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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Istituto d&#8217;arte</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>I giovani di CittàInsieme sull&#8217;ex Collegio dei Gesuiti</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 21:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CittàInsieme]]></category>
		<category><![CDATA[degrado]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Collegio Gesuiti]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto d'arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Catania, 28 giugno 2011 In una città che crede vivamente nella sua vocazione turistica, sostenuta con forza non solo nelle conversazioni tra i comuni mortali ma anche nelle stanze della moribonda politica, perfino il più smorto degli amministratori o il più infimo tra gli imbrattafogli rabbrividirebbe dinanzi alla notizia di uno storico edificio settecentesco, parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-_vgVRXKQZ0M/Tg47HyN6iWI/AAAAAAAAF10/cFatYW_twuQ/citt%2525C3%2525A0insieme.jpg" alt="" width="254" height="262" /></p>
<p>Catania, 28 giugno 2011</p>
<p>In una città che crede vivamente nella sua <strong>vocazione turistica</strong>, sostenuta con forza non solo nelle conversazioni tra i comuni mortali ma anche nelle stanze della moribonda politica, perfino il più smorto degli amministratori o il più infimo tra gli imbrattafogli rabbrividirebbe dinanzi alla notizia di uno <strong>storico edificio settecentesco</strong>, parte integrante della bellissima Via Crociferi, lasciato nel più completo <strong>abbandono</strong>.</p>
<p>Stavolta tocca all’<strong>ex collegio dei Gesuiti</strong> vestire i panni dell’ “appestato”. Questo edificio ha ospitato per anni l’<strong>Istituto statale d’arte</strong>. Nell’agosto 2009 la Regione, al termine di una lunga vicenda giudiziaria scandita da sfratti, ricorsi e ricerche di nuove sedi per l’Istituto (oggi ospitato in un immobile privato sito in viale Vittorio Veneto), rientrò in pieno possesso dell’ex collegio promettendo un’<strong>immediata ristrutturazione dell’edificio</strong> (che dovrebbe diventare la nuova sede della biblioteca regionale universitaria), finanziata tra l’altro con i fondi del POR 2000-2006.</p>
<p>Lo storico palazzo, infatti, versava (e versa tuttora) in <strong>pessime condizioni</strong>. I sopralluoghi effettuati in passato, che portarono tra le altre cose alla dichiarazione di inagibilità, menzionavano il crollo di alcune porzioni di tetto e la comparsa di crepe nella facciata. Come se non bastasse, recenti segnalazioni raccontano che i ciottoli bianchi e neri del cortile risultano soverchiati da floride erbacce ed i corridoi interni invasi dall’acqua o dai detriti.</p>
<p>Non possiamo che condannare questo triste spettacolo fatto di <strong>incuria</strong>, <strong>immobilismo</strong> e lunghi silenzi. Lo stato delle cose ci fa sospettare che la conservazione, la cura e la valorizzazione del nostro prezioso barocco sia gestita da una politica avvezza al cartongesso.</p>
<p><strong>Chiediamo ai vertici regionali</strong> di fugare questi sospetti nel più breve tempo possibile attraverso risposte puntuali e dettagliate inerenti i lavori di ristrutturazione della sopraccitata struttura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Giovani di CittàInsieme</p>
<p>Cell. 3406892762 / Fax. 095502230 / Email. info@cittainsieme.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sgomberate gente, sgomberate</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 03:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Per docenti e studenti dell’Istituto d’Arte di Catania il nuovo anno scolastico (2010-2011) è regolarmente iniziato nei locali di viale Vittorio Veneto, un immobile privato affittato al costo di 80.000 euro al mese. “Una cifra enorme – come scrive su La Sicilia dello scorso 4 novembre Pinella Leocata &#8211; per un immobile che, pochi mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per docenti e studenti dell’<strong>Istituto d’Arte di Catania</strong> il nuovo anno scolastico (2010-2011) è regolarmente iniziato nei locali di <strong>viale<img class="alignright" title="Collegio Gesuiti via Crociferi" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TOmsARFgGFI/AAAAAAAABkw/zYg5xyC8ToE/Gesuiti_collegio.JPG" alt="" width="280" height="210" /> Vittorio Veneto</strong>, un immobile privato <strong>affittato al costo di 80.000 euro al mese</strong>. “Una cifra enorme – come scrive su La Sicilia dello scorso 4 novembre Pinella Leocata &#8211; per un immobile che, pochi mesi prima, era stato dichiarato <strong>inagibile per mancanza di strutture antincendio e dotato di un nulla osta sanitario per al massimo 440 allievi</strong>”.</p>
