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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; società civile</title>
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		<title>Antico Corso, nuovi problemi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 06:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da Giornale di Sicilia, edizione di Catania, martedì 24 novembre, pag 23 e 24, Antico Corso (Catania): affitti a peso d’oro grazie agli studenti universitari ma per i residenti vivere qui non è facile, di Rosa Maria Di Natale. Ripreso da Step 1 (La lenta agonia del&#8217;Antico Corso e Senza case e senza servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tratto</strong> da <strong>Giornale di Sicilia, </strong>edizione di Catania, martedì 24 novembre, pag 23 e 24,<em> Antico Corso (Catania): affitti a peso d’oro grazie agli studenti universitari ma per i residenti vivere qui non è facile, </em>di Rosa Maria Di Natale<em>.</em> Ripreso da <strong>Step 1</strong> <a href="http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&amp;id=5882-la-lenta-agonia-dell-antico-corso" target="_blank">(<em>La lenta agonia del&#8217;Antico Corso</em></a> e<em> <a href="http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&amp;id=5883-senza-case-e-senza-servizi-sociali" target="_blank">Senza case e senza servizi sociali</a></em>) il 25 novembre 2009<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Antico_corso_200.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8919" title="Antico_corso_200" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Antico_corso_200.jpg" alt="Antico_corso_200" width="200" height="267" /></a></p>
<p>Il violento sgombero del C.P.O. Experia ha, fra l’altro, riacceso i riflettori sulla <strong>situazione complessiva dell’Antico Corso</strong>. Un quartiere, come scrive R. M. Di Natale, “Cuore pulsante di una memoria tutta popolare, ricco di preziosi resti del passato, povero di servizi e spazi per i cittadini. L’Antico Corso è l’esempio di come un quartiere <strong>antico e orgoglioso della sua identità</strong>, faccia ancora fatica ad imporre i suoi diritti alle istituzioni locali”. Una parte della Città nella quale insistono importanti insediamenti universitari, tre ospedali (S. Bambino, V. Emanuele, Garibaldi), un ex ospedale (S.Marta), un&#8217;autorimessa della Provincia, il deposito Amt , due licei, molti uffici…<br />
Dalla quale però, a causa del caro prezzi  e delle trasformazioni in atto, <span id="more-8909"></span>continuano ad <strong>andare via i vecchi abitanti</strong>: lavoratori dipendenti, piccoli artigiani, precari. Dagli anni Novanta ad oggi si sono, infatti,  allontanate circa seimila persone. Non solo perché è decisamente <strong>più remunerativo affittare case agli studenti fuorisede</strong>, ma anche perché è oltremodo complicato vivere in una zona “aggredita” quotidianamente dall’arrivo, per motivi di studio e/o di lavoro, di migliaia di persone. Il tutto, peraltro, nella totale <strong>assenza di un piano</strong> della viabilità, di mezzi pubblici efficienti, di spazi adeguati per il parcheggio. Piazza Dante, letteralmente invasa dalle auto, soprattutto di mattina, è la drammatica rappresentazione di questo disastro annunciato.</p>
<p>Abbondano le auto, mancano del tutto i servizi sociali e, dopo lo sgombero dell’Experia, i luoghi di aggregazione.<br />
Sono, invece, ben visibili le ferite inferte al tessuto urbano ‘grazie’ al <strong>progetto di “Recupero e riqualificazione</strong> del complesso della Purità”. Si trattava in origine, coerentemente con l’obiettivo di ampliare gli insediamenti universitari, del restauro della Chiesa della Purità (da adibire ad auditorium per la facoltà di Giurisprudenza) e della realizzazione di due aule, ciascuna di 600 posti. I lavori vennero bloccati in seguito alle <strong>denunce</strong> e alle <strong>mobilitazioni</strong> del Comitato Popolare Antico Corso. Esso contestò la non compatibilità del progetto rispetto alla destinazione urbanistica dell’area prevista dal Piano Regolatore Generale e denunciò la possibilità che le opere di scavo, fondazione e realizzazione avrebbero distrutto significativi reperti di carattere storico e archeologico.<br />
