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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Librino</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Spari a Capodanno, Catania non si smentisce</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 07:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione degli animatori del Centro Talità Kùm a partire da un episodio che evidenzia i rischi connessi alla barbara usanza di esplodere colpi di arma da fuoco in occasione delle feste di Capodanno. Il Centro, ubicato a pochi metri di distanza dal Palazzo di cemento, opera da alcuni anni nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-X0BodqXifVo/TwI-dqnOTQI/AAAAAAAAI7A/xlclvzAmZbc/s259/Talit%2525C3%2525A0K%2525C3%2525B9m.jpeg" alt="" width="259" height="194" />Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione degli animatori del <a href="http://www.talitakumcatania.it/" target="_blank"><strong>Centro Talità Kùm</strong></a> a partire da un episodio che evidenzia i rischi connessi alla barbara usanza di <strong>esplodere colpi di arma da fuoco</strong> in occasione delle feste di Capodanno.</em></p>
<p><em>Il Centro, ubicato a pochi metri di distanza dal Palazzo di cemento, opera da alcuni anni nel quartiere di <strong>Librino</strong>, dove cerca di &#8220;sviluppare percorsi di integrazione e prevenzione per minori e di sostegno alla genitorialità&#8221;.</em></p>
<p>Solo storie minori? Generalmente, quando accade un episodio che<span id="more-28872"></span> non ha strascichi drammatici, ci si accontenta di dire: tutto è bene quel che finisce bene. Chi sa, però, se è proprio così; o se si può accettare che debba essere questo l’unico commento a episodi che, divenendo quotidiani, <strong>finiscono bene solo per caso</strong> …</p>
<p>Il fatto. Riaprendo il Centro Talità kum, dopo la pausa del capodanno, abbiamo trovato una finestra forata da un <strong>proiettile (di pistola)</strong> e il bossolo, che era finito per terra dopo aver colpito anche una parete del salone in cui giochiamo coi bambini. Abbiamo chiamato la questura ed è intervenuta la scientifica per l’esame del caso. Nel frattempo, una vicina che tornava dall’ospedale, ove è ricoverato un figlio, è scesa a chiamarci perché anche in casa sua c’erano un paio di <strong>proiettili penetrati dalla finestra</strong> della cucina.</p>
<p>Ci si può accontentare di concludere: beh, meno male che non s’è fatto male nessuno? Noi vorremmo cogliere l’occasione per proporre una riflessione un po’ più ampia, che interroghi le coscienze di tutti. Anzitutto perché sappiamo tutti che la notte di capodanno anche in altre zone di Catania – e anche di altre città – si va diffondendo la pratica di <strong>festeggiare … a colpi di pistola o di fucile</strong>. E in secondo luogo perché non ci pare che, siccome non c’è scappato il morto (almeno stavolta), si possa tirare un sospiro di sollievo.</p>
<p>Non sarebbe, invece, il caso che episodi del genere ci chiamino tutti ad alzare il livello di guardia? È azzardato ritenere che il moltiplicarsi di questi episodi sia il segnale, tutt’altro che rassicurante, che <strong>sta diventando troppo facile possedere e usare armi da fuoco</strong>, persino con l’intento di farlo solo per gioco? E non è manifestazione d’un pericoloso ulteriore degrado della coscienza civile, che rischia di mettere in pericolo vite umane … per gioco?</p>
<p>Forse un primo impegno di tutti potrebbe essere quello d’invitare coloro che hanno trovato questo tipo di sorprese a <strong>rendere pubblica la notizia</strong>, sia per constatare la vastità del fenomeno, sia per verificare in quali zone della città avviene più frequentemente.</p>
<p>Ma riteniamo che sia utile approfondire la conoscenza di queste situazioni anche per <strong>studiare strategie educative</strong> – nelle famiglie, nella scuola, nelle parrocchie, nei centri sportivi, … insomma in tutti i luoghi in cui ci si occupa di formazione dei giovani – perché si possa arginare e, a poco a poco, debellare il degrado di cui questi episodi sono sintomo.</p>
<p>Le <strong>autorità amministrative</strong> della città, inoltre, chiamate a occuparsi del bene comune, dovrebbero studiare modalità per offrire, soprattutto ai più giovani, altri luoghi e mezzi per una <strong>socializzazione più responsabilizzante</strong>, piuttosto che suggerire forme di svago che non aiutano la convivenza civile.</p>
<p>D parte nostra, come abbiamo già fatto in altre occasioni e anche oggi pomeriggio, possiamo assicurare solo che questi episodi non solo non ci fanno desistere dal nostro servizio ai minori che ci frequentano, ma ci motivano ancora di più nel nostro <strong>impegno</strong>.</p>
<p>Gli animatori del Centro Talità kùm di Librino</p>
<p>Catania, 2 gennaio 2012</p>
<p>Sui &#8220;botti&#8221; di Capodanno leggi anche <em></em><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2012/01/Botti-capodanno_Pinella.pdf"><em>Sacrifici di sangue</em> di Pinella Leocata</a></p>
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		<title>Gaetano Calogero, la pittura come memoria di un popolo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 05:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;artista dei vecchi e nuovi quartieri popolari di Catania e delle antiche tradizioni, il pittore naïf, semplice e umile, che ha prodotto quadri che hanno il sapore del “pane casereccio”, Gaetano Calogero, è morto alla fine di giugno, poco prima che venisse inaugurata la mostra permanente dei suoi quadri dedicati al monastero benedettino, “Oltre il grigio: colori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/-DXKTm2NfMKw/Tj_gyYWy4RI/AAAAAAAAGNE/0dFH61SMQmI/110808%252520G%252520Calogero%252520-%25252000.jpg" alt="" width="300" height="239" />L&#8217;artista dei<strong> vecchi e nuovi quartieri popolari di Catania</strong> e delle <strong>antiche tradizioni</strong>, il pittore naïf, semplice e umile, che ha prodotto quadri che hanno il sapore del “pane casereccio”,  Gaetano Calogero, è morto alla fine di giugno, poco prima che venisse inaugurata la mostra permanente dei suoi quadri dedicati al monastero benedettino, “<strong>Oltre il grigio: colori e visioni di Santa Nicola</strong>&#8220;, curata dall&#8217;associazione <span id="more-24378"></span>Officine Culturali, in collaborazione con la Facoltà  di Lettere e Filosofia e allestita all&#8217;interno delle suggestive cantine  settecentesche.</p>
