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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; sicurezza</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Sicurezza nelle scuole, forse non tutti sanno che</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 03:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo in caso di eventi drammatici, e peraltro per pochi giorni, si discute sulla sicurezza delle nostre strutture scolastiche, frequentate quotidianamente da milioni di persone di tutte le età. Finita l’emergenza, le attività proseguono “normalmente”. In molti casi, l’assenza delle prescritte certificazioni non rappresenta un serio problema da affrontare e risolvere. In sostanza, l’obiettivo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/scuole_sicurezza-lavoro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12150" title="scuole_sicurezza-lavoro" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/05/scuole_sicurezza-lavoro.jpg" alt="scuole_sicurezza-lavoro" width="300" height="272" /></a>Solo <strong>in caso di eventi drammatici</strong>, e peraltro per pochi giorni, si discute sulla sicurezza delle nostre strutture scolastiche, frequentate quotidianamente da milioni di persone di tutte le età. Finita l’emergenza, le attività proseguono “normalmente”.</p>
<p>In molti casi, l’<strong>assenza delle prescritte certificazioni</strong> non rappresenta un serio problema da affrontare e risolvere. In sostanza, l’obiettivo di un ambiente sicuro, gradevole e ben organizzato, che contribuirebbe, anche, al <span id="more-12147"></span>buon andamento del lavoro, non sembra interessare.</p>
<p>I <strong>tagli alla scuola</strong> previsti dalla Gelmini-Tremonti (legge133, art. 64) rendono ancora più complicata la situazione. Secondo le nuove indicazioni, le classi iniziali della scuola superiore potranno essere formate addirittura da <strong>33 allievi.</strong></p>
<p>Dal punto di vista strettamente <strong>didattico</strong> ciò renderà impossibile programmare seriamente il lavoro, seguire tutti gli alunni, sviluppare coerentemente i programmi. In poche parole, molti saranno <strong>emarginati e/o abbandonati</strong> e tutta l’attività sarà inevitabilmente ridimensionata.</p>
<p>Questi numeri non incidono negativamente solo sulla qualità della proposta didattica, ma renderanno <strong>fuori legge aule e laboratori</strong>. Infatti, le nuove disposizioni violano, in tema di sicurezza, molte norme tuttora vigenti.</p>
<p>Se si realizzerà quanto progettato dal Ministero, verrà di fatto annullato il D.M. 18 dicembre 1975  (<strong>Norme tecniche per l’edilizia Scolastica</strong>) che stabilisce i parametri spaziali minimi a disposizione di ogni persona presente nei locali scolastici (1,80 metri quadri netti per la scuola dell&#8217;infanzia, primaria e secondaria di I grado; 1,96 metri quadri netti per le scuole secondarie di II grado). Né, tanto meno,  si terrà conto del D.M. 26 agosto 1992  (<strong>Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica</strong>) che stabilisce in 26 unità (compreso il docente) il limite massimo di persone presenti in un’aula, e ciò tenendo conto della funzionalità didattica e della prevenzione incendi.</p>
<p>Infine, le direttive del Ministero entrano in contraddizione con il Decreto legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008, <strong>testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.</strong></p>
<p>Ce n’è abbastanza per non continuare a subire passivamente una tale situazione, per non far finta di niente. Se il Ministero intende <strong>risparmiare su salute, sicurezza e qualità del lavoro</strong>, tutti coloro che sono interessati al buon funzionamento della scuola pubblica statale hanno il diritto di far sentire la propria voce, esigendo il rispetto delle regole, a partire dall’individuazione di criteri corretti per la formazione delle classi.</p>
<p>Poiché gli <strong>Organi Collegiali</strong> non sono stati ancora aboliti, pretendere che si occupino di tali problemi e incalzino i Dirigenti Scolastici, responsabili della sicurezza degli Istituti, affinché <strong>applichino quanto prevede la legge </strong>è una proposta sicuramente sensata, forse doverosa.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Richiesta di urgente incontro all’assessore alle politiche scolastiche del comune di Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 22:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[edifici scolastici]]></category>
