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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; cristiani</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>I cattolici, la carne e l’uomo della Provvidenza</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 05:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche un prete catanese, Salvatore Resca, viceparroco della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Catania, interviene nella polemica nata dalle prese di posizione del settimanale Famiglia Cristiana sull&#8217;operato del governo Berlusconi. La lettera affronta una delle questioni in gioco, quella delle modalità di presenza dei cristiani in politica. Viene richiamato in particolare un passaggio della Gaudium [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14582" title="berlusconi_paradiso" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/THrepUPOFbI/AAAAAAAAAQU/cwDBW85AHkc/berlusconi_paradiso-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" />Anche <strong>un prete catanese</strong>, Salvatore <strong>Resca</strong>, viceparroco della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Catania, interviene nella polemica nata dalle prese di posizione del settimanale <a href="http://www.famigliacristiana.it/" target="_blank">Famiglia Cristiana </a>sull&#8217;operato del governo Berlusconi.</p>
<p>La lettera affronta <span id="more-14576"></span>una delle questioni in gioco, quella delle <strong>modalità di presenza dei cristiani in politica</strong>. Viene richiamato in particolare un passaggio della <em>Gaudium et spes</em>, il documento del Concilio Vaticano II che rompeva con l&#8217;idea che tutti i cristiani dovessero riconoscersi in un unico partito politico, sedicente cristiano. Ai credenti viene ricosciuta piena libertà di scelta. Solo la profondità dell&#8217;adesione alla Parola permetterà loro di compiere scelte coerenti con il messaggio cristiano. <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/Resca_FamigliaCristiana.pdf" target="blank">Leggi il testo della lettera di Resca</a></p>
<p>Questa riflessione può essere ampliata anche a partire da alcune <strong>domande poste da Gian Enrico Rusconi</strong>, in un articolo pubblicato su <a href="http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=10624924" target="_blank">La Stampa del 22 agosto</a>.</p>
<p>Rusconi si chiede se &#8220;ai cattolici, giustamente preoccupati per la politica, non viene il dubbio che occorra una diagnosi più esigente magari con un po&#8217; più di <strong>autocritica&#8221;.</strong></p>
<p>Secondo il suo punto di vista la crisi non è solo della politica ma di tutta &#8220;la <strong>societa&#8217; civile</strong> italiana che e&#8217; allo <strong>sbaraglio</strong> e in pieno <strong>disorientamento</strong>. (…) Molte patologie sociali non provengono da fuori, dalla politica, ma dal ventre della societa&#8217; civile priva di anticorpi morali.”</p>
<p>Queste patologie non sono state inventate dal <strong>berlusconismo</strong>, che piuttosto ha funzionato da potente <strong>catalizzatore</strong> e, in particolare, “ha inciso in modo irreversibile sulla mutazione della democrazia italiana, creando un ceto politico chiamato solo a sanzionare (con il voto parlamentare) le decisioni del leader senza essere coinvolto nei processi deliberativi. Un ceto politico siffatto non e&#8217; «dirigente» ma solo esecutore.”</p>
<p>Interrogandosi su quale sia oggi il rapporto tra mondo cattolico e politica, Rusconi è costretto a chiedersi: ma quale mondo cattolico?  Ci sono molti gruppi cristiani che appartengono a quella parte della società civile che reagisce e si attiva per realizzare &#8220;una democrazia decente&#8221;.  Ma c&#8217;è “l&#8217;inossidabile <strong>Cl</strong>, che ancora oggi, all&#8217;inizio del suo Meeting annuale, critica con toni perentori e con buoni argomenti la classe politica italiana come se le fosse estranea e non avesse da anni intensi legami con essa [e non fosse, ndr.] oggettivamente <strong>organica al berlusconismo</strong>.&#8221;</p>
<p>Forse che <strong>mettendosi sempre al carro del politico vincente di turno</strong>, si possono salvare i principi cristiani?</p>
<p>Si tratta di una sorta  di <strong>‘sindrome di Esaù’</strong>, solo che in questo caso non ci si accontenta di un semplice piatto di lenticchie ma di ben più sostanziosi lacerti di potere politico e quindi di vantaggi e privilegi economici di varia natura.</p>
<p>In nome della difesa di alcuni &#8220;valori cristiani&#8221; si <strong>rinuncia alla libertà profetica</strong> che dovrebbe caratterizzare la condotta di ogni cristiano.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/08/Rusconi_cattolici_politica_Stampa.pdf">Leggi l&#8217;articolo di Rusconi su Argo</a></p>
