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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Massimo Russo</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Atlante sanitario, e sai di cosa si muore! (ma solo fino al 2005&#8230;)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 02:43:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La settimana scorsa è stato presentato il nuovo “Atlante sanitario”, uno strumento per conoscere la distribuzione geografica delle principali patologie. Da più parti si sprecano gli elogi: “innovativo strumento di lavoro”, “strumento importante per chi è chiamato a prendere decisioni di programmazione sanitaria”, “La Sicilia, una delle poche regioni italiane a usufruire di così delicati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="ambulanza" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TLTFmRZe2MI/AAAAAAAAA7k/l7T5_9L9DWU/ambulanza_rotta.jpg" alt="" width="350" height="213" />La settimana scorsa è stato presentato il nuovo “<a href="http://www.regione.sicilia.it/sanita/atlante/" target="_blank">Atlante sanitario</a>”, uno strumento per conoscere la <strong>distribuzione geografica delle principali patologie</strong>.</p>
<p>Da più parti si sprecano gli <strong>elogi</strong>: “<a href="http://palermo.blogsicilia.it/presentato-il-nuovo-atlante-sanitario-della-sicilia/7929/" target="_blank">innovativo strumento di lavoro</a>”, “<a href="http://www.infomessina.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=13059:presentato-il-nuovo-atlante-sanitario-della-sicilia&amp;catid=40:news&amp;Itemid=2" target="_blank">strumento importante per chi è chiamato</a> a prendere decisioni di <span id="more-15526"></span>programmazione sanitaria”, “La Sicilia, una delle poche regioni italiane a usufruire di <a href="http://www.sicilianews24.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=27133:sanita-presentato-il-nuovo-atlante-sanitario-della-sicilia&amp;catid=418" target="_blank">così delicati strumenti di lavoro</a>”.</p>
<p>Però, entrando nel merito, vediamo che stanno pubblicando adesso (nel 2010) un’analisi che prende in considerazione <strong>bisogni di salute nel periodo 1997-2002</strong>, <strong>dati ISTAT del 2001</strong> (a questo punto si poteva aspettare il prossimo censimento del 2011!) e  dati sulle <strong>cause di morte del 2004-2005</strong>. Eppure sono tanti i dipendenti che ogni fine mese raccolgono, inviano, aggregano e interpretano i dati sanitari. E tutto questo per avere informazioni relative a  5-10 anni addietro&#8230;</p>
<p>Ma non è finita: leggi l’introduzione e scopri che <strong>a firmare la presentazione è il Prof. Lagalla</strong>, Assessore regionale alla Sanità. E allora ti chiedi: ma non si chiama Russo il nuovo (da ben 29 mesi) assessore regionale? E pure l’Assessorato ha cambiato nome: non più alla Sanità ma Assessorato della Salute. Se questi sono i tempi della nostra Amministrazione…</p>
<p>Se poi sei un temerario e leggi la prefazione, scopri che questo volume è <strong>un semplice aggiornamento</strong>, per il biennio 2001-2002 (avete letto bene: dati di 8-9 anni fa), dell’Atlante della mortalità per cause in Sicilia.</p>
<p>E tutto questo è stato prodotto da <strong>due Dipartimenti</strong> (Epidemiologia e Statistica) che istituzionalmente hanno questo compito, ma – si legge &#8211; con <strong>fondi strutturali comunitari</strong>. Ci piacerebbe sapere se questi 15 dipendenti regionali hanno percepito somme extra per svolgere il loro lavoro <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>istituzionale.</p>
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		<title>Mille sogni di salute</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 03:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo l’approvazione della riforma sanitaria in Sicilia avviata nel 2009, ecco la bozza del Piano sanitario regionale per il triennio 2010-2012. Si deve dare atto che, a differenza delle precedenti bozze che rimanevano segrete (ma poi tutti quelli interessati ne erano a conoscenza), questa è stata pubblicata sul sito ufficiale della Regione Sicilia proprio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TJ0ZI1-BVFI/AAAAAAAAAhg/v1wTZ2KRRSU/s128/sala%20d%27attesa.jpg" alt="" width="128" height="128" />Dopo l’approvazione della riforma sanitaria in Sicilia avviata nel 2009, ecco la <strong><a href="http://www.regione.sicilia.it/sanita/media/UserFiles/File/PSR_2010_2012_bozza02ago10.pdf" target="_blank">bozza del Piano sanitario regionale</a></strong> per il triennio 2010-2012. Si deve dare atto che, a differenza delle precedenti bozze che rimanevano segrete (ma poi tutti quelli interessati ne erano a conoscenza), questa è stata pubblicata sul sito ufficiale della Regione Sicilia proprio per <strong>stimolare le proposte da parte di tutti i cittadini</strong>. A novembre dovrebbe essere deliberato dalla Giunta regionale</p>