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		<description><![CDATA[I sottoscritti Responsabili cittadini di Rifondazione comunista e Comunisti italiani, ed il Coordinatore provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà, nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì 2 febbraio u.s., hanno affrontato il problema della sicurezza nelle scuole cittadine. Nonostante le sollecitazioni della protezione civile, che quest&#8217;estate ha inviato i suoi tecnici nelle scuole catanesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sottoscritti Responsabili cittadini di Rifondazione comunista e Comunisti italiani, ed il Coordinatore provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà, nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì 2 febbraio u.s., hanno affrontato il problema della sicurezza  nelle scuole cittadine.</p>
<p>Nonostante le sollecitazioni della protezione civile, che quest&#8217;estate ha inviato i suoi tecnici nelle scuole catanesi, il comune non ha finora provveduto a realizzare il censimento degli interventi necessari per la messa a norma degli edifici scolastici cittadini, perdendo un´importante occasione per riavviare il volano dello sviluppo di qualità e lasciando migliaia di persone a rischio in caso di evento sismico.</p>
<p>Va rilevato, infatti, come fin dal 1990 la Protezione Civile avesse comunicato il grave stato degli immobili pubblici in Sicilia ed a Catania: circa l´80% dei locali non sono antisismici e mettono a rischio la vita di migliaia di operatori scolastici e studenti.</p>
<p>Per tutta risposta il sindaco Stancanelli, invece di occuparsi dell´emergenza scolastica,  propone, nell’ambito del progetto speculativo su Corso dei Martiri e per aumentarne le cubature di edificazione, la chiusura e la demolizione di una delle scuole più moderne della città, la Giovanni Pascoli, che, sostengono sindaco e giunta, dovrebbe essere ricostruita nel piazzale della stazione ferroviaria, in un´area pericolosa per gli alunni, perché ad alta densità di traffico.</p>
<p>Negli ultimi mesi sono peraltro aumentati i casi di scuole sfrattate per morosità e mancano le risorse per la manutenzione ordinaria.</p>
<p>I tre dirigenti della Sinistra hanno rammentato i casi della media “Di Bartolo” (sfrattata dalla propria sede storica per far posto agli Uffici dell’Assessorato comunale alle Attività produttive), dell’asilo nido di via Tomaselli, in procinto di sfratto per morosità a causa della incapacità dell’amministrazione comunale di pagarne il canone locativo, dell’Andrea Doria, plesso di via Case Sante, dove non è possibile accendere le stufe nelle aule perché il comune non dispone di cento euro per comprare gli interruttori magnetotermici.</p>
<p>I dirigenti di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Sinistra Ecologia e Libertà, atteso lo stato disastroso della edilizia scolastica catanese, del resto perfettamente in coerenza con il progetto di distruzione sistematica della scuola pubblica attuata dal Ministro Gelmini, chiedono un urgente incontro con l´assessore alla pubblica istruzione del comune di Catania perché venga predisposto un piano organico per le manutenzioni e gli adeguamenti antisismici degli immobili ed il rilancio della scuola pubblica nella nostra città.</p>
<p>Marcello Failla,                                               Massimo Mingrino,                                    Giolì Vindigni</p>
<p>Catania, 11 febbraio 2010</p>
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		<title>Sicurezza a scuola: Catania maglia nera</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 05:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono aumentate, da parte degli enti locali siciliani, le richieste di concorso al bando dell&#8217;Inail che permetterà la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Si tratta della seconda e della terza tranche di finanziamenti per un importo complessivo di 70 milioni di euro. Quest&#8217;anno è cresciuto il numero delle scuole della provincia di Catania che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-5284" title="sicurezza-a-scuola" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/sicurezza-a-scuola.jpg" alt="sicurezza-a-scuola" width="146" height="138" />Sono aumentate, da parte degli enti locali siciliani, le richieste di concorso al <strong>bando dell&#8217;Inail</strong> che permetterà la messa in <strong>sicurezza</strong> degli <strong>edifici scolastici</strong>. Si tratta della seconda e della terza tranche di finanziamenti per un importo complessivo di <strong>70 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;anno è cresciuto il numero delle scuole della provincia di Catania<span id="more-5263"></span> che hanno  presentato la domanda di richiesta dei fondi. Della <strong>provincia</strong>, però, ché quelle della città brillano per assenza. Il <strong>Comune di</strong> <strong>Catania</strong> ha presentato <strong>solo tre  progetti </strong>per altrettante scuole contro i 68 degli altri comuni della provincia e i 294 degli enti locali della Sicilia.</p>
