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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Numonyx</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Catania, facciamo luce sul fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 03:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà davvero un&#8217;occasione di sviluppo per Catania la joint venture tra Enel, Sharp ed ST, nata il 4 gennaio 2010? Si è parlato  innanzi tutto di nuove assunzioni e questa prospettiva ha suscitato molte speranze in una terra, come la nostra, che ha fame di lavoro. In realtà l&#8217;occupazione prevista dall&#8217;accordo (a regime 250 persone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/fotovoltaico.gif"><img class="size-medium wp-image-10389 alignright" title="fotovoltaico" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/fotovoltaico-236x300.jpg" alt="fotovoltaico" width="236" height="300" /></a></p>
<p>Sarà davvero un&#8217;occasione di sviluppo per Catania la <strong>joint venture tra Enel, Sharp ed ST,</strong> nata il 4 gennaio 2010? Si è parlato  innanzi tutto di nuove assunzioni e questa prospettiva ha suscitato molte <strong>speranze</strong> in una terra, come la nostra, che ha fame di lavoro.</p>
<p>In realtà l&#8217;<strong>occupazione</strong> prevista dall&#8217;accordo (a regime 250 persone, più altrettante nell&#8217;indotto), non è detto che comporti nuove assunzioni.</p>
<p>Da tempo in ST si parla di <strong>chiudere</strong> una delle due linee di produzione (la L1). La domanda non manca ma è più vantaggioso produrre in Asia, dove la manodopera costa meno. Per questo motivo alcuni stabilimenti negli USA sono stati già chiusi.</p>
<p>A Catania non è ancora accaduto, ma<span id="more-10324"></span> il <strong>modulo M6,</strong> che avrebbe dovuto produrre memorie su wafer di silicio da 300 mm di diametro e assumere più di mille addetti, è rimasto inutilizzato. Doveva essere uno stabilimento all&#8217;avanguardia, ma <strong>non è diventato operativo</strong> nemmeno dopo la <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Numonyx_dossier_fiom.pdf" target="_blank">costituzione della società Numonyx </a>(altra jont venture tra ST, Intel e Francisco Partners).</p>
<p>Nell&#8217;accordo con Sharp ed  Enel la St ha portato come capitale proprio il modulo M6, recuperando l&#8217;investimento già fatto per costruirlo e trovando una <strong>possibile collocazione</strong> non solo per i lavoratori Numonyx ma anche per quelli della linea L1 nel caso che si decidesse davvero di chiuderla. Di nuove, temporanee assunzioni si parla solo per il periodo di allestimento, per il quale sono previste dal <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Fotovoltaico_Piano_3SUN.pdf" target="_blank">Piano ufficiale</a> da quattrocento  a cinquecento persone.</p>
<p>Il nuovo accordo ha suscitato entusiasmi anche perchè si spera che riporti Catania a quei livelli di <strong>sviluppo tecnologico</strong> che avevano fatto parlare, anni addietro, di <strong>Etna Valley</strong>. Ma anche qui le perplessità sono tante.</p>
<p>La Sharp è proprietaria di una <strong>tecnologia a film sottile</strong>, chiamata a tripla giunzione, molto promettente. I pannelli hanno un&#8217;efficienza del 12%, inferiore a quella dei pannelli di silicio cristallino, ma con il vantaggio di un costo inferiore. Si tratta di una tecnologia adatta  alle grandi aree e quindi di utilizzo conveniente per la realizzazione di <strong>Solar farm</strong> (centrali solari) e non per i tetti di casa nostra. Ma la Sharp (multinazionale giapponese con sede ad Osaka) ha già i suoi centri di ricerca. Quanto all&#8221;Enel non si occupa della parte che attiene alla realizzazione dei pannelli ma piuttosto della loro installazione e della resa. L&#8217;attività di <strong>Conphoebus</strong>, centro di ricerche Enel, ospitato a Catania e  interamente dedicato alle fonti rinnovabili, è  incentrata sulla valutazione dei pannelli presenti sul mercato.</p>
<p>Quanto alla ST ha iniziato una propria attività di <strong>ricerca</strong> sul fotovoltaico, avvalendosi anche della collaborazione e del supporto dell&#8217;<strong>Università</strong> di Catania e del <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche.</strong><br />