<p>Non vogliamo, però, soffermarci, sulle soluzioni e sui costi <span id="more-16241"></span>conseguenti allo sfratto dell’agosto 2009, ma sui <strong>lavori che avrebbero dovuto interessare l’ex collegio dei gesuiti di via Crociferi,</strong> e cioè la vecchia sede dell’Istituto. L’edificio settecentesco era stato <strong>dichiarato inagibile</strong>, al termine di un sopralluogo richiesto dell’allora sovrintendente di Catania <strong>Gesualdo Campo</strong>. La Regione, proprietaria dell’immobile, una volta rientratane in possesso, aveva <strong>preannunciato un’ immediata ristrutturazione</strong> per poter utilizzare la struttura come nuova sede della biblioteca regionale universitaria.</p>
<p>Ad oltre un anno di distanza <strong>non è accaduto nulla</strong>. Se tutto tace, non mancano, però, le polemiche, nella logica del più <strong>classico scaricabarile</strong>. Secondo l’architetto Campo (oggi dirigente regionale dei Beni Culturali) “se i lavori non sono iniziati non è per nostra (della Regione, n.d.r.) responsabilità, ma perché la <strong>Provincia non ci ha ancora restituito l’immobile</strong>”. Versione che ‘fa letteralmente cadere dalle nuvole’ il dirigente della Provincia Giovanni Ferrera. Quest’ultimo, infatti, non solo dichiara che <strong>le chiavi dell’immobile sono state regolarmente restituite</strong>, ma che la Provincia, qualora avesse necessità di entrare nell’edificio, non potrebbe farlo in assenza dell’autorizzazione della Regione.</p>
<p>Mentre le suddette istituzioni si accusano reciprocamente, rischia di <strong>andare in fumo</strong> un progetto di ristrutturazione per il quale era stato ottenuto un cospicuo <strong>finanziamento (11 miliardi di vecchie lire) nell’ambito del Por 2000-2006.</strong></p>
<p>Inoltre, sembra ulteriormente ampliarsi la <strong>materia del contendere</strong>. La Regione, infatti, pretende che venga saldato quanto dovuto per <strong>gli affitti</strong> (dal 1999), mentre secondo la Provincia “la Regione ci ha messo a disposizione questo immobile e non si è mai parlato d’affitto, come si fa tra enti pubblici. Questo dice la legge nazionale 23 del 1996 &#8211; che, per quanto riguarda l’edilizia scolastica, sostiene che i canoni sono «ricognitori», e dunque non hanno nulla a che vedere con i valori di mercato”. In attesa delle prossime puntate, non ci stupisce quanto accaduto.</p>
<p>Del resto di cosa dovremmo meravigliarci visto che viviamo in una città dove ogni qual volta <strong>gruppi di giovani occupano spazi inutilizzati</strong> e provano a riempirli con attività sociali, senza alcun fine di lucro, <strong>si procede con gli sgomberi </strong>per poi lasciare <strong>nuovamente abbandonati</strong> quei locali? La mancata ristrutturazione dell’ex Collegio dei gesuiti è coerente, perciò, con questa ‘tradizione’ tutta catanese. Così è avvenuto molti anni fa con i locali di <strong>via Cervignano</strong>, poi con quelli di <strong>via Bernini</strong> e, per ultimo, con la sede del <strong>centro popolare occupato Experia</strong>.</p>
<p>Tratto da:  <em>Ancora nessun lavoro in corso ad oltre un anno dallo sgombero</em>, Pinella Leocata, La Sicilia 4.11.2010</p>
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		<title>Non è mai troppo tardi, primo giorno di scuola all&#8217;Istituto d&#8217;Arte</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 06:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato pro-Istituto d'Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedì 13 ottobre  è stato il primo giorno di scuola, nella nuova sede di viale Vittorio Veneto, per gli  studenti dell’Istituto Statale d’Arte di Catania.  Si tratta, però, di una sistemazione provvisoria che, per due anni – e per un affitto di 60.000 mila euro al mese – garantirà comunque a circa settecento ragazzi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 13 ottobre  è stato il primo giorno di scuola, nella <strong>nuova sede di viale Vittorio Veneto</strong>, per gli <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Ex-Provveditorato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7035" title="Ex-Provveditorato" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Ex-Provveditorato.jpg" alt="Ex-Provveditorato" width="200" height="139" /></a> studenti dell’<strong>Istituto Statale d’Arte di Catania</strong>.  Si tratta, però, di una sistemazione provvisoria che, per due anni – e <strong>per un affitto di 60.000 mila euro al mese </strong>– garantirà comunque a circa settecento ragazzi di poter frequentare regolarmente l’Istituto. Non si può però dire ‘tutto è bene quel che finisce bene’. Al contrario, l’intera vicenda mette in luce,<span id="more-6990"></span> come meglio non si potrebbe, il pessimo funzionamento delle Istituzioni locali. Proviamo a ricostruirla. Da anni<strong> sul Collegio dei Gesuiti di via Crociferi </strong>(storica e prestigiosa sede dell’Istituto d’Arte) gravava un’ <strong>ingiunzione di sfratto</strong>, intimata dalla regione Sicilia alla Provincia di Catania, cui è seguita una dichiarazione di<strong> totale inagibilità dello stabile</strong>. A proposito, potrebbero dire – Comune e Provincia – quante scuole a Catania dispongono di locali dotati del certificato di agibilità? Ma torniamo alla nostra vicenda. In una tale