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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Immigrazione</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Rapporto Svimez 2011, fuga verso il Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 05:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Svimez 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel meridione, quasi un terzo dei diplomati e oltre il 30% dei laureati sotto il 34 anni non studia e non lavora, la disoccupazione reale è al 25%; le famiglie spendono meno, l’occupazione giovanile (15-34 anni) è poco sopra il 30%. Non sono solo numeri quelli pubblicati dal rapporto Svimez 2011, tutti più alti se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-Jfi7M1VXhzg/To1lZoYQtXI/AAAAAAAAHGA/fvsZQRPiKg8/s350/111006%252520SVIMEZ_rapporto_2011.jpg" alt="" width="221" height="315" />Nel meridione, quasi un terzo dei diplomati e oltre il 30% dei laureati sotto il 34 anni <strong>non studia e non lavora</strong>, la disoccupazione reale è al 25%; le famiglie spendono meno, l’occupazione giovanile (15-34 anni) è poco sopra il 30%.</p>
<p>Non sono solo numeri quelli pubblicati dal <a href="http://www.svimez.it/" target="_blank">rapporto Svimez 2011</a>, tutti più alti se riferiti ad aspetti negativi. Dietro vi sono i volti di giovani, soprattutto giovani donne che <strong>abbandonano il meridione </strong>per andare al Nord o all’estero. Solo il 23% delle giovani donne è occupata, contro il 56% delle loro coetanee del Nord.</p>
<p>Per <a href="http://redazionesottosfratto.it/wp-content/uploads/2011/09/Svimez-Luca-Bianchi.mp3" target="_blank">Luca Bianchi</a>, vicepresidente dello Svimez, &#8211; si legge su <a href="http://redazionesottosfratto.it/2011/09/29/giovani-il-sud-si-vuota-bianchi-%c2%abse-ne-vanno-i-piu-bravi%c2%bb/" target="_blank">Redazionesottosfratto</a> &#8211; «il Sud sta perdendo i <span id="more-25991"></span>ragazzi migliori, quelli che potrebbero garantire una crescita non solo produttiva, ma anche sociale e civile dei loro territori… Nel 2009 si sono trasferiti dal Mezzogiorno al centro-nord 109mila abitanti, di cui 23mila e 700 provenivano dalla <a href="http://web.mclink.it/MN8456/rapporto/rapporto_materiali/2011/2011_schede_regionali_sicilia.pdf" target="_blank">Sicilia</a>, seconda regione dopo la Campania per numero di partenze.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni le regioni del Sud hanno <strong>perso 580mila giovani</strong>. Da Catania se ne sono andati in 10mila. Lombardia ed Emilia Romagna le regioni di destinazione preferite, mentre torna ad aumentare il numero di chi, sopratutto titolare di un master, sceglie l’estero. <strong>Germania e Inghilterra le mete più frequenti</strong>, ma «c’è chi arriva persino in Sudamerica, area di attrazione in grande crescita».</p>
<p>Secondo il rapporto Svimez occorrono misure compensative: <strong>introdurre condizioni di vantaggio</strong> per gli investimenti soprattutto dove esistono potenzialità non utilizzate (fiscalità di vantaggio al Sud) e <strong>sostegno ai redditi evitando i tagli indiscriminati alle prestazioni sociali</strong>.</p>
<p>“Tuttavia &#8211; si legge nel rapporto – la congiuntura negativa ha solo fatto esplodere una condizione giovanile invero da lungo tempo radicata nell’economia e nella società italiane. Al Sud, in maniera più accentuata che al Nord, non ha fatto altro che <strong>aggravare una tendenza già in atto</strong> negli ultimi anni, caratterizzata da un numero sempre minore di giovani che riesce ad accedere al mercato del lavoro regolare”.</p>
<p>Infatti, confrontando i dati con gli altri Paesi europei vediamo che la Germania ha già recuperato quanto aveva perso in questi anni, mentre da noi il Parlamento discute di intercettazioni, ennesima legge ad personam.</p>
<p>Ma, al di là dell’amara constatazione, il <strong>confronto con la Germania </strong>ci offre la possibilità di ragionare sul costo e le condizioni di lavoro. Mentre la Germania, dalla caduta del muro di Berlino, si è assunta – riuscendoci con successo &#8211; l’onere di <strong>promuovere lo sviluppo </strong>della zona est, in Italia abbiamo assistito da una parte alla <strong>delocalizzazione all’estero delle nostre aziende </strong>per l’eccessivo costo del lavoro nel nostro Paese (ma come ha fatto la Germania?), dall’altro al progressivo <strong>peggioramento delle condizioni di lavoro</strong>: sfruttamento della manodopera (specie se straniera); livellamento verso il basso delle condizioni di lavoro anche per la manodopera italiana (costretta ad accettare situazioni inumane, come a <strong>Barletta</strong> – ma non scordiamoci di <strong>Bronte</strong> &#8211; dove si lavora negli scantinati per pochi euro l’ora).</p>
<p>Il tutto giustificato dalla necessità di sopravvivere alla crisi. Ma allora perché la <strong>forbice dei redditi si allarga</strong> e i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri? E perché la Germania sta riuscendo ad uscire dalla crisi senza calpestare i diritti dei lavoratori?</p>