<p>Nessuna delle tre richieste catanesi peraltro sarà presa in considerazione perché la documentazione dei bandi è carente (<strong>mancano documenti obbligatori</strong>, persino la carta d&#8217;identità del sindaco).</p>
<p>La <strong>Provincia Regionale di Catania</strong> ha, invece, presentato <strong>otto progetti validi</strong> per la messa in sicurezza degli edifici di altrettanti istituti superiori. Non c&#8217;è, però, certezza del finanziamento perché le risorse basteranno a soddisfare <strong>solo</strong> circa <strong>11 richieste</strong> della nostra provincia e una trentina  in Sicilia contro le circa 300 presentate.</p>
<p>Per gli alunni dei rimanenti istituti siciliani la sicurezza sarà solo una parola senza significato.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/07/inail_scuole.pdf">tutto l&#8217;articolo</a> de La Sicilia.</p>
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		<title>Pubblica amministrazione, la pagella regione per regione</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 03:41:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217; indagine per valutare i servizi pubblici e la burocrazia (classifica pubblicata su Il Sole 24 Ore, 11/05/2009) conferma la Sicilia come una delle ultime regioni in termini di qualità. Esperti e ricercatori di Forum Pa hanno redatto una pagella che colloca la Sicilia ultima (20° posto) in quattro aree (Ambiente, Lavoro, Salute, Welfare) su otto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4734" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/23/pubblica-amministrazione-la-pagella-regione-per-regione/luigi_alfieri_vignetta_brunetta/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4734" title="luigi_alfieri_vignetta_brunetta" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/luigi_alfieri_vignetta_brunetta-150x150.jpg" alt="luigi_alfieri_vignetta_brunetta" width="150" height="150" /></a>Un&#8217; <a href="http://saperi.forumpa.it/story/41300/100-indicatori-misurare-la-pa-da-oggi-line-i-risultati" target="_blank">indagine</a> per valutare <strong>i servizi pubblici e la burocrazia</strong> (<a rel="attachment wp-att-4731" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/23/pubblica-amministrazione-la-pagella-regione-per-regione/classifica-forum-pa/">classifica</a> pubblicata su Il Sole 24 Ore, 11/05/2009) conferma la Sicilia come una delle ultime regioni in termini di qualità. Esperti e ricercatori di <strong>Forum Pa</strong> hanno redatto una pagella che colloca la Sicilia ultima (20° posto) in quattro aree (<strong>Ambiente, Lavoro, Salute, Welfare</strong>) su otto e fra le ultime in altre tre aree (18° in <strong>Istruzione</strong>, 17° in <strong>Competitività</strong>, 15° in <strong>Sicurezza</strong>). Unica area ove siamo collocati a metà classifica è la <strong>Giustizia</strong> (10° posto), forse per la minore incidenza della <em><strong>&#8220;discrezionalità regionale&#8221;</strong></em> rispetto alle altre aree, dove l&#8217;autonomia sembra non averci favorito. Per saperne di più consulta il sito <a href="http://www.misurapa.it/">http://www.misurapa.it/</a> dove trovi 100 indicatori per misurare la Pubblica Amministrazione &#8220;per scoprire dove la raccolta differenziata funziona meglio, oppure la regione dove ci sono più asili nido, o il territorio più competitivo&#8221;.</p>
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		<title>Razzismo strisciante</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 03:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4559" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/lumbard/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4559" title="lumbard" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/05/lumbard-150x150.jpg" alt="lumbard" width="150" height="150" /></a></p>
<p>E&#8217; bastato l&#8217;annuncio del disegno di legge sulla sicurezza perchè anche a <strong>Catania</strong>, in uno dei centri del <strong>volontariato cittadino</strong> che offre <strong>consulenza sanitaria</strong> agli immigrati e ai senzatetto, si registrasse un forte <strong>decremento degli accessi</strong>. E ancora oggi la domanda è inferiore rispetto a prima, nonostante l&#8217;articolo sulla possibilità di denuncia degli irregolari da parte dei medici sia stato cancellato.</p>
