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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; rifiuti</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Raccolta differenziata, tempistica rovesciata</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 04:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una tempistica rovesciata quella seguita dalla Amministrazione comunale e dalle ditte che hanno avuto l&#8217;appalto della gestione dei rifiuti a Catania. Dalla collocazione dei cassonetti alla attività di informazione, i tempi sono stati scelti senza alcun criterio razionale, anzi proprio senza alcun criterio. La prima tappa, dopo l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;appalto con l&#8217;IPI-Oikos, è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/-iIEzuZyr4Fg/TrRxQKPMNnI/AAAAAAAAHzc/wUuIFXHjEZU/s300/cassonetti_catania.jpg" alt="" width="300" height="199" />Una tempistica rovesciata quella seguita dalla Amministrazione comunale e dalle ditte che hanno avuto l&#8217;appalto della <strong>gestione dei rifiuti</strong> a Catania. Dalla collocazione dei cassonetti alla attività di informazione, i tempi sono stati scelti senza alcun criterio razionale, anzi proprio <strong>senza alcun criterio</strong>.</p>
<p>La prima tappa, dopo l&#8217;entrata in vigore dell&#8217;appalto con l&#8217;IPI-Oikos, è stata quella del <span id="more-27203"></span>collocamento dei <strong>nuovi cassonetti</strong>, bianchi gialli e verdi rispettivamente per carta, plastica e vetro; grigi per l&#8217;indifferenziata (di quelli marroni parleremo più avanti). In realtà non si tratta di contenitori sconosciuti perchè, con qualche variante, li avevamo avuti già in precedenza. Venivano infatti comprati, collocati e quasi mai svuotati, almeno fino alla fiammata dei vandali di turno.</p>
<p>Adesso invece, con il nuovo anno e il nuovo appalto, si fa sul serio (!). I cassonetti colorati vengono svuotati, anche se con un po&#8217; di ritardo, i fori di ingresso vengono allargati, ma non troppo, su richiesta dell&#8217;utenza. Ma la <strong>differenziata</strong> tuttavia, con il conferimento alle relative piattaforme, non inizia subito. Ci vuole tempo “per andare a regime”, ci dicono. Di fatto è partita solo da poco.</p>
<p>Quella che non è mai partita è <strong>l&#8217;informazione</strong>. Cosa si può inserire nel cassonetto della plastica e cosa non si può inserire? Il cartone della pizza, sporco com&#8217;è, non è riciclabile, ma nessuno ce lo dice. Nessuno ci avverte del fatto che le bottiglie di plastica vanno inserite una alla volta e non abbandonate sul coperchio del cassonetto. La nostra sarà pigrizia o fretta, ma così non contribuiamo al riciclo, perchè ciò che rimane fuori finisce macinato nel compattatore dell&#8217;indifferenziata.</p>
<p>In primavera l&#8217;assessore garantisce che l&#8217;attività di informazione sta per partire, è prevista dall&#8217;appalto. Lo scrive sul giornale, lo assicura a chi glielo chiede. I mesi tuttavia trascorrono, è arrivato l&#8217;autunno e <strong>la comunicazione non è ancora iniziata</strong>. E le etichette adesive aggiunte mesi fa ai cassonetti, per dare qualche informazione aggiuntiva, sono state strappate dai ragazzini o scollate dall&#8217;acqua.</p>
<p>E non siamo ancora arrivati al tasto più delicato, quello dell&#8217;<strong>umido</strong>, misterioso “prodotto” che va buttato nei tristi cassonetti di color marrone, su cui è stampigliata una scritta in caratteri piccolissimi, e una sigla sibillina, FOU, Frazione Umida Organica.</p>
<p>Questo sì che è un fatto innovativo, che in città non era mai stato tentato. Ma non viene data <strong>nessuna spiegazione</strong>. Non se ne è parlato nemmeno quando i cassonetti sono stati collocati.</p>
<p>Il <strong>cittadino medio</strong> d&#8217;altra parte non si interroga, forse non guarda nemmeno la scritta, adotta i nuovi cassonetti per buttare quello che gli capita, esattamente come fa con quelli grigi. Insomma usa i cassonetti in modo “indifferenziato” e forse farebbe lo stesso con quelli colorati, se non fossero chiusi.</p>
<p>Nessuno lo ha preparato, nessuno gli ha spiegato che i <strong>residui organici</strong> sono i più numerosi e i più importanti tra quelli che produciamo. Se correttamente trattati negli appositi<strong> impianti di compostaggio</strong>,producono un ottimo fertilizzante, ma se non lo sono diventano anche i più pericolosi.</p>
<p>I cittadini dovrebbero essere informati che conferire separatamente i rifiuti organici è utile anche alla sua salute, perchè evita la formazione del famigerato <strong>percolato</strong>, il liquido di decomposizione che, attraversando sostanze nocive,  ne assorbe i veleni e li trasferisce nel terreno, dove si coltiva quello che mangiamo, o nella falda, contaminando l&#8217;acqua. Se lo sapesse, metterebbe più attenzione e impegno, ma nessuno lo informa.</p>
<p>Perchè questa fretta di collocare i cassonetti marroni insieme agli altri senza un&#8217;adeguata preparazione? Adesso che il cittadino ha introiettato l&#8217;idea che grigio o marrone fa lo stesso, la ditta vorrebbe correre ai ripari e <strong>sigillarli</strong> per evitare che siano usati impropriamente.</p>
<p>La verità è che alla ditta, fino a un paio di mesi fa, la cosa non interessava perchè tanto <strong>la raccolta dell&#8217;umido non si faceva proprio</strong>. L&#8217;impianto che avrebbe dovuto accoglierlo non era pronto e l&#8217;assessore cercava di trovare un&#8217;alternativa. Adesso è finalmente partito il conferimento ad un impianto di compostaggio, ma l&#8217;informazione continua a non partire.</p>
<p>E non chiamate informazione la distribuzione, ancora in corso, di un <strong>kit di sacchetti</strong> (per umido, carta e plastica) con relativo pieghevole, che solo quelli già informati leggeranno&#8230; Gli incaricati della consegna ne sanno poco anche loro e hanno soprattutto fretta di completare la distribuzione che, peraltro, in molti quartieri non è nemmeno iniziata.</p>
<p>I <strong>sacchetti dell&#8217;organico</strong> sono d&#8217;altra parte gli unici necessari, perchè il conferimento dell&#8217;umido presuppone sacchetti biodegradabili, che non devono essere eliminati perchè subiscono un processo naturale di trasformazione.</p>