Nota R. M. Di Natale, riferendosi alla situazione attuale, “Il cantiere della Purità, a cavallo tra la via Plebiscito e la via Bambino, è ancora un ricettacolo di immondizia e di pericolosi dirupi. Le ruspe sono ferme da dieci anni, e da almeno cinque non sono ufficialmente noti né i tempi, <strong>né le modalità di prosecuzione dei lavori bloccati dalla magistratura.</strong> Ai bimbi che oggi giocano nell’attiguo cortile della scuola “Manzoni” bastano due o tre salti per calpestare le erbacce e i rifiuti del cantiere, dal 2004 delimitato da una barriera che poco serve alla sicurezza effettiva dell’area”.<br />
Invece della “politica degli sgomberi”, è necessario, prima che sia troppo tardi, discutere e realizzare il Piano di Recupero per l’Antico Corso.</p>
<p>Leggi in archivio <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/12/Antico_Corso_DiNatale.pdf" target="_blank">l&#8217;articolo di Rosa Maria Di Natale </a></p>
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		<title>L&#8217;Experia al Bastione degli Infetti</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 05:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Clipboard01.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8364" title="Clipboard01" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Clipboard01-300x199.jpg" alt="Clipboard01" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Tantissime persone, di tutte le età , sabato 21 novembre all’ora di pranzo in via Plebiscito di fronte al <strong>Centro Popolare Experia</strong>. Obiettivo ufficiale, e dichiarato: rioccupare i locali e <strong>restituirli alle tradizionali attività</strong> politiche e sociali (doposcuola, palestra, ciclofficina…) che vi si erano svolte sino al brutale, e immotivato, sgombero delle scorse settimane.<br />
Le <strong>forze di polizia</strong>, presenti in gran numero, stazionano in strada, le unità cinofile si trovano all’interno del Centro. I portavoce dell’Experia dichiarano che non hanno nessuna voglia di giocare a guardie e ladri.<span id="more-8363"></span> Ricordano, tra gli applausi di tutti i presenti, che lo sgombero è motivato esclusivamente da ragioni politiche, ripercorrono le tappe principali della vita del Centro ma, soprattutto, si dichiarano indisponibili a trasformare l’intera vicenda in un problema di ordine pubblico. <strong>Si decide, perciò, di non forzare i sigilli</strong> e spostarsi, in corteo, fra le vie dell’Antico Corso. Certo, giunti all’incrocio con via Sangiuliano, una signora verserà sui manifestanti una pentola d’acqua, ma dai balconi di quello stesso palazzo si affacceranno altri catanesi pronti ad applaudire. <strong>Il corteo arriva al Bastione degli Infetti</strong>, emblema dell’<strong>incuria</strong> con cui Comune e Sovrintendenza, che dovrebbero garantire una corretta gestione di un sito di particolare pregio, trattano il patrimonio storico della nostra Città. Nessun giudice, in questo caso, ha però iniziato alcuna procedura per contestare il cattivo funzionamento di queste Istituzioni. Del resto, per tanti anni si è sopportata la presenza, in questi luoghi, di un <strong>macello clandestino</strong>, si è permesso che venissero costruite <strong>abitazioni abusive</strong> sulle mura di Carlo V…..</p>
<p>In effetti, più volte il Bastione è stato <strong>ufficialmente inaugurato</strong>, ma come dicono molti abitanti, in una <strong>lettera indirizzata alle Istituzioni</strong> catanesi: “I sottoscritti, abitanti di via torre del Vescovo, denunciano al Signor Sindaco del Comune di Catania ed al Comando della Polizia Municipale i gravi problemi di sicurezza che si verificano da diversi anni e con sempre maggior gravità, per l’abbandono dell’area archeologica denominata “Bastione degli Infetti”, e che da alcuni mesi sono diventati sempre più pressanti.<br />
Appare superfluo ricordare le numerose promesse fatte dalle varie Amministrazioni, per la tutela e la valorizzazione di questa area e non abbiamo alcun interesse a ricercare inutili responsabilità addebitabili al passato, ma chiediamo che il Sig. Sindaco garantisca da subito quanto meno le sufficienti condizioni di <strong>sicurezza e vivibilità di questa area</strong>, tutelando gli abitanti dalle continue angherie e atti vandalici che ogni giorno e da parecchi mesi sono costretti a subire”.<br />
Il corteo confluisce, tutto, all’interno del Bastione. <strong>Si decide di  ripulirlo affinché la sera vi si possa svolgere una festa popolare.</strong> In sostanza, un’occupazione simbolica di un luogo aperto, necessaria per ribadire le ragioni e il senso del lavoro dell’Experia, ma soprattutto per dimostrare l’insensatezza di chi, di fronte ai drammatici problemi che attraversano Catania, non trova di meglio che mostrare i muscoli contro chi quei problemi, nel suo piccolo, cerca di risolverli.</p>