Sappiamo infatti che produrre soluzioni realmente innovative necessita di tempo e di risorse e che, come affermano le<strong> RSU </strong>della St in un loro documento, che non a caso ha come  titolo <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/Fotovoltaico_documento_FIOM.pdf" target="_blank">Dubbi sul fotovoltaico</a>, “una produzione senza ricerca è destinata a finire miseramente”.</p>
<p>Sebbene la produzione di pannelli fotovoltaici sia di gran lunga <strong>meno complessa dei circuiti integrati</strong>, la concorrenza nel settore si sta facendo sempre più agguerrita, con la comparsa di nuovi materiali (ad es. il CIGS) o di soluzioni innovative particolarmente promettenti (come le celle di Graetzel). In questo panorama la Sharp potrebbe non essere particolarmente interessata a condividere il proprio know how e a produrre competenze che in futuro potrebbero trasformarsi in fastidiosa concorrenza. Fare ricerca in modo autonomo diventa quindi opportuno e lungimirante.</p>
<p>La prudenza, tuttavia, è d&#8217;obbligo. Quello che manca ancora per dire l&#8217;ultima parola sulla questione sono i <strong>piani industriali</strong>, sia della nuova società sia della ST. Solo allora potremo davvero capire  quali sono le reali possibilità offerte a Catania.</p>
<p>Per conoscere il punto di vista della CISL, vai al sito <a href="http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/Archivio_notizie/2010/Gennaio/info2050831102.htm" target="_blank">Conquiste del lavoro</a></p>
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		<title>StM-Numonyx: un futuro possibile</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 23:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
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		<description><![CDATA[Tratto da: Catania 1,6 miliardi di euro per Stm e Numonyx. Sarà il fotovoltaico a salvarle, in Quotidiano di Sicilia del 31 luglio 2009 Nebbia in Val Padana e sole splendente in Sicilia ? A giudicare dalle cifre riportate da R. Battiato in un articolo del 6 agosto sempre sul Quotidiano di Sicilia, sembrerebbe che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da: <a href="http://www.quotidianodisicilia.it/index.php?sez=articolo&amp;skip_interstitial=true&amp;id=1025" target="_blank">Catania 1,6 miliardi di euro per Stm e Numonyx. Sarà il fotovoltaico a salvarle</a>, in Quotidiano di Sicilia del 31 luglio 2009</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 0cm; LINE-HEIGHT: 11.8pt"><strong>Nebbia</strong> in Val Padana e <strong>sole</strong> splendente in Sicilia ?<img class="alignright size-full wp-image-5680" title="fotovoltaico2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/08/fotovoltaico2.jpg" alt="fotovoltaico2" width="135" height="76" /></p>
<p>A giudicare dalle cifre riportate da <a href="http://www.quotidianodisicilia.it/index.php?sez=articolo&amp;skip_interstitial=true&amp;id=1071" target="_blank">R. Battiato</a> in un articolo del 6 agosto sempre sul <strong>Quotidiano di Sicilia</strong>, sembrerebbe che le usuali previsioni del tempo siano una bufala.</p>
<p>La Sicilia produce infatti <span id="more-5674"></span>solo il 4,2% del <strong>fotovoltaico</strong> nazionale, a fronte dell&#8217;11,5 della Lombardia, dell&#8217;8,3 del Piemonte e dell&#8217;8,9 dell&#8217;Emilia-Romagna. E&#8217; vero che nell&#8217;utimo anno l&#8217;incremento degli impianti installati e dell&#8217;energia prodotta ha assunto un ritmo significativo, ma non tanto da recuperare il terreno perso.</p>
<p>Ma proprio in questi giorni è arrivata finalmente <strong>una buona notizia</strong> riguardante non solo questo fronte, ma quello dell&#8217;occupazione e della produzione industriale: <strong>un&#8217;intesa </strong>è stata firmata tra i Ministeri dello Sviluppo economico e dell&#8217;Università e le Regioni Sicilia e Lombardia  per il rilancio degli stabilimenti della St Microelectronics e Numonyx di Catania, con un investimento di 1,676 mld di euro.</p>
