<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; G. Ruggieri</title>
	<atom:link href="http://www.argocatania.org/tag/g-ruggieri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.argocatania.org</link>
	<description>Cento occhi su Catania</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 08:20:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Testimoniare un altro modo di essere cristiani</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/02/01/testimoniare-un-altro-modo-di-essere-cristiani/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2011/02/01/testimoniare-un-altro-modo-di-essere-cristiani/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 03:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[A. Melloni]]></category>
		<category><![CDATA[card. Ruini]]></category>
		<category><![CDATA[Concilio Vaticano II]]></category>
		<category><![CDATA[G. Ruggieri]]></category>
		<category><![CDATA[S. Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[S. Dianich]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=17678</guid>
		<description><![CDATA[Di fronte agli avvenimenti politici (per modo di dire) che hanno visto coinvolto il premier Berlusconi, molti cristiani, e non solo, si sono interrogati sulla scomoda posizione in cui si sono venuti a trovare la gerarchia e una parte del mondo cattolico. Noi abbiamo chiesto a don Pino Ruggieri, teologo che vive e insegna a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Di fronte agli avvenimenti politici (per modo di dire) che hanno visto coinvolto il premier Berlusconi, molti cristiani, e non solo, si sono interrogati sulla scomoda posizione in cui si sono venuti a trovare la gerarchia e una parte del mondo cattolico. </em><em>Noi abbiamo chiesto a <strong>don Pino Ruggieri</strong>, teologo che vive e insegna a Catania, una riflessione che aiuti a leggere la situazione nelle sue molteplici sfaccettature. Ecco il suo contributo.</em></p>
<p><img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TUXQJcHbLDI/AAAAAAAAChQ/54dy8d6Q8PY/ruini-berlusconi.jpg" alt="" width="215" height="195" />Quando accadono alcuni <strong>scandali</strong> o alcuni fatti che comunque offendono il senso comune della giustizia e i <strong>vertici ecclesiastici</strong> non dicono nulla, tutti chiedono: perchè non denunciano come dovrebbero?</p>
<p>La domanda ha una sua giustificazione per il fatto che gli stessi vertici ecclesiastici invece gridano a voce alta di fronte ad un certo tipo di problemi; valga per tutti ricordare il caso <strong>Welby</strong>, per il quale si arrivò persino alla <span id="more-17678"></span>negazione dei funerali religiosi e quello <strong>Englaro</strong> in cui fu messo sotto accusa il padre della ragazza alla quale, dopo tanti anni di sofferenza e di degrado fisico quasi totale, era stata &#8220;staccata la spina&#8221;.</p>
<p>Al di là dell&#8217;indignazione che le <strong>compromissioni</strong> <!--more-->delle gerarchia generano in molti cristiani, ritengo opportuno proporre <strong>alcune riflessioni</strong>.</p>
<p>Occorre innanzitutto <strong>cogliere dove sta l&#8217;origine della contraddizione</strong>. Questa va situata nella strategia di alcuni ambienti della gerarchia ecclesiastica, rappresentati soprattutto dal <strong>card. Ruini</strong>, che ha dominato la politica ecclesiastica italiana durante il pontificato di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Si è scelto di <strong>ignorare la strada indicata dal Vaticano II</strong> per la missione della Chiesa, la via della povertà della Chiesa e dell&#8217;annuncio del vangelo ai poveri per seguire la stessa strada che ha percorso Gesù (Lumen Gentium, 8), a favore di una <strong>funzione di &#8216;fondazione morale&#8217; della</strong> <strong>società</strong> e di una corrispondente azione che richiede mezzi adeguati per una presenza sociale forte. (Si può leggere a tal proposito l&#8221;analisi di Melloni in Melloni-Ruggieri, <em>Il vangelo basta</em>, Carocci 2010.)</p>
<p>In positivo si veda invece sulla rivista &#8216;Il Regno&#8217;, n. 20 del 2010, l&#8217;articolo sapiente di S. Dianich, <em>Chiesa, che fare?.</em> Sta nella scelta di quella strategia <strong>l&#8217;origine dell&#8217;alleanza dei vertici della Conferenza Episcopale Italiana con i governi di centro destra</strong>, contro quello del cattolicissimo, ma &#8216;laico&#8217;, Romano Prodi.</p>
<p>La recente misura dell&#8217;attuale governo che ha ripristinato i <strong>privilegi</strong> fiscali per le attività commerciali degli enti ecclesiastici testimonia, più di ogni altra cosa, la gratitudine dell&#8217;attuale maggioranza politica per questa scelta a proprio favore.</p>
