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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; La Sicilia</title>
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		<title>Mario Ciancio e il pacco di Natale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 07:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi non risparmia nessuno, ma proprio nessuno. Nemmeno il super-imprenditor-direttor-editore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo. Eh sì, non può essere stata che la crisi ad impedirgli di elargire, come ogni anno, il pacco dono di Natale ai dipendenti del suo giornale, delle sue emittenti, delle tante aziende del suo gruppo. Ogni anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/--ZHTwmIugPo/TTdp0ULkzOI/AAAAAAAACX4/qjvwDatKYio/s176/Ciancio.jpg" alt="" width="176" height="161" />La crisi non risparmia nessuno, ma proprio nessuno. Nemmeno il <strong>super-imprenditor-direttor-editore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo</strong>. Eh sì, non può essere stata che la crisi ad impedirgli di elargire, come ogni anno, il pacco dono di Natale ai dipendenti del suo <span id="more-28603"></span>giornale, delle sue emittenti, delle tante aziende del suo gruppo.</p>
<p>Ogni anno che ha fatto Dio, fino al 2010, ogni giornalista o tecnico che fosse, riceveva, insieme con gli auguri, un pacco natalizio. Dentro vi trovava panettone e spumante, salumi e olio d&#8217;oliva, funghi secchi e legumi, torroncini e altre leccornie. Quest&#8217;anno, però, nulla, <strong>nemmeno un lecca lecca </strong> per dire: &#8220;Buon Natale, cari lavoratori che mi permettete di prosperare o che comunque, bene o male, mandate avanti televisioni e giornali, sopportando talora turni stressanti e notevole mole di lavoro&#8221;.</p>
<p>Eh sì, deve essere stata la crisi, la stessa che rende pesanti i bilanci de <strong>La Sicilia</strong>. Adesso il super-editor-direttore tenta di far dimagrire la storica testata: incentiva gli esodi e, ça va sans dire, non sostituisce coloro che vanno via, pur mantenendo in redazione <strong>storici pensionati inossidabili con busta paga leggera</strong>. Se potesse farlo, chiuderebbe baracca e burattini, come ha fatto con altre gloriose testate, tenute in caldo, in passato, solo con un&#8217;uscita annuale. Ma non può, almeno per il momento. In attesa di trovare un buon acquirente o un&#8217;altra soluzione adeguata, il super-editor-direttore ha cominciato a tagliare i pacchi dono. Dire che non gli costavano nemmeno un quattrino. In genere erano dei <strong>cambi merce: salumi e panettoni contro pubblicità</strong>.</p>
<p>Povero Ciancio! Verrebbe voglia di fare una colletta. Chissà se lui lo ha trovato, sotto l&#8217;albero, il pacco natalizio. Di contro, pare, lo abbiano <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />incassato i capiservizio. Come mai? Beh, loro , i capi, sono in numero inferiore a quello dei dipendenti. Su pochi pacchi dono la crisi non incide. E poi, meglio tenerseli buoni anche così.</p>
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		<title>Notaio Ciancìco, un arresto eccellente</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/07/22/notaio-ciancico-un-arresto-eccellente/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 14:16:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era giusto che accadesse. Il silenzio in cui la stampa e le televisioni locali avevano avvolto il caso del notaio Vincenzo Ciancico è stato spezzato oggi dall&#8217;arrivo di un Comunicato del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Arresti domiciliari per l&#8217;ex presidente dell&#8217;Ordine, accusato di falso in atto pubblico, peculato e truffa aggravata. I fatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-3ZxL1YWciPo/Tilo1kuKqzI/AAAAAAAAF-Q/9yo-NSsEXGk/GDF%252520stemma.jpeg" alt="" width="164" height="205" />Era giusto che accadesse. Il silenzio in cui la stampa e le televisioni locali avevano avvolto il caso del notaio Vincenzo Ciancico è stato spezzato oggi dall&#8217;arrivo di un Comunicato del Comando provinciale della Guardia di Finanza. <strong>Arresti domiciliari per l&#8217;ex presidente dell&#8217;Ordine, accusato di falso in atto pubblico, peculato e truffa aggravata</strong>.</p>
<p>I fatti contestati a Ciancico sono gli stessi che <strong>Argo aveva denunziato e documentato</strong> sin dal dicembre dello scorso anno: <strong>sottrazione di somme pagate dai clienti e destinate all&#8217;Agenzia delle Entrate</strong>. “Scandalosa<span id="more-23679"></span> frode nei confronti dello Stato e truffa ai poveri utenti convinti di aver pagato i balzelli dovuti”, così ci eravamo espressi.</p>
<p>A partire dal bisbiglio scandalizzato che circolava  negli ambienti delle Catania “bene”, <strong>Argo</strong> è andato alla ricerca di informationi attendibili e comprovate. E <strong>ha messo a disposizione</strong> della cittadinanza i documenti individuati, primo tra tutti <a href="http://www.argocatania.org/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">la comunicazione del Consiglio notarile,<strong> pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale</strong></a> del 17/12/2010, con cui veniva resa nota la <strong>sospensione cautelare</strong> del notaio Ciancico dalle sue funzioni, disposta dalla Commissione regionale di disciplina, organo che controlla e vigila sull&#8217;operato dei notai.</p>
<p>Un provvedimento grave, preso in seguito ad una istruttoria condotta dal Consiglio notarile, che  non si è comunque distinto</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px;">
<p class="title"><em>CASO CIANCICO &#8211; articoli correlati su argocatania.org</em></p>
<ul>
