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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; danno erariale</title>
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		<title>Corruzione e peculato in Sicilia</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 03:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di fronte ai recenti casi di corruzione alcuni politici si sono affrettati a dire che si trattava di casi sporadici, individuali, insomma “marachelle”. Eppure nella relazione inaugurale dell’anno giudiziario della Corte dei Conti a Roma il PG Ristuccia ha affermato che “la corruzione è diventata un fenomeno di costume”, una “patologia grave” che nel 2009 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-11154" href="http://www.argo.catania.it/2010/03/11/corruzione-e-peculato-in-sicilia/manipulite/"><img class="size-full wp-image-11154 alignright" title="ManiPulite" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/ManiPulite.jpg" alt="ManiPulite" width="269" height="254" /></a>Di fronte ai recenti <strong>casi di corruzione</strong> alcuni politici si sono affrettati a dire che si trattava di casi sporadici, individuali, insomma “<strong>marachelle</strong>”. Eppure nella <a href="http://www.corteconti.it/La-Corte-n/Sicilia/Tutte-le-n/allegati-A2/Presidente-relazione-inaugurazione-2010.doc" target="_blank">relazione inaugurale dell’anno giudiziario </a>della <strong>Corte dei Conti</strong> a Roma il PG Ristuccia ha affermato che “<strong>la corruzione è diventata un fenomeno di costume</strong>”, una “patologia grave” che nel 2009 ha fatto registrare un <strong>aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229%</strong> rispetto all’anno precedente, nonché un incremento del 153% per fatti di concussione.<span id="more-11145"></span></p>
<p>Abbiamo letto sui giornali (vedi <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/17/news/corte_conti_corruzione-2328803/" target="_blank">Repubblica</a>) di classifiche regionali redatte sulla base del <strong>numero di citazioni in giudizio per danno erariale</strong>. Al 1° posto vi è la <strong>Toscana</strong>, erroneamente individuata – a nostro parere – come la meno virtuosa. La <strong>Sicilia</strong> è al 4° posto, dopo Lombardia e Puglia. Ma l’attività istruttoria è identica in intensità e forze in campo in tutte le Regioni?</p>
<p>Secondo il <strong><a href="http://www.messinanotizie.it/2009120137690/la-sicilia-regina-indiscussa-in-italia-per-truffe-e-corruzione-nella-pa.html" target="_blank">Servizio anticorruzione e trasparenza</a></strong>, invece la Sicilia sembra essere al 1° posto per <strong>reati contro la Pubblica amministrazione</strong>. Nella relazione al Parlamento sul 1° anno si indicano essere oltre 20 mila i reati negli ultimi 5 anni contro la Pubblica Amministrazione; 6 mila le truffe e 3 mila le indebite percezioni di fondi e finanziamenti. Due tipologie che sommate rappresentano oltre il 40% dei reati &#8216;commessi da privati che approfittano di una Pa senza antifurti né difese, come i ladri che scelgono gli obiettivi più facili&#8217;. Insomma, la Pubblica amministrazione come una sorta di &#8220;bancomat&#8221;, del quale, purtroppo, il <strong>primo cash dispenser d&#8217;Italia è la Sicilia</strong>.</p>
<p>Anche in Sicilia è stato lanciato identico allarme (vedi art. su <a href="http://www.siciliainformazioni.it/giornale/politica/82004/lallarme-della-corte-conti-sicilia-sempre-alta-diffusione-corruzione-peculato.htm" target="_blank">Quotidianodisicilia</a>) dal <strong>Presidente </strong>della sezione giurisdizionale della <strong>Corte dei Conti Pagliaro</strong>, il quale, riferendosi all’attività svolta nella nostra Regione, ha evidenziato come “tutte le sentenze di condanna (41) e di assoluzione (22) hanno riguardato le tipologie di danno collegate a reati come il <strong>peculato</strong>, la <strong>corruzione</strong> e la <strong>concussione</strong>. Si tratta di illeciti commessi <strong>nell&#8217;esecuzione di lavori pubblici</strong>, nel conferimento di <strong>incarichi di consulenza</strong>, nell&#8217;indebita percezione o <strong>nell&#8217;uso distorto di contributi comunitari</strong>. Diversi gli episodi di &#8220;<strong>malasanità</strong>&#8220;.</p>
<p>Ha sottolineato come la <strong>soppressione degli Enti di controllo</strong> (ex C.P.C.) nel settore degli Enti locali ha ingenerato la falsa convinzione in alcuni amministratori di uno <strong>status di irresponsabilità o di impunità</strong>.</p>
<p>Ha criticato l’ipotesi di escludere o limitare le <strong>intercettazioni telefoniche</strong> e ambientali per la difficoltà di accertare i reati di concussione e corruzione in mancanza di una esplicita denuncia o scoperta in flagranza.</p>