<p>Sarebbe tuttavia un errore (nel senso che non corrisponde alla realtà) appiattire l&#8217;atteggiamento di tanta chiesa, ivi compresi alcuni vescovi, su questa &#8216;santa&#8217; (si fa per dire) alleanza.</p>
<p>Non basta tuttavia questa comprensione delle cose. Non basta &#8216;leggere&#8217; i segni dei tempi. La vita cristiana non è un fatto ideologico o politico (anche se in un certo senso lo è, nel senso di una politica della diversità). <strong>La novità che ha portato Gesù</strong> sta nel &#8216;Regno che viene&#8217;, cioè in <strong>una prassi di compassione</strong> per le sofferenze delle donne e degli uomini che porta alla loro guarigione e liberazione dalle potenze che dominano &#8216;questo&#8217; mondo.</p>
<p>I <strong>discepoli</strong> di Gesù sono stati chiamati a questo: <strong>annunciate il vangelo del Regno</strong>, guarite dalle malattie, scacciate i demoni. E per adempiere questo compito <strong>non debbono portare con sé nulla se non il</strong> <strong>vangelo</strong>. Infatti l&#8217;azione dei discepoli è fatta di totale abbandono in Dio, di mitezza e di non violenza. Essi non hanno la loro casa in &#8216;questo&#8217; mondo (cioè nel mondo segnato dal potere).</p>
<p>Contro &#8216;questo&#8217; mondo essi non inveiscono, ma pongono semplicemente la <strong>diversità del Regno</strong>. Quando Gesù fu messo in guardia da Erode che lo cercava per metterlo a morte, egli rispose semplicemente: Andate a dire a quella volpe: &#8220;Ecco, io scaccio i demòni, compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno avrò terminato&#8221; (Lc 13, 32).</p>
<p>Davanti allo spettacolo della vergogna, rappresentato da Erode, dal suo malgoverno, dalla sua vita, Gesù non denuncia, ma pone semplicemente <strong>la realtà del Regno che viene</strong>.</p>
<p>Noi invece abbiamo bisogno di gridare perchè non abbiamo nulla da mostrare. E non abbiamo nulla da mostrare perchè<strong> ci fa paura la radicalità della scelta di Gesù</strong>.</p>
<p>Questo non vuol dire che i cristiani non debbano denunciare o manifestare. Insieme agli altri uomini di buona volontà, anch&#8217;essi possono e devono <strong>partecipare ai movimenti e ai momenti di denuncia e di protesta</strong>, devono esprimere la propria indignazione. Ma devono innanzi tutto <strong>testimoniare un altro modo di essere</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Ruggieri</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2011/02/01/testimoniare-un-altro-modo-di-essere-cristiani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cristiani oltre la contestazione</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/02/25/cristiani-oltre-la-contestazione/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2010/02/25/cristiani-oltre-la-contestazione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 03:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[A. Melloni]]></category>
		<category><![CDATA[card. Ruini]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici italiani]]></category>
		<category><![CDATA[CEI]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[G. Ruggieri]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti ecclesiali]]></category>
		<category><![CDATA[sinodalità]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
		<category><![CDATA[vescovi italiani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=10741</guid>
		<description><![CDATA[Nelle stesse ore in cui i “divoti” catanesi facevano apprezzare anche a s. Agata i piaceri di una interminabile movida notturna, una quindicina di cristiani siciliani – provenienti da Catania, Messina e Modica – il 6 febbraio scorso si sono incontrati a Firenze assieme tanti altri, poco meno di 300, provenienti da tutta l’Italia. “Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10743" title="ecclesia" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/ecclesia-217x300.jpg" alt="ecclesia" width="217" height="300" />Nelle stesse ore in cui i “divoti” catanesi facevano apprezzare anche a s. Agata i piaceri di una interminabile movida notturna, <strong>una quindicina di cristiani siciliani </strong>– provenienti da Catania, Messina e Modica – il 6 febbraio scorso si sono incontrati a Firenze assieme tanti altri, poco meno di 300, provenienti da tutta l’Italia.</p>
<p><strong>“Il vangelo che abbiamo ricevuto</strong>” è lo slogan che ha riunito quanti nella chiesa cattolica oggi stentano ad avere voce perché avvertono “la sofferenza di non vedere al centro della comune attenzione proprio il Vangelo del Regno annunciato da Gesù ai poveri, ai peccatori, a quanti giacciono sotto il dominio del male, mentre cresce a dismisura la predicazione della Legge.” Un invito non volto “alla creazione di un movimento o alla contestazione&#8221;, ma mosso  <span id="more-10741"></span> dal <strong>desiderio che la libertà dei figli di Dio, il confronto, la comunione e lo scambio non si spengano</strong>.”</p>