<li><em><a href="http://www.argocatania.org/2011/03/22/caso-ciancico-la-risposta-laconica-dei-colleghi-notai/" target="_blank">22.03.11 &#8211; Caso Ciancico, la risposta laconica dei colleghi notai</a></em></li>
<li><em><a href="http://www.argocatania.org/2011/01/07/dopo-il-caso-ciancico-istuzioni-per-luso/" target="_blank">07.01.11 &#8211; Dopo il caso Ciancico, istruzioni per l’uso</a></em></li>
<li><em><a href="http://www.argocatania.org/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">24.12.10 &#8211; Il caso Ciancìco e la notizia mai data</a></em></li>
</ul>
</div>
<p>per volontà di fare chiarezza e rendere pubblica l&#8217;informazione, visto che Argo ha dovuto attendere tre mesi per ottenere <a href="http://www.argocatania.org/2011/03/22/caso-ciancico-la-risposta-laconica-dei-colleghi-notai/" target="_blank">risposte, comunque risultate generiche, dalla <strong>dottoressa Scirè,  presidente  dello stesso Consiglio</strong></a>.</p>
<p>Dopo aver fornito ai propri lettori <a href="http://www.argocatania.org/2011/01/07/dopo-il-caso-ciancico-istuzioni-per-luso/" target="_blank">precise <strong>istruzioni</strong> per evitare altre truffe</a>, Argo ha taciuto, in attesa dell&#8217;operato della magistratura. Sulla sospensione del notaio aveva infatti detto “<strong>La decisione disciplinare riguarda evidentemente la responsabilità civile. Dei risvolti penali si sta interessando la magistratura.</strong>”</p>
<p>E ad evitare l&#8217;intervento di quest&#8217;ultima non è bastata la decisione di Ciancico di <strong>andare in pensione</strong> ed uscire così di scena, almeno sul piano professionale. Fino alla notizia-bomba di oggi. Neanche Ciancio, in questo caso, potrà tacere&#8230;</p>
<p><strong><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/07/GdF-arrestonotaio.doc">Leggi il testo integrale del Comunicato del Comando provinciale della Guardia di Finanza</a></strong></p>
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		<title>Caso Ciancico, la risposta laconica dei colleghi notai</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 06:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La montagna partorì il topino e per giunta dopo due mesi buoni di gestazione. Tanto abbiamo atteso la risposta laconica, lacunosa e reticente, consegnata, infine, dai responsabili dell&#8217;Ordine notarile di Catania, ai quali avevamo chiesto un intervista sul caso Ciancico. Sul caso cioè &#8211; lo ricordate?- di uno dei notai più noti della città dell&#8217;Etna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La montagna partorì il topino e per giunta dopo due mesi buoni di gestazione. Tanto abbiamo atteso la risposta<img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TYhEFfvaT7I/AAAAAAAADy4/xV8_j76Y32Y/Sigillo_Notaio-.jpg" alt="" width="300" height="175" /> laconica, lacunosa e reticente, consegnata, infine, dai responsabili dell&#8217;<strong>Ordine notarile di Catania</strong>, ai quali avevamo chiesto un intervista sul <strong>caso Ciancico</strong>. Sul caso cioè &#8211; lo ricordate?-  di <strong>uno dei notai più noti della città dell&#8217;Etna, già presidente dell&#8217;Ordine,</strong> che non ha versato all&#8217;Agenzia delle Entrate, trattenendole nelle sue tasche, imposte <span id="more-19253"></span><!--more-->di registro per un valore di &#8230;? Chissà ..Non siamo proprio riusciti a saperlo, né nel corso dell&#8217;incontro veloce avuto con <strong>la presidente del Consiglio notarile di Catania Sebastiana Sciré Risichella</strong>,  né dalle risposte alle nostre domande che la stessa, come promesso,  ci ha inviato. Risposte diligentemente battute a macchina ma assolutamente non chiarificatrici ed esaustive rispetto ai tanti interrogativi sulla <strong>scandalosa frode nei confronti dello Stato e sulla truffa ai poveri utenti</strong> convinti di aver pagato i balzelli dovuti.</p>
<p>La dottoressa Sciré si limita a dare <strong>informazioni generiche</strong>, ripetendo, inoltre, su tanti punti <strong><a href="http://www.argo.catania.it/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">ciò che Argo aveva  già scritto</a></strong><a href="http://www.argo.catania.it/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">,</a> come si può verificare dai link ai nostri post precedenti. E cioè che il provvedimento di <strong>sospensione dalle funzioni di notaio per Vincenzo Ciancico</strong> è stato adottato dalla <strong>Commissione regionale di disciplina di Palermo (Co.Re.Di) </strong>sulla base di un istruttoria condotta dal Consiglio notarile di Catania, organo di controllo e vigilanza dell&#8217;operato dei notai sul territorio. Che la Co.RE.Di. è una commissione presieduta da un magistrato e composta da notai, non legata al distretto in cui opera il notaio &#8220;indagato&#8221; ma con competenze regionali. Ad essa viene deferito il notaio in caso di irregolarità. Che il Consiglio Notarile ha dimostrato alla CO.RE.DI. che Ciancico non ha versato all&#8221;Agenzia delle Entrate le imposte di registro pagate dai suoi ignari clienti per un certo numero non meglio precisato di atti. Che c&#8217;è un fondo di garanzia di diversi milioni di euro, un&#8217;assicurazione che copre eventuali errori e illeciti, costituito in tempi non sospetti. Che gli atti del procedimento sono stati trasmessi anche alla Procura per quanto di sua competenza.</p>
<p>Nessuna risposta alla domanda se Ciancico avesse sanato o meno le situazioni debitorie, nessuna sull&#8217;ammontare<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> dell&#8217;ammanco, nessuna sul numero di atti non regolari. <strong>Reticente anche il quotidiano</strong> <strong>La Sicilia</strong> che continua a ignorare il caso, salvo ospitare graziosamente <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/12/Ciancico_lettera.pdf" target="_blank">la smentita alla notizia mai data con una lettera dello stesso Vincenzo Ciancico</a>. Chissà, forse  è un fatto di feeling. In fondo tra Ciancio e Ciancico c&#8217;è solo una C di troppo.</p>