situazione<strong> ci si aspetta che per tempo le Istituzioni preposte individuino soluzioni alternative credibili. Così non è</strong><strong>,</strong> Comune e Provincia non dialogano fra loro e, alla fine, l’unica proposta in campo è quella di utilizzare l’ex scuola Brancati di Librino (per renderla usufruibile vengono stanziati 300.000 euro) che, però, non può contenere studenti e laboratori (lo spazio complessivamente disponibile è solo un terzo rispetto a quello che servirebbe per la normale attività scolastica). La Provincia, caricandosi di ulteriori costi, si impegna, inoltre, a garantire agli studenti un servizio di bus navetta per il quotidiano trasporto dal centro città alla nuova sede e ritorno. In sostanza, una pseudo soluzione, che, come ben comprendono docenti, allievi e genitori, porterebbe, lentamente e inevitabilmente, al ridimensionamento (se non alla chiusura) della scuola. Ed <strong>è solo grazie alla resistenza ostinata </strong>di chi, come scrivono alcuni componenti<strong> del C</strong><strong>omitato Pro-Istituto d’Arte</strong>, si oppone al “cinico disprezzo usato nei confronti del sacrosanto diritto allo studio dei nostri 700 ragazzi” che alla fine <strong>si concretizza una soluzione accettabile</strong>, per la quale la Provincia si è impegnata, comunque, a versare <strong>la somma più alta pagata per un affitto.</strong> Vista la provvisorietà della soluzione, riteniamo che <strong>il Comitato Pro-Istituto d’Arte avrà ‘da fare’ anche in futuro.</strong> Un’ultima considerazione, molti hanno sottolineato come la presenza di un’altra scuola superiore avrebbe avuto un positivo impatto su questa parte della Città, dove già gli Istituti comprensivi svolgono una funzione fondamentale. Se vogliamo evitare che tutto ciò resti una mera petizione di principio, ci aspettiamo che, finita questa emergenza, si apra una seria riflessione, capace di coinvolgere istituzioni e società civile, per proporre un progetto culturale e sociale in grado di migliorare realmente la qualità della vita a Librino.</p>
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		<title>Una sede per l&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 23:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[A proposito dell&#8217;annunciato trasferimento per sfratto dell&#8217;Istituto d&#8217;arte di Catania dalla sua prestigiosa sede di via Crociferi, riceviamo e volentieri pubblichiamo una presa di posizione da parte di un rappresentante degli studenti: &#8220;La triste vicenda del braccio di ferro tra le varie istituzioni per quanto concerne il destino dell&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte di Catania si è chiusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/istituto-arte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5623" title="istituto-arte" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/istituto-arte.jpg" alt="istituto-arte" width="135" height="101" /></a>A proposito dell&#8217;annunciato trasferimento per sfratto dell&#8217;Istituto d&#8217;arte di Catania dalla sua prestigiosa sede di via Crociferi, riceviamo e volentieri pubblichiamo una presa di posizione da parte di un rappresentante degli studenti:</p>
<p>&#8220;La triste vicenda del braccio di ferro tra le varie istituzioni per quanto concerne <strong>il destino dell&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte di Catania</strong> si è chiusa con lo <strong>sfratto esecutivo</strong> della scuola dal plesso di via Crociferi. Ancora una volta <strong>noi studenti</strong>, anche se vittime di <span id="more-5576"></span>questa situazione, non vogliamo alzare i toni per quanto riguarda questa vicenda, ma ci teniamo a ribadire che dovrebbe essere percepita da tutte le istituzioni coinvolte l&#8217;idea della sconfitta per aver &#8220;risolto&#8221; la faccenda in questo modo, dopo una fase di muro contro muro che, evidentemente, non ha portato a nulla di positivo, prova ne è il fatto che oggi il destino della nostra scuola è incerto e la possibilità del <strong>trasferimento in un edificio periferico ed inadeguato </strong>è forse la più probabile. Nonostante tutto, anche questa volta, non ci interessa individuare di chi siano le colpe maggiori o minori, ma sottoponiamo a tutti gli organi competenti un problema e chiediamo che per una volta si faccia uno sforzo di concordia e di mediazione per <strong>individuare un ambiente adatto alla natura ed al prestigio dell&#8217;istituto</strong> che, in quanto studenti, rappresentiamo e che giornalmente viviamo. Chiediamo che le istituzioni coinvolte (Regione Sicilia e Provincia Regionale di Catania), il dirigente scolastico e i rappresentanti degli studenti e dei genitori possano avviare un tavolo di lavoro, al fine di dare una sede centrale ed adeguata all&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte di Catania, garantendo così che questa magnifica istituzione sopravviva.&#8221;</p>
<p>Rosario Di Benedetto &#8211; Rappresentante degli studenti</p>
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