<p>Quelli per carta e plastica sono invece <strong>clamorosamente inutili</strong>. Hanno motivo di esistere solo se si fa la raccolta porta a porta, che per adesso è esclusa. “Bisogna iniziare la differenziata tra le mura domestiche”, dice l&#8217;assessore Torrisi. Giusto, ma non si possono usare contenitori già in possesso della famiglia, in attesa di svuotare il contenuto nei cassonetti stradali appropriati? Tanto più che l&#8217;<strong>imboccatura molto stretta</strong> impedisce di inserire carta e plastica già raccolti nel sacco ricevuto in consegna.</p>
<p>Si avvicina la fine dell&#8217;anno e la percentuale di raccolta differenziata è ancora bassissima. La gente ha molti <strong>dubbi</strong> e molte <strong>domande</strong> da porre, ma non ci sono opportunità per esporle e per ricevere le necessarie risposte. Si parla di affidare il lavoro di informazione alle municipalità, ma per adesso sono solo buone intenzioni.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-MoQCRNT93OQ/TrReVd0cKPI/AAAAAAAAHzA/G57aVu-mjog/s540/111104%252520CGL%252520differenziata.jpg" alt="" width="306" height="163" />A parlare dei rifiuti e dell&#8217;ambiente ci ha provato Sara Fagone, responsabile della <strong>CGIL di Librino</strong>, che ha organizzato Venerdì 28 ottobre un&#8217;<strong>assemblea cittadina</strong> a cui avrebbe dovuto partecipare l&#8217;assessore, che però non è andato. Per l&#8217;Amministrazione è intervenuto Marco Morabito, della Direzione Ecologia e Ambiente. La <strong>partecipazione</strong> ampia e  <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/s38/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />attiva del pubblico ha dimostrato che il problema è sentito e che gli interventi di formazione non possono essere ulteriormente differiti.</p>
<p>In assenza di interventi ufficiali, una comoda <a href="http://redazionesottosfratto.it/2011/10/26/«e-questo-dove-lo-butto»-guida-alla-raccolta-differenziata/" target="_blank"><strong>guida</strong> alla raccolta differenziata è stata pubblicata sul sito di <em>Una redazione sotto sfratto</em></a></p>
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		<title>Finanziamenti per tutti, un contributo non si nega a nessuno</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 05:17:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ammontano ad oltre 50.000.000 di euro i contributi che la Regione Sicilia ha stanziato per il 2011 per Enti, associazioni più o meno culturali, fondazioni e altro. Da alcuni articoli apparsi sulla rete (Siciliainformazioni; palermo.blogsicilia) sappiamo che la somma stanziata è inferiore del 10% rispetto a quella dello scorso anno. Durante la discussione all’ARS qualcuno si è lamentato della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ammontano ad oltre <strong>50.000.000 di euro</strong> i contributi che la Regione Sicilia ha stanziato per il 2011 <strong>per Enti, associazioni più o meno culturali, fondazioni</strong> e altro. Da alcuni articoli apparsi sulla rete (<a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/123081/lars-pantano-cerca-laccordo-bilancio-lassalto-alla-famigerata-tabella.htm" target="_blank">Siciliainformazioni</a>; <a href="http://palermo.blogsicilia.it/bilancio-regionale-accordo-sullex-tabella-h/40989/" target="_blank">palermo.blogsicilia</a>) sappiamo che la somma stanziata è <img class="alignright" src="https://lh6.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TdGgvAHEWLI/AAAAAAAAEc8/NGwiQzeKxG8/soldi3.jpg" alt="" width="300" height="230" />inferiore del 10% rispetto a quella dello scorso anno. Durante la discussione all’ARS <strong>qualcuno si è lamentato</strong> della esiguità delle somme date ad alcune associazioni che vivono solo di questo, come il centro di ricerca Ettore Majorana, guidato da Antonio Zichichi. Ma, a leggere gli elenchi dei <span id="more-20861"></span>destinatari (vedi su <a href="http://www.livesicilia.it/2011/04/30/la-tabella-h-per-tutti-ecco-le-voci-in-elenco/" target="_blank">LiveSicilia</a>, unico sito online in cui abbiamo trovato citate tutte le voci) sembra che i criteri non siano cambiati.</p>
<p>Di alcune di queste associazioni conosciamo l’attività e siamo fiduciosi nel buon utilizzo dei finanziamenti, ma di altre ci sfugge la ratio. Ad incrementare i dubbi poi sono le voci generiche o fuori posto.</p>
<p>Entrando nel merito, iniziamo dalle <strong>voci generiche</strong>: 5 milioni di euro per i <strong>consorzi fidi</strong>, 3 milioni di euro per le <strong>aree di sviluppo industriale</strong> e per i “nuclei di industrializzazione della Sicilia”; un milione e 200 mila euro per “<strong>Iniziative di carattere culturale</strong>, artistico e scientifico di particolare rilievo”; un milione di euro per la <strong>propaganda di prodotti siciliani</strong> (ma la Regione – si chiede LiveSicilia-  attraverso assessorati, uffici e enti non fa già promozione?).</p>
<p>Si riscontrano inoltre voci che ci appaiono <strong>fuori posto</strong>. Ad esempio 2 milioni di euro per la raccolta differenziata di <strong>rifiuti</strong> e per nuove discariche, un milione di euro per la realizzazione di <strong>discariche</strong>; ma, si chiede sempre <a href="http://www.livesicilia.it/2011/04/30/la-tabella-h-per-tutti-ecco-le-voci-in-elenco/" target="_blank">LiveSicilia</a>: “che c’entra con le attività culturali?” “chi gestirà questi soldi?” “non ci dovrebbe essere un piano per le nuove discariche?”</p>
<p>E ancora: perché il contributo di 1.540.000 euro per i <strong>consultori familiari</strong> non è all’interno delle voci di spesa relative alla Sanità? E perché il contributo all’<strong>Università di Enna</strong> (1.000.000 di euro) e quello per le <strong>scuole elementari parificate </strong>(1.000.000 di euro) non sono all’interno delle voci relative all’Istruzione? Fra l’altro: perché finanziare le scuole elementari parificate?</p>
<p>Elencando le voci (oltre 100) per entità del contributo, dobbiamo arrivare in fondo alla lista per trovare contributi ad associazioni o per finalità che riconosciamo: 15.000 euro per associazioni che si occupano di <strong>malati oncologici terminali</strong>; 102.000 euro per <strong>Fiumara d’Arte</strong> di Castel di Tusa, 150.000 euro per <strong>Telefono azzurro</strong>, 188.000 euro per il <strong>Centro Ettore Majorana</strong>.</p>