<p>E&#8217; un riconoscimento importante del valore di questo pittore, il cui <strong>itinerario umano e artistico</strong> è stato ricostruito da <a href="http://www.laperiferica.it/la-Periferica-n-ro-40-Addio-al.html?1585" target="_blank">Massimiliano Nicosia su La Periferica</a>, con gratitudine per quello che quest&#8217;uomo ha significato per i quartieri popolari in cui è vissuto. Guidato dall&#8217;amore per la sua città, dall&#8217;<strong>interesse per gli antichi mestieri</strong> e persino per i <strong>giochi infantili tradizionali</strong>, ha voluto ritrarli e quindi consegnarli alla memoria collettiva.</p>
<p>Dalle immagini dei bambini intenti ai loro giochi e dalle relative filastrocche è nato anche un libro, <strong><a href="http://www.argocatania.org/wp-content/uploads/2011/08/GaetanoCalogero_brani_Tiritera.pdf">Giocalant giochiamo con la tiritera</a></strong>, stampato a Catania da Tipolito Anfuso, di cui riproduciamo alcuni passi, tratti dal sito ﻿﻿<a href="http://www.cataniatradizioni.it/" target="_blank">Cataniatradizioni</a></p>
<p>Artista popolare non per scelta intellettualistica ma per cultura e origine, visse la sua appartenza anche come motivo di <strong>impegno sociale</strong>. Non a caso infatti scelse proprio il quartiere di <strong>San Cristoforo</strong>, di cui era originario, per la sua prima mostra individuale. Non a caso la &#8220;Galleria città satellite&#8221; aperta a <strong>Librino</strong>, in viale Castagnola, dove si era trasferito, fu pensata anche come luogo di aggregazione giovanile. E lo fu realmente negli anni &#8217;80, sempre per sua iniziativa.</p>
<p>Il successivo <strong>stato di abbandono</strong> della bottega fu per lui, che ormai non era più in grado di gestirla, motivo di cruccio, fino al momento in cui “il Partito Democratico inaugurò in quei locali la propria sede di  quartiere, mantenendo l’antica denominazione e una <strong>mostra permanente</strong> dell’artista”. Un evento a lui gradito perchè accompagnato dall&#8217;auspicio che potesse tornare ad essere “ un luogo sociale <strong>aperto a tutte le realtà del quartiere”</strong>.</p>
<p>E ancora, nella <strong>Catania ridotta al buio</strong> dalla scriteriata amministrazione Scapagnini, si dichiarò disposto a versare al Comune gli importi ricavati da una mostra di suoi quadri da allestire in piazza Università. Aveva chiesto in cambio, oltre alla <strong>luce</strong> per la città e per il suo quartiere, la <strong>riduzione della tassa sui rifiuti</strong> per chi viveva di una pensione minima e la ristrutturazione della sua bottega. (<a href="http://www.laperiferica.it/Gaetano-Calogero-L-arte-contro-l.html?59" target="_blank">&#8220;L&#8217;arte contro l&#8217;oscurantismo&#8221;</a>).<br />
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		<title>Palude Iacp, tra denunce e scandali tutto come prima</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E si torna a parlare dell&#8217;Iacp di Catania. Stavolta per un&#8217;ispezione regionale, un&#8217;indagine della Guardia di Finanza e un rapporto inviato dalla Procura della Repubblica alla Corte dei Conti di Palermo. Una cattiva gestione perpetuata negli anni avrebbe prodotto danni per oltre 30 milioni di euro. I canoni non sarebbero stati riscossi, le morosità non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/-Bc17hHW4vS4/Tgbu8zqEksI/AAAAAAAAFwQ/rgA-reZLmuk/images-1.jpeg" alt="" width="120" height="120" />E si torna a parlare dell&#8217;<strong>Iacp di Catania. </strong>Stavolta per un&#8217;<strong>ispezione regionale, </strong>un&#8217;<strong>indagine della Guardia di Finanza e</strong> un rapporto inviato dalla<strong> Procura della Repubblica </strong>alla<strong> Corte dei Conti </strong>di Palermo.</p>
<p>Una cattiva gestione perpetuata negli anni avrebbe <span id="more-22892"></span>prodotto <strong>danni per oltre 30 milioni di euro</strong>. I canoni non sarebbero stati riscossi, le morosità non recuperate. Le lettere di sollecito non erano seguite da sfratti né da esecuzioni forzate. Le assegnazioni, infine, sarebbero avvenute con i criteri del più bieco favoritismo: <strong>case e botteghe </strong>dell&#8217;ente venivano graziosamente donate <strong>a parenti e amici, anche se privi di requisiti e diritti</strong> e già in possesso di immobili.</p>
<p><strong>Truffa, falso, abuso d&#8217;ufficio</strong> i reati contestati dalla Procura al direttore generale <strong>Santo Schilirò Rubino</strong> che è ancora lì al suo posto di &#8220;manovratore&#8221;, nonostante le accuse, le ispezioni e le inchieste. Tra i beneficiari delle assegnazioni anche il <strong>figlio di Schilirò, Ettore, 28 anni, indagato anch&#8217;esso per truffa</strong>. Con loro sotto indagine quattro dipendenti e sei assegnatari &#8220;fuori legge&#8221;. Il giovane rampollo del direttore ha avuto come cadeau una bottega che ha ristrutturato, per giunta, a spese dell&#8217;Iacp per l&#8217;80 per cento. Scippati gli aventi diritto, derelitti e disabili, le case di <strong>Librino </strong>venivano assegnate agli stessi impiegati dell&#8217;istituto già proprietari o a parenti di questi, talora indicati dai sindacalisti del <strong>Sicet</strong>, il sindacato degli inquilini.</p>
<div class="schedalaterale" style="width: 300px; color: #000000; background-color: #e9e9c0;">
