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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Giustizia</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>SEL,  Ora basta! Serve aria nuova alla procura di Catania</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 03:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sinistra Ecologia Libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; &#160; Dopo l’ennesimo caso di disfunzione alla Procura di Catania, che ha permesso la scarcerazione, per decorrenza dei termini, di un intero “clan” condannato in primo grado per gravi reati di mafia, è ora che la macchina della giustizia inizi a funzionare, anche nella nostra città. Organico ridotto, faide interne, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-96bJl_TOfNI/TnbcHbKfLUI/AAAAAAAAG70/qngnC-eJUkg/s128/SeL.jpg" alt="" width="128" height="123" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo l’ennesimo caso di disfunzione alla <strong>Procura di Catania</strong>, che ha permesso la <strong>scarcerazione, per decorrenza dei termini,</strong> di un intero “clan” condannato in primo grado per gravi reati di mafia, è ora che la macchina della giustizia inizi a funzionare, anche nella nostra città.</p>
<p><strong>Organico ridotto</strong>, faide interne, fascicoli chiusi nei cassetti, esposti inesitati, fughe dei giovani magistrati ed <strong>intrecci</strong> tra rappresentanti della giustizia, loro familiari ed esponenti della politica e della P. A. indagati, hanno fatto in modo che nella Procura catanese, da anni, l’esercizio della giustizia abbia lasciato, spesso, dubbi, perplessità, polemiche ed, a volte, sconcerto.</p>
<p>Sinistra Ecologia e Libertà si augura che, l’<strong>imminente nomina</strong>, da parte del Csm, del nuovo Procuratore Capo, sia l’occasione per voltare pagina.</p>
<p>La città ha bisogno di una guida della Procura della Repubblica, autorevole ed <strong>estranea ai veleni</strong> ed ai sospetti che incombono su molti dei suoi esponenti, di un organico adeguato e di un sostegno delle istituzioni, perché sia adeguatamente svolta la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, all’abusivismo e a tutti gli altri reati.</p>
<p><strong>Mercoledì 12 Ottobre dalle ore 10,30 </strong>invitiamo i cittadini e la stampa davanti al Tribunale di Catania per un <strong>sit in</strong> volto a rappresentare la necessità di porre in primo piano l’esercizio della Giustizia nella nostra città.</p>
<p>Giolì Vindigni,       coordinatore provinciale</p>
<p>Enrico Giuffrida, coordinatore cittadino</p>
]]></content:encoded>
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		<title>12 marzo COSTITUZIONE DAY</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 07:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[istruzione pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[Come in tutta Italia, anche  Catania il 12 marzo si mobiliterà in difesa della Costituzione.  La manifestazione inizierà alle ore 16,00 alla Villa Bellini per concludersi, dopo aver percorso via Etnea, in piazza Università. I numerosi catanesi tradizionalmente presenti il sabato pomeriggio nel salotto cittadino vedranno sfilare davanti ai loro occhi un variegato e composito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TXnKuXKC2PI/AAAAAAAADTo/XUqK0yH1oWU/s512/COSTITUZIONE%20DAY%2012%20MARZO%202011.jpeg" target="_blank"><img class="   " src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TXpIAaeL3TI/AAAAAAAADT4/MqOFQAxAr2w/COSTITUZIONE%20DAY%2012%20MARZO%202011.jpeg" alt="" width="270" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">guarda il manifesto completo</p></div>
<p>Come in tutta Italia, anche  Catania il 12 marzo si mobiliterà <strong>in difesa della Costituzione</strong>.  La manifestazione inizierà alle ore <strong>16,00 alla Villa Bellini</strong> per concludersi, dopo aver percorso <strong>via Etnea</strong>, in piazza Università. I numerosi catanesi tradizionalmente presenti il sabato pomeriggio nel salotto cittadino vedranno sfilare davanti ai loro occhi un variegato e composito corteo.</p>
<p>Un corteo promosso da movimenti della società civile, organizzazioni sindacali e forze politiche dell’opposizione che hanno trovato una <span id="more-18776"></span>sintesi delle diverse posizioni nelle parole riportate sullo striscione che aprirà la manifestazione: <strong>accoglienza, solidarietà e pubblica istruzione: sana e robusta Costituzione</strong>.</p>
<p>Parole importanti che individuano precise priorità perché, come è scritto nel volantino con il quale è stata indetta la manifestazione, “oggi, in un momento oltremodo difficile per il nostro Paese, attraversato da una <strong>violenta crisi economica</strong>, difendere la nostra Carta e i suoi valori è necessario per dire basta a una <strong>politica governativa del tutto disinteressata a risolvere i problemi reali</strong>”.</p>
<p>Preoccupazioni che, viste le ultime <strong>proposte</strong> del governo Berlusconi <strong>in tema di giustizia</strong> con le quali, di fatto, si rimette in discussione l’<strong>autonomia della magistratura</strong>, sono, evidentemente, destinate a crescere.</p>
