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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; S.Cristoforo</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Un&#8217;insegnante di San Cristoforo alla Gelmini</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 04:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gentile ministro Gelmini,  mi rivolgo a Lei in quanto autrice della riforma scolastica che porta appunto il suo nome. Molti vociferano sul fatto che non sia Lei la effettiva ideatrice della riforma che sta impoverendo la Scuola Italiana, se così fosse, mi rivolgo a chiunque ne sia l&#8217;artefice. Quello che è stato fatto alla Scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TZOiK75lB1I/AAAAAAAAD-M/igWPChL5LtI/3.jpg" alt="" width="300" height="230" />Gentile ministro <strong>Gelmini</strong>,  mi rivolgo a Lei in quanto autrice della <strong>riforma scolastica</strong> che porta appunto il suo nome. Molti vociferano sul fatto che non sia Lei la effettiva ideatrice  della riforma che <strong>sta impoverendo la Scuola Italiana</strong>, se così fosse, mi  rivolgo a chiunque ne sia l&#8217;artefice.</p>
<p>Quello che è stato fatto alla Scuola Pubblica è fuori da ogni logica pedagogica, come dire<span id="more-18581"></span> &#8230;è assurdo! Le riforme andrebbero fatte da chi conosce da dentro la Scuola, neanche da illustri studiosi che della scuola hanno solo conoscenze teoriche, bensì da persone come me che lavorano da decenni in <strong>scuole pubbliche  denominate</strong> <strong>“ a rischio “</strong>. Figuriamoci gli effetti di una riforma ragionata a tavolino dal ministro Tremonti che pensa da &#8220;commercialista&#8221; e fatta passare per opera di una delle donne-fantoccio del governo Berlusconi!</p>
<p>La scuola ne esce, da questa azione mortificante, peggio di quanto ancora si possa vedere; nelle  cosiddette scuole a rischio delle <strong>periferie del Sud Italia</strong>, la scuola  dovrebbe avere il compito di accogliere i bambini per un <strong>tempo massimo</strong> e  fungere da sostegno a quelle famiglie che scelgono di lavorare  onestamente e non hanno a chi lasciare i propri figli. Dovrebbe  garantire l&#8217;offerta formativa e <strong>rimuovere gli ostacoli</strong> che ne  impediscano la piena realizzazione, ostacoli che al momento sono  rappresentati da quei tagli che assumono l&#8217;effetto di coltellate a  scuole come la mia.</p>
<p><strong>Quando ancora si lavorava con i moduli</strong>, ricordo lontano di isole felici, auspicavamo che la Scuola pensasse  ad <strong>affiancare a noi insegnanti delle figure professionali specializzate</strong>,  come psicologi dell&#8217;età evolutiva o psichiatri infantili, poiché molti  dei bambini con cui lavoriamo provengono da situazioni di <strong>forte  deprivazione</strong>, a volte vittime di violenze inaudite a cui noi insegnanti  <strong>non sappiamo come far fronte</strong>: possiamo offrire loro comprensione ed  affetto ma laddove ci siano delle violenze, degli abusi, non si può  mettere un cerotto, dare un bacetto alla bua e continuare come se tutto  fosse passato.</p>
<p>Questo per noi era uno dei punti principali che un  ministro della Pubblica Istruzione dovesse prendere in considerazione,  allargare l&#8217;organico con figure specializzate e <strong>invece abbiamo subito  l&#8217;amputazione a carne viva del &#8220;team&#8221; docente</strong>, il nostro punto di forza.</p>
<p>Lei ci ha profondamente deluso signora ministro. La sua riforma ha  <strong>ridotto il tempo scuola</strong>, ha annullato le compresenze, ha fatto sì che  quelle discipline che molto contribuiscono ad affinare la <strong>sensibilità</strong> e  la <strong>logica</strong> del bambino venissero <strong>fortemente penalizzate</strong>.</p>
<p>Mi riferisco a discipline come l&#8217;educazione musicale o all&#8217;arte o  l&#8217;educazione motoria che sviluppano armonia nel corpo e nella mente,  &#8220;mens sana in corpore sano&#8221;, che <strong>invece di essere affidate a degli  insegnanti specializzati, sono affidate al docente prevalente</strong> che avendo  già una mole di lavoro non indifferente ( le chiarisco che i nostri  alunni non parlano un italiano corretto e neanche il dialetto ma un  miscuglio tra i due) spesso è costretto a <strong>sacrificare ore preziose ad  esse destinate</strong>.</p>
<p>Io ritengo di conoscere a fondo la Lingua Italiana, le  regole matematiche, adoro trasmettere ai miei alunni l&#8217;amore per la  Storia , per i viaggi in Paesi con culture diverse dalla nostra e amo  l&#8217;arte in ogni sua forma. Oggi so di poter contare unicamente su queste  mie risorse. Ma <strong>mettiamo il caso</strong> io pesassi cento chili e dovessi  portare i miei alunni in palestra, o che fossi insensibile a qualunque  forma d&#8217;arte, su quale risorsa potrei contare? E se poi fossi una  persona problematica, con scarsa empatia verso i bambini, volta solo a  seguire il programma e interessata esclusivamente alla stabilità di un  posto fisso? Ce ne sono tante persone così nella scuola, sa? Se io fossi  così, ma ringrazio il cielo di non esserlo, <strong>i miei alunni non avrebbero  scampo e dovrebbero rassegnarsi a me</strong>.</p>