<p>Sulla sospensione di Ciancìco leggi su Argo  <a href="http://www.argo.catania.it/2010/12/24/il-caso-ciancico-e-la-notizia-mai-data/" target="_blank">Il caso Ciancìco e la notizia mai data</a> e <a href="http://www.argo.catania.it/2011/01/07/dopo-il-caso-ciancico-istuzioni-per-luso/" target="_blank">Dopo il caso Ciancìco, istruzioni per l&#8217;uso</a></p>
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		<title>Il caso Ciancìco e la notizia mai data</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 12:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Catania se ne parla da due mesi, almeno negli ambienti “che contano”. Le cifre sulle somme non versate si rincorrono e si gonfiano, come sempre quando non ci sono informazioni certe. Ma il nome c&#8217;è, un nome grosso, quello di un notaio fra i più conosciuti di Catania, Vincenzo Ciancìco, già presidente dell&#8217;Ordine dei Notai. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 120px"><a href="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TRNF71qK_hI/AAAAAAAACKc/_7eqPC5PQps/s720/scan%201y.jpg" target="_blank"><img src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TRSm4GhybVI/AAAAAAAACLM/1aFN3sMZT4Y/logo.jpg" alt="" width="110" height="123" /></a><p class="wp-caption-text">vai alla pagina GURS</p></div>
<p></strong>A Catania <strong>se ne parla da due mesi</strong>, almeno negli ambienti “che contano”. Le cifre sulle somme non versate si rincorrono e si gonfiano, come sempre quando non ci sono informazioni certe. Ma il nome c&#8217;è, un nome grosso, quello di un <strong>notaio</strong> fra i più conosciuti di Catania, <strong>Vincenzo Ciancìco</strong>, già presidente dell&#8217;Ordine dei Notai.</p>
<p style="text-align: left;">Le somme sono quelle dell&#8217;imposta di registro, <strong>non versate all&#8217;Agenzia delle Entrate</strong> e trattenute nelle proprie tasche. Una <strong>frode nei confronti dello Stato</strong>. E una<span id="more-16995"></span> <strong>lesione del rapporto di fiducia</strong> con gli utenti, coloro che, versando la somma richiesta, hanno creduto di pagare contestualmente, come dovrebbe essere, l&#8217;onorario del notaio e le tasse dovute allo stato.</p>
<p style="text-align: left;">E quando l&#8217;Agenzia delle Entrate, <strong>fatti i dovuti accertamenti</strong>, ha inviato a questi cittadini, che credevano di aver compiuto il proprio dovere, notizia di sanzioni e richiesta di pagamento di interessi di mora, è scoppiato il caso.</p>
<p>Ma c&#8217;è una notizia nella notizia. E&#8217; che <strong><em>La Sicilia</em>, il più diffuso quotidiano locale, di cui Mario Ciancio, indagato per concorso in associazione mafiosa, è proprietario e direttore, questa notizia non l&#8217;ha proprio data</strong>. La “Catania&#8221; cosiddetta &#8220;bene” ne parla, ma coloro che sono fuori dal giro, i cittadini comuni, non hanno il diritto di sapere. Ufficialmente la notizia non c&#8217;è, il fatto non esiste.</p>
<p>Fino a quando l&#8217;8 dicembre non appare sulla Sicilia la <strong>smentita della notizia mai data</strong>. <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/12/Ciancico_lettera.pdf" target="_blank">La lettera inviata da Ciancico al quotidiano</a>, pur facendo riferimento, in maniera indiretta a “violazioni relative ad adempimenti formali per atti da me rogati”, contesta prevalentemente la notizia relativa ad una sua presunta irreperibilità, che era stata data in modo piuttosto impreciso da <a href="http://www.sudpress.it/politica/notaio-ciancico-sospeso-dal-consiglio-notarilee-irreperibile-a-catania/" target="_blank">Sudpress il 25 novembre</a>.</p>
<p>Delle “violazioni” si dice anche che sono state integralmente sanate, ma è più probabile, almeno fino ad ora, che non siano state nemmeno integralmente individuate, essendo <strong>ancora in corso controlli</strong> da parte dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Ciancico conclude dichiarando di aver presentato “<em>istanza di dispensa dalla professione</em>”. Decisione molto opportuna per lui, dato che, con l&#8217;abbandono della professione egli ottiene, forse, una migliore disposizione del magistrato penale e, di sicuro, la decadenza del provvedimento preso nei suoi confronti. Un <strong>provvedimento di sospensione dalle sue funzioni per otto mesi</strong>, adottato dalla CoReDi, la <strong>Commissione Regionale di Disciplina</strong> di Palermo, sulla base della <strong>istruttoria condotta dal Consiglio notarile di Catania</strong>, l&#8217;organo di controllo e di vigilanza dell&#8217;operato dei notai.</p>
<p>Se il provvedimento è stato preso, ciò significa che la <strong>documentazione</strong> prodotta dal Consiglio notarile di Catania è stata considerata <strong>convincente</strong> e che il contraddittorio in cui il notaio ha potuto difendersi non è stato sufficiente a cambiare la convinzione dell&#8217;organo giudicante. E adesso l&#8217;avviso di questa &#8220;sospensione cautelare&#8221; è stato <strong>pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale</strong>, anche se in una sezione che, pur essendo pubblica, non è di fatto accessibile a tutti, perchè non leggibile su Internet.</p>