<p>Da parte di alcune associazioni di volontariato<span id="more-15108"></span> si leggono <strong><a href="http://solcoct.coop/docs//osservazioni%20Psr%20REV%201.doc" target="_blank">giudizi complessivamente positivi, </a></strong>anche se sono presenti suggerimenti per una migliore definizione di alcuni aspetti legati alla disabilità e all’integrazione fra i diversi servizi.</p>
<p>Le <strong>linee di intervento</strong> ( pag. 8 ) sono sicuramente condivisibili perché riguardano criticità rilevanti del nostro sistema sanitario:</p>
<p>• il progressivo <strong>spostamento dell’offerta sanitaria dall’ospedale al territorio</strong>;</p>
<p>• il <strong>riordino della rete ospedaliera </strong>attraverso l’accorpamento e la rifunzionalizzazione di presidi ospedalieri sotto-utilizzati;</p>
<p>• il <strong>superamento della frammentazione </strong>e/o duplicazione di strutture;</p>
<p>• il <strong>potenziamento dei servizi e dei posti letto destinati alle attività di riabilitazione, </strong>lungo-degenza e postacuzie;</p>
<p>• la <strong>riduzione della mobilità sanitaria passiva </strong>extra-regionale;</p>
<p>• il progressivo <strong>contenimento dei ricoveri inappropriati;</strong></p>
<p>• l’introduzione di un <strong>sistema di assegnazione delle risorse </strong>commisurato alla erogazione delle attività programmate, alla qualità e alla efficienza dell’operato delle aziende;</p>
<p>• l’attuazione del <strong>principio della responsabilità</strong> attraverso un sistema di controlli e verifiche.</p>
<p>In termini programmatori la legge stabilisce che l’<strong>assegnazione delle risorse</strong> delle aziende deve essere pilotata dalla individuazione degli <strong>obiettivi di attività, volumi e qualità </strong>delle prestazioni determinate dal livello di fabbisogno territoriale.</p>
<p>In tal modo si pongono le basi per attuare una sinergia virtuosa tra l’attribuzione degli obiettivi, l’assegnazione delle risorse e una puntuale <strong>verifica dei risultati</strong>.</p>
<p>Risalto viene dato al Piano di rientro per il <strong>contenimento della spesa</strong> (pag. 9), ma al contempo si pone l’esigenza di garantire il soddisfacimento dei bisogni di salute nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza.</p>
<p>Non ci pare, invece, consono al principio di laicità dello Stato il paragrafo relativo all’<strong>assistenza religiosa</strong> (pag. 13) che demanda a quanto stabilito dall’intesa tra l’Assessorato e la Conferenza Episcopale Siciliana, lasciando alle singole aziende la definizione delle modalità per l’assistenza per i pazienti di altre religioni, senza però prevedere, ove possibile, l’identificazione di luoghi di culto distinti.</p>
<p>Nella sezione relativa all’analisi del contesto sono presenti importanti <strong>studi epidemiologici</strong> che ci offrono spunti di riflessione e di analisi della offerta sanitaria. Il tasso di <strong>mortalità infantile</strong> ci vede ancora con una percentuale più alta (5,1%) rispetto a quella nazionale (3,7%); in eccesso nella provincia di Siracusa i dati di <strong>mortalità per tumore</strong> dell’utero e nella provincia di Catania per tumore alla mammella (pag. 27).</p>
<p>Si individuano come problemi rilevanti l’<strong>inappropriato ricorso al parto cesario,</strong> la scarsa consapevolezza delle famiglie verso misure di prevenzione (allattamento al seno, esposizione fumo passivo, cattiva alimentazione), l’aumento degli incidenti stradali come prima causa di morte in età giovanile, il rischio ambientale nelle aree petrolchimiche, ecc.</p>
<p>Nel complesso il documento pone l&#8217;accento dunque sulle attività di <strong>prevenzione</strong> e sulla <strong>riorganizzazione</strong> dei servizi: su tutte queste (buone) intenzioni è possibile esprimere un giudizio solo dopo averne constatato l’effettiva realizzazione.</p>
<p>Non vorremmo ritrovarci, come è successo qualche anno fa, che per ottemperare al <strong>piano di rientro </strong>sono state tagliate del 10% tutte le spese <strong>senza alcun criterio di priorità</strong> e senza nessuna logica non solo manageriale ma neanche del buon senso.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TKTksny2c_I/AAAAAAAAAn4/cagCaLOm0SU/s128/sogno.jpg" alt="" width="88" height="128" /></p>
