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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; teatro</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Giulietta e Romeo al GAPA</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 03:35:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cinque ragazze e due ragazzi, una proporzione degna del capolavoro di Boccaccio. Sono gli interpreti della riscrittura del Romeo e Giulietta di Shakespeare, rappresentata sabato 18 nel