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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; detenuti</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Lavoro dietro le sbarre</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 05:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un finanziamento a fondo perduto, fino ad un massimo di €. 25.000, per l’avvio o la prosecuzione di iniziative di lavoro autonomo professionale e imprenditoriale in qualunque settore. Destinatari cittadini detenuti e internati in espiazione pena nelle carceri siciliane. A leggere il bando pubblicato sulla GURS del 17/12/2010 ci si aspetterebbe una corsa alla presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-wh4TF58mFgo/TbiSvsoAs1I/AAAAAAAAERg/JKyxf1bxvWI/s288/prigione.jpg" alt="" width="288" height="228" />Un <strong>finanziamento a fondo perduto</strong>, fino ad un massimo di €. 25.000, per l’avvio o la prosecuzione di <strong>iniziative di lavoro autonomo professionale e imprenditoriale</strong> in qualunque settore. Destinatari <strong>cittadini detenuti e internati in espiazione pena nelle carceri siciliane</strong>.</p>
<p>A leggere il <a href="http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g10-55/g10-55.pdf" target="_blank"><strong>bando pubblicato</strong> sulla GURS del 17/12/2010</a> ci si aspetterebbe una corsa alla presentazione delle domande poiché i <strong>requisiti</strong> potrebbero essere posseduti da <span id="more-20411"></span>una moltitudine di detenuti. Sono infatti:</p>
<p>a) stato di <strong>espiazione in corso</strong>,</p>
<p>b) <strong>residenza in Sicilia</strong>,</p>
<p>c) aver frequentato un <strong>corso di formazione </strong>o averlo iniziato oppure aver svolto un periodo di apprendistato di un anno oppure ancora possedere la qualifica relativa all’attività che si intende svolgere,</p>
<p>d) <strong>autorizzazione</strong> rilasciata dalla <strong>direzione dell’istituto </strong>penitenziario (nel caso di detenuto che intenda svolgere l’attività all’interno del carcere) o del magistrato di sorveglianza (nel caso in cui l’attività sia svolta all’eterno).</p>
<p>La sovvenzione, che <strong>può coprire il 100% delle spese</strong>, oltre che per l’acquisto di attrezzature e materiale necessario all’avvio, può essere utilizzata per spese necessarie al rispetto della normativa sulla sicurezza e – nel limite del 20% &#8211; delle materie prime e del materiale di consumo. Unico limite è la <strong>somma a disposizione: €. 500.000</strong>, che potrebbe coprire solo 20 istanze col massimo della somma richiedibile.</p>
<p>A seguito di analogo avviso (con somma disponibile pari a €. 200.000) pubblicato all’inizio dello scorso anno (<a href="http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g10-02/g10-02.pdf" target="_blank">GURS del 15/01/2010</a>) , leggiamo &#8211; nella <a href="http://www.garantedirittidetenutisicilia.it/" target="_blank">Relazione dell’attività del Garante per l’anno 2010</a> &#8211; che sono state presentate 17 istanze, di cui 8 esitate con parere positivo per una spesa complessiva di circa €. 160.000, 8 rigettate per mancanza di requisiti e 1 in istruttoria.</p>
<p>Evidentemente l’avviso presenta delle <strong>criticità</strong>. Nella stessa relazione si fa riferimento ad un <strong>disegno di modifica della legge </strong>che prevede:</p>
<p>a)	aumento della sovvenzione fino a €. 30.000,</p>
<p>b) spese relative all’attività di assistenza a carico della Regione;</p>
<p>c)	nomina fiduciaria da parte del detenuto di un tutor per l’attività di assistenza nella fase di progettazione;</p>
<p>d)	obbligo di adeguata motivazione di eventuale diniego del nulla osta delle direzioni delle carceri o del magistrato di sorveglianza.</p>
<p>Sembra, quindi, che le istanze siano poche perché spesso manca il nulla osta  da parte della direzione delle carceri  che pone “la semplice e scontata scusa della mancanza di spazi idonei” e perché chi fa istanza non ha l’assistenza adeguata per preparare tutta la documentazione necessaria (preventivi di spesa delle attrezzature e dei materiali necessari).</p>
<p>Poiché il <strong>termine per la presentazione delle domande non è scaduto</strong>, si auspica che il personale degli Istituti e quelli di supporto esterno (ci riferiamo soprattutto agli assistenti sociali) stimolino e aiutino quei soggetti, attualmente detenuti, adeguati a seguire questo <strong>percorso virtuoso che offre incentivi direttamente ai destinatari</strong> anziché finanziare generici progetti di reinserimento sociale la cui ricaduta in termini di efficacia lascia a desiderare.</p>
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		<title>Anrel, agenzia per detenuti sulle ali dello Spirito santo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 04:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA["Rinnovamento nello Spirito Santo"]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; messa in risalto all&#8217;interno del sito del governo, in quello del ministero della giustizia e in quello personale del ministro, appena sotto il ritratto di Angelino che esibisce i suoi dentoni in un suadente sorriso. C&#8217;è persino su Facebook. E&#8217; l&#8217;ultima invenzione del ministro della giustizia Alfano, l&#8217;Anrel (Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro), un&#8217;agenzia di collocamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4141/4827935643_14e49a5cd6_m.jpg" alt="" width="163" height="240" />E&#8217; messa in risalto all&#8217;interno del sito del governo, in quello del ministero della giustizia e in quello personale del ministro, appena sotto il ritratto di Angelino che esibisce i suoi dentoni in un suadente sorriso. C&#8217;è persino su Facebook. E&#8217;  l&#8217;ultima invenzione del <strong>ministro della giustizia Alfano</strong>, l&#8217;<strong>Anrel (Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro)</strong>, un&#8217;agenzia di <strong>collocamento per i detenuti</strong>, con l&#8217;obiettivo di non farli tornar dentro, di trovar loro lavoro e di collocarli nella società.</p>