<p>La decisione disciplinare riguarda evidentemente la responsabilità civile. Dei risvolti penali si sta interessando la magistratura. Ci<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> auguriamo che <strong>sia fatta luce sulla vicenda nelle sue varie implicazioni</strong>, perchè tutti i cittadini hanno il diritto di sapere, tanto più in un caso in cui è coinvolto un <strong>pubblico ufficiale</strong>, uno di quelli cui per altro gli utenti devono necessariamente ricorrere perchè così prevede la legge.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TRNF71qK_hI/AAAAAAAACKc/_7eqPC5PQps/s720/scan%201y.jpg" alt="" width="576" height="486" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sud, controllo preventivo e democrazia</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/10/05/sud-controllo-preventivo-e-democrazia/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 06:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[V. Corradino]]></category>
		<category><![CDATA[V. D'Agata]]></category>

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		<description><![CDATA[La Procura della Repubblica di Catania ha disposto un controllo preventivo sui contenuti del primo numero del free press Sud. Lo ha reso noto il direttore della testata giornalistica, Antonio Condorelli, sostenendo che l&#8217;iniziativa fa &#8220;seguito a una denuncia del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo&#8221;. Secondo la Procura &#8220;l&#8217;esibizione di una copia è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TKoybEqRhlI/AAAAAAAAArg/2oOPbrtPRGk/Art.21.jpg" alt="" width="295" height="194" />La Procura della Repubblica di Catania ha disposto un <strong>controllo preventivo</strong> sui contenuti del primo numero del <strong>free press Sud</strong>. Lo ha reso noto il direttore della testata giornalistica, Antonio Condorelli, sostenendo che l&#8217;iniziativa <strong>fa &#8220;seguito a una denuncia del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo&#8221;</strong>.</p>
<p>Secondo la Procura &#8220;l&#8217;esibizione di una copia è stata disposta <span id="more-15388"></span>in seguito all&#8217;<strong>ipotesi di divulgazione di atti pertinenti a indagini in corso</strong> coperti da segreto istruttorio che se pubblicati rischiano di compromettere l&#8217;esito di un&#8217;inchiesta ancora aperta&#8221;. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore capo Vincenzo D&#8217;Agata e dagli aggiunti Michelangelo Patané e Carmelo Zuccaro.</p>
<p>Una censura preventiva ha sempre il sapore dell&#8217;intimidazione e riporta alla memoria imposizioni e controlli da ventennio fascista. Argo non vuole prendere posizione su <strong>eventuali contrapposizioni</strong>, politiche e non, che potrebbero fare da sfondo alla vicenda. Nè entrare, in questa fase, nel merito dei contenuti del numero zero e del numero uno, ma vuole ribadire che <strong>non è tollerabile in una democrazia</strong> il controllo di articoli giornalistici prima che questi vengano diffusi.</p>
<p>Numerosi gli <strong>attestati di solidarietà</strong> al direttore e alla redazione di Sud.</p>
<p>Il <strong>presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti di Sicilia</strong>, Vittorio Corradino, prende posizione: &#8221;La richiesta del procuratore D&#8217;Agata e&#8217; un atto gravissimo, quasi una sorta di censura preventiva. Non si comprendono, infatti, le ragioni per le quali un giornalista dovrebbe sottoporre il proprio articolo all&#8217;esame della magistratura, ancor prima che questo sia stato pubblicato. Ne&#8217; serve a giustificare una tale richiesta la motivazione che un pezzo giornalistico possa nuocere alle indagini in corso&#8221;.</p>
<p>&#8221;Senza voler entrare nel merito dell&#8217;operato della Procura &#8211; osserva ancora il presidente Corradino &#8211; riteniamo che una tale richiesta possa costituire un <strong>inquietante precedente</strong> che metta in pericolo la liberta&#8217; di stampa, in considerazione anche del fatto che l&#8217;Articolo 21 della Costituzione non prevede un&#8217;evenienza del genere. Come giornalisti non siamo disposti ad accettare censure di qualsivoglia natura&#8221;.</p>
<p>Il comitato di redazione del quotidiano &#8216;<strong>La Sicilia</strong>&#8216; esprime solidarieta&#8217; a Condorelli, direttore della free press Sud, &#8216;il cui numero in pubblicazione &#8211; afferma &#8211; e&#8217; stato oggetto di &#8216;visione&#8217; preventiva su disposizione della Procura della Repubblica, un atto, <strong>oggettivamente, intimidatorio</strong>&#8216;. &#8216;In una democrazia gli articoli, se sbagliati o offensivi, &#8211; aggiunge la nota &#8211; si querelano dopo la pubblicazione, senza alcuna visione preventiva di triste memoria&#8217;.</p>
<p>Prende posizione anche il <strong>comitato di redazione di</strong> <strong>Repubblica</strong> paventando un intervento simile a quello adottato per Sud anche per Repubblica: &#8220;Il presidente della Regione Sicilia, Lombardo veste i panni da pubblico ministero e invoca a mezzo stampa una perquisizione a &#8220;Repubblica&#8221; analoga a quella avvenuta al periodico &#8220;Sud&#8221; con il possibile obiettivo di <strong>impedire la pubblicazione</strong> delle notizie sull&#8217;inchiesta che lo riguarda. Un atteggiamento intollerabile per un uomo pubblico con incarichi istituzionali che mostra di non tenere in nessun conto la libertà di stampa. Il comitato di redazione di Repubblica esprime solidarietà ai colleghi di &#8220;Sud&#8221; e denuncia un atteggiamento intimidatorio nei confronti dei giornalisti chiamati a svolgere solo il proprio compito.&#8221;</p>
<p><strong>Riccardo Orioles,</strong> su Ucuntu, rilegge l&#8217;episodio in una  non meno inquietante prospettiva &#8220;storica&#8221;: &#8220;Qua in Sicilia, a Catania, i giudici non hanno la tradizione di Palermo. Un modo eufemistico per dire che negli anni 70 mettevano in galera l&#8217;ingegnere Mignemi che denunciava scandali edilizi, negli anni &#8217;80 indagavano sui conti di Giuseppe Fava, negli anni &#8217;90 coprivano i Cavalieri e un paio di anni fa non si accorgevano che i Santapaola scrivevano editoriali sui giornali di Ciancio.<br />