<p>Altro tema centrale, per gli organizzatori è quello dell’<strong>istruzione</strong>, sempre nel volantino si legge infatti che “al centro della mobilitazione c’è la difesa del diritto all’istruzione e alla formazione, rimesso drammaticamente in discussione dai <strong>pesantissimi tagli di risorse</strong> effettuati dal governo Berlusconi nelle scuole e nelle università statali. Ma, soprattutto, c’è l’orgoglio e la necessità di rivendicare la <strong>centralità</strong>, in un paese democratico, <strong>dell’istruzione pubblica</strong>, depotenziata e dequalificata dalle controriforme Gelmini e svilita dal presidente del Consiglio che privilegia la scuola privata […] perché un paese che non investe nella ricerca e nella formazione <strong>rinuncia al futuro</strong>”.</p>
<p>Avere individuato delle priorità non vuol dire, ovviamente, dimenticare l’insieme dei problemi che attraversano l’Italia (dal <strong>lavoro</strong> ai drammatici tagli alla <strong>cultura</strong>, dalla <strong>questione meridionale</strong> alla difesa del <strong>patrimonio artistico e ambientale</strong>, dal rifiuto della guerra all’<strong>integrazione</strong> dei migranti…) perché le forze promotrici della mobilitazione sono perfettamente consapevoli del fatto che “difendere la Costituzione significa difendere, concretamente, i diritti civili, politici e sociali di tutti i cittadini”.</p>
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		<title>Microcredito, per un prestito solidale</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 03:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Gapa ce l&#8217;ha fatta. E&#8217; riuscito ad erogare il primo prestito con le modalità del microcredito, usufruendo della collaborazione e dell&#8217;assistenza “tecnica” della Comunità delle Piagge di don Santoro, che da anni conduce questa esperienza in Toscana, alla periferia di Firenze. E&#8217; il secondo passo di un percorso iniziato il 28 giugno scorso, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMtHMeohpKI/AAAAAAAABQ8/yFN5irfpYNM/LOGO_piagge.jpg" alt="" width="226" height="151" />Il <strong>Gapa</strong> ce l&#8217;ha fatta. E&#8217; riuscito ad erogare il primo prestito con le modalità del <strong>microcredito</strong>, usufruendo della collaborazione e dell&#8217;assistenza “tecnica” della<strong> Comunità delle Piagge di don Santoro</strong>, che da anni conduce questa esperienza in Toscana, alla periferia di <strong>Firenze</strong>.</p>
<p>E&#8217; il secondo passo di un percorso iniziato<span id="more-15764"></span> il <strong>28 giugno scorso</strong>, quando nella sede dei Cordai, a San Cristoforo, lo stesso don Santoro e una sua collaboratrice, Daniela, erano venuti a raccontare la loro esperienza ad un gruppo di persone molto interessate e partecipi, quasi tutte impegnate nell&#8217;associazionismo e nei quartieri di periferia.</p>
<p>E&#8217; venuta fuori non solo una <strong>comunanza</strong> di intenti, ridare dignità e fornire strumenti a quegli emarginati che sono di fatto esclusi da concrete possibilità di riscatto sociale, ma anche il contesto in cui entrambi i gruppi lavorano.</p>
<p>Quali sono <strong>gli “ingredienti” dell&#8217;esperienza fiorentina</strong>? Un quartiere emarginato di case popolari, nato negli anni Ottanta per ospitare gli immigrati del Sud Italia; un prete “contro” che non vive in canonica e fa il “pizzzaru”, raccoglie cioè ferro vecchio, dopo aver rinunciato all&#8217;insegnamento; una comunità, costruita in 15 anni di relazioni tra le persone del luogo.</p>
<p>Il <strong>disagio sociale</strong> di questo quartiere, Le Piagge, è caratterizzato dagli stessi fattori che sono tipici anche dei nostri quartieri marginali: l&#8217;alcoolismo, la violenza, la forte dispersione scolastica, e via dicendo.</p>
<p>Eppure don Alessandro afferma che <strong>il problema più grave</strong> del suo quartiere è quello affettivo-relazionale. E, con esso, il perduto senso della propria dignità, l&#8217;incapacità di progettare il proprio futuro. <strong>Ridare</strong>, quindi, <strong>dignità e fiducia </strong>alle persone, instaurare con esse un dialogo non solo momentaneo e utilitaristico è già un fattore di novità.<br />
Uno dei mezzi attraverso cui passa questa ritrovata speranza è appunto la possibilità di ottenere una piccola somma in <strong>prestito</strong>, con l&#8217;impegno di restituirla, <strong>senza interessi</strong>.</p>
<p>Il <strong>denaro</strong> che, nella logica speculativa delle banche, serve solo a fare denaro, diventa <strong>un mezzo per fare giustizia</strong>. La restituzione è fondamentale non solo perchè permette di mantenere intatto il capitale del fondo e di erogare altri prestiti ad altre persone, ma anche perchè evita che si crei un meccanismo di tipo assistenziale che genera dipendenza e non restituisce dignità.</p>
<p>Per realizzare questa pratica di microcredito è stato creato innanzi tutto <strong>un Fondo etico-sociale</strong>, con la partecipazione di “azionisti” che sono anche i soggetti delle decisioni.</p>
<p>I prestiti sono di <strong>due tipi</strong> e possono essere concessi fino ad un massimale che cambia con la tipologia:</p>
<ul>
<li>prestiti di <strong>mutuo soccorso</strong>, con tetto massimo di 2.600 euro</li>