<p>Questo ha significato, ad esempio, che numerose famiglie ad ottobre non hanno più potuto ricevere presidi e ausili assolutamente necessari per portatori di handicap. Non ci stancheremo mai di far l’esempio di un normale padre di famiglia che non si sognerebbe mai di tagliare del 10% sia le spese per gli omogeneizzati sia le spese per ristoranti e divertimenti.</p>
<p>Aspettiamo di vedere come concretamente questi <strong>sogni</strong> si trasformino in realtà e che vi sia effettivamente l’applicazione del principio<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> dell’accountability, ovvero del “<strong>rendere conto</strong> di ciò che viene fatto ai diversi livelli del sistema (pag. 148).</p>
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		<title>Luci e ombre nella sanità siciliana</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 03:30:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono passati due anni dalla nomina di Massimo Russo ad Assessore regionale alla sanità e poco più di un anno da quando è stata varata la riforma sanitaria in Sicilia. L’obiettivo era di rivoluzionare le modalità di gestione della salute, essere più vicino ai bisogni della popolazione, ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse, indicare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12949" class="wp-caption alignleft" style="width: 251px"><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-sanità.jpg"><img class="size-medium wp-image-12949" title="vignetta sanità" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/06/vignetta-sanità-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.ragusanews24.it/public/vignetta%20sanit%C3%A0.jpg</p></div>
<p>Sono passati due anni dalla nomina di <strong>Massimo Russo</strong> ad Assessore regionale alla sanità e poco più di un anno da quando è stata varata la <strong>riforma sanitaria</strong> in Sicilia.</p>
<p>L’obiettivo era di rivoluzionare le <strong>modalità di gestione</strong> della salute, essere <strong>più vicino ai bisogni</strong> della popolazione, <strong>ridurre gli sprechi </strong>e valorizzare le risorse, indicare per la prima volta gli <strong>obiettivi</strong> a cui vincolare i direttori generali, sottoporre le consulenze all’autorizzazione assessoriale, ecc.</p>
<p>A leggere il <a href="http://www.regione.sicilia.it/sanita/media/UserFiles/File/Depliant_Sanita_Jan10.pdf " target="_blank">resoconto</a> (aggiornato agli ultimi mesi del 2009) dell’Assessorato regionale si rileva che gli sforzi maggiori sono stati orientati al <span id="more-12948"></span>contenimento della spesa (piano di rientro) e al tentativo di <a href="http://www.regione.sicilia.it/sanita/media/UserFiles/File/Geografia_SSR.pdf" target="_blank">riorganizzare l’offerta sanitaria</a>.</p>
<p>Era sicuramente un primo passo necessario e siamo consapevoli che <strong>alcune critiche</strong> sono state a volte poco limpide e <strong>strumentali</strong> per riappropriarsi della fetta di spesa più rilevante in ambito regionale.</p>
<p>Certamente è vero però che i <strong>direttori generali non sono stati capaci di orientare il risparmio</strong> a seconda delle priorità: anche il peggior padre di famiglia non avrebbe ridotto tutto indiscriminatamente, ma avrebbe fortemente limitato le spese superflue (ristorante, abbigliamento non indispensabile, ecc.) mantenendo inalterata la spesa necessaria ( cibo per bambini, pannoloni per incontinenti, ecc.).</p>
<p>Cosa è successo invece? E&#8217; stato <strong>tagliato tutto del 10%</strong>, così gli utenti si sono visti bloccare la fornitura di farmaci e presidi sanitari indispensabili fino a fine anno (eravamo nell’autunno del 2008). Era necessario avere un manager per un’operazione di aritmetica così semplice?</p>
<p>Probabilmente per alcune riforme il tempo è ancora breve: <strong>certi cambiamenti hanno tempi più lunghi</strong>, ma ci sembra che <strong>manchino alcune condizioni necessarie </strong>perché le riforme si realizzino:</p>
<p>1. La <strong>nomina politica di manager e primari.</strong> I precedenti manager sono stati tutti cambiati, ma molti direttori sanitari da essi nominati hanno perlopiù cambiato sede ma non incarico. Questo certamente non li rende autonomi e pienamente responsabili nelle loro scelte.</p>
<p>E&#8217; noto, ad esempio, che quattordici su diciassette manager della sanità siciliana sono riconducibili alla maggioranza di governo regionale. E poi, la scelta dei primari da parte dei direttori ha migliorato l’offerta sanitaria?</p>
<p>2. Continuano ad essere <strong>esternalizzati molti servizi </strong>che potrebbero essere svolti in proprio, così come si è fatto con il taglio per le consulenze.</p>
