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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; IACP</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>CittàInsieme sullo scandalo dell&#8217;Istituto Autonomo Case Popolari</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 06:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CittàInsieme]]></category>
		<category><![CDATA[IACP]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; I riflettori della cronaca giudiziaria catanese si puntano finalmente sulla gestione degli IACP con il rinvio a giudizio di dirigenti, dipendenti e beneficiari di case popolari per i reati di abuso di ufficio, truffa, falsità ideologica. E’ necessario e urgente che si faccia chiarezza su questi comportamenti illeciti che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ZCFXGCszIt4/TG7jAmJ3tMI/AAAAAAAAAOk/M8GEuzsjV44/s283/citt%2525C3%2525A0insieme.jpg" alt="" width="283" height="73" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I riflettori della cronaca giudiziaria catanese si puntano finalmente sulla gestione degli IACP con il <strong>rinvio a giudizio</strong> di dirigenti, dipendenti e beneficiari di case popolari per i reati di <strong>abuso di ufficio</strong>, <strong>truffa</strong>, <strong>falsità ideologica</strong>.</p>
<p>E’ necessario e urgente che si faccia chiarezza su questi comportamenti illeciti che si rivelano particolarmente odiosi in quanto vanno a colpire le sacche di maggior degrado della città, <strong>privandole ingiustamente e dolosamente di un diritto (la casa)</strong> che potrebbe invece rappresentare il primo passo per un riscatto sociale.</p>
<p>Resta la perplessità sul comportamento ambivalente dell’ente <strong>IACP</strong> che per il danno erariale subìto si dichiara <strong>parte offesa</strong> ma che continua a <strong>mantenere al suo posto il dirigente imputato</strong> il cui contratto  risulterebbe scaduto ad ottobre.</p>
<p>CittàInsieme.</p>
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		<title>Palude Iacp, tra denunce e scandali tutto come prima</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[E si torna a parlare dell&#8217;Iacp di Catania. Stavolta per un&#8217;ispezione regionale, un&#8217;indagine della Guardia di Finanza e un rapporto inviato dalla Procura della Repubblica alla Corte dei Conti di Palermo. Una cattiva gestione perpetuata negli anni avrebbe prodotto danni per oltre 30 milioni di euro. I canoni non sarebbero stati riscossi, le morosità non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/-Bc17hHW4vS4/Tgbu8zqEksI/AAAAAAAAFwQ/rgA-reZLmuk/images-1.jpeg" alt="" width="120" height="120" />E si torna a parlare dell&#8217;<strong>Iacp di Catania. </strong>Stavolta per un&#8217;<strong>ispezione regionale, </strong>un&#8217;<strong>indagine della Guardia di Finanza e</strong> un rapporto inviato dalla<strong> Procura della Repubblica </strong>alla<strong> Corte dei Conti </strong>di Palermo.</p>
<p>Una cattiva gestione perpetuata negli anni avrebbe <span id="more-22892"></span>prodotto <strong>danni per oltre 30 milioni di euro</strong>. I canoni non sarebbero stati riscossi, le morosità non recuperate. Le lettere di sollecito non erano seguite da sfratti né da esecuzioni forzate. Le assegnazioni, infine, sarebbero avvenute con i criteri del più bieco favoritismo: <strong>case e botteghe </strong>dell&#8217;ente venivano graziosamente donate <strong>a parenti e amici, anche se privi di requisiti e diritti</strong> e già in possesso di immobili.</p>
<p><strong>Truffa, falso, abuso d&#8217;ufficio</strong> i reati contestati dalla Procura al direttore generale <strong>Santo Schilirò Rubino</strong> che è ancora lì al suo posto di &#8220;manovratore&#8221;, nonostante le accuse, le ispezioni e le inchieste. Tra i beneficiari delle assegnazioni anche il <strong>figlio di Schilirò, Ettore, 28 anni, indagato anch&#8217;esso per truffa</strong>. Con loro sotto indagine quattro dipendenti e sei assegnatari &#8220;fuori legge&#8221;. Il giovane rampollo del direttore ha avuto come cadeau una bottega che ha ristrutturato, per giunta, a spese dell&#8217;Iacp per l&#8217;80 per cento. Scippati gli aventi diritto, derelitti e disabili, le case di <strong>Librino </strong>venivano assegnate agli stessi impiegati dell&#8217;istituto già proprietari o a parenti di questi, talora indicati dai sindacalisti del <strong>Sicet</strong>, il sindacato degli inquilini.</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px; color: #000000; background-color: #e9e9c0;">