<p>L’organizzazione modulare consentiva invece la <strong>pluralità dell’insegnamento</strong> e un’impostazione democratica della vita  scolastica. Era possibile organizzare le <strong>compresenze</strong> in modo tale da recuperare gli alunni svantaggiati, i quali oggi sono abbandonati ad un unico destino: la bocciatura.</p>
<p>Lei non può immaginare l’<strong>infinita solitudine a cui è costretto un alunno che non riesce a seguire il programma della classe</strong>, egli viene privato non solo dei suoi diritti sociali, quelli di una scuola imparziale ma anche della propria dignità d’alunno. D’altro canto gli alunni che godono del sostegno sono spesso dislocati in classi diverse per cui un insegnante coscienzioso che non voglia destinar loro solo 5 ore la settimana, suo malgrado forma dei gruppi di lavoro che ricordano tanto le classi differenziate.</p>
<p>I bambini con situazioni fortemente problematiche presto abbandonano la scuola e accrescono gli indici dell’illegalità. E allora se <strong>la Scuola Italiana è destinata a tornare quella degli anni ’50</strong>, non si dovrebbero avere programmi ambiziosi come quelli delle scuole europee: si dovrebbero riprendere i programmi minimi che consentissero di scrivere, leggere e fare di conto!</p>
<p>Io sono convinta che ci sia un <strong>interesse ben preciso dietro a questa  riforma</strong> che non è soltanto quella di evitare gli sprechi ma un fine  politico, quello di <strong>lasciare le masse nell&#8217;ignoranza e  nell&#8217;inconsapevolezza</strong>. Tanto i vostri figli andranno nelle scuole  private, finanziate anche con denaro pubblico!</p>
<p>Ma finché avrò fiato io  stimolerò i miei alunni a <strong>usare la loro testa</strong>, a <strong>sganciarsi  dall&#8217;omologazione</strong> di massa a cui li sottopone la cultura televisiva, ad  amare la lettura che amplifica la loro immaginazione. <strong>Sono le battaglie  quotidiane</strong> che ci hanno consentito di salvare tanti bambini che ci  rendono forti e fiduciosi di un futuro migliore, di una scuola che  consideri loro degli orticelli fertili e non freddi numeri di un elenco!</p>
<p>Dedico  queste mie riflessioni ai bambini della <strong>Doria di via Della Concordia</strong> con i quali ho vissuto 11 anni al massimo delle emozioni possibili.</p>
<p><strong>Monia Frizzi</strong>, un&#8217;insegnante di scuola primaria</p>
<p><strong>Tratto da</strong>: <a href="http://www.associazionegapa.org/component/content/article/500-lettera-alla-gelmini.html" target="_blank"><strong>I Cordai</strong>, mensile curato dal Centro di aggregazione popolare <strong>GAPA</strong></a></p>
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		<title>Cena popolare di autofinanziamento al GAPA</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 22:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il GAPA ci invita a &#8220;passare insieme una serata a raccontare anche delle ultime iniziative del gapa e dei gruppi con i quali il gapa condivide il proprio agire. Presenteremo l&#8217;ultimo numero del giornale i Cordai di marzo. Il tutto con semplicità, affetto e resistenza. Vi aspettiamo&#8221;. http://www.associazionegapa.org/ Da ventuno anni il G.a.p.a. lavora con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il GAPA ci invita a &#8220;<strong>passare insieme una serata a raccontare anche delle ultime iniziative</strong> del gapa e dei gruppi con i quali il gapa condivide il proprio agire. Presenteremo l&#8217;<strong>ultimo numero del giornale i<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/gapa2.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-2349" title="gapa2" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/gapa2.jpeg" alt="gapa2" width="88" height="66" /></a> Cordai</strong> di marzo. Il tutto con semplicità, affetto e <strong>resistenza</strong>. Vi aspettiamo&#8221;. <a href=" http://www.associazionegapa.org/" target="_blank"> http://www.associazionegapa.org/</a><br />
<strong>Da ventuno anni</strong> il G.a.p.a. lavora con le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi e le famiglie del quartiere S. Cristoforo, a Catania attraverso <strong>attività di sostegno scolastico, animazione, campi estivi, spettacoli teatrali, </strong>momenti di incontro<span id="more-2336"></span> su tematiche del quartiere, <strong>denuncie e iniziative di rivendicazione</strong> dei tanti diritti negati. Determinati nel non chiedere contributi economici che provengano da enti locali (per un <strong>volontariato critico e libero</strong>, non sostitutivo alle responsabilità e ai doveri del &#8220;pubblico&#8221;), in questi anni le uniche forme di finanziamento si sono realizzate attraverso spettacoli teatrali, cene di autofinanziamento e contributi di privati cittadini che hanno condiviso gli obiettivi del loro agire. (Tratto da La Periferica, <a href="http://www.laperiferica.it/" target="_blank">http://www.laperiferica.it/)</a></p>
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