<p>E&#8217; questo l&#8217;effetto del clima di razzismo e intolleranza che si respira in Italia, ben denunciato dal Capo dello Stato (vedi  <a rel="attachment wp-att-4651" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/napolitano/">Appello</a>) e dalla opposizione in Parlamento. E intanto il disegno di legge va avanti, dopo l&#8217;approvazione alla <a rel="attachment wp-att-4657" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/fiducia/">Camera</a>, senza possibilità di modifiche per la fiducia richiesta.. . <span id="more-4558"></span>Ma altre scelte a livello locale si annunciano (<a rel="attachment wp-att-4652" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/metro-riservato-ai-soli-milanesi/">metro-riservato-ai-soli-milanesi</a>) per poi dire che si trattava di una battuta (o forse per vedere l&#8217; effetto che fa), altre ancora si approvano nell&#8217;assoluto silenzio dei cittadini&#8230;</p>
<p><strong>Tratto da:</strong> Terrelibere, 10/05/2009, &#8220;<a href="http://www.terrelibere.org/terrediconfine/3784-sei-un-migrante-regolare-ti-rendiamo-la-vita-impossibile" target="_blank">Sei un migrante regolare? Ti rendiamo la vita impossibile</a>&#8221; di Antonello Mangano</p>
<p>Le leggi volute dalla Lega negli ultimi anni hanno un unico obiettivo: rendere impossibile l&#8217;esistenza agli immigrati, sia regolari che irregolari. Dalle classi-ponte ai vagoni separati su mezzi pubblici, dalla crociata anti-kebab a quella contro phone center e moschee, fino alla verifica sanitaria delle abitazioni e all&#8217;esame di italiano per la carta di soggiorno, si colpiscono con durezza anche gli stranieri in regola e che lavorano. Ed in qualche caso anche gli italiani&#8230;</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di Mangano in archivio: <a rel="attachment wp-att-4560" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/migrante_regolare/">migrante_regolare</a></p>
<p>Leggi l&#8217;appello della AIMMF sulle conseguenze del DDL sul diritto del minore a essere registrato alla nascita: <a rel="attachment wp-att-4561" href="http://www.argo.catania.it/2009/05/17/razzismo-strisciante/appello/">appello</a></p>
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		<title>Manifestazione contro il &#8220;decreto sicurezza&#8221; &#8211; DDL 733</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:05:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è snodata fra via Umberto e piazza Università la manifestazione contro il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del DDL 733. Piuttosto basso il numero dei partecipanti, di cui molti gli immigrati. Inizialmente timidi e sulle difensive, a metà percorso hanno dato inizio ad una vivace ed apprezzata jam session con i tamburi (guarda le foto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è snodata fra via Umberto e piazza Università la manifestazione contro il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del DDL 733. Piuttosto basso il numero dei partecipanti, di cui molti gli immigrati. Inizialmente timidi e sulle difensive, a metà percorso hanno dato inizio ad una vivace ed apprezzata jam session con i tamburi (<span style="color: #ff0000;"><strong>guarda le foto</strong></span>)</p>
<p><a href="http://jalbum.net/browse/user/album/143529/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2663" title="vai alla galleria" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p1020103-tamburi-300x217.jpg" alt="vai alla galleria" width="300" height="217" /></a></p>
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		<title>Il &#8220;pacco&#8221; sicurezza</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 04:44:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proseguono in tutta Italia le proteste contro il Ddl 733, il cosiddetto pacchetto sicurezza. A Catania, dopo il Noi non segnaliamo day promosso da Medici senza Frontiere e da altre associazioni, si svolgerà, nel pomeriggio (partenza alle ore 17.00 da Piazza Vittorio Emanuele) una manifestazione cittadina indetta da: Arci, Chiesa Battista e Valdese, Cobas, Giovani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/pacchetto_sicurezza.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2543" title="pacchetto_sicurezza" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/pacchetto_sicurezza.jpeg" alt="pacchetto_sicurezza" width="133" height="125" /></a>Proseguono in tutta Italia le  proteste contro il Ddl 733, il cosiddetto pacchetto sicurezza.<br />
A Catania, dopo il <em><strong>Noi non segnaliamo day</strong></em> promosso da<strong> Medici senza Frontiere</strong> e da altre associazioni, si svolgerà, nel pomeriggio (partenza alle ore 17.00 da Piazza Vittorio Emanuele) una <strong>manifestazione cittadina</strong> indetta da: Arci, Chiesa Battista e Valdese, Cobas, Giovani Comunisti, PRC, Rete Antirazzista, Rete catanese contro il G8, Lila, Open Mind, Pdci, Sinistra Critica, Comunità Eritrea, Immigrati dal Marocco, Tunisia, Mauritius, Senegal…</p>