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		<title>Cie galleggianti, la Procura indaga</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Le navi, centri di identificazione ed espulsione galleggianti, sono andate vuotandosi ora dopo ora. I tunisini che provenivano dal Cie di Lampedusa, inagibile dopo l&#8217;incendio, sono stati e sono portati a Punta Raisi, in aeroporto, e da lì rimpatriati. Oggi percorreranno il loro viaggio a ritroso con due ponti aerei, uno di mattina l&#8217;altro di pomeriggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 254px"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/-G_XWWhQHKPI/ToQL10i0W-I/AAAAAAAAHAc/YQVcF-SOG0A/Selection_002.jpg" alt="" width="244" height="342" /><p class="wp-caption-text">foto Danila D&#39;Amico su Repubblica PA</p></div>
<p>Le navi, centri di identificazione ed espulsione galleggianti, sono andate vuotandosi ora dopo ora. I tunisini che provenivano dal <strong>Cie di  Lampedusa</strong>, inagibile dopo l&#8217;incendio, sono stati e sono portati a <strong>Punta Raisi</strong>, in aeroporto, e da lì rimpatriati. Oggi percorreranno il loro viaggio a ritroso con due ponti aerei, uno di mattina l&#8217;altro di pomeriggio, gli ultimi migranti, poco più di cento, che si trovano a bordo dell&#8217;<strong>Audacia</strong> e della <strong>Moby Vincent</strong>, quest&#8217;ultima ormeggiata da ieri <span id="more-25691"></span>pomeriggio nel porto di <strong>Porto Empedocle</strong> dopo essere rimasta quattro giorni in quello di <strong>Palermo</strong>.</p>
<p>Ma il sequestro dei migranti, non tutti marocchini, sulle <strong>tre navi-prigione, Moby Fantasy, Moby Vincent e Audacia, </strong>ormeggiate a Palermo<strong>,</strong> é stato criticato da tutti. Hanno protestato le associazioni, le <strong>reti antirazziste</strong>, l&#8217;<strong>Alto commissariato delle Nazioni Unite </strong>per <strong>i rifugiati</strong>, <strong>Amnesty</strong>, cittadini e uomini della <strong>Cgil</strong> e del <strong>Pd</strong>. Il movimento antirazzista palermitano ha denunciato in  un esposto che ai tunisini sarebbe stato &#8220;negato il diritto di difesa e la libertà di comunicare con l&#8217;esterno, dal momento che sono stati sequestrati loro i telefoni cellulari&#8221;.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 268px"><img src="https://lh6.googleusercontent.com/-m53f3YAI90c/ToQL18m6B6I/AAAAAAAAHAY/87lqDERv6b8/Selection_005.jpg" alt="" width="258" height="167" /><p class="wp-caption-text">foto Danila D&#39;Amico su Repubblica PA</p></div>
<p>Adesso anche la <strong>Procura di Palermo </strong>ha aperto un fascicolo per accertare se ci siano degli estremi di reato. Il procuratore aggiunto <strong>Leonardo Agueci</strong> ha aperto un fascicolo di &#8216;atti relativi&#8217; ancora a carico di ignoti per accertare se siano state violate le procedure previste dalla legge in caso di trattenimenti. La rete antirazzista chiede, tra l&#8217;altro, alla magistratura di accertare se vi sia stata &#8220;illecita limitazione della libertà personale ovvero se sussistano i presupposti per l&#8217;ipotesi di reato di violenza privata&#8221;.</p>
<p>Di diverso avviso il <strong>ministro dell&#8217;Interno Maroni</strong> che assicura come a bordo delle navi non sia avvenuto nulla di irregolare nè ci sia mai stato alcun problema. Maroni ha anche fatto sapere che <strong>Lampedusa</strong> e&#8217; stata dichiarata<strong> &#8220;porto non sicuro&#8221;.</strong> Il che significa che fino a contrordine i naufraghi soccorsi in mare saranno sbarcati in altri porti, verosimilmente a Porto Empedocle, per proseguire poi verso la terra d&#8217;origine.</p>
<p>L&#8217;operazione Cie galleggianti e rientro forzato è costata intanto, per i primi sei giorni, <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />come documenta<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/28/immigrati-sulle-navi-la-procura-indaga-maroni.html" target="_blank"><strong> l&#8217;edizione siciliana de La Repubblica</strong></a>, un milione e settecentomila euro. In barba alle manovre economiche di questi giorni.</p>
<p>leggi anche su Youtube <a href="http://youtu.be/u39cKlm1SWM" target="_blank">le proteste di movimenti antirazzisti</a> .</p>
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		<title>Altro che bunga bunga</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 03:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da vent’anni ogni anno arriva puntuale il dossier statistico della Caritas, che ci aiuta a liberarci da stereotipi, affrontando gli aspetti più rilevanti del fenomeno migratorio. E’ stato presentato in tutta Italia (a Catania, nella facoltà di Scienze Politiche), mentre sui giornali impera la notizia di come il capo di governo “risolve” (sempre a modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TM04PRs2pKI/AAAAAAAABVQ/c9eohPVl8XY/s128/immigrati_italia.jpg" alt="" width="128" height="94" />Da vent’anni ogni anno arriva puntuale il <strong>dossier</strong> statistico della <strong>Caritas, </strong>che ci aiuta a liberarci da stereotipi, affrontando gli aspetti più rilevanti del <strong>fenomeno migratorio</strong>. E’ stato presentato in tutta Italia (a Catania, nella facoltà di Scienze Politiche), mentre sui giornali impera la notizia di <span id="more-15902"></span>come il capo di governo “risolve” (sempre a modo suo e mettendo gli altri in difficoltà) il fermo in Questura di una marocchina.</p>