<p>A leggere l’intera lista sorge il sospetto che oltre al finanziamento di iniziative lodevoli, perduri una modalità di <strong>elargizione di denaro pubblico senza un controllo a consuntivo</strong>. E poi: il bilancio regionale non risponde al <strong>criterio della unicità delle voci di spesa</strong>, per cui voci analoghe devono essere accorpate in un medesimo centro di spesa? Perché dunque inserire in questa tabella finanziamenti relativi alla sanità, alla istruzione, allo smaltimento dei rifiuti, quando esistono capitoli di spesa negli Assessorati di pertinenza?</p>
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		<title>Connett, l&#8217;utopia di un mondo senza rifiuti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 12:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Toccata e fuga quella di Paul Connett a Catania, venerdì scorso, di passaggio per l&#8217;appuntamento pomeridiano di Palermo. Nell&#8217;aula Magna della Università Centrale per quella mattina era annunciata anche la presenza di Raffaele Lombardo e del sindaco Stancanelli, ma si è fatto vedere solo l&#8217;assessore comunale Claudio Torrisi, impegnato soprattutto a rilasciare interviste ai media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TcZs9akHC4I/AAAAAAAAEYY/DeqS5VW_ZSw/Connet_images.jpg" alt="" width="202" height="172" />Toccata e fuga quella di <strong>Paul Connett</strong> a Catania, venerdì scorso, di passaggio per  l&#8217;appuntamento  pomeridiano di Palermo. Nell&#8217;<strong>aula Magna</strong> della Università Centrale  per quella mattina era annunciata anche la presenza di Raffaele Lombardo e del sindaco Stancanelli, ma si è fatto vedere solo l&#8217;assessore comunale <strong>Claudio Torrisi</strong>, impegnato soprattutto a rilasciare interviste ai media locali.</p>
<p>Connett era già stato ai <span id="more-20778"></span>Benedettini qualche anno fa, ma non dispiace riascoltarlo e condividere con lui la <strong>bella utopia del Zero Waste</strong>, Rifiuti Zero. Non solo riutilizzare, riciclere, compostare, ma continuare a ridurre al minimo la frazione residua, sottoponendola a ulteriori separazioni. E  ancora, ridurre gli imballaggi alla fonte, intervenire sulla concezione stessa del prodotto, per rendere  condivisa l&#8217;idea che un prodotto che non possa essere riutilizzato o riciclato non debba proprio esistere&#8230; “Gustosa” l&#8217;osservazione che siamo proprio noi italiani gli inventori del <strong>prodotto che non lascia residui</strong> e risolve alla radice il problema del&#8217;imballaggio, <strong>il gelato</strong>!</p>
<p>Ma non siamo ancora al cuore del problema. Emerge alla fine e riguarda i nostri comportamenti, la nostra mentalità. “<strong>La sfida più grande è combattere l&#8217;eccessivo consumo</strong> -dice Connet- capire che  la qualità della vita non dipende dal possesso degli oggetti.” Non basta infatti aumentare la raccolta differenzita <strong>se non diminuisce la produzione stessa di rifiuti</strong>. Che senso ha infatti differenziare di più se crescono i rifiuti che produciamo?</p>
<p>Bellissima prospettiva e <strong>amaro contrasto</strong> con una città sporca, con la furbizia di chi cerca di aggirare la norma che vieta i sacchetti di plastica, di chi lascia cadere a terra involucri di ogni tipo o non utilizza opportunamente i cassonetti di cui è stata tapezzata la città.</p>
<p>Ma siamo veramente noi, gli uomini e le donne della strada, i soli <strong>responsabili</strong>? Qualcuno ci ha <strong>informato</strong>, ci ha spiegato cosa si può mettere e non mettere in ogni singolo cassonetto? Qualcuno ci ha dato certezza che quanto i più scrupolosi versano correttamenten venga davvero destinato al riciclo e non ammucchiato tutto insieme, come qualcuno ha visto accadere nel momento del trasferimento negli autocompattatori?</p>
<p>Molte, troppe domande.</p>
<p>Quasi assenti le risposte. Non basta organizzare periodicamente un convegno a cui partecipa comunque una percentuale minima della cittadinanza. Se lo scopo deve essere quello di informare tutti, gli strumenti di comunicazione devono essere adeguati, pervasivi. E <strong>fino ad ora la comunicazione non c&#8217;è stata affatto</strong>.</p>
<p>Non abbiamo ancora visto nemmeno le ricadute positive della nascita dell&#8217;<strong>Osservatorio Esterno sui Rifiuti</strong>, istituito per vigilare sul servizio e garantire il raggiungimento degli <strong><a href="http://www.argo.catania.it/2010/05/05/via-gli-ato-le-srr-saranno-migliori/" target="_blank">obiettivi della nuova legge regionale</a></strong>, soprattutto il 65% di differenziata entro il 2015. La nascita dell&#8217;Osservatorio è stata <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/05/Io_differenzio_ComuneCT_2011.pdf">salutata come una conquista dalle associazioni ambientaliste</a> , da Rifiuti Zero a Legambiente al WWF</strong>, che sono state chiamate a farne parte insieme a tecnici, docenti universitari, <img class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TcsBkclkeWI/AAAAAAAAEa4/LED_sz-3kpo/Favoino_Enzo.jpeg" alt="" width="160" height="120" />rappresentanti degli enti locali e della prefettura.</p>
<p>Siamo lieti di sapere che come <strong>presidente</strong> di questo Osservatorio sia stato scelto un tecnico esperto e competente come <strong>Enzo Favoino</strong>, che ha fortemente contribuito anche all&#8217;elaborazione della stessa legge regionale. Siamo lieti che si prospetti la possibilità di introdurre <strong>modifiche </strong>all&#8217;attuale regime di raccolta stradale per passare al porta a porta, che permette di aumentare le percentuali di raccolta differenziate. Ma le <strong>buone intenzioni</strong> non ci bastano più.</p>
<p>Non vogliamo disperare, non vogliamo nemmeno restare a guardare alla finestra. Ci va di <strong>collaborare</strong> per far divenire Catania una delle realtà positive del Sud, una nuiova <strong>Salerno</strong> (con il suo 75% di raccolta differenziata). Dovete però darcene la <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>possibilità.</p>