<p>Perché, ad esempio, si continua a <strong>esternalizzare l’offerta per prenotare le visite specialistiche</strong>, con costi sicuramente maggiori, quando al proprio interno vi sono le risorse per gestire in modo adeguato questo servizio? E siamo sicuri che l’<strong>affidamento del servizio di pulizia</strong> così come quello dell’<strong>assistenza informatica e tecnica</strong> a <strong>ditte esterne</strong> sia più conveniente? Vogliamo vedere quanto si spende e quanto costerebbe se svolto in proprio?</p>
<p>3. La <strong>disomogenea distribuzione delle aziende sul territorio regionale</strong> (alcune ASP con 200.000 abitanti, altre con oltre 1 milione). Anche se è vero che limitare a una per provincia le aziende territoriali ha permesso di bloccare le numerose proposte di eccezioni. Solo per Catania si parlava di prevedere tre aziende, per differenziare il territorio di Bronte e quello calatino.</p>
<p>4. Il <strong>mancato raccordo tra le aziende territoriali e le aziende ospedaliere </strong>con obiettivi non sempre conciliabili.</p>
<p>5. La difficoltà di <strong>redistribuire sul territorio l’offerta ospedaliera </strong>che vede sovrabbondanza di presidi nelle grandi città e carenza nelle zone periferiche e montane.</p>
<p>Le <strong>critiche all’operato dell’Assessorato</strong> sono tante, a volte funzionali ad interessi particolari, altre volte, però, ci sembra che le questioni sollevate abbiano qualche ragione di fondo. Una <strong><a href="http://www.ildito.it/a_3378" target="_blank">proposta di legge di iniziativa popolare</a></strong><a href="http://www.ildito.it/a_3378" target="_blank"> </a>, ad esempio, tendente a riformare la legge regionale 5 del 2009, è stata recentemente presentata, a Caltagirone, da PD, Italia dei valori, Sinistra, ecologia e libertà e dai principali sindacati.</p>
<p>L&#8217; obiettivo è quello di <strong>raccogliere le firme</strong>, entro i 90 giorni stabiliti dalla legge,  per una proposta che mira a <strong>ridurre i margini di discrezionalità</strong> , da parte del governo regionale, nella scelta di manager e primari, e l&#8217; <strong>istituzione di una seconda azienda sanitaria</strong> locale nelle province di Palermo, Catania e Messina.</p>
<p>Il senatore<strong> I. Marino</strong>, che ha chiuso i lavori della conferenza di presentazione, ha proposto, ad esempio, che sia una commissione di cinque tecnici provenienti da regioni diverse a valutare la carriera dei primari e che i direttori generali siano nominati da un albo nazionale sulla base del loro curriculum.</p>
<p>A noi interessa solo che la lottizzazione delle nomine abbia fine e che il mantenimento di strutture sanitarie non sia utile al consolidamento di forme clientelari di potere politico o  solo a chi in esse lavora, ma soprattutto ai <strong>bisogni di salute reali dei siciliani</strong>.</p>
<p>Leggi anche l&#8217;articolo di Vincenzo Borruso su <a href="http://www.piolatorre.it/asudeuropa/" target="_blank">Asudeuropa</a> (pag. 10 del numero del 31/05/2010).</p>
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		<title>Sicurezza e lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 03:10:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[3 milioni e mezzo di euro all’anno per tre anni (2010-2012) sarà il costo del Piano regionale per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che prevede il potenziamento sia delle attività di controllo e vigilanza nei luoghi di lavoro, che di quelle finalizzate ad attività di informazione, formazione, comunicazione e diffusione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12274" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><a rel="attachment wp-att-12274" href="http://www.argo.catania.it/2010/05/15/sicurezza-e-lavoro/morti-sul-lavoro-3/"><img class="size-medium wp-image-12274" title="morti-sul-lavoro" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/morti-sul-lavoro-252x300.jpg" alt="morti-sul-lavoro" width="252" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">www.nogaraonline.net/.../11/morti-sul-lavoro.jpg</p></div>
<p><strong>3 milioni e mezzo di euro</strong> all’anno per tre anni (2010-2012) sarà il costo del <strong><a href="http://www.raffaelelombardo.it/tag/massimo-russo/" target="_blank">Piano regionale per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro</a></strong>, che prevede il potenziamento sia delle attività di <strong>controllo</strong> e <strong>vigilanza</strong> nei luoghi di lavoro, che di quelle finalizzate ad attività di <strong>informazione</strong>, <strong>formazione,</strong> comunicazione e <strong>diffusione della cultura e sicurezza</strong>.</p>