<p>Il progetto, varato, oltre che dal <span id="more-13680"></span>Ministro della Giustizia, dal <strong>Capo del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione penitenziaria (Dap)</strong>, <strong>Franco Ionta</strong>, riceverà dalla Cassa delle Ammende del Dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria la somma di <strong>4,8 milioni di euro</strong> e sarà gestito dalla <strong>Fondazione  &#8220;Monsignor Di Vincenzo&#8221;</strong>, ente morale con personalità giuridica di diritto civile ed ecclesiastico, nato nell’ambito del <strong>&#8220;Rinnovamento nello Spirito Santo&#8221;</strong>. La scelta non è piaciuta affatto nè al mondo del <strong>volontariato</strong>, nè ai <strong>Garanti dei diritti dei detenuti</strong>: &#8220;Sono degli sconosciuti, il ministro ha scelto secondo amicizie, non secondo criteri di competenza&#8221;.</p>
<p>La sperimentazione riguarda intanto <strong>cinque regioni</strong>, tra le quali , naturalmente, la nostra, la <strong>Sicilia</strong>. I propositi sono ottimi: dare un&#8217;alternativa a circa <strong>1.800 ex-detenuti</strong>: di questi avviati al lavoro, <strong>1100</strong> dovrebbe essere collocati <strong>in cooperative sociali, 550 come dipendenti e 150 </strong>avvieranno <strong>nuove imprese</strong> o si aggregheranno a progetti esistenti. Cento in totale le imprese che &#8211; stimano i promotori &#8211; potranno essere costituite dai detenuti. Sarà creata una <strong>banca dati</strong> dove inserire i curricula (circa seimila) dalla quale i datori di lavoro possano attingere informazioni e, eventualmente, risorse. Tra gli obiettivi, la presa in carico delle famiglie dei detenuti con la creazione di <strong>Cittadelle </strong>su territori confiscati alle mafie.</p>
<p>Chi guiderà il progetto di recupero è il Movimento Ecclesiale<strong> &#8220;Rinnovamento nello Spirito Santo&#8221;, di cui è presidente Salvatore Martinez</strong>, in collaborazione con altre realtà, tra cui <strong>Caritas Italiana, le Acli, Coldiretti e Prison Fellowship International. </strong>Ma questi ultimi sarebbero solo dei comprimari, a detta di <strong>Livio Ferrari,</strong> già fondatore della Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia e attualmente Presidente del Centro Francescano d&#8217;ascolto e Garante dei diritti dei detenuti di Rovigo. &#8221;Prison Fellowship Italia &#8211; spiega Ferrari &#8211; è una diramazione di <strong>Prison Fellowship International</strong>, un&#8217;organizzazione fondata e diretta da<strong> Charles Colson (ex segretario di Richard Nixon), coinvolto nello scandalo Watergate</strong>. Quel che emerge dalla loro attività è <strong>un&#8217;enorme gestione economica</strong>. Il punto è che non sappiamo altro&#8221;. <strong>Patrizio Gonnella, dell&#8217;associazione Antigone</strong>, si augura il monitoraggio di una tale somma assegnata con criteri non trasparenti. Da sottolineare, poi, che sono migliaia i volontari delle carceri italiane che non hanno mai sentito parlare dei 200.000 fedeli di &#8220;Rinnovamento Nello Spirito Santo&#8221;, nè tantomeno li hanno visti in carcere.</p>
<p>Questo per quanto riguarda il metodo. Nel merito entra poi <strong>Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, </strong>una delle realtà di volontariato più significative in Italia. &#8220;In un mondo complesso come quello penitenziario questi automatismi non funzionano, è noto da tempo che vanno pensati percorsi differenziati. Certe proiezioni sono irrealistiche&#8221;.</p>
<p>E infine una <strong>notazione a margine</strong> , il richiamo allo Spirito santo e alle sue ali ci suggerisce immagini non rassicuranti di quattrini che prendano il volo. Ma queste sono solo <strong>libere associazioni</strong>. Nulla a che vedere con la realtà. Almeno così ci auguriamo.</p>
<p>Leggi <em><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/06/news/detenuti_collocamento-5427210/" target="_blank"> Agenzia di collocamento per detenuti, ma il mondo dei volontari insorge</a></em> di  Ranieri Salvadorini su Repubblica del 6 Luglio 2010.</p>
<p>Per conoscere la posizione del Governo, leggi <em><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/carceri_collocamento/" target="_blank">Carceri, agenzia di collocamento per detenuti</a></em> sul sito del Governo Italiano e su quello del <a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp?contentId=NOL170485" target="_blank">Ministero della Giustizia</a></p>
<p><a href="http:/http://www.angelinoalfano.it/agenzie-di-stampa/428-carceri-agenzia-collocamento-detenuti-alfano-sfida-a-recidiva"><br />
</a></p>
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		<title>Carcere di piazza Lanza, bomba ad orologeria</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 03:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le carceri siciliane scoppiano e a Catania la casa circondariale di piazza Lanza non fa certo eccezione. Anzi. A denunciare il sovraffollamento sono adesso i radicali di Catania. &#8220;Il carcere di piazza Lanza- dicono- è una bomba ad orologeria. E&#8217; da irresponsabili fingere di non vedere che la situazione è sul punto di esplodere&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/carcere_p.lanza_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11935" title="carcere_p.lanza" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/carcere_p.lanza_-300x225.jpg" alt="carcere_p.lanza" width="300" height="225" /></a>Tutte le carceri siciliane scoppiano e a <strong>Catania</strong> la <strong>casa circondariale</strong> di <strong>piazza Lanza</strong> non fa certo eccezione. Anzi.</p>
<p>A denunciare il <strong>sovraffollamento</strong> sono adesso i <strong>radicali </strong>di Catania. &#8220;Il carcere di piazza Lanza- dicono- è una <strong>bomba ad orologeria</strong>. E&#8217; da irresponsabili fingere di non vedere che la situazione è sul punto di esplodere&#8221;. I segnali di malessere sono tanti. In questi giorni i <strong>detenuti</strong> per denunciare le <span id="more-11921"></span>insostenibili condizioni in cui sono costretti a  vivere, protestano battendo contro le <strong>inferriate delle celle</strong>.</p>