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		<title>Rifiuti a Catania, un appalto da riciclare (o rottamare?)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 03:54:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è bastata la diffida presentata da un gruppo di associazioni ambientaliste a convincere il Comune di Catania a desistere. Il contratto relativo all&#8217;affidamento della raccolta dei rifiuti della città di Catania per i prossimi cinque anni è stato firmato il 22 dicembre 2010. Affidataria la ditta IPI-Oikos. Non per questo Legambiente, WWF e Rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è bastata la <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/DIFFIDA_Legambiente-_al_COMUNE.pdf">diffida</a></strong> presentata da un gruppo di associazioni ambientaliste a convincere il Comune di Catania a desistere. Il <img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TVr0jOLdxTI/AAAAAAAAC3E/QaarNIo8K-I/raccolta-differenziata.jpg" alt="" width="300" height="317" /><strong>contratto relativo all&#8217;affidamento della raccolta dei rifiuti</strong> della città di Catania per i prossimi cinque anni è stato firmato il 22 dicembre 2010. Affidataria la ditta <strong>IPI-Oikos</strong>. Non per questo <strong>Legambiente, WWF  e Rifiuti zero</strong> si sono arrese. Hanno anzi rincarato la dose, coinvolgendo le autorità regionali e il TAR.</p>
<p>La loro denuncia si basa essenzialmente sulle <strong>gravi discrepanze</strong> tra capitolo d&#8217;appalto e progetto tecnico da una parte e normative vigenti in materie di rifiuti dall&#8217;altra.</p>
<p>Il capitolato d&#8217;appalto, come le associazioni sottolineano, <strong>risale al 2008</strong>, anno in cui <span id="more-18018"></span>fu effettuato il bando e in cui è iniziato il <strong>lungo iter di questa aggiudicazione</strong>, definita dalla Sicilia del 28/12/10 “l&#8217;appalto infinito”. Nel frattempo, però, la normativa è notevolmente cambiata, soprattutto dopo l&#8217;approvazione della <strong>legge regionale n.9 dell&#8217;aprile 2010 </strong>(leggi il <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/legge_regionale_2010.pdf">testo integrale della legge</a>) . Ma né la  IPI-Oikos, né l&#8217;amministrazione comunale sembrano essersene accorte&#8230;</p>
<p>Il <strong>Capitolato d&#8217;appalto</strong> prevede infatti:</p>
<ul>
<li>una quota di <strong>raccolta differenziata</strong> dei rifiuti solidi <strong>del  38%,</strong> senza però nessuna sanzione efficace nel caso che la quota prevista non venga raggiunta</li>
</ul>
<ul>
<li>un metodo di raccolta differenziata <strong>di tipo “aggiuntivo”</strong>, vale a dire <strong>“stradale”</strong>, con collocazione di contenitori in aggiunta a quelli previsti per la raccolta indifferenziata</li>
</ul>
<ul>
<li>una durata di <strong>cinque anni</strong></li>
</ul>
<p>La <strong>legge regionale n.9/2010</strong> stabilisce invece che:</p>
<ul>
<li>la <strong>raccolta differenziata</strong> raggiunga<strong> il 65% entro il 2015</strong> (quindi tra quattro anni)</li>
</ul>
<ul>
<li>venga adottato <strong>“in via prioritaria”</strong> il sistema di <strong>raccolta domiciliare integrata del tipo “porta a porta”</strong></li>
</ul>
<p>La differenza potrebbe apparire secondaria, ma non lo è. Innanzi tutto la raccolta differenziata stradale è rimessa alla buona volontà dei cittadini, mentre la raccolta domiciliare obbliga a conferire i rifiuti con quel determinato sistema.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più. La legge regionale n.9 prevede che all&#8217;incremento della differenziata corrisponda un sistema “premiale”, vale a dire una <strong>riduzione della tariffa individuale da pagare</strong>. La raccolta stradale non permette di individuare quale sia il conferimento di ciascun utente e quindi <strong>preclude la possibilità di avere il premio</strong>, cioè una riduzione della tariffa.</p>
<p>C&#8217;è poi da aggiungere che è nell&#8217;interesse dei cittadini che la quota di raccolta indifferenziata cresca anche perchè solo questa buona pratica consentirà di <strong>evitare che le discariche siano saturate</strong> e si presenti una situazione di rischio per la salute (e per l&#8217;ordine pubblico) come quella che recentemente abbiamo visto verificarsi a Napoli e a Palermo.  Nel contratto stipulato, però, abbiamo visto che <strong>mancano sanzioni efficaci</strong> nel caso in cui la ditta che non dovesse ottemperare all&#8217;impegno relativo alla quota di differenziata promessa. Che comunque resta <strong>inferiore quasi della metà</strong> rispetto a quella stabilita dalla legge (38% contro 65%).</p>
<p>Nessun vantaggio economico quindi per la collettività, tanto più che il contratto sottoscritto dall’Amministrazione con l&#8217;IPI prevede che <strong>i proventi della differenziata vengano incamerati dall&#8217;impresa</strong>, quali che siano, senza nessuna quantificazione preventiva degli importi (che viaggiano nell’ordine di milioni di euro) e indipendentemente dai costi del servizio.</p>
<p>E&#8217; legittimo che il privato persegua il proprio interesse economico. Non è invece tollerabile che l&#8217;<strong>amministrazione pubblica</strong>, soprattutto nella persona del sindaco, abdichi al proprio ruolo, che è quello di operare <strong>in difesa dell&#8217;interesse pubblico.</strong></p>
<p>La quota prevista dalle legge (65%) è resa cogente da disposizioni della <strong>Comunità Europea</strong> e la mancata osservanza di questo impegno avrà come conseguenza anche delle sanzioni comunitarie, vale a dire delle multe che saremo noi a dover pagare!</p>
<p>L&#8217;amministrazione peraltro non ha ottemperato ad un obbligo previsto esplicitamente dalla legge, quello della pianificazione.  <strong>Manca infatti un qualsiasi piano dei rifiuti comunale</strong> e non si è    predisposto il regolamento per la raccolta differenziata.</p>
<p>Perchè l&#8217;IPI-Oikos non ha previsto il servizio di raccolta “porta a porta”? Nel <strong>Progetto tecnico esecutivo</strong> si  legge che esso “appare improponibile, in un territorio così vasto e popoloso”  in quanto comporterebbe non solo uno “stravolgimento delle abitudini delle famiglie”, ma soprattutto “<strong>l&#8217;impiego di considerevoli risorse umane</strong> .., con conseguente <strong>enorme aumento del costo</strong> del servizio&#8221;.</p>
<p>Le <strong>associazioni ambientaliste</strong>,  nella loro denuncia al Tar, <strong>contestano queste affermazioni</strong> facendo riferimento ad autorevoli studi di settore e all&#8217;esperienza di altri centri in cui viene già praticata la raccolta porta a porta. Il numero di addetti utilizzati in questi “casi similari” è <strong>1,2 addetti per 1000 abitanti</strong>. I dati relativi a Catania ce li fornisce lo stesso Progetto esecutivo. La popolazione residente nel territorio oggetto dell&#8217;appalto viene individuata in 270.000 persone (pag. 141), mentre le unità di personale che la ditta ha l&#8217;obbligo di impiegare sono 576 (pag. 87). Il rapporto tra abitanti e addetti che ne risulta è di <strong>2,1 addetti ogni 1000 abitanti</strong>, cioè quasi il <strong>doppio di quello considerato normale</strong> nelle altre realtà.</p>