<p>Così si alimenta non solo l’idea che le regole non valgono per tutti, ma anche uno dei principali stereotipi che mette in relazione <strong>immigrazione e criminalità</strong>.</p>
<p>Già nelle prime pagine introduttive si legge che “il ritmo d’aumento delle <strong>denunce contro cittadini stranieri </strong>è molto ridotto rispetto all’aumento della loro presenza, per cui è infondato stabilire una rigorosa corrispondenza tra i due fenomeni… <strong>italiani e stranieri</strong> hanno nel complesso un <strong>tasso di criminalità simile</strong> (pag. 9).</p>
<p>Anche l’altro stereotipo, quello che associa alla presenza di tanti stranieri le ridotte possibilità di trovare occupazione, è smentito dai numeri: “Gli immigrati hanno catalizzato i malumori, quasi fossero loro all’origine di questi mali, che invece hanno altre cause… l’Istat, ne <em>La situazione del Paese 2009</em>, ha precisato che l’<strong>occupazione degli stranieri</strong> è aumentata solo in quei settori produttivi considerati non appetibili dagli italiani, come per le donne nel comparto dei <strong>servizi alle persone</strong>” (pag. 7-8). In generale, dal 2008 al 2009, i disoccupati italiani sono aumentati del 2,8%, i disoccupati tra i cittadini di paesi terzi del 5% (pag. 37).</p>
<p>Un capitolo è dedicato alla <strong>Sicilia </strong>(“terra di lavoro, magari come via di transito in vista di un successivo insediamento in altre zone d’Italia”), dove la <strong>popolazione immigrata risulta di 127.310</strong>, pari al <strong>2,5% </strong>del totale dei residenti (contro una <strong>media italiana del 7%</strong>), a cui vanno aggiunti circa 35.000 stranieri non regolarizzati.</p>
<p>Nell’<strong>anno scolastico</strong> in corso sono <strong>17.985 </strong>gli<strong> alunni stranieri iscritti nelle scuole siciliane</strong>: ciò &#8220;rappresenta un efficace termometro per misurare lo stato di inserimento degli stranieri. La scelta di iscrivere i propri figli alle scuole italiane è la sicura spia di un investimento molto importante da parte dei genitori stranieri, quello sul futuro formativo dei propri figli” e testimonia una <strong>presenza</strong> sempre più stabile delle <strong>seconde generazioni.</strong></p>
<p>Il paese più rappresentato è la <strong>Romania</strong>. I rumeni sono concentrati soprattutto a Catania, Palermo, Messina e Agrigento; la <strong>Tunisia</strong> è invece più presente a Ragusa e a Trapani).</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>settori di inserimento</strong>, continua a prevalere l’<strong>agricoltura</strong>, con il 22% di occupati tra i nati all’estero, seguita dall’impiego nel settore <strong>alberghiero</strong> e della <strong>ristorazione </strong>(12%) e delle <strong>costruzioni</strong> (11%).</p>
<p>Relativamente alla <strong>criminalità</strong>, viene evidenziato che “nel triennio 2005-2008 la popolazione straniera residente è aumentata del 53,7%, mentre le <strong>denunce verso stranieri</strong> (che comprendono anche quelle verso gli irregolari)  sono addirittura <strong>diminuite</strong> del 9,5%&#8230; per i cinesi le denunce sono diminuite (-36,9%) a fronte di un sensibile aumento dei residenti (+56,8%).</p>
<p>Sarebbe da approfondire il <strong>rapporto CNEL</strong>, ripreso nel dossier, che colloca la Sicilia all’<strong>8° posto</strong> nella classifica delle regioni relativamente all’<strong>indice assoluto del potenziale di integrazione</strong>, e al <strong>1° posto</strong> per quanto riguarda l’<strong>indice differenziale </strong>(scarto tra il dato degli immigrati e quello degli italiani). L&#8217;isola offre quindi agli stranieri condizioni di inserimento “poco penalizzanti” in relazione ai livelli medi della popolazione autoctona. Purtroppo i dati non fotografano una reale integrazione, perché “è chiaro che questo primato è dovuto al fragile tessuto economico e occupazionale della Sicilia piuttosto che a un contesto con margini reali di inserimento” (pag. 450). Verrebbe da concludere con una battuta, che ha tanti risvolti: <strong>siamo tutti immigrati, ma alcuni lo sono di più!</strong></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di Pinella Leocata sul rapporto Caritas. <em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/11/Rapporto_Caritas_Pinella.pdf">Più stranieri, meno reati</a></em></p>
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		<title>Il ritorno degli sbarchi, menzogne e verità</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 05:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sebbene la maggior parte dei migranti continui ad arrivare in Italia via terra, gli sbarchi sulle nostre coste non sono finiti. L&#8217;accordo con la Libia e i respingimenti hanno momentaneamente ridotto il loro numero, ma i trafficanti di esseri umani non hanno rinunziato definitivamente ai loro profitti. Stanno trovando nuove rotte e soprattutto nuovi tipi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TGghMaAAgYI/AAAAAAAAAKA/9l52ctZWFh8/immigrati%20calpestati.jpeg" alt="" width="221" height="228" />Sebbene la maggior parte dei <strong>migranti</strong> continui ad arrivare in Italia via terra, gli <strong>sbarchi sulle nostre coste</strong> non sono finiti. L&#8217;accordo con la Libia e i respingimenti hanno momentaneamente ridotto il loro numero, ma i trafficanti di esseri umani non hanno rinunziato definitivamente ai loro profitti. Stanno trovando <strong>nuove rotte</strong> e soprattutto <strong>nuovi tipi di imbarcazioni</strong> per portare in Europa, attraverso<span id="more-14379"></span> l&#8217;Italia, coloro che premono per entrare, dal Sud e dall&#8217;Est.</p>