<p>&#8220;La casa circondariale di Piazza Lanza -denunciano i radicali &#8211; è un istituto di pena tecnicamente &#8220;fuorilegge&#8221;. Oltre <strong>500 detenuti</strong> sono stipati in celle che a stento potrebbero ospitarne la metà&#8221;. Carenti assistenza sanitaria e psicologica; sottodimensionato, rispetto alle previsioni di pianta organica, il numero degli agenti. Alcuni giorni fa <strong>mazzi di fiori</strong> sono stati lasciati su tre auto di agenti nel parcheggio della casa circondariale di piazza Lanza. Un messaggio, un avvertimento che per il vice segretario nazionale dell’<strong>Osapp</strong>, <strong>Nicotra</strong>, é un segnale che la situazione é sul punto di esplodere. ‘Non vorremmo – ha aggiunto – che a pagare delle colpe altrui sia la polizia penitenziaria‘. Un &#8220;girone infernale&#8221;  lo definiscono i radicali catanesi, nel quale i detenuti &#8220;vengono educati alla delinquenza&#8221;. Il grido d&#8217;allarme su &#8220;piazza Lanza&#8221; viene anche dal <strong>sostituto procuratore</strong> della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia di Catania, <strong>Francesco Testa</strong> che recentemente ha dichiarato. &#8220;I due istituti penitenziari di Catania scoppiano e noi non possiamo più arrestare le persone indagate perchè non sappiamo dove metterle&#8221;.</p>
<p>Per saperne di più consultate i siti</p>
<p><a href="http://www.radicalicatania.org/" target="_blank">http://www.radicalicatania.org/</a></p>
<p><a href="http://www.polpen.it/2/1633/news/carceri-piene-non-si-può-più-arrestare-in-sicilia-2.html  " target="_blank">http://www.polpen.it/2/1633/news/carceri-piene-non-si-può-più-arrestare-in-sicilia-2.html</a></p>
<p><a href="http://nuovosoldo.wordpress.com/2010/04/14/catania-osapp-mazzi-di-fiori-su-auto-agenti-di-polizia-penitenziaria/" target="_blank">http://nuovosoldo.wordpress.com/2010/04/14/catania-osapp-mazzi-di-fiori-su-auto-agenti-di-polizia-penitenziaria/</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/2010/04/19/il-carcere-di-piazza-lanza-e-una-bomba-ad-orologeria/" target="_blank">Il comunicato dei radicali catanesi si trova anche su Argo</a></p>
<p>Sull&#8217;emergenza carceraria Argo ha creato un  <strong>dossier</strong>. L&#8217;articolo finale, <a href="http://www.argo.catania.it/2010/03/06/emergenza-carceri-una-riflessione-conclusiva/" target="_blank">Emergenza carceri: una riflessione conclusiva</a>, contiene i link agli articoli precedenti</p>
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		<title>Carceri in Sicilia: lo stato dell&#8217;arte</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/02/24/nuove-carceri-in-sicilia-lo-stato-dellarte/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 03:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sovraffollate. Lo sentiamo spesso ripetere. Cadenti e in stato pietoso. Questo non lo dice quasi nessuno. Parliamo evidentemente delle nostre carceri, che cadono letteralmente a pezzi, rendendo le condizioni di detenzione indegne di un paese civile. Difficile anche la condizione in cui lavorano gli operatori, lasciati spesso soli nell&#8217;affrontare i rischi e le difficoltà della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/carcere_cella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10723" title="carcere_cella_sovraffollamento" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/carcere_cella-225x300.jpg" alt="carcere_cella_sovraffollamento" width="225" height="300" /></a>Sovraffollate. Lo sentiamo spesso ripetere.  Cadenti e in stato pietoso. Questo non lo dice quasi nessuno. Parliamo evidentemente delle nostre <strong>carceri, che cadono letteralmente a pezzi,</strong> rendendo le condizioni di detenzione indegne di un paese civile.<br />
Difficile anche la condizione in cui lavorano gli operatori, lasciati spesso soli nell&#8217;affrontare i rischi e le difficoltà della gestione.</p>
<p>Chi ha denunciato l&#8217;esistenza, sul territorio nazionale, di  <strong>40 istituti penitenziari già costruiti ma non utilizzati</strong> e spesso in stato di abbandono è il <strong>Portale di informazione indipendente per il comparto sicurezza e difesa,</strong> <a href="http://www.grnet.it/news/95-news/914-carceri-40-gli-istituti-penitenziari-gia-costruiti-spesso-ultimati-a-volte-anche-arredati-e-vigilati-che-pero-sono-inutilizzati-e-versano-in-uno-stato-dabbandono-totale.html" target="_blank">GrNet.it</a></p>
<p>Per la <strong>Sicilia</strong> i casi citati sono:<span id="more-10702"></span></p>
<ul>
<li>Licata (Ag), con il suo carcere completato che attende da tempo solo il collaudo</li>
</ul>
<ul>
<li>Villalba (Cl), dove 20 anni fa è stato “inaugurato un istituto per 140 detenuti, costato all&#8217;epoca 8 miliardi di lire e che dal 1990 è stato chiuso e recentemente tramutato in centro polifunzionale”</li>
<li>Gela (Cl), dove esisterebbe un “enorme” penitenziario “mai aperto”</li>
<li>Agrigento, perchè nella sezione femminile, che potrebbe ospitare 100 detenute, ne sono presenti solo 6.</li>
</ul>
<p>Tra i penitenziari abbandonati molte sono “<strong>case mandamentali</strong>”, istituti che erano gestiti dai comuni e dipendenti dalle preture fino all&#8217;entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, che le ha abolite. Quelle di piccole dimensioni sono state chiuse. Altre sono passate al dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria. Altre ancora, che erano in costruzione, sono rimaste incompiute.</p>
<p>Significativa, la storia del <strong>carcere di Gela</strong> “progettato nel 1959, finanziato nel 1978, completato nel 2007 quando l’istituto viene inaugurato dall’allora ministro Clemente Mastella. L’apertura, nella più ottimistica delle valutazioni, è prevista per il luglio del 2010.”  (<a href="http://www.innocentievasioni.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=678:lugubre-miraggio-il-manifesto&amp;catid=54:editoriale" target="_blank">Luigi Manconi sul Manifesto del 13 gennaio</a>, ripreso dal sito <a href="http://www.innocentievasioni.net/" target="_blank">InnocentiEvasioni.net</a> interamente dedicato alle condizioni e  ai luoghi  della privazione della libertà).</p>