<li>prestiti per <strong>attività imprenditoriali</strong>, con tetto massimo di 7.000 euro.</li>
</ul>
<p>Possono chiedere il prestito solo le persone che vivono <strong>nel quartiere</strong> o intendono investire in progetti che migliorano la qualità di vita del quartiere.</p>
<p>Non essendo richieste garanzie finanziarie o patrimoniali, i prestiti vengono concessi anche a disoccupati o a immigrati senza permesso di soggiorno. Quello da cui non si può prescindere è che si stabilisca <strong>una relazione</strong>, un rapporto di amicizia e di responsabilità reciproca.</p>
<p>La richiesta di prestito deve essere accettata dall&#8217;assemblea delle persone che hanno creato il fondo. Al suo interno qualcuno si propone come <strong>referente</strong> per quel prestito, mentre il richiedente sceglie <strong>due garanti</strong> che lo “accompagnino” e si responsabilizzano con lui, anche nel rischio.</p>
<p>L&#8217;esperienza, quindi, richiede una continuità della relazione e la disponibilità ad intraprendere <strong>un percorso comune</strong>. Chi cerca solo una finanziaria come tante, non capisce e non accetta queste condizioni, che vanno comunque verificate. Non a caso tra la richiesta e l&#8217;accettazione trascorrono circa due mesi.</p>
<p>I prestiti sono richiesti più spesso per il <strong>mutuo soccorso</strong> che per le attività imprenditoriali, anche perchè il tetto massimo per questa seconda tipologia è troppo basso per permettere di creare dal nulla una attività. Per lo più si tratta di miglioramenti relativi ad attività già avviate, come nel caso dell&#8217;acquisto di una motoape da parte di un piccolo imprenditore.</p>
<p>I prestiti di mutuo soccorso vengono concessi in caso di malattie gravi, di acquisto di mobili per mettere su casa, in sostanza per <strong>spese eccezionali</strong>. Per quelle routinarie, come il pagamento dell&#8217;affitto, non si concedono prestiti, anche se la comunità locale può farsi carico del problema in altro modo.</p>
<p>Per le operazioni finanziarie il Fondo, che non può legalmente erogare il prestito, si serve di <strong>una cooperativa finanziaria</strong> <strong>etica</strong> di Reggio Emilia, MAG 6, una delle società di Mutua Auto Gestione operanti oggi in Italia. Si tratta di realtà che continuano ad operare, nonostante il fatto che manchi ancora nella nostra legislazione un riconoscimento pieno della finanza mutualistica e solidale.</p>
<p>Anche il <strong>GAPA</strong> nell&#8217;erogare il suo <strong>primo prestito</strong>, dopo aver raccolto la somma all&#8217;interno della stessa associazione, si è dovuta servire di un MAG, in particolare dello stesso MAG 6 di cui si servono i fiorentini, in attesa di creare una propria società di mutua auto gestione, il mag Firenze, attualmente in “costruzione”.</p>
<p>I soldi destinati al <strong>giovane artigiano catanese </strong>residente nel quartiere di san Cristoforo, che ha chiesto il prestito per acquistare le attrezzature necessarie alla sua attività dopo la perdita della bottega, sono stati quindi consegnati al MAG, con la clausola che fossero erogati a favore di questo richiedente.</p>
<p>Oltre alla erogazione, è già iniziata la <strong>restituzione della somma</strong>, con il pagamento delle prime rate. I soldi restituiti saranno utilizzati per altri prestiti. Il percorso quindi è appena iniziato e bisogna con cautela cercare il modo migliore di continuarlo. Il denaro infatti, come diceva un volontario intervenuto alla riunione tenuta lo scorso 21 ottobre, è un tema molto “sensibile” e bisogna essere prudenti ed accorti.</p>
<p>Niente velleitarismi, ma uno studio sempre più attento dei passaggi necessari e poi la ricerca di ulteriori fondi per effettuare <strong>nuovi prestiti</strong>, in modo da poter rispondere alle richieste, che andranno sempre attentamente vagliate.</p>
<p>I soldi sono necessari anche per le <strong>spese vive</strong> (raccomandate, fotocopie&#8230;) di cui per ora si è fatta carico l&#8217;associazione GAPA. Ma se aumenteranno gli interventi, aumenteranno anche le spese e anche questo sarà un problema da affrontare.</p>
<p>Ci si orienta alla creazione di un gruppo che segua questo progetto e il Gapa non dovrebbe essere lasciato solo. Pian piano si dovrebbe <strong>allargare la cerchia dei finanziatori</strong> che saranno liberi di partecipare con delle quote, divenendo così corresponsabili, anche a livello decisionale, liberi però di ritirare il proprio contributo qualora per vari motivi lo desiderino.</p>
<p><strong>Solidarietà nella libertà</strong>, quindi. E naturalmente disponibilità a investire, anche piccole somme, nel progetto. Altrimenti parlare di<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> finanza etica rischia di essere solo una parola vuota.</p>
<p>Leggi <em>Microcredito, una avventura che ci piace</em> sul sito <a href="http://fondoetico.blogspot.com/" target="_blank">Fondo etico e sociale delle Piagge</a></p>