<p>Così come ha rilevato come le <strong>innovazioni legislative</strong> dell&#8217;ultimo anno &#8220;potrebbero complicare la già non lineare funzionalità dell&#8217;attività giudiziaria della Corte. In particolare destano preoccupazione le norme che <strong>limitano la perseguibilità del danno all&#8217;immagine</strong> ai soli casi in cui vi sia stata una sentenza penale di condanna per reati contro la Pubblica amministrazione. “Sembra esistere un orientamento da parte del legislatore mirato ad un <strong>ridimensionamento dei poteri d&#8217;indagine del pubblico ministero</strong>, già compromessi dalla <strong>riduzione da dieci a cinque anni dei termini prescrizionali</strong>, anche in presenza di una obiettiva difficoltà.</p>
<p>Ha infine auspicato una &#8220;<strong>necessaria e immediata modifica della legge regionale per eliminare le distorsioni</strong>&#8220;.</p>
<p>Leggi nel nostro archivio: <a rel="attachment wp-att-11148" href="http://www.argo.catania.it/2010/03/11/corruzione-e-peculato-in-sicilia/presidente-relazione-inaugurazione-2010/">relazione-inaugurazione-CdC-2010</a>; gli articoli sul QdS <a rel="attachment wp-att-11149" href="http://www.argo.catania.it/2010/03/11/corruzione-e-peculato-in-sicilia/corruzione-nella-pa/">Corruzione nella PA</a>; su SiciliaInformazioni <a rel="attachment wp-att-11150" href="http://www.argo.catania.it/2010/03/11/corruzione-e-peculato-in-sicilia/lallarme-della-cdc/">L&#8217;allarme della CdC</a>; su MessinaNotizie <a rel="attachment wp-att-11151" href="http://www.argo.catania.it/2010/03/11/corruzione-e-peculato-in-sicilia/la-sicilia-regina-indiscussa/">la Sicilia regina indiscussa</a></p>
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		<title>Riela atto secondo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 04:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[polizia tributaria]]></category>
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		<description><![CDATA[La Riela Group, azienda di trasporto e distribuzione merci, sequestrata perchè appartenente ad una famiglia ritenuta organica al clan Santapaola, è oggi di proprietà dell&#8217;Agenzia del Demanio, che ha la competenza dei beni provenienti dalle  confische.  Essa dichiara pertanto (lo si legge anche nel suo sito) di operare “in un clima di assoluta trasparenza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/riela4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3588" title="riela4" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/riela4.jpg" alt="riela4" width="100" height="33" /></a>La <strong>Riela Group, azienda di trasporto e distribuzione merci,</strong> sequestrata perchè appartenente ad una famiglia ritenuta organica al clan Santapaola, è oggi di proprietà dell&#8217;Agenzia del Demanio, che ha la competenza dei <strong>beni provenienti dalle  confische</strong>.  Essa dichiara pertanto (lo si legge anche nel suo sito) di operare “in un clima di assoluta trasparenza e legalità, perciò si propone <span id="more-3780"></span>quale partner ideale per tutti quei clienti che esigono, come condizione prioritaria, affidabilità e rigore nella gestione del proprio business”.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/riela.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3590" title="riela" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/riela.jpg" alt="riela" width="96" height="77" /></a></p>
<p>Pur essendo stata un&#8217;azienda florida, leader nel suo settore, oggi essa <strong>è  in crisi</strong>. Il <strong>personale si è fortemente</strong> <strong>ridotto</strong> e molte <strong>commesse sono venute a mancare</strong>. Si è posta, quindi, la questione se la crisi possa dipendere dalla (cattiva) gestione pubblica ed è stato addirittura insinuato il dubbio che la gestione di una famiglia associata alla mafia possa essere più efficace e redditizia, non solo per i mafiosi stessi (il che è scontato&#8230;) ma per le aziende e quindi per il territorio. Ma forse le cose non stanno proprio così.</p>
<p>Nel Marzo del 2008, alcune <strong>indagini condotte dalla Guardia di Finanza</strong> hanno appurato che “la famiglia Riela, mediante la costituzione di un <strong>Consorzio </strong>(Consorzio SE.TRA Service) <strong>costituito da imprese indirettamente gestite dagli stessi fratelli Riela</strong>, stava cercando di riacquistare la proprietà del Riela Group. I fratelli Riela in libertà hanno cercato di <strong>appropriarsi di quote significative di mercato del Riela Group</strong>, <strong>trasferendo clientela</strong> dal Riela Group <strong>al Consorzio SE.TRA. Service</strong>, soggetto giuridico amministrato da persone di fiducia dei fratelli Riela che <strong>consorzia società intestate a prestanomi riconducibili agli stessi Riela</strong> e a Giuseppe <strong>Intelisano</strong>, quest’ultimo già reggente della famiglia catanese di “Cosa Nostra” e