<p>Leggi il Comunicato Stampa dei ragazzi dell&#8217;Experia <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/experia-comunicato-stampa-del-21-11-09.pdf" target="_blank">experia-comunicato stampa del 21-11-09</a></p>
<p>Guarda una galleria di foto della manifestazione:</p>
<p><object width="585" height="474"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7NVSPg4-kn8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7NVSPg4-kn8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="585" height="474"></embed></object></p>
<p>Aria di festa anche nel tentativo di occupazione del 13 novembre. Guarda il video.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="585" height="356" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7In_of9Q1go&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="585" height="356" src="http://www.youtube.com/v/7In_of9Q1go&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>L&#8217;Experia all&#8217;Experia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 04:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Corteo000Targa_40767797121.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7815" title="Experia 31 ottobre 2009" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Corteo000Targa_40767797121-223x300.jpg" alt="Corteo000Targa_4076779712" width="223" height="300" /></a> “I nostri figli, oggi, giocano per strada, da quando hanno <strong>chiuso l’Experia</strong> ci sentiamo  tutti <strong>meno sicuri</strong>”. Con disarmante chiarezza una “mamma”, interrompendo la rituale scaletta degli interventi (spesso ripetitivi) durante l’<strong>affollatissima assemblea</strong> del 10 novembre in piazza Dante, ha individuato il cuore del problema. Con altrettanta sincerità il vicepresidente della prima Municipalità ha ricordato cosa accadeva all’ex cinema Experia <strong>prima dell’occupazione</strong>: una sorta di zona franca utile per mille <strong>attività illegali</strong>. E ha evidenziato quanto le Istituzioni siano inadeguate rispetto alle <strong>domande sociali</strong>. Come nel caso dell’ex macello di via Zurria in parte inutilizzato (la sala dibattiti è chiusa, la piscina è stata data in gestione ai privati).<br />
Unico fra gli invitati istituzionali presenti, l’architetto <strong>Campo</strong> (Soprintendenza per i beni culturali e ambientali), al termine di una  <span id="more-7780"></span>meticolosa, ma discutibile, ricostruzione della storia <strong>burocratico-amministrativa</strong> dell’edificio, ha addotto come fondamentale motivo dello sgombero il problema della messa in sicurezza dello stesso.<br />
Visto che il Comune di Catania non più di tre anni fa aveva fatto una verifica sullo stato dei locali, ci piacerebbe conoscerne gli <strong>esiti</strong> per vedere se le parole del soprintendente trovano conferma. In ogni caso, il problema, invece che con i manganelli, si sarebbe potuto risolvere facilmente <strong>concordando</strong> con gli occupanti gli interventi necessari. Evidentemente lo sgombero ha <strong>altre motivazioni</strong>, e le assenze degli altri interlocutori (a partire dal Sindaco) lo hanno clamorosamente confermato.<br />
Di queste motivazioni hanno parlato, aprendo l’assemblea, Luigi Marino e Ciccio Mannino.<br />
Luigi Marino, del Centro Popolare Occupato, ha ricordato, interrotto dai ripetuti e convinti applausi dei presenti, l<strong>’attività svolta</strong> e le caratteristiche del Centro. Ha parlato dell’anomalia di una struttura che non ha, e non vuole avere, nulla a che vedere con i percorsi di “quella politica” che ha ridotto Catania nelle attuali condizioni. Ha ringraziato per l’enorme <strong>solidarietà</strong> ricevuta e ha letto parte delle increredibili  <strong>accuse</strong> mosse da esponenti della ex Alleanza Nazionale contro l’Experia, descritto come se fosse il “regno di Tarantini”. In sostanza, ha concluso, quello che non viene accettato è che dei comunisti abbiano fatto, e facciano, ciò che per loro è del tutto naturale: <strong>lavoro e lotte sociali</strong>.<br />
Ciccio Mannino, del Comitato Antico Corso, ha ricordato l’<strong>espulsione</strong> di centinaia e</p>