<p>Non si tratta, solo, di ribadire il <strong>rifiuto contro ogni forma di emarginazione e razzismo</strong>. Con questa mobilitazione<span id="more-2541"></span> le forze promotrici intendono denunciare la logica e le conseguenze di un disegno di legge che “<strong>mira a trasformare in nemici  quattro milioni di migranti</strong> che vivono in Italia da anni, che pagano le tasse e  lavorano in condizioni spesso durissime”, assimilando gli immigrati ai criminali.</p>
<p>“Se il Pacchetto sarà approvato –prosegue la denuncia dei promotori &#8211;  <strong>chi è senza permesso di soggiorno non potrà più andare al Pronto Soccorso</strong> per l&#8217;abolizione del divieto di segnalazione alla questura, riconoscere figli e figlie, sposarsi e inviare soldi a casa.</p>
<p>Il Ddl introduce inoltre la detenzione nei CIE (ex CPT) per 6 mesi, la tassa da 80 a 200 euro su richiesta e rinnovo del permesso di soggiorno, controlli ancora più stretti per acquisire la cittadinanza, il reato d&#8217;ingresso illegale nello stato”. In sostanza, siamo di fronte ad un Ddl che cerca di risolvere temi e questioni quanto mai complessi attraverso la <strong>scorciatoia della repressione verso i più deboli</strong> e i più ricattabili.</p>
<p>Il Ddl, forse, tranquillizzerà chi è pronto a scaricare sugli altri le proprie contraddizioni e le proprie paure, ma, <strong>creando ulteriore emarginazione, non farà altro che alimentare l’insicurezza sociale.</strong></p>
<p>Infatti, prima ancora dell’approvazione, il Ddl ha già prodotto i suoi <strong>effetti nefasti</strong>: venerdì 13 marzo 2009, Joy Johnson, <strong>una giovane nigeriana è morta al Policlinico di Bari</strong>. Era clandestina da alcuni mesi, per vivere faceva la prostituta e per paura (<strong>per paura di essere denunciata dai medici come clandestina) non è andata in ospedale: è morta per tubercolosi polmonare avanzata, e dunque altamente contagiosa</strong>.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/pacchettoi-sicurezza.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2558" title="pacchetto-sicurezza" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/pacchettoi-sicurezza.gif" alt="pacchetto-sicurezza" width="294" height="358" /></a></p>
<p>Una tragedia annunciata, “l&#8217;epilogo di una drammatica storia di vita. Storia di emarginazione e sfruttamento e di leggi ciniche e crudeli”, dichiara Pia Covre, del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute. “<strong>Se un cliente non avesse sfidato la paura </strong>di essere coinvolto e magari sanzionato per essersi fermato con una prostituta, <strong>quella donna sarebbe morta in strada</strong>. Questo dramma – sottolinea Covre &#8211;  mette in risalto cosa può accadere oggi in Italia per una persona prostituta clandestina e perseguitata dalle ordinanze antiprostituzione e dal decreto sicurezza. Anni di lavoro sul campo – prosegue Covre -e di dibattito politico sulla salute e la prevenzione ci hanno insegnato che non si deve escludere dalle cure nessuna persona, <strong>la salute pubblica, come sottolinea anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, viene messa in pericolo dalle politiche che ostacolano l’accesso ai servizi sanitari.&#8221;<br />
</strong></p>
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		<title>La CGIL e gli incidenti sul lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 04:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Crescono in Sicilia gli incidenti sul lavoro e Catania si distingue, purtroppo, tra le province siciliane, per la gravità e la frequenza degli episodi.  Su questo scottante problema si è espressa la CGIL di Catania con un comunicato stampa, in cui si denuncia l&#8217;assenza di una politica di intervento da parte del governo, i cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/infortuni_sul_lavoro_2008_03_03_molfetta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1895" title="infortuni_sul_lavoro_2008_03_03_molfetta" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/infortuni_sul_lavoro_2008_03_03_molfetta-300x130.jpg" alt="infortuni_sul_lavoro_2008_03_03_molfetta" width="300" height="130" /></a>Crescono in Sicilia gli <strong>incidenti sul lavoro</strong> e Catania si distingue, purtroppo, tra le province siciliane, per la gravità e la frequenza degli episodi.  Su questo scottante problema si è espressa <strong>la CGIL di Catania</strong> con un comunicato stampa, in cui si denuncia l&#8217;assenza di una politica di intervento da parte del governo, i cui interventi sembrano volti, piuttosto, alla demolizione delle norme esistenti sulla sicurezza o al rinvio sistematico della loro appilcazione.</p>