<p><strong>Tacciono i giornali e la televisione</strong>, che ci avevano riempiti di immagini delle “carrette del mare” cariche di immigrati, infondendo in noi un sentimento di timore e preoccupazione (o anche di compassione, per chi ha ancora un po&#8217; di sensibilità&#8230;). Si trovano qui e là solo brevi accenni ai nuovi arrivi, che non devono mettere in crisi le certezze proclamate dal governo: la politica dei respingimenti è stata vincente, l&#8217;Italia è stata liberata dal “pericolo” dell&#8217;immigrazione clandestina.</p>
<p>I cosiddetti clandestini <strong>già da prima entravano soprattutto dalla zona del Carso</strong>, trasportati sui Tir, a volte anche sotto i Tir. Ancora più spesso arrivavano ed arrivano direttamente <strong>in aereo, con un visto turistico</strong> che non verrà rinnovato o forniti di documenti falsi che hanno pagato migliaia di euro. Lo stesso ministro Maroni ha dichiarato che l&#8217;aeroporto di Malpensa &#8220;è la frontiera più avanzata per l’ingresso di immigrati clandestini”. Ma non è una novità perchè era risaputo che la maggior parte degli stranieri immigrati non arrivavano affatto in Italia dal mare.</p>
<p>In questi ultime settimane, però,  sebbene il ministro  abbia dichiarato che  &#8220;i controlli sulle coste libiche hanno chiuso le rotte e nei primi mesi di quest’anno non è arrivato praticamente più nessuno”, gli <strong>sbarchi dal mare sono ricominciati</strong>. In maniera ancora ridotta quanto al numero, ma soprattutto con <strong>modalità nuove</strong> per quanto riguarda i  punti di scalo e la tipologia di imbarcazioni.</p>
<p>Lampedusa non è più la regina degli sbarchi. Chi arriva alle isole Pelagie, viene <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_09/linosa-sbarco-immigrati_eacdc2ba-a37c-11df-9c56-00144f02aabe.shtml " target="_blank">sbarcato a <strong>Linosa</strong> o a <strong>Lampione</strong></a>, la più piccola e meno abitata dell&#8217;arcipelago (Corriere, 9 agosto). Altri migranti sbarcano sulle coste dell&#8217;<strong>agrigentino</strong> o <a href="http://agrigento.blogsicilia.it/2010/07/emergenza-sbarchi-in-sicilia-20-a-linosa-200-a-porto-palo/" target="_blank">tra <strong>Pachino</strong> e <strong>Porto Palo</strong></a>.   Più di un centinaio sono stati <a href="http://www.essenzialeonline.it/Cronaca/Organizzavano-sbarchi-clandestini-presi_16852.html " target="_blank">fermati a Palma di Montechiaro</a>, dove è stata individuata una banda che gestiva  viaggi e sbarchi. Ne ha parlato anche <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/16/traffico-di-clandestini-sette-arresti.html">Fabio Russello su Repubblica di Palermo</a>.</p>
<p>Nel resto del Sud i luoghi di approdo più frequentati sono la <strong>Puglia</strong> e la <strong>Sardegna</strong>. Nel Salento arrivano pachistani, curdi, afgani, bengalesi, iracheni e iraniani, provenienti da Smirne, in Turchia.  Recentemente a Porto Badisco, tre km da Otranto, la Guardia di Finanza ha fermato un <strong>veliero insospettabile</strong> con 66 immigrati tra cui molte donne e bambini. Ciascuno di loro ha pagato 5000 euro il viaggio della speranza (vedi il <a href="http://www.avvenire.it/Cronaca/immigrati+nuove+rotte_201008120712111130000.htm" target="_blank">sito di Avvenire</a>). L’altra rotta navale tornata in auge va dal porto algerino di Annaba alla <strong>costa cagliaritana</strong>. Qui arrivano spesso i minori non accompagnati. Lo sanno bene le associazioni di volontariato, <a href="http://www.avvenire.it/Cronaca/immigrati+nuove+rotte_201008120712111130000.htm" target="_blank">Caritas in testa</a></p>
<p>Ma quello che è più interessante è il <strong>cambiamento delle imbarcazioni adoperate</strong>. Non più carrette del mare, ma barche a vela o altre imbarcazioni insospettabili, talora rubate.<br />
Il mutamento nasce proprio dai pattugliamenti. Come afferma Oliviero Forti, dirigente della Caritas, intervistato dall’Adnkronos, “chi gestisce l’immigrazione si adegua a un contesto mutato con <strong>modalità sempre più raffinate</strong>; arrivano con <strong>barche di lusso rubate</strong> nei porti turchi e greci, e vengono stipati in questi velieri”. (<a href="http://www.guidasicilia.it/la-disperazione-migrante-continua-sbarcare/news/41083" target="_blank">La disperazione migrante continua a sbarcare</a> su Guidasicilia.it)</p>
<p>&#8220;I migranti &#8211; spiega ancora il dirigente della Caritas &#8211; in questo modo sono maggiormente vessati anche sotto il profilo economico dagli stessi trafficanti, perchè <strong>aumentando le difficoltà aumenta il costo della traversata</strong>&#8220;.<br />