<p class="title">IACP</p>
<ul> In Sicilia ogni Istituto autonomo per le case popolari ha ben dieci Consiglieri di amministrazione, tutti con status giuridico, indennità, diritto all’aspettativa, e spese di missione. Gli Iacp nell’Isola sono dieci, uno per ogni provincia, eccezion fatta per Catania dove, oltre quello con sede nel capoluogo etneo, ce n’è un altro ad Acireale. In tutto quindi cento nuovi Consiglieri di amministrazione regolarmente retribuiti e spesati, designati dalla giunta regionale siciliana. Rispetto al resto d&#8217;Italia la situazione siciliana è anomala. Merito dello Statuto speciale che permette di legiferare in autonomia. Nelle altre regioni da tempo gli IACP sono state trasformati in agenzie, con strutture più snelle ed efficaci, amministratori unici o Cda ridotti (massimo cinque componenti)</ul>
</div>
<p>Non sono queste le prime illegittimità dell&#8217;Iacp di Catania. In passato qualche cronista ha denunciato gravissime irregolarità, <strong>bilanci consuntivi non presentati, revisori dei conti mai nominati, ispettori ministeriali messi in fuga con il divieto di accedere ad atti e informazioni</strong>. In quegli anni del Consiglio di amministrazione dell&#8217;Ente faceva parte una avvocata coraggiosa,<strong> Lina Arena</strong>,  che  alla fine, isolata e stanca, lasciò. Aveva accettato la nomina perchè sperava di risanare l&#8217;ente.</p>
<p>&#8220;Mi trovai, invece, a fare i conti &#8211; dice &#8211; con verbali redatti in tempi successivi alle sedute di consiglio, con la mancanza di bilanci, con l&#8217;assenza di revisori dei conti, col disordine nel recupero dei crediti, con progetti difformi dagli immobili edificati&#8221;. <strong>Ostili a Lina Arena non solo funzionari e dipendenti, tutti inquadrati e coperti, ma gli stessi suoi colleghi componenti del Consiglio</strong>.</p>
<p>&#8220;C&#8217;era nei miei confronti una netta chiusura, anche da parte degli altri consiglieri, uno spirito soffocante di cordata. Erano tutti ostili alle mie proposte di innovare, regolarizzare ed eliminare le magagne amministrative che emergevano giorno dopo giorno. Mi ritenevano una nemica e comunque una che voleva seminare discordia anziché piegarsi all&#8217;unanime consenso. Insomma, una sfasciacarrozze incurante del benessere degli assistiti e dei dipendenti dell&#8217;ente. Tutto era concentrato nelle mani del direttore Schilirò che conosceva carte e fatti e gestiva tutto&#8221;.</p>
<p>E&#8217; stata dura per Lina Arena. <strong>Al suo passaggio bisbigli. Al suo arrivo silenzi improvvisi. Aggressioni verbali di ogni tipo</strong>. Persino qualche usciere si permetteva di commentare:&#8221;Ma che vuole &#8216;sta b.?&#8221;</p>
<p>Altra vittima della premiata ditta Schilirò e soci, un geometra dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;Iacp, <strong>Carmelo Percolla</strong> che per aver protestato e denunciato nell&#8217;interesse dell&#8217;Ente per il quale lavorava si buscò un provvedimento disciplinare e una sospensione. Aveva reso pubblica la seguente storia. L&#8217;istituto era proprietario di un <strong>terreno tra corso Indipendenza e piazza Eroi d&#8217;Ungheria</strong>. <strong>Su impulso del sindacato fu redatto un progetto per 30 alloggi e 120 vani che fu approvato dal Comune</strong>. La licenza edilizia però non venne  ritirata.</p>
<p>Il progetto, poi rielaborato in base ai dettami delle legge per l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche, non è stato mai attuato, nonostante ci fosse bell&#8217;e pronto un finanziamento a fondo perduto per il 75 per cento dell&#8217;importo dell&#8217;opera. <strong>Il terreno, invece, è stato venduto.</strong></p>
<p>Anche l&#8217;avvocato <strong>Francesco Messineo</strong>, dirigente dell&#8217;Ente per vent&#8217;anni, combattè battaglie civili e giudiziarie contro i poteri forti della città, dando vita così a quello che poi fu definito <strong>Caso Catania</strong>. Presentò in Procura e al Csm vari esposti, tutti <a href="http://www.argocatania.org"><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>coraggiosamente firmati in calce, sulle gestioni dei commissari regionali <strong>Tusa e Infantino</strong>. Il tribunale penale ha quindi accertato che le denunce di Messineo erano fondate. Infantino, poi, fu addirittura  arrestato per mafia.</p>
<p><strong>Si tratta di storie vecchie, certo, ma a quanto pare, sempre attuali.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Senza casa e fuori dal salotto della Città</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 06:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il video del Movimento Studentesco Catanese su quanto avvenuto in Piazza Duomo a Catania il 19 maggio, quando vigili urbani e polizia hanno allontanato dalla piazza il presidio di una parte degli abitanti del “palazzo di cemento” di Librino che, nonostante le tante rassicurazioni, dopo lo sfratto non hanno ancora trovato nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo il video del Movimento Studentesco Catanese</em> su quanto avvenuto in <strong>Piazza Duomo a Catania il 19 maggio</strong>, quando vigili urbani e polizia hanno allontanato dalla piazza il presidio di <strong>una parte degli abitanti del “palazzo di cemento” di Librino</strong> che, nonostante le tante rassicurazioni, dopo lo sfratto non hanno ancora trovato nessuna soluzione abitativa decente.</p>
<p>Al di là dell’emergenza, che va immediatamente risolta, riteniamo occorra aprire una <strong>riflessione sul tema più generale del diritto alla casa</strong>, su <strong>situazioni come quella del “palazzo di cemento”</strong> che non riteniamo rappresentative dell’intero quartiere di Librino e sul <strong>tema della legalità</strong> che non riguarda, come strumentalmente viene sempre più spesso ribadito, ciò che accade nei quartieri popolari, ma <strong>l’intera Città, a partire dall’operato dell’attuale giunta comunale</strong>, ma anche di quelle precedenti, sempre più frequentemente oggetto delle indagini della magistratura.<br />
