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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Finanziamenti europei</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Agenda 2000: quali risultati?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 04:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I fondi di Agenda 2000, stanziati da Bruxelles allo scopo di ridurre le disparità di sviluppo tra le regioni e i paesi dell&#8217;Unione Europea, rappresentano per la Sicilia l&#8217;ennesima occasione mancata? Sul numero del 25 gennaio di A Sud&#8217;Europa abbiamo trovato alcuni interessanti articoli che riguardano i risultati dell&#8217;utilizzo dei fondi strutturali. Potrebbe, forse, essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/fondi-strutturali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10234" title="fondi-strutturali" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/fondi-strutturali-300x299.jpg" alt="fondi-strutturali" width="210" height="209" /></a>I<strong> fondi di Agenda 2000</strong>, stanziati da Bruxelles allo scopo di ridurre le disparità di sviluppo tra le regioni e i paesi dell&#8217;Unione Europea, rappresentano per la Sicilia l&#8217;ennesima <strong>occasione mancata</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Sul numero del 25 gennaio di A Sud&#8217;Europa abbiamo trovato alcuni interessanti articoli che riguardano i risultati dell&#8217;utilizzo dei fondi strutturali. Potrebbe, forse, essere presto per <strong>misurare</strong> l&#8217;effettivo<strong> impatto dei finanziamenti europei </strong>del piano 2000-2006  sull&#8217;economia isolana. La Regione sa bene che queste cose richiedono tempo. Lo dimostra  quando si occupa della pianificazione della spesa: quest&#8217;anno è riuscita solo per un soffio a <span id="more-10232"></span>non perdere la prima tranche di finanziamenti del Por 2007-2013, l&#8217;ultima possibilità di ottenere aiuti comunitari prima che i rubinetti europei si chiudano definitivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altro canto<strong> non sembra</strong> nemmeno che sia <strong>tempo di festeggiare</strong> l&#8217;avvento di una nuova luminosa era in cui una rinnovata Sicilia si propone come cuore pulsante dell&#8217;economia euromediterranea. <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Sicilia</strong> è ben<strong> distante</strong> <strong>dall&#8217;avere raggiunto gli obiet</strong><strong>tivi </strong>prefissati dagli stati membri dell&#8217;Unione nella strategia di Lisbona, che prevedevano, tra le altre cose, il raggiungimento, entro il 2010, di una crescita complessiva del 3 per cento del Pil e  un tasso d’occupazione del 70 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo una ricerca del centro studi Sintesi di Venezia la Sicilia ha una <strong>distanza del 100 per cento dagli obiettivi di Lisbona</strong>. Tra le regioni italiane è quella messa peggio. Si può obiettare che la Sicilia già parte da una situazione di profondo svantaggio rispetto, ad esempio, alle regioni del nord-est. Ma poco comunque è stato fatto, visto che l’avanzamento complessivo dei vari indicatori è stato dell’1,9 per cento:  una crescita inferiore a quelle della Puglia, della  Sardegna e della Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferma dello stato delle cose arriva anche dall&#8217;<strong>ISTAT</strong>, che,  per valutare e monitorare in modo dettagliato il Quadro comunitario di sostegno 2000-2006, ha creato una banca dati con circa 160 indicatori. Prendiamo ad esempio gli indicatori dell&#8217;asse 1, quella relativa alle risorse naturali. Ad agosto del 2009, la Regione era riuscita a pagare 2,1 milioni dei 2,6 impegnati per questo asse. Ma la spesa fatta non sembra essere stata efficace: per citare solo alcuni casi, a proposito della <strong>raccolta differenziata</strong> dei rifiuti, l’isola,  che nel 2000 raccoglieva per il riciclo l&#8217;1,9 per cento dei rifiuti, oggi è arrivata al 6,1 per cento, lontanissima dall’obiettivo fissato dalla stessa Regione per il 2007, il 45 per cento. Per fare una comparazione: nel 2000 la Sardegna riciclava l&#8217;1,7 per cento dei rifiuti prodotti, e  oggi può vantare un incoraggiante 27,8.  Anche per quanto riguarda  il contrasto all&#8217;irregolarità nella <strong>distribuzione dell&#8217;acqua</strong> il progresso è lento: nel 2000 il 33,7 per cento delle famiglie siciliane avevano difficoltà nell&#8217;approvigionamento idrico. Nel 2008 il dato è sceso di pochi punti percentuali, attestandosi al 27,9.