<p>Tralasciamo infine il fatto che la &#8220;separazionedella frazione organica alla fonte&#8221; prevista dall</p>
<p>Non ci possono nemmeno dire “cosa fatta capo ha”. Secondo la giurisprudenza amministrativa, infatti, è legittima la scelta di un comune di <strong>revocare l&#8217;aggiudicazione di un appalto, qualora sia sopravvenuta una nuova normativa</strong>. Ed è  questo che è avvenuto. D&#8217;altra parte nell&#8217;art. 8 dello stesso capitolato d&#8217;appalto è previsto che l&#8217;amministrazione risolva (o modifichi) l&#8217;appalto nel caso in  cui le competenze all&#8217;espletamento del servizio passino ad altri enti. La legge 9/2010 ha previsto proprio il <strong>trasferimento delle competenze agli SRR, </strong>ponendo gli ATO in liquidazione. Nel periodo di transizione è stato previsto che <strong>non si potessero espletare nuove gare e affidati nuovi servizi per un periodo superiore ad un anno</strong>. Un contratto quinquennale è quindi illegittimo.</p>
<p>Non volendo gettare la spugna, Legambiente, WWF e Rifiuti Zero, oltre a fare <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/Ricorso_TAR_31-1-2011.pdf">ricorso al TAR</a></strong>, hanno inviato -in data 9 febbraio- una <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/RICHIESTA_-ACCESSO_ATTI.pdf">richiesta di accesso agli atti</a></strong> rivolta alle competenti autorità regionali.</p>
<p>L&#8217;avvio del servizio è previsto per il <strong>giorno 20 febbraio</strong>. Il tempo stringe. Si stanno muovendo anche altre realtà locali. <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/CiiàInsieme_Appalto_Rifiuti_2010.pdf">CittàInsieme ha emesso un comunicato</a></strong>, si è mosso <strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/oikos2.pdf">anche il PD</a></strong>, che, per bocca del capogruppo, Rosario D&#8217;Agata<strong>, </strong>ha <strong></strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/02/Interrogazione_DAgata.pdf">presentato un&#8217;<strong>interrogazione</strong> al Sindaco</a> con richiesta di urgente risposta scritta.</p>
<p>La questione ci riguarda da vicino. Non rimaniamo a guardare.</p>
<p>Sulla legge regionale n.9, leggi su Argo <a href="http://www.argo.catania.it/2010/05/05/via-gli-ato-le-srr-saranno-migliori/" target="_blank">Via gli Ato. Le SRR saranno migliori?</a></p>
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		<title>Inceneritori, i danni alla salute</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/02/04/inceneritori-i-danni-alla-salute/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 07:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[CIP6]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[L. Tomatis]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la prima parte dell&#8217;approfondimento allegato da Rifiuti Zero alla lettera aperta inviata al governatore Lombardo, da noi già pubblicata. Si tratta di una sintesi di una monografia sui danni alla salute, di cui in calce si può trovare il testo completo e la relativa bibliografia. &#8220;Vorremmo innanzi tutto chiarire che in codesta relazione usiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/inceneritore.jpg"><img class="size-medium wp-image-5245 alignleft" title="inceneritore" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/inceneritore-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a><em>Pubblichiamo la <strong>prima parte</strong> dell&#8217;approfondimento allegato da <strong>Rifiuti Zero</strong> alla <a href="http://www.argo.catania.it/2011/02/02/rifiuti-zero-a-lombardo/" target="_blank">lettera aperta inviata al governatore Lombardo, da noi già pubblicata</a>. Si tratta di una <strong>sintesi di una monografia sui danni alla salute, </strong></em><em>di cui in calce si può trovare il testo completo e la relativa bibliografia</em><em><strong>.</strong></em></p>
<p>&#8220;Vorremmo innanzi tutto chiarire che in codesta relazione usiamo volutamente il termine “inceneritore” dal momento che la dizione “<strong>termovalorizzatore</strong>”, con cui questi impianti sono comunemente indicati, è un termine di fantasia, che<span id="more-17723"></span> <strong>non trova riscontro nel resto d’Europa</strong>, dove tutt’al più impianti di questo tipo sono indicati col termine di “inceneritori con recupero energetico”.</p>
<p>Il problema dei rischi legati all’incenerimento dei rifiuti è di cruciale attualità: tale pratica sta infatti dilagando nel nostro paese grazie ad <strong>improprie incentivazioni economiche &#8211; elargite solo nel nostro paese</strong> (CIP6, certificati verdi) &#8211; che distorcono gravemente l’adozione di corrette politiche di smaltimento dei rifiuti, a cominciare dalla loro riduzione, riuso, riciclo ecc.</p>
<p>Il Trattato dell’UE ha vietato aiuti di Stato alle imprese. Successivamente la crisi energetica ha prodotto la <strong>Direttiva 2001/77/CE</strong>, la quale ha <strong>promosso l’energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili</strong>, definendo quali siano le fonti rinnovabili, e ha ammesso gli aiuti di Stato alle imprese interessate. I <strong>rifiuti non risultano tra le fonti definite rinnovabili</strong> dalla Direttiva 2001/77/CE e da successive direttive. Ciò nonostante l’<strong>Italia ha incluso i rifiuti tra le fonti rinnovabili</strong>, permettendo agli inceneritori che ne fanno uso per la produzione di energia elettrica di <strong>beneficiare del regime di aiuti statali</strong> (Legge n. 39/2002, art. 43; D.Lgs. n.387/2003, art. 17).</p>
<p>L’incenerimento dei rifiuti riduce solo il volume dei rifiuti in entrata e <strong>trasforma anche materiali relativamente inerti in ingresso in rifiuti altamente tossici e pericolosi</strong>, sotto forma di emissioni gassose, ceneri volanti e ceneri pesanti che, a loro volta, <strong>richiedono costosi sistemi di inertizzazione e stoccaggio</strong>.</p>
