del 10 gennaio 2014 (di )

Parola d’ordine: “Fare rete”. Creare sinergie con altre associazioni culturali, fare opinione su cultura, informazione indipendente, temi sociali. Anche se non ci si guadagna, anche se ci si rimette, anche se ci si tassa per continuare a trasmettere. E’ la filosofia di Radio Lab di Catania, radio “libera per tutti”, ma libera davvero, on air dal

Continua a leggere... Radio Lab, libera per tutti e con passione

del 12 settembre 2011 (di )

Pubblichiamo il comunicato con cui i giovani che hanno lavorato nella redazione di Step1 annunciano ufficialmente l’apertura di un nuovo blog con cui si propongono di continuare a raccontare la città, come hanno fatto con impegno e ottimi risultati in questi anni. Facciamo loro un sincero e affettuoso augurio di buon lavoro. Cari lettori, oggi […]

Continua a leggere... Unaredazionesottosfratto, Step1 non si arrende

del 13 luglio 2011 (di )

Abbiamo avuto la tentazione di pubblicare oggi uno spazio bianco, per esprimere la nostra solidarietà ai ragazzi di Step1, la cui voce rischia di essere messa a tacere. Ma forse questo non è il tempo dei silenzi. Troppo spesso i silenzi, in questa vicenda, hanno “parlato” di ostilità, di sordità, soprattutto da parte del Rettore […]

Continua a leggere... Le parole di Step1 e i silenzi di Recca

“Con un fax del Direttore Amministrativo, si legge sul sito di Step1, l’Università di Catania sfratta Step1 e Upress dall’aula 24 dell’ex Monastero dei Benedettini. La motivazione: la presenza di barriere architettoniche di cui l’Ateneo si accorge solo oggi”. Anche noi riteniamo – visto quanto accaduto a radio Zammù – di non trovarci, purtroppo, in […]

Continua a leggere... Radio Zammù silenziata, Step1 sfrattato. Per chi non accetta quest’assordante silenzio, Radio Lab

del 28 aprile 2010 (di )

Una sgargiante copertina arancione attira subito l’attenzione sull’ultima iniziativa di Andrea Vecchio, imprenditore catanese noto per la sua pubblica opposizione al sistema del racket mafioso e attuale presidente della locale sezione dell’ANCE, l’associazione confindustriale dei costruttori edili. L’idea è, apparentemente, semplice: chiedere a personalità catanesi di rilievo in diversi campi della vita pubblica di proporre […]

Continua a leggere... Ripensare Catania (e i catanesi)?

del 6 febbraio 2010 (di )

Step1, periodico telematico dell’Università di Catania, è una palestra di giornalismo. Lo ha provato ancora una volta proponendo un’inchiesta a più voci, per parlare di Catania. A raccogliere l’invito, sono stati in undici, aspiranti giornalisti, studenti, professionisti, tutti rigorosamente under 35. A loro allude

Continua a leggere... Step1, inchiesta a più voci

Non si tratta della sigla in codice di una nuova compagnia aerea ma di un’associazione appena costituita (http://www.upress.it/) con il coraggioso obiettivo di dare continuità e trovare nuove vie di sviluppo, in autonomia, alle esperienze acquisite da giovani giornalisti nelle redazioni del periodico telematico Step1 e di Radio Zammù, l’emittente d’ateneo,

Continua a leggere... Upress: c’è speranza se questo accade a Catania

del 8 agosto 2009 (di )

Recita la terza grida gloriosa dello sceriffo Stancanelli: “Sono vietati in tutto il territorio comunale le attività e i comportamenti degenerativi e di degrado delle condizioni di decoro, di estetica e vivibilità urbana quali: (…) incuria nella tenuta dei luoghi, tenuta in abbandono e degrado di immobili e casolari che possono favorire fenomeni delittuosi come […]

Continua a leggere... Stancanelli come Tafazzi?

del 21 maggio 2009 (di )

Piccoli giornalisti crescono. Sono i ragazzi di Step1 che, attenti alla notizia, dopo il terremoto d’Abruzzo e il crollo della casa dello studente de L’Aquila, hanno promosso un’inchiesta sulle strutture universitarie catanesi, a cominciare dall’hotel Costa. Denunciano: “Ad accoglierci umidità quasi dappertutto e un ascensore fermo da sei anni”.  Ed inoltre «l’edificio non è antisismico», […]

Continua a leggere... Step1, inchiesta all’hotel Costa

del 5 aprile 2009 (di )

Per una città che in pochi anni è riuscita ad accumulare centinaia di milioni di debiti, spenderne circa 16 milioni per   costruire impianti sportivi nel quartiere satellite di Librino e lasciarli andare in malora è un gioco da ragazzi. E’ quanto documenta con un taglio che non ha nulla da invidiare a Report, Rimpianti […]

Continua a leggere... Librino da bere