<p>Il comunicato si chiude con la presentazione dei prossimi appuntamenti:  una assemblea prevista per il 17 Marzo, in vista della manifestazione del 4 Aprile a Roma.</p>
<p>Leggi il <strong>comunicato nella versione integrale</strong>: <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/infortuni_cgil1.pdf">infortuni_cgil1</a></p>
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		<title>Fatalità o responsabilità?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 16:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[manifestazione studentesca]]></category>
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		<description><![CDATA[Con questa domanda si apre il volantino diffuso durante la mattinata in alcune scuole di Catania. Gli studenti si interrogano sulle cause dei disservizi e dei pericoli che rendono difficile ed insicura la loro vita nelle scuole (dalla pulizia non garantita al rischio di crolli) e denunciano una scarsa attenzione alle esigenze dell&#8217;istruzione, alla quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/scuola_sicurezza.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1586" title="scuola_sicurezza" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/scuola_sicurezza.jpeg" alt="scuola_sicurezza" width="80" height="111" /></a>Con questa domanda si apre il <strong>volantino</strong> diffuso durante la mattinata in alcune scuole di Catania. Gli studenti si interrogano sulle cause dei disservizi e dei pericoli che rendono difficile ed insicura la loro vita nelle scuole (dalla pulizia non garantita al rischio di crolli) e denunciano una scarsa attenzione alle esigenze dell&#8217;istruzione, alla quale <strong>governo nazionale e amministrazioni locali</strong> riservano solo le briciole del proprio bilancio.</p>
<p>Il volantino si chiude con un invito a partecipare ad un <strong>presidio in via Prefettura</strong>, dove il<strong> Consiglio Provinciale</strong> si riunisce in <strong>seduta straordinaria</strong> per discutere di problematiche relative alla scuola.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per le <strong>ore 18,30</strong>. Con l&#8217;intento di fare &#8220;sentire la nostra voce prima che sia troppo tardi&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riflessioni sulla facoltà dei veleni &#8211; 2</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2009/01/07/riflessioni-sulla-facolta-dei-veleni-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 06:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Esaminiamo i contenuti del memoriale del giovane ricercatore Patané, morto di tumore al polmone a 23 anni, nel 2003. Proveremo ad illustrarne il significato in termini non specialistici ed a confrontare quanto denunciato con quanto previsto dalla norme di legge vigenti, in quegli anni, in tema di sicurezza ed igiene del lavoro. La copia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esaminiamo i contenuti del <strong>memoriale del giovane ricercatore Patané</strong>, morto di tumore al polmone a 23 anni, nel 2003. Proveremo ad illustrarne il significato in termini non specialistici ed a confrontare quanto denunciato con quanto previsto dalla norme di legge vigenti, in quegli anni, in tema di sicurezza ed igiene del lavoro.<span id="more-757"></span> <strong>La copia del memoriale che utilizziamo</strong> è quella reperibile sul WEB all&#8217;indirizzo: <span style="text-decoration: underline;">http://www.lavalledeitempli.net/libera-informazione/memoriale-di-un-ricercatore</span> restando inteso che anche la validità delle nostre considerazioni é subordinata agli accertamenti della magistratura sulla veridicità delle affermazioni in esso contenute. Anche se le agenzie di stampa parlano di 15 morti, tutti al di sotto dei 30, anni per tumore ai polmoni o leucemia, in 10 anni e oltre 20 ammalati tra studenti e ricercatori, noi non ne terremo conto.</p>
<p><strong>Ci limiteremo ad analizzare le condizioni di igiene e sicurezzza del lavoro descritte nel memoriale</strong>. <em><span style="color: #0000ff;">« Ho frequentato il corso di dottorato di ricerca in Scienze Farmaceutiche di durata triennale, novembre 1999-ottobre 2002, presso il dipartimento di Scienze Farmaceutiche…. Ho iniziato a lavorare in laboratorio nell’aprile del 2000. Mi hanno diagnosticato un tumore nel polmone destro nel luglio 2002. Durante il corso di dottorato, trascorrevo generalmente tra le otto e le nove ore al giorno in laboratorio, per tutta l’intera settimana escluso il sabato. »</span> </em><strong></strong></p>
