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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; raccolta differenziata</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Riuso, quando la fantasia incontra l&#8217;ecologia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 05:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Originali, simpatiche e soprattutto ecologiche sono le borsette portate in dono dalla signora N., messicana, alla nuora catanese e alle altre donne della sua famiglia. Lavorate ad uncinetto con filo di cotone di vari colori, sono arricchite da “borchie” metalliche che -solo ad una attenta osservazione- si rivelano per quel che sono: linguette di lattine. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-_ikPBKCnXWI/TwWG9CiF2lI/AAAAAAAAI9s/5phLDQ-j1nw/s600/08%252520P1080671_2_e.jpg" alt="" width="288" height="216" />Originali, simpatiche e soprattutto <strong>ecologiche</strong> sono le borsette portate in dono dalla signora N., messicana, alla nuora catanese e alle altre donne della sua famiglia. Lavorate ad uncinetto con filo di cotone di vari colori, sono arricchite da “borchie” metalliche che -solo ad una attenta osservazione- si rivelano per quel che sono: <strong>linguette di lattine</strong>.</p>
<p><strong>Invece di buttarle vie</strong> la signora N. le raccoglie e poi confeziona le<span id="more-28903"></span> sue borsette, abbinando in modo creativo forme e colori. Riceve le linguette dalle amiche e dalle vicine di casa, le ha chieste persino ai passeggeri dell&#8217;aereo che l&#8217;ha condotta in Italia.</p>
<p>Senza sapere nulla delle <strong><a href="http://www.normativasanitaria.it/normsan-pdf/CEE/2009/27076_1.pdf" target="_blank">raccomandazioni dell&#8217;Unione Europea</a></strong>, sta realizzando una forma originalissima di riuso.</p>
<p>Il riuso o riutilizzo è collocato infatti al secondo posto della gerarchia dei rifiuti, nelle indicazioni del Parlamento Europeo. Al primo posto, sotto il nome di Prevenzione, c&#8217;è la <strong>riduzione</strong> del numero di rifiuti, la pratica più importante e purtroppo meno praticata.</p>
<p>Subito dopo viene indicato il <strong>riuso</strong> e solo al terzo posto il <strong>riciclo</strong>, che prevede il recupero dei materiali e il loro reinserimento nel processo produttivo. In pratica il riciclo presuppone la raccolta differenziata dei materiali (plastica, lattine, carta, vetro), la loro depurazione e trasformazione, al fine di utilizzarli come “materie prime seconde” nella realizzazione di altri oggetti.</p>
<p>E&#8217; un trattamento dei rifiuti più intelligente e meno dannoso per l&#8217;ambiente rispetto al buttar via nell&#8217;indifferenziata (che finisce in discarica), ma ha comunque un <strong>costo</strong>, economico e ambientale. La selezione e la trasformazione dei materiali avvengono infatti attraverso dei macchinari, che costano e che hanno bisogno di<strong> energia</strong>. E stiamo trascurando le spese e le emissioni necessarie per il trasporto&#8230;</p>
<p>Prima di conferire bottiglie, lattine e cartoni nei cassonetti della raccolta differenziata (gesto comunque di civiltà), chiediamoci se possiamo <strong>noi stessi</strong> riutilizzare quel rifiuto di cui stiamo per disfarci. Le possibilità sono tante, a partire da <strong>idee di facile e immediata realizzazione</strong> fino ad arrivare a esecuzioni più complesse e talora ricercate.</p>
<p>Possiamo cominciare a tagliare le bottiglie di plastica più resistente per realizzare contenitori per la cucina, a riutilizzare il retro dei fogli scritti o <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />stampati su un solo verso, a costruire cassetti aggiuntivi con scatole di cartone. Possiamo poi <strong>passare a utilizzi più creativi e originali</strong>, come già fanno molte persone che vivono anche a pochi chilometri da casa nostra, alle quali pensiamo di chiedere di parlarci della loro esperienza. E come ha fatto la signora N.</p>
<p>Sulle indicazioni del Parlamento europeo, leggi su Argo <a href="http://www.argocatania.org/2009/06/05/indicazioni-disattese/" target="_blank">Indicazioni disattese</a></p>
<p><object width="600" height="400" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" /><param name="flashvars" value="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F108735381137074930479%2Falbumid%2F5694105610375986721%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26authkey%3DGv1sRgCNH4v6Gg29L3_QE%26hl%3Dit" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /><embed width="600" height="400" type="application/x-shockwave-flash" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" flashvars="host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2F108735381137074930479%2Falbumid%2F5694105610375986721%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26authkey%3DGv1sRgCNH4v6Gg29L3_QE%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></object></p>
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		<title>Lezioni &#8220;teoriche&#8221; di differenziata</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 05:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ottima idea davvero quella di coinvolgere alcune scuole di Catania “in un progetto di eco-comunicazione sulla raccolta differenziata in città”. E che modo originale di impostarlo: studenti universitari saliranno in cattedra e spiegheranno ai ragazzini perchè e come differenziare! Al progetto dà diffusione il quotidiano cittadino e &#8211; già che c&#8217;è &#8211; approfitta dell&#8217;occasione per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima idea davvero quella di coinvolgere alcune scuole di Catania “in un progetto di <strong>eco-comunicazione sulla raccolta differenziata</strong> in città”. <img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-wjfCDTFZ1zY/TxntOW0FleI/AAAAAAAAJX8/SsQfPudqBck/s280/differenziata.jpg" alt="" width="280" height="181" />E che modo originale di impostarlo: studenti universitari saliranno in cattedra e spiegheranno ai ragazzini perchè e come differenziare!</p>
<p>Al progetto dà diffusione il quotidiano cittadino e &#8211; già che c&#8217;è &#8211; approfitta dell&#8217;occasione per offrire la giusta <strong>visibilità</strong> al sindaco, all&#8217;assessore, ai professori universitari e persino ai rappresentati dell&#8217;Ipi-Oikos, tutti citati con nome e cognome per<span id="more-29484"></span> essere intervenuti alla lezione inaugurale del corso di formazione rivolto ai futuri “maestri” di differenziata. Una bella <strong>vetrina</strong> davvero! E per giunta, questa volta, per una iniziativa che sembra finalmente affrontare il nodo dell&#8217;educazione ambientale. Sembra. Perchè c&#8217;è qualcosa che non quadra.</p>
<p><strong>Come</strong> faranno infatti ad insegnare la differenziata ai ragazzini degli istituti comprensivi? Belle <strong>parole</strong> e qualche power point? Non c&#8217;è bisogno di disturbare un noto detto tradizionale cinese (“se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo”), per chiedersi se non sarebbe stato meglio far sì che imparassero innanzi tutto dalla pratica.</p>