Qualche giorno fa, fra la sorpresa generale, sono piombati sull&#8217;unico giornale non di Ciancio della Città, Sud, che &#8211; a quanto avevano sentito dire &#8211; aveva intenzione di parlar male del presidente Lombardo. Sarebbe bellissimo se Catania prima o poi <strong>diventasse una città normale</strong>, a cominciare dal Palazzo di Giustizia e da coloro che l&#8217;abitano. Non sembra un momento vicino&#8221;.</p>
<p>E ancora: &#8220;Noi (salva la solidarietà coi colleghi di Sud &#8211; <strong>solo i colleghi</strong>) non c&#8217;entriamo, siamo di un altro mondo, forse – ci pare a volte &#8211; di un altro pianeta.&#8221;</p>
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		<title>Operazione informazione pulita</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 04:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esistono dei ragazzi che passano il sabato pomeriggio a ripulire la città di tutti i rifiuti che gli educati cittadini gettano via più o meno distrattamente? Si esistono e hanno cominciato dalla scogliera. Non sono boy scouts, ma un gruppo di giovani che amano la loro città e pensano di dover “fare” qualcosa, senza limitarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono dei ragazzi che passano il <strong>sabato pomeriggio</strong> a ripulire la città di tutti i <strong>rifiuti</strong> che gli educati cittadini gettano<img class="alignleft" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TIfWyDlsK8I/AAAAAAAAAXo/HLdUg1CFMtE/s512/ocp4.jpg" alt="" width="232" height="246" /> via più o meno distrattamente? Si esistono e hanno cominciato dalla scogliera. Non sono boy scouts, ma un gruppo di giovani che amano la loro città e pensano di dover <strong>“fare” qualcosa</strong>, senza limitarsi &#8211; come tanti &#8211; a lamentarsi.</p>
<p>Lo fanno già da tempo, sono arrivati a quella che chiamano la fase 10 della <strong>OCP</strong>, Operazione Città Pulita. <a href="http://www.argo.catania.it/2010/09/09/a-catania-netturbini-per-amore/" target="_blank">Argo ha già dato risalto all&#8217;iniziativa</a> all&#8217;inizio del mese di settembre. Qualche giorno fa (16 settembre, pag 44) ne ha parlato anche il <strong>quotidiano La Sicilia</strong>, in un articolo che <span id="more-15087"></span>già nel titolo, “Operazione scogli puliti”, effettua una modifica che rischia di togliere a questi ragazzi la loro originalità e il loro “marchio”.</p>
<p>L&#8217;OCP diviene, infatti, nell&#8217;articolo solo uno dei tanti gruppi che avrebbero partecipato alla pulizia svoltasi il giorno 11, insieme ad altre associazioni come &#8220;La Contea&#8221;, &#8220;Generazione Italia Catania&#8221;, &#8220;Rangers di Bronte&#8221; e &#8220;Pesca e Mare&#8221;. Nessun accenno al fatto che, nelle <strong>fasi precedenti</strong> i giovani dell&#8217;OCP erano stati <strong>soli</strong> e che sono stati proprio loro i <strong>promotori dell&#8217;iniziativa</strong>.</p>
<p>Ma non sono queste le uniche “imprecisioni” dell&#8217;articolo.</p>
<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Davide Di Martino</strong>, cofondatore  dell’OCP, il quale sottolinea che, sebbene all&#8217;inizio si fosse numerosi, “<strong>fino alla fine</strong>, cioè fino a quando era necessario e fino all&#8217;esaurimento delle nostre energie, siamo rimasti <strong>i soliti dieci volontari dell&#8217;OCP</strong>. Quando ce ne siamo andati erano già le 13 passate”.</p>
<p><strong>Essere presenti, inoltre, non significa necessariamente collaborare</strong>. Per esempio il consigliere Puccio La Rosa e l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente, nonostante avessero promesso che “si sarebbero uniti a noi per pulire”, non lo hanno fatto. “L&#8217;assessore neanche ci ha provato, Puccio si è messo i guanti ed è stato circa 20 minuti a girare con l&#8217;assessore”.</p>
<p>Quelli della Contea poi, che comunque “é l&#8217;associazione dello stesso consigliere, non li abbiamo visti, ma se c&#8217;erano, guardando quelli che seguivano Puccio, erano pochi e si trastullavano nel dolce far niente”.</p>
<p>Alla domanda se avessero ricevuto un aiuto dal Comune, Davide risponde “Aiuto? <strong>Siamo stati noi ad aver aiutato il comune fin&#8217;ora</strong>, ma il nostro fine non era questo, bensì quello di pulire la nostra città e sensibilizzare ed educare i cittadini alla civiltà”. E lo afferma con orgoglio.</p>
<p>Quanto ai <strong>mezzi che dicono di aver messo a disposizione</strong>, si è trattato di guanti di gomma, utilissimi per ferirsi con cocci di vetro e siringhe usate, e di qualche sacchetto di plastica nera con il logo del Comune. I mezzi meccanici consistevano invece in “una camionetta della Dusty con un operatore molto frettoloso della serie, &#8220;ki tempu vuliti?&#8221;.</p>
<p>In sostanza, conclude Davide, nel famigerato articolo il Comune viene presentato come “eroe e protagonista, mentre <strong>noi veniamo a stento citati</strong>. E lo diciamo per evitare la disinformazione e per la giustizia”.</p>
<p>Non vorremmo che questo episodio scoraggiasse la buona volontà di questi ragazzi generosi, ma potrebbe essere l&#8217;<strong>occasione per riflettere</strong> sulle modalità con cui l&#8217;iniziativa è stata pensata.</p>
<p>E&#8217; davvero valida l&#8217;idea di <strong>sostituirsi al Comune</strong> nella raccolta dei rifiuti? O sarebbe più opportuno pensare ad interventi che costringano il Comune ad ottemperare ai propri doveri nei confronti dei cittadini? Paghiamo o non paghiamo le <strong>tasse</strong> (e speriamo di sì&#8230;) affinchè ci vengano forniti determinati <strong>servizi</strong>?</p>
<p>Se poi i nostri concittadini sono maleducati e sporcano senza ritegno, perchè dovrebbe servire a sensibilizzarli l&#8217;intervento volontario di alcuni giovani e non la più capillare presenza di <strong>contenitori</strong> (costantemente e debitamente svuotati) e la concreta possibilità di essere <strong>multati</strong> in caso di mancato utilizzo degli stessi?</p>