<object width="600" height="371"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/MkxyFuW_oGY?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="371" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/MkxyFuW_oGY?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Zone franche urbane, l&#8217;ennesima beffa</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 03:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Erano state sbandierate come uno degli strumenti privilegiati per rilanciare 22 aree depresse del paese ad alto disagio sociale ed economico, di cui 18 nel Mezzogiorno, attraverso esenzioni fiscali automatiche per le piccole e micro imprese che vi si fossero insediate, cioè sconti su ICI, IRAP e contributi da pagare ai dipendenti. Piccoli paradisi fiscali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano state sbandierate come uno degli strumenti privilegiati per <strong>rilanciare</strong> 22 <strong>aree depresse</strong> del paese ad alto disagio <img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TUVNRgTibaI/AAAAAAAACgo/XksA-hCyzgU/ZFU.jpg" alt="" width="159" height="175" />sociale ed economico, di cui 18 nel Mezzogiorno, attraverso esenzioni fiscali automatiche per le piccole e micro imprese che vi si fossero insediate, cioè sconti su ICI, IRAP e contributi da pagare ai dipendenti.</p>
<p>Piccoli paradisi fiscali, una sorta di laboratori della <strong>‘fiscalità di vantaggio’</strong>, in cui per 14 anni le nuove piccole e medie imprese avrebbero dovuto godere di sgravi contributivi, per i primi cinque anni addirittura del 100%.</p>
<p>La Zfu prevista a Catania<span id="more-17669"></span> nel quartiere di <strong>Librino</strong>, avrebbe dovuto godere, solo nei primi due anni di attuazione, di incentivi per 7.349.992 euro.</p>
<p>Il 28 ottobre del 2009 i sindaci delle aree interessate erano stati convocati dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola alla cerimonia ufficiale per la<strong> firma del progetto</strong>. A quel punto mancava solo il Decreto attuativo da parte del Ministero dell’economia, che non è mai giunto.</p>
<p>Con il fantomatico <strong>Piano per il sud</strong> le risorse destinate alle Zfu, per un totale di 150 milioni di euro, sono state invece <strong>depennate</strong>.</p>
<p>Dovrebbero essere sostituite dalle <strong>Zone a burocrazia zero (Zbz),</strong> che invece prevedono una nuova disciplina di aiuto con <strong>contributi diretti</strong> concessi dai sindaci a beneficio delle nuove iniziative produttive ma finendo di fatto con lo sminuirne il ruolo e azzerandone le funzioni, visto che l&#8217;ambito d&#8217;applicazione non è più tributario ma è quello strettamente amministrativo.</p>
<p>Se così sarà, saranno <strong>aboliti gli automatismi</strong> previsti delle Zfu che non si prestavano ai giochi della politica e dei favoritismi, per <strong>riportare l’iniziativa nelle mani dei politici locali</strong> che, elemosinando le risorse nei modi, nei tempi e nei riguardi di chi riterranno più opportuno, avranno a disposizione un nuovo, potente, strumento di clientelismo.</p>
<p>Secondo la <strong>Cgil</strong>, la trasformazione si deve esclusivamente alla tutela degli interessi imposti dalla Lega Nord, attratta dalle Zbz allo scopo di non deludere i tanti imprenditori del nord in grado di investire in aree non ricomprese fra le zone franche urbane.</p>
<p>Per tentare di contrastare queste decisioni, è cominciata da Matera la campagna di sensibilizzazione denominata <strong>&#8221;Petizione itinerante pro Zfu day&#8221;</strong> per stimolare il Governo a emanare i decreti attuativi della legge istitutiva delle Zone franche urbane.</p>
<p>Il camper per la raccolta di firme è adesso arrivato in Sicilia, dove farà il giro di tutte le città che erano state individuate come sedi di Zfu.</p>
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		<title>Pala San Teodoro, una risorsa bruciata</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 04:43:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una video camera per entrare nel cuore di un quartiere, per cercare di capire le motivazioni dell&#8217;abbandono e del degrado, per svelare le ipocrisie di chi continua a vantarsi di promesse mai mantenute. L&#8217;ha usata Sonia Giardina, ha ripreso “quello che resta del centro polisportivo San Teodoro a Librino”, l&#8217;impianto costato 10 milioni di euro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <strong>video camera</strong> per entrare nel cuore di un quartiere, per cercare di capire le motivazioni dell&#8217;<strong>abbandono</strong> e del <strong>degrado</strong>, per svelare le ipocrisie di chi continua a vantarsi di <strong>promesse mai mantenute</strong>. L&#8217;ha usata <strong>Sonia Giardina</strong>, ha ripreso “quello che resta del <strong>centro polisportivo San Teodoro a Librino</strong>”, l&#8217;impianto costato 10 milioni di euro, consegnato incompleto nel 2003 e oggi ridotto a “ pareti distrutte,  cavi elettrici divelti, finestre in frantumi”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ad8WOdERmSw?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/ad8WOdERmSw?fs=1&amp;hl=en_US&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Si parla di 6-7 milioni per renderlo nuovamente funzionante. Sono troppi per un Comune già <span id="more-15495"></span>oberato dai debiti, ma non è questo il solo problema. E&#8217; quello della <strong>gestione</strong>, della <strong>sorveglianza</strong>, della <strong>manutenzione</strong>, della pulizia. Su queste cose è più difficile speculare, meglio interessarsi ad altri appalti&#8230;<br />
