articoli di P. Leocata “<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri_fucsas1.pdf">Commercio, cultura e lavoro per ricreare il tessuto urbano</a>”e “<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri_fucsas2.pdf">Il nodo della riduzione dei volumi</a>) è stata la sua <strong>volontà di conservare l’attuale rettilineo del</strong> <strong>Corso, </strong>di cui si prevedeva invece l’eliminazione e il trasferimento in sottopassaggio, essendo stato a suo tempo <strong>costruito su aree appartenenti a proprietari privati</strong>. Si prevedono inoltre <strong>spazi di verde pubblico e di incontro</strong>, la presenza di un <strong>teatro</strong> e di un <strong>mercato coperto</strong>, una attenuazione dell’altezza degli edifici via via che si procede da piazza della Repubblica alla stazione etc.</p>
<p>Occorre tuttavia precisare che la modifica al progetto, che comporta una<strong> riduzione della cubatura complessiva</strong>, in realtà é una manovra obbligata dal rischio di palese <strong>illegalità dell&#8217;operazione approvata dal Commissario</strong>, il quale confondeva la &#8220;<strong>densità edilizia</strong>&#8221; (5 mc/mq indicati nel Piano approvato nel 1973, che riguardava solo le aree edificabili) con la &#8220;<strong>densità territoriale</strong>&#8220;, che si riferisce a tutta l&#8217;area dell&#8217;intervento, comprensiva delle sedi stradali e delle aree per i servizi.</p>
<p>Ma perché questa presentazione <strong>davanti al Consiglio</strong> se esso non ha il potere di respingerlo? Probabilmente per ottenere dal Consiglio stesso l’approvazione della <strong>variante al piano regolatore</strong> necessaria per riedificare sulla piazza Giovanni XXIII (stazione) la scuola <strong>Vespucci</strong>, di cui, incomprensibilmente, è previsto l’abbattimento (vedi il post <a href="http://www.argo.catania.it/2009/08/20/che-fine-fara-la-vespucci/" target="_blank">Che fine farà la Vespucci?</a>).</p>
<p>Stancanelli si è detto disposto ad ascoltare le <strong>indicazioni che verranno dai consiglieri</strong> nel corso di una prossima seduta appositamente convocata (vedi <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri_ruoloconsiglio.pdf">Ruolo centrale del Consiglio</a> di P. Leocata): ma è questo l’unico atto per il quale il sindaco ha bisogno del voto del Consiglio?</p>
<p>Secondo alcuni tecnici, infatti, il <strong>Piano di ricostruzione del 1973</strong> è uno strumento equiparabile ad un Piano Regolatore Generale limitato a quell&#8217;area.  Se è vero allora che anche il nuovo progetto, per quanto unitario, prevede la <strong>modifica della destinazione</strong> dei singoli lotti, é da ritenere in <strong>variante</strong> allo strumento urbanistico generale, e richiedebbe quindi la procedura di approvazione del Consiglio e della Regione.</p>
<p>Se invece il Piano è equiparabile ad un <strong>Piano Particolareggiato</strong>, allora la sua validità è decaduta dopo 10 anni dal 1973, e tutta l&#8217;area è priva di strumento urbanistico e soggetta alle restrizioni di cui all&#8217;art.4 della Legge Bucalossi, riproposte nel recente T.U. dell&#8217;urbanistica (divieto di nuove edificazioni).</p>
<p>Sul merito del progetto, comunque, poche sono state le <strong>voci critiche</strong>. Licandro, di cui è stato pubblicato un intervento sul quotidiano locale  (“<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri_licandro.pdf">Una città incapace di crescere nella legalità</a>”), esprime <strong>valutazioni negative</strong> sull’operato dell’attuale amministrazione, evidenzia il carattere illeggittimo dell&#8217;accordo stipulato da Emanuele e ricorda l&#8217;<strong>inchiesta in corso da parte della magistratura</strong>, anche se non boccia il piano in quanto tale.  Anche  <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/corsomartiri_sinistraliberta.pdf">Sinistra e libertà ha preso posizione</a> ed ha espresso preoccupazione e perplessità: sulle date, sulla disponibilità dei fondi e soprattutto sulla scarsa chiarezza a proposito della cubatura.</p>
<p>Insomma, non c’è da stare tranquilli. Il progetto, e per giunta un progetto di massima, per quanto firmato da un famoso architetto, non è tutto e potrebbe anzi costituire un opportunistico paravento, come tante volte in passato è già successo. Vi si può intervenire infatti con<strong> infinite varianti</strong> che, in modo strisciante, <strong>possono stravolgerlo</strong> completamente. Oltre che analizzarlo e discuterlo, quindi, è necessario che aumenti il <strong>livello di attenzione </strong>da parte delle  forze sociali (associazioni, sindacati, uomini di cultura) che devono <strong>controllarne le tappe</strong> con tutti gli strumenti disponibili.</p>