<p>Lo stanziamento consentirà l’impiego di <strong>79 nuovi professionisti</strong> tra <strong>medici,</strong> <strong>ingegneri</strong> e <strong>tecnici della prevenzione</strong> che saranno distribuiti nelle 9 ASP siciliane.</p>
<p>Le azioni previste saranno sviluppate in tre specifici piani di prevenzione: il piano regionale di prevenzione in <strong>edilizia </strong>(Pre), il piano regionale di prevenzione in <strong>agricoltura</strong> (Pra) e il piano regionale di prevenzione per <span id="more-12272"></span>l’emersione delle<strong> malattie professionali</strong> (MalProf). La realizzazione dei piani sara’ affidata alle <strong>Asp</strong>, con il coordinamento dell’apposito servizio dell’assessorato diretto da Antonio Leonardi</p>
<p>Dall’informativa divulgata attraverso il sito del <a href="http://www.raffaelelombardo.it/" target="_blank">Presidente della Regione </a>non appare chiaro con quale <strong>criterio</strong> verranno individuati i 79 professionisti, mentre sembra che siano presenti nel piano gli <strong>obiettivi legati agli standard di sicurezza</strong> sul lavoro.</p>
<p>Dai dati dell’<strong>INAIL </strong>del <strong>2008 </strong>In Sicilia sono stati denunciati <strong>35.590 infortuni sul lavoro</strong>, di cui 30.209 relativi al settore industria e servizi, 2.709 dell&#8217;agricoltura e 2.672 dei dipendenti dello Stato. Nel 2008 sono stati denunciati <strong>76 casi di infortuni mortali</strong> a fronte dei 77 del 2007. In particolare, sono stati registrati 11 casi mortali in agricoltura, 64 nell&#8217;industria e servizi e 1 tra i dipendenti dello Stato.</p>
<p>Ci aspettiamo di sapere quali sono gli indicatori individuati per poter – alla fine del triennio – valutare l’efficacia dell’intervento del Piano.</p>
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		<title>Russo, Sise, Seus, la sarabanda del 118.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 03:04:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;assessore regionale Massimo Russo, adesso sarà finalmente utile l&#8217;acquisto delle nuove ambulanze, deciso nel lontano 2005 dall&#8217;ex presidente della Regione Cuffaro e dalla sua giunta e contestato dalla Corte dei conti per quei 39 milioni, euro più euro meno, che non sarebbero serviti a migliorare il servizio bensì solo ad assumere 2500 autisti soccorritori. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l&#8217;assessore regionale <strong>Massimo Russo</strong>, adesso sarà finalmente utile l&#8217;acquisto delle <strong>nuove ambulanze</strong>, deciso nel lontano 2005<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/ambulanza_118.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-11850" title="ambulanza_118" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/ambulanza_118.jpg" alt="ambulanza_118" width="300" height="225" /></a> dall&#8217;ex presidente della Regione <strong>Cuffaro </strong>e dalla sua giunta e contestato dalla <strong>Corte dei conti </strong>per quei <strong>39 milioni</strong>, euro più euro meno, che non sarebbero serviti a migliorare il servizio bensì solo ad assumere <strong>2500 autisti soccorritori</strong>.</p>
<p>Secondo Russo, attuale assessore per la Salute, adesso, appunto, con l&#8217;allargamento dei compiti del <strong>118 </strong> &#8220;il numero dei dipendenti della nuova societa&#8217; non sara&#8217; certamente spropositato come in passato, bensi&#8217; adeguato al <span id="more-11835"></span>nuovo modello organizzativo&#8221;. Almeno in passato &#8220;spropositato&#8221; quindi lo era. E ora? I problemi sono davvero finiti? No a giudicare da quello che scrive la redazione di Palermo di <strong>Repubblica</strong>. C&#8217;è stato, intanto, fino a pochi giorni fa, un braccio di ferro tra l&#8217;assessorato alla Sanità e la <strong>Sise</strong>, società della <strong>Croce rossa</strong> che ha gestito fino ad oggi il servizio e un contenzioso milionario tra Cri e Regione. Adesso pare, ambedue sarebbero superati da un accordo siglato dall&#8217;assessorato della Salute, dalla Sise e dalla <strong>Seus</strong>, la nuova società di gestione del 118, interamente della Regione, che dovrebbe subentrare a <strong>giugno</strong>. Rimangono però alcuni punti oscuri legati al costo dell&#8217; affitto dei <strong>ponti radio</strong> della Croce rossa, e all&#8217;assunzione da parte della Seus di molti dipendenti con la fedina penale sporca. Questo per il futuro. Per il passato <strong>sprechi e malgoverno</strong> avrebbero caratterizzato la gestione del servizio.</p>