<p>Possibile che i responsabili della ditta e i docenti universitari abbiano letto <a href="http://www.argocatania.org/2011/11/05/raccolta-differenziata-tempistica-rovesciata/" target="_blank">il nostro articolo sulla tempistica rovesciata</a>? Ma in questo caso, in una ambiente &#8220;protetto&#8221; come la scuola, non dovrebbe essere difficile abituare gli alunni ad utilizzare gli appositi cassonetti innanzi tutto nella <strong>pratica</strong> quotidiana. Qualche spiegazione più teorica sarebbe un utile e opportuno condimento, purchè i contenitori di cui si parla siano  a portata di mano&#8230;</p>
<p>E, invece, si è scelto di fare subito un po&#8217; di <strong>teoria</strong> (dopo tutto è più semplice organizzare le lezioni che la differenziata&#8230;); per la pratica vedremo se e quando.</p>
<p>Il “raggruppamento d&#8217;impresa&#8221; che gestisce la differenziata <strong>pare che non sia ancora organizzato</strong> per una raccolta nelle scuole. Lo ha detto chiaro il responsabile della differenziata alla professoressa &#8220;Rompipalle&#8221; del Liceo Boggio Lera di Catania.</p>
<p>La professoressa, infatti,  sta cercando da un anno di reintrodurre nella sua scuola la raccolta differenziata, che &#8211; prima del mega appalto alla Ipi-Oikos &#8211; si era riusciti ad organizzare. Il <strong>prelievo del materiale differenziato</strong> era curato dagli operatori del porta a porta che si è fatto per un anno, in via sperimentale, in una parte della città.</p>
<p><strong>Finito il progetto</strong>, che era stato finanziato con fondi europei, gli operatori appositamente assunti sono stati licenziati e anche la raccolta al Liceo Boggio Lera è finita. Ma come&#8230; gli studenti si erano appena abituati e avevano imparato a farla per benino, e con loro anche i docenti e gli addetti alla segreteria&#8230;. Eh sì, proprio come i cittadini dell&#8217;esperimento del porta a porta: giusto il tempo di abituarsi e ..stop.</p>
<p>Ma la professoressa rompipalle non demorde. Visite all&#8217;assessorato, telefonate, numeri verdi e quant&#8217;altro: adesso vediamo, le mandiamo qualcuno per controllare la situazione, ci lasci il <strong>tempo di organizzarci</strong>. Passano i mesi, passa un anno dal mega-appalto, non bisogna disperare e, infatti, finalmente l&#8217;insegnante riesce a parlare con il responsabile della differenziata.</p>
<p>Professoressa, ma che tipo di contenitori vuole, ma proprio dentro la scuola, al massimo le posso mandare un carrellato per la <strong>carta</strong>&#8230; Ma la <strong>plastica</strong>- ribatte l&#8217;insegnante-, quella delle bottigliette di acqua trasparente, pregiata, quella con cui si fa il pile, sa quanta se ne consuma&#8230; i nostri studenti sono mille e ottocento&#8230; e poi le <strong>lattine</strong>, ci vuole tanta energia per produrre l&#8217;alluminio, le dobbiamo proprio buttare?</p>
<p>Risposta: cosa vuole che le dica, per ora <strong>non</strong> siamo organizzati.. e poi <strong>ci manca</strong> il personale&#8230;</p>
<p>Conclusione. Mi raccomando non lo dite a quei <strong>licenziati del porta a porta</strong> che speravano di essere assunti e sono rimasti per strada. E non dite<img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /> ai ragazzini degli istituti comprensivi che la ditta non è ancora organizzata, altrimenti <strong>che razza di lezioni</strong> andrete a fargli?</p>
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		<title>Raccolta differenziata, tempistica rovesciata</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 04:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una tempistica rovesciata quella seguita dalla Amministrazione comunale e dalle ditte che hanno avuto l&#8217;appalto della gestione dei rifiuti a Catania. Dalla collocazione dei cassonetti alla attività di informazione, i tempi sono stati scelti senza alcun criterio razionale, anzi proprio senza alcun criterio. La prima tappa, dopo l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;appalto con l&#8217;IPI-Oikos, è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-iIEzuZyr4Fg/TrRxQKPMNnI/AAAAAAAAHzc/wUuIFXHjEZU/s300/cassonetti_catania.jpg" alt="" width="300" height="199" />Una tempistica rovesciata quella seguita dalla Amministrazione comunale e dalle ditte che hanno avuto l&#8217;appalto della <strong>gestione dei rifiuti</strong> a Catania. Dalla collocazione dei cassonetti alla attività di informazione, i tempi sono stati scelti senza alcun criterio razionale, anzi proprio <strong>senza alcun criterio</strong>.</p>
<p>La prima tappa, dopo l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;appalto con l&#8217;IPI-Oikos, è stata quella del <span id="more-27203"></span>collocamento dei <strong>nuovi cassonetti</strong>, bianchi gialli e verdi rispettivamente per carta, plastica e vetro; grigi per l&#8217;indifferenziata (di quelli marroni parleremo più avanti). In realtà non si tratta di contenitori sconosciuti perchè, con qualche variante, li avevamo avuti già in precedenza. Venivano infatti comprati, collocati e quasi mai svuotati, almeno fino alla fiammata dei vandali di turno.</p>
<p>Adesso invece, con il nuovo anno e il nuovo appalto, si fa sul serio (!). I cassonetti colorati vengono svuotati, anche se con un po&#8217; di ritardo, i fori di ingresso vengono allargati, ma non troppo, su richiesta dell&#8217;utenza. Ma la <strong>differenziata</strong> tuttavia, con il conferimento alle relative piattaforme, non inizia subito. Ci vuole tempo “per andare a regime”, ci dicono. Di fatto è partita solo da poco.</p>
<p>Quella che non è mai partita è <strong>l&#8217;informazione</strong>. Cosa si può inserire nel cassonetto della plastica e cosa non si può inserire? Il cartone della pizza, sporco com&#8217;è, non è riciclabile, ma nessuno ce lo dice. Nessuno ci avverte del fatto che le bottiglie di plastica vanno inserite una alla volta e non abbandonate sul coperchio del cassonetto. La nostra sarà pigrizia o fretta, ma così non contribuiamo al riciclo, perchè ciò che rimane fuori finisce macinato nel compattatore dell&#8217;indifferenziata.</p>
<p>In primavera l&#8217;assessore garantisce che l&#8217;attività di informazione sta per partire, è prevista dall&#8217;appalto. Lo scrive sul giornale, lo assicura a chi glielo chiede. I mesi tuttavia trascorrono, è arrivato l&#8217;autunno e <strong>la comunicazione non è ancora iniziata</strong>. E le etichette adesive aggiunte mesi fa ai cassonetti, per dare qualche informazione aggiuntiva, sono state strappate dai ragazzini o scollate dall&#8217;acqua.</p>
<p>E non siamo ancora arrivati al tasto più delicato, quello dell&#8217;<strong>umido</strong>, misterioso “prodotto” che va buttato nei tristi cassonetti di color marrone, su cui è stampigliata una scritta in caratteri piccolissimi, e una sigla sibillina, FOU, Frazione Umida Organica.</p>
<p>Questo sì che è un fatto innovativo, che in città non era mai stato tentato. Ma non viene data <strong>nessuna spiegazione</strong>. Non se ne è parlato nemmeno quando i cassonetti sono stati collocati.</p>
<p>Il <strong>cittadino medio</strong> d&#8217;altra parte non si interroga, forse non guarda nemmeno la scritta, adotta i nuovi cassonetti per buttare quello che gli capita, esattamente come fa con quelli grigi. Insomma usa i cassonetti in modo “indifferenziato” e forse farebbe lo stesso con quelli colorati, se non fossero chiusi.</p>