<p><strong>I tempi di esposizione agli inquinanti per un ricercatore sono uguali o superiori a quelli di un operaio di una industria chimica.</strong> Vanno quindi applicate le stesse norme e le stesse concentrazioni ammissibili. <em><span style="color: #0000ff;">« Il laboratorio è un locale di circa 120 metri quadri. Il laboratorio è dotato di tre porte che immettono verso l’esterno e di una porta che immette in un corridoio ed anche da tre finestre non apribili, che sono state sostituite con delle finestre nuove ed apribili all’incirca nel febbraio del 2002. Nel laboratorio non vi è un sistema di aspirazione e filtrazione idoneo, infatti si avvertivano sempre odori sgradevoli, tossici e molto fastidiosi, spesso <strong>eravamo costretti ad aprire le porte in modo da far ventilare l’ambiente</strong>.»</span> </em></p>
<p><strong>Il DPR 303/56, Norme generali per l’igiene del lavoro</strong>, oltre mezzo secolo fa, prescriveva: <em>ART. 9 &#8211; Areazione dei luoghi di lavoro chiusi</em> <em>1. Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro …., ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di areazione.</em> <em>2. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, …</em></p>
<p>Nei laboratori <strong>il ricambio con aria fresca dovvrebbe essere</strong> di 6-8 volumi/ora. Se l&#8217;aerazione è inadeguata bastano piccole quantità di sostanze volatili per raggiungere concentrazioni superiori a quelle ammissibili. Facciamo l&#8217;esempio per il benzolo, uno dei solventi volatili impiegato (non il più tossico né il più volatile).</p>
<p>La concentrazione massima ammissibile nell&#8217;aria (TLV) è di 4 mg/mc. Per raggiungere questa concentrazione nel laboratorio (volume di circa 500 metri cubi) <strong>ne bastano appena 2 grammi, meno di mezzo cucchiaio.</strong> Ma le quantità di solventi volatili evaporate, e le loro concentrazioni nell&#8217;aria, erano sicuramente molto maggiori.</p>
<p><strong>Vediamo perchè</strong>: <span style="color: #0000ff;"><em>« Tutti i solventi di rifiuto, cioè quelli che erano stati utilizzati per le reazioni chimiche e per tutte le altre operazioni annesse, venivano posti in dei contenitori in plastica (generalmente da 30 litri) che restavano in laboratorio fin quando si riempivano. Questi contenitori con tutti i solventi e le sostanze di rifiuto venivano posti a terra e al di fuori delle cappe di aspirazione. Quindi, ogni volta che si aprivano questi contenitori per versarvi i solventi di rifiuto, venivano fuori vapori sgradevoli e sicuramente notevolmente tossici e nocivi, che eravamo costretti a sopportare perché i contenitori si trovavano a terra e non vi era nessun sistema di aspirazione e filtrazione. Ma nel laboratorio si accumulava in fustini da 15-20 litri il benzolo usato negli esperimenti e numerosi altri recipienti con altri solventi volatili. » </em></span>Da ciascun recipiente evaporava il contenuto indipendentemente dagli altri e l&#8217;<strong>effetto</strong> è in questi casi <strong>cumulativo</strong>.</p>
<p>La situazione cui si può arrivare in assenza di ventilazione adeguata può essere ben peggiore: Poichè l&#8217;evaporazione delle sostanze volatili non si ferma quando si raggiungono i TLV, le concentrazioni ammissibili, ma continua fino a che non si raggiungano le <strong>rispettive concentrazioni di saturazione dell&#8217;aria</strong>.</p>
<p>Cioè l&#8217;evaporazione può continuare fino a valori migliaia di volte  <strong>più elevati di quelli ammissibili</strong>. (E&#8217; il motivo per il quale non è bene tenere fustini di benzina nei locali chiusi, la concentrazione di idrocarburi nell&#8217;aria può raggiungere quella di infiammabilità e provocare esplosioni quando si gira un l&#8217;interruttore.)</p>
<p>La necessità di aprire le porte per poter resistere all&#8217;interno del laboratorio indica una concentrazione di vapori elevatissima: l&#8217;aria diventa irrespirabile quando la <strong>concentrazione di vapori</strong> si avvicina o supera l&#8217; 1% (= 10.000 ppm) Come vedremo più avanti, questa situazione era infatti ulteriormente aggravata dal fatto che gran parte delle operazioni si facevano <strong>fuori dalle cappe</strong>, direttamente sui banconi.</p>
<p>Sempre la stessa norma citata prima, mezzo secolo fa <strong>prescriveva</strong>: <em>Art. 18  &#8211; Difesa dalle sostanze nocive ,…, Le materie in corso di lavorazione che siano fermentescibili o possano essere nocive alla salute o svolgere emanazioni sgradevoli, non devono essere accumulate nei locali di lavoro in quantità superiore a quella strettamente necessaria per la lavorazione .</em> La stessa prescrizione è ripetuta in tutte le norme successive fino ai nostri giorni.</p>