<p>Non è necessario che vengano multati tutti i catanesi&#8230; Basterebbe multarne alcuni, senza risparmiare amici e parenti. <strong>Gli altri</strong> capirebbero e <strong>imparerebbero</strong>.</p>
<p>L&#8217;iniziativa OCP è servita comunque a <strong>smuovere le acque</strong>. Tanto è vero che qualcuno ha voluto subito metterci sopra il cappello, recandosi sul posto e magari chiamando anche il giornalista che ne parlasse.</p>
<p>Il Comune per mostrarsi un “governo del fare” è riuscito a<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> farsi riconoscere come <strong>“un governo dell&#8217;apparire”, magari mentre finge di fare</strong>&#8230;</p>
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		<title>Non dite poi che non lo sapevate</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 05:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Si parla di nuovo di prevenzione, di mappe del rischio sismico per Catania. La città etnea è una di quelle più esposte, secondo il  &#8220;Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici&#8220;, lo studio del Cnr e del &#8220;Gruppo nazionale di protezione dei terremoti&#8221;, subito nascosto e dimenticato. Tutti gli edifici del centro storico sono vulnerabili e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla di nuovo di prevenzione, di <strong>mappe del rischio sismico </strong>per Catania. La città etnea è una di quelle più esposte, secondo il  &#8220;<strong>Censimento <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/messina1908_200.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4086" title="messina1908" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/messina1908_200.jpg" alt="messina1908" width="200" height="139" /></a>di vulnerabilità degli edifici pubblici</strong>&#8220;, lo studio del Cnr e del &#8220;Gruppo nazionale di protezione dei terremoti&#8221;, <strong>subito nascosto e dimenticato</strong>. Tutti gli edifici del centro storico sono vulnerabili e, paradossalmente, altrettanto lo sono quelli in cemento armato della speculazione degli anni &#8217;50/&#8217;60. Per questo Franco Barberi, a capo della Protezione civile negli anni &#8217;90,volle che<span id="more-4106"></span> Catania fosse oggetto di uno studio specifico, il &#8220;Progetto Catania&#8221;, <em>redatto in inglese e mai tradotto in italiano</em>.</p>
<p>Grazie a Barberi fu emanata una legge, la 288 del 97, che stanziava risorse per la prevenzione sismica. <strong>A Catania furono destinati 100 miliardi di lire</strong> per la messa in sicurezza di 50 scuole, fondi che la giunta <strong>Scapagnini stornò con disinvoltura</strong> sulle rotatorie alla Circonvallazione, sulla realizzazione di viale Alcide De Gasperi,  considerato via di fuga per un maremoto, e sulla realizzazione dei parcheggi scambiatori.<br />
Catania è stata dichiarata città sismica solo nell&#8217;81. Da allora si è costruito meglio?<br />
La Regione dovrebbe<strong> ripensare il piano casa</strong> di Berlusconi <strong>in termini di sicurezza e non di cubatura</strong>. Cosa dicono e fanno Comune e Provincia?<br />
Per chi volesse saperne di più ecco in pdf gli articoli puntuali di Pinella Leocata, pubblicati su &#8220;La Sicilia&#8221;  l&#8217;8 e il 9 aprile 2009: <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/ct0904mo07-pl-a-catania-un-sisma-una-ecatombe.pdf">a-Catania-un-sisma-sarebbe-una-ecatombe</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/ct0804cr03-pl-prevenzione-sismica-a-catania.pdf">Prevenzione-sismica-a-Catania</a></p>
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		<title>Dopo Report: lacrime ma niente querele</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 01:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>serfisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Mario Ciancio Sanfilippo]]></category>
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		<description><![CDATA[Tratto da: Catania possibile, 2 aprile 2009, Doporeport: Lacrime ma niente querele, di Renato Camarda In molti abbiamo letto, dopo la trasmissione di Rai3, Report, che il proprietario de La Sicilia, Mario Ciancio, &#8220;ha dato mandato ai propri legali di querelare la Rai per il contenuto diffamatorio derivante dalla trasmissione Report andata in onda il 15 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Tratto da: Catania possibile,</em></strong><strong><em> 2 aprile 2009</em></strong><strong><em>, <a rel="attachment wp-att-4009" href="http://www.argo.catania.it/2009/04/21/dopo-report-lacrime-ma-niente-querele/doporeport/">Doporeport</a></em></strong><strong>: Lacrime ma niente querele, di </strong><strong>Renato Camarda</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-4014" href="http://www.argo.catania.it/2009/04/21/dopo-report-lacrime-ma-niente-querele/report/"><img class="alignleft size-full wp-image-4014" title="report" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/report.jpg" alt="report" width="123" height="97" /></a> In molti abbiamo letto, dopo la trasmissione di Rai3, Report, che il proprietario de La Sicilia, Mario Ciancio, &#8220;ha dato mandato ai propri legali di querelare la Rai per il contenuto diffamatorio derivante dalla trasmissione Report andata in onda il 15 marzo scorso su Rai3. Nella querela è chiesto un risarcimento per danni di 10 milioni di euro da destinare in beneficienza&#8221; Notizia sbagliata. Ce lo fanno notare diversi giuristi. &#8220;Querelare, ci dicono, significa denunciare qualcuno alla magistratura penale, per un reato non perseguibile d&#8217;ufficio. <span id="more-4008"></span>Il giornalista, se colpevole, sarà condannato (in questo caso per diffamazione), e assolto se innocente. In un processo del genere l&#8217;accusa è sostenuta dal pubblico ministero, ossia da un magistrato che ha come compito istituzionale non quello di fare gli interessi del querelante, ma quello di cercare la verità. Potrebbe perfino accadere &#8211; è un caso non frequente, ma possibile &#8211; che il Pm si convinca che il giornalista ha ragione e ne chieda l&#8217;assoluzione. La querela è dunque una battaglia sotto gli occhi dell&#8217;opinione pubblica che ha come oggetto la verità e il corretto esercizio del diritto di cronaca&#8221;.</p>
