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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; Sigonella</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Cangemi (FdS), Sigonella base di morte</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sigonella]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; E’ stata scelta la tristissima ricorrenza del crimine impunito del Cermis, dove la stupida arroganza dei top gun americani troncò decine di vite innocenti per annunciare un altro drammatico passo nella militarizzazione del territorio italiano: la scelta di Sigonella come capitale mondiale dei super droni. L’attuale ministro-generale del governo tecnico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-FUlyWbDRkLc/TnpaK5HKkCI/AAAAAAAAG9c/KbTEGpVoyRI/s128/FdS.jpeg" alt="" width="128" height="104" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ stata scelta la tristissima ricorrenza del crimine impunito del Cermis, dove la stupida arroganza dei top gun americani troncò decine di vite innocenti per annunciare un altro drammatico passo nella <strong>militarizzazione</strong> del territorio italiano: la scelta di <strong>Sigonella</strong> come capitale mondiale dei <strong>super droni</strong>.</p>
<p>L’attuale ministro-generale del governo tecnico conferma la subordinazione alle oligarchie militari USA, in perfetta <strong>continuità</strong> con la sua storia e con l’azione del suo predecessore La Russa.</p>
<p>Per il paese e per la Sicilia in particolare è un giorno buio. Dopo la guerra in Libia, si accentua sempre più il ruolo dell’isola come <strong>piattaforma armata nel Mediterraneo</strong>, negando alla radice una possibile funzione di centro dei processi di cooperazione e di sviluppo di questa parte del mondo.</p>
<p>Aumenteranno inoltre, nel silenzio generale, <strong>rischi e ostacoli al traffico aereo</strong> in uno dei più grandi scali italiani, quello catanese, già oggi gravemente compromesso nel suo sviluppo dalle attività della base di Sigonella.</p>
<p>E’ quindi necessaria una forte e immediata mobilitazione contro questo ennesimo atto che piega il nostro territorio a una logica di guerra.</p>
<p>(dichiarazione di <strong>Luca Cangemi</strong> del coordinamento nazionale della Federazione della sinistra)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>18 dicembre al CARA di Mineo, e in tutto il mondo, contro ogni discriminazione</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 08:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sigonella]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 dicembre, su proposta del Forum Sociale Mondiale di Dakar, si manifesterà in tutto il mondo affinché ogni cittadino del pianeta possa decidere liberamente dove e come costruire il proprio futuro. In Sicilia l’appuntamento è davanti al CARA di Mineo, dove, ancora una volta, le associazioni antirazziste e pacifiste ribadiranno che le migliaia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/-Glp7QQ__wJM/TbXwUNhmWnI/AAAAAAAAEQI/uyspu36g1oY/s600/DSCN0807.JPG" alt="" width="324" height="243" /><strong>Il 18 dicembre</strong>, su proposta del Forum Sociale Mondiale di Dakar, si manifesterà in tutto il mondo affinché ogni cittadino del pianeta possa decidere liberamente dove e come costruire il proprio futuro.</p>
<p>In Sicilia l’appuntamento è davanti al<strong> CARA di Mineo</strong>, dove, ancora una volta, <span id="more-28345"></span>le associazioni antirazziste e pacifiste ribadiranno che le migliaia di richiedenti asilo, da mesi “ospitati” nel Cara più grande d’Europa, siano <strong>riconosciuti come soggetti umani</strong> in cerca di un futuro migliore e non trattati come oggetti parcheggiati a tempo indefinito per favorire il business della pseudo accoglienza.</p>
<p>Obiettivo, quello della chiusura del CARA, reso, se possibile, ancora più urgente dai tragici fatti avvenuti, negli ultimi giorni, a Torino e a Firenze.</p>
<p>E accanto al rifiuto, senza se e senza ma, di ogni forma di razzismo, i manifestanti si mobiliteranno perché<strong> la Sicilia</strong> non sia più una polveriera di ordigni di morte e di micidiali <strong>basi militari</strong> Usa-Nato (dal potenziamento di Sigonella alla costruzione del MUOS a Niscemi).</p>
<p>In sostanza, <strong>per superare la crisi</strong> l’unica via è quella di rafforzare democrazia e diritti e di diminuire drasticamente le spese militari a favore delle spese sociali.</p>
<p>Manifestazione del 16 dicembre a Catania, foto di Alberta Dionisi su fb:<br />
<em> Si chiamavano Samb Modou e Diop Mor</em></p>
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		<title>Il Politecnico condanna il Muos, danni alla salute e al traffico aereo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 05:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Mazzeo]]></category>
		<category><![CDATA[Comiso]]></category>