<p>Nessuno lo ha preparato, nessuno gli ha spiegato che i <strong>residui organici</strong> sono i più numerosi e i più importanti tra quelli che produciamo. Se correttamente trattati negli appositi<strong> impianti di compostaggio</strong>,producono un ottimo fertilizzante, ma se non lo sono diventano anche i più pericolosi.</p>
<p>I cittadini dovrebbero essere informati che conferire separatamente i rifiuti organici è utile anche alla sua salute, perchè evita la formazione del famigerato <strong>percolato</strong>, il liquido di decomposizione che, attraversando sostanze nocive,  ne assorbe i veleni e li trasferisce nel terreno, dove si coltiva quello che mangiamo, o nella falda, contaminando l&#8217;acqua. Se lo sapesse, metterebbe più attenzione e impegno, ma nessuno lo informa.</p>
<p>Perchè questa fretta di collocare i cassonetti marroni insieme agli altri senza un&#8217;adeguata preparazione? Adesso che il cittadino ha introiettato l&#8217;idea che grigio o marrone fa lo stesso, la ditta vorrebbe correre ai ripari e <strong>sigillarli</strong> per evitare che siano usati impropriamente.</p>
<p>La verità è che alla ditta, fino a un paio di mesi fa, la cosa non interessava perchè tanto <strong>la raccolta dell&#8217;umido non si faceva proprio</strong>. L&#8217;impianto che avrebbe dovuto accoglierlo non era pronto e l&#8217;assessore cercava di trovare un&#8217;alternativa. Adesso è finalmente partito il conferimento ad un impianto di compostaggio, ma l&#8217;informazione continua a non partire.</p>
<p>E non chiamate informazione la distribuzione, ancora in corso, di un <strong>kit di sacchetti</strong> (per umido, carta e plastica) con relativo pieghevole, che solo quelli già informati leggeranno&#8230; Gli incaricati della consegna ne sanno poco anche loro e hanno soprattutto fretta di completare la distribuzione che, peraltro, in molti quartieri non è nemmeno iniziata.</p>
<p>I <strong>sacchetti dell&#8217;organico</strong> sono d&#8217;altra parte gli unici necessari, perchè il conferimento dell&#8217;umido presuppone sacchetti biodegradabili, che non devono essere eliminati perchè subiscono un processo naturale di trasformazione.</p>
<p>Quelli per carta e plastica sono invece <strong>clamorosamente inutili</strong>. Hanno motivo di esistere solo se si fa la raccolta porta a porta, che per adesso è esclusa. “Bisogna iniziare la differenziata tra le mura domestiche”, dice l&#8217;assessore Torrisi. Giusto, ma non si possono usare contenitori già in possesso della famiglia, in attesa di svuotare il contenuto nei cassonetti stradali appropriati? Tanto più che l&#8217;<strong>imboccatura molto stretta</strong> impedisce di inserire carta e plastica già raccolti nel sacco ricevuto in consegna.</p>
<p>Si avvicina la fine dell&#8217;anno e la percentuale di raccolta differenziata è ancora bassissima. La gente ha molti <strong>dubbi</strong> e molte <strong>domande</strong> da porre, ma non ci sono opportunità per esporle e per ricevere le necessarie risposte. Si parla di affidare il lavoro di informazione alle municipalità, ma per adesso sono solo buone intenzioni.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-MoQCRNT93OQ/TrReVd0cKPI/AAAAAAAAHzA/G57aVu-mjog/s540/111104%252520CGL%252520differenziata.jpg" alt="" width="306" height="163" />A parlare dei rifiuti e dell&#8217;ambiente ci ha provato Sara Fagone, responsabile della <strong>CGIL di Librino</strong>, che ha organizzato Venerdì 28 ottobre un&#8217;<strong>assemblea cittadina</strong> a cui avrebbe dovuto partecipare l&#8217;assessore, che però non è andato. Per l&#8217;Amministrazione è intervenuto Marco Morabito, della Direzione Ecologia e Ambiente. La <strong>partecipazione</strong> ampia e  <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />attiva del pubblico ha dimostrato che il problema è sentito e che gli interventi di formazione non possono essere ulteriormente differiti.</p>
<p>In assenza di interventi ufficiali, una comoda <a href="http://redazionesottosfratto.it/2011/10/26/«e-questo-dove-lo-butto»-guida-alla-raccolta-differenziata/" target="_blank"><strong>guida</strong> alla raccolta differenziata è stata pubblicata sul sito di <em>Una redazione sotto sfratto</em></a></p>
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		<title>Connett, l&#8217;utopia di un mondo senza rifiuti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 12:36:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Toccata e fuga quella di Paul Connett a Catania, venerdì scorso, di passaggio per l&#8217;appuntamento pomeridiano di Palermo. Nell&#8217;aula Magna della Università Centrale per quella mattina era annunciata anche la presenza di Raffaele Lombardo e del sindaco Stancanelli, ma si è fatto vedere solo l&#8217;assessore comunale Claudio Torrisi, impegnato soprattutto a rilasciare interviste ai media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TcZs9akHC4I/AAAAAAAAEYY/DeqS5VW_ZSw/Connet_images.jpg" alt="" width="202" height="172" />Toccata e fuga quella di <strong>Paul Connett</strong> a Catania, venerdì scorso, di passaggio per  l&#8217;appuntamento  pomeridiano di Palermo. Nell&#8217;<strong>aula Magna</strong> della Università Centrale  per quella mattina era annunciata anche la presenza di Raffaele Lombardo e del sindaco Stancanelli, ma si è fatto vedere solo l&#8217;assessore comunale <strong>Claudio Torrisi</strong>, impegnato soprattutto a rilasciare interviste ai media locali.</p>
<p>Connett era già stato ai <span id="more-20778"></span>Benedettini qualche anno fa, ma non dispiace riascoltarlo e condividere con lui la <strong>bella utopia del Zero Waste</strong>, Rifiuti Zero. Non solo riutilizzare, riciclere, compostare, ma continuare a ridurre al minimo la frazione residua, sottoponendola a ulteriori separazioni. E  ancora, ridurre gli imballaggi alla fonte, intervenire sulla concezione stessa del prodotto, per rendere  condivisa l&#8217;idea che un prodotto che non possa essere riutilizzato o riciclato non debba proprio esistere&#8230; “Gustosa” l&#8217;osservazione che siamo proprio noi italiani gli inventori del <strong>prodotto che non lascia residui</strong> e risolve alla radice il problema del&#8217;imballaggio, <strong>il gelato</strong>!</p>
<p>Ma non siamo ancora al cuore del problema. Emerge alla fine e riguarda i nostri comportamenti, la nostra mentalità. “<strong>La sfida più grande è combattere l&#8217;eccessivo consumo</strong> -dice Connet- capire che  la qualità della vita non dipende dal possesso degli oggetti.” Non basta infatti aumentare la raccolta differenzita <strong>se non diminuisce la produzione stessa di rifiuti</strong>. Che senso ha infatti differenziare di più se crescono i rifiuti che produciamo?</p>
<p>Bellissima prospettiva e <strong>amaro contrasto</strong> con una città sporca, con la furbizia di chi cerca di aggirare la norma che vieta i sacchetti di plastica, di chi lascia cadere a terra involucri di ogni tipo o non utilizza opportunamente i cassonetti di cui è stata tapezzata la città.</p>
<p>Ma siamo veramente noi, gli uomini e le donne della strada, i soli <strong>responsabili</strong>? Qualcuno ci ha <strong>informato</strong>, ci ha spiegato cosa si può mettere e non mettere in ogni singolo cassonetto? Qualcuno ci ha dato certezza che quanto i più scrupolosi versano correttamenten venga davvero destinato al riciclo e non ammucchiato tutto insieme, come qualcuno ha visto accadere nel momento del trasferimento negli autocompattatori?</p>