<p>Quella di Gela è una struttura acquisita dall&#8217;amministrazione penitenziaria quando non era ancora funzionante. Per completarla sono stati necessari circa tre milioni di euro. Sbandierata come dimostrazione della presenza dello stato in un territorio ad alta densità criminale, attende ancora di essere aperta e non sappiamo fino a qual punto potrà offrire garanzie di sicurezza tali da ospitare i “ristretti” del territorio.<br />
<strong>Non</strong> si tratta comunque di una <strong>mega struttura</strong>, perché può ospitare solo 100 detenuti, che al massimo sarebbero raddoppiabili.</p>
<p>Tra gli istituti chiusi, qui in Sicilia, ci sarebbe da ricordare anche quello di <strong>Bronte</strong>, mentre <strong>Villalba</strong> testimonia soprattutto il fallimento di un progetto pilota per la custodia attenuata di persone tossicodipendenti, che doveva avere quasi carattere comunitario.</p>
<p>Ben documentata anche sul web la situazione di <strong>Giarre</strong>, dove appena sei mesi fa una <strong>delegazione </strong>della <a href="http://lnx.polpenuil.it/index.php" target="_blank">Uil Pa</a> ha visitato la locale Casa Circondariale e <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Carceri_Giarre_delegazione_UIL.pdf">redatto un rapporto</a> sulla base del quale il garante dei  diritti dei detenuti ha presentato un&#8217;interrogazione al ministro Alfano.</p>
<p>La delegazione ha constatato infatti la presenza di diffuse <strong>infiltrazioni di acqua</strong>, di muri a <strong>rischio crollo</strong>, di aerazione inadeguata, di carenze nei sistemi di allarme etc. La situazione descritta appare pesante non solo per i detenuti, ma anche per il personale, persino per quanto riguarda i servizi igienici.</p>
<p>Si rileva inoltre, a Giarre, una presenza di reclusi di <strong>nazionalità extracomunitaria pari al 42%</strong> “con tutte le problematiche connesse alla presenza di tale tipologia di detenuti”.<br />
Presente anche uno dei problemi più gravi del sistema carcerario, l&#8217;assoluta <strong>inadeguatezza del numero degli addetti</strong>. Il personale è, quindi, sottoposto a un pesantissimo carico di lavoro, con turni prolungati e impossibilità di godere del riposo settimanale e delle ferie.</p>
<p>A fronte di questa situazione di degrado il governo si limita a prospettare con insistenza la costruzione di nuove carceri  e, soprattutto, <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Carceri_decreto_emergenza.pdf">decreta lo stato di emergenza</a> </strong>conferendo al capo del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria, <strong>Franco Ionta</strong>, poteri di <strong>Commissario</strong> delegato.</p>
<p>Analizzeremo presto il <strong>Piano</strong> da lui presentato.</p>
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		<title>Corso di vela in carcere? Si può !</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 03:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante i gravi problemi che affliggono oggi le carceri italiane, ci sono alcune esperienze che dimostrano come sia possibile fare diventare il periodo di reclusione un momento positivo di formazione. L&#8217;IPM, Istituto Penale Minorile, di Catania, sotto la direzione della dott.ssa Randazzo, sta offrendo ai giovani reclusi esperienze formative innovative, particolarmente importanti per questi ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Corso di vela in carcere" href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vela_01.wmv" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6316" title="vela_start" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vela_start.jpg" alt="vela_start" width="138" height="206" /></a>Nonostante i gravi problemi che affliggono oggi le carceri italiane, ci sono alcune <strong>esperienze </strong> che dimostrano come sia possibile fare diventare il periodo di reclusione  un <strong>momento positivo di formazione.</strong></p>
<p>L&#8217;IPM, Istituto Penale Minorile, di Catania, sotto la direzione della dott.ssa <strong>Randazzo,</strong> sta offrendo ai giovani reclusi esperienze formative <strong>innovative</strong>, particolarmente importanti per questi ragazzi che vengono spesso da <strong>ambienti emarginati e deprivati.</strong></p>
<p>L&#8217;ultima di queste <strong>avventure</strong> ha veramente dello strabiliante e dimostra il coraggio e la generosità della giovane direttrice e dei suoi collaboratori: <strong>un corso di vela!</strong></p>
<p>Eccone <span id="more-6235"></span>la descrizione.</p>
<p><strong>Quattro giovani detenuti </strong>dell’Istituto penale per i minorenni   di Catania hanno partecipato ad un <strong>progetto </strong>di “inizializzazione alla vela” organizzato <strong>in istituto, a titolo volontario,</strong> dall’ ammiraglio Stefano <strong>Leuzzi</strong>, delegato regionale della Lega Navale Italiana per la Sicilia.<br />
Il laboratorio ha previsto n. 8 incontri (con cadenza settimanale di tre ore ciascuno presso un’aula didattica  della struttura minorile) e <strong>due stages in una barca a vela</strong> messa a disposizione dal presidente della società cooperativa <strong>Etnasail</strong> (specializzata nel noleggio) con partenza dal molo del Porto di Catania.<br />
Scopi del progetto:  portare i ragazzi ad una <strong>maggiore consapevolezza delle loro possibilità</strong> ed appassionarli all’<strong>apprendimento</strong>;  stimolare la <strong>crescita culturale</strong> in genere e formare <strong>figure professionali</strong> al momento molto richiesta e mancanti nell’ambito delle strutture del Diporto Nautico Siciliano.<br />
Gli argomenti trattati nelle <strong>lezioni teoriche</strong> sono stati:</p>
<ul>
<li> Diamo un nome alle nostre rotte;</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a <strong>rispettare l’ambiente</strong> ed il mare</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a correlare gli strumenti meteorologici</li>