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		<description><![CDATA[S.O.S. per Niscemi, pericolo MUOS. Il nuovo sistema di comunicazioni satellitari dei militari usa, può fare ammalare, può causare interferenze nella strumentazione aerea e può, persino, fare scoppiare, se poco distanti, bombe e ordigni bellici. Un grido d&#8217;allarme che lanciano in tanti ormai. L&#8217;ultima denuncia, particolarmente circostanziata, viene dal Politecnico di Torino ed è stata raccolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" src="https://lh5.googleusercontent.com/-9rMAVrDzwgo/TrrvIjHkBAI/AAAAAAAAH4s/EtrWcYUPp4U/s800/muos-at-naval-computer-and-telecommunications-area-master-station-pacific-wahiawa-hawaii.jpg" alt="" width="288" height="193" />S.O.S. per Niscemi, pericolo MUOS</strong>. Il nuovo sistema di comunicazioni satellitari dei militari usa, può fare ammalare, può causare interferenze nella strumentazione aerea e può, persino, fare scoppiare, se poco distanti, bombe e ordigni bellici. Un grido d&#8217;allarme che lanciano in tanti ormai. L&#8217;ultima denuncia, particolarmente circostanziata, viene dal <strong>Politecnico di Torino </strong>ed è stata<span id="more-28275"></span> raccolta da <a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2011/12/il-no-del-politecnico-di-torino-al.html" target="_blank"><strong>Antonio Mazzeo</strong> nel suo blog.</a></p>
<p>&#8220;La stazione di telecomunicazioni MUOS <strong>(Mobile User Objective System)</strong> prevista a Niscemi, comporta gravi rischi per la popolazione e per l’ambiente, tali da impedirne la realizzazione in aree densamente popolate, come quella adiacente la cittadina di Niscemi&#8221;. Firmatari dell&#8217;allarmante rapporto sono due studiosi con curricula di tutto rispetto: <strong>Massimo Zucchetti</strong>, professore ordinario di Impianti Nucleari del Politecnico di Torino e research affiliate del Massachusetts Institute of Technology (USA) e <strong>Massimo Coraddu,</strong> consulente esterno del dipartimento di Energetica del Politecnico ed ex ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). I due hanno, nei giorni scorsi, consegnato un report al <strong>sindaco di Niscemi Giovanni di Martino</strong> che, a sua volta, lo ha &#8220;girato&#8221; al governatore <strong>Lombardo</strong>, accompagnandolo con la richiesta di sospendere l&#8217;autorizzazione all&#8217;impianto.</p>
<p>La Regione siciliana aveva autorizzato i lavori il primo giugno scorso, basandosi su uno studio della <strong>facoltà di ingegneria dell&#8217;Università di Palermo</strong>. Secondo il Politecnico di Torino, i docenti siciliani e anche gli esperti nominati dalle forze armate statunitensi hanno sottovalutato o, addirittura, ignorato i rischi e i danni derivanti dall&#8217;istallazione&#8221;.</p>
<p>“Si tratta di effetti acuti, legati a esposizioni brevi, a campi di elevata intensità; e di effetti dovuti a esposizioni prolungate a campi di intensità inferiore”, spiegano Zucchetti e Coraddu. “I primi sono essenzialmente legati all’esposizione diretta al fascio principale emesso dalle parabole MUOS, che può avvenire in seguito a un malfunzionamento o a un errore di puntamento. Ciò può provocare danni gravi e permanenti alle persone accidentalmente esposte a distanze inferiori ai 20 Km., e ciò significa che l’eventualità di una esposizione diretta al fascio riguarda l’<strong>intera popolazione di Niscemi</strong> e va considerata come il peggiore incidente possibile”.</p>
<div class="imgtoggle right"><img class="small big" src="https://lh5.googleusercontent.com/-TS7quh6Y0do/Trr1n8iDMhI/AAAAAAAAIfM/lHCJxzy4FHg/s600/mappa%252520satellitare%252520con%252520disegni.jpg" alt="" width="250" /></div>
<p>Emissioni che si aggiungerebbero a quelle che già l&#8217;abitato di Niscemi deve sopportare, visto che è investito dalle emissioni prodotte dalla stazione <strong>Naval Radio Transmitter Facility (NRTF)</strong>, &#8220;in una misura superiore ai limiti di sicurezza previsti dalla legislazione italiana”. Le emissioni, inoltre, finora non sarebbero state correttamente monitorate dall&#8217;agenzia <strong>Arpa Sicilia</strong>, sfornita di macchinari sensibili e in possesso di dati parziali o inesistenti. E di conseguenza, le rilevazioni, non sarebbero conformi alle procedure di legge.</p>
<p>Ma ecco quali sono i <strong>pericoli reali per la salute</strong>. &#8220;L’entrata in funzione dei trasmettitori del MUOS -affermano Zucchetti e Coraddu- avrà come conseguenza un incremento del rischio di contrarre vari tipi di disturbi e malattie, tra cui alcuni <strong>tumori del sistema emolinfatico</strong>, come evidenziato in numerosi studi epidemiologici”. C&#8217;è poi, &#8220;l’ipertermia con conseguente <strong>necrosi dei tessuti</strong> e l’organo più esposto è l’occhio (<strong>cataratta</strong> indotta da esposizione a radiofrequenze o a microonde). Le persone irraggiate accidentalmente potrebbero subire danni gravi e irreversibili anche per brevi esposizioni”.</p>
<p>La stazione del sistema satellitare, progettata all’interno di un’area protetta, danneggerebbe, infine la fauna, <strong>gli uccelli,</strong> fino ad ucciderli; altri esseri viventi come <strong>le api</strong> non potrebbero più sciamare e costruire le arnie, con ripercussioni a catena sulla flora e sull&#8217;intera catena alimentare. Altro che istallare nuove sorgenti di campi elettromagnetici -dicono i due studiosi del Politecnico- a Niscemi bisogna ridurre drasticamente quelle già esistenti, come previsto dalle leggi italiane.</p>