Che i risultati sbandierati dal governo non siano credibili lo conferma il rapporto sulle periferie urbane svolto dall’<strong>Università Cattolica</strong> proprio per il Viminale. Ne emerge che la <strong>percentuale degli irregolari è in aumento</strong>, dal 9,1% sul totale registrato a inizio 2009 al 10,7% del primo trimestre 2010.</p>
<p>D&#8217;altra parte le persone che dal Corno d&#8217;Africa e dall&#8217;Africa subsahariana sono arrivate in Libia per passare in Europa non intendono rinunciare al loro proposito. E si tratta di  circa 450 mila persone&#8230;<br />
Insieme a loro non demordono, come dicevamo, nemmeno i trafficanti di uomini che “sono alla ricerca di nuove rotte mediterranee per proseguire <strong>una delle attività illecite più remunerative</strong> con un giro d’affari di svariati milioni di euro” (Avvenire).</p>
<p>Più che di fine degli sbarchi si dovrebbe parlare di fine delle informazioni sugli sbarchi, <a href="http://qn.quotidiano.net/politica/2010/08/09/367979-sbarchi_clandestini_scoppia_polemica_continuano.shtml" target="_blank">come ha detto Felice Belisario dell&#8217;Italia dei Valori</a> “Altro che governo della sicurezza, questo è il <strong>governo delle menzogne</strong>&#8220;.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2010/08/09/65558/migranti-caritas-sbarchi-in-aumento" target="_blank">Migranti: Caritas, sbarchi in aumento</a> su Rassegna.it , e i relativi articoli su <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/09/news/caritas_sbarchi_aumentati_dopo_accordo_con_libia-6178460/?ref=HREC1-1" target="_blank">Repubblica del 9 Agosto 2010</a> e  su <a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/99300/laffondo-della-caritas-nonostante-accordi-libia-sbarchi-immigrati-aumentano.htm" target="_blank">SiciliaInformazioni</a></p>
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		<title>Lavoro e scuola: in piazza per il futuro</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/03/13/sciopero-generale-del-12-marzo/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 14:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/100312-scipero-A-Dionisi.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-11205" title="100312 scipero A Dionisi" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/100312-scipero-A-Dionisi.gif" alt="100312 scipero A Dionisi" width="580" height="421" /></a></p>
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		<title>Un appello da firmare, per non essere complici</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 04:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libertà e Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Non rimandateci indietro I recenti tragici episodi di migranti morti o lasciati morire a pochi chilometri delle nostre coste impongono una riflessione alla società civile. Non si tratta di tragiche fatalità. Al cinismo dei mercanti di uomini si è aggiunta l’indifferenza o la paura di intervenire di chiunque avvisti un natante in difficoltà. Il soccorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non rimandateci indietro</strong></p>
<p>I recenti tragici episodi di <strong>migranti morti o lasciati morire</strong> a pochi chilometri delle nostre coste <strong>impongono una riflessione</strong> alla società civile. Non si tratta di tragiche fatalità. Al cinismo dei mercanti di uomini si è aggiunta l’<strong>indifferenza</strong> o la<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/Logo_LeG.gif"><img class="alignright size-full wp-image-6297" title="Logo_LeG" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/Logo_LeG.gif" alt="Logo_LeG" width="286" height="100" /></a> <strong>paura di intervenire</strong> di chiunque avvisti un natante in difficoltà. Il <strong>soccorso in mare</strong> si è ormai trasformato <strong>da dovere a fonte di guai</strong>. Le imbarcazioni che avvistano natanti in difficoltà sono trattenute dall’intervenire dal timore di un rallentamento nel loro lavoro o, peggio, di una incriminazione per favoreggiamento di reato, quello<span id="more-6295"></span> di immigrazione clandestina. Il caso recente della nave con capitano turco, impedita per cinque giorni dall’avvicinarsi alle coste maltesi o italiane dopo aver soccorso e preso a bordo un gruppo di naufraghi, avrà certo <strong>scoraggiato i più dall’intervenire in soccorso  di natanti in difficoltà</strong>. Le cifre delle morti in mare sono così imponenti da chiedersi se non vi sia una <strong>responsabilità oggettiva delle leggi</strong> che, nell’intento primario di scoraggiare l’immigrazione clandestina, hanno reso troppo oneroso e al limite dell’eroismo esercitare l<strong>’elementare dovere del soccorso</strong> dei naufraghi o dei natanti in difficoltà.</p>
<p>E’ convinzione dei firmatari della presente lettera  che la <strong>legislazione attualmente vigente</strong> in Italia e gli accordi internazionali sottoscritti dal nostro paese con la Libia siano tra le <strong>cause che incrementano le morti</strong> nel canale di Sicilia e rendono <strong>impossibile esercitare la richiesta di asilo</strong> ai perseguitati politici o ai profughi da situazioni belliche.</p>
<p>I firmatari della presente lettera <strong>chiedono</strong> che:</p>