<p>Molte, troppe domande.</p>
<p>Quasi assenti le risposte. Non basta organizzare periodicamente un convegno a cui partecipa comunque una percentuale minima della cittadinanza. Se lo scopo deve essere quello di informare tutti, gli strumenti di comunicazione devono essere adeguati, pervasivi. E <strong>fino ad ora la comunicazione non c&#8217;è stata affatto</strong>.</p>
<p>Non abbiamo ancora visto nemmeno le ricadute positive della nascita dell&#8217;<strong>Osservatorio Esterno sui Rifiuti</strong>, istituito per vigilare sul servizio e garantire il raggiungimento degli <strong><a href="http://www.argo.catania.it/2010/05/05/via-gli-ato-le-srr-saranno-migliori/" target="_blank">obiettivi della nuova legge regionale</a></strong>, soprattutto il 65% di differenziata entro il 2015. La nascita dell&#8217;Osservatorio è stata <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/05/Io_differenzio_ComuneCT_2011.pdf">salutata come una conquista dalle associazioni ambientaliste</a> , da Rifiuti Zero a Legambiente al WWF</strong>, che sono state chiamate a farne parte insieme a tecnici, docenti universitari, <img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TcsBkclkeWI/AAAAAAAAEa4/LED_sz-3kpo/Favoino_Enzo.jpeg" alt="" width="160" height="120" />rappresentanti degli enti locali e della prefettura.</p>
<p>Siamo lieti di sapere che come <strong>presidente</strong> di questo Osservatorio sia stato scelto un tecnico esperto e competente come <strong>Enzo Favoino</strong>, che ha fortemente contribuito anche all&#8217;elaborazione della stessa legge regionale. Siamo lieti che si prospetti la possibilità di introdurre <strong>modifiche </strong>all&#8217;attuale regime di raccolta stradale per passare al porta a porta, che permette di aumentare le percentuali di raccolta differenziate. Ma le <strong>buone intenzioni</strong> non ci bastano più.</p>
<p>Non vogliamo disperare, non vogliamo nemmeno restare a guardare alla finestra. Ci va di <strong>collaborare</strong> per far divenire Catania una delle realtà positive del Sud, una nuiova <strong>Salerno</strong> (con il suo 75% di raccolta differenziata). Dovete però darcene la <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>possibilità.</p>
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		<title>Rifiuti a Catania, un appalto da riciclare (o rottamare?)</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/02/17/rifiuti-a-catania-un-appalto-da-riciclare/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 03:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è bastata la diffida presentata da un gruppo di associazioni ambientaliste a convincere il Comune di Catania a desistere. Il contratto relativo all&#8217;affidamento della raccolta dei rifiuti della città di Catania per i prossimi cinque anni è stato firmato il 22 dicembre 2010. Affidataria la ditta IPI-Oikos. Non per questo Legambiente, WWF e Rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è bastata la <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/DIFFIDA_Legambiente-_al_COMUNE.pdf">diffida</a></strong> presentata da un gruppo di associazioni ambientaliste a convincere il Comune di Catania a desistere. Il <img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TVr0jOLdxTI/AAAAAAAAC3E/QaarNIo8K-I/raccolta-differenziata.jpg" alt="" width="300" height="317" /><strong>contratto relativo all&#8217;affidamento della raccolta dei rifiuti</strong> della città di Catania per i prossimi cinque anni è stato firmato il 22 dicembre 2010. Affidataria la ditta <strong>IPI-Oikos</strong>. Non per questo <strong>Legambiente, WWF  e Rifiuti zero</strong> si sono arrese. Hanno anzi rincarato la dose, coinvolgendo le autorità regionali e il TAR.</p>
<p>La loro denuncia si basa essenzialmente sulle <strong>gravi discrepanze</strong> tra capitolo d&#8217;appalto e progetto tecnico da una parte e normative vigenti in materie di rifiuti dall&#8217;altra.</p>
<p>Il capitolato d&#8217;appalto, come le associazioni sottolineano, <strong>risale al 2008</strong>, anno in cui <span id="more-18018"></span>fu effettuato il bando e in cui è iniziato il <strong>lungo iter di questa aggiudicazione</strong>, definita dalla Sicilia del 28/12/10 “l&#8217;appalto infinito”. Nel frattempo, però, la normativa è notevolmente cambiata, soprattutto dopo l&#8217;approvazione della <strong>legge regionale n.9 dell&#8217;aprile 2010 </strong>(leggi il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/legge_regionale_2010.pdf">testo integrale della legge</a>) . Ma né la  IPI-Oikos, né l&#8217;amministrazione comunale sembrano essersene accorte&#8230;</p>
<p>Il <strong>Capitolato d&#8217;appalto</strong> prevede infatti:</p>
<ul>
<li>una quota di <strong>raccolta differenziata</strong> dei rifiuti solidi <strong>del  38%,</strong> senza però nessuna sanzione efficace nel caso che la quota prevista non venga raggiunta</li>
</ul>
<ul>
<li>un metodo di raccolta differenziata <strong>di tipo “aggiuntivo”</strong>, vale a dire <strong>“stradale”</strong>, con collocazione di contenitori in aggiunta a quelli previsti per la raccolta indifferenziata</li>
</ul>
<ul>
<li>una durata di <strong>cinque anni</strong></li>
</ul>
<p>La <strong>legge regionale n.9/2010</strong> stabilisce invece che:</p>
<ul>
<li>la <strong>raccolta differenziata</strong> raggiunga<strong> il 65% entro il 2015</strong> (quindi tra quattro anni)</li>
</ul>
<ul>
<li>venga adottato <strong>“in via prioritaria”</strong> il sistema di <strong>raccolta domiciliare integrata del tipo “porta a porta”</strong></li>
</ul>
<p>La differenza potrebbe apparire secondaria, ma non lo è. Innanzi tutto la raccolta differenziata stradale è rimessa alla buona volontà dei cittadini, mentre la raccolta domiciliare obbliga a conferire i rifiuti con quel determinato sistema.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più. La legge regionale n.9 prevede che all&#8217;incremento della differenziata corrisponda un sistema “premiale”, vale a dire una <strong>riduzione della tariffa individuale da pagare</strong>. La raccolta stradale non permette di individuare quale sia il conferimento di ciascun utente e quindi <strong>preclude la possibilità di avere il premio</strong>, cioè una riduzione della tariffa.</p>
<p>C&#8217;è poi da aggiungere che è nell&#8217;interesse dei cittadini che la quota di raccolta indifferenziata cresca anche perchè solo questa buona pratica consentirà di <strong>evitare che le discariche siano saturate</strong> e si presenti una situazione di rischio per la salute (e per l&#8217;ordine pubblico) come quella che recentemente abbiamo visto verificarsi a Napoli e a Palermo.  Nel contratto stipulato, però, abbiamo visto che <strong>mancano sanzioni efficaci</strong> nel caso in cui la ditta che non dovesse ottemperare all&#8217;impegno relativo alla quota di differenziata promessa. Che comunque resta <strong>inferiore quasi della metà</strong> rispetto a quella stabilita dalla legge (38% contro 65%).</p>
<p>Nessun vantaggio economico quindi per la collettività, tanto più che il contratto sottoscritto dall’Amministrazione con l&#8217;IPI prevede che <strong>i proventi della differenziata vengano incamerati dall&#8217;impresa</strong>, quali che siano, senza nessuna quantificazione preventiva degli importi (che viaggiano nell’ordine di milioni di euro) e indipendentemente dai costi del servizio.</p>