Eppure per questi spazi, in particolare per il campo da calcio, l&#8217;unico utilizzabile, non mancherebbero i fruitori.<br />
Ci sarebbero quanto meno i “<strong>Briganti Rugby</strong> di Librino, costola del <strong>centro Iqbal Masih</strong>, che senza un campo in zona e col Santa Maria Goretti pressoché inagibile, sono costretti ad allenarsi a San Giovanni Galermo”.<br />
L&#8217;amministrazione, insieme al Calcio Catania, ha preferito <strong>promettere</strong> ai bambini del quartiere una scuola calcio gratuita, che ha rappresentato l&#8217;ennesima delusione.<br />
Non solo immagini, dunque, in questo video, ma anche <strong>volti e parole</strong>. Per sapere, per capire. <strong>Grazie Sonia</strong> per avercelo inviato.</p>
<p>Il <span style="text-decoration: underline;"><em><span style="color: #888888;"><strong><a href="http://www.sudpress.it/reportage/librino-promesse-e-bugie/#more-481" target="_blank">testo integrale</a></strong></span></em></span>, scritto da Sonia Giardina, si trova su Sud .</p>
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		<title>Miracolo a Catania ovvero &#8220;I baci mai dati&#8221; di Roberta Torre</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 06:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo Venezia, dove ha aperto la sezione Controcampo ottenendo 10 minuti di applausi, Catania.  All&#8217;Odeon prima che nelle altre sale cinematografiche italiane. E&#8217; il nuovo film di Roberta Torre, regista milanese per nascita ma siciliana d&#8217;elezione, che racconta il bisogno di soprannaturale da parte di emarginati e lo sfruttamento di questa necessità da parte di poteri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TPPKKLfvKcI/AAAAAAAABpo/488xvTZTnB8/locandina_baci.jpg" class="alignleft" width="310" height="213" />Dopo <strong>Venezia</strong>, dove ha aperto la sezione Controcampo ottenendo 10 minuti di applausi, <strong>Catania.  All&#8217;Odeon prima che nelle altre sale cinematografiche italiane</strong>. E&#8217; il nuovo film di <strong>Roberta Torre</strong>, regista milanese per nascita ma siciliana d&#8217;elezione, che racconta il bisogno di soprannaturale da parte di <span id="more-15335"></span>emarginati e lo sfruttamento di questa necessità da parte di poteri e istituzioni, <strong>la politica, la Chiesa, la famiglia</strong>.</p>
<p>A <strong>Librino</strong>, periferia difficile di Catania, vive una ragazzina, <strong>Manuela (l&#8217;esordiente Carla Marchese)</strong> con la famiglia, <strong>la madre Rita, ex miss di borgata (la bravissima Donatella Finocchiaro),  il padre disoccupato, frustrato e assente (Beppe Fiorello), la sorella, una sorta di Paris Hilton dei poveri</strong>. Non c&#8217;è amore in quella casa ma solo urli, disgregazione e violenza. La ragazzina lavora da <strong>una parru-fattucchiera (la grande Piera Degli Esposti)</strong>, tarocchi e messe in piega: &#8220;Sistemo la testa delle donne dentro e fuori&#8221;.</p>
<p><strong>Un giorno Manuela, annoiata, inventa di aver visto in sogno la Madonna </strong>che le ha suggerito dove ritrovare la testa della statua a lei dedicata che tre balordi avevano decapitato la notte precedente con una pallonata. In realtà Manuela ha visto dalla finestra di casa sua i tre ragazzi giocare a pallone, danneggiare la statua di questa vergine, peraltro fisicamente dotata, e infine nasconderne i resti in un garage.</p>
<p><strong>La storia monta e la ragazzina diventa agli occhi del quartiere una santa. Una teoria di poveri disgraziati </strong>che prima si rivolgeva alla maga, adesso, va a bussare alla sua porta, chiedendole di intercedere per ottenere grazie: chi vuole trovare lavoro, chi sfondare nel mondo dello spettacolo, chi trovare l&#8217;amore di una donna; chi aspira soltanto alla vittoria della squadra di calcio (tra i questuanti, autentica rivelazione, una inedita Lucia Sardo in versione comica).</p>
<p><strong>Rita sfrutta il &#8220;dono&#8221; della figlia, ottenendo fiori, doni, denaro</strong> e organizza un vero e proprio business vendendo santini e gadget con le immagini della piccola santa. A trovare Manuela vanno politici e alti prelati. Ci va anche una ragazza che ha perso la vista in seguito ad una forte emozione negativa. E&#8217; l&#8217;unica a non credere. <strong>La cieca &#8220;vede&#8221;, riconosce la truffa</strong> e in un incontro a quattr&#8217;occhi con la ragazzina glielo dice apertamente. Tra le due si stabilisce <strong>un rapporto autentico e paritario, un forte contatto</strong>. Nessuna delle due mente all&#8217;altra.</p>
<p>La cieca riacquisterà la vista ma la Torre non denuncia il miracolo. Potrebbe averla riacquistata per caso o per una seconda emozione, stavolta positiva, scaturita da <strong>una sorta di transfert stabilito nel corso dei colloqui con Manuela, per affettività e empatia</strong>.</p>
<p>Il <strong>finale è aperto</strong> e diversamente interpretabile tanto da fare ottenere al film il <strong>Premio Brian</strong>, messo in palio dall&#8217;<strong>Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti</strong>. <strong>Ma il miracolo c&#8217;è.</strong></p>
<p>Avviene quando la madre si accorge che tutto il mondo di piacere e affari che ha creato si sbriciola miseramente. Così smette il look e il trucco da icona di volgarità (La Torre si è ispirata a Simona Ventura e a Loris Del Santo) e fa la mamma. <strong>E&#8217; in quell&#8217;abbraccio e in quei baci, finalmente dati a Manuela, il vero miracolo.</strong></p>
<p><strong>Lo stile del racconto è quello ridondante, grottesco e barocco di &#8220;Tano da morire&#8221;, tra pop e video art</strong>; collage eccentrico di immagini singhiozzanti, colori accesi e <strong>recitazione sempre sopra le righe, purtroppo non <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5cy4b6wG_I4" target="_blank"><img class="alignright" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TKgkNskJWLI/AAAAAAAAArM/Y-HJ-Ta-jr0/Erica%20Mou%20Oltre%20-avvio.jpg" alt="" width="259" height="196" /></a>sorretta da una buona sceneggiatura</strong>.</p>