<p>1.  Venga <strong>cancellata la norma</strong> che trasforma l’ingresso irregolare nel nostro paese in un <strong>reato</strong>. Questa norma impedisce preliminarmente di avanzare richiesta di asilo politico e scoraggia dall’esercitare il soccorso umanitario in mare, per timore di esser coinvolti nell’accusa di complicità di reato.</p>
<p>2.  Vengano introdotte negli accordi tra la Libia e l’Italia norme che assicurino sul suolo libico la presenza di <strong>operatori internazionali</strong> in grado di valutare la legittimità delle domande di asilo presentate dai migranti e di verificare le condizioni della loro ospitalità nei centri predisposti dal governo libico.</p>
<p>3.  Vengano introdotte norme e accordi internazionali che <strong>liberino da ogni conseguenza penale o economica</strong>, come il sequestro del natante,  qualunque imbarcazione che presti soccorso in mare a migranti in difficoltà.</p>
<p>Quanto richiesto ha senso e può essere efficace nel <strong>fermare la strage per mare</strong> che miete vittime innocenti alle soglie del nostro paese solo se si recuperi una condivisa sensibilità al valore della vita umana e alla solidarietà tra individui. Le leggi e la <strong>propaganda</strong> recente hanno trasformato un carico di uomini morenti in un problema, nell’uomo nero che, nel gioco di carte, rimane in mano del perdente, sia questo l’Italia, Malta, la Libia o il peschereccio guidato dal comandante troppo debole di cuore. I firmatari di questa lettera vorrebbero che  il <strong>comune sentire</strong> rendesse impossibile a chiunque dire che non spettava a lui occuparsi del problema dei 73 eritrei morti recentemente nel canale di Sicilia.</p>
<p>Roberto Barzanti, Marcello De Cecco, Tommaso Detti, Umberto Eco, Carlo Ginzburg, Eugenio Lecaldano, Paolo Leonardi<br />
Diego Marconi, Giovanni Miccoli, Gianni Paganini, Adriano Prosperi, Massimo Mugnai, Marco Santambrogio, Emanuela Scribano<br />
Salvatore Settis, Roberto Venuti, <strong>Libertà e Giustizia</strong> – ufficio di presidenza, di direzione e garanti</p>
<p><strong>Per firmare l&#8217;appello</strong>, <a href="http://www.libertaegiustizia.it/appelli/dettaglio_appello.php?id_appello=12" target="_blank">collegati al sito di Libertà e Giustizia </a></p>
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		<title>Ancora respingimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 04:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[centro Astalli]]></category>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dal centro Astalli, che a Catania è diventato un importante punto di riferimento per gli stranieri, un comunicato che ci fornisce alcune informaziioni su cui  molti media ormai tacciono. &#8220;Il Centro Astalli esprime rammarico per quanto si apprende dalla nota diffusa dall’UNHCR a seguito dei colloqui avuti in Libia con le 82 persone che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/gheddafi-berlusconi.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-5465" title="gheddafi-berlusconi" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/gheddafi-berlusconi-300x238.gif" alt="gheddafi-berlusconi" width="300" height="238" /></a>Riceviamo dal centro Astalli</strong>, che a Catania è diventato un importante <strong>punto di riferimento per gli stranieri</strong>, un comunicato che ci fornisce alcune informaziioni su cui  molti media ormai tacciono.</p>
<p>&#8220;Il Centro Astalli esprime <strong>rammarico</strong> per quanto si apprende dalla nota diffusa dall’UNHCR a seguito dei colloqui avuti in Libia con le <strong>82 persone che erano state intercettate il 1 luglio</strong> dalla Marina Militare italiana a circa 30 miglia da Lampedusa e trasferite poi <span id="more-5463"></span>su una motovedetta libica per essere ricondotte in Libia.</p>
<p>In base a quanto riportato durante i colloqui, <strong>non risulta che le autorità italiane</strong> a bordo della nave abbiano cercato di <strong>stabilire la nazionalità</strong> delle persone coinvolte né tantomeno <strong>le motivazioni</strong> che le hanno spinte a fuggire dai propri paesi. Una volta in Libia, il gruppo è stato <strong>smistato in centri di detenzione</strong> dove l&#8217;UNHCR ha avuto l&#8217;opportunità di svolgere gli incontri. Fra di loro vi sono <strong>76 cittadini eritrei</strong>, di cui <strong>9 donne e almeno 6 bambini</strong>. Sulla base delle valutazioni dell&#8217;UNHCR relative alla situazione in Eritrea e da quanto dichiarato dalle stesse persone, appare chiaro che un numero significativo di esse risulta essere <strong>bisognoso di protezione internazionale</strong>.</p>
<p>Nel corso dei colloqui l&#8217;UNHCR ha raccolto testimonianze riguardo l&#8217;<strong>uso della forza da parte dei militari italiani</strong> durante il trasbordo sulla motovedetta libica. In base a queste testimonianze, sei eritrei avrebbero avuto necessità di <strong>cure mediche in seguito ai maltrattamenti</strong>. Inoltre, gli stessi individui affermano che i loro effetti personali, fra i quali <strong>documenti di vitale importanza, sarebbero stati confiscati</strong> dai militari italiani durante le operazioni e non più riconsegnati. Le persone ascoltate dall&#8217;UNHCR hanno riferito di aver trascorso quattro giorni in mare prima di essere intercettate e di <strong>non aver ricevuto cibo dai militari italiani </strong>durante l&#8217;operazione, durata circa 12 ore.</p>