attualmente detenuto in regime detentivo speciale di cui all’art. 41 bis O.P. Ciò è stato reso possibile anche grazie alla forte influenza che i fratelli Riela hanno continuato ad esercitare nel contesto del Riela Group anche dopo la confisca. Il Consorzio SE.TRA. Service è così divenuto il fornitore del servizio offerto ai clienti del Riela Group nonché il maggior creditore di quest’ultimo. <strong>Il progressivo svuotamento</strong> del Riela Group in uno con la <strong>posizione creditoria del Consorzio</strong> ponevano le basi affinché quest’ultimo si presentasse nel tempo come <strong>l’unico possibile offerente per l’acquisto del Gruppo Riela</strong> in fase di alienazione di beni confiscati.” (Tratto da <em>Cronacaoggi.it</em>,  <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/riela_cronacaoggi2.pdf">La polizia tributaria di Catania esegue sequestri di imprese&#8230;</a> )</p>
<p>Altri fattori (passaggio di dipendenti dalla vecchia azienda al nuovo consorzio, ricorso alla Corte Europea e relativo allungamento del percorso giudiziario della confisca,&#8230; ) hanno contribuito intenzionalmente ad <strong>erodere il valore commerciale del Gruppo per ridurre la sua appetibilità agli occhi di altri potenziali acquirenti</strong> e porre le condizioni perché il Consorzio, riconducibile sempre ai fratelli Riela, potesse acquisire l’azienda indebolita. Il Nucleo di Polizia Tributaria di Catania, sotto la direzione della Procura Distrettuale della Repubblica, è riuscito a ricostruire il piano seguito dai Riela, ad individuare le società e le imprese interessate e a pervenire al sequestro del Consorzo SE.TRA. Service. Le società individuali (“<strong>padroncini</strong>”) <strong>e</strong> le <strong>imprese</strong> che ne facevano parte sono risultate, infatti, tutti <strong>direttamente o indirettamente collegate alla famiglia Riela</strong>. “Il valore delle aziende sequestrate si aggira intorno ai 30 milioni di euro. Le stesse sono state oggi stesso affidate all’Amministratore Giudiziario nominato dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania senza interruzione dell’attività d’impresa. <strong>Il danno per l’Erario, quantificabile in diversi milioni di euro,</strong> è connesso alla cagionata riduzione del volume d’affari del Gruppo RIELA, ormai acquisito al Demanio dello Stato.” (Da <em>Cataniaomnia.it</em>. <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/riela_ctomnia.pdf">Indagati i fratelli Riela per truffa aggravata</a>)</p>
<p>La SE.TRA. ha ottenuto, tuttavia, con un ricorso al Tribunale del riesame, il <strong>dissequestro</strong>. Nei confronti di quest&#8217;ultimo ha fatto <strong>ricorso in Cassazione</strong> il pubblico ministero Antonio Fanara, il quale sostiene che, al di là degli aspetti formali,  &#8220;i contratti di appalto avevano costituito il mezzo per indurre i clienti del gruppo Riela a transitare nel Consorzio&#8221;. Anche se il demanio avesse commesso degli errori, il delitto di truffa rimane, nè -d&#8217;altra parte- risulta che gli amministratori dell&#8217;azienda siano sottosposti ad investigazione giudiziaria.</p>
<p>Nel settembre 2008 <strong>la Cassazione ha accolto il ricorso e ha dato ragione al pubblico ministero</strong>. Attualmente si è in attesa della decisione del <strong>Tribunale del riesame</strong>, che si è riservato di decidere. (Tratto da: Renato Camarda, <em>Roba nostra</em>, in <em>Catania Possibile n.18</em>, 26marzo-2 aprile 09)</p>
<p>La questione non è, però, rimasta chiusa nelle aule dei tribunali.  Varie prese di posizione dimostrano che si tratta di una questione scottante. Tra queste segnaliamo un intervento della <strong>Associazione Antiestorsione LiberoGrassi</strong> che, a partire dal caso Riela, accusa il raket di stare &#8220;<strong>cambiando pelle</strong>: non più atti intimidatori protesi a distruggere le aziende, ma <strong>controllo e acquisizioni delle imprese, attraverso l&#8217;imposizione di mezzi e servizi</strong>&#8221; (<em> Riela Group: la mafia svuota l&#8217;antimafia</em>, Gazzetta del Sud, 08/04/09).</p>
<p>Quasi contestualmente, in data 9 aprile, La Sicilia ha dato spazio ad una <strong>lettera</strong> dei fratelli Luigi, Filippo e Rosario Riela che denunciano la ingiusta campagna di diffamazione da loro subita e  <strong>accusano</strong> la gestione demaniale successiva a quella del prof. Siciliano (vale a dire quella dell&#8217;avvocato Arena e successivamente del dott. Scimeca) di non aver saputo fare i necessari investimenti per mantenere competitiva l&#8217;azienda. Le accuse, tuttavia, rimangono molto generiche e non si fa -evidentemente- nessun cenno alla questione del Consorzio e alle problematiche relative.</p>
<p>L&#8217;ultima parola sul caso Riela nonè stata ancora detta.</p>
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