<p>Tano da morire, però, era un innovativo musical alla siciliana; questo film invece aspira ad altro. In qualche inquadratura, la Torre sembra voler citare Almodovar o addirittura Fellini, senza, naturalmente, nemmeno sfiorarne la grandezza. Così convince poco l&#8217;andamento schizoide e altalenante tra i registri drammatico e comico per nulla amalgamati.</p>
<p><strong>Un film nato da una bella l&#8217;idea male esplicitata, pieno di potenzialità inespresse</strong>. E quando scorrono i titoli di coda, sui quali ascoltiamo il bellissimo brano &#8220;Oltre&#8221; della giovane cantante pugliese Erica Mou, rimpiangiamo &#8220;Angela&#8221;, il film precedente, meno velleitario e più preciso nella<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> costruzione di storia e personaggi.</p>
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		<title>Librino, al vento le bandiere della Costituzione</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 05:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un intervento quanto mai opportuno quello degli studenti catanesi, in un momento in cui gli attacchi alla Costituzione si fanno sempre più serrati. A difesa della nostra Carta sono scese in campo 50 scuole della città, e ancora membri di associazioni culturali, di volontariato, degli oratori di Librino, con la realizzazione di 500 bandiere che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_0462_250.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12494" title="IMG_0462_250" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_0462_250.jpg" alt="IMG_0462_250" width="275" height="183" /></a>Un intervento quanto mai opportuno quello degli studenti catanesi, in un momento in cui gli attacchi alla <strong>Costituzione </strong>si fanno sempre più serrati. A difesa della nostra Carta sono scese in campo <strong>50 scuole della città</strong>, e ancora membri di  <strong>associazioni culturali</strong>, di <strong>volontariato</strong>, degli <strong>oratori</strong> di <strong>Librino</strong>, con la realizzazione di <strong>500 bandiere</strong> che dal <strong>18 maggio</strong> sventolano sui pali Enel dell&#8217;asse dei servizi come <strong>vessilli di legalità</strong>.</p>
<p>A chiusura del progetto <span id="more-12485"></span>didattico <strong>&#8220;La bellezza della Costituzione&#8221; </strong>proposto alle scuole da <strong>Antonio Presti</strong>, presidente della <strong>Fondazione Fiumara d&#8217;arte</strong>, ragazzi, cittadini , esperti hanno dato vita ad una <strong>grande festa</strong> proprio sotto la <strong>porta della Bellezza</strong>, la monumentale scultura di terracotta voluta da Presti e realizzata per 500 metri da grandi artisti insieme ai bambini di Librino.</p>
<p>Una festa per dire che <strong>la Costituzione è bella</strong>. La manifestazione è stata preparata da una serie di <strong>interventi nelle scuole</strong>, interventi che hanno coinvolto migliaia di studenti, i loro docenti , i dirigenti scolastici e alcuni esperti, magistrati, avvocati, giornalisti, esponenti del mondo del volontariato, che hanno riletto insieme ai ragazzi la Costituzione italiana. Quei principi, quegli articoli sono stati tradotti dai ragazzi in forme, colori, installazioni d&#8217;arte.</p>
<p>“E’ un <strong>messaggio forte</strong>, di cittadinanza, di voglia di legalità.- dichiara Presti- Chiunque arriverà a Catania dovrà chiedersi chi ha realizzato le bandiere e perché. I ragazzi catanesi hanno voluto studiare la Costituzione e le hanno dato valore e riconoscimento concreto. Hanno inviato un messaggio forte e pieno di significato. Rispettiamo il nostro Paese, rispettiamo noi stessi e la carta fondante che regola il nostro Paese”.</p>
<p>“La società moderna pare abbia perso una sua identità, &#8211; continua il presidente di Fiumara d&#8217;arte- è come se avesse dimenticato i valori per i quali i nostri padri hanno lottato.  La <strong>Costituzione Italiana</strong> è la carta di identità del nostro Paese e i giovani che sono il futuro non possono non conoscerla come merita. Ecco perché ho voluto sottoporla a loro come valore di Bellezza”.</p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/CT1905-CR04-32-Le-bandiere-della-Costituzione.pdf" target="_blank">LA Sicilia: Le bandiere della Costituzione</a></p>
<p><a href="http://www.ildito.it/a_3382" target="_blank">La bellezza della Costituzione sventola su 500 bandiere</a> su Il Dito</p>
<p><a href="http://www.livesicilia.it/2010/05/18/studenti-di-40-scuole-realizzano-500-bandiere-per-librino/" target="_blank">livesicilia.it: studenti di 40 scuole realizzano 500 bandiere per Librino</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="457" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nG_xdeV8VQw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="457" src="http://www.youtube.com/v/nG_xdeV8VQw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Ciancio &amp; Co: i miracoli non finiscono mai</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 03:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo sicuri che il futuro postulatore della causa di beatificazione di Mario Ciancio chiuderà la pratica nel giro di poche settimane, dato che di  miracoli fatti dal de cuius, addirittura quando era ancora in vita, se ne contano già a dozzine. Certo non sono guarigioni, sono quasi tutti miracoli fatti pro domo sua e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11586" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-11586 " title="santità" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/santità1-300x257.jpg" alt="Santità" width="240" height="206" /><p class="wp-caption-text">Santità</p></div>