<div id="attachment_7819" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.youtube.com/v/e0xPYl7cY8Q" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-7819" title="vai alla galleria foto del corteo 31 ottobre" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/corteo-241-300x225.jpg" alt="vai alla galleria foto:corteo 31 ottobre 2009" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alberta Dionisi</p></div>
<p>centinaia di famiglie dal quartiere causata da <strong>scelte urbanistiche</strong> che hanno sempre privilegiato la <strong>speculazione</strong>. Ha, inoltre, rivendicato il ruolo centrale del Comitato nel contrastare questi tentativi, come nel caso delle aule della Facoltà di Giurisprudenza che si sarebbero dovute costruire alla Purità. Fra i presenti un’unica sensazione: senza l’Experia la <strong>qualità</strong> della vita all’Antico Corso non potrà che <strong>peggiorare</strong>.</p>
<p>Leggi alcuni passi del<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/Experia_Apologia_brevis.pdf" target="_blank"> documento di autodifesa del CPO Experia</a>, pubblicato sul sito <a href="http://www.senzapadroni.org/step1_risposta.html" target="_blank"> www.senzapadroni.org</a> nel febbraio di quest&#8217;anno</p>
<p>Firma la petizione <a href="http://www.petizionionline.it/petizione/in-difesa-del-cpo-experia/171" target="_blank">In difesa del CPO Experia</a></p>
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		<title>Corteo di protesta contro lo sgombero del CPO EXPERIA</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 20:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="440" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/yth-FstWIB0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="505" src="http://www.youtube.com/v/yth-FstWIB0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Manifestazione contro il &#8220;decreto sicurezza&#8221; &#8211; DDL 733</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:05:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è snodata fra via Umberto e piazza Università la manifestazione contro il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del DDL 733. Piuttosto basso il numero dei partecipanti, di cui molti gli immigrati. Inizialmente timidi e sulle difensive, a metà percorso hanno dato inizio ad una vivace ed apprezzata jam session con i tamburi (guarda le foto)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è snodata fra via Umberto e piazza Università la manifestazione contro il &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; del DDL 733. Piuttosto basso il numero dei partecipanti, di cui molti gli immigrati. Inizialmente timidi e sulle difensive, a metà percorso hanno dato inizio ad una vivace ed apprezzata jam session con i tamburi (<span style="color: #ff0000;"><strong>guarda le foto</strong></span>)</p>
<p><a href="http://jalbum.net/browse/user/album/143529/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2663" title="vai alla galleria" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/p1020103-tamburi-300x217.jpg" alt="vai alla galleria" width="300" height="217" /></a></p>
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		<title>Ma è il &#8220;caso Catania&#8221; o sono un &#8220;caso&#8221; i catanesi?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 04:28:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con una lunga inchiesta dall&#8217;emblematico titolo &#8216;I vicerè&#8217; andata in onda su Rai 3 domenica sera, 15 marzo, Milena Gabanelli e il suo staff hanno raccontato al mondo intero, facendo una specie di riassunto delle puntate precedenti, gli ultimi dieci anni della storia di Catania. Ne è venuto fuori un quadro che definire desolante è eufemistico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6b76e15d-a80b-465e-9531-131a194e030b.html?p=0" target="_blank">lunga inchiesta dall&#8217;emblematico titolo &#8216;I vicerè&#8217; </a> andata in onda su Rai 3 domenica sera, 15 marzo, <strong>Milena</strong> <img class="alignright size-thumbnail wp-image-2410" title="gabanelli" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/gabanelli-150x144.jpg" alt="gabanelli" width="150" height="144" /><strong>Gabanelli</strong> e il suo staff hanno raccontato al mondo intero, facendo una specie di riassunto delle puntate precedenti, <strong>gli ultimi dieci anni della storia di Catania</strong>.</p>