<p>Intanto La Corte dei Conti ha notificato <strong>&#8220;inviti a dedurre&#8221;</strong>, cioe&#8217; a giustificare le loro scelte, all&#8217;ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, a tutti gli assessori della sua giunta e a sette componenti della commissione Sanita&#8217; dell&#8217;Ars. &#8220;La scelta del governo e quindi della commissione Sanita&#8217; dell&#8217;Ars di incrementare mezzi e personale non era funzionale a migliorare il servizio bensi&#8217; a risolvere problemi occupazionali&#8221;. Ma si trattava di <strong>occupazione </strong>o di <strong>clientelismo</strong>?</p>
<p><a href="http://sicilianews24.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=14381:mala-sanita-118-in-sicilia-avrebbe-causato-danno-erariale-per-39-milioni&amp;catid=418" target="_blank">Mala Sanità, 118 in Sicilia avrebbe causato danno erariale per 39 milioni</a> su Sicilianews24 del 07/04/10</p>
<p><a href="http://sicilianews24.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=14462:dal-primo-giugno-seus-gestira-il-servizio-118&amp;catid=375" target="_blank">Dal primo giugno Seus gestira&#8217; il servizio 118</a> su Sicilianews24 del 10/04/10</p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/28/ottocento-esuberi-nel-nuovo-118.html" target="_blank">Ottocento esuberi nel nuovo 118</a> su Repubblica, Palermo</p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/30/regione-verso-la-proroga-del-servizio-118.pa_015regione.html" target="_blank">Regione verso la proroga del servizio 118</a> su Repubblica, Palermo del 30/03/10</p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/31/servizio-118-prorogata-la-convenzione.html" target="_blank">Servizio 118, prorogata la convenzione</a> su Repubblica, Palermo del 31/03/10</p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/07/assenteismo-straordinari-record-il-libro-nero-del.html" target="_blank">Assenteismo e straordinari record il libro nero del servizio di emergenza</a> su Repubblica Palermo del 07/04/10</p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/11/via-al-trasferimento-del-personale-parte-giugno.html" target="_blank">Via al trasferimento del personale, parte a giugno il nuovo 118</a> su Repubblica, Palermo dell&#8217;11/04/10</p>
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		<title>Posto letto in ospedale cercasi</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/04/12/posto-letto-in-ospedale-cercasi/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 03:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[riforma sanitaria]]></category>
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		<description><![CDATA[L’assessore Russo continua la sua riforma del sistema sanitario siciliano attraverso la rimodulazione della rete ospedaliera. I principi che enuncia sono pienamente condivisibili, ma aspettiamo la realizzazione concreta per valutarne l&#8217;efficacia. Sono già trascorsi 15 anni da quando è stata avviata la precedente riforma sanitaria che ha visto l’estinguersi di circa 60 UU.SS.LL. per dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11765" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-11765" href="http://www.argo.catania.it/2010/04/12/posto-letto-in-ospedale-cercasi/postiletto/"><img class="size-full wp-image-11765 " title="postiletto" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/04/postiletto.jpeg" alt="http://nuovosoldo.wordpress.com/2009/11/03/indagine-sugli-ospedali-messinesi/" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">http://nuovosoldo.wordpress.com/2009/11/03/indagine-sugli-ospedali-messinesi/</p></div>
<p>L’assessore Russo continua la sua <strong>riforma del sistema sanitario</strong> siciliano attraverso la <strong>rimodulazione della rete ospedaliera</strong>. I principi che enuncia sono pienamente condivisibili, ma aspettiamo la realizzazione concreta per valutarne l&#8217;efficacia.</p>
<p>Sono già trascorsi 15 anni da quando è stata avviata la precedente riforma sanitaria che ha visto l’estinguersi di circa <strong>60 UU.SS.LL.</strong> per dare vita a <strong>9 aziende sanitarie territoriali e a 17 aziende ospedaliere</strong>.</p>
<p>Ma neanche questa seconda riforma ha raggiunto i suoi obiettivi,  per almeno due motivi. Le 9 aziende sanitarie infatti <span id="more-11764"></span><strong>non sono state messe in grado di riorganizzare l’offerta sanitaria a dimensione provinciale e soprattutto in chiave aziendale</strong>, mantenendo spesso modalità operative e gestionali poco efficienti.</p>
<p>Le aziende ospedaliere, da parte loro, <strong>non sono state capaci di coordinarsi né tra di loro né con l’offerta ospedaliera delle aziende territoriali</strong>, lasciando persistere ad esempio duplicazioni utili solo a mantenere lo status quo.</p>