<p>Proseguiamo nella lettura <span style="color: #0000ff;"><em>« Nel laboratorio c’erano due cappe di aspirazione antiquate che non aspiravano in modo sufficiente e adeguato. Quindi lavorare sotto le cappe di aspirazione era lo stesso che lavorare al di fuori di esse. Infatti una di queste cappe subito dopo la diagnosi della mia malattia, cioè circa nel luglio 2002, è stata sostituita con una nuova e quindi funzionante. […………….] In laboratorio le reazioni chimiche e tutte le altre operazioni che ne conseguono, come operazioni di separazione (come cromatografie), filtrazione, miscelamento di sostanze chimiche, concentrazione di solventi (mediante rotavapor) ecc… venivano effettuate utilizzando: a<strong>cetato d’etile, cloroformio, acetonitrile, diclorometano, trietil-ammina, cloroetilisocianato, metanolo, cicloesano, n-esano, benzene, toluene </strong>e molte altre. <strong>Quasi tutte le reazioni chimiche</strong>, le operazioni di concentrazione e le colonne cromatografiche di separazione, dove spesso vengono utilizzati solventi notevolmente tossici, <strong>venivano effettuati nel laboratorio sui banconi</strong>. Anche tutte le reazioni chimiche dove venivano utilizzati reattivi molto nocivi venivano eseguiti sui banconi, e quindi <strong>fuori dalle cappe di aspirazione</strong>. Venivano concentrati mediante l’utilizzo di un macchinario, il rotavapor, solventi molto tossici come il toluene, il benzene ecc.. quindi tutte le reazioni precedentemente elencate venivano eseguite in un laboratorio sprovvisto di un sistema di aspirazione e filtrazione adeguato ed idoneo, questo spiega perché nel laboratorio c’era sempre un odore sgradevole, nocivo e nauseante che spesso diventava insopportabile. »</em></span></p>
<p>Citiamo sempre la norma più vecchia in proposito, senza far ancora riferimento a quelle più recenti <em>Art. 20 &#8211; DPR 303/56 DIFESA DELL&#8217;ARIA DAGLI INQUINAMENTI CON PRODOTTI NOCIVI Nei lavori nei quali si svolgono gas o vapori irrespirabili o tossici od infiammabili, ed in quelli nei quali si sviluppano normalmente odori o fumi di qualunque specie <strong>il datore di lavoro deve adottare provvedimenti</strong> atti ad impedirne o a ridurne, per quanto è possibile, lo sviluppo e la diffusione. L&#8217;aspirazione dei gas, vapori, odori o fumi deve farsi, per quanto è possibile, immediatamente vicino al luogo dove si producono . [...].</em> …. Sempre operando fuori dalle cappe.</p>
<p>E&#8217; persino difficile credere a quanto descritto con tanti dettagli. Situazioni come quelle descritte sarebbero inaccettabili nel laboratorio della più scalcinata azienda produttiva, sono <strong>inconcepibili in una struttura universitaria</strong>. Questo modo di operare da quando andava avanti ? Fino a quando è continuato ? quale è il tasso di incidenza di malattie riconducibli a quelle condizioni di lavoro fra i ricercatori degli anni precedenti e quelli degli anni successivi ?</p>
<p>Stando al memoriale sembrerebbe che la sicurezza delle condizioni di lavoro fosse <strong>l&#8217;ultima delle preoccupazioni per i vertici dell&#8217;Università</strong> e quindi sarebbe legittimo temere che un tale andazzo fosse (sia ?) generale. Ed allora viene spontaneo chiedersi se, anche presso altri istituti, la prevenzione non sia un optional e che il tasso di incidenza di patologie riconducibili alle condizioni igieniche non sia anormalmente elevato anche fra ricercatori di altri dipartimenti.Non dovrebbe essere difficile per la magistratura predisporre delle <strong>indagini epidemiologiche mirate</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;incontro pubblico del 17 dicembre 2008 un ricercatore ha detto che, dopo la chiusura del laboratorio di farmacologia, <img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qr9saGneu6c/Tcma5TactZI/AAAAAAAAEZo/CajbIdDeLRw/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" />alcune ricerche ed esperimenti sono stati distribuiti presso altri laboratori. Ci auguriamo che, a causa dell&#8217;improvvisazione delle sistemazioni alternative, non vengano riprodotte situazioni di inquinamento e di rischio analoghe a quelle sinora descritte, che <strong>venga prodotto un Documento di Valutazione dei Rischi e che sia portato a conoscenza del RLS, come richiesto dalle norme</strong>.  [continua  nella parte 3…]<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo8.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-869" title="redazione-argo8" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo8.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a></p>
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