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		<title>Corso di vela in carcere? Si può !</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 03:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Maria Randazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante i gravi problemi che affliggono oggi le carceri italiane, ci sono alcune esperienze che dimostrano come sia possibile fare diventare il periodo di reclusione un momento positivo di formazione. L&#8217;IPM, Istituto Penale Minorile, di Catania, sotto la direzione della dott.ssa Randazzo, sta offrendo ai giovani reclusi esperienze formative innovative, particolarmente importanti per questi ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Corso di vela in carcere" href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vela_01.wmv" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-6316" title="vela_start" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vela_start.jpg" alt="vela_start" width="138" height="206" /></a>Nonostante i gravi problemi che affliggono oggi le carceri italiane, ci sono alcune <strong>esperienze </strong> che dimostrano come sia possibile fare diventare il periodo di reclusione  un <strong>momento positivo di formazione.</strong></p>
<p>L&#8217;IPM, Istituto Penale Minorile, di Catania, sotto la direzione della dott.ssa <strong>Randazzo,</strong> sta offrendo ai giovani reclusi esperienze formative <strong>innovative</strong>, particolarmente importanti per questi ragazzi che vengono spesso da <strong>ambienti emarginati e deprivati.</strong></p>
<p>L&#8217;ultima di queste <strong>avventure</strong> ha veramente dello strabiliante e dimostra il coraggio e la generosità della giovane direttrice e dei suoi collaboratori: <strong>un corso di vela!</strong></p>
<p>Eccone <span id="more-6235"></span>la descrizione.</p>
<p><strong>Quattro giovani detenuti </strong>dell’Istituto penale per i minorenni   di Catania hanno partecipato ad un <strong>progetto </strong>di “inizializzazione alla vela” organizzato <strong>in istituto, a titolo volontario,</strong> dall’ ammiraglio Stefano <strong>Leuzzi</strong>, delegato regionale della Lega Navale Italiana per la Sicilia.<br />
Il laboratorio ha previsto n. 8 incontri (con cadenza settimanale di tre ore ciascuno presso un’aula didattica  della struttura minorile) e <strong>due stages in una barca a vela</strong> messa a disposizione dal presidente della società cooperativa <strong>Etnasail</strong> (specializzata nel noleggio) con partenza dal molo del Porto di Catania.<br />
Scopi del progetto:  portare i ragazzi ad una <strong>maggiore consapevolezza delle loro possibilità</strong> ed appassionarli all’<strong>apprendimento</strong>;  stimolare la <strong>crescita culturale</strong> in genere e formare <strong>figure professionali</strong> al momento molto richiesta e mancanti nell’ambito delle strutture del Diporto Nautico Siciliano.<br />
Gli argomenti trattati nelle <strong>lezioni teoriche</strong> sono stati:</p>
<ul>
<li> Diamo un nome alle nostre rotte;</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a <strong>rispettare l’ambiente</strong> ed il mare</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a correlare gli strumenti meteorologici</li>
</ul>
<p>Le <strong>navigazioni in mare</strong> hanno avuto come tematiche:</p>
<ul>
<li> Conosciamo la nostra isola dal mare</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a conoscere noi stessi</li>
</ul>
<ul>
<li> Impariamo a farci carico delle responsabilità.</li>
</ul>
<p>Nel corso della navigazione l’istruttore ha fatto conoscere: l’uso propulsivo delle vele; i 3 <strong>nodi fondamentali</strong> (gassa d’amante – savoia – parlato); l’impiego della <strong>carta nautica</strong> e del <strong>GPS</strong>; la manovra di disormeggio ed ormeggio affiancato e di punta.<br />
La partecipazione dei ragazzi agli stages è stata possibile grazie alla concessione, da parte del <strong>magistrato di sorveglianza</strong> del Tribunale per i minorenni di Catania, del beneficio  del <strong>Permesso Premio</strong> dalle ore 8.00 alle ore 15.00 e dagli <strong>operatori</strong> dell’area educativa e della sicurezza che hanno accompagnato i giovani e <strong>condiviso </strong>con loro l’originale esperienza.<br />
Luigi, Carmelo, Christian e Giuseppe hanno seguito il corso con curiosità, conquistati dall&#8217;impegno dell’ammiraglio Leuzzi, capace di essere con loro <strong>autorevole</strong> e, allo stesso tempo, <strong>attento</strong> – come solo i veri uomini di mare sanno essere.<strong> Stupore ed entusiasmo</strong> hanno caratterizzato soprattutto l’esperienza del prendere il mare in barca a vela.<br />
Unica trasgressione:  la richiesta di <strong>fare una nuotata</strong>,  che il direttore ha autorizzato.</p>
<p><strong>Un’avventura di libertà e  una scommessa.</strong></p>
<p>Per altre esperienze condotte nell&#8217;IPM vedi i post</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/" target="_blank">L&#8217;istituto minorile penale presenta&#8230;</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/2009/04/01/percorsi-virtuosi/" target="_blank">Per&#8230;corsi virtuosi</a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Gatti ovvero i rischi dell&#8217;informazione</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/05/29/gatti-ovvero-i-rischi-dellinformazione/</link>
		<comments>http://www.argocatania.org/2009/05/29/gatti-ovvero-i-rischi-dellinformazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 03:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Fabrizio Gatti]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.argo.catania.it/?p=4890</guid>