<p>Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori sono stati segnalati numerosi <strong>effetti avversi sulla salute sia neoplastici che non</strong>, quali: incremento di malformazioni congenite, ipofunzione tiroidea, diabete, ischemie, problemi comportamentali, patologie polmonari croniche aspecifiche, bronchiti, allergie, disturbi nell’infanzia, alterato rapporto maschi/femmine alla nascita.</p>
<p>Ancor più numerose e statisticamente <strong>significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro</strong>. Segnalati aumenti di cancro a: fegato, laringe, stomaco, colon-retto, vescica, rene, mammella. Particolarmente significativa risulta l’associazione per: cancro al polmone, linfomi non Hodgkin, neoplasie infantili e soprattutto sarcomi. Recenti studi condotti in Francia ed in Italia hanno evidenziato inoltre conseguenze particolarmente rilevanti nel sesso femminile.</p>
<p>Si sottolinea e si dimostra che, anche con i “nuovi” impianti, <strong>nessuna valida garanzia di innocuità può essere fornita</strong>, se non altro perchè trattandosi di “<strong>nuovi</strong>” impianti <strong>non esistono ovviamente indagini epidemiologiche</strong> idonee.</p>
<p>Questi <strong>rischi</strong> sono <strong>assolutamente ingiustificati</strong> in quanto <strong>esistono tecniche di gestione dei rifiuti, alternative</strong> alla combustione, già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi.</p>
<p>Proseguire sulla strada dell’incenerimento non può che essere definita, come già affermò <strong>Lorenzo Tomatis</strong> già direttore della Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, “<strong>una follia</strong>” e tutto ciò rende conto della resistenza che tale prassi incontra nelle popolazioni, nella comunità scientifica e soprattutto nei medici che, con assoluta fermezza e non solo in Italia, hanno preso posizione <strong>condannando senza appello l’incenerimento</strong>.</p>
<p>I medici sono ben consci che quando <strong>la scienza si è messa al servizio degli interessi economici</strong> sono derivati distorsioni e ritardi nella presa dei coscienza degli effetti negativi della salute delle scelte operate: la lista delle “lezioni apprese in ritardo da pericoli conosciuti in anticipo” è già troppo lunga: non è proprio il caso di aggiungervi anche i guai che inevitabilmente deriveranno dall’incenerimento dei rifiuti.</p>
<p>Per chi volesse approfondire la problematica, ecco la scheda su gli &#8220;<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2011/01/Inquinanti_emessi_inceneritori.pdf">Inquinanti emessi dagli inceneritori</a>&#8220;, con dettagli tecnici ben documentati</p>
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		<title>Rifiuti Zero su tritovagliatura e percolato</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/11/10/rifiuti-zero-su-tritovagliatura-e-percolato/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 20:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[compostaggio]]></category>
		<category><![CDATA[percolato]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa Palermo, 10 novembre 2010 L’associazione Rifiuti Zero Palermo ritiene paradossale che la rottura degli impianti di trito vagliatura mettano in ginocchio da un punto di vista igienico-sanitario la citta’ di Palermo e la sua provincia. La tritovagliatura serve a ridurre di qualche percentuale il volume di immondizia conferita in discarica, ma non elimina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa<br />
Palermo, 10 novembre 2010</p>
<p>L’associazione <strong>Rifiuti Zero</strong> Palermo ritiene paradossale che la <strong>rottura degli impianti di trito vagliatura</strong> mettano in ginocchio da un punto di vista igienico-sanitario la citta’ di Palermo e la sua provincia. La tritovagliatura serve a ridurre di qualche percentuale il volume di immondizia conferita in discarica, ma <strong>non elimina la formazione di percolato e biogas</strong>, altamente inquinanti, e non è il pretrattamento previsto dalla <strong>legge</strong>, che invece <strong>impone la separazione dell’organico dai rifiuti</strong>.</p>
<p>E’ necessario disporre l’immediata <strong>separazione dell’umido a monte</strong>, chiedendo alla cittadinanza di distinguere la parte umida da quella secca, e creare immediatamente impianti <strong>compostaggio</strong> che unitamente ai centri comunali di raccolta, dei quali ogni quartiere a Palermo e ogni comune in provincia dovrebbero essere dotati riducano drasticamente la quantità di rifiuti destinati alla discarica.</p>
<p>Occorre <strong>premiare i cittadini che conferiscono opportunamente i materiali differenziati</strong> (vetro, carta, metalli, plastica) con <strong>sconti sulla tassa sui rifiuti</strong>, e dotare la discarica di impianti di separazione secco/umido e di biostabilizzazione o di un impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) per il recupero dei materiali riciclabili.</p>
<p><strong>Tutto cio’ e’ possibile</strong> realizzarlo <strong>in pochissimo tempo e con una spesa di molto inferiore </strong>al prezzo che ogni cittadino sta attualmente pagando per il conferimento in discarica e un pretrattamento fuori legge e quasi inutile.</p>
<p>Donatella Costa<br />
Rifiuti Zero Palermo<br />
331.6028566<br />
costa_donatella@libero.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>No all&#8217;uso del CDR come combustibile nei cementifici</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/11/02/no-alluso-del-cdr-come-combustibile-nei-cementifici/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 11:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AugustAmbiente]]></category>
		<category><![CDATA[CDR]]></category>
		<category><![CDATA[cementifici]]></category>
		<category><![CDATA[Decontaminazione Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Isola Pulita]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Rifiuti Zero]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina. Per dire NO all’uso del CDR come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti. Infatti il cemento, ottenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comunicato stampa congiunto di Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo, Rete Rifiuti Zero Messina.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per dire <strong>NO all’uso del CDR come combustibile nei cementifici</strong> basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri ad indicare sul contenitore se il cemento, in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti. Infatti il cemento, ottenuto con il co-incenerimento di CDR e combustibile fossile, diventa <strong>pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati </strong>(vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).</p>