<p>E&#8217; legittimo che il privato persegua il proprio interesse economico. Non è invece tollerabile che l&#8217;<strong>amministrazione pubblica</strong>, soprattutto nella persona del sindaco, abdichi al proprio ruolo, che è quello di operare <strong>in difesa dell&#8217;interesse pubblico.</strong></p>
<p>La quota prevista dalle legge (65%) è resa cogente da disposizioni della <strong>Comunità Europea</strong> e la mancata osservanza di questo impegno avrà come conseguenza anche delle sanzioni comunitarie, vale a dire delle multe che saremo noi a dover pagare!</p>
<p>L&#8217;amministrazione peraltro non ha ottemperato ad un obbligo previsto esplicitamente dalla legge, quello della pianificazione.  <strong>Manca infatti un qualsiasi piano dei rifiuti comunale</strong> e non si è    predisposto il regolamento per la raccolta differenziata.</p>
<p>Perchè l&#8217;IPI-Oikos non ha previsto il servizio di raccolta “porta a porta”? Nel <strong>Progetto tecnico esecutivo</strong> si  legge che esso “appare improponibile, in un territorio così vasto e popoloso”  in quanto comporterebbe non solo uno “stravolgimento delle abitudini delle famiglie”, ma soprattutto “<strong>l&#8217;impiego di considerevoli risorse umane</strong> .., con conseguente <strong>enorme aumento del costo</strong> del servizio&#8221;.</p>
<p>Le <strong>associazioni ambientaliste</strong>,  nella loro denuncia al Tar, <strong>contestano queste affermazioni</strong> facendo riferimento ad autorevoli studi di settore e all&#8217;esperienza di altri centri in cui viene già praticata la raccolta porta a porta. Il numero di addetti utilizzati in questi “casi similari” è <strong>1,2 addetti per 1000 abitanti</strong>. I dati relativi a Catania ce li fornisce lo stesso Progetto esecutivo. La popolazione residente nel territorio oggetto dell&#8217;appalto viene individuata in 270.000 persone (pag. 141), mentre le unità di personale che la ditta ha l&#8217;obbligo di impiegare sono 576 (pag. 87). Il rapporto tra abitanti e addetti che ne risulta è di <strong>2,1 addetti ogni 1000 abitanti</strong>, cioè quasi il <strong>doppio di quello considerato normale</strong> nelle altre realtà.</p>
<p>Tralasciamo infine il fatto che la &#8220;separazionedella frazione organica alla fonte&#8221; prevista dall</p>
<p>Non ci possono nemmeno dire “cosa fatta capo ha”. Secondo la giurisprudenza amministrativa, infatti, è legittima la scelta di un comune di <strong>revocare l&#8217;aggiudicazione di un appalto, qualora sia sopravvenuta una nuova normativa</strong>. Ed è  questo che è avvenuto. D&#8217;altra parte nell&#8217;art. 8 dello stesso capitolato d&#8217;appalto è previsto che l&#8217;amministrazione risolva (o modifichi) l&#8217;appalto nel caso in  cui le competenze all&#8217;espletamento del servizio passino ad altri enti. La legge 9/2010 ha previsto proprio il <strong>trasferimento delle competenze agli SRR, </strong>ponendo gli ATO in liquidazione. Nel periodo di transizione è stato previsto che <strong>non si potessero espletare nuove gare e affidati nuovi servizi per un periodo superiore ad un anno</strong>. Un contratto quinquennale è quindi illegittimo.</p>
<p>Non volendo gettare la spugna, Legambiente, WWF e Rifiuti Zero, oltre a fare <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/Ricorso_TAR_31-1-2011.pdf">ricorso al TAR</a></strong>, hanno inviato -in data 9 febbraio- una <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/RICHIESTA_-ACCESSO_ATTI.pdf">richiesta di accesso agli atti</a></strong> rivolta alle competenti autorità regionali.</p>
<p>L&#8217;avvio del servizio è previsto per il <strong>giorno 20 febbraio</strong>. Il tempo stringe. Si stanno muovendo anche altre realtà locali. <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/CiiàInsieme_Appalto_Rifiuti_2010.pdf">CittàInsieme ha emesso un comunicato</a></strong>, si è mosso <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/oikos2.pdf">anche il PD</a></strong>, che, per bocca del capogruppo, Rosario D&#8217;Agata<strong>, </strong>ha <strong></strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/Interrogazione_DAgata.pdf">presentato un&#8217;<strong>interrogazione</strong> al Sindaco</a> con richiesta di urgente risposta scritta.</p>
<p>La questione ci riguarda da vicino. Non rimaniamo a guardare.</p>
<p>Sulla legge regionale n.9, leggi su Argo <a href="http://www.argo.catania.it/2010/05/05/via-gli-ato-le-srr-saranno-migliori/" target="_blank">Via gli Ato. Le SRR saranno migliori?</a></p>
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		<title>Rifiuti Zero a Lombardo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 03:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo la presente lettera aperta che Rifiuti Zero, insieme ad altre associazioni del settore, indirizza al Governatore Lombardo. Al di là del tono volutamente e provocatoriamente burocratico, nella lettera si ricorda in modo molto chiaro quali siano i danni alla salute determinati dalla pratica di incenerimento dei rifiuti. La pubblichiamo volentieri perchè la riteniamo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" title="Rete Rifiuti Zero" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TUiYHtN4UmI/AAAAAAAACjI/dVBx5y_qEXM/Rifiuti-Zero_rete.jpg" alt="" width="200" height="209" /></em><em>Riceviamo la presente <strong>lettera aperta</strong> che Rifiuti Zero, insieme ad altre associazioni del settore, indirizza al Governatore Lombardo. Al di là del tono volutamente e provocatoriamente burocratico, nella lettera si ricorda in modo molto chiaro quali siano <strong>i danni alla salute determinati dalla pratica di incenerimento dei rifiuti</strong>. La pubblichiamo volentieri perchè la riteniamo un intervento molto opportuno. Il discorso sugli inceneritori, infatti, periodicamente <strong>viene ripreso</strong>, con sempre nuove varianti rispetto al progetto dei mega impianti previsti dall&#8217;amministrazione  Cuffaro. La costruzione di questi impianti sarebbe scongiurata se avesse avuto un seguito la prospettiva del potenziamento della raccolta differenziata e se le <strong>promesse di Lombardo su un nuovo corso in fatto di rifiuti</strong> non fossero fino ad ora rimaste solo belle parole.</em></p>
<p>Con la presente lettera le Associazioni indicate in calce si pregiano di ricordare, all’On. Governatore Lombardo, che <span id="more-17665"></span>gli impianti di <strong>smaltimento dei rifiuti solidi urbani che si basano sulla combustione (inceneritori, cementifici e forni)</strong> e quelli che <strong>operano in assenza di ossigeno</strong>, come pirolisi, dissociazione molecolare, torce al plasma e gassificatori, <strong>comportano emissioni di inquinanti spesso non presenti nei rifiuti</strong> come i cancerogeni organoclorurati (diossine, dibenzofurani, Pcb (policlorobifenili) e le altrettanto <strong>pericolose nano-particelle</strong>.</p>