<p>Cosa ci garantisce oggi che questa <strong>nuova rimodulazione</strong> risponda a giusti interessi? Le proteste che ogni giorno leggiamo sui giornali da parte di comitati a <strong>difesa di piccoli ospedali, con bacini di utenza ristretti,</strong> sono solo dettate da interessi localistici o rivendicano giuste esigenze?</p>
<p>Vero è che sono spesso inadeguati a <strong>far fronte a vere emergenze</strong> – salvo casi eccezionali di vere eccellenze –<strong> </strong>, così come è vero che le difese tendono, da parte degli ineteressati, anche a voler <strong>garantire la continuazione dell&#8217;attività lavorativa nel proprio comune di residenza.</strong></p>
<p>Ma è altrettanto vero che non si può avere l&#8217;<strong>offerta ospedaliera, </strong>capace di rispondere a ogni tipo di emergenza e complessità, <strong>concentrata solo nel capoluogo.</strong></p>
<p>A rendere più complessa la situazione è la miope politica dei decenni precedenti relativamente alla progettazione e costruzione dei <strong>nuovi ospedali</strong>, per niente funzionali alla rimodulazione. Ne sono un esempio gli ospedali di <strong>Acireale</strong>, <strong>Giarre</strong> e <strong>Lentini</strong> (nuovi perché resi operativi di recente, ma progettati e con avvio dei lavori risalenti a diversi decenni addietro), senza parlare del costruendo <strong>Ospedale San Marco</strong>, a sud di Catania (che dovrebbe sostituire il Vittorio Emanuele), progettato negli anni &#8217;80, su terreni di <strong>Ciancio</strong>.</p>
<p>Avrebbe, invece, avuto più senso un nuovo ospedale nella zona di <strong>Bronte</strong>, dove i <strong>lavori di ristrutturazione</strong> del vecchio ospedale (comunque inadeguato per la collocazione all&#8217;interno del centro cittadino e per la tipologia strutturale) sembrano non avere mai fine. Ma allo stato dei fatti, con tre grandi poli cittadini (Garibaldi, Policlinico, Cannizzaro) e 3 medio-grandi ospedali nella provincia (Caltagirone, Acireale, Giarre) è veramente necessario spendere denaro pubblico per un altro ospedale nel capoluogo cittadino?</p>
<p>Ci si ciede infine se è legittimo voler tagliare il pubblico senza toccare gli <strong>interessi della sanità privata</strong>. E’ sufficiente dire che i finanziamenti destinati ai privati non saranno superiori a quelli del 2009? Non occorre anche nel privato accreditato rivedere l’offerta ospedaliera e fare in modo che si coordini e integri con quella pubblica?</p>
<p>Leggi gli articoli su <a href="http://www.laperiferica.it/Sanita-in-Sicilia-definita-la.html?1394" target="_blank">La periferica </a>e su <a href="http://www.italiainformazioni.com/giornale/salute/84166/piano-riorganizzazione-degli-ospedali-direttore-dellasp3-funzionale-bisogni-salute-cittadini.htm" target="_blank">ItaliaInformazioni</a></p>
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		<title>Consulenze in sanità: esperti o sanguisughe?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[ASP]]></category>
		<category><![CDATA[Assessorato Regionale Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[consulenze]]></category>
		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Legge regionale n. 5 del 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Russo]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel vedere gli elenchi delle consulenze nella sanità si constata che neanche dopo il divieto disposto per legge regionale è venuta meno una modalità che spesso è servita ad elargire favori o collocare propri fedelissimi nelle direzioni strategiche. Navigando tra i siti delle 9 Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) della Sicilia abbiamo constatato che in alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10761" href="http://www.argo.catania.it/2010/02/26/consulenze-in-sanita-esperti-o-sanguisughe/20081011-sanita/"><img class="alignright size-medium wp-image-10761" title="20081011-sanita" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/20081011-sanita-300x257.jpg" alt="20081011-sanita" width="300" height="257" /></a>Nel vedere gli elenchi delle consulenze nella sanità si constata che neanche dopo il divieto disposto per legge regionale è venuta meno una modalità che spesso è servita ad <strong>elargire favori o collocare propri fedelissimi</strong> nelle direzioni strategiche.</p>