<p>Ne è venuto fuori un quadro che definire desolante è eufemistico, a parlare di situazione sudamericana si rischia di offendere la dignità dei sudamericani, forse solo il linguaggio biblico può aiutare a definire il quadro: <strong>una babele lucidamente perseguita ed eretta a sistema di potere</strong>. E&#8217; stato messo in luce un inestricabile intreccio clientelare fra politica locale e nazionale, mafia e imprenditoria più o meno legale che stringe in un&#8217;immonda e soffocante rete di interessi l&#8217;intera città. Una sorta di minestrone da cui nessuno esce indenne: <span id="more-2409"></span>potere politico, istituzioni, dirigenti delle aziende municipalizzate, stampa monopolizzata, mondo delle professioni, imprenditoria. Spesso e opportunamente la conduttrice ha sottolineato che non si tratta tanto di un caso di periferia ma di un tassello, magari parossistico, di cui si alimenta e su cui si fonda <strong>un sistema di potere nazionale</strong>.</p>
<p>Forse andavano meglio sottolineati anche <strong>le apparenti assenze</strong>. Che ruolo giocano, ad esempio, in questo dramma più che pirandelliano l&#8217;opposizione politica spesso timida e reticente quando non coinvolta nella spartizione; la magistratura, normalmente distratta o messa in condizione di non nuocere;  l&#8217;università, che abdicando alla sua autonomia culturale, ha accettato di diventare pur essa terreno in cui si esercita il padrinaggio politico; la chiesa, incapace di assumere un atteggiamento libero e profetico, in cambio di pochi ma sostanziosi piatti di lenticchie? Non sono solo delle comparse e in ogni caso anche i loro comportamenti possono apparire come forme più o meno consapevoli di complicità.</p>
<p>La domanda iniziale comunque ci sembra decisiva: ma <strong>i catanesi</strong> come fanno a vivere con dignità quanto ieri sera è stato impietosamente sciorinato davanti agli occhi dell&#8217;opinione pubblica nazionale?</p>
<p>A stento, ma fino ad un certo punto, riusciamo a farci una ragione del come siano proprio i quartieri popolari a dare a questo sistema di potere un consenso elettorale bulgaro: lo sfruttamento cinico e spregiudicato del bisogno della <strong>povera gente</strong> &#8211; un lavoro, un sussidio, la casa, una qualsiasi forma di assistenza, una raccomandazione - incanalato da tanti finti patronati e da una miriade di piccoli boss di quartiere, mancando ogni altra forma di mediazione politica, riesce con relativa facilità a raggiungere questi risultati.</p>
<p>Certo, però, che l&#8217;immagine più impressionante di questa generalizzata <strong>collusione di tutti con tutti</strong>, la si è avuta lo scorso anno, una domenica prima delle elezioni del 15 giugno. Quel giorno, l&#8217;unico quotidiano cittadino &#8216;La Sicilia&#8217;, ha pubblicato infatti a pagina intera una lettera aperta firmata da decine di persone &#8211; c&#8217;erano dentro medici, ingegneri, notai, avvocati, universitari &#8211; che impunemente si autodefinivano <strong>&#8216;società civile&#8217;</strong>. Insomma, quelle stesse che avevano sostenuto e possibilmente fruito dei favori dell&#8217;amministrazione Scapagnini, hanno avuto la sfacciata impudenza di chiedere al nuovo candidato sindaco Stancanelli, venuto fuori come un coniglio alcune notti prima dal cappello degli accordi elettorali fra PdL ed MPA, una inversione di rotta nella pratica dell&#8217;amministrazione della città.</p>
<p>Ma quando arriverà il momento di <strong>tagliare i fili di questa intricatissima matassa</strong>?<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Arance pizzo free: una festa!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 04:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninoinde</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni antiracket]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Palagonia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Un banchetto per vendere arance a scuola! L&#8217;ultima stranezza della scuola dei progetti, avrà pensato l&#8217;anziano insegnante. In effetti in diverse scuole catanesi in questi giorni durante la ricreazione sono state viste queste postazioni con dietro ragazze e ragazzi che offrivano sacchetti pieni di bellissime e profumate arance, frutto (è proprio il caso di dire) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2163" title="banner_pizzofree1" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/banner_pizzofree1-150x120.jpg" alt="banner_pizzofree1" width="150" height="120" />Un <strong>banchetto per vendere arance</strong> a scuola! L&#8217;ultima stranezza della scuola dei progetti, avrà pensato l&#8217;anziano insegnante.</p>