<p>Inoltre i cementifici hanno <strong>limiti di concentrazioni di inquinanti</strong>, autorizzati allo scarico in atmosfera, <strong>superiori rispetto agli inceneritori</strong> pur avendo un flusso di emissioni maggiore.</p>
<p>Alle Associazioni Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e Rete Rifiuti Zero Messina, basta solo quanto sopra per dichiararsi assolutamente <strong>contrari ad ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo</strong>.</p>
<p>Al posto della combustione del CDR <strong>si propongono i trattamenti a freddo</strong>, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.</p>
<p>Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del CDR; questo non lo permetteremo e <strong>ci opporremo con ogni mezzo democratico</strong> contro il tentativo di bruciare CDR nei cementifici.</p>
<p>Palermo, 26 ottobre 2010</p>
<p><strong>Decontaminazione Sicilia</strong></p>
<p><strong>AugustAmbiente</strong></p>
<p><strong>Isola Pulita</strong></p>
<p><strong>Rifiuti Zero Palermo</strong></p>
<p><strong>Rete Rifiuti Zero Messina</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Luigi Solarino :330975680</p>
<p>Giuseppe Ciampolillo : 3331017981</p>
<p>Donatella Costa : 3316028566</p>
<p>Beniamino Ginatempo : 3287547423</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rifondazione esprime solidarietà ai lavoratori IPI</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/10/21/rifondazione-esprime-solidarieta-ai-lavoratori-ipi/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 21:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[IPI]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra Federazione di Catania. COMUNICATO  SPAMPA Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai lavoratori IPI che, dopo un anno di ottimo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, vengono adesso licenziati. Il Comune di Catania, dopo aver decantato il nuovo servizio, non è in grado di proseguire e di ampliare a tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra </strong></p>
<p><strong>Federazione di Catania. </strong></p>
</div>
<div>
<p>COMUNICATO  SPAMPA</p>
<p>Rifondazione Comunista esprime piena <strong>solidarietà ai lavoratori IPI</strong> che, dopo un anno di ottimo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, vengono adesso licenziati.</p>
<p>Il Comune di Catania, dopo aver decantato il nuovo servizio, non è in grado di proseguire e di ampliare a tutta la città questa importante esperienza, ed assiste passivamente al licenziamento dei lavoratori.</p>
<p>Da oltre un anno la città è <strong>in attesa del nuovo appalto</strong> dei servizi di raccolta dei rifiuti e di spazzamento, che comprenderebbe anche la raccolta differenziata, ma l’amministrazione comunale non è finora riuscita a decidere a chi assegnare l’appalto.</p>
<p>Ancora una volta l’ <strong>inefficienza amministrativa</strong> viene pagata dai lavoratori, che perdono il posto di lavoro e restano senza alcun reddito.</p>
<p>Rifondazione Comunista chiede che il servizio di raccolta differenziata <strong>porta a porta</strong> dei rifiuti  prosegua ed anzi si generalizzi in tutto il territorio cittadino, con il conseguente abbassamento della tariffa pagata dalle famiglie, e che i lavoratori, che così bene hanno lavorato in questo anno, non siano licenziati , ma abbiano la riconferma del lavoro.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il responsabile politiche comunali                                           Marcello Failla<strong><strong> </strong></strong></p>
<p><strong> </strong> Il segretario provinciale                                                               Pierpaolo Montalto</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ecomafie: rifiuti, cemento e altro</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/10/06/ecomafie-rifiuti-cemento-e-altro/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 03:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[“ Le ecomafie sono business, sono silenzio, sono tacito accordo. Il puzzo del loro malaffare è coperto dalle parole rassicuranti di quelli che ripetono a oltranza che tutto va bene”, scrive Roberto Saviano nella prefazione a &#8216;Ecomafia 2010, le storie e i numeri della criminalità ambientale&#8216;, il volume curato da Legambiente per fornire, annualmente, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“ Le ecomafie sono <strong>business</strong>, sono silenzio, sono <strong>tacito accordo</strong>. Il puzzo del loro malaffare è coperto dalle parole <img class="alignleft" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TKuFW9F0QpI/AAAAAAAAAsQ/aK92a5ILQUE/ecomafia_2010_200.jpg" alt="" />rassicuranti di quelli che ripetono a oltranza che tutto va bene”, scrive Roberto Saviano nella prefazione    a &#8216;<strong>Ecomafia 2010, le storie e i numeri della criminalità ambientale</strong>&#8216;, il volume curato da Legambiente per fornire, annualmente, a tutti i cittadini un quadro completo su ciò che avviene nel territorio italiano.</p>
<p>In effetti, nel corso del 2009 sono aumentati, nel nostro Paese, le infrazioni accertate (+ 11%), le persone denunciate (+ 33,4%), quelle arrestate (+ 43%), i sequestri effettuati (+11%). Si tratta di dati  relativi a <strong>infrazioni commesse</strong> nella gestione del ciclo dei rifiuti, in quella del cemento, relativi al <strong>furto di opere d&#8217;arte</strong>, a reati contro <span id="more-15390"></span>la <strong>fauna</strong>, alla <strong>pesca di frodo</strong> e al <strong>traffico di animali</strong>, alla violazione di <strong>norme edilizie e paesaggistiche</strong>.</p>
<p>La mafia controlla l&#8217;<strong>agricoltura</strong>, con un giro d&#8217;affari di 50 miliardi l&#8217;anno e 150 reati giornalieri accertati, dal furto di attrezzature alle estorsioni alle truffe nei confronti della UE. Condiziona buona parte dell&#8217;intera <strong>filiera agroalimentare</strong> &#8220;dalla produzione agricola all’arrivo della merce nei porti, dai mercati all’ingrosso alla grande distribuzione&#8221;(L Salici).  E specula sugli<strong> incendi dolosi.</strong></p>