		<description><![CDATA[Rinviato a giudizio il giornalista dell’Espresso Fabrizio Gatti, accusato di aver fornito false generalità per entrare nel Centro di accoglienza di Lampedusa, al fine di redigere un reportage sulla condizione degli immigrati clandestini. Il processo inizierà il primo luglio ad Agrigento. Per leggere (o rileggere) l&#8217;articolo di Gatti sull&#8217;Espresso  http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1129502 Per leggerlo nell&#8217;archivio di Argo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/gatti2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4906" title="gatti2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/gatti2.jpg" alt="gatti2" width="232" height="174" /></a>Rinviato a giudizio</strong> il giornalista dell’Espresso <strong>Fabrizio Gatti</strong>, accusato di aver fornito <strong>false generalità</strong> per entrare nel Centro di accoglienza di Lampedusa, al fine di redigere un <strong>reportage sulla condizione degli immigrati clandestini</strong>. Il processo inizierà il primo luglio ad Agrigento.</p>
<p style="text-align: left;">Per leggere (o rileggere) l&#8217;articolo di Gatti sull&#8217;Espresso  <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1129502 " target="_blank">http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1129502 </a></p>
<p>Per leggerlo nell&#8217;archivio di Argo   <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/gatti_lampedusa1.pdf" target="_blank">Io clandestino a Lampedusa</a></p>
<p>Per leggere  su Argo altri articoli di Fabrizio Gatti sul tema dell&#8217;immigrazione</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/gatti_schiavo_puglia.pdf" target="_blank">Io schiavo in Puglia; </a> <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/gatti_nuova_ondata.pdf" target="_blank"> La nuova ondata</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pubblica amministrazione, la pagella regione per regione</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/05/23/pubblica-amministrazione-la-pagella-regione-per-regione/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 03:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217; indagine per valutare i servizi pubblici e la burocrazia (classifica pubblicata su Il Sole 24 Ore, 11/05/2009) conferma la Sicilia come una delle ultime regioni in termini di qualità. Esperti e ricercatori di Forum Pa hanno redatto una pagella che colloca la Sicilia ultima (20° posto) in quattro aree (Ambiente, Lavoro, Salute, Welfare) su otto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4734" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/23/pubblica-amministrazione-la-pagella-regione-per-regione/luigi_alfieri_vignetta_brunetta/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4734" title="luigi_alfieri_vignetta_brunetta" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/luigi_alfieri_vignetta_brunetta-150x150.jpg" alt="luigi_alfieri_vignetta_brunetta" width="150" height="150" /></a>Un&#8217; <a href="http://saperi.forumpa.it/story/41300/100-indicatori-misurare-la-pa-da-oggi-line-i-risultati" target="_blank">indagine</a> per valutare <strong>i servizi pubblici e la burocrazia</strong> (<a rel="attachment wp-att-4731" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/23/pubblica-amministrazione-la-pagella-regione-per-regione/classifica-forum-pa/">classifica</a> pubblicata su Il Sole 24 Ore, 11/05/2009) conferma la Sicilia come una delle ultime regioni in termini di qualità. Esperti e ricercatori di <strong>Forum Pa</strong> hanno redatto una pagella che colloca la Sicilia ultima (20° posto) in quattro aree (<strong>Ambiente, Lavoro, Salute, Welfare</strong>) su otto e fra le ultime in altre tre aree (18° in <strong>Istruzione</strong>, 17° in <strong>Competitività</strong>, 15° in <strong>Sicurezza</strong>). Unica area ove siamo collocati a metà classifica è la <strong>Giustizia</strong> (10° posto), forse per la minore incidenza della <em><strong>&#8220;discrezionalità regionale&#8221;</strong></em> rispetto alle altre aree, dove l&#8217;autonomia sembra non averci favorito. Per saperne di più consulta il sito <a href="http://www.misurapa.it/">http://www.misurapa.it/</a> dove trovi 100 indicatori per misurare la Pubblica Amministrazione &#8220;per scoprire dove la raccolta differenziata funziona meglio, oppure la regione dove ci sono più asili nido, o il territorio più competitivo&#8221;.</p>
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		<title>Per&#8230;.corsi virtuosi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 04:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recitare da protagonisti in un film “vero”, diventare pizzaioli, imparare il mestiere di elettricista&#8230;. Sono alcune delle possibilità che l’attuale gestione dell’Istituto Penale Minorile offre ai giovani in esso ristretti. La direttrice, Maria Randazzo, ha avuto coraggio, ha firmato protocolli di intesa con scuole ed enti di formazione e sta cercando di offrire ai ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040008-mani-in-pasta_r.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3036" title="p3040008-mani-in-pasta_r" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040008-mani-in-pasta_r.jpg" alt="p3040008-mani-in-pasta_r" width="120" height="122" /></a>Recitare da <strong>protagonisti in un film “vero”</strong>, <strong>diventare pizzaioli</strong>, imparare il mestiere di <strong>elettricista</strong>&#8230;. Sono alcune delle possibilità che l’attuale gestione dell’Istituto Penale Minorile offre ai giovani in esso ristretti.<br />