</ul>
<p>Le <strong>navigazioni in mare</strong> hanno avuto come tematiche:</p>
<ul>
<li> Conosciamo la nostra isola dal mare</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a conoscere noi stessi</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a farci carico delle responsabilità.</li>
</ul>
<p>Nel corso della navigazione l’istruttore ha fatto conoscere: l’uso propulsivo delle vele; i 3 <strong>nodi fondamentali</strong> (gassa d’amante – savoia – parlato); l’impiego della <strong>carta nautica</strong> e del <strong>GPS</strong>; la manovra di disormeggio ed ormeggio affiancato e di punta.<br />
La partecipazione dei ragazzi agli stages è stata possibile grazie alla concessione, da parte del <strong>magistrato di sorveglianza</strong> del Tribunale per i minorenni di Catania, del beneficio  del <strong>Permesso Premio</strong> dalle ore 8.00 alle ore 15.00 e dagli <strong>operatori</strong> dell’area educativa e della sicurezza che hanno accompagnato i giovani e <strong>condiviso </strong>con loro l’originale esperienza.<br />
Luigi, Carmelo, Christian e Giuseppe hanno seguito il corso con curiosità, conquistati dall&#8217;impegno dell’ammiraglio Leuzzi, capace di essere con loro <strong>autorevole</strong> e, allo stesso tempo, <strong>attento</strong> – come solo i veri uomini di mare sanno essere.<strong> Stupore ed entusiasmo</strong> hanno caratterizzato soprattutto l’esperienza del prendere il mare in barca a vela.<br />
Unica trasgressione:  la richiesta di <strong>fare una nuotata</strong>,  che il direttore ha autorizzato.</p>
<p><strong>Un’avventura di libertà e  una scommessa.</strong></p>
<p>Per altre esperienze condotte nell&#8217;IPM vedi i post</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/" target="_blank">L&#8217;istituto minorile penale presenta&#8230;</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/2009/04/01/percorsi-virtuosi/" target="_blank">Per&#8230;corsi virtuosi</a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Una nuova sede per il &#8220;Centro Astalli&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 23:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata definitivamente inaugurata la nuova sede del Centro Astalli di Catania, uno snodo fondamentale della rete di solidarietà che, anche se poco visibile, contribuisce a tenere alto il livello di civiltà della nostra città. Si trova in via Tezzano 71, traversa di via Crispi a due passi da Piazza Falcone e Borsellino, in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-5153 alignright" title="centro-astalli" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/centro-astalli-300x86.jpg" alt="centro-astalli" width="300" height="86" /></p>
<p>E&#8217; stata definitivamente inaugurata <strong>la nuova sede del Centro Astalli</strong> di Catania, uno snodo fondamentale della rete di solidarietà che, anche se poco visibile, contribuisce a tenere alto il livello di civiltà della nostra città. Si trova <strong>in via Tezzano 71</strong>, traversa di via Crispi <span id="more-5152"></span>a due passi da Piazza Falcone e Borsellino, in un immobile di proprietà dei Gesuiti e ristrutturato grazie al&#8217;aiuto di alcune fondazioni private.</p>
<p>Si tratta di un locale decisamente più adeguato e più centrale, rispetto a quello storico di via Malta, nel quale <strong>i volontari continueranno ad accogliere i tanti stranieri non comunitari</strong> presenti nella nostra città, ad ascoltare, fornire aiuti per i bisogni primari (farsi una doccia, avere qualcosa da mangiare, conoscere i servizi pubblici e privati di cui può usufruire), ma anche fargli cominciare a conoscere la nostra lingua, avere una consulenza legale, parlare con un medico, trovare un lavoro, fornire un servizio di doposcuola per i bambini.</p>
<p>Persino la <strong>semplice custodia notturna di un bagaglio</strong> contenente pochi ma preziosi effetti personali può avere una importanza decisiva, per chi non ha nulla, neanche un posto per dormire, soprattutto per coloro che sono in attesa dell&#8217;esito del ricorso contro il decreto di espulsione, cosa che comunque permette a questi richiedenti di restare legalmente in Italia e di ottenere un provvisorio permesso di soggiorno. Tutto questo in attesa di poter risolvere anche la questione della riapertura del dormitorio ‘Padre Pino Puglisi&#8217; di Librino.</p>
<p>Un altro capitolo, meno noto ma non meno importante, scritto dai volontari del Centro Astalli è costituito dal <strong>servizio di assistenza prestata in tutte le carceri</strong> per adulti e minorili della città, assistenza materiale &#8211; anche attraverso al gestione di un «banco vestiario» che raccoglie vestiti, biancheria e il necessario per l&#8217;igiene personale &#8211; ma anche di assistenza morale <strong>a tutti i detenuti sia stranieri che italiani</strong> che non hanno nessuno che vada a trovarli.</p>
<p>Chi volesse sostenere il Centro Astalli nel suo impegno può utilizzare il <strong>conto corrente</strong> postale n. 94259298, oppure quello del Banco di Sicilia ag.3, Catania, codice IBAN IT 88 P 01020 16903 &#8211; 000300688140<br />
Per <strong>informazioni</strong> si può chiamare al numero 095.535064.</p>
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		<title>Per&#8230;.corsi virtuosi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 04:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recitare da protagonisti in un film “vero”, diventare pizzaioli, imparare il mestiere di elettricista&#8230;. Sono alcune delle possibilità che l’attuale gestione dell’Istituto Penale Minorile offre ai giovani in esso ristretti. La direttrice, Maria Randazzo, ha avuto coraggio, ha firmato protocolli di intesa con scuole ed enti di formazione e sta cercando di offrire ai ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040008-mani-in-pasta_r.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3036" title="p3040008-mani-in-pasta_r" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040008-mani-in-pasta_r.jpg" alt="p3040008-mani-in-pasta_r" width="120" height="122" /></a>Recitare da <strong>protagonisti in un film “vero”</strong>, <strong>diventare pizzaioli</strong>, imparare il mestiere di <strong>elettricista</strong>&#8230;. Sono alcune delle possibilità che l’attuale gestione dell’Istituto Penale Minorile offre ai giovani in esso ristretti.<br />