<p>Dopo la felice ma breve <strong>stagione conciliare</strong>, durante la quale la Chiesa aveva provato ad affrontare la nuova complessità del mondo contemporaneo con una metodologia adeguata, già nel corso del pontificato di Paolo VI si era delineata una inversione di tendenza che, per  la Chiesa italiana, ha avuto il suo epilogo con l’avvento del <strong>card. Ruini</strong> alla presidenza della CEI, all’inzio degli anni ‘90.</p>
<p>Sotto il suo impulso si inaugura una nuova modalità di presenza pubblica della Chiesa che vede <strong>la gerarchia italiana esordire come soggetto politico</strong> con una cultura organizzativa di tipo autoritario.</p>
<p>In questo modello, l’autorità ecclesiastica negozia con l&#8217;autorità politica <strong>uno &#8220;scambio politico&#8221;</strong>, per cui in cambio dell&#8217;approvazione di un provvedimento favorevole si fornisce adeguata legittimazione e bacino elettorale.</p>
<p>Per questa via la chiesa ritiene di evangelizzare promuovendo o vietando delle leggi civili, in modo che <strong>l&#8217;etica cattolica</strong> sia la <strong>&#8220;religione civile&#8221;</strong> italiana, sollecitando nel contempo apprezzamenti ed alleanze con le forze politiche che hanno convinzioni e/o convenienze complementari.</p>
<p>Il rischio è che, nella mentalità prevalente, il <strong>Vangelo </strong>venga <strong>ridotto a codice di comportamento morale</strong>, mentre esso è espressione non del giudizio di Dio ma della sua <strong>misericordia, </strong>resa manifesta nella persona di Gesù morto e risorto per tutti gli uomini.</p>
<p>I <strong>vescovi italiani</strong> si sono allineati in silenzio, riservando ai corridoi lo spazio per i mugugni, mentre questa linea, necessariamente verticista, ha avuto il forte appoggio di molti <strong>movimenti ecclesiali</strong>, autoreferenziali nello stile di vita ma molto legati all’autorità nelle sue scelte politiche.</p>
<p>Non tutto <strong>il popolo cristiano, </strong>cresciuto in forme plurali, ha trovato spazio ed espressione all’interno di questa forma autoritaria di presenza ecclesiale. Quanti non si sono riconosciuti in questo modello di Chiesa hanno subito una condizione di <strong>esclusione</strong> e di <strong>isolamento</strong>.</p>
<p>Si è quindi voluto aprire <strong>un forum di incontro</strong> che facesse rete fra molte presenze attive che rischiano di essere marginali e isolate, perché l&#8217;isolamento non scoraggi la speranza di quanti si impegnano nel concreto, offrendo contestualmente all&#8217;autorità della chiesa la <strong>proposta di un dialogo</strong> senza esclusioni e senza filtri, anche per dare la possibilità, a quanti lo desiderano, di uscire dai mugugni di corridoio.</p>
<p>Appare significativo, a questo proposito, il <strong>commento </strong>di uno dei partecipanti: “Questa Chiesa, che ci fa tanto soffrire, che spesso ci indigna, in cui tanto spesso vediamo ottusità, ipocrisia, peccato, questa Chiesa che non ci dà la parola, e che se parliamo non ci ascolta, è pur sempre la Chiesa che Dio ama, la nostra Chiesa, quella di cui siamo parte, entro le cui vene circola il nostro peccato, insieme alla nostra grazia, e non ce n&#8217;è un&#8217;altra.</p>
<p>Dire queste cose però non equivale affatto a rassegnarsi all&#8217;ossequio, al contrario, vuole solo richiamare e sottolineare una dimensione di concretezza.”</p>
<p>L&#8217;incontro non ha voluto avere una conclusione, ma è rimasto aperto, proprio perché la <strong>pratica della sinodalità</strong>, il convenire da uguali sulla base del comune battesimo non è solo un espediente pratico per riunirsi e dar voce alla pluralità delle esperienze e sensibilità, non è solo un mezzo, ma è un fine in sé, è un modo di far vivere un aspetto essenziale dell’essere Chiesa e della comunione ecclesiale.</p>
<p><strong>Gli atti </strong>del primo incontro (16 maggio 2009) sono adesso pubblicati: <em>Il Vangelo basta. Sulla fede e sullo stato della chiesa italiana</em>, a cura di A. Melloni e G. Ruggieri, editore Carocci. Le relazioni, le testimonianze e il dibattito del secondo incontro (6 febbraio 2010), si possono trovare, sia nel testo scritto che in video, nel sito <a href="http://www.statusecclesiae.net/" target="_blank"><strong>www.statusecclesiae.net</strong></a>, sotto la rubrica “Il vangelo che abbiamo ricevuto” o cliccando su “Firenze 2 video”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.argocatania.org/2010/02/25/cristiani-oltre-la-contestazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