<p>Già adesso molti aspetti di questa vicenda e molte sue implicazioni sfuggono alla comprensione del semplice cittadino. Domani potremmo ritrovarci con un <strong>Corso dei Martiri ben diverso da quello disegnato</strong>.</p>
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		<title>Molto rumore per nulla</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 22:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se qualcuno temeva (o sperava) che qualcosa di significativo, o di innovativo, scaturisse dal <strong>Consiglio Co<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/stancanelli-sindacoct_150.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3498" title="stancanelli-sindacoct_150" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/stancanelli-sindacoct_150.jpg" alt="stancanelli-sindacoct_150" width="150" height="239" /></a>munale di ieri sera</strong> e, in modo particolare, dall’<strong>atteso discorso del sindaco Stancanelli</strong>, può tranquillizzarsi (o deprimersi). Nulla di nuovo è stato, non dico fatto, ma anche solo annunciato.<br />
Dopo le rinnovate e scontate dichiarazioni sulla propria coerenza, passione e trasparenza, dopo le solite sorprendenti dichiarazioni di stupore davanti alla gravità della situazione, non solo economica, della città, il sindaco non ha potuto citare, per dimostrare il suo impegno per Catania, <strong>nulla di meglio che l’acquisto di qualche centinaio di cassonetti</strong> (per lo più destinati ad un’ipotetica raccolta differenziata) e il ripianamento delle buche più vistose sull’asfalto delle strade. A conclusione del discorso, poi, (udite, udite!) solo la <strong>vaga promessa della convocazione di non meglio precisati Stati Generali</strong> della città.<br />
Non a caso  il consigliere Musumeci, con eloquenza degna di miglior causa, ha accusato <span id="more-3496"></span>Stancanelli di voler accendere su se stesso i riflettori non perché avesse qualcosa di importante da dire, ma per <strong>compensare la propria caduta di immagine, in seguito alle denunce diffuse da Report</strong>. Nessuna particolare aspettativa ci sarebbe stata per il discorso del sindaco se egli fosse abitualmente presente alle sedute del consiglio, mentre le sue rare apparizioni gli hanno permesso di <strong>accumulare complessivamente solo 85 minuti di partecipazione in 10 mesi&#8230;..</strong><br />
Impossibile, poi, che non conoscesse la gravità della situazione, ha dichiarato il capogruppo del PD, Montemagno, vista la <strong>continuità rispetto alla amministrazione precedente</strong>, di cui sono stati confermati anche alcuni assessori.<br />
Ma la risonanza a questo Consiglio, preannunciato come speciale, l’hanno assicurata, paradossalmente, i giovani (e meno giovani) che rumoreggiavano sulla piazza <strong>invocando le dimissioni della Giunta e la dichiarazione di dissesto</strong>. Questo gruppo vociante e colorato (anche di bandiere rosse) ha cercato di compensare l’esiguità del numero con la <strong>veemenza degli slogan e il lancio di qualche uovo</strong>, che ha causato la <strong>chiusura del portone d’ingresso</strong> e la creazione di un clima da congiura. Gli inviati della stampa, che non erano ancora entrati nel palazzo, sono riusciti ad introdursi solo dal portone posteriore, dopo energiche bussate ed esibizione del tesserino. Alla faccia della pubblicità delle sedute! D’altra parte gli slogan sempre più aggressivi e sempre più urlati, da una parte, e la sensazione di assedio dall’altra, promettevano davvero di trasformare questa seduta in un momento eccezionale. <strong>Dove non era riuscito Stancanelli, sarebbe riuscito un gruppetto di beneintenzionati contestatori&#8230;</strong><br />
Ma dov’era la maggior parte dei cittadini catanesi? Erano rimasti a casa o intenti alle loro faccende solo per distrazione o per incuria o per sfiducia? Forse, invece, erano stati piuttosto dei buoni profeti: <strong>sapevano che, da questo sindaco e da questa giunta non c’era nulla da aspettarsi.</strong><br />
Dimenticando magari di averli votati, hanno pensato che da questi amministratori sarebbe venuto solo <em>molto rumore per nulla</em>&#8230;.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Un&#8217;assemblea cittadina</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 04:30:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/cittainsieme.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1950" title="cittainsieme" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/u2H4Y5FTJAg/citt%C3%A0insieme.jpg" alt="cittàinsieme" width="169" height="43" /></a>Oggi, Lunedì 2 Marzo,<strong> alle ore 20.15</strong>,  nella sede di CittàInsieme in via Siena 1 (presso Parrocchia S.S. Pietro e Paolo) si terrà un&#8217;<strong>assemblea cittadina dedicata al Consiglio Comunale</strong>.</p>
