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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; istruzione pubblica</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Un&#8217;insegnante di San Cristoforo alla Gelmini</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 04:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gentile ministro Gelmini,  mi rivolgo a Lei in quanto autrice della riforma scolastica che porta appunto il suo nome. Molti vociferano sul fatto che non sia Lei la effettiva ideatrice della riforma che sta impoverendo la Scuola Italiana, se così fosse, mi rivolgo a chiunque ne sia l&#8217;artefice. Quello che è stato fatto alla Scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TZOiK75lB1I/AAAAAAAAD-M/igWPChL5LtI/3.jpg" alt="" width="300" height="230" />Gentile ministro <strong>Gelmini</strong>,  mi rivolgo a Lei in quanto autrice della <strong>riforma scolastica</strong> che porta appunto il suo nome. Molti vociferano sul fatto che non sia Lei la effettiva ideatrice  della riforma che <strong>sta impoverendo la Scuola Italiana</strong>, se così fosse, mi  rivolgo a chiunque ne sia l&#8217;artefice.</p>
<p>Quello che è stato fatto alla Scuola Pubblica è fuori da ogni logica pedagogica, come dire<span id="more-18581"></span> &#8230;è assurdo! Le riforme andrebbero fatte da chi conosce da dentro la Scuola, neanche da illustri studiosi che della scuola hanno solo conoscenze teoriche, bensì da persone come me che lavorano da decenni in <strong>scuole pubbliche  denominate</strong> <strong>“ a rischio “</strong>. Figuriamoci gli effetti di una riforma ragionata a tavolino dal ministro Tremonti che pensa da &#8220;commercialista&#8221; e fatta passare per opera di una delle donne-fantoccio del governo Berlusconi!</p>
<p>La scuola ne esce, da questa azione mortificante, peggio di quanto ancora si possa vedere; nelle  cosiddette scuole a rischio delle <strong>periferie del Sud Italia</strong>, la scuola  dovrebbe avere il compito di accogliere i bambini per un <strong>tempo massimo</strong> e  fungere da sostegno a quelle famiglie che scelgono di lavorare  onestamente e non hanno a chi lasciare i propri figli. Dovrebbe  garantire l&#8217;offerta formativa e <strong>rimuovere gli ostacoli</strong> che ne  impediscano la piena realizzazione, ostacoli che al momento sono  rappresentati da quei tagli che assumono l&#8217;effetto di coltellate a  scuole come la mia.</p>
<p><strong>Quando ancora si lavorava con i moduli</strong>, ricordo lontano di isole felici, auspicavamo che la Scuola pensasse  ad <strong>affiancare a noi insegnanti delle figure professionali specializzate</strong>,  come psicologi dell&#8217;età evolutiva o psichiatri infantili, poiché molti  dei bambini con cui lavoriamo provengono da situazioni di <strong>forte  deprivazione</strong>, a volte vittime di violenze inaudite a cui noi insegnanti  <strong>non sappiamo come far fronte</strong>: possiamo offrire loro comprensione ed  affetto ma laddove ci siano delle violenze, degli abusi, non si può  mettere un cerotto, dare un bacetto alla bua e continuare come se tutto  fosse passato.</p>
<p>Questo per noi era uno dei punti principali che un  ministro della Pubblica Istruzione dovesse prendere in considerazione,  allargare l&#8217;organico con figure specializzate e <strong>invece abbiamo subito  l&#8217;amputazione a carne viva del &#8220;team&#8221; docente</strong>, il nostro punto di forza.</p>
<p>Lei ci ha profondamente deluso signora ministro. La sua riforma ha  <strong>ridotto il tempo scuola</strong>, ha annullato le compresenze, ha fatto sì che  quelle discipline che molto contribuiscono ad affinare la <strong>sensibilità</strong> e  la <strong>logica</strong> del bambino venissero <strong>fortemente penalizzate</strong>.</p>
<p>Mi riferisco a discipline come l&#8217;educazione musicale o all&#8217;arte o  l&#8217;educazione motoria che sviluppano armonia nel corpo e nella mente,  &#8220;mens sana in corpore sano&#8221;, che <strong>invece di essere affidate a degli  insegnanti specializzati, sono affidate al docente prevalente</strong> che avendo  già una mole di lavoro non indifferente ( le chiarisco che i nostri  alunni non parlano un italiano corretto e neanche il dialetto ma un  miscuglio tra i due) spesso è costretto a <strong>sacrificare ore preziose ad  esse destinate</strong>.</p>