<p>Navigando tra i siti delle 9 Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) della Sicilia abbiamo constatato che in alcuni gli <strong>elenchi dei consulenti</strong> sono aggiornati al 2010 (<a href="http://www.aspct.it/comunicazione/consulenze/" target="_blank">Catania</a> e <a href="http://www.asltrapani.it/delibere.php?tipo=4" target="_blank">Trapani</a>), in altri sono aggiornati al 2009 (<a href="http://www.ausl4enna.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=10&amp;Itemid=22 " target="_blank">Enna</a> e <a href="http://www.asp.sr.it/media/download/elenco_2009.pdf" target="_blank">Siracusa</a>), nel sito dell&#8217;ASP di <a href="http://www.ausl2.caltanissetta.it/index.php?option=com_docman&amp;task=cat_view&amp;gid=25&amp;dir=DESC&amp;order=date&amp;limit=5&amp;limitstart=40" target="_blank">Caltanissetta</a> l&#8217;elenco è quello del 2008, mentre non siamo riusciti <span id="more-10737"></span>a trovare alcun elenco nei siti delle AA.SS.PP. di <a href="http://www.asl1ag.it/" target="_blank">Agrigento</a>, <a href="http://www.ausl5.messina.it/" target="_blank">Messina</a>, <a href="http://www.asppalermo.org/" target="_blank">Palermo</a> e <a href="http://www.ausl7.rg.it/" target="_blank">Ragusa</a>.</p>
<p>Un interessante articolo di Maria Francesca Fisichella, &#8220;<a href="http://www.quotidianodisicilia.it/stampa.php?id=2868" target="_blank">Dalle Asl spesi 12 milioni in consulenze</a>&#8220;, su www.quotidianodisicilia.it, analizza i <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/pdf/12gen2010_sicilia.pdf" target="_blank">dati pubblicati sul sito della Funzione pubblica</a>, che però sono relativi al 2008 e di difficile consultazione, non solo per il numero di pagine (oltre 2000), ma per una carente modalità di interrogazione informatica. Non ultimo l&#8217;<strong>assenza di dati</strong> relativi ad alcune Aziende (Agrigento e Ragusa).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10765" href="http://www.argo.catania.it/2010/02/26/consulenze-in-sanita-esperti-o-sanguisughe/consulenze-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-10765" title="consulenze" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/consulenze.jpg" alt="consulenze" width="247" height="260" /></a>La riforma sanitaria in Sicilia, attraverso l&#8217;articolo 21 (<strong>Divieto di esternalizzazione di funzioni</strong>) della <a href="http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g09-17o/g09-17o.html" target="_blank">L.R. 5 del 2009</a>, ha sancito che &#8220;E&#8217; fatto divieto alle Aziende del Servizio sanitario regionale ed agli enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o con consulenze esterne l&#8217;espletamento di funzioni il cui esercizio rientra nelle competenze di uffici o di unità operative aziendali&#8221;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10762" href="http://www.argo.catania.it/2010/02/26/consulenze-in-sanita-esperti-o-sanguisughe/corte_dei_conti/"><img class="size-thumbnail wp-image-10762 alignright" title="corte_dei_conti" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/corte_dei_conti-150x150.jpg" alt="corte_dei_conti" width="150" height="150" /></a>Il successivo comma, però, permette di <strong>derogare</strong> al divieto solo nei casi di <strong>comprovata necessità</strong>, con provvedimento motivato che determini preventivamente (<a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/01165dl.htm" target="_blank">art. 7 Dlgs 165/2001</a>) durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione, da sottoporre alla <strong>preventiva approvazione </strong>dell&#8217;Assessorato regionale della sanità e da comunicare successivamente alla Corte dei conti.</p>
<p>Vogliamo concludere con un auspico che vuole essere un invito all&#8217;Assessore regionale M. Russo: attivare un <strong>controllo</strong> delle spese sanitarie che hanno come soggetti destinatari esterni per verificare:</p>
<ol>
<li>delibere di spesa per consulenze mascherate al fine di evitare la preventiva autorizzazione dell&#8217;Assessorato;</li>
<li>delibere di spesa senza che sia esplicitata la preventiva autorizzazione dell&#8217;Assessorato (vedi a caso una <a href="http://www.asltrapani.it/download/incarico_grammatico.PDF" target="_blank">delibera</a>).</li>
</ol>
<p>Per saperne di più vedi le precisazioni contenute nella recente  <a href="http://www.regione.sicilia.it/sanita/media/UserFiles/File/S35C_310021813450.pdf" target="_blank">nota assessoriale del 18/02/2010</a>.</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di Maria Francesca Fisichella in archivio: <a rel="attachment wp-att-10758" href="http://www.argo.catania.it/2010/02/26/consulenze-in-sanita-esperti-o-sanguisughe/consulenze-asl/">Consulenze ASL</a></p>
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