<p>Siamo sicuri che il futuro postulatore della <strong>causa di beatificazione</strong> di Mario Ciancio chiuderà la pratica nel giro di poche settimane, dato che di  miracoli fatti dal <em>de cuius</em>, addirittura quando era ancora in vita, se ne contano già a dozzine.</p>
<p>Certo non sono guarigioni, sono quasi tutti <strong>miracoli fatti <em>pro domo sua </em></strong>e per il suo ristretto circondario, ma sempre di miracoli si tratta! Suvvia, non spacchiamo sempre il capello in quattro, che alla fine rischiamo<span id="more-11579"></span> di restare calvi e dovremo chiedere una consulenza (certo non gratuita) al Berlusca.</p>
<p>L’ultimo della serie riguarda <strong>l’apertura del primo tratto dell’Asse Attrezzato</strong>, lungo circa 800 metri, che collega l’autostrada Palermo-Catania, prosegue sino alla grande rotatoria del costruendo ospedale San Marco e ancora lungo la bretella che conduce all’altra rotatoria per la strada statale 192 e all’Asse dei Servizi per il centro cittadino.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11583" title="asse attrezzato" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/asse-attrezzato.jpg" alt="asse attrezzato" width="669" height="471" /></p>
<p>Si tratta, come ci spiega M. Nicosia con l’articolo <a href="http://www.laperiferica.it/Le-porte-di-Catania-si-chiudono-a.html?1407" target="_blank">Le porte di Catania si chiudono a Librino</a>, pubblicato su ‘La periferica’, di <strong>un’opera strategica</strong> che si aspetta da decenni e che nel tratto principale dovrebbe collegare Librino con Corso Indipendenza. Ma quando sarà interamente aperta al traffico, non è dato di sapere.</p>
<p>Nel caso in questione il <strong>miracolo</strong> in effetti è <strong>triplo</strong>. <strong>Primo</strong>: il tratto appena inaugurato è stato completato in un batter d’occhi. <strong>Secondo</strong>: in maniera del tutto casuale, lungo il suo percorso si incrocia con l’ingresso del nuovo centro commerciale &#8220;Le Porte di Catania&#8221;. <strong>Terzo</strong>: con straordinario tempismo, le due opere sono state inaugurate lo stesso giorno, il 25 marzo scorso: l’apoteosi del prodigioso.</p>
<p>Ma <strong>che c’entra Ciancio</strong> con tutto questo?</p>
<p>Scrive Nicosia: “Sarà <strong>una casualità</strong> che nell’ultimo anno, dall’avvio dei lavori del centro commerciale, <strong>il quotidiano &#8220;La Sicilia&#8221;</strong> di Mario Ciancio, precedente proprietario dei terreni sui quali sorgono il centro e l’ospedale San Marco, trasformati da un ubbidiente Consiglio comunale da agricoli ad edificabili, abbia messo in moto <strong>una fortissima campagna mediatica</strong> per spingere al completamento di questa opera che pure da decenni era ferma nel silenzio di stampa e televisioni? Sarà una casualità che Comune e Regione siano riusciti a superare gli insormontabili intoppi burocratici per completare il primo tratto e si siano arenati per il secondo?”.</p>
<p>Grazie ad <strong>una variante al Piano regolatore</strong>, gentilmente approvata durante la mai sufficientemente esecrata Amministrazione del druido U. Scapagnini, Ciancio era infatti riuscito a trasformare da area agricola in area commerciale edificabile un enorme terreno posto di fronte al quartiere ex abusivo Pigno, moltiplicando di decine di volte il suo valore originario.</p>
<p>Successivamente <strong>ha venduto</strong> le quote di proprietà da lui controllate alle Società che hanno materialmente costruito il centro commerciale, le quali hanno anche tentato, per non pagare i relativi oneri al Comune di Catania, di far passare come opere di urbanizzazione di interesse pubblico, interventi che in effetti erano funzionali alla bonifica del territorio e alla costruzione di parcheggi interni al centro. Ma l’operazione solo in parte, in questo caso, è andata a segno.</p>
<p>L’ulteriore “presa in giro per la periferia Sud di Catania” consisterebbe nel fatto che “oltre a subire il pesante contraccolpo commerciale per un territorio già commercialmente poco sviluppato” dovrebbe anche &#8220;dividere <strong>gli sgravi fiscali della zona franca</strong>, se ci saranno, con i negozi della galleria Auchan&#8221;. Il danno e la beffa!</p>
<p>Si tratta, ad ogni buon conto, <strong>dell’ennesimo mostro commerciale</strong> con dentro 150 negozi, quasi tutti fotocopia degli ormai innumerevoli centri che stringono Catania come in una morsa. Proviamo ad elencarli:</p>
<p>Centro Commerciale Auchan Catania La Rena (17 negozi);</p>
<p>Centro Commerciale Auchan Misterbianco (CT) (14 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Auchan Bicocca (CT) (150 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Etnapolis Belpasso (CT) (Carrefour,120 negozi, Warner Village)</p>
<p>Parco Commerciale Le Zagare San Giovanni La Punta (CT) (Iperspar e 70 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Le Ginestre Tremestieri Etneo (CT) (Iperspar e 25 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Il Ciclope Acireale (CT) (Ipersimply e 25 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Conforama-Cityper Riposto</p>
<p>Parco Commerciale I Portali San Giovanni La Punta (CT) (100 negozi,Cinestar)</p>
<p>Centro Commerciale Katanè Gravina di Catania (CT) (Ipercoop e 75 negozi)</p>
<p>Ipersimply Ognina</p>
<p>Aggiungiamo adesso quelli di <strong>prossima apertura</strong>:</p>
<p>Centro Commerciale Felix Misterbianco (CT) (iper e 100 negozi)</p>
<p>Centro Commerciale Multisala San Gregorio (CT) (Carrefour,multiplex e negozi)</p>
<p>Ikea Catania</p>
<p>A questo va aggiunto ancora il costruendo <a href="http://centrocommercialect.com/home.htm" target="_blank">Centro commerciale all’ingrosso della Città di Catania</a>, che dovrebbe essere situato un poco più avanti, accanto alla nuova sede del Mercato agroalimentare. <strong>Un record da Guinness</strong>!</p>