<p>Le predette Associazioni fanno presente inoltre che, in alternativa a questi pericolosissimi impianti, <strong>esistono sistemi di trattamento a freddo</strong> della frazione residuale indifferenziata dei rifiuti; ed in particolare, per la parte residua delle plastiche, viene impiegato un estrusore che opera a bassa temperatura (100 – 200° C) producendo sabbia sintetica (come impianto di Vedelago). Tutti <strong>sistemi di gran lunga più economici</strong> degli inceneritori, che <strong>creano maggiore occupazione</strong> e la cui realizzazione prevede mesi e non anni.</p>
<p>Naturalmente le <strong>premesse</strong> per la riuscita di un buon trattamento dei RSU sta in una <strong>raccolta differenziata</strong> porta a porta, in un <strong>compostaggio</strong> della frazione umida e nel <strong>riciclaggio</strong> delle altre frazioni, solo così si genera una frazione indifferenziata davvero modesta.</p>
<p>Invitiamo pertanto l’On. Presidente Lombardo, in vista della prossima uscita del Piano regionale dei Rifiuti, a tenere conto di quanto da noi sostenuto, riservandoci di fornire, a Sua richiesta, <strong>ampia documentazione scientifica</strong> recente, che mette in evidenza quanto da noi prospettato. Ed intanto ci pregiamo allegare una sintesi (con 21 note scientifiche internazionali) della <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/01/RifiutiZero_Danni_salute1.pdf">monografia dal titolo &#8220;<strong>Danni alla salute umana provenienti dall&#8217;incenerimento dei rifiuti</strong>&#8220;</a>; nella nota integrale sono riportate oltre settanta note scientifiche internazionali sull’argomento.</p>
<p>Infine ci permettiamo sollecitare, on. <strong>Commissario</strong> Lombardo, a dare immediata attuazione alle misure emergenziali volte a <strong>far partire, come promesso, la raccolta differenziata spinta</strong> in tutta l’Isola ed a velocizzare la messa in esercizio e la costruzione degli impianti a servizio di questa, ovvero gli impianti di compostaggio e di selezione delle frazioni secche da Raccolta Differenziata, oltre a quelli che operano a bassa temperatura tipo TMB (Trattamenti Meccanico Biologici). <strong>Chiediamo inoltre che solo a questo tipo di impianti siano destinati i Fondi FAS utilizzati nel settore dei rifiuti</strong>.</p>
<p><strong>Firmato</strong>: Rifiuti Zero Messina, Rifiuti Zero Palermo, Rifiuti Zero Trapani, Decontaminazione Sicilia, Augustambiente, Associazione Isola Pulita, Costituente ecologista Siracusa, Coordinamento provinciale dei Comitati Cittadini Ennesi</p>
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		<title>Rifiuti Zero su tritovagliatura e percolato</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 20:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa Palermo, 10 novembre 2010 L’associazione Rifiuti Zero Palermo ritiene paradossale che la rottura degli impianti di trito vagliatura mettano in ginocchio da un punto di vista igienico-sanitario la citta’ di Palermo e la sua provincia. La tritovagliatura serve a ridurre di qualche percentuale il volume di immondizia conferita in discarica, ma non elimina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa<br />
Palermo, 10 novembre 2010</p>
<p>L’associazione <strong>Rifiuti Zero</strong> Palermo ritiene paradossale che la <strong>rottura degli impianti di trito vagliatura</strong> mettano in ginocchio da un punto di vista igienico-sanitario la citta’ di Palermo e la sua provincia. La tritovagliatura serve a ridurre di qualche percentuale il volume di immondizia conferita in discarica, ma <strong>non elimina la formazione di percolato e biogas</strong>, altamente inquinanti, e non è il pretrattamento previsto dalla <strong>legge</strong>, che invece <strong>impone la separazione dell’organico dai rifiuti</strong>.</p>
<p>E’ necessario disporre l’immediata <strong>separazione dell’umido a monte</strong>, chiedendo alla cittadinanza di distinguere la parte umida da quella secca, e creare immediatamente impianti <strong>compostaggio</strong> che unitamente ai centri comunali di raccolta, dei quali ogni quartiere a Palermo e ogni comune in provincia dovrebbero essere dotati riducano drasticamente la quantità di rifiuti destinati alla discarica.</p>
<p>Occorre <strong>premiare i cittadini che conferiscono opportunamente i materiali differenziati</strong> (vetro, carta, metalli, plastica) con <strong>sconti sulla tassa sui rifiuti</strong>, e dotare la discarica di impianti di separazione secco/umido e di biostabilizzazione o di un impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) per il recupero dei materiali riciclabili.</p>
<p><strong>Tutto cio’ e’ possibile</strong> realizzarlo <strong>in pochissimo tempo e con una spesa di molto inferiore </strong>al prezzo che ogni cittadino sta attualmente pagando per il conferimento in discarica e un pretrattamento fuori legge e quasi inutile.</p>
<p>Donatella Costa<br />
Rifiuti Zero Palermo<br />
331.6028566<br />
costa_donatella@libero.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rifondazione esprime solidarietà ai lavoratori IPI</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 21:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra Federazione di Catania. COMUNICATO  SPAMPA Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai lavoratori IPI che, dopo un anno di ottimo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, vengono adesso licenziati. Il Comune di Catania, dopo aver decantato il nuovo servizio, non è in grado di proseguire e di ampliare a tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra </strong></p>
<p><strong>Federazione di Catania. </strong></p>
</div>
<div>
<p>COMUNICATO  SPAMPA</p>
<p>Rifondazione Comunista esprime piena <strong>solidarietà ai lavoratori IPI</strong> che, dopo un anno di ottimo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, vengono adesso licenziati.</p>
<p>Il Comune di Catania, dopo aver decantato il nuovo servizio, non è in grado di proseguire e di ampliare a tutta la città questa importante esperienza, ed assiste passivamente al licenziamento dei lavoratori.</p>
<p>Da oltre un anno la città è <strong>in attesa del nuovo appalto</strong> dei servizi di raccolta dei rifiuti e di spazzamento, che comprenderebbe anche la raccolta differenziata, ma l’amministrazione comunale non è finora riuscita a decidere a chi assegnare l’appalto.</p>
<p>Ancora una volta l’ <strong>inefficienza amministrativa</strong> viene pagata dai lavoratori, che perdono il posto di lavoro e restano senza alcun reddito.</p>
<p>Rifondazione Comunista chiede che il servizio di raccolta differenziata <strong>porta a porta</strong> dei rifiuti  prosegua ed anzi si generalizzi in tutto il territorio cittadino, con il conseguente abbassamento della tariffa pagata dalle famiglie, e che i lavoratori, che così bene hanno lavorato in questo anno, non siano licenziati , ma abbiano la riconferma del lavoro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il responsabile politiche comunali                                           Marcello Failla<strong><strong> </strong></strong></p>
<p><strong> </strong> Il segretario provinciale                                                               Pierpaolo Montalto</p>