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo lontanissimi dal raggiungere il traguardo di Lisbona anche per quanto riguarda il<strong> tasso di occupazione</strong>, salito in otto anni di appena tre punti, dal 41,5 al 44,1 per cento, mentre il<strong> tasso di povertà</strong> è cresciuto fino al 33,1 per cento. La produttività del lavoro nell’industria in Sicilia è passata dal 48,1 del 2000 al 46,5 del 2008. <strong>In flession</strong><strong>e </strong>anche l’<strong>agricoltura</strong> e perfino il <strong>turismo</strong>, nonostante l&#8217;immenso patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico della nostra isola. Per quanto riguarda la <strong>capacità di attrarre investimenti esteri</strong>, l&#8217;intervento europeo nulla ha potuto:  in Sicilia, gli investimenti dall’estero dal 2000 al 2007 sono rimasti fermi allo 0,1 per cento del totale.</p>
<p style="text-align: justify;">A ulteriore riprova del fatto che i fondi europei sono stati spesi male ci sono le <strong>denunce arrivate dalla Corte dei conti</strong> e dalla stessa Ue, che hanno ammonito gli amministratori siciliani per aver <strong>utilizzato parte delle risorse di Bruxelles per coprire buchi di bilancio e spese correnti.</strong></p>
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		<title>Dirottamenti</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 21:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tratto da: Centonove, n. 48 del 19/12/2008 pag. 23; E. Di Dio, L&#8217;esproprio. Il 70% del Fondo sociale e della misura destinata allo sviluppo regionale saranno gestiti dallo Stato. L&#8217;attesa di Lombardo. Non sappia la mano sinistra ciò che fa la destra. Il detto evangelico sembra essere uno dei criteri che guida l&#8217;azione del governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tratto da:</strong> Centonove, n. 48 del 19/12/2008 pag. 23; <a href="http://www.centonove.it/arretrati/2008/48/">E. Di Dio, L&#8217;esproprio. Il 70% del Fondo sociale e della misura destinata allo sviluppo regionale saranno gestiti dallo Stato. L&#8217;attesa di Lombardo.</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/soliti-ignoti-111.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1033" title="soliti-ignoti-111" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/soliti-ignoti-111.jpg" alt="" width="97" height="135" /></a>Non sappia la mano sinistra ciò che fa la destra. Il detto evangelico sembra essere uno dei criteri che guida l&#8217;azione del governo Berlusconi. Ha guadagnato molti consensi abolendo l&#8217;ICI sulla prima casa per tutti, ha dato 140 milioni (ma chi li ha visti?) per coprire i buchi di bilancio del comune di Catania, ha fatto finta di risolvere il problema della spazzatura in Campania. Ma chi ha pagato il prezzo reale di tutte queste munificenze? In un certo senso gli stessi soggetti che ne hanno beneficato.<span id="more-1031"></span></p>
<p>Esempio: i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse) sono destinati allo sviluppo regionale. Per il periodo 2007/2013 la dotazione prevista per la Sicilia è di 6,5 miliardi di euro. Ora, presumendo che la Regione non sarà in grado di spendere in tempo utile questi fondi, il ministro dell&#8217;economia Tremonti ha deciso di appropriarsene in misura del 70%, destinandoli alle priorità stabilite dal governo Berlusconi: piano energetico nucleare, grandi infrastrutture e telecomunicazioni. In questo quadro, l&#8217;unico investimento che riguarda la Sicilia è il ponte sulle Stretto. Altre infrastrutture previste sono il raddoppio della ferrovia Catania-Messina e il completamento dell&#8217;autostrada Palermo-Messina.<br />
Secondo esempio. Il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) rappresenta uno strumento fondamentale per colmare gli enormi ritardi delle infrastrutture dell&#8217;isola (quelle ordinarie: strade, scuole, ecc.). Anche esso è stato &#8216;scippato&#8217; di ben 17 miliardi destinati, fra l&#8217;altro a compensare i Comuni per il taglio dell&#8217;ICI (1 miliardo), a coprire il disavanzo corrente dei comuni di Catania e Roma (640 milioni), all&#8217;emergenza rifiuti della Campania (450 milioni), a dare contributi alla società di navigazione Tirrenia (195 milioni) e alle Ferrovie dello Stato (1400 milioni).</p>
<p>Insomma: con una mano tolgo, con l&#8217;altra do. Non è necessario chiamarsi Berlusconi per governare in questo modo. E l&#8217;autonomista Lombardo che fa?</p>
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