La direttrice, Maria Randazzo, ha avuto coraggio, ha firmato <strong>protocolli di intesa con scuole ed enti  di formazione</strong> e sta cercando di offrire ai ragazzi due cose: una <strong>esperienza<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></strong><span id="more-2780"></span>di vita più ricca, <strong>significativa e stimolante</strong> di quella da cui i giovani provengono e la possibilità di acquisire <strong>competenze che possano essere spese</strong>, una volta fuori,  nel mondo del lavoro.<br />
Il tutto condito con una buona dose di allegria, di <strong>creatività</strong> e da  <strong>relazioni umane</strong> più varie e interessanti.<br />
Un gruppo di  ragazzi ha avuto modo di sperimentare la novità e di riflettere  sui rischi rappresentati da certe frequentazioni e da certe ambizioni, nel momento in cui ha contribuito a realizzare, partecipando anche alla sceneggiatura, il <a href="http://www.argo.catania.it/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/" target="_blank">cortometraggio “Ti aspetto fuori”</a>.<br />
Alcuni hanno vissuto l’esperienza della varietà rispetto alla monotonia quotidiana e la soddisfazione di vedere apprezzati (e “gustati”!)  i risultati del loro lavoro a conclusone del<strong> corso per pizzaioli</strong> tenuto dagli esperti del Cnos, come racconta Pinella Leocata ne <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/ipm_pizza_pinella.pdf">Una pizza per un nuovo futuro</a><br />
A partire dal 15 Aprile, un altro gruppo parteciperà ai <strong>corsi di “Operatore grafico multimediale” e Installatore e manutentore impianti elettrici”</strong>, nati da un Protocollo d’Intesa stipulato dall’IPM con  l’ITIS “S. Cannizzaro” di Catania e il C.I.R.P.E ( Ente di Formazione Professionale).<br />
Il percorso sperimentale di istruzione e formazione professionale, di durata triennale., coinvolgerà 7 ragazzi in possesso della licenza media.<br />
La speranza è che questa esperienza formativa non rimanga  valida solo all’interno della struttura penitenziaria, ma offra <strong>concrete possibilità di essere spesa fuori</strong>, nel mondo del lavoro.<br />
La <strong>sfida è proprio questa</strong>: che i ragazzi siano attrezzati, e non solo per le competenze professionali acquisite, ad affrontare il momento del ritorno nel mondo esterno. <strong>Non è un obiettivo facile</strong>.<br />
Si tratta di giovani che provengono in genere da ambienti deprivati sia umanamente, a causa di <strong>famiglie disgregate</strong>, sia culturalmente. Non solo, infatti, hanno spesso abbandonato la scuola senza aver raggiunto un adeguato livello di alfabetizzazione, ma hanno <strong>introiettato valori e codici</strong> tipici delle sottoculture marginali e devianti.<br />
A questo si deve aggiungere il desiderio di possedere gli <strong>oggetti che sono diventati lo status simbol</strong> della nostra società sempre più consumistica (abiti griffati, telefonini di ultima generazione, moto potenti) e che altri giovani, provenienti da <strong>famiglie più fortunate, possono procurarsi ed esibire</strong> senza bisogno di ricorrere a comportamenti criminali come il furto, lo scippo, la rapina, lo spaccio.<br />
Per i ragazzi che delinquono, il bisogno di “valere”, di essere apprezzati si concretizza nel desiderio di essere simili ai <strong>modelli proposti dalla pubblicità</strong>, così come accade ai giovani protetti, e speso viziati, delle famiglie della buona borghesia.<br />
Pensare ad un <strong>reinserimento</strong> è difficile, ma lavorare per porne le premesse è un impegno che non solo l’ente penitenziario, ma <strong>tutta la società</strong> dovrebbe fare proprio. Guarda la galleria fotografica:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://gcb43.jalbum.net/MANI_IN_PASTA/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3043 aligncenter" title="galleria fotografica" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p3040105-istruzioni-r.jpg" alt="p3040105-istruzioni-r" width="640" height="480" /></a></p>