<p>Ma <a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2011/12/incubo-muos-per-laeroporto-di-comiso.html" target="_blank">i danni alla salute non sono gli unici </a>ad essere prodotti dal Muos. Zucchetti e Coraddu ne sono certi: le microonde prodotte interdiranno l’uso dello spazio aereo siciliano. <strong>Le interferenze elettromagnetiche sarebbero incompatibili con il regolare traffico aereo</strong> in buona parte della Sicilia orientale, <strong>Comiso, Sigonella e Fontanarossa</strong> (questi ultimi due per giunta set privilegiati per le guerre spaziali dei velivoli senza pilota UAV “Global Hawk”, “Predator” e “Reaper). Vulnerabili anche dispositivi elettronici come gli apparecchi elettromedicali, pacemaker, defibrillatori, apparecchi acustici e, naturalmente, la strumentazione di bordo per il pilotaggio.  Ma non basta. “Le interferenze generate dalle antenne del MUOS possono arrivare a innescare accidentalmente gli ordigni trasportati”, affermano. Gli stessi americani temendo che le fortissime emissioni elettromagnetiche del MUOS potessero avviare la detonazione degli ordigni di Sigonella, spostarono le loro attenzioni su Niscemi.</p>
<p><strong>E poi, </strong><strong>in volo, </strong><strong>ci fanno spegnere i cellulari!</strong></p>
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		<title>Sigonella e gli aerei con pilota fantasma</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra/pace]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Mazzeo]]></category>
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		<category><![CDATA[Naval Air Station Sigonella]]></category>
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		<description><![CDATA[Come sempre, anche quando non si sa o non si dice, Sigonella è al centro delle più importanti operazioni militari della Naval Air Station Sigonella (NAS Sigonella o NASSIG) della Marina statunitense e dell&#8217;Aeronautica militare italiana. Anche in occasione della recente guerra in Libia la notizia non è stata smentita: i velivoli senza pilota schierati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, anche quando non si sa o non si dice, <strong>Sigonella</strong> è al centro delle più importanti operazioni militari della <strong>Naval Air Station <img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-jwXd62jUvCU/Tlq3LPf9LpI/AAAAAAAAGhI/I0SQ-Vj32CM/air_uav_mq-1_predator_lg.jpg" alt="" width="290" height="230" />Sigonella</strong> (<strong>NAS Sigonella o NASSIG</strong>) della Marina statunitense e dell&#8217;<strong>Aeronautica militare italiana</strong>. Anche in occasione della recente guerra in <strong>Libia</strong> la notizia non è stata smentita: i velivoli senza pilota schierati dalla coalizione internazionale hanno, se non determinato, almeno contribuito in modo rilevante al successo dei ribelli sulle truppe del dittatore Gheddafi.</p>
<p>A far pendere dalla parte degli insorti l&#8217;ago della bilancia sarebbe stato, a dire di<span id="more-24866"></span> politologi ed esperti, l’uso di “tecnologia fornita individualmente dagli alleati Nato e al maggiore sostegno diretto e indiretto dell’alleanza militare”. L&#8217;aiuto sarebbe venuto in particolare dalle “operazioni di intelligence e sorveglianza, intensificatesi nelle ultime settimane di conflitto, grazie all’uso dei <strong>velivoli armati senza pilota UAV Predator</strong> che hanno individuato, segnalato e colpito occasionalmente gli obiettivi”. Centro delle operazioni è stato -indovinate un po&#8217;? &#8211; la nostra stazione aeronavale di Sigonella, naturalmente. E&#8217; quanto abbiamo appreso dal <a href="http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2011/08/la-guerra-segreta-dei-predator-italiani.html" target="_blank">blog di <strong>Antonio Mazzeo</strong></a>, con il post &#8220;<strong>La guerra segreta dei Predator italiani in Libia&#8221;.</strong></p>
<p>Tra i protagonisti indiscussi dell&#8217;intervento l’<strong>Aeronautica militare italiana</strong> che avrebbe effettuato non meno di tre missioni in Libia da 12 ore ciascuna, con l’uso dei Predator di ultima generazione “B”. I Predator sarebbero decollati e rientrati dalla base di <strong>Amendola (Foggia)</strong> passando, però,  per un corridoio aereo al centro del quale sta la nostra povera isola. Gli <strong>UAS (Unmanmned aerialsystem)</strong> italiani per adesso hanno avuto solo la funzione che hanno i cani da caccia,  stanare la preda; sono, cioè, in grado di esplorare per molte ore il terreno grazie a telecamere e sensori e di individuare i bersagli da consegnare poi ai  missili e alle bombe dei jet alleati. Ma  domani, chissà, potrebbero anche volare armati e sganciare missili e bombe.</p>
<p>E infatti “proprio in vista delle operazioni di attacco contro target libici – così un&#8217;inchiesta de &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; &#8211; l’Aeronautica militare sta per ricevere dalle forze armate statunitensi i kit necessari a imbarcare bombe a guida laser e Gps e missili&#8230;Una vera e propria rivoluzione per l’Aeronautica italiana che finora, per motivi squisitamente politici, aveva potuto utilizzare queste macchine senza sfruttarne le capacità d’attacco”.</p>