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		<title>Natale 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 06:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è Natale. E&#8217; il giorno in cui ricordiamo la nascita di Gesù Cristo. Ricordiamo Dio che si fa uomo, che assume la natura di uomo. E sceglie di assumerla nella sua forma più indifesa, quella di un bambino. Sceglie di nascere povero tra i poveri, emarginato tra gli emarginati. Lontano dai potenti, senza sicurezza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/bianco-natale.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9271" title="bianco natale" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/bianco-natale-300x300.jpg" alt="bianco natale" width="300" height="300" /></a>Oggi è <strong>Natale.</strong> E&#8217; il giorno in cui ricordiamo la nascita di Gesù Cristo. Ricordiamo Dio che si fa uomo, che assume la natura di uomo. E sceglie di assumerla <strong>nella sua forma più indifesa</strong>, quella di un bambino. Sceglie di nascere povero tra i poveri, emarginato tra gli emarginati. Lontano dai potenti, senza sicurezza.</p>
<p>Oggi è Natale. Ci scambiamo gli auguri. Ci auguriamo di <strong>non dimenticare</strong> che il Natale non è solo la festa dell&#8217;accoglienza. Non è solo un momento in cui pensare occasionalmente <span id="more-9299"></span>ai poveri, preparando per loro doni e panettoni. E&#8217; molto di più.</p>
<p>Nessuno può sentirsi a posto con la propria coscienza fino a quando non avrà fatto di tutto perchè venga riconosciuto a tutti gli uomini, e in particolare agli emarginati, ai  perseguitati, agli stranieri respinti, a tutti i deboli, il <strong>diritto</strong> di essere integralmente uomini, nostri fratelli, figli di Dio.</p>
<p>E&#8217; questa l&#8217;identità cristiana. E se non è questa la tradizione dei cristiani, dobbiamo solo <strong>chiedere perdono</strong> e riconoscerci peccatori. Autori anche noi della strage degli innocenti, complici di Erode.</p>
<p>Perchè questo non accada, <strong>auguri.</strong></p>
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		<title>Lettera aperta al sovrintendente del Teatro Bellini</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 01:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo Caro Antonio, ti prego, togli la croce dalla facciata del Teatro Bellini! Non so cosa ne pensano preti e vescovi della tua iniziativa, come dell&#8217;altra di consacrare il teatro alla Madonna, ma, conoscendo l&#8217;humour clericale, credo che, sotto i baffi, si stiano facendo una bella risata; e anche Cristo, dall&#8217;alto dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo</em></p>
<p>Caro Antonio,</p>
<p>ti prego, <strong>togli la croce dalla facciata del Teatro Bellini</strong>!<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Teatro_Bellini.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-7600" title="Teatro_Bellini" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Teatro_Bellini.jpeg" alt="Teatro_Bellini" width="143" height="96" /></a></p>
<p>Non so cosa ne pensano preti e vescovi della tua iniziativa, come dell&#8217;altra di consacrare il teatro alla Madonna, ma, conoscendo l&#8217;humour clericale, credo che, sotto i baffi, si stiano facendo una bella risata; e anche Cristo, dall&#8217;alto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma stia sussurrando. &#8220;Padre, perdona loro perché <strong>non sanno quello che fanno</strong>&#8220;.</p>
<p>La croce, caro Antonio, non si appende alle pareti; i cristiani sanno <span id="more-7597"></span>che <strong>si carica sulle proprie spalle</strong> per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo. Il Vangelo è una cosa seria. Un luogo come un teatro, a prescindere da ciò che accade all&#8217;interno delle sue mura non è il più adatto per metterne in evidenza le esigenze.</p>
<p>Il Crocifisso è il simbolo della <strong>fede</strong>. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali. Ridurlo a questo vuol dire <strong>depauperarlo</strong>, svuotarlo, impoverirlo di significato; ed è quello che è esattamente avvenuto: abbiamo aule scolastiche e aule di tribunali piene di crocifissi appesi al muro e vuote di cristiani, veri ed autentici&#8230;</p>
<p>Per favore, togli Cristo dai muri del teatro! Credimi! Non è a suo agio!</p>
<p>Con cordialità!</p>
<p>Salvatore Resca,  vice parroco dei Santi Pietro e Paolo, Via Siena, 1 Catania</p>
<p>Catania, 5 novembre 2009</p>
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