<p>La stranezza, però, è che Ciancio non ha presentato né annunciato alcuna querela. &#8220;L&#8217;editore della Sicilia, continua Tita, ha chiesto soldi, sia pure precisando che li darà in beneficienza. Ciò che Ciancio ha annunciato è dunque una causa civile. Ciancio lamenta un danno alla sua immagine ma chiede che esso sia accertato in un processo a porte chiuse, senza pubblico contraddittorio, destinato a protrarsi per un tempo infinito (come tutti i processi civili), senza l&#8217;intervento di un pubblico ministero tenuto a cercare la verità, e costruito in modo che, in qualsiasi momento, si possa ritirare la richiesta di risarcimento senza chiedere il permesso ai giornalisti&#8221;. Riassumendo quindi: Ciancio ha scelto un processo civile a porte chiuse senza pubblico contraddittorio. La querela? Si vede che non conveniva&#8230;</p>
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		<title>I pompieri di Quaggiù</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 04:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Ciancio Sanfilippo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il perdurante dibattito suscitato dall&#8217;inchiesta di Report sulla &#8220;sfortunata&#8221; città di Catania, ha rivelato fra l&#8217;altro l&#8217;esistenza di una sezione di Volontari dei vigili del fuoco che, quando scoppia un incendio di &#8220;insinuazioni&#8221;, intervengono subito versandovi sopra &#8220;valanghe di messaggi di solidarietà&#8221;. Il loro programma è lo stesso del manzoniano conte Attilio: &#8220;Veda vostra Paternità, son cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2973" title="pompieri" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/pompieri.jpg" alt="pompieri" width="133" height="129" />Il <a href="http://www.burkinaonlus.it/cittainsieme/misc/Download/Dossier/Dossier%20su%20Report%20e%20Catania%20(agg.%20al%2026-03-2009).pdf" target="_blank"><strong>perdurante dibattito</strong> </a>suscitato dall&#8217;inchiesta di <strong>Report</strong> sulla &#8220;sfortunata&#8221; città di Catania, ha rivelato fra l&#8217;altro l&#8217;esistenza di una sezione di Volontari dei vigili del fuoco che, quando scoppia un incendio di &#8220;insinuazioni&#8221;, intervengono subito versandovi sopra &#8220;valanghe di messaggi di solidarietà&#8221;.<br />
Il loro programma è lo stesso del manzoniano conte Attilio: &#8220;Veda vostra Paternità, son cose (&#8230;) da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo &#8230; si fa peggio. (&#8230;) <strong>Sopire, troncare</strong>, padre molto reverendo: troncare, sopire.&#8221; (I promessi sposi, cap. XIX).</p>
<p><span id="more-2970"></span><br />
Chi, però, in questa processione, ha tenuto un ruolo preminente, sono stati un certo numero di <strong>rappresentanti del mondo intellettuale </strong>che, in nome del tanto sbandierato pluralismo, hanno pontificato per una intera settimana dalla seconda pagina de La Sicilia, protestando per la cattiva immagine della città che era venuta fuori dalla trasmissione ma soprattutto per l&#8217;onta arrecata all&#8217;editore-direttore del giornale che li ospitava. Non ci hanno meravigliato gli interventi di Campo e Buttafuoco, Castiglione e Stancanelli, che sembravano più che altro atti dovuti, quanto quelli di Barcellona e Iachello, che non hanno esitato ad accodarsi.</p>
<p>A parte qualche puntigliosa sottolineatura delle imprecisioni contenute nel servizio, <strong>le contestazioni sembravano riguardare non tanto il merito delle questioni sollevate, sbrigativamente bollate come &#8220;insinuazioni&#8221;, quanto il fatto stesso che fossero spiattellate davanti al muso di mezzo mondo.</strong></p>
<p>E poi, le argomentazioni usate non brillavano certo per coerenza. <strong>Iachello</strong>, ad esempio, ha liquidato la questione della mancata pubblicazione a Catania dell&#8217;edizione regionale de La Repubblica, sostenendo che <strong>non c&#8217;è mercato</strong> per un altro giornale. Non è certo una buona notizia per i tantissimi studenti che ogni anno si iscrivono al <strong>corso di laurea in Scienze della comunicazione</strong> della Facoltà che lui stesso presiede. Se poi si tiene conto che nel nostro Ateneo esistono altri <strong>due corsi</strong> di laurea analoghi (uno a Scienze politiche &#8211; a Caltanissetta &#8211; e uno a Lingue) la situazione diventa tragicomica. Tutti e tre ogni anno producono centinaia di laureati che, naturalmente, sono destinati alla sottooccupazione o, se proprio insistono, all&#8217;emigrazione (non alla fuga come hanno notato molti interventi, facendo finta di scandalizzarsi).</p>
<p>E perchè allora, piuttosto che pagare come Università a Ciancio un bel gruzzolo di euro  a fondo perduto per <strong>una pagina settimanale inutilmente autocelebrativa</strong>, non utilizzare gli stessi denari per incrementare due esperienze ben riuscite di giornalismo studentesco come Step 1 e Radio Zammù, per le quali invece circolano voci insistenti di rischio di chiusura? Forse perchè, nel loro piccolo, mettono a rischio il monopolio e, con la loro autonomia, disturbano il &#8220;conducente&#8221;?</p>