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		<title>Via gli ATO. Le Srr saranno migliori?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 03:42:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/rifiuti_urbani_composizione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12127" title="rifiuti_urbani_composizione" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/rifiuti_urbani_composizione-300x186.jpg" alt="rifiuti_urbani_composizione" width="300" height="186" /></a>No ai termovalorizzatori</strong> presentati da Cuffaro come unica possibile soluzione al problema dei rifiuti, <strong>sì alla raccolta differenziata</strong> e alla <strong>riduzione delle società d&#8217;ambito</strong>. Ecco le principali novità della legge sulla “Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 aprile 2010.</p>
<p>Non abbiamo ancora finito di fare <strong>interminabili file</strong> per risolvere i contenziosi con <span id="more-12121"></span>i vari <strong>ATO</strong>, che già gli ATO non ci sono più. Hanno solo accumulato debiti e peggiorato il servizio.  Saranno posti in liquidazione da commissari appositamente nominati (art.19). Per sostituirli sono state istituite le <strong>SRR</strong> (società di regolamentazione del servizio di raccolta).</p>
<p><strong>Consorzi tra comuni e province</strong> sotto il controllo della Regione, le nuove società segnano una inversione di tendenza rispetto al passato, soprattutto per la riduzione del numero e per il recupero della <strong>centralità degli enti locali</strong>, in primo luogo i comuni a cui sono affidati i maggiori oneri (95% della quota capitale, pagamento delle prestazioni) e onori (stipula degli appalti, controlli, etc).<br />
La <strong>riduzione da 27 a 10</strong> (una per ogni provincia più una per le isole minori) è stata fatta sicuramente in una logica di risparmio. Saranno infatti abbattuti i costi dei consigli di amministrazione, non unica, ma nemmeno ultima, delle voci di spesa che hanno condotto i vecchi Ato ad accumulare debiti per 900 milioni di euro.</p>
<p>Oltre che al <strong>risparmio</strong> ci si propone di ottenere una <strong>razionalizzazione</strong> che tuttavia era anche tra gli obiettivi dei vecchi Ato, vale a dire ambiti territoriali ottimali, anche se di ottimizzazione gli utenti non ne hanno visto proprio. A proposito della  razionalizzazione prevista dalla nuova legge non è, tuttavia, il caso di farsi troppe illusioni. Per ottenerla davvero non bastano infatti le affermazioni di principio. Bisogna attendere i fatti e soprattutto vigilare. La legge, d&#8217;altra parte, prevede che il comune possa verificare la qualità del servizio anche attraverso “un <strong>comitato indipendente</strong>, costituito da rappresentanti di associazioni ambientaliste, dei consumatori e dei comitati civici”</p>
<p>Gli <strong>accorpamenti su base provinciale</strong> hanno reso la situazione siciliana più simile a quella delle altre regioni, in cui mediamente c&#8217;è una società di ambito per provincia. I vecchi Ato, proprio perchè erano molti e si occupavano di ambiti territoriali più piccoli e tendenzialmente più omogenei, avevano un vantaggio in più per operare efficacemente, cosa che avrebbero dovuto fare piuttosto che creare poltrone e poltroncine. Adesso le Srr avranno un territorio più ampio da gestire e tipologie di zone molto diverse. Come abbiamo già detto (<a href="http://www.argo.catania.it/2009/07/20/disinvolti-incompetenti/" target="_blank">Disinvolti incompetenti</a>) le capacità di gestione dovranno essere maggiori, vista la maggiore complessità delle situazioni.</p>
<p>La formulazione prevista dalla legge fa ben sperare, invece, su una equa ripartizione di <strong>responsabilità</strong> tra i vari comuni, laddove si paventava che il comune maggiore avrebbe fatto la parte del leone.</p>
<p>Ma l&#8217;inversione di tendenza non si ferma qui. La più importante, infatti, è la dichiarata volontà di <strong>privilegiare la raccolta differenziata</strong> abbandonando la strategia del precedente governo regionale che puntava soprattutto sulla costruzione degli inceneritori (leggi su Argo<a href="http://www.argo.catania.it/2009/07/27/ne-cuffaro-ne-lombardo/" target="_blank"> Nè Cuffaro, nè Lombardo</a>;<a href="http://www.argo.catania.it/2009/07/05/affari-sospetti/" target="_blank"> Affari sospetti</a>; etc)<br />
Rispettando le <a href="http://www.argo.catania.it/2009/06/05/indicazioni-disattese/" target="_blank">indicazioni del Parlamento europeo</a> la nuova legge dichiara di voler <strong>favorire la  riduzione</strong> all&#8217;origine dei rifiuti (es. imballaggi e simili), il <strong>riutilizzo</strong> e il <strong>riciclaggio</strong>. La raccolta differenziata diventa quindi lo strumento fondamentale per diminuire i rifiuti da mandare in discarica. I tempi individuati per portare la differenziata all&#8217;obiettivo del 65% sono stati corretti in modo da assicurare maggiore gradualità (20% nel 2010, 50% nel 2012 e 65% nel 2015). Non dimentichiamo che rimane un obiettivo ambizioso, visto che attualmente con la differenziata siamo ancora mediamente al disotto del 10%.</p>
<p>Le <strong>pubbliche amministrazioni</strong> sono direttamente coinvolte nel riuso e nel riciclo, in quanto è previsto che utilizzino carta riciclata (almeno il 40% nei primi tre anni), effettuino la raccolta differenziata negli uffici, rilascino autorizzazioni alle strutture di vendita solo dietro presentazione del bilancio dei rifiuti prodotti e autosmaltiti.<br />
Anche in questo caso ci chiediamo chi e come farà i <strong>controlli</strong> e quali tipi di <strong>sanzioni</strong> sono previste per gli inadempienti. Questo ci sembra l&#8217;aspetto più debole della legge.</p>
<p>Altro aspetto importante è la proclamata volontà di <strong>ridurre al minimo lo spostamento</strong> dei rifiuti nel territorio,  realizzando impianti di smaltimento prossimi ai luoghi di produzione. Non si tratta di fattore secondario visto che gli spostamenti generano un costo non indifferente e contribuiscono a rendere meno fluida la viabilità e soprattutto ad inquinare l&#8217;aria.<br />
Alcune delle indicazioni pratiche fornite, tuttavia, non appaiono facilmente praticabili. Si afferma, per esempio, che gli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti devono essere <strong>ubicati a 5 kilometri</strong> dall&#8217;abitato, ma ci si chiede come questa norma possa essere applicata nelle zone ad alta densità abitativa, come può essere, ad esempio quella etnea, dove la distanza tra i paesi è spesso quasi inesistente.</p>
<p>Il problema delle <strong>discariche</strong>, uno dei più delicati, non viene trattato forse in modo adeguato. Nell&#8217;art.9, comma 4, punto r) si fa riferimento all&#8217;ampliamento di discariche pubbliche e/o alla creazione di nuove discariche pubbliche. Ma non è chiaro dove siano e con quali strumenti dovrebbero essere gestite.</p>
<p>Molti degli aspetti generici della legge dovrebbero essere superati nel momento in cui saranno adottati da ogni Srr i <strong>piani di ambito</strong>, cioè il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata. Questi piani, molto particolareggiati, devono essere elaborati entro 60 giorni dalla presentazione del <strong>piano regionale</strong>, a cui devono fare riferimento. Ma l&#8217;Assessorato si riserva  90 giorni per valutane la conformità. I tempi, quindi, si allungano.<br />