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		<title>L&#8217;istituto minorile penale presenta&#8230;</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/02/24/listituto-minorile-penale-presenta/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 04:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ti aspetto fuori&#8221;, un cortometraggio sceneggiato e girato da giovani detenuti che hanno recitato con attori professionisti Un gruppo di ragazzi detenuti all’Istituto Penale Per I Minorenni di Catania ha partecipato all’iniziativa della Casa Editrice Carthusia, specializzata in editoria per ragazzi e in campagne di comunicazione sociale, per la realizzazione di un progetto di educazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;"><em>&#8220;Ti aspetto fuori&#8221;, un cortometraggio sceneggiato e girato da giovani detenuti che hanno recitato con attori professionisti</em></h3>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di ragazzi detenuti all’<strong>Istituto Penale Per I Minorenni di Catania</strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/tiaspettofuori-cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-1734 alignleft" title="tiaspettofuori-cover" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/tiaspettofuori-cover-300x260.jpg" alt="tiaspettofuori-cover" width="300" height="260" /></a> ha  partecipato all’iniziativa della Casa Editrice Carthusia, specializzata in editoria per ragazzi e in campagne di comunicazione sociale, per la realizzazione di un  progetto di educazione alla legalità. Il progetto, intitolato “C’E’ CHI DICE NO”,  coinvolgerà,  attraverso un <strong>Kit didattico</strong>, tutti gli studenti delle prime classi delle scuole primarie di secondo grado della Sicilia.<br />
<strong>I nove ragazzi dell’IPM sono diventati sceneggiatori e attori</strong> del film “TI ASPETTO FUORI”, (uno degli strumenti editoriali del Kit), ideato e diretto dal regista <strong>Alfio D’Agata</strong> e prodotto da <strong>Movieside</strong>. Essi hanno recitato insieme ad attori professionisti, come Nino Frassica, Giovanni Martorana, e a  una vera troupe cinematografica.<br />
<strong> Hanno lavorato con le loro storie di vita</strong>, per circa tre mesi, incontrandosi settimanalmente con gli operatori per la realizzazione della sceneggiatura del cortometraggio. Parlando, litigando, giocando<span id="more-1733"></span> <strong>hanno discusso di regole, di rispetto, di significati</strong>. Proprio loro che si trovano in Istituto per aver trasgredito.<br />
Alcuni si sono messi in discussione, altri hanno messo in discussione le regole e gli adulti che non riescono ad essere “modelli significativi”.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/ciack.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1740" title="ciack" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/ciack-221x300.jpg" alt="ciack" width="221" height="300" /></a><br />
Affascinante e faticosa la fase della realizzazione del cortometraggio, avvenuta i primi cinque giorni dello scorso mese di settembre: bisognava conciliare i vincoli di una struttura chiusa (gli orari, le autorizzazioni, la complessità dei ruoli ) con le esigenze di un set cinematografico, comprese le bizze delle primedonne e la presenza delle variegate figure professionali che girano intorno alla realizzazione di un film.<br />
Per cinque giorni i nostri ragazzi sono stati impegnati, dalle otto di mattina alle nove di sera, nelle riprese, senza mai stancarsi,<strong> vivendo un’esperienza nuova</strong>, giornate non più scandite dagli orari e dalle attività previsti dal regolamento interno, liberi di essere altro da sé, non più detenuti, ma attori di un film che provava a raccontarli.<br />
Le esperienze belle contagiano e i poliziotti penitenziari, frequentemente tratteggiati come un po’ scettici sul valore delle attività educative, si  son  fatti coinvolgere volentieri, condividendo con i ragazzi tempi e spazi, accettando di recitare la “loro parte” e, per questa volta,, tutti i protagonisti del Corto si sono ritrovati dalla stessa parte.<br />
Il risultato è “<strong>Ti aspetto Fuori</strong>”, un film che testimonia “le tentazioni, le debolezze, gli errori e allo stesso tempo la<strong> voglia di riscatto, di emancipazione,</strong> il desiderio di essere aspettati ed accolti, nonostante tutto”.<br />
La distribuzione del Kit sarà preceduta dalla formazione dei formatori (e dei 2.900 insegnanti di riferimento) a cura di <strong>Carthusia</strong> e del <strong>Consorzio Il Nodo</strong> e da alcuni incontri – laboratorio tenuti direttamente dagli operatori del Centro Per La Giustizia Minorile con le classi di 15 scuole fra le più a rischio in Sicilia.<br />
Del gruppo di formatori che lavorerà nella provincia di Catania fa parte Michele, uno dei giovani protagonisti del film.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/rosario-puglisi_0152.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1741" title="rosario-puglisi_0152" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/rosario-puglisi_0152-1024x683.jpg" alt="rosario-puglisi_0152" width="430" height="287" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bella testimonianza di impegno per tutti, prova che la comunicazione è possibile, che  l’Istituto Penale può essere anche luogo di produzione di senso .<br />
<strong>Maria Randazzo  Direttore IPM Catania</strong></p>