La direttrice, Maria Randazzo, ha avuto coraggio, ha firmato <strong>protocolli di intesa con scuole ed enti  di formazione</strong> e sta cercando di offrire ai ragazzi due cose: una <strong>esperienza<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></strong><span id="more-2780"></span>di vita più ricca, <strong>significativa e stimolante</strong> di quella da cui i giovani provengono e la possibilità di acquisire <strong>competenze che possano essere spese</strong>, una volta fuori,  nel mondo del lavoro.<br />
Il tutto condito con una buona dose di allegria, di <strong>creatività</strong> e da  <strong>relazioni umane</strong> più varie e interessanti.<br />
Un gruppo di  ragazzi ha avuto modo di sperimentare la novità e di riflettere  sui rischi rappresentati da certe frequentazioni e da certe ambizioni, nel momento in cui ha contribuito a realizzare, partecipando anche alla sceneggiatura, il <a href="http://www.argo.catania.it/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/" target="_blank">cortometraggio “Ti aspetto fuori”</a>.<br />
Alcuni hanno vissuto l’esperienza della varietà rispetto alla monotonia quotidiana e la soddisfazione di vedere apprezzati (e “gustati”!)  i risultati del loro lavoro a conclusone del<strong> corso per pizzaioli</strong> tenuto dagli esperti del Cnos, come racconta Pinella Leocata ne <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/ipm_pizza_pinella.pdf">Una pizza per un nuovo futuro</a><br />
A partire dal 15 Aprile, un altro gruppo parteciperà ai <strong>corsi di “Operatore grafico multimediale” e Installatore e manutentore impianti elettrici”</strong>, nati da un Protocollo d’Intesa stipulato dall’IPM con  l’ITIS “S. Cannizzaro” di Catania e il C.I.R.P.E ( Ente di Formazione Professionale).<br />
Il percorso sperimentale di istruzione e formazione professionale, di durata triennale., coinvolgerà 7 ragazzi in possesso della licenza media.<br />
La speranza è che questa esperienza formativa non rimanga  valida solo all’interno della struttura penitenziaria, ma offra <strong>concrete possibilità di essere spesa fuori</strong>, nel mondo del lavoro.<br />
La <strong>sfida è proprio questa</strong>: che i ragazzi siano attrezzati, e non solo per le competenze professionali acquisite, ad affrontare il momento del ritorno nel mondo esterno. <strong>Non è un obiettivo facile</strong>.<br />
Si tratta di giovani che provengono in genere da ambienti deprivati sia umanamente, a causa di <strong>famiglie disgregate</strong>, sia culturalmente. Non solo, infatti, hanno spesso abbandonato la scuola senza aver raggiunto un adeguato livello di alfabetizzazione, ma hanno <strong>introiettato valori e codici</strong> tipici delle sottoculture marginali e devianti.<br />
A questo si deve aggiungere il desiderio di possedere gli <strong>oggetti che sono diventati lo status simbol</strong> della nostra società sempre più consumistica (abiti griffati, telefonini di ultima generazione, moto potenti) e che altri giovani, provenienti da <strong>famiglie più fortunate, possono procurarsi ed esibire</strong> senza bisogno di ricorrere a comportamenti criminali come il furto, lo scippo, la rapina, lo spaccio.<br />
Per i ragazzi che delinquono, il bisogno di “valere”, di essere apprezzati si concretizza nel desiderio di essere simili ai <strong>modelli proposti dalla pubblicità</strong>, così come accade ai giovani protetti, e speso viziati, delle famiglie della buona borghesia.<br />
Pensare ad un <strong>reinserimento</strong> è difficile, ma lavorare per porne le premesse è un impegno che non solo l’ente penitenziario, ma <strong>tutta la società</strong> dovrebbe fare proprio. Guarda la galleria fotografica:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://gcb43.jalbum.net/MANI_IN_PASTA/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3043 aligncenter" title="galleria fotografica" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040105-istruzioni-r.jpg" alt="p3040105-istruzioni-r" width="640" height="480" /></a></p>
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		<title>L&#8217;istituto minorile penale presenta&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 04:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ti aspetto fuori&#8221;, un cortometraggio sceneggiato e girato da giovani detenuti che hanno recitato con attori professionisti Un gruppo di ragazzi detenuti all’Istituto Penale Per I Minorenni di Catania ha partecipato all’iniziativa della Casa Editrice Carthusia, specializzata in editoria per ragazzi e in campagne di comunicazione sociale, per la realizzazione di un progetto di educazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;"><em>&#8220;Ti aspetto fuori&#8221;, un cortometraggio sceneggiato e girato da giovani detenuti che hanno recitato con attori professionisti</em></h3>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di ragazzi detenuti all’<strong>Istituto Penale Per I Minorenni di Catania</strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/tiaspettofuori-cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-1734 alignleft" title="tiaspettofuori-cover" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/tiaspettofuori-cover-300x260.jpg" alt="tiaspettofuori-cover" width="300" height="260" /></a> ha  partecipato all’iniziativa della Casa Editrice Carthusia, specializzata in editoria per ragazzi e in campagne di comunicazione sociale, per la realizzazione di un  progetto di educazione alla legalità. Il progetto, intitolato “C’E’ CHI DICE NO”,  coinvolgerà,  attraverso un <strong>Kit didattico</strong>, tutti gli studenti delle prime classi delle scuole primarie di secondo grado della Sicilia.<br />