<p class="title">IACP</p>
<ul> In Sicilia ogni Istituto autonomo per le case popolari ha ben dieci Consiglieri di amministrazione, tutti con status giuridico, indennità, diritto all’aspettativa, e spese di missione. Gli Iacp nell’Isola sono dieci, uno per ogni provincia, eccezion fatta per Catania dove, oltre quello con sede nel capoluogo etneo, ce n’è un altro ad Acireale. In tutto quindi cento nuovi Consiglieri di amministrazione regolarmente retribuiti e spesati, designati dalla giunta regionale siciliana. Rispetto al resto d&#8217;Italia la situazione siciliana è anomala. Merito dello Statuto speciale che permette di legiferare in autonomia. Nelle altre regioni da tempo gli IACP sono state trasformati in agenzie, con strutture più snelle ed efficaci, amministratori unici o Cda ridotti (massimo cinque componenti)</ul>
</div>
<p>Non sono queste le prime illegittimità dell&#8217;Iacp di Catania. In passato qualche cronista ha denunciato gravissime irregolarità, <strong>bilanci consuntivi non presentati, revisori dei conti mai nominati, ispettori ministeriali messi in fuga con il divieto di accedere ad atti e informazioni</strong>. In quegli anni del Consiglio di amministrazione dell&#8217;Ente faceva parte una avvocata coraggiosa,<strong> Lina Arena</strong>,  che  alla fine, isolata e stanca, lasciò. Aveva accettato la nomina perchè sperava di risanare l&#8217;ente.</p>
<p>&#8220;Mi trovai, invece, a fare i conti &#8211; dice &#8211; con verbali redatti in tempi successivi alle sedute di consiglio, con la mancanza di bilanci, con l&#8217;assenza di revisori dei conti, col disordine nel recupero dei crediti, con progetti difformi dagli immobili edificati&#8221;. <strong>Ostili a Lina Arena non solo funzionari e dipendenti, tutti inquadrati e coperti, ma gli stessi suoi colleghi componenti del Consiglio</strong>.</p>
<p>&#8220;C&#8217;era nei miei confronti una netta chiusura, anche da parte degli altri consiglieri, uno spirito soffocante di cordata. Erano tutti ostili alle mie proposte di innovare, regolarizzare ed eliminare le magagne amministrative che emergevano giorno dopo giorno. Mi ritenevano una nemica e comunque una che voleva seminare discordia anziché piegarsi all&#8217;unanime consenso. Insomma, una sfasciacarrozze incurante del benessere degli assistiti e dei dipendenti dell&#8217;ente. Tutto era concentrato nelle mani del direttore Schilirò che conosceva carte e fatti e gestiva tutto&#8221;.</p>
<p>E&#8217; stata dura per Lina Arena. <strong>Al suo passaggio bisbigli. Al suo arrivo silenzi improvvisi. Aggressioni verbali di ogni tipo</strong>. Persino qualche usciere si permetteva di commentare:&#8221;Ma che vuole &#8216;sta b.?&#8221;</p>
<p>Altra vittima della premiata ditta Schilirò e soci, un geometra dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;Iacp, <strong>Carmelo Percolla</strong> che per aver protestato e denunciato nell&#8217;interesse dell&#8217;Ente per il quale lavorava si buscò un provvedimento disciplinare e una sospensione. Aveva reso pubblica la seguente storia. L&#8217;istituto era proprietario di un <strong>terreno tra corso Indipendenza e piazza Eroi d&#8217;Ungheria</strong>. <strong>Su impulso del sindacato fu redatto un progetto per 30 alloggi e 120 vani che fu approvato dal Comune</strong>. La licenza edilizia però non venne  ritirata.</p>
<p>Il progetto, poi rielaborato in base ai dettami delle legge per l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche, non è stato mai attuato, nonostante ci fosse bell&#8217;e pronto un finanziamento a fondo perduto per il 75 per cento dell&#8217;importo dell&#8217;opera. <strong>Il terreno, invece, è stato venduto.</strong></p>