<p>N.B. – Il Kit contiene, oltre il dvd “Ti Aspetto Fuori”, 1 scatola –plancia gioco con carte e segnalini; 21 volumi “Lo Spaccamondo” (uno per ogni ragazzo con inserto per i genitori); 1 guida informativa per l’insegnante e 1 dvd “Benedetta” (cartone animato) -<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Un colpo alla mafia ed uno alla sedia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 05:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse Piercamillo Davigo ha ragione quando dice che &#8220;in Italia delinquere conviene&#8221;… A tirare in ballo il magistrato sono i giovani di Cittainsieme che citano a mo&#8217; di esempio la nomina, nel 2006, da parte del centrosinistra, a membri della commissione parlamentare antimafia &#8220;di pregiudicati del calibro di Cirino Pomicino (curriculum: una condanna definitiva a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse Piercamillo Davigo ha ragione quando dice che &#8220;in Italia delinquere conviene&#8221;…<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/cittainsieme_150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1509" title="cittainsieme_150" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/u2H4Y5FTJAg/citt%C3%A0insieme.jpg" alt="cittainsieme" width="169" height="44" /></a>A tirare in ballo il magistrato sono i giovani di<strong> Cittainsieme </strong>che citano a mo&#8217; di esempio la nomina, nel 2006,  da parte del centrosinistra, a membri della <strong>commissione parlamentare antimafia </strong>&#8220;di pregiudicati del calibro di Cirino Pomicino (curriculum: una condanna definitiva a 1 anno e 8 mesi per finanziamento illecito, un patteggiamento a 2 mesi per corruzione) e di Alfredo Vito (curriculum: condannato definitivamente a 2 anni per corruzione)&#8221;.<br />
I due non furono poi riconfermati nella commissione targata Pisanu ma il criterio &#8220;fu seguito dall&#8217;Ars. Dal 1991 in  poi l&#8217;Assemblea regionale siciliana ha visto infatti, nella commissione antimafia un vantaggioso moltiplicatore di poltrone che nell&#8217;isola, si sa, non sono mai abbastanza&#8221;.<br />
Ed inoltre &#8220;sono state nominate vecchie conoscenze dei tribunali.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/caputo-salvino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1510" title="caputo-salvino" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/caputo-salvino.jpg" alt="caputo-salvino" width="106" height="160" /></a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/dantoni_200.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1511" title="dantoni_200" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/dantoni_200.jpg" alt="dantoni_200" width="200" height="147" /></a><span id="more-1357"></span></p>
<p>Stiamo parlando di Salvino Caputo (Pdl), imputato per falsa testimonianza a favore dell&#8217;ex presidente Cuffaro, condannato in 1° grado a 5 anni e 6 mesi ed all&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento personale semplice e rivelazione di segreto d&#8217;ufficio. Stesso incarico anche per Orazio D&#8217;Antoni (Mpa), ex assessore del comune di Catania, condannato in 1° grado per abuso d&#8217;ufficio a 2 anni e 2 mesi nello stesso processo che vedeva imputati l&#8217;ex sindaco Scapagnini  più mezza giunta comunale. Tutti, s&#8217;intende,  presunti innocenti fino a giudizio definitivo&#8221;.<br />
Così concludono i giovani di Cittansieme: &#8220;E&#8217; moralmente corretto sostenere che i membri di ogni commissione anticrimine, non solo antimafia, debbano essere essi stessi scevri anche dal più piccolo sospetto. Foss&#8217;anche solo per non svilire il lavoro dell&#8217;intera commissione.<br />
E allora, così come accade nelle democrazie liberali, i rappresentanti politici sotto inchiesta dovrebbero per lo meno essere tenuti lontani dai centri nevralgici del potere, in attesa di una sentenza assolutoria che dissipi ogni dubbio&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una preghiera diversa per S. Agata</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/02/05/una-preghiera-diversa-per-s-agata/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 20:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serfisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Così pregano e festeggiano S. Agata, patrona di Catania, i ragazzi di Addiopizzo. Mentre  candelore e fercolo girano per le strade di Catania, i ragazzi di Addiopizzo tapezzano i muri del centro con i loro cartelli che invitano a non pagare il racket. Un modo diverso di pregare la santa. Bravi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/addiopizzo-5.jpg"></a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/addiopizzo-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1467" title="addiopizzo-3" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/addiopizzo-3.jpg" alt="addiopizzo-3" width="120" height="93" /></a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/addiopizzo-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1468" title="addiopizzo-2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/addiopizzo-2.jpg" alt="addiopizzo-2" width="120" height="84" /></a><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/addiopizzo-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1469" title="addiopizzo-1" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/addiopizzo-1.jpg" alt="addiopizzo-1" width="120" height="98" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Così pregano e festeggiano S. Agata, patrona di Catania, i ragazzi di Addiopizzo. Mentre  candelore e fercolo girano per le strade di Catania, i ragazzi di Addiopizzo tapezzano i muri del centro con i loro cartelli che invitano a non pagare il racket. Un modo diverso di pregare la santa. Bravi.</p>
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