E&#8217; previsto che decadano i cda delle società che non raggiungeranno gli obiettivi. La Regione potrà sostituire i vertici inadempienti e nominare dei <strong>commissari </strong>che durano in carica sei mesi (rinnovabili una volta). Il commissariamento comporta “la decadenza degli organi degli enti a quali sia da ascrivere l&#8217;omissione e l&#8217;avvio della consequenziale  azione di responsabilità amministrativa ed erariale.” (art. 14)</p>
<p>Evidentemente i poteri maggiori sono attribuiti alla <strong>Regione</strong>, alla quale spettano la promozione; l&#8217;approvazione del piano regionale di gestione ; la verifica della conformità al piano; il rilascio dell&#8217;autorizzazione (“unica”) per i nuovi impianti di smaltimento e per le modifiche agli impianti esistenti; la determinazione dei criteri per le misure compensative in favore dei proprietari degli impianti e dei comuni interessati dalla localizzazione.<br />
E ancora: l&#8217;approvazione dei progetti e autorizzazione delle attività relative; l&#8217;elaborazione, approvazione, aggiornamento dei piani di bonifica delle aree inquinate; l&#8217;autorizzazione a smaltire fuori dal territorio provinciale; la gestione dei rifiuti speciali.<br />
In modo particolare l&#8217;organo regionale interessato è l&#8217;<strong>Assessorato dell&#8217;energia e dei servizi di pubblica utilità</strong>, che ha preso le funzioni anche della vecchia Arra (agenzia regionale per i rifiuti e le acque), decaduta lo scorso dicembre.</p>
<p>Ultimo aspetto, non certo meno importante, il problema delle assunzioni e dei <strong>posti di lavoro</strong>. Molti posti sono a rischio. Non saranno riconfermati, ad esempio, tutti gli assunti per chiamata diretta a partire dal 2007. Saranno invece riconosciute le assunzioni regolari. Per i prossimi 3 anni è previsto un blocco delle assunzioni.<br />
In un momento così difficile per l&#8217;economia e quindi per l&#8217;occupazione queste dichiarazioni possono preoccupare. Ma non è con le assunzioni facili, realizzate con metodi clientelari e offrendo scrivanie agli amici che si può risolvere il problema del lavoro. Bisogna partire comunque dai bisogni. Non è quindi sbagliato prevedere innanzi tutto la <strong>mobilità</strong> del personale esistente  E vedremo se è vero che, come dichiarato, il 90 % del personale che passerà dagli Ato alle SRR dovrà essere <strong>dirottato in strada</strong>, passando dagli uffici al servizio di raccolta.</p>
<p>Per concludere. Promette <strong>alcuni cambiamenti positivi</strong> questa riforma. Non fosse altro, abbandona la soluzione inceneritori che avrebbe trasformato la Sicilia nella pattumiera d&#8217;Europa. E propone la più intelligente e salutare via della raccolta differenziata.</p>
<p>Poco curato, e forse non a caso, l&#8217;aspetto relativo ai <strong>controlli</strong> e soprattutto alla <strong>sanzioni</strong>. Non sempre coerenti (a volte troppo brevi, a volte troppo lunghi) i <strong>tempi di attuazione</strong>. Se si agirà subito forse si potrà vincere questa scommessa di cambiamento, ma se i tempi si allungano troppo rischiamo di perderla.</p>
<p>Irrisolto è rimasto il problema dei cosiddetti <strong>Ato virtuosi</strong>, quelli che erano riusciti a non fare debiti e a realizzare alte percentuali di differenziata. Ad essi non è stato riconosciuto il diritto a conservare la propria gestione autonoma. Se le nuove Srr dovessero rivelarsi anch&#8217;esse fallimentari, avremo perduto le uniche esperienze positive di gestione integrata dei rifiuti. Ma questo è un altro discorso, che speriamo di fare al più presto.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
<p>Leggi il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/legge_regionale_2010.pdf" target="_blank">testo integrale della legge</a></p>
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		<title>&#8220;Comuni ricicloni&#8221;, la classifica siciliana</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 03:38:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/Ricicloni-2009.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11377" title="Ricicloni 2009" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/Ricicloni-2009-291x300.jpg" alt="Ricicloni 2009" width="291" height="300" /></a>Vincitore assoluto il comune di <strong>Salaparuta</strong> che, con il 60,67 per cento, ha raggiunto il top ten della <strong>raccolta differenziata</strong>. A seguire i comuni di <strong>Poggioreale</strong> (58,93%), <strong>Gibellina </strong>(58,21%), <strong>Aliminusa </strong>(52,42%), <strong>Santa Ninfa</strong> (50,81%), <strong>Casteltermini</strong> (37,25%), <strong>Isnello</strong> (35%), <strong>Scillato, Montemaggiore </strong>(33,65%) e <strong>Sciara </strong>(con il 33,29%).</p>
<p>Per il riciclo nei <strong>capoluoghi di provincia</strong>, primo assoluto è <strong>Agrigento </strong>con il 15,85%, a seguire <strong>Ragusa</strong>, 11,21%, <strong>Caltanissetta</strong>, 10,79%, <strong>Siracusa</strong>, 7,29%, <strong>Enna</strong> 5,15%, <strong>Catania</strong>, 4,04%, <strong>Palermo</strong>, 3,46%, <strong>Messina</strong>, 2,69% e fanalino di coda la provincia di <strong>Trapani</strong>, di cui non sono nemmeno pervenuti i dati. Ad assegnare i premi è  <strong>Legambiente</strong> che con il <span id="more-11301"></span> concorso <a href="http://www.informambiente.it/?p=1321" target="_blank"><strong>Comuni ricicloni</strong></a> gratifica i comuni con i migliori sistemi di gestione dei rifiuti urbani. Il concorso, giunto alla sedicesima edizione, ha presentato, nei giorni scorsi, a Palermo il dossier <strong> <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/dossiersicilia09-3-Legambiente.pdf">Comuni Ricicloni Sicilia 2009 </a> </strong>.</p>
<p>Per le agenzie di <strong>Ambito Territoriale Ottimale</strong>, la maglia di trionfatore del riciclo è stata assegnata all’<strong>ATO AG1</strong>, con il 21,24%, segue l’<strong>ATO TP2</strong> con il 20,27% e l’<strong>ATO PA5</strong> con il 19,89%.</p>
<p>Se Trapani è l&#8217;ultima tra i capoluoghi di provincia siciliani il Trapanese si riscatta, però, con la <strong>Menzione speciale </strong>a tredici comuni <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/Raccolta-differenziata.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11379" title="Raccolta differenziata" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/Raccolta-differenziata-300x236.jpg" alt="Raccolta differenziata" width="300" height="236" /></a>del comprensorio, riuniti nell&#8217;<a href="http://rifiutizerotrapani.blogspot.com/2010/03/comuni-ricicloni-sicilia-2009-menzione.html" target="_blank"><strong>Ambito territoriale ottimale Trapani 1</strong></a>, unico in Sicilia ad aver fatto un balzo in avanti nella raccolta differenziata, arrivando al 40 per cento, una percentuale di tutto rispetto, considerati i livelli di arretratezza della Sicilia. Comunicati i risultati del 2009, è ufficialmente aperto <strong>Comuni Ricicloni 2010</strong>; scadenza per l&#8217;invio dei documenti l&#8217;<strong>11 maggio</strong>. Al concorso, possono partecipare <strong>comuni, unioni di comuni, comunità montane e sistemi consortili </strong>inviando i dati relativi ai rifiuti urbani prodotti nel 2009. La classifica verrà stilata in base all&#8217;indice di <strong>buona gestione</strong>, calcolato attraverso la valutazione di 23 parametri indicati dalla giuria.</p>
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