<p>E&#8217; interessante notare, come fa Gemma Contin, che  “nella ripartizione geografica, i reati ambientali si riducono nelle quattro regioni a tradizionale radicamento mafioso (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia) mentre a<strong>umenta l&#8217;incidenza</strong> dei reati ambientali delle <strong>regioni del centro – nord</strong>”. Interessante perché è un&#8217;evidente conferma del fatto che le ecomafie, come da tempo denunciano i più attenti osservatori, hanno invaso l&#8217;intero Paese.</p>
<p>In Sicilia, il primo grande business è quello relativo alla <strong>gestione del ciclo dei rifiuti</strong>, le infrazioni accertate sono state ben 364 (quasi una per ogni comune dell&#8217;Isola) a conferma di tante, troppe, città lasciate in condizioni vergognose.</p>
<p>Un servizio, quello dello smaltimento dei rifiuti, che è in perdita per il servizio pubblico, ma che è fonte di notevoli profitti per le organizzazioni mafiose. Queste ultime, infatti, provvedono a <strong>smaltire illegalmente</strong> e al di fuori di ogni controllo, il materiale senza preoccuparsi dei <strong>danni, spesso irreparabili</strong>,  provocati nel territorio.</p>
<p>Altrettanto importante, in Sicilia, ciò che avviene intorno al <strong>ciclo del cemento</strong> “nella sua duplice versione – <img class="alignright" src="http://lh6.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TKuHwfqpv-I/AAAAAAAAAtA/coHNSxnNsMQ/immagine-2.jpg" alt="" width="300" height="194" />sottolinea la Contin – del traffico di cemento impoverito [...] e del giro di affari legati all&#8217;abusivismo”. Un &#8216;giro&#8217; particolare, quello del cemento, in gran parte strettamente connesso con gli <strong>appalti pubblici</strong> e per questo in grado di coinvolgere non solo la mafia ma anche grandi imprese del nord, funzionari e dirigenti pubblici, rappresentanti politici. “La Sicilia &#8211; conclude la Contin – nel ciclo del cemento vanta diversi primati: 580 cave, circa 150 mila addetti secondo l&#8217;Ance; al primo posto in Italia per materiale estratto”.</p>
<p>Ovviamente, il cemento <strong>non</strong> serve <strong>solo</strong> per le <strong>opere pubbliche</strong>, e infatti Palermo e Catania occupano rispettivamente il settimo e l&#8217;ottavo posto nella graduatoria italiana dei ‘<strong>fabbricati non dichiarati</strong>’.</p>
<p>Per concludere, i dati sui <strong>reati ambientali</strong> nel solo ciclo del cemento in Sicilia, nel 2009, parlano di 718 infrazioni accertate, 915 persone denunciate, 532 sequestri.</p>
<p>Gemma Contin, <em>Rifiuti e cemento il nuovo business mafioso</em>, A Sud&#8217;Europa n° 32 del 13.09.2010</p>
<p>Luca Salici, <em>I business delle ecomafie non solo rifiuti e cemento</em>, Quotidiano di Sicilia, 5 giugno 2010 (riportato in mafieholding.wordpress.com)</p>
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		<title>Piazza Nettuno e la Scogliera dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 04:41:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mare di un blu intenso, rocce nere che disegnano anfratti, archi e calette. E&#8217; la Scogliera di Catania, paesaggio unico più che raro, che sembra &#8220;normale&#8221; solo a noi catanesi che lo abbiamo sempre sotto gli occhi. Per tutti gli altri, i siciliani dell&#8217;ovest e del sud, i connazionali che scendono dal nord, gli stranieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GFOkGZ7Qjfo&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/GFOkGZ7Qjfo&amp;hl=en_US&amp;fs=1?rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Mare di un blu intenso, rocce nere che disegnano anfratti, archi e calette. E&#8217; la <strong>Scogliera di Catania</strong>, paesaggio unico più che raro, che sembra &#8220;normale&#8221; solo a noi catanesi che lo abbiamo sempre sotto gli occhi. Per tutti gli altri, i siciliani <span id="more-13939"></span>dell&#8217;ovest e del sud, i connazionali che scendono dal nord, gli stranieri che arrivano da ogni parte del mondo, è un luogo <strong>dai colori e dalle forme magiche</strong>. Dovrebbe essere il &#8220;salotto&#8221; della città, prezioso almeno quanto il nostro austero barocco. E invece, che cosa abbiamo fatto noi catanesi irresponsabili e anche sciocchi? Lo abbiamo trasformato in una <strong>pattumiera a cielo aperto</strong>, che alimentiamo continuamente buttando spazzatura di ogni genere, cartacce e plastica, a ridosso della balconata sul mare e in mezzo alla trascurata <strong>macchia mediterranea</strong>. Eppure anche questa, se curata e valorizzata, potrebbe rendere ancora più bello il gioiello della Scogliera.</p>
<p>Lo sporco chiama altro sporco. Nessuno si sente colpevole perchè tanto &#8230;lo fanno tutti&#8230; Pochi si rendono conto di stare danneggiando non solo un <strong>bene naturalistico</strong>, ma anche una potenziale <strong>risorsa economica</strong>, capace, proprio per la sua bellezza, di attirare visitatori.</p>
<p>Risorsa economica? <strong>Ma allora privatizziamola</strong>! Costruiamo palazzi con appartamenti con vista sul mare, qualche bel supermercato con relativi inevitabili parcheggi, e poi ristoranti, bar, locali di intrattenimento, in cui la vista del mare non è poi così necessaria&#8230;. Oddio! Non è che stiamo arrivando a postulare una variante del <strong>Waterfront</strong>? Potremmo addirittura essere così cattivi da supporre che l&#8217;incuria in cui questo luogo è lasciato dall&#8217;aministrazione comunale sia dovuta non solo a poca solerzia e a pochi mezzi. Potremmo immaginare che venga lasciato così anche per generare una tale amarezza e insoddisfazione che qualunque cosa si faccia domani in questo magico luogo sembri sempre migliore dell&#8217;abbandono attuale.</p>
<p>Pensare che possa essere <strong>ripulito, curato, sorvegliato</strong>, lasciandolo accessibile a tutti e godibile da tutti i punti di osservazione è quindi solo un&#8217;utopia? Pensare che tutti noi possiamo sentirci com-proprietari e quindi cor-responsabili, che possiamo passeggiarci liberamente rispettandolo è solo un sogno? Pensare che dovremmo vigilare su questo luogo perchè rimanga un <strong>bene comune</strong> e non diventi occasione di<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> arricchimento solo per pochi è una pia illusione? O sarebbe solo dimostrazione di <strong>senso civico</strong>?</p>
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