<p>Una parte di questo finanziamento servirà a rilanciare la tradizionale produzione di componentistica elettronica della più importante fabbrica catanese mentre un&#8217;altra servirà per avviare la <strong>realizzazione di celle e moduli fotovoltaici con elevati livelli di efficienza</strong>. Questa parte del progetto, reso possibile grazie alla collaborazione di Stm con Enel e Sharp, dovrebbe finalmente servire a dare una prospettiva concreta all&#8217;unità produttiva <strong>M6</strong> di Catania, da tempo completata nelle strutture ma praticamente inutilizzata, a salvare i 650 posti di lavoro già previsti per la Numonyx e ad incrementarli ulteriormente.</p>
<p>L&#8217;intesa prevede in particolare la realizzazione di due linee di produzione da 320 megawatt l&#8217;anno nel periodo 2009-2010 e programmi di ricerca e produzione di materiali e tecnologie avanzate per il miglioramento dell&#8217;efficienza energetica dei moduli fotovoltaici.</p>
<p>Se, come è nelle aspettative di tutti, il progetto dovesse funzionare, si prevede negli anni successivi un ulteriore incremento della capacità produttiva di questa nuova iniziativa industriale.</p>
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		<title>Nubi nere sull’Etna Valley</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 10:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninoinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
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		<description><![CDATA[Tratto da: Step1, 11/12/2008; R. Marilli e G. Nicotra, StM, “Lombardo, se ci sei, batti un colpo”. Ancora nuvole nere sulla situazione occupazionale di Catania. Anche la St Microelectronics sta diventando un ‘caso’. Il più importante insediamento industriale della città, polo catanese della multinazionale di componenti microelettronici, è entrato da tempo in una fase di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;, &quot;Times New Roman&quot;; color: #333333;"><span style="font-size: small;"><strong>Tratto da: </strong>Step1,<span style="mso-bidi-font-weight: bold;"> 11/12/2008; R. Marilli e G. Nicotra, <em><a href="http://www.step1.it/index.php?id=4918-stm-lombardo-se-ci-sei-batti-un-colpo" target="_blank">StM, “Lombardo, se ci sei, batti un colpo”.</a></em></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Ancora nuvole nere sulla situazione occupazionale di Catania. Anche la St Microelectronics sta diventando un ‘caso’. Il più importante insediamento industriale della città, polo catanese della multinazionale di componenti microelettronici, è entrato da tempo in una fase di stagnazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;, &quot;Times New Roman&quot;; color: #333333;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/st-m6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-448" title="st-m6" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/st-m6.jpg" alt="" width="200" height="120" /></a></span></span></p>
<p>Apparentemente sembra che le difficoltà riguardino la mancata apertura del modulo M6, costruito nel 2004 in massima parte con finanziamenti pubblici, successivamente ceduto assieme a 450 dipendenti alla Numonyx (società nata da un accordo fra Stm e Intel per produrre memorie veloci), la cui entrata in funzione è stata continuamente rinviata; adesso si parla del 2010. In questo momento è solo una scatola vuota perché <span id="more-447"></span>non sono stati fatti gli investimenti necessari per renderlo operativo.</p>
<p>Certo l’attuale crisi generale dei mercati non aiuta, ma pare che “dietro a questa battuta d’arresto si celi un più generale disimpegno di StM da Catania, a favore di altre realtà: il momento progettuale-decisionale si sposta sempre più a Nord, ad Agrate (in Lombardia) e Oltralpe (Grenoble), mentre la produzione parla cinese.” Da anni infatti l’azienda non ha un piano industriale credibile per la sua sede catanese mentre i vertici istituzionali, soprattutto della Regione, non sembrano scaldarsi più di tanto.</p>
<p>D’altra parte è difficile chiedere ad un’azienda di investire a Catania, ha dichiarato il direttore dello stabilimento etneo Carlo Marino, quando la situazione delle infrastrutture della zona industriale (strade scassate, servizi inesistenti, …) sembrano fatte apposta per scoraggiare le migliori intenzioni.</p>
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