<p>In considerazione dalla gravità di quanto riportato, l&#8217;UNHCR ha inviato una lettera al governo italiano con la <strong>richiesta di chiarimenti sul trattamento riservato alle persone respinte</strong> in Libia e richiedendo il <strong>rispetto della normativa internazionale.</strong></p>
<p>Purtroppo come era prevedibile è stato confermato che  <strong>su quell’imbarcazione c’erano richiedenti asilo e rifugiati</strong> tra cui donne e bambini. &#8211; dice padre La Manna (Presidente Centro Astalli) &#8211; Per giunta, <strong>negare a dei naufraghi cibo e acqua e sottrarre dei documenti personali</strong> sono atti che violano le più elementari norme di diritto e di civiltà.</p>
<p><strong>Negli anni passati l&#8217;Italia ha salvato migliaia di persone</strong> in difficoltà nel Mediterraneo, fornendo assistenza e protezione a chi ne aveva bisogno. Dall&#8217;inizio di maggio è stata introdotta la nuova politica dei respingimenti e almeno 900 persone sono state respinte verso altri paesi, principalmente la Libia, nel tentativo di raggiungere lItalia. L&#8217;UNHCR ha espresso forte preoccupazione sull&#8217;impatto di questa nuova politica che, in <strong>assenza di adeguate garanzie</strong>, impedisce l&#8217;accesso all&#8217;asilo e <strong>mina il principio internazionale</strong> del non respingimento (non-refoulement).</p>
<p>Il Centro Astalli si unisce all’UNHCR nel chiedere ancora una volta al governo italiano il <strong>rispetto della normativa internazionale</strong> e auspica che al più presto si ponga fine a questa <strong>pratica disumana</strong> dei respingimenti verso un paese che non offre le dovute garanzie a chi si mette in fuga dal proprio paese in cerca di protezione.&#8221;</p>
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		<title>Contro le leggi xenofobe</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/07/15/contro-le-leggi-xenofobe/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 05:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cinquantina di persone, rappresentanti di vari gruppi di impegno politico e sociale, si sono riunite lunedì pomeriggio nel cortile della sede della CGIL, in via Crociferi. Tema dell&#8217;incontro: la scelta delle modalità con cui esprimere il deciso rifiuto nei confronti del &#8220;pacchetto&#8221; sicurezza, presentato dal Governo e già approvato dal Parlamento, ma ancora non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/090714_pic_0713_022.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5403" title="090714_sicurezza_pic_0713_022" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/090714_pic_0713_022.jpg" alt="090714_sicurezza_pic_0713_022" width="220" height="176" /></a>Una cinquantina di persone, rappresentanti di vari gruppi di impegno politico e sociale, si sono riunite lunedì pomeriggio nel cortile della <strong>sede della CGIL</strong>, in via Crociferi. Tema dell&#8217;incontro: la scelta delle modalità con cui esprimere il deciso <strong>rifiuto nei confronti del &#8220;pacchetto&#8221; sicurezza</strong>, presentato dal Governo e già approvato dal Parlamento, ma ancora non firmato dal Presidente della Repubblica.</p>
<p>Due le prospettive emerse:</p>
<ul>
<li>la creazione di un <strong>coordinamento</strong> che raccolga tutte le forze <span id="more-5402"></span>interessate a condurre questa protesta. Esso dovrebbe diventare un <strong>punto di riferimento</strong> per tutti coloro, anche singoli, che vogliano esprimere il proprio disagio e il proprio rifiuto nei confronti di una <strong>legge che segna un forte arretramento culturale</strong> del nostro ordinamento legislativo e del comune senso civico;</li>
<li>l&#8217;individuazione di <strong>una o più iniziative di protesta pubblica</strong>, che coinvolgano il più ampio numero di persone sensibili al problema, compresi gli stranieri che vivono a vario titolo nella nostra città.</li>
</ul>
<p>Visto che la legge in questione, oltre a presentare, <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/pacchetto_-appello_giuristi.pdf">secondo il parere di molti giuristi,</a> diversi <strong>caratteri di incostituzionalità,</strong> offre il fianco a possibilità di ricorso, è stata ipotizzata anche la creazione di concreti <strong>strumenti di supporto</strong> da offrire agli stranieri che si trovassero a dover gestire  contenziosi complessi. Tra questi: la creazione di un <strong>pool di legali</strong>, esperti in diritto degi stranieri,  e la creazione di un <strong>fondo cassa</strong> che permetta di offrire un sostegno economico a chi dovesse affrontare spese legali.</p>
<p>Prossimo incontro, per mettere a punto le proposte e le iniziative, <strong>Martedì 21 luglio alle ore 18,30</strong>, sempre alla CGIL (via Crociferi, 40).</p>
<p>Altro articolo sul &#8220;pacchetto&#8221; sicurezza in Argo:   <a href="http://www.argo.catania.it/2009/03/21/il-pacco-sicurezza/" target="_self">http://www.argo.catania.it/2009/03/21/il-pacco-sicurezza/</a></p>
<p>Sul &#8220;pacchetto&#8221; leggi anche <a href="http://www.volabo.it/webware/UserFiles/File/rassegna/rsv.13.09.2.pdf" target="_blank">l&#8217;articolo di Valerio Onida</a> (ex presidente della Corte Costituzionale) pubblicato dal Sole 24 0re del 4 Luglio2009 (presente <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/pacchetto_onida.pdf">nell&#8217;Archivio di Argo</a>)</p>
