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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; mobilità ciclistica</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Consulente, quanto mi costi?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 03:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[150.000.000 di euro è il costo delle consulenze nella Pubblica amministrazione siciliana nel 2009. E’ aumentato, rispetto al 2008 (+4,5%), il numero degli incarichi conferiti (14.169). Non sappiamo tuttavia se questo numero sia dovuto all’aumento degli Enti che hanno comunicato i loro dati rispetto all’anno precedente (+28%), perché sul sito del Ministero manca il dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TOk3CKGJ24I/AAAAAAAABkY/NlOV96XSfDg/s128/trasparenza_pa.png" alt="" width="128" height="89" />150.000.000 di euro</strong> è il costo delle <strong>consulenze</strong> nella Pubblica <strong>amministrazione siciliana</strong> nel <strong>2009</strong>. E’ aumentato, rispetto al 2008 (<strong>+4,5%</strong>), il numero degli <strong>incarichi conferiti</strong> (<strong>14.169</strong>). Non sappiamo tuttavia se questo numero sia dovuto <span id="more-16375"></span>all’aumento degli Enti che hanno comunicato i loro dati rispetto all’anno precedente (+28%), perché sul <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/lazione-del-ministro/operazione-trasparenza/anagrafe-delle-prestazioni/presentazione.aspx" target="_blank">sito del Ministero</a> manca il dato disaggregato che differenzia le assenze di conferimenti dalle omesse dichiarazioni.</p>
<p>Se confrontiamo i dati del Governo con quello che abbiamo letto sulla <strong>requisitoria della Corte dei Conti </strong>(<a href="http://www.argo.catania.it/2010/09/27/corte-dei-conti-numeri-per-fotografare-la-realta/" target="_blank">vedi su Argo</a>) in Sicilia abbiamo seri motivi di preoccupazione circa l’incremento esponenziale della spesa relativa agli <strong>incarichi nella Sanità</strong>: rispetto al 2008 sono quasi <strong>raddoppiati</strong> sia i <strong>compensi</strong> (da 7 milioni a 13 milioni), sia gli <strong>incarichi conferiti</strong> (da 651 a 1065).</p>
<p>E questo è ancora più grave se si pensa che la <strong>legge di riforma della sanità</strong> regionale dell’aprile 2009 ha stabilito che da settembre dello stesso anno le nuove aziende sanitarie non avrebbero potuto conferire <strong>consulenze</strong> se non <strong>autorizzate dall’Assessore regionale</strong> e solo dopo aver dimostrato che non era possibile usufruire delle competenze del personale interno. E’ stato l’ultimo colpo di coda dei precedenti direttori generali o, nonostante le leggi, le “abitudini” non sono cambiate?</p>
<p>Scorrendo le <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/media/587606/sicilia.pdf" target="_blank">oltre 2000 pagine</a> leggiamo che vi sono molte <strong>consulenze legali e tecniche</strong>, ma leggiamo anche che, ad esempio, il <strong>Comune di Catania </strong>ha conferito <strong>due incarichi per la mobilità ciclistica</strong>, uno per il progetto (<strong>45.000 euro</strong>) e l’altro per il coordinamento/direzione lavori (<strong>50.000 euro</strong>). Poiché al 31 dicembre di quest’anno le consulenze avranno termine, vorremmo avere chiari <strong>riscontri</strong> sul lavoro svolto: magari vedere delle <strong>piste ciclabili nella nostra città</strong>!</p>
<p>Da <a href="http://www.piolatorre.it/asudeuropa/" target="_blank">A Sud’Europa (anno 4 n. 39)</a> leggiamo: “I <strong>303.871 incarichi conferiti a livello nazionale</strong> sono costati alle amministrazioni italiane <strong>1 miliardo 439 milioni di euro</strong>, con una spesa in aumento del 10% rispetto all’anno precedente.</p>
<p>Sono i <strong>Comuni della provincia di Catania i più “spendaccioni”</strong> in tema di consulenze. Oltre <strong>4 milioni di euro</strong> spesi nel corso del 2009. I comuni catanesi sono davanti a quelli della provincia di Trapani, con 3,5 milioni di euro e a quelli del palermitano, con 3,3 milioni.</p>
<p>Sul dato, va detto, influiscono i 64 comuni della provincia di Messina e e i 53 comuni della provincia di Palermo che non hanno ancora comunicato i dati relativi agli incarichi esterni assegnati&#8221; (a Catania sono 27).</p>
<p>L’unica tra le grandi città a non aver fornito i dati al Ministero è Messina. <strong>Ragusa</strong> invece primeggia con <strong>575.000 euro </strong>spesi in consulenze, seguita a poca distanza da <strong>Catania con 563.000</strong> e da Palermo con 277.000. <strong>Ultima è Enna </strong>che ha messo a bilancio <strong>appena 624 euro</strong>.</p>
<p>E tutto questo <strong>ad ogni cittadino siciliano costa in media 214 euro l&#8217;anno</strong>.</p>