<strong>I nove ragazzi dell’IPM sono diventati sceneggiatori e attori</strong> del film “TI ASPETTO FUORI”, (uno degli strumenti editoriali del Kit), ideato e diretto dal regista <strong>Alfio D’Agata</strong> e prodotto da <strong>Movieside</strong>. Essi hanno recitato insieme ad attori professionisti, come Nino Frassica, Giovanni Martorana, e a  una vera troupe cinematografica.<br />
<strong> Hanno lavorato con le loro storie di vita</strong>, per circa tre mesi, incontrandosi settimanalmente con gli operatori per la realizzazione della sceneggiatura del cortometraggio. Parlando, litigando, giocando<span id="more-1733"></span> <strong>hanno discusso di regole, di rispetto, di significati</strong>. Proprio loro che si trovano in Istituto per aver trasgredito.<br />
Alcuni si sono messi in discussione, altri hanno messo in discussione le regole e gli adulti che non riescono ad essere “modelli significativi”.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/ciack.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1740" title="ciack" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/ciack-221x300.jpg" alt="ciack" width="221" height="300" /></a><br />
Affascinante e faticosa la fase della realizzazione del cortometraggio, avvenuta i primi cinque giorni dello scorso mese di settembre: bisognava conciliare i vincoli di una struttura chiusa (gli orari, le autorizzazioni, la complessità dei ruoli ) con le esigenze di un set cinematografico, comprese le bizze delle primedonne e la presenza delle variegate figure professionali che girano intorno alla realizzazione di un film.<br />
Per cinque giorni i nostri ragazzi sono stati impegnati, dalle otto di mattina alle nove di sera, nelle riprese, senza mai stancarsi,<strong> vivendo un’esperienza nuova</strong>, giornate non più scandite dagli orari e dalle attività previsti dal regolamento interno, liberi di essere altro da sé, non più detenuti, ma attori di un film che provava a raccontarli.<br />
Le esperienze belle contagiano e i poliziotti penitenziari, frequentemente tratteggiati come un po’ scettici sul valore delle attività educative, si  son  fatti coinvolgere volentieri, condividendo con i ragazzi tempi e spazi, accettando di recitare la “loro parte” e, per questa volta,, tutti i protagonisti del Corto si sono ritrovati dalla stessa parte.<br />
Il risultato è “<strong>Ti aspetto Fuori</strong>”, un film che testimonia “le tentazioni, le debolezze, gli errori e allo stesso tempo la<strong> voglia di riscatto, di emancipazione,</strong> il desiderio di essere aspettati ed accolti, nonostante tutto”.<br />
La distribuzione del Kit sarà preceduta dalla formazione dei formatori (e dei 2.900 insegnanti di riferimento) a cura di <strong>Carthusia</strong> e del <strong>Consorzio Il Nodo</strong> e da alcuni incontri – laboratorio tenuti direttamente dagli operatori del Centro Per La Giustizia Minorile con le classi di 15 scuole fra le più a rischio in Sicilia.<br />
Del gruppo di formatori che lavorerà nella provincia di Catania fa parte Michele, uno dei giovani protagonisti del film.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/rosario-puglisi_0152.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1741" title="rosario-puglisi_0152" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/rosario-puglisi_0152-1024x683.jpg" alt="rosario-puglisi_0152" width="430" height="287" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bella testimonianza di impegno per tutti, prova che la comunicazione è possibile, che  l’Istituto Penale può essere anche luogo di produzione di senso .<br />
<strong>Maria Randazzo  Direttore IPM Catania</strong></p>
<p>N.B. – Il Kit contiene, oltre il dvd “Ti Aspetto Fuori”, 1 scatola –plancia gioco con carte e segnalini; 21 volumi “Lo Spaccamondo” (uno per ogni ragazzo con inserto per i genitori); 1 guida informativa per l’insegnante e 1 dvd “Benedetta” (cartone animato) -<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>&#8220;Sorrisi e voci&#8221;&#8230; un&#8217;evasione legale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo dei detenuti della casa circondariale di Bicocca é andato in scena nel corso della giornata su &#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi, tutela della salute, promozione del ben-essere fisico e psichico delle persone detenute&#8221;. &#8220;Mi sembra di essere libero&#8221;. Dice così uno dei detenuti di Casa teatro Bicocca, il laboratorio teatrale, condotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/bicocca_spettacolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1665" title="bicocca_spettacolo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/bicocca_spettacolo.jpg" alt="bicocca_spettacolo" width="300" height="211" /></a>Lo spettacolo dei detenuti della <strong>casa circondariale di Bicocca</strong></em><em> é andato in scena nel corso della giornata su <strong>&#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi, tutela della salute, promozione del ben-essere fisico e psichico delle persone detenute&#8221;</strong></em><em>. </em></p>
<p><em></em>&#8220;Mi sembra di essere libero&#8221;. Dice così uno dei detenuti di Casa teatro Bicocca, il laboratorio teatrale, condotto da Piero Ristagno e Monica Felloni;  lo dice mentre fervono le prove e vengono fuori, come per incanto, le alchimie del teatro, tra le invenzioni della ragione e le esplosioni dei sentimenti.</p>
<p>Nessuno avrebbe detto all&#8217;inizio che <strong>&#8220;Sorrisi e voci&#8221;</strong> -questo il titolo dello spettacolo- si sarebbe dipanato pian piano, attraverso le menti e i corpi,  piccolo grande miracolo di esperimento corale. Con il lavoro, andato in scena il 13 febbraio scorso e in replica il 19, è stato inaugurato <strong>il nuovo teatro della Casa circondariale di Bicocca</strong>. Un teatro progettato da un detenuto ed ora, finalmente, utilizzato dai carcerati, diciassette sul palcoscenico, centottanta in platea a spellarsi le mani con gli applausi. Come non emozionarsi per le canzoni napoletane e siciliane, per i monologhi vocali e corporei? Come non sorridere con gli sketch-parodia mutuati da una televisione fin troppo presente nella vita del carcere. Lo spettacolo si congeda con una struggente, antica ninna nanna siciliana e un brano di Saramago sulla musica che affratella e arricchisce. Come il teatro.</p>