<p>Anche l&#8217;avvocato <strong>Francesco Messineo</strong>, dirigente dell&#8217;Ente per vent&#8217;anni, combattè battaglie civili e giudiziarie contro i poteri forti della città, dando vita così a quello che poi fu definito <strong>Caso Catania</strong>. Presentò in Procura e al Csm vari esposti, tutti <a href="http://www.argocatania.org"><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>coraggiosamente firmati in calce, sulle gestioni dei commissari regionali <strong>Tusa e Infantino</strong>. Il tribunale penale ha quindi accertato che le denunce di Messineo erano fondate. Infantino, poi, fu addirittura  arrestato per mafia.</p>
<p><strong>Si tratta di storie vecchie, certo, ma a quanto pare, sempre attuali.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AAA Catania, cercasi casa disperatamente</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 21:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
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		<category><![CDATA[edilizia pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza casa]]></category>
		<category><![CDATA[IACP]]></category>
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		<description><![CDATA[Aumenta, a Catania, il numero degli sfratti. Su 1638 eseguiti in Sicilia circa un terzo ha riguardato il capoluogo etneo. Un dato sicuramente preoccupante, visto che il 61% dei catanesi vive in case di proprietà e la stragrande maggioranza di tali provvedimenti è stata determinata da problemi di morosità. 113.000 famiglie, 166.000 abitazioni. Anche aggiungendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/IACP-case.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10248" title="IACP case" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/IACP-case-300x201.jpg" alt="IACP case" width="270" height="181" /></a>Aumenta, a Catania, il numero degli <strong>sfratti. </strong>Su 1638 eseguiti in Sicilia circa un terzo ha riguardato il capoluogo etneo. Un dato sicuramente preoccupante, visto che il 61% dei catanesi vive in case di proprietà e la stragrande maggioranza di tali provvedimenti è stata determinata  da problemi di <strong>morosità</strong>.<br />
113.000 famiglie, 166.000 abitazioni. Anche aggiungendo la presenza di circa 20 mila studenti fuorisede e delle<span id="more-10231"></span> persone immigrate, queste cifre ci dicono che <strong>a Catania non dovrebbe esistere</strong> una “emergenza casa”.</p>
<p>Se guardiamo con più attenzione i numeri, ci accorgiamo, però, dei tanti problemi sul tappeto. In Città, ad esempio, circa il 70% del patrimonio abitativo da oltre trenta anni <strong>non</strong> è sottoposto a <strong>interventi di recupero</strong> e/o ristrutturazioni, il che non impedisce di affittare a peso d’oro (sino a 200 euro mensili a posto letto) strutture fatiscenti alle fasce più deboli della popolazione, soprattutto persone immigrate. Così come prosegue l’<strong>allontanamento dei residenti storici</strong> dalle zone centrali, come nel caso dell’Antico Corso.<br />
<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/stop-sfratti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10253" title="stop sfratti" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/stop-sfratti.jpg" alt="stop sfratti" width="200" height="232" /></a>Ancora più preoccupante il dato relativo agli alloggi destinati all’<strong>affitto sociale</strong>, sia perché in Italia  la quota di abitazioni con tale destinazione incide per il 4% sul totale (in Olanda è del 35%), ma anche a causa del pessimo funzionamento dello <strong>I.A.C.P.</strong> (Istituto Autonomo Case Popolari) di Catania. Non è stata, infatti,  ancora aperta l’istruttoria per la definizione delle graduatoria relativa alle domande del 2006  a causa del perdurante contrasto fra il Commissario dello IACP  e il Comune di Catania. Di fatto, come denuncia Conti (segretario del SUNIA), a oltre 15.000 famiglie continua ad essere <strong>negato il diritto alla casa</strong>.</p>
<p>Se l’edilizia residenziale pubblica versa in così gravi condizioni, non ci stupisce, perciò, che anche l’<strong>Ufficio Casa</strong> del Comune di Catania sia  “sotto sfratto”, ovviamente per morosità.</p>
<p><strong>Tratto da: </strong>Dossier <strong>“Emergenza casa”</strong>, pubblicato dall’associazione “<strong>Lavori in corso</strong>”, di cui fanno parte U Cuntu, I Cordai, La Periferica, Step1, Catania Notizie.</p>
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