<p>Io ritengo di conoscere a fondo la Lingua Italiana, le  regole matematiche, adoro trasmettere ai miei alunni l&#8217;amore per la  Storia , per i viaggi in Paesi con culture diverse dalla nostra e amo  l&#8217;arte in ogni sua forma. Oggi so di poter contare unicamente su queste  mie risorse. Ma <strong>mettiamo il caso</strong> io pesassi cento chili e dovessi  portare i miei alunni in palestra, o che fossi insensibile a qualunque  forma d&#8217;arte, su quale risorsa potrei contare? E se poi fossi una  persona problematica, con scarsa empatia verso i bambini, volta solo a  seguire il programma e interessata esclusivamente alla stabilità di un  posto fisso? Ce ne sono tante persone così nella scuola, sa? Se io fossi  così, ma ringrazio il cielo di non esserlo, <strong>i miei alunni non avrebbero  scampo e dovrebbero rassegnarsi a me</strong>.</p>
<p>L’organizzazione modulare consentiva invece la <strong>pluralità dell’insegnamento</strong> e un’impostazione democratica della vita  scolastica. Era possibile organizzare le <strong>compresenze</strong> in modo tale da recuperare gli alunni svantaggiati, i quali oggi sono abbandonati ad un unico destino: la bocciatura.</p>
<p>Lei non può immaginare l’<strong>infinita solitudine a cui è costretto un alunno che non riesce a seguire il programma della classe</strong>, egli viene privato non solo dei suoi diritti sociali, quelli di una scuola imparziale ma anche della propria dignità d’alunno. D’altro canto gli alunni che godono del sostegno sono spesso dislocati in classi diverse per cui un insegnante coscienzioso che non voglia destinar loro solo 5 ore la settimana, suo malgrado forma dei gruppi di lavoro che ricordano tanto le classi differenziate.</p>
<p>I bambini con situazioni fortemente problematiche presto abbandonano la scuola e accrescono gli indici dell’illegalità. E allora se <strong>la Scuola Italiana è destinata a tornare quella degli anni ’50</strong>, non si dovrebbero avere programmi ambiziosi come quelli delle scuole europee: si dovrebbero riprendere i programmi minimi che consentissero di scrivere, leggere e fare di conto!</p>
<p>Io sono convinta che ci sia un <strong>interesse ben preciso dietro a questa  riforma</strong> che non è soltanto quella di evitare gli sprechi ma un fine  politico, quello di <strong>lasciare le masse nell&#8217;ignoranza e  nell&#8217;inconsapevolezza</strong>. Tanto i vostri figli andranno nelle scuole  private, finanziate anche con denaro pubblico!</p>
<p>Ma finché avrò fiato io  stimolerò i miei alunni a <strong>usare la loro testa</strong>, a <strong>sganciarsi  dall&#8217;omologazione</strong> di massa a cui li sottopone la cultura televisiva, ad  amare la lettura che amplifica la loro immaginazione. <strong>Sono le battaglie  quotidiane</strong> che ci hanno consentito di salvare tanti bambini che ci  rendono forti e fiduciosi di un futuro migliore, di una scuola che  consideri loro degli orticelli fertili e non freddi numeri di un elenco!</p>
<p>Dedico  queste mie riflessioni ai bambini della <strong>Doria di via Della Concordia</strong> con i quali ho vissuto 11 anni al massimo delle emozioni possibili.</p>
<p><strong>Monia Frizzi</strong>, un&#8217;insegnante di scuola primaria</p>
<p><strong>Tratto da</strong>: <a href="http://www.associazionegapa.org/component/content/article/500-lettera-alla-gelmini.html" target="_blank"><strong>I Cordai</strong>, mensile curato dal Centro di aggregazione popolare <strong>GAPA</strong></a></p>
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		<title>12 marzo COSTITUZIONE DAY</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 07:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come in tutta Italia, anche  Catania il 12 marzo si mobiliterà in difesa della Costituzione.  La manifestazione inizierà alle ore 16,00 alla Villa Bellini per concludersi, dopo aver percorso via Etnea, in piazza Università. I numerosi catanesi tradizionalmente presenti il sabato pomeriggio nel salotto cittadino vedranno sfilare davanti ai loro occhi un variegato e composito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TXnKuXKC2PI/AAAAAAAADTo/XUqK0yH1oWU/s512/COSTITUZIONE%20DAY%2012%20MARZO%202011.jpeg" target="_blank"><img class="   " src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TXpIAaeL3TI/AAAAAAAADT4/MqOFQAxAr2w/COSTITUZIONE%20DAY%2012%20MARZO%202011.jpeg" alt="" width="270" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">guarda il manifesto completo</p></div>
<p>Come in tutta Italia, anche  Catania il 12 marzo si mobiliterà <strong>in difesa della Costituzione</strong>.  La manifestazione inizierà alle ore <strong>16,00 alla Villa Bellini</strong> per concludersi, dopo aver percorso <strong>via Etnea</strong>, in piazza Università. I numerosi catanesi tradizionalmente presenti il sabato pomeriggio nel salotto cittadino vedranno sfilare davanti ai loro occhi un variegato e composito corteo.</p>
<p>Un corteo promosso da movimenti della società civile, organizzazioni sindacali e forze politiche dell’opposizione che hanno trovato una <span id="more-18776"></span>sintesi delle diverse posizioni nelle parole riportate sullo striscione che aprirà la manifestazione: <strong>accoglienza, solidarietà e pubblica istruzione: sana e robusta Costituzione</strong>.</p>
<p>Parole importanti che individuano precise priorità perché, come è scritto nel volantino con il quale è stata indetta la manifestazione, “oggi, in un momento oltremodo difficile per il nostro Paese, attraversato da una <strong>violenta crisi economica</strong>, difendere la nostra Carta e i suoi valori è necessario per dire basta a una <strong>politica governativa del tutto disinteressata a risolvere i problemi reali</strong>”.</p>
<p>Preoccupazioni che, viste le ultime <strong>proposte</strong> del governo Berlusconi <strong>in tema di giustizia</strong> con le quali, di fatto, si rimette in discussione l’<strong>autonomia della magistratura</strong>, sono, evidentemente, destinate a crescere.</p>
<p>Altro tema centrale, per gli organizzatori è quello dell’<strong>istruzione</strong>, sempre nel volantino si legge infatti che “al centro della mobilitazione c’è la difesa del diritto all’istruzione e alla formazione, rimesso drammaticamente in discussione dai <strong>pesantissimi tagli di risorse</strong> effettuati dal governo Berlusconi nelle scuole e nelle università statali. Ma, soprattutto, c’è l’orgoglio e la necessità di rivendicare la <strong>centralità</strong>, in un paese democratico, <strong>dell’istruzione pubblica</strong>, depotenziata e dequalificata dalle controriforme Gelmini e svilita dal presidente del Consiglio che privilegia la scuola privata […] perché un paese che non investe nella ricerca e nella formazione <strong>rinuncia al futuro</strong>”.</p>
<p>Avere individuato delle priorità non vuol dire, ovviamente, dimenticare l’insieme dei problemi che attraversano l’Italia (dal <strong>lavoro</strong> ai drammatici tagli alla <strong>cultura</strong>, dalla <strong>questione meridionale</strong> alla difesa del <strong>patrimonio artistico e ambientale</strong>, dal rifiuto della guerra all’<strong>integrazione</strong> dei migranti…) perché le forze promotrici della mobilitazione sono perfettamente consapevoli del fatto che “difendere la Costituzione significa difendere, concretamente, i diritti civili, politici e sociali di tutti i cittadini”.</p>
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		<title>12 marzo, sciopero generale per salvare il diritto allo studio</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 06:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanti, da riempire l&#8217;aula magna di una scuola. L’11 marzo al Boggio Lera i docenti catanesi, provenienti da molti Istituti della provincia, hanno affermato in maniera chiara e inequivocabile la loro assoluta contrarietà alla mortificazione della scuola pubblica voluta dal governo Berlusconi e, in particolare, dal “duo” Gelmini-Tremonti. La partecipazione allo sciopero del 12 marzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/Scuola_riforma.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-11182" title="Scuola_riforma" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/Scuola_riforma-300x255.gif" alt="Scuola_riforma" width="300" height="255" /></a>Tanti, da riempire l&#8217;aula magna di una scuola.  L’11 marzo al Boggio Lera  i docenti catanesi, provenienti da molti Istituti della provincia, hanno affermato in maniera chiara e inequivocabile la loro assoluta <strong>contrarietà alla mortificazione della scuola pubblica</strong> voluta dal governo Berlusconi e, in particolare, dal “duo” Gelmini-Tremonti. La partecipazione allo <strong>sciopero del 12 marzo</strong> rappresenta la prima tappa di una mobilitazione che si preannuncia ampia e articolata.</p>
<p>I partecipanti hanno innanzitutto sottolineato che <span id="more-11179"></span>quello all’istruzione <strong>è un diritto e non un servizio</strong> e che parlare di riforma in presenza di un progetto che prevede solo “tagli”  è, in tutta evidenza, un palese mistificazione. Come potrà, infatti, migliorare l’offerta didattica se ci saranno <strong>meno ore a disposizione</strong>, aumenta il numero di alunni presenti nelle classi e le strutture scolastiche “fanno acqua” da tutte le parti? Come potrà esserci maggiore integrazione se diminuiscono le ore per il sostegno?</p>
<p>Ciò che però appare del tutto incomprensibile è la logica seguita dai presunti riformatori: se si fossero volute cambiare le cose, e ce ne sarebbero tante da modificare, prima si sarebbero dovuti indicare i nuovi programmi scolastici e poi si sarebbe potuto (dovuto) cambiare l’orario delle lezioni. Aver ridotto il tempo scuola, <strong>lasciando inalterati i programmi</strong>, dimostra che l’unico obiettivo è quello del risparmio.</p>
<p>Proposito, quest’ultimo, certamente condivisibile, ma siamo sicuri che sia la scuola il luogo in cui si spreca di più? e  non piuttosto che il <strong>mancato investimento nell’istruzione</strong> determinerà un progressivo arretramento del Paese? I presenti hanno ribadito che c’è assoluto bisogno di una vera riforma,  per migliorare la qualità dell’istruzione e si impegneranno perché questo tema divenga oggetto di riflessione fra tutti e non solo tra gli addetti ai lavori.</p>
<p>Non si tratta di difendere posti di lavoro, obiettivo comunque importante in questa congiuntura economica , ma di <strong>riflettere sul futuro</strong>.  Tante le iniziative in cantiere per sviluppare una tale riflessione, per questo motivo si è formato un <strong>coordinamento provinciale</strong>, composto da delegati delle varie scuole e da esponenti del movimento dei precari.</p>
<p>Ma tante anche le <strong>iniziative di contrasto</strong>: dalle più immediate come quella di contestare la validità delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico ai nuovi indirizzi previsti perché tuttora inesistenti, in quanto nulla è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale,  a quelle più estreme come lo sciopero in occasione degli scrutini di fine anno.</p>
<p>Tutti i presenti, infine,  si sono dimostrati consapevoli del tentativo del governo di dividere gli insegnanti dalle famiglie, ma anche al loro interno, non a caso meno penalizzati dai tagli, rispetto all’ordinamento ordinario, sono i Licei Classici e Scientifici. Per questo hanno ribadito la loro assoluta contrarietà a quella che si preannuncia come una tragica “<strong>guerra fra poveri</strong>”, sia nella forma della lotta fra docenti delle diverse discipline che fra le stesse istituzioni scolastiche, come purtroppo accade in questi giorni attraverso discutibili forme di propaganda finalizzate a “conquistare” iscrizioni.</p>
<p>Per i partecipanti la scuola pubblica è una sola, al di là dei tanti indirizzi presenti, ed <strong>è proprio la scuola pubblica che va salvata</strong>.</p>
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		<title>Lettere aperte sullo sciopero della scuola</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/10/22/lettere-aperte-sullo-sciopero-della-scuola/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 01:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[precari della scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo quasi 50 giorni di occupazione del provveditorato, i precari non demordono. Non si limitano a continuare la loro protesta. Intendono aderire a tutte quelle manifestazioni che possono allargare il fronte della lotta e creare maggiore unità tra i lavoratori. Anche allo sciopero della scuola di Venerdì 23 Ottobre. &#8220;Unità, unità, unità&#8221; scrivono nella lettera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/precari.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7244" title="precari" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/precari.jpeg" alt="precari" width="118" height="91" /></a>Dopo quasi <strong>50 giorni di occupazione</strong> del provveditorato, i <strong>precari</strong> non demordono. Non si limitano a continuare la loro protesta. Intendono <strong>aderire</strong> a tutte quelle manifestazioni che possono allargare il fronte della lotta e creare maggiore unità tra i lavoratori. Anche allo <strong>sciopero</strong> della scuola di <strong>Venerdì 23 Ottobre</strong>. <strong></strong></p>
<p><strong>&#8220;Unità, unità, unità&#8221;</strong> scrivono nella lettera aperta indirizzata ai lavoratori e alle lavoratrici catanesi. Denunciano le contrapposizioni create ad arte per <strong>dividere</strong> il mondo della scuola e fare scoppiare una <strong>guerra tra poveri</strong>. Denunciano lo <strong>smantellamento della scuola pubblica</strong> e l&#8217;attacco ai diritti dei lavoratori.</p>
<p>Ecco la parte iniziale del <strong>testo</strong>:</p>
<p><em>Care/i lavoratori/lavoratrici catanesi, vi indirizziamo questo appello per invitarvi  ad aderire allo sciopero generale del 23 ottobre<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/provveditorato_occupato.png"><img class="alignright size-medium wp-image-7245" title="provveditorato_occupato" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/provveditorato_occupato-300x74.png" alt="provveditorato_occupato" width="300" height="74" /></a> indetto dai Sindacati di base o, quantomeno, <strong>condividere con noi il corteo</strong>, promosso dal coordinamento precari scuola, dal movimento studentesco e dai precari della ricerca che, nella stessa giornata, <strong>partirà da Piazza Roma alle ore 9:00</strong>. Ci preme spiegarvi <span id="more-7184"></span>le ragioni di questo invito&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Per leggere il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/10/Lettera_aperta_precari.pdf" target="_blank">testo completo della lettera</a><em> </em></p>
<p>Ma non è l&#8217;unica lettera aperta di cui ci giunge il testo. Un&#8217;altra l&#8217;ha scritta la <strong>Flc (federazione lavoratori della conoscenza) della CGIL</strong>, indirizzata <strong>ai Dirigenti scolastici</strong> e alle Rsu. In questo caso si denunciano, da parte di alcuni dirigenti scolastici, <strong>interventi volti a impedire la partecipazione degli studenti</strong> a cortei e manifestazioni di protesta. Ecco, anche in questo caso, la parte iniziale del testo: <em></em></p>
<p><em>&#8220;</em><em>Abbiamo ricevuto dal Coordinamento Precari di Catania una nota in cui vengono rilevati <strong>atti di ostruzionismo</strong> da parte di alcuni dirigenti scolastici in ordine alla partecipazione degli studenti alle iniziative di lotta a sostegno dei lavoratori precari e contro le politiche scolastiche del Governo. </em><em>La Flc Cgil, nel rilevare che molti dei diritti acquisiti dagli strati sociali più deboli sono il frutto della <strong>mobilitazione congiunta degli studenti e dei lavoratori, </strong></em><em>invita </em><em>i Dirigenti scolastici e le Rsu della Flc Cgil ad adoperarsi per </em><em> rimuovere ogni ostacolo che possa impedire agli studenti la partecipazione democratica alle iniziative di lotta per la difesa della scuola pubblica&#8230; &#8211; Cata</em><em>nia, 19 ottobre 2009&#8243;</em></p>
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		<title>Presidi contro</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 03:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ASASI]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Catania]]></category>
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		<category><![CDATA[presidi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; appena di qualche settimana addietro l&#8216;immagine choc di un numeroso gruppo di compassati presidi, provenienti da tutta Italia, che esibivano con orgoglio le catene &#8216;indossate&#8217;, davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, per protestare contro la politica scolastica del Governo Berlusconi e del ministro avv. Mariastella Gelmini. Solo nell&#8217;ultimo anno sono stati tagliati 429 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; appena di qualche settimana addietro l<strong>&#8216;immagine choc</strong> di un <strong>numeroso gruppo di compassati presidi</strong><img class="alignright size-full wp-image-4625" title="presidi-incatenati" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/presidi-incatenati.jpg" alt="presidi-incatenati" width="108" height="72" />, provenienti da tutta Italia, che esibivano <strong>con orgoglio le catene &#8216;indossate&#8217;</strong>, davanti al Ministero della Pubblica Istruzione, per <strong>protestare contro la politica scolastica del Governo</strong> Berlusconi e del ministro avv. Mariastella Gelmini. Solo nell&#8217;ultimo anno sono stati <strong>tagliati 429 milioni di euro</strong>: sono 73 milioni in meno per il funzionamento didattico, 44 milioni in meno per l&#8217;offerta formativa, 37 milioni in meno per i corsi di recupero, 270 milioni in meno per le ditte di pulizie e 3 milioni tagliati sulla formazione per il personale. Per l&#8217;anno corrente <span id="more-4624"></span>sono stati <strong>azzerati pure i fondi per il funzionamento ordinario delle scuole</strong>. Aggiungete il miliardo di crediti che le scuole avanzano nei confronti dello Stato e avrete la misura di quanto questo governo, <strong>al di là degli strombazzamenti propagandistici</strong>, abbia a cuore l&#8217;istruzione pubblica.</p>
<p>Ma quando si tratta di <strong>disastri amministrativi</strong>, il Comune di Catania non vuole essere secondo a nessuno. Ed ecco che al danno della politica scolastica nazionale si somma, come denuncia una nota dell&#8217;Associazione delle scuole autonome della Sicilia <a href="http://www.asas.sicilia.it">(A.S.A.SI.) </a>del 7 maggio scorso a firma di G. Adernò, il fatto che &#8220;<strong>per quattro anni la scuola catanese è rimasta senza i finanziamenti comunali</strong> per la manutenzione ordinaria, <strong>senza buoni libro</strong>, ancorché assegnati dalla Regione e destinati non si sa a quali altri scopi&#8221;, per cui asili, scuole elementari e medie sono rimasti in uno <strong>stato di totale abbandono</strong>: sostituire sedie e vetri rotti, riparare gabinetti è diventato un&#8217;impresa di non facile soluzione, per non parlare della <strong>sospensione del servizio mensa</strong> e di tante altre facilitazioni che il Comune forniva soprattutto per le attività extrascolastiche.</p>
<p>Si arriva al paradosso delle <strong>cartelle esattoriali per la spazzatura intestate alle scuole </strong>ma che dovrebbero essere pagate dal comune, &#8220;ma la Ragioneria comunale sa che tali somme non sarebbero mai incassate&#8221; per cui &#8220;l&#8217;operazione risulta utile soltanto per<strong> gonfiare il bilancio e incrementare gli sprechi</strong>&#8220;.</p>
<p>Per tutti questi motivi anche l&#8217;<strong>A.S.A.SI. di Catania,</strong> che difende gli interessi istituzionali delle scuole autonome, &#8220;intende <strong>costituirsi parte civile nel processo agli amministratori</strong> che hanno utilizzato male e sprecato le<strong> risorse </strong>finalizzate ad offrire servizi per tutti i cittadini e che invece sono state <strong>destinate unicamente per i traguardi elettorali</strong> da conseguire&#8221;.</p>
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		<title>Contro i tagli alla scuola, alla ricerca, al sostegno</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/03/18/la-manifestazione-contro-i-tagli-alla-ricerca/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 20:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[istruzione pubblica]]></category>
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		<description><![CDATA[La manifestazione di oggi:  non molto numerosa, ma ben agguerrita. Gauarda le immagini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manifestazione di oggi:  non molto numerosa, ma ben agguerrita. Gauarda le immagini</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://gcb43.jalbum.net/090318/index.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-3223" title="galleria foto" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p1000929_r.jpg" alt="p1000929_r" width="300" height="208" /></a></p>
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		<title>Comunicato stampa del Comitato Sostegno Scuola di Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 17:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Sostegno Scuola Catania, associazione spontanea nata in seguito ad una libera iniziativa di docenti di sostegno e non e di familiari di soggetti diversamente abili, della provincia di Catania COMUNICA che giorno 17 novembre 2008 alle ore 12:00 alcuni rappresentanti del Comitato terranno una conferenza stampa davanti ai cancelli della Scuola IPSSS “Lucia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il Comitato Sostegno Scuola Catania, associazione spontanea nata in seguito ad una libera iniziativa di docenti di sostegno e non e di familiari di soggetti diversamente abili, della provincia di Catania<br />
COMUNICA<br />
che giorno 17 novembre 2008 alle ore 12:00 alcuni rappresentanti del Comitato terranno una conferenza stampa davanti ai cancelli della Scuola IPSSS “Lucia Mangano” sita a Catania in Via Besana 12 per fare conoscere alla collettività la drammatica situazione venutasi a creare, nel corrente anno scolastico 2008-09, in numerose scuole di diverso ordine e grado della provincia etnea e della Regione Sicilia, in seguito al forte decremento (pari a più di 1.000 unità) dell’organico di sostegno, <span id="more-195"></span>a fronte di un aumento (di più di 5.000 unità) di alunni diversamente abili su scala regionale.<br />
Per far fronte a questa drastica riduzione, diversi Dirigenti Scolastici, al fine di evitare di lasciare gli alunni con sole 4,5 ore alla settimana di presenza dell’insegnante di sostegno, sono stati costretti a raggruppare 3 o addirittura 4 alunni in una classe affidandoli ad un solo insegnante. In questo modo gli alunni sono soltanto accuditi perché è ovvio che non si possono seguire contemporaneamente soggetti con differenti esigenze formative; questo vanifica gli obiettivi della legge 104/92 (legge quadro sui diritti all’integrazione di tutti i soggetti in situazione di handicap).</p>
<p>In questi giorni cruciali nei quali il sistema dell’istruzione è oggetto di provvedimenti che provocheranno enormi cambiamenti, dalla scuola primaria all’università, il Comitato intende dare voce alla problematica del diritto allo studio degli alunni diversamente abili, minato alle fondamenta da alcuni improvvidi interventi legislativi del precedente governo (Legge 244/07 Art. 2 commi 411 punto d) 413-414), resi operativi dall’attuale governo, che hanno obbligato il ministero dell’Istruzione a riportare il rapporto insegnante/alunno ad 1:2 su scala nazionale.</p>
<p>Oltre all’abolizione dei sopra citati commi, il comitato ritiene altresì necessarie una serie di misure per evitare che l’attribuzione del numero di ore di sostegno per gli alunni possa scaturire da meri criteri statistici ed invece sia di esclusiva competenza di un’equipe medica che determini il numero di ore settimanali da assegnare all’alunno, analizzando la gravità del caso singolo, anche alla luce della mancanza in Sicilia di strutture pubbliche che possano affiancare l’insegnante di sostegno nel processo di integrazione degli alunni diversamente abili.</p>
<p>Per far conoscere questa situazione il Comitato invita, docenti, genitori, Dirigenti Scolastici, enti e associazioni impegnati nella tutela dei diritti civili, a partecipare alla conferenza stampa indetta davanti a uno degli Istituti catanesi con il numero più alto di alunni diversamente abili.</p>
<p>Catania, 12 Novembre 2008<br />
Per il COMITATO SOSTEGNO SCUOLA CATANIA<br />
Bruno Barbarossa e Didier Pavone</p>
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		<title>Appello dei ricercatori precari</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 20:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
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		<description><![CDATA[Salviamo la Ricerca Questo è l’appello alla città dei ricercatori precari dell’Ateneo di Catania che hanno costituto un coordinamento permanente per protestare contro l’attacco all’Università rappresentato dalla legge 133/2008. Questa legge e altri recenti provvedimenti del Governo, riducendo drasticamente i fondi per l’Università, ne mettono in serio pericolo la sopravvivenza. L’Università e la Ricerca pubbliche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salviamo la Ricerca<br />
Questo è l’appello alla città dei ricercatori precari dell’Ateneo di Catania che hanno<br />
costituto un coordinamento permanente per protestare contro l’attacco all’Università<br />
rappresentato dalla legge 133/2008.<br />
Questa legge e altri recenti provvedimenti del Governo, riducendo drasticamente i<br />
fondi per l’Università, ne mettono in serio pericolo la sopravvivenza.<br />
L’Università e la Ricerca pubbliche, seppure con tanti<br />
gravissimi difetti, sono un bene comune: occupiamocene.<span id="more-134"></span><br />
I provvedimenti del Governo sull’Università non la migliorano, ma la distruggono.<br />
Non ne correggono i difetti, ma li esasperano.<br />
I provvedimenti del Governo sull’Università minacciano gli interessi degli studenti<br />
e pesano direttamente sull’economia delle loro famiglie.<br />
I provvedimenti del Governo tagliano i posti di tanti lavoratori che offrono ogni<br />
giorno le loro competenze al servizio della Ricerca e dell’Istruzione senza indicare<br />
alcun criterio o vincolo di merito e mettono un’ulteriore ipoteca sul futuro di tutti<br />
noi.<br />
Dottorandi, dottori di ricerca, professori a contratto e assegnisti di ricerca sono<br />
figure essenziali all’interno del sistema universitario, ma ancora una volta sono le<br />
più colpite dai tagli perché prive di qualunque riconoscimento della loro funzione e<br />
di qualunque garanzia per il loro futuro.<br />
I ricercatori precari dell’Ateneo di Catania partecipano alla manifestazione<br />
del 30 Ottobre 2008 e chiedono:<br />
1. l’immediato e definitivo ritiro delle misure su Università e Ricerca contenute<br />
nella legge 133/2008;<br />
2. il rilancio della centralità e del carattere pubblico dell’Istruzione e della<br />
Ricerca;<br />
3. il riconoscimento della dignità del loro lavoro di didattica e di ricerca e la<br />
fine della condizione di strutturale incertezza in cui sono costretti.</p>
<p>La nostra è la scommessa sul vostro futuro, sosteneteci.<br />
La nostra è la scelta di mobilitarci per una Università migliore.<br />
Coordinamento Precari della Ricerca &#8211; Università di Catania</p>
<p>N.B. Assemblea del Coordinamento Venerdì 31/10/2008 ore 19.00  - Facoltà di Sienze Politiche,via Vittorio Emanuele 8, terzo piano, Catania &#8211; ricercatoriprecari@gmail.com</p>
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		<title>Comunicato stampa sul corteo autoconvocato del 24/10/08</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 14:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argo]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[protesta studentesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il movimento studentesco catanese esprime tutta la sua soddisfazione per la grande partecipazione agli spontanei cortei partiti dalla Cittadella, dai Benedettini e dalla Facoltà di Scienze Politiche. Circa 2500 studenti hanno invaso gioiosamente e con giusta determinazione le strade di Catania, per arrivare alle Ciminiere e contestare la rappresentanza del governo che partecipava ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il movimento studentesco catanese esprime tutta la sua soddisfazione per la grande partecipazione agli spontanei cortei partiti dalla Cittadella, dai Benedettini e dalla Facoltà di Scienze Politiche. Circa 2500 studenti hanno invaso gioiosamente e con giusta determinazione le strade di Catania, per arrivare alle Ciminiere e contestare la rappresentanza del governo che partecipava ad un convegno. Deploriamo la scelta delle autorità istituzionali presenti, di essersi nascosti alla protesta pacifica della piazza, come già avvenuto in tutte le altre città teatro della protesta degli studenti. Quest’ennesimo rifiutodi confronto è un’ulteriore dimostrazione di come sia necessario continuare la lotta fino al ritiro del decreto Gelmini e dei tagli previsti dalla legge 133/2008, contestando lo smantellamento del sistema di formazione pubblica iniziato con le riforme Zecchino, Berlinguer, Moratti e continuato da questo governo. Movimento Studentesco Catanese</p>
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