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		<title>Razzismo strisciante</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/05/17/razzismo-strisciante/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 03:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; bastato l&#8217;annuncio del disegno di legge sulla sicurezza perchè anche a Catania, in uno dei centri del volontariato cittadino che offre consulenza sanitaria agli immigrati e ai senzatetto, si registrasse un forte decremento degli accessi. E ancora oggi la domanda è inferiore rispetto a prima, nonostante l&#8217;articolo sulla possibilità di denuncia degli irregolari da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4559" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/lumbard/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4559" title="lumbard" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/lumbard-150x150.jpg" alt="lumbard" width="150" height="150" /></a></p>
<p>E&#8217; bastato l&#8217;annuncio del disegno di legge sulla sicurezza perchè anche a <strong>Catania</strong>, in uno dei centri del <strong>volontariato cittadino</strong> che offre <strong>consulenza sanitaria</strong> agli immigrati e ai senzatetto, si registrasse un forte <strong>decremento degli accessi</strong>. E ancora oggi la domanda è inferiore rispetto a prima, nonostante l&#8217;articolo sulla possibilità di denuncia degli irregolari da parte dei medici sia stato cancellato.</p>
<p>E&#8217; questo l&#8217;effetto del clima di razzismo e intolleranza che si respira in Italia, ben denunciato dal Capo dello Stato (vedi  <a rel="attachment wp-att-4651" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/napolitano/">Appello</a>) e dalla opposizione in Parlamento. E intanto il disegno di legge va avanti, dopo l&#8217;approvazione alla <a rel="attachment wp-att-4657" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/fiducia/">Camera</a>, senza possibilità di modifiche per la fiducia richiesta.. . <span id="more-4558"></span>Ma altre scelte a livello locale si annunciano (<a rel="attachment wp-att-4652" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/metro-riservato-ai-soli-milanesi/">metro-riservato-ai-soli-milanesi</a>) per poi dire che si trattava di una battuta (o forse per vedere l&#8217; effetto che fa), altre ancora si approvano nell&#8217;assoluto silenzio dei cittadini&#8230;</p>
<p><strong>Tratto da:</strong> Terrelibere, 10/05/2009, &#8220;<a href="http://www.terrelibere.org/terrediconfine/3784-sei-un-migrante-regolare-ti-rendiamo-la-vita-impossibile" target="_blank">Sei un migrante regolare? Ti rendiamo la vita impossibile</a>&#8221; di Antonello Mangano</p>
<p>Le leggi volute dalla Lega negli ultimi anni hanno un unico obiettivo: rendere impossibile l&#8217;esistenza agli immigrati, sia regolari che irregolari. Dalle classi-ponte ai vagoni separati su mezzi pubblici, dalla crociata anti-kebab a quella contro phone center e moschee, fino alla verifica sanitaria delle abitazioni e all&#8217;esame di italiano per la carta di soggiorno, si colpiscono con durezza anche gli stranieri in regola e che lavorano. Ed in qualche caso anche gli italiani&#8230;</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di Mangano in archivio: <a rel="attachment wp-att-4560" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/migrante_regolare/">migrante_regolare</a></p>
<p>Leggi l&#8217;appello della AIMMF sulle conseguenze del DDL sul diritto del minore a essere registrato alla nascita: <a rel="attachment wp-att-4561" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/appello/">appello</a></p>
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		<title>Manifestazione contro il &#8220;decreto sicurezza&#8221; &#8211; DDL 733</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/03/21/manifestazione-contro-il-decreto-sicurezza-ddl-733/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è snodata fra via Umberto e piazza Università la manifestazione contro il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del DDL 733. Piuttosto basso il numero dei partecipanti, di cui molti gli immigrati. Inizialmente timidi e sulle difensive, a metà percorso hanno dato inizio ad una vivace ed apprezzata jam session con i tamburi (guarda le foto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è snodata fra via Umberto e piazza Università la manifestazione contro il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del DDL 733. Piuttosto basso il numero dei partecipanti, di cui molti gli immigrati. Inizialmente timidi e sulle difensive, a metà percorso hanno dato inizio ad una vivace ed apprezzata jam session con i tamburi (<span style="color: #ff0000;"><strong>guarda le foto</strong></span>)</p>
<p><a href="http://jalbum.net/browse/user/album/143529/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2663" title="vai alla galleria" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p1020103-tamburi-300x217.jpg" alt="vai alla galleria" width="300" height="217" /></a></p>
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