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		<title>Miracolo a Catania?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 03:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime scene di “Miracolo a Milano” le biciclette servivano ai protagonisti per muoversi, finalmente, in direzione di un mondo migliore. Nelle più importanti città europee l’attenzione verso questo mezzo di trasporto è in continua crescita. Ciò significa piste ciclabili, cicloposteggi e sviluppo di campagne di sensibilizzazione, soprattutto verso gli automobilisti “distratti”. Apparentemente tutti concordano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/PISTA-CICLABILE_S.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8596" title="PISTA CICLABILE_S" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/PISTA-CICLABILE_S-300x213.jpg" alt="PISTA CICLABILE_S" width="300" height="213" /></a>Nelle ultime scene di “Miracolo a Milano” <strong>le biciclette</strong> servivano ai protagonisti per muoversi, finalmente, in direzione di un mondo migliore. Nelle più importanti <strong>città europee</strong> l’attenzione verso questo mezzo di trasporto è <strong>in continua crescita</strong>. Ciò significa piste ciclabili, cicloposteggi e sviluppo di campagne di sensibilizzazione, soprattutto verso gli automobilisti “distratti”.</p>
<p>Apparentemente tutti concordano sull’opportunità e sulla necessità di incentivare la <strong>mobilità sostenibile</strong>. Anche Catania vuole partecipare al “miracolo”. A novembre 2009 è stato <span id="more-8585"></span>firmato, dal <strong>Comune di Catania</strong>, dalla Provincia Regionale e dal C.S.A. (Provveditorato agli Studi), un protocollo di intesa per  realizzare il progetto  “<strong>Promozione della mobilità ciclistica: Scuola in bici</strong>” , finanziato &#8211; con <strong>un milione di Euro</strong> &#8211; dal Ministero dell’Ambiente.</p>
<p>Il progetto prevede una serie di azioni integrate per promuovere, tra gli <strong>studenti e il personale docente e non</strong> docente di circa venti Istituti superiori di II grado, la mobilità sostenibile e a <strong>basso impatto ambientale</strong>.<br />
Sul Corriere del Sud on line si può leggere: “L’ intervento individua negli <strong>alunni</strong> (con età variabile tra 14 e 18) anni il target cui indirizzare il progetto: questo prevede azioni e servizi come una campagna di sensibilizzazione e comunicazione ; seminari tematici, raccolta e analisi dati sulle abitudini di <strong>mobilità scuola-casa</strong> di studenti e personale docente; attività di alfabetizzazione alla mobilità sostenibile. Inoltre è prevista una fornitura e la realizzazione del servizio di <strong>Bike Sharing</strong> mediante l’acquisto di 150 biciclette personalizzate a pedali, 100 bici elettriche a pedalata assistita, 19 totem da collocare nelle stazioni di distribuzione, 250 cicloposteggi singoli e 19 stazioni di distribuzione dei mezzi a due ruote. Il servizio di Bike Sharing è totalmente gratuito”.</p>
<p>Si concretizzerà il “miracolo”? Una prima <strong>contestazione</strong> è mossa da Massimo Mingrino (responsabile politiche comunali del PdCI): “In una città come Catania devastata da un <strong>traffico caotico</strong> che mette a repentaglio l’incolumità di pedoni e ciclisti ci vogliono raccontare la fiaba dell’incentivo della bici. E poi, <strong>un milione  di Euro per 250 biciclette? </strong>Questo significa spendere 4.000 a bici. E se invece usassimo 150 bici da città a 300 cadauna? La spesa sarebbe di 45.000; mettiamo altre mille a unità per delle ottime bici elettriche, che moltiplicate per 100 fa centomila, il totale parco bici <strong>avrebbe un costo di 145.000 </strong>Euro. Dove diavolo finiscono i <strong>rimanenti 855.000</strong>”?<br />
Ma, soprattutto, vista la quasi <strong>totale assenza di piste ciclabili</strong> che senso ha tutto questo? Chi scrive va regolarmente al lavoro in bici e conosce bene le  notevoli difficoltà per poter utilizzare “in sicurezza” un tale mezzo. Se l’obiettivo del progetto non è quello di <strong>incentivare gli incidenti</strong>, proponiamo di avviarlo solo a patto di un chiaro impegno, con tempi certi di realizzazione, rispetto  alla costruzione delle piste.</p>
<p>Purtroppo, né i fatti del passato, né  la cronaca recente invitano all’ottimismo. C’è, infatti, da meditare su quanto pubblicato il 2/04/2007 in un <strong>sito della Unione Europea</strong> (Panorama europeo – Notizie dagli Stati membri): “<strong>Entro la fine del 2007</strong> Catania avrà la prima pista ciclabile. Una spesa di tre milioni di euro per un percorso complessivo di 4,5 km. Per la realizzazione del progetto sono stati <strong>stanziati 3 milioni di euro</strong>, di cui 1mln è finanziato dai fondi della Comunità europea, 1mln dalla Regione e 1mln dal Comune. Il progetto di costruzione del percorso ciclabile è stato presentato lo scorso 1° febbraio dall’assessore ai Lavori pubblici Filippo Drago in una conferenza stampa. In quella sede tutti i presenti, tra cui il progettista Marina Galeazzi, il direttore dei lavori Ugo Mirone ed il tecnico dell’Istica Cecos Dario Consoli, hanno posto l’accento sull’importanza dell’intervento che, una volta concluso, contribuirà a modernizzare la città”. <strong>Una volta concluso, appunto</strong>.</p>
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