<p>Sì, sembrava proprio di essere liberi. E non solo dal carcere ma anche dagli schemi, dagli stereotipi di una società senza valori, che spinge ad accumulare oggetti e denaro,  a raggiungere posizioni di potere, a sopraffare l&#8217;altro. Senza pensare che alla fine c&#8217;è per tutti a &#8220;Livella&#8221;.  Ce lo  ha ricordato Turi con un&#8217; interpretazione magistrale della poesia del principe De Curtis, in arte Totò. &#8221; Sti pagliacciate &#8216;e ffanno sulo e&#8217; vive. Nuje simmo serie,  appartenimmo a morte&#8221;.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a><span id="more-1645"></span></p>
<p><em>Allo spettacolo, che ha dato il via alla giornata di sensibilizzazione sul tema &#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi&#8221;,  hanno assistito anche il direttore di Bicocca, <strong>Giovanni Rizza</strong></em><em>, l&#8217;educatore <strong>Maurizio Battaglia</strong></em><em>, il commissario <strong>Sergio Bruno</strong></em><em>, <strong>Salvo Fleres</strong></em><em>, garante regionale per la tutela dei diritti dei detenuti e il direttore generale dei detenuti <strong>Sebastiano Ardita</strong></em><em>.</em></p>
<p><strong>Il cast di &#8220;Sorrisi e voci&#8221;</strong></p>
<p><strong>Cantanti, attori e tecnici luci e suono:</strong> <strong>Angelo Albarino, Castrense Balsano, Salvatore Catti, Raffaele De Vincentiis, Santo Di Benedetto, Marco Grande, Vincenzo Mangion, Luca Marino, Paolo Mirabile, Orazio Nicolosi, Pietro Nicolosi, Massimiliano Pafumi, Claudio Sacco, Francesco Santapaola, Salvatore Torrisi, Antonino Trombino, Roberto Vacante.</strong> <strong>Le volontarie dell&#8217;associazione Ali nel silenzio</strong>. <strong>Carmela Cosentino, Giusi Nicolosi, Ada Mollica</strong>.  <strong>R</strong><strong>egia: Piero Ristagno e Monica Felloni. </strong><strong>Maestro del coro: Giuseppe Privitera.</strong> <strong>Alla chitarra: Elisa Messina</strong> <strong>Riprese video: Chiara D&#8217;Amico e Alessandro De Filippo</strong></p>
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		<title>Detenuti e bufale</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sovrapposizioni, equivoci e chiacchiere di stampa. Due detenuti, uno in carne ed ossa; l&#8217;altro &#8211; a quanto pare &#8211; immaginario. Il secondo acquista, però, improvvisa concretezza con il suicidio del primo. Gli danno vita, con un nome, un volto e una storia, le pagine dei giornali e le voci dei cronisti radiofonici e televisivi. Tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/arresto-carcere-manette_17847_resize.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-592" title="arresto-carcere-manette_17847_resize" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/arresto-carcere-manette_17847_resize-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Sovrapposizioni, equivoci e chiacchiere di stampa.<br />
Due detenuti, uno in carne ed ossa; l&#8217;altro &#8211; a quanto pare &#8211; immaginario. Il secondo acquista, però, improvvisa concretezza con il suicidio del primo. Gli danno vita, con un nome, un volto e una storia, le pagine dei giornali e le voci dei cronisti radiofonici e televisivi.<br />
Tutto comincia nell&#8217;estate del 2008 quando <span id="more-590"></span>l&#8217;avvocato nonchè sovrintendente del teatro Bellini di Catania, Antonio Fiumefreddo, in un intervista a Klaus Davi su You tube, racconta una storia terribile, maturata &#8211; dice &#8211; due anni prima, tra le mura del carcere di piazza Lanza. Narra di un giovane detenuto mafioso, stuprato da otto appartenenti al suo stesso clan perchè ritenuto gay, o comunque effeminato, in quanto autore di poesie. Per la violenza di gruppo il ragazzo sarebbe finito in infermeria con nove punti di sutura all&#8217;ano.<br />
Qui finisce la storia. Per il momento.<br />
L&#8217;avvocato non rivela, nemmeno alle  autorità, il nome del ragazzo.  Si pronuncia invece, il garante dei diritti dei detenuti, Salvo Fleres, dopo aver chiesto dettagliate notizie al provveditore regionale dell&#8217;amministrazione penitenziaria per la Sicilia: &#8220;Nessun episodio di violenza sessuale, con le caratteristiche descritte dai servizi stampa, si è mai verificato, nel periodo di tempo indicato, nel carcere di piazza Lanza&#8221;.<br />
Ma ecco che un altro episodio si sovrappone e dà vita al primo. E stavolta la storia, purtroppo, non è smentibile.  Siamo nel dicembre 2008. Un detenuto di 25 anni, che stava scontando una condanna a 12 anni e sette mesi di reclusione per alcune rapine, si suicida  nel carcere di alta sicurezza di Bicocca.<br />
Non è un mafioso e non è mai stato a piazza Lanza. A Palermo, a Sollicciano e infine a Bicocca, ma non a piazza Lanza.<br />
Anch&#8217;egli, però, pare abbia subìto lo scorso anno un tentativo di violenza da parte di un -soltanto uno- compagno di cella. E&#8217; bastato questo a fare sovrapporre le due storie. Non importa che il suo legale, l&#8217;avvocato Eleonora Baratta, escluda &#8220;categoricamente che si tratti della persona violentata nel carcere di Catania da mafiosi perchè scriveva poesie&#8221;. Arrivano inesorabili i titoloni a sensazione, &#8220;Suicida il detenuto gay violentato dai membri del suo clan&#8221;.</p>
<p>Del giovane suicida a Bicocca si sono occupati tutti i giornali. Anche, ma correttamente, il Corriere della sera. Ecco l&#8217;articolo di Felice Cavallaro:<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/morto-in-cella-era-stato-violentato.pdf">morto-in-cella-era-stato-violentato </a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazioneargo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-717" title="redazioneargo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazioneargo.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a></p>
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