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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; suicidio</title>
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		<title>Morire in carcere a 25 anni</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 11:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcb43</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[  Tratto da: Isola Possibile n.59, Gennaio 2009, Renato Camarda: Quando la morte non basta Si chiamava Gianluca Di Mauro. Aveva solo 25 anni. La sera del 15 dicembre 2008 è stato trovato impiccato nella sua cella, nel carcere di alta sicurezza di Bicocca. Accusato di cinque rapine, era stato arrestato la prima volta a [...]]]></description>
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<p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-936" title="carcere1" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/carcere1-150x150.jpg" alt="carcere1" width="150" height="150" />Tratto da:</strong> Isola Possibile n.59, Gennaio 2009, Renato Camarda: <em>Quando la morte non basta</em></p>
<p>Si chiamava Gianluca Di Mauro. Aveva solo 25 anni. La sera del 15 dicembre 2008 è stato trovato impiccato nella sua cella, nel carcere di alta sicurezza di Bicocca.<br />
Accusato di cinque rapine, era stato arrestato la prima volta a 19 anni. Una vita segnata la sua, con i postumi di un terribile incidente stradale, la tossicodipendenza, le crisi epilettiche.<br />
All&#8217;inizio del 2008 aveva denunciato di essere stato violentato dal suo compagno di cella, fisicamente più forte di lui. Fu questo particolare a fare confondere, anche sui giornali, la sua con un&#8217;altra storia di violenza sessuale in carcere, denunciata qualche tempo prima &#8211; ma non all&#8217;autorità giudiziaria &#8211; dall&#8217;avvocato Antonio Fiumefreddo e smentita dal garante dei diritti per i detenuti Salvo Fleres.<span id="more-905"></span><br />
Gianluca, però, a differenza del protagonista della storia di Fiumefreddo, non era mafioso e nemmeno gay.<br />
&#8221; L&#8217;omosessualità qui non c&#8217;entra nulla &#8211; dice il suo avvocato, Eleonora Baratta &#8211; Gianluca non era omosessuale e ha invece denunciato penalmente un abuso subìto. Non si tratta di avere pregiudizi ma di difendere l&#8217;identità del giovane. L&#8217;ho difeso quando era vivo e se c&#8217;è da difenderlo da morto non smetto&#8221;.<br />
La storia di Gianluca è un&#8217;altra. A perderlo è il suo amore per una ragazza, una tossica, che lui vuole salvare. Finisce per drogarsi anche lui. Da qui le rapine, l&#8217;arresto, la condanna a 13 anni.<br />
Alla fine del 2007 al Pagliarelli, il carcere di Palermo, si trova coinvolto in una storia di cellulari introdotti illegalmente in carcere. Viene trasferito all&#8217;Ucciardone dove subisce l&#8217;abuso sessuale. L&#8217;avvocato Baratta che lo difende da allora, ne parla come un ragazzo dal &#8220;cuore d&#8217;oro&#8221; e non si spiega il suicidio.<br />
&#8221; Per me questo è uno dei momenti più brutti della mia storia professionale &#8211; dice &#8211; Ho lottato tanto per questo ragazzo. Poco prima di morire mi aveva inviato una lettera. Mi salutava, mi diceva che mi voleva bene e mi dava appuntamento a presto. L&#8217;udienza sarebbe stata due giorni dopo. Che senso aveva non aspettarne l&#8217;esito? Forse attraversava un brutto momento. Certo, in cinque anni di carcere di sfiducia ne aveva accumulata tanta. Ora, con i genitori, attendo l&#8217;esito delle indagini&#8221;.</p>
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