<p>&#8220;Perchè il Consiglio Comunale dorme mentre Catania è allo sbando?&#8221;. &#8220;Il Consiglio Comunale si riunisce solo una volta al mese. Di chi è la colpa?&#8221;. Queste saranno le domande a cui si cercherà di rispondere insieme a <strong>Saro D&#8217;Agata</strong> (consigliere comunale del Partito Democratico), <strong>Nello Musumeci</strong> (consigliere comunale e capogruppo de La Destra &#8211; Alleanza Siciliana), <strong>Gaetano Riva</strong> (Assessore con delega ai rapporti con il Consiglio Comunale).</p>
<p>CittàInsieme trasmetterà l&#8217;incontro in <strong>diretta via internet, dal sito<a href="http://www.cittainsieme.it/" target="_blank"> www.cittainsieme.it</a></strong></p>
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		<title>900 secondi in partenza</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 07:22:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Città Insieme &#8211; video sullo statuto comunale Parte la rubrica &#8220;900 secondi&#8221; curata dai Giovani di CittàInsieme e dedicata ai cittadini catanesi. 15 minuti in cui vengono affrontati i temi ed i problemi più scottanti della città. Si inizia parlando di Statuto comunale e di diritti dei cittadini (referendum abrogativo in primis) che, pur essendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=aqvk5xOK8z0"><img class="alignleft size-medium wp-image-733" title="mirko_viola" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/mirko_viola.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aqvk5xOK8z0&amp;feature=PlayList&amp;p=0AF3B787A24EA516&amp;index=0&amp;playnext=1">Città Insieme &#8211; video sullo statuto comunale</a></p>
<p>Parte la rubrica &#8220;900 secondi&#8221; curata dai Giovani di CittàInsieme e dedicata ai cittadini catanesi. 15 minuti in cui vengono affrontati i temi ed i problemi più scottanti della città.</p>
<p>Si inizia parlando di Statuto comunale e di diritti dei cittadini (referendum abrogativo in primis) che, pur essendo previsti dal nostro Statuto fin dal lontano 1995, non possono essere esercitati per la mancata approvazione da parte del Consiglio Comunale del &#8220;regolamento attuativo&#8221;.</p>
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		<title>Una colata di cemento ci seppellirà</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 04:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serfisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da: La periferica, 10/05/2008, Massimiliano Nicosia, Una colata di cemento ci seppellirà Il Consiglio comunale lascia la città con un ultimo atto: concentrare le nuove opere di edilizia popolare a Librino Tutti coloro che a vario titolo si sono interessati della periferia sud di Catania, sono stati concordi nel collegare i problemi del territorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tratto da:</strong> <span style="font-size: 11pt; layout-grid-mode: line; font-family: &quot;Arial Narrow&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">La periferica, 10/05/2008, Massimiliano Nicosia, </span><em style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-font-kerning: 18.0pt; mso-bidi-font-weight: bold;"><a href="http://www.laperiferica.it/Una-colata-di-cemento-ci.html" target="_blank">Una colata di cemento ci seppellirà</a></span></em></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-font-kerning: 18.0pt; mso-bidi-font-weight: bold;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><em>Il Consiglio comunale lascia la città con un ultimo atto: concentrare le nuove opere di edilizia popolare a Librino</em></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-font-kerning: 18.0pt; mso-bidi-font-weight: bold;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">Tutti coloro che a vario titolo si sono interessati della periferia sud di Catania, sono stati concordi nel collegare i problemi del territorio al fenomeno di edificazione selvaggia che a causa della speculazione, ha interessato il quartiere fin dalla nascita. Gli unici a non conoscere questo problema, o a fare finta di non conoscerlo, sembra siano i nostri politici locali i quali, nell’ultima seduta dello “scadente” Consiglio Comunale hanno deciso quasi all’unanimità (7 astenuti, nessun contrario) di riempire il quartiere di una ulteriore massiccia edilizia economica e popolare approvando la variante al nuovo Piano Regolatore…</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-font-kerning: 18.0pt; mso-bidi-font-weight: bold;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">Leggi l&#8217;articolo in archivio: <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/peri_080510_cementificazione.pdf">peri_080510_cementificazione</a></span></span></p>
<p><em style="mso-bidi-font-style: normal;"></em></p>
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