<p>E questo sarà il risultato fra il 2010 e il 2011:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11582" title="centro commerciale 4" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/centro-commerciale-4.gif" alt="centro commerciale 4" width="630" height="375" /></p>
<p>Se H. <strong>Marcuse</strong> avesse potuto studiare da vicino questo incredibile paradosso che sta accadendo dalle nostre parti, avrebbe intitolato il suo saggio più famoso “<strong>L’uomo a una dimensione</strong>. Teoria e pratica nella Catania del III millennio”. Ma poi sarebbe andato a farsi monaco anacoreta nel deserto del Kalahari.</p>
<p>Siccome però per mettere a segno tutti questi colpi qualche peccatuccio sarà pure stato commesso, ecco <strong>l’angolo buonista</strong>: nel nuovo centro, uno stand, gratuito si spera , concesso alla vicina parrocchia di s. Giuseppe al Pigno, che espone e vende lavoretti fatti da volontari per contribuire alla costruzione dell’oratorio parrocchiale.</p>
<p>La <strong>vendita delle indulgenze</strong> non è mai finita, con buona pace di M. Lutero.</p>
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		<title>Insoliti Briganti quelli di Librino&#8230; chiedono aiuto!</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 04:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quartieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Briganti]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Iqbal Masih]]></category>
		<category><![CDATA[Librino]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Six Nations 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Venticinque biglietti per gli under 14 della squadra di rugby I Briganti. Sono stati donati dalla Federazione Italiana Rugby (FIR) alla squadra di Librino, per permettere ai giovani giocatori di assistere alla partita Italia-Inghilterra del torneo di rugby Six Nations 2010, che si giocherà allo stadio Flaminio di Roma il prossimo 14 febbraio. Andare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/briganti_rugby.png"><img class="alignleft size-full wp-image-10144" title="briganti_rugby_librino" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/briganti_rugby.png" alt="briganti_rugby_librino" width="103" height="160" /></a>Venticinque biglietti per gli under 14 </strong>della squadra di rugby <strong>I Briganti.</strong> Sono stati donati dalla Federazione Italiana Rugby (FIR) alla squadra di <strong>Librino</strong>, per permettere ai giovani giocatori di assistere alla partita Italia-Inghilterra del torneo di rugby <strong>Six Nations 2010</strong>, che si giocherà allo stadio Flaminio di Roma il prossimo 14 febbraio.</p>
<p>Andare a Roma per questi ragazzini di Librino sarebbe sicuramente una esperienza esaltante. Potrebbero assistere a un evento sportivo importante, ma ci sarebbe anche da visitare la città, da fare l&#8217;esperienza del viaggio, <span id="more-10140"></span>da arricchire il proprio <strong>bagaglio di esperienze e di conoscenze</strong>.</p>
<p>Nella realtà per tanti versi deprivata di Librino, l&#8217;associazione sportiva I Briganti Rugby è stata una delle poche che abbia offerto ai ragazzi del quartiere la possibilità di fare una esperienza formativa significativa. Lo sport è diventato &#8220;un’opportunità di <strong>aggregazione e di emancipazione</strong> alternativa a quella della strada&#8221;. Il rugby &#8220;uno strumento di lotta all&#8217;esclusione sociale&#8221;.</p>
<p>Andare a Roma, partecipare a un momento di festa in cui il clima di amicizia prevale  potrebbe costituire, per questi ragazzi, un bella esperienza di come lo <strong>sport</strong> possa diventare <strong>fattore di unità,</strong> anche tra nazioni diverse. Un bell&#8217;esempio, alternativo al clima di aggressività e di violenza che caratterizza purtroppo molti altri eventi sportivi.</p>
<p>Partire, dunque. Affittare un pulmino e andare a trascorrere a Roma il week-end. <strong>Lo hanno già fatto, anni fa</strong>. Sono andati fino a Treviso per partecipare ad un torneo Topolino. Lo testimoniano i filmati: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nPorZAOEpTo" target="_blank"><strong>briganti on the road (prima parte)</strong></a>,<strong> </strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=U-3iP2usICw" target="_blank"><strong>(seconda parte)</strong></a><br />
Hanno bisogno di trovare rapidamente i soldi per affrontare le spese. Aiutiamoli. Possiamo utilizzare il <strong>Conto Corrente Bancario</strong> Intestato a: ASD I Briganti &#8211; Iban: IT73C0312716901CC2080090243 &#8211; Unipol Banca Causale: Progetto Roma.</p>
<p>Possiamo partecipare alle <strong>iniziative</strong> previste per i prossimi giorni.</p>
<p><strong>Domenica </strong><strong>31 gennaio,</strong> nel corso della <strong>partita di Serie C</strong> nazionale tra I Briganti Librino e il Nissa Rugby, alle ore 9.30, ne campo S. M. Goretti, vi sarà una vendita di gadget della squadra il cui ricavato sarà destinato a coprire le spese di viaggio.</p>
<p><strong>Lunedì 1 febbraio</strong>, a partire dalle ore 19.00 &#8220;<strong>aperitivo</strong> brigante&#8221; presso il Nievski, scalinata Alessi.</p>
<p>Infine <strong>giovedì 11 febbraio,</strong> dalle 21.00 in poi, <strong>festa di Carnevale</strong> e cocktail party &#8220;aspettando ferragosto&#8221; al <a href="http://www.centroiqbalmasih.it/" target="_blank"><strong>Centro Iqbal Masih</strong></a> di viale Moncada 5</p>
<p>Leggi il documento dei Briganti: <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/01/Roma-2010-Six-nations.pdf" target="_blank">Roma 2010-Six nations</a></p>
<p>Leggi su Argo <a href="http://www.argo.catania.it/2008/12/13/359/" target="_blank">Alla ricerca del campo perduto</a> su precedenti vicende della squadra</p>
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