<p>In effetti in diverse scuole catanesi in questi giorni durante la ricreazione sono state viste queste postazioni con dietro ragazze e ragazzi che offrivano sacchetti pieni di bellissime e profumate arance, frutto (è proprio il caso di dire) della <strong>seconda edizione</strong> <span id="more-2032"></span>di un&#8217;iniziativa nata quasi per caso lo scorso anno per venire incontro ad un produttore di Palagonia.</p>
<p>Il signor Carmelo Pappalardo, assediato dal racket, era stato lasciato solo anche dai suoi compaesani, al punto da non trovare sul posto nemmeno la manodopera necessaria per la raccolta. Il suo allarme era stato raccolto dall&#8217;<strong>AS.A.A.E</strong>, <a href="http://www.asaae.it/" target="_blank">Associazione antiracket antiusura Etnea</a>, che aveva mobilitato altre associazioni, gruppi di volontariato e scuole che avevano prestato gratuitamente la loro opera per raccogliere e vendere i frutti ormai maturi.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2164" title="arancepizzofree01piccolo1" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/03/arancepizzofree01piccolo1-150x150.jpg" alt="arancepizzofree01piccolo1" width="150" height="150" />L&#8217;esperimento si è ripetuto con ancora maggior succeso lo scorso sabato: 550 persone, provenienti da Catania e da Messina, si sono date appuntamento nell&#8217;agrumeto in territorio di Palagonia e hanno raccolto oltre 5000 chili di arance che adesso, appunto, si stanno vendendo anche nelle scuole mentre il rimanente sarà trasformato in marmellata dagli studenti di un Istituto alberghiero di Giarre.</p>
<p>Significativa quest&#8217;anno anche la presenza delle istituzioni: il procuratore di Caltagirone, il vicequestore di Catania, il comandante di zona dei Carabinieri; ma anche l&#8217;aiuto fattivo della Provincia e del Provveditorato agli studi di Messina e la sponsorizzazione da parte dell&#8217;Associazione nazionale dei costruttori edili.</p>
<p>Insomma, una luminosa giornata di solidarietà concreta e ricca di contenuti educativi che si è conclusa con una grande e allegra festa popolare.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Il CIE è un inferno</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 22:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcb43</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa dell&#8217;ARCI Una delegazione dell&#8217;Arci a Lampedusa visita i Centri in cui sono detenuti i migranti Lampedusa, 7 febbraio 2009. &#8220;Qui il diritto alll&#8217;asilo non è per nulla garantito&#8221;. Queste le prime parole della delegazione dell&#8217;Arci da ieri a Lampedusa, e che stamattina ha visitato i centri dell&#8217;isola in cui sono detenuti i migranti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Comunicato stampa dell&#8217;ARCI</em><br />
<strong><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/arci_lampedusa_image.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1490" title="arci_lampedusa_image" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/arci_lampedusa_image.jpg" alt="arci_lampedusa_image" width="108" height="79" /></a>Una delegazione dell&#8217;Arci a Lampedusa visita<br />
i Centri in cui sono detenuti i migranti</strong><br />
Lampedusa, 7 febbraio 2009.<br />
&#8220;Qui il diritto alll&#8217;asilo non è per nulla garantito&#8221;. Queste le prime parole della delegazione dell&#8217;Arci da ieri a Lampedusa, e che stamattina ha visitato i centri dell&#8217;isola in cui sono detenuti i migranti.<br />
&#8220;Il CIE è un inferno: le condizione dei migranti sono terribili, le persone tentano di suicidarsi pur di uscire o sono protagoniste di gravi episodi di autolesionismo, come è successo stanotte. Ci sono più di 350 poliziotti, a fronte di 800 migranti,  e alle organizzazioni umanitarie non è permesso l&#8217;accesso alla parte più interna del centro. Appena siamo entrati, tutti i  migranti hanno chiesto di parlare con un avvocato e questo sottolinea come <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/cpt_lampedusa.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1495" title="cpt_lampedusa" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/cpt_lampedusa-150x150.jpg" alt="cpt_lampedusa" width="150" height="150" /></a>nel centro sia ignorato il diritto a  una difesa legale adeguata  e a un collegamento con l&#8217;esterno che garantisca il rispetto dei diritti umani&#8221;<br />
Durante le scorse settimane, i migranti avevano già denunciato gravi lesioni dei diritti umani all&#8217;interno dei centri.<span id="more-1489"></span></p>