<p><strong>Barcellona</strong>, poi, soprattutto nel secondo intervento, ha cominciato a prendersela con &#8220;la subalternità interessata e opportunistica delle nostre classi dirigenti, universitarie, culturali, economiche e politiche&#8221; che non avrebbero mosso un dito per modificare l&#8217;andazzo delle cose. Ma, scusi, lei finora di quale fra queste corporazioni ha fatto parte? Abita forse in via della Luna, stella n. 7? O pensa di tirarsi fuori dalla mischia <strong>superando</strong>, come è solito fare, <strong>tutti a sinistra</strong>, e chiedendo retoricamente di trasformare una semplice inchiesta giornalistica in un serial televisivo?</p>
<p>E poi, come fa ad assimilare Ciancio a Scalfaro e Mieli, <strong>tacendo degli enormi interessi imprenditoriali</strong>, perfettamente collaterali a quelli editoriali, che il nostro Direttore coltiva con amorevolezza e grande spirito di dedizione in questa &#8220;sua&#8221; (?!) Catania, come ha puntualmente ricordato Castiglione.</p>
<p>Continuando di questo passo, non ci meraviglieremmo se, tra qualche settimana, il giornale locale se ne uscirà con un titolone in prima pagina: DISASTRO CATANIA. INCRIMINATA LA GABANELLI!<br />
In fondo, penseranno i catanesi, è andata a cercarsela.</p>
<p>Ma, dopo la minacciata azione giudiziaria da parte di Ciancio e l&#8217;apertura di inchieste da parte della Procura, la storia promette comunque <strong>un seguito di altre emozionanti puntate</strong>.</p>
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		<title>I catanesi scrivono a Ezio Mauro. Scriviamogli anche noi!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 04:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/lettera_02_200.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2631" title="lettera_02_200" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/lettera_02_200.jpg" alt="lettera_02_200" width="120" height="125" /></a>L&#8217;<strong>email</strong> sta arrivando in queste ore a centinaia di indirizzi di posta elettronica catanesi, ma non solo. E&#8217; un messaggio di <strong>un gruppo di lettori di Repubblica</strong> che invita a controfirmare una lettera <strong>per il direttore del quotidiano</strong> che ha il merito di costituire un polo fondamentale nello zoppicante pluralismo infomativo e culturale italiano. Gli si chiede di prendere finalmente posizione di fronte al fatto che <strong>Catania</strong> sia rimasta forse l&#8217;ultima delle grandi città d&#8217;Italia in cui non circola <strong>un&#8217;edizione locale</strong> del suo giornale.</p>
<p><strong>Il testo dell&#8217;email</strong> <span id="more-2624"></span>dei lettori di Repubblica:</p>
<p>Cari tutti, un account è stato aperto per organizzare la raccolta di firme da mandare ad Ezio Mauro. In essa chiediamo che, in nome del pluralismo dell&#8217;informazione nella città  di Catania, la Repubblica prenda in considerazione di distribuire l&#8217;edizione locale della sua testata anche a Catania (come avviene nel resto della Sicilia). Questo è un primo tentativo di riprenderci la città , tramite gesti concreti, ovvi probabilmente, ma rimandati da troppo tempo. Report ci ha dato una bella secchiata in faccia. Abbiamo in molti pensato che, in fin dei conti, non dicesse nulla che non sapessimo già. La storia che raccontiamo nella lettera, la stessa che ha raccontato RaiTre domenica scorsa, è infatti una storia vecchia, molto vecchia.<br />
Questo però non significa che, oltre ad essere stata storia, e ad essere ancora presente, debba necessariamente ipotecare il nostro futuro. E allora? e adesso?<br />
Invitiamo tutti a unirvi al gruppo e a reclamare con noi il diritto ad un&#8217;informazione libera e pluralista nella nostra città. A monte, vi invitiamo a considerarvi attori principali nella vita della nostra città.</p>
<p>Organizziamoci e la città  ritornerà  ad essere anche nostra.</p>
<p>Ed ecco <strong>la lettera indirizzata al direttore di Repubblica</strong></p>
<p><em>Caro Ezio Mauro,<br />
ti scrive un gruppo di lettori de &#8220;La Repubblica&#8221;, che riconosce al tuo giornale il merito di costituire un polo fondamentale nello zoppicante pluralismo infomativo e culturale italiano. In funzione del medesimo pluralismo la trasmissione Report, in onda domenica 15 marzo su Rai Tre, ha denunciato la pluriennale assenza di una stampa indipendente nella provincia di Catania. &#8220;La Repubblica&#8221; viene stampata e distribuita dal circuito del dott. Ciancio, editore de &#8220;La Sicilia&#8221;, quotidiano monopolista sull&#8217;intera provincia. Troppi giornalisti de &#8220;La Sicilia&#8221; e della tv locale &#8220;Antenna Sicilia&#8221; (ancora, stesso editore) hanno gli stessi cognomi, come è inevitabile quando a parlare sia una voce sola. Ne segue, il che è più grave, che quella voce racconti un solo punto di vista, quando non addirittura un fatto solo. Siamo persuasi che buona parte delle umilianti condizioni che ci affliggono trovi origine proprio in questo difetto della democrazia. Ti chiediamo se esista un piano editoriale che preveda una presenza, nel prossimo futuro, di un&#8217;edizione locale del tuo giornale. Non sappiamo infatti se le copie dell&#8217;edizione nazionale de La Repubblica vendute a Catania siano meno di quelle vendute a Bari o a Parma (dove già  le edizioni locali esistono), ma non avrai difficoltà  a verificarlo. Ci auguriamo che siano ormai maturi i tempi per un piano industriale ed editoriale che veda la nascita della edizione di Catania de La Repubblica. Speriamo tu voglia accettare l&#8217;invito a venire a parlare con noi, a Catania, di libertà , democrazia e futuro.</em></p>
<p>Per aderire all&#8217;iniziativa, basta copiare e incollare il testo della lettera, aggiungere nome, cognome e professione e spedire a <strong>letteraperta.catania@gmail.com</strong></p>
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