<p>Per facilitare le rotte dei Predator B sul Mediterraneo il <strong>ministero della Difesa</strong> ha predisposto dunque  la creazione di “<strong>corridoi di volo</strong>” <strong>riservati</strong> tra la <strong>Puglia</strong>, il poligono sperimentale di <strong>Salto di Quirra</strong> e lo scalo di <strong>Decimomannu</strong> in Sardegna, le basi di <strong>Sigonella</strong> e <strong>Trapani</strong> in Sicilia e l’isola di <strong>Pantelleria</strong>. Alcune di queste vie dei cieli dedicate sono messe a disposizione dei velivoli senza pilota americani a Sigonella dove decolli ed atterraggi interferiscono col traffico del vicino aeroporto civile di Fontanarossa. Come possono testimoniare i passeggeri del volo di linea &#8220;<strong>Alitalia&#8221; Venezia-Catania</strong> che la mattina del 18 agosto sono stati dirottati su <strong>Palermo &#8211; Punta Raisi</strong> “a causa di intenso traffico militare nell’aeroporto di Sigonella” per tornare poi in bus a Catania.</p>
<p>Il giorno dopo, i piloti degli aerei in partenza o in arrivo sullo scalo catanese hanno ricevuto un <strong>NOTAM </strong>che imponeva una breve sospensione delle operazioni sullo scalo “a causa delle attività di un aereo senza pilota”, presumibilmente un <strong>Global Hawk dell’Us Air Force</strong> operativo a Sigonella. E gli <strong>UAV-spia</strong> di base a Sigonella sono inoltre, destinati crescere. Fra tre anni soltanto potrebbero essere venti, con buona pace della sicurezza dei cieli, della tenuta delle rotte e della puntualità dell&#8217;aviazione civile.</p>
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		<title>Volontari USA per l&#8217;Oasi del Simeto, Castiglione e Rotella se ne appropriano</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 04:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rotella]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Castiglione]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Oasi del Simeto]]></category>
		<category><![CDATA[Sigonella]]></category>

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		<description><![CDATA[Alti e biondi, ma sono ammessi anche i neri, purchè siano targati Usa Navy (in particolare stazione aeronavale di Sigonella) e siano disponibili a pulire, come volontari, la foce del Simeto e soprattutto a farlo annunciare con apposita conferenza stampa dal presidente della Provincia Regionale, Giuseppe Castiglione e dall&#8217;assessore provinciale all&#8217;ambiente Domenico Rotella. E&#8217; chiaro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/-F3irgSvUXSg/Tkw7KJ7LYvI/AAAAAAAAGUw/-a3XjLjYQF4/110812_USA%252520_OASI_SIMETO-02.JPEG" alt="" width="325" height="202" />Alti  e biondi, ma sono ammessi anche i neri, purchè siano targati Usa Navy (in particolare <strong>stazione aeronavale di Sigonella</strong>)  e siano disponibili a pulire, come volontari, la <strong>foce del Simeto</strong> e soprattutto a farlo annunciare con <strong>apposita conferenza stampa dal presidente della Provincia</strong> Regionale, Giuseppe Castiglione e dall&#8217;assessore provinciale all&#8217;ambiente Domenico Rotella.</p>
<p>E&#8217; chiaro che non ce l&#8217;abbiamo con questi ragazzi generosi, che hanno<span id="more-24577"></span> già ripulito le spiagge di <strong>Acitrezza</strong> e hanno data una mano a tinteggiare le pareti del “gruppo appartamento” della Caritas in <strong>via Zurria</strong>, che ospita a rotazione persone senza fissa dimora.</p>
<p>Ci insospettisce il fatto che questi gesti di solidarietà abbiano bisogno di essere <strong>pubblicizzati</strong> in pompa magna (eppure “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra” è scritto nel capitolo 6 del Vangelo di Matteo&#8230;)</p>
<p>E soprattutto che debbano essere pubblicizzati da un ente istituzionale, la Provincia, e da un assessore, Rotella, <strong>responsabili</strong> spesso di “distrazione” nei confronti della manutenzione e del controllo di beni ad essi affidati, tra i quali -dal 1988- l&#8217;Oasi del Simeto.</p>
<p>Non a caso, subito dopo la conferenza stampa, è scattata la <strong>denuncia di Legambiente</strong> con un <a href="http://www.argocatania.org/2011/08/13/legambiente-sulla-pulizia-alloasi-del-simeto/" target="_blank">Comunicato, già pubblicato da Argo</a>, in cui si accusa di fatto la Provincia di aver fatto una operazione di “facciata”.</p>
<p>L&#8217;intervento dei volontari è stato infatti “<strong>episodico</strong>”, laddove alla provincia compete l&#8217;onere di provvedere costantemente alla pulizia dell&#8217;oasi, nonché quello di varare un piano organico per rimuovere i rifiuti e “per prevenirne l&#8217;abbandono”.</p>
<p>La pulizia compiuta viene inoltre definita “<strong>parziale</strong>” perchè non basta, come leggiamo nel Comunicato,  eliminare i rifiuti “spiaggiati dal mare sull&#8217;arenile”, essendo essi presenti anche “nelle aree interne delle zone A e B della riserva”.</p>
<p>L&#8217;associazione ambientalista mette in guardia le autorità sul fatto che la tipologia di questi rifiuti comprende, oltre a scarti edilizi, vecchi elettrodomestici e rifiuti solidi urbani, anche “rifiuti estremamente pericolosi perchè contenenti <strong>amianto</strong>”.</p>
<p>Al danno ambientale e paesaggistico si aggiungono dunque rischi per la <strong>salute pubblica</strong> dei quali la Provincia è oggettivamente responsabile. Altro che compiaciuta conferenza  stampa!</p>
<p>E speriamo, come afferma Renato De Pietro, presidente di Legambiente Catania che <strong>si intervenga al più presto</strong>, “seppure con un ritardo di ben 23 anni”&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il nucleare in Sicilia? Naviga sottocosta</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 05:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se non fosse un’orrenda bestemmia, occorrerebbe riconoscere, come fa il vice presidente del CNR De Mattei, che il terremoto che ha causato il grave incidente alla centrale nucleare di Fukushima è stato &#8220;una voce terribile ma paterna della bontà di Dio&#8221;, quanto meno perché ha indotto il sempre lungimirante governo Berlusconi a decretare una moratoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non fosse un’orrenda bestemmia, occorrerebbe riconoscere, come fa il vice presidente del CNR De Mattei, che il terremoto che ha causato il grave incidente alla centrale nucleare di <strong>Fukushima</strong> è stato &#8220;una voce terribile ma paterna della bontà di Dio&#8221;, quanto meno perché ha indotto il sempre <strong>lungimirante</strong> <strong>governo Berlusconi</strong> a decretare una<img class="alignright" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TahlnZy-6KI/AAAAAAAAEJ8/3oFr4MOJ93s/nucleare.jpg" alt="" width="255" height="198" /> moratoria di un anno al progetto di far ripartire il nucleare in Italia.</p>
<p>A parte il fatto che ha tutta l’aria di essere una furbata del solito struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia in attesa che passi il pericoloso predatore, questa decisione non fa per nulla chiarezza sul fatto che <strong>nel mar Mediterraneo</strong> sciabordino allegramente una portaerei francese e almeno <span id="more-20053"></span><strong>tre sommergibili Usa a propulsione nucleare</strong>.</p>
<p>L’ulteriore piacevolezza della notizia consiste nel fatto che questi sommergibili, che rispondono agli insospettabili nomi di <strong>Provvidence, Scranton e Florida</strong>, siano spinti da reattori nucleari costruiti all’inizio degli anni ’80 e quindi, presumibilmente, poco dotati di sistemi di protezione e sicurezza. Né è dato sapere se imbarchino a loro volta testate nucleari.</p>
<p>Ultimamente sono stati impegnati, fra l’altro, a lanciare centinaia di <strong>missili &#8220;Tomahawk</strong>&#8221; all&#8217;uranio impoverito sulla testa di quel compagno di merende di Berlusconi che risponde al nome di Gheddafi, innaffiando di polveri radioattive intere regioni della Libia.</p>
<p>E’ del tutto naturale poi  che qualcuno di questi giocattoli americani, ogni tanto, abbia bisogno di prendere una boccata</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 386px"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/Tahn2Gn_slI/AAAAAAAAEKI/rmJVTzhTntg/sommergibile%20augusta.jpg" alt="" width="376" height="134" /><p class="wp-caption-text">Il sommergibile americano Scranton al porto di Augusta lo scorso 6 marzo</p></div>
<p>d’aria e quindi attracchi, per esempio, nel <strong>porto di Augusta</strong>, come è accaduto ripetutamente nei mesi scorsi, per la gioia di mamme e bambini, e ultimamente lo scorso 4 aprile.</p>
<p>Sappiamo tutti che la baia di Augusta non è più da tempo quel paradiso terrestre sulle cui coste, qualche secolo addietro, un piccolo gruppo di clandestini provenienti dalla Grecia, sfuggendo all’occhiuta vigilanza dell’ing. Castelli, fondarono la colonia di Megara Hyblaea, per cui queste centrali nucleari ambulanti sono costrette a beccheggiare fra <strong>raffinerie, depositi di carburanti e industrie chimiche</strong> e a due passi da <strong>zone intensamente popolate</strong>, non ultima la stessa Catania.</p>
<p>Naturalmente le autorità portuali italiane non hanno avvertito nessuno e si sono limitate semplicemente a vietare la navigazione o solo di avvicinarsi al punto in cui era alla fonda quella che hanno chiamato, pudicamente, <strong>“unità a propulsione non convenzionale”</strong>.</p>
<p>Come afferma l&#8217;ingegnere <strong><a href="http://areeweb.polito.it/didattica/climatechange/Rapporto_Sommergibili.pdf" target="_blank">Massimo Zucchetti</a></strong>, professore ordinario di &#8220;Impianti nucleari&#8221;, “Sicurezza e Analisi di Rischio” e “Protezione dalle Radiazioni” presso il Politecnico di Torino, non sembra siano stati elaborati piani di rischio e sistemi di sicurezza e di emergenza.</p>
<p>Meno che meno, alle popolazioni che risiedono in prossimità degli impianti sono state date <strong>informazioni sulle misure di protezione</strong> sanitaria applicate, sulla natura e le caratteristiche della radioattività e sui suoi effetti sulle persone e sull’ambiente, sul comportamento da adottare in caso d’incidenti e sulle autorità responsabili degli interventi di protezione e soccorso, come prevede l’art. 130 del decreto legislativo 230/95.</p>
<p>Senza dire che le stesse <strong>norme di sicurezza</strong> previste per i reattori civili, come le fasce di rispetto e le distanze minime dai centri abitati, sono del tutto disattese per queste Chernobyl all’acqua di mare, “di conseguenza ci ritroviamo col paradosso che reattori nucleari che non otterrebbero la licenza di esercizio in nessuno dei paesi che utilizzano l’energia atomica, circolano invece liberamente nei mari”.</p>
<p>Certo è elettrizzante ed è motivo di giustificato orgoglio, per noi catanesi, sapere che siamo a pochi chilometri da un <strong>formidabile triangolo di postazioni militari</strong>, e quindi anche obiettivi bellici, costituito da <strong>Sigonella</strong>, principale aeroporto meridionale delle forze armate statunitensi, da cui partono o dove vengono a rifornirsi caccia, bombardieri e aerei senza pilota, l’ultimo grido in fatto di mode militari; <strong>Augusta</strong>, principale porto del Mediterraneo per operazioni di rifornimento della VI Flotta americana; e il centro radar di <strong>Niscemi</strong> (Caltanissetta), dove sorge una delle quattro stazioni mondiali del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare, il cosiddetto “MUOS”, le cui antenne emettono microonde a bassissima frequenza, che certo non servono a cuocere un pollo arrosto in pochi secondi.</p>
<p>Che Dio (non quello di De Mattei, però) ce la mandi buona!</p>
<p>Per approfondire leggi in pdf gli articoli di <strong>Antonio Mazzeo</strong></p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/Sottomarini_nucleari.pdf">La guerra nel sud Italia dei sottomarini nucleari USA</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/04/Augusta_Fukushima.pdf">Golfo di Augusta sempre più a rischio Chernobyl-Fukushima</a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Per la pace, con i migranti</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 06:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima a Sigonella, poi di fronte al Villaggio degli Aranci (Mineo): domenica 3 aprile è stata una giornata di mobilitazione particolarmente intensa per il movimento siciliano per la pace e il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Non tantissimi i presenti, soprattutto se si considera la particolare gravità di quanto sta accadendo, in gran parte provenienti dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima a <strong>Sigonella</strong>, poi di fronte al <strong>Villaggio degli Aranci</strong> (Mineo): domenica 3 aprile è stata una giornata di<img class="alignright" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TZpWlMq0gWI/AAAAAAAAEBM/-KNV0yTfGY0/DSC_0005_600.jpg"  type="text" size=25 alt="prova di tooltip introdotto dentro l'attributo alt ed insieme il text type = 25"  width="300" height="200" /> <strong>mobilitazione</strong> particolarmente intensa per il movimento siciliano per la pace e il diritto all’autodeterminazione dei popoli.</p>
<p>Non tantissimi i presenti, soprattutto se si considera la <strong>particolare gravità di quanto sta accadendo</strong>, in gran parte provenienti dal catanese (ma c’erano delegazioni anche da Palermo e Messina), ma tutti assolutamente <span id="more-19748"></span>motivati e combattivi.</p>
<p>Chi ha indetto la mobilitazione, <strong>mondo dell’associazionismo</strong>, <strong>sindacati di base</strong>, <strong>partiti e organizzazioni della sinistra non presenti in Parlamento</strong>, ha, infatti, dimostrato di avere ben chiara qual è la posta in gioco.</p>
<p>Il presidio davanti alla base militare di Sigonella è servito a ricordare (come si legge nel volantino dei promotori) che “la <strong>Sicilia è la regione maggiormente coinvolta dalle scellerate scelte governative di guerra</strong>: le basi <img class="alignleft" src="https://lh3.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TZpWmAkwSTI/AAAAAAAAEA8/UKuOA6LbgM8/DSC_0024_300.JPG" alt="" width="300" height="200" />militari USA, italiane e NATO di Trapani-Birgi, Sigonella, Augusta, Pantelleria e Niscemi stanno contribuendo direttamente ai bombardamenti, mentre nella baia di Augusta approdano sommergibili con pericolosi e insicuri reattori nucleari”.</p>
<p>E&#8217; servito a ricordare che l<strong>a guerra non è mai una soluzione</strong>, la guerra è il problema, e a denunciare la <strong>risoluzione 1973 dell’ONU</strong> che ha determinato altre sofferenze per il popolo libico. Una risoluzione che non ha nulla a che vedere con la difesa dei diritti umani, come dovrebbe essere a tutti evidente dato che il vero obiettivo dell’intervento “occidentale” è finalizzato allo sfruttamento delle significative <strong>risorse energetiche</strong> presenti nel Paese africano.</p>
<p><strong>Di fronte al Villaggio degli Aranci</strong> “trasformato – come scrivono gli organizzatori della manifestazione – in un lager dove recludere 2000 tra richiedenti asilo (sradicati dai CARA del resto d’Italia) e migranti fuggiti dalla Tunisia” si è svolta un’<strong>assemblea “multietnica</strong>” ma, soprattutto, i migranti hanno potuto sperimentare gli effetti positivi, e concreti,  della <strong>solidarietà</strong> del movimento antirazzista siciliano attraverso la distribuzione di indumenti <img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TZpWlPxlYWI/AAAAAAAAEBQ/GtSLRzbLWyk/DSC_0056_600.jpg" alt="" width="280" height="186" />e generi alimentari; mentre medici e avvocati presenti hanno iniziato a raccogliere le <strong>denunce</strong> di chi sta subendo un&#8217; evidente privazione dei diritti più elementari.</p>
<p>Una bella giornata, hanno detto in tanti, anche perché, dopo pranzo, si è svolta una vera e propria <strong>festa con<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> musiche e danze</strong> che hanno coinvolto i presenti, per un momento tutti semplicemente, e unicamente, <strong>persone “di tanti colori”</strong>. Una presenza, questa davanti al Villaggio, che i manifestanti si sono impegnati a riproporre nei prossimi giorni sino a quando non prevarrà una politica dell’accoglienza.</p>
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		<title>Iniziativa di solidarietà del circolo Città Futura</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 22:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[﻿Comunicato stampa E’ in atto un&#8217;emergenza umanitaria di gravi proporzioni legata ai rivolgimenti politici nel mondo arabo: il governo italiano e l’Europa, continuando con le politiche discriminatorie e scegliendo la guerra rendono esplosiva la situazione. E’ necessaria una forte mobilitazione contro la guerra e il razzismo e per questo manifesteremo domenica a Sigonella e Mineo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>﻿Comunicato stampa </strong></p>
<p>E’ in atto un&#8217;<strong>emergenza umanitaria</strong> di gravi proporzioni legata ai rivolgimenti politici nel mondo arabo: il governo italiano e l’Europa, continuando con le <strong>politiche discriminatorie</strong> e scegliendo la <strong>guerra</strong> rendono esplosiva la situazione.</p>
<p>E’ necessaria una forte mobilitazione contro la guerra e il razzismo e per questo manifesteremo <strong>domenica a Sigonella e Mineo</strong> ma è anche necessaria un’azione di solidarietà concreta verso i migranti costretti in luoghi improvvisati, in condizioni critiche.</p>
<p>Il <strong>Circolo Città futura</strong> del PRC, organizza <strong>sabato 2, dalle 16,30 alle 20</strong>, nella sede di <strong>via Gargano 37,</strong>Catania, una raccolta di <strong>generi di prima necessità</strong> che, in coordinamento con le associazioni antirazziste siciliane, verrano inviati a <strong>Lampedusa</strong> e negli altri luoghi in cui si dovesse creare una situazione di emergenza.</p>
<p>Sono in particolare richiesti:</p>
<p>ALIMENTI (biscotti, latte, scatolette, zucchero, the, barrette di cioccolato),</p>
<p>PRODOTTI per l’igiene, vestiario, scarpe, coperte.</p>
<p>Per il circolo “Città futura”,  Alberto Rotondo</p>
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		<title>Le associazioni antirazziste contro la guerra in Libia</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 00:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fermiamo la guerra neocoloniale ed il razzismo Sosteniamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli La risoluzione ONU n. 1973  porterà altre sofferenze al popolo libico oltre quelle già inferte dal regime di Gheddafi. L’obiettivo degli Stati Uniti e delle potenze europee non è la difesa dei diritti umani ma le abbondanti risorse energetiche (giacimenti di petrolio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fermiamo la guerra neocoloniale ed il razzismo</strong></p>
<p><strong>Sosteniamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli</strong></p>
<p>La risoluzione ONU n. 1973  porterà <strong>altre sofferenze al popolo libico</strong> oltre quelle già inferte dal regime di Gheddafi. L’obiettivo degli Stati Uniti e delle potenze europee non è la difesa dei diritti umani ma le abbondanti <strong>risorse energetiche</strong> (giacimenti di petrolio e gas), rese ancora più preziose di fronte all’acutizzazione della crisi economica internazionale e dalla inevitabile escalation dei prezzi.</p>
<p>Di fronte agli aerei e alle navi militari che stanno bombardando la Libia per &#8220;proteggere i civili&#8221;, non ci si può che indignare ricordando come niente di tutto questo fu messo in campo mentre le forze armate israeliane bombardavano senza pietà la <strong>popolazione palestinese</strong>, rinchiusa nella gabbia di Gaza tra il 2008 e il 2009 (1.400 i morti, la metà civili inermi).  Due pesi e due misure? No, complicità con i crimini di guerra e interessi strategici su gas e petrolio che prevalgono sistematicamente su ogni diritto umano e dei popoli.</p>
<p>L’intervento militare in Libia delle potenze della coalizione internazionale (USA, paesi NATO ed emirati arabi) suona inoltre come <strong>monito e minaccia anche contro i movimenti popolari in Tunisia, Egitto, Algeria, </strong>i quali hanno avviato processi di cambiamento importanti, ma i cui esiti rappresentano ancora un’incognita per gli interessi delle transnazionali occidentali e per gli interessi geopolitici delle varie potenze.</p>
<p>Le risorse energetiche libiche sono immense e gli attuali “primi della classe” (Francia,  Inghilterra, USA) intendono spartirsele attraverso i ben noti strumenti di “pace”, sperimentati in questi anni a partire della guerra contro la Jugoslavia, in Afghanistan, Iraq e Libano. I contenuti della campagna mediatica scatenata sui fatti di Libia sono un modello ben noto – e “bipartisan” – per <strong>legittimare di fronte all’opinione pubblica l’ aggressione militare</strong>.</p>
<p>La <strong>Sicilia</strong> è la regione d’Italia maggiormente esposta alle ritorsioni e più direttamente coinvolta dalle scellerate scelte governative di guerra: le <strong>basi militari Usa, italiane e Nato di Trapani-Birgi, Sigonella, Augusta, Pantelleria e Niscemi</strong> stanno contribuendo, non solo indirettamente ma oramai anche  direttamente, ai bombardamenti.</p>
<p>In particolare da Sigonella operano i <strong>cacciabombardieri</strong> USA, canadesi e danesi e i micidiali <strong>Global Hawks</strong>, aerei senza pilota, che decollano a pochi km dal terzo aeroporto italiano per traffico passeggeri (Catania-Fontanarossa), mentre da Trapani-Birgi vengono scatenati i  bombardamenti dei <strong>Tornado</strong> italiani e di altri velivoli da guerra dei partner NATO.</p>
<p>Sempre in Sicilia si sperimentano le nuove <strong>politiche segregazioniste del ministro Maroni</strong>: il Villaggio degli aranci (abbandonato dai militari Usa di stanza a Sigonella) a <strong>Mineo</strong>, è stato trasformato in un megacentro di “accoglienza” di 2000 richiedenti asilo, sradicati dai Cara del resto d’Italia , dove adesso vengono deportati anche parte dei migranti provenienti dalla Tunisia; intanto il governo, incapace di trasferire nel resto d’Italia poche migliaia di migranti giunti nei giorni scorsi a <strong>Lampedusa</strong>, volutamente esaspera la situazione fra isolani e migranti per sperimentare nuove guerre fra poveri.</p>
<p>Dalla Sicilia, dove 30 anni fa nacque il movimento contro gli euromissili a Comiso, bisogna ricostruire la solidarietà internazionalista fra tutte le vittime della globalizzazione e le sue devastanti politiche di guerra, razzismo e morte, imparando dall’esempio delle rivolte popolari in Nordafrica . In Libia occorre fare <strong>appello per un cessate il fuoco immediato</strong> e l’avvio di una conciliazione tra le parti in conflitto. Ciò potrà avvenire solo attraverso l’autorevolezza di una proposta fatta da soggetti neutri e disinteressati alle vicende interne libiche, non certo dai bombardieri dei paesi che hanno colonizzato l’Africa, rapinato le sue risorse, condannandola  alla fame e ai conflitti fratricidi .</p>
<p>La Sicilia non è zona di guerra, via le basi militari dalla nostra terra</p>
<p>Si all’ accoglienza dei migranti ed alla  smilitarizzazione</p>
<p>Contro la guerra ed il razzismo, con il popolo libico senza se e senza ma</p>
<p>Nessuna complicità con l&#8217;intervento militare contro la Libia</p>
<p>SABATO 26/3 alle</p>
<p>17,30 – <strong>manifestazione in via Etnea</strong> (partenza di fronte alla villa Bellini, conclusione in piazza Università)</p>
<p><strong><em>Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, Arci, Cobas, Centro Popolare Experia, Giovani Comunisti, Officina Rebelde,  Red Militant, Rete Antirazzista, Rete dei Comunisti, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Critica, USB, Open Mind, Città Felice</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Primo marzo, la Sicilia per i migranti</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2011/03/04/primo-marzo-la-sicilia-per-i-migranti/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 03:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;anno scorso era Cassibile e la piazza in cui i caporali reclutano la manodopera stagionale. Quest&#8217;anno è stata Mineo, e il villaggio degli Aranci, la sede della manifestazione per l&#8217;accoglienza ai migranti e il rifiuto del razzismo. Sarà lì, negli ex alloggi dei militari usa di Sigonella, che i migranti saranno raccolti ma non accolti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="https://lh4.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TW_WXxFBrLI/AAAAAAAADKE/_uHipWyrK50/Senza%20nome.jpg" alt="" width="309" height="180" />L&#8217;anno scorso era <strong>Cassibile</strong> e la piazza in cui i caporali reclutano la manodopera stagionale. Quest&#8217;anno è stata <strong>Mineo, e il villaggio degli Aranci</strong>, la sede della manifestazione per l&#8217;accoglienza ai migranti e il rifiuto del razzismo.  Sarà lì, negli ex alloggi dei militari usa di <strong>Sigonella</strong>, che i migranti saranno raccolti ma non accolti. Il villaggio, già recintato <span id="more-18456"></span>in fretta e furia, dista infatti, otto chilometri dal centro abitato.<br />
<strong>Tutto ciò in attuazione del progetto del cosiddetto &#8220;villaggio della solidarietà&#8221;, </strong>voluto,  insieme ad un “patto territoriale per la sicurezza”, dal ministro dell&#8217;Interno<strong> Maroni </strong>e dal governo e, adesso, accettato anche dalla maggioranza dei sindaci della zona (dieci su quindici). &#8221;Una scelta segregazionista -dichiara <strong>Alfonso Di</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img title="Mineo - villagio degli Aranci" src="https://lh5.googleusercontent.com/_10MNtAmsnTs/TW_YmRGkgbI/AAAAAAAADK0/die7RgJJhdo/DSC01006%202.JPG" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Mineo - villagio degli Aranci</p></div>
<p><strong>Stefano</strong> delle <strong>Rete antirazzista catanese</strong>- diametralmente opposta all’esemplare esperienza di <strong>Riace</strong>, dove l’associazione <strong>Città futura</strong>, accoglie centinaia di rifugiati in un paese con meno di 2000 abitanti, dimostrando nei fatti che valorizzare la solidarietà come risorsa per lo sviluppo locale è possibile e che <strong>l’accoglienza è molto più economica della crescente militarizzazione dei territori e delle coste</strong>&#8220;.<br />
Ma la giornata di mobilitazione non si è esaurita con il presidio di Mineo; un altro sit in si è tenuto, nel pomeriggio,  <strong>in piazza Stesicoro, a Catania</strong>. Lì hanno parlato l&#8217;iman della Moschea di Catania, <strong>Mufid</strong>, esponenti della Rete antirazzista catanese, <strong>Pier Paolo Montalto </strong>di Rifondazione comunista e  una studentessa marocchina, <strong>Nawel</strong>. A conclusione della giornata la proiezione del film &#8220;<strong>La terra e(s)trema</strong>&#8220;, un reportage sul lavoro dei migranti in Sicilia, sul caporalato, sulla raccolta delle <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a>patate da aprile a giugno, a <strong>Cassibile</strong> e sulla vendemmia ad <strong>Alcamo</strong>.</p>
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