<p>La delegazione, che ha visitato anche il CARA,  riferisce di &#8220;un posto inagibile, non adeguato, dove non sono garantiti i diritti fondamentali. E&#8217; un luogo in cui un essere umano non può pensare di trascorrere neanche 24 ore&#8221;</p>
<p>La delegazione, che ha accompagnato l&#8217;eurodeputato <strong>Giusto Catania</strong> (PRC/GUE), è composta da <strong>Carmen Cordaro</strong>, responsabile del gruppo Frontiere e Centri di detenzione Arci, <strong>Claudio Lombardo</strong>, responsabile politiche sociali di Arci Sicilia, e <strong>Hassan Mamri</strong> responsabile immigrazione Arci Sicilia.</p>
<p>L&#8217;iniziativa della delegazione, che  ha anche incontrato un gruppo di abitanti dell&#8217;isola, rientra nell&#8217;ambito della Campagna &#8220;Per la trasparenza nei centri di detenzione&#8221; promossa a livello internazionale dalla rete Migreurop, di cui l&#8217;Arci è parte.</p>
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		<title>Appello di Medici senza frontiere contro l&#8217;obbligo per medici e infermieri di segnalare la presenza di stranieri irregolari</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 18:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcb43</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo dalla presidente del gruppo Italia72 di Amnesty Iternational, che opera a Catania: Mi sento di aderire all&#8217;appello lanciato da Medici senza frontiere a proposito dell&#8217;emendamento, passato in Senato, che prevede l&#8217;obbligo per medici e infermieri di segnalare la presenza di stranieri irregolari. Ancora un esempio di gravissima violazione del diritto alla salute ancorchè espressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/medici_no_150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1485" title="medici_no_150" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/medici_no_150.jpg" alt="medici_no_150" width="150" height="105" /></a>Riceviamo dalla presidente del gruppo Italia72 di Amnesty<br />
Iternational, che opera a Catania:</em><br />
Mi sento di aderire all&#8217;appello lanciato da Medici senza frontiere a proposito dell&#8217;emendamento, passato in Senato, che prevede l&#8217;obbligo per medici e infermieri di segnalare la presenza di stranieri irregolari. Ancora un esempio di gravissima violazione del diritto alla salute ancorchè espressione di una politica miope incapace di considerare che le conseguenze di un mancato ricorso alle strutture sanitarie pubbliche alla lunga potrebbe avere serie ripercussioni sulla collettività.<br />
Vi prego di estendere l&#8217;appello ai vostri contatti. Grazie<br />
Simonetta cormaci<br />
<a href="http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it/default.asp" target="_blank">http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it/default.asp</a></p>
<p>vai all&#8217;articolo :http://archivio.unita.it/v2/gol/viewer.asp?Pag=6&amp;G=06&amp;M=02&amp;A=2009&amp;foliazione=47&amp;startpag=0&amp;sezione=naz</p>
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		<title>Chiuso il dormitorio per i senza fissa dimora del Centro Astalli</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 15:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcb43</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dormitorio del Centro Astalli, casa di accoglienza per immigrati  senza fissa dimora, aperto nel 2006 a Librino con i fondi del volontariato, chiude per lavori di ristrutturazione. A provocare la chiusura l&#8217;intervento dei NAS che hanno richiesto servizi e tipologie delle case di accoglienza che possono contare su finanziamenti cospicui. Il centro di accoglienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dormitorio del Centro Astalli, casa di accoglienza per immigrati  senza fissa dimora, aperto nel 2006 a Librino con i fondi del volontariato, chiude per lavori di ristrutturazione.</p>
<p>A provocare la chiusura l&#8217;intervento dei NAS che hanno richiesto servizi e tipologie delle case di accoglienza che possono contare su finanziamenti cospicui.</p>
<p>Il centro di accoglienza era stato ricavato adattando un un immobile confiscato alla mafia ed affidato dal Comune di Catania al Centro Astalli</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo di Pinella Leocata da La Sicilia <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/astalli-chiude.pdf">Chiude Casa Padre Pino Puglisi</a></p>
]]></content:encoded>
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