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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; ITI Archimede</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Storia della Sicilia in laboratorio</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 04:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[laboratori di storia]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Boggio Lera]]></category>
		<category><![CDATA[storia locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia.Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai ragazzi non piace studiare la storia? La domanda è legittima e nasce da una realtà abbastanza diffusa nelle scuole. Forse sarebbe più corretto chiedersi se lo studio della storia debba essere limitato solo a date, nomi e nozioni o se, invece, non sia possibile studiare la storia sfruttando tutte le sue straordinarie potenzialità formative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-tMwHGgttZGo/ToonPcqzmVI/AAAAAAAAHFY/KXL49Eek094/archivio_documento%252528non%252520usata%252529.jpeg" alt="" width="256" height="197" />Ai ragazzi non piace <strong>studiare la storia?</strong> La domanda è legittima e nasce da una realtà abbastanza diffusa nelle scuole.</p>
<p>Forse sarebbe più corretto chiedersi se lo studio della storia debba essere limitato solo a date, nomi e nozioni o se, invece, non sia possibile studiare la storia sfruttando tutte le sue straordinarie<strong> potenzialità formative </strong>di analisi e comprensione della realtà.</p>
<p>Queste e altre<span id="more-25731"></span> simili questioni orientano ormai da diversi anni <strong>un gruppo di insegnanti </strong>di alcune scuole catanesi consorziate in una rete denominata, non a caso,<strong> ‘Storia.Lab’</strong>, costituita dagli istituti tecnici ‘Ferraris’ di Acireale e ‘Archimede’ di Catania e dal liceo scientifico ‘Boggio Lera’ di Catania.</p>
<p>Il loro lavoro poggia su due pilastri: la scelta del <strong>metodo del laboratorio</strong>, strutturato elettivamente attorno all’utilizzo delle <strong>fonti della storia locale</strong>, di cui sono ricchi, anche se poco ordinati, gli archivi degli enti locali (comuni e province) e delle scuole.</p>
<p>Ciò significa che gli studenti sono chiamati ad operare su dei <strong>piccoli dossier </strong>di documenti che, partendo dal dato locale, consentono di dare concretezza a concetti storiografici che spesso appaiono astratti e distanti.</p>
<p>Questo modo di ‘fare storia’, che naturalmente non sostituisce ma integra il curricolo, agisce potentemente anche sulla <strong>motivazione</strong>, e ciò trova verifica puntualmente alla fine di ogni anno scolastico, quando, nel corso di un <strong>incontro pubblico</strong>, ciascuna classe racconta alle altre l’esito delle proprie ricerche su frammenti di storia, e di storia della loro città, che hanno svolto a scuola.</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;">
<p class="title">Laboratori di storia &#8211; articoli correlati su argocatania.org</p>
<ul>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/06/09/l%e2%80%99istituto-%e2%80%98archimede%e2%80%99-una-scuola-e-la-sua-citta/ " target="_blank"><em>09.06.11 &#8211; L’Istituto ‘Archimede’: una scuola e la sua città</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2011/01/29/tutta-unaltra-storia/" target="_blank"><em>29.01.11 &#8211; Tutta un’altra Storia</em></a></li>
<li><a href="http://www.argocatania.org/2009/05/30/andar-per-storie-locali/ " target="_blank"><em>30.05.09 &#8211; Andar per storie (locali)</em></a></li>
</ul>
</div>
<p>Aiutandosi con moderni strumenti di presentazione,<strong> i ragazzi si mettono a confronto</strong>, esponendo non solo i risultati delle loro ricerche ma chiarendo soprattutto i percorsi organizzativi e gli strumenti di metodo che hanno utilizzato.</p>
<p>Si tratta forse della parte più originale di questa esperienza didattica che applica allo studio della storia<strong> il metodo dell’imparare facendo.</strong></p>
<p>Decine sono ormai i <strong>laboratori </strong>portati a termine che spaziano dal processo di colonizzazione della Magna Grecia fino al breve ‘miracolo economico’ catanese del secondo dopoguerra, passando per l’attività delle corporazioni medievali in Sicilia e la ricostruzione di Catania del dopo terremoto del 1693. Ma si tratta solo di alcuni esempi.</p>
<p>Nei  prossimi giorni <strong>pubblicheremo </strong>alcuni dei <strong>materiali </strong>più interessanti prodotti all’interno di questa esperienza, anche nella speranza che possano servire come piccolo contributo per dare consistenza all’iniziativa di insegnamento della storia della Sicilia recentemente assunta dalla nostra Regione che, altrimenti, rischia di restare vaga ed estemporanea.</p>
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		<title>Una scuola di Catania campione di robotica</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 03:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ITI Archimede]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama Jacko il mini-robot assemblato e programmato dagli alunni dell’Istituto tecnico ‘Archimede’ di Catania che ha trionfato nella categoria dance ai campionati italiani di robotica svoltisi a Vicenza lo scorso mese di aprile e che a giugno, a Singapore, ha conseguito, nella stessa categoria, un lusinghiero ottavo posto, su trenta squadre di scuole e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TL9tV1z7Q-I/AAAAAAAABE0/ejBNQFpzclI/robot%202.jpg" alt="" width="188" height="269" />Si chiama <strong>Jacko </strong>il mini-robot assemblato e programmato dagli alunni dell<strong>’Istituto tecnico ‘</strong><a href="http://www.itisarchimede.com/" target="_blank"><strong>Archimede</strong></a><strong>’ di Catania</strong> che ha trionfato nella categoria <em>dance </em>ai <strong>campionati italiani di robotica</strong> svoltisi a Vicenza lo scorso mese di aprile e che a giugno, a Singapore, ha conseguito, nella stessa categoria, un lusinghiero ottavo posto, su trenta squadre di scuole e università provenienti da tutto il mondo,  alla <a href="http://www.wikio.it/video/sintesi-robotica-breve-storia-archimede-4132593" target="_blank"><strong>finale mondiale di Robocup 2010</strong></a><strong>.</strong></p>
<p>Con tempismo e fluidità di movimenti, sulle note di alcune c<strong>anzoni di Michael Jackson,</strong> è capace di eseguire alla perfezione ruote, capriole e moonwalk, il famoso passo di danza, rielaborato, perfezionato e portato sul palco dal cantante americano recentemente scomparso.</p>
<p>Si tratta di<span id="more-15686"></span> un umanoide acquistato dalla scuola in kit, inizialmente per progettare robot calciatori. I ragazzi catanesi lo hanno <strong>montato e programmato</strong>, studiando movimenti, equilibri e sincronie per una sequenza sincronizzata con la musica, della durata di circa 90 secondi.</p>
<p>Gli <strong>studenti </strong>dell’Archimede protagonisti delle imprese di Vicenza e di Singapore sono stati Eugenio Galioto, Riccardo Licciardello, Fabrizio Consoli e Marco Santiglia, guidati dal loro docente, <strong>prof. Domenico Ardito.</strong></p>
<p>Si tratta del brillante esito di <strong>una sperimentazione didattica</strong> che è iniziata già da alcuni anni e che usufruisce anche della collaborazione con il Dipartimento di Informatica, Elettronica e Sistemi della <strong>facoltà</strong><strong> di Ingegneria di Catania</strong> per la progettazione di mini robot, con cui lo scorso 19 gennaio è stato rinnovato un accordo di partenariato.</p>
<p>Poco prima che i ragazzi partissero per Singapore l’Istituto catanese ha voluto ribadire l’alto livello scientifico di questa esperienza didattica organizzando un <strong>convegno </strong>dal suggestivo titolo <strong>ROBOTICA…MENTE</strong>, con il patrocinio del Comune di Catania e del Collegio dei Periti Industriali della provincia di Catania.</p>
<p>Rilevanti in particolare sono stati gli interventi del <strong>prof. Giovanni Muscato</strong>, docente di Automazione e Robotica della facoltà di Ingegneria, e del <strong>prof</strong><strong>. Marcianò</strong>, dirigente scolastico dell’ IIS Vincenzo Lancia di Borgosesia (Vercelli), scuola capofila della Robocup Junior Italia, il quale ha sottolineato l’importanza formativa del <strong>lavoro di team</strong> e la sinergia che si viene a creare tra gli alunni, gli insegnanti e l’istituzione scolastica.</p>
<p>Ma, a sancire definitivamente l’eccezionalità di questa stagione vissuta dai ragazzi dell’Archimede, anche quest’anno, straordinariamente per la seconda volta consecutiva, la scuola catanese è stata invitata a partecipare alla <strong>cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico</strong> che si è tenuta a Napoli lo scorso 21 Settembre, alla presenza del capo dello Stato.</p>
<p>Subito dopo il discorso del Presidente Napolitano, infatti, dunque nel momento del massimo ascolto, gli alunni della squadra di robotica hanno fatto esibire i robot, da loro assemblati, in <strong>diretta televisiva nazionale</strong>: una soddisfazione unica!</p>
<p>L&#8217;entusiasmo suscitato dai successi ottenuti sta facendo <strong>crescere</strong> velocemente, nell&#8217;Istituto, il team di lavoro: già all&#8217;inizio del nuovo anno è infatti raddoppiato il numero di alunni e di docenti che vi collaborano. Costruire robot autonomi sempre più complessi e autonomi si traduce anche in una forte <strong>carica motivazionale</strong>, oltre che nel progressivo delinearsi di una più precisa <strong>qualificazione professionale</strong>.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ennesima espressione di <strong>vitalità </strong>della scuola catanese e di un Istituto che il prossimo anno celebrerà i 120 anni dalla sua fondazione, inizialmente come Scuola di arti e mestieri.</p>
<p>Vitalità e <strong>bisogno di crescere</strong>, continuamente <strong>messi a rischio dalle politiche governative</strong>, che ancora in queste ultime settimane hanno costretto studenti e operatori della scuola a scendere ripetutamente in piazza, anche nella nostra città.</p>
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		<title>Viaggio nella memoria</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 06:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Buchenwald]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della memoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco una breve riflessione su un&#8217;esperienza compiuta da una classe di un Istituto Tecnico Industriale della nostra città, l&#8217;Archimede. Un&#8217;esperienza raccontata dai ragazzi con immagini e con poche, sobrie parole. I nostri occhi hanno visto Il 27 Gennaio, Giorno della memoria, lo abbiamo sempre celebrato svolgendo a scuola delle attività con i nostri insegnanti: abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><em>Ecco una breve riflessione su un&#8217;esperienza compiuta da una classe di un Istituto Tecnico Industriale della nostra città, l&#8217;Archimede. Un&#8217;esperienza raccontata dai ragazzi con immagini e con poche, sobrie parole.</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>I nostri occhi hanno visto</strong></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/DSCF0554_w.jpg"><img class="size-medium wp-image-10338 alignleft" title="DSCF0554_w" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/DSCF0554_w-300x225.jpg" alt="DSCF0554_w" width="300" height="225" /></a>Il 27 Gennaio, <strong>Giorno della memoria</strong>, lo abbiamo sempre celebrato svolgendo a scuola delle attività con i nostri insegnanti: abbiamo visto film, abbiamo letto documenti, abbiamo discusso.</p>
<p>Quest’anno, però, è stato diverso… Abbiamo visto con i nostri occhi, abbiamo toccato con mano <strong>l’orrore</strong> di tutto ciò che è stato, di tutto ciò che avevamo sentito raccontare o che avevamo studiato sui libri di Storia.</p>
<p><strong>Siamo stati testimoni</strong>.</p>
<p>Non potevamo tenere <span id="more-10277"></span>solo per noi quanto abbiamo visto, <strong>volevamo raccontare</strong> e comunicare.</p>
<p>La visita al campo di concentramento di <strong>Buchenwald</strong>, effettuata durante il viaggio di istruzione a Dresda, è stata un’esperienza fortissima che non potremo mai dimenticare.</p>
<p>La realizzazione della <strong>mostra</strong> nasce dal desiderio di trasmettere le nostre emozioni, affinché nessuno dimentichi e nessuno pensi che ciò che è stato possa un giorno ripetersi.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/memoria-100206.gif"><img class="alignright size-full wp-image-10349" title="memoria 100206" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/memoria-100206.gif" alt="memoria 100206" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: right;">I ragazzi della Quarta A Meccanica dell&#8217;ITIS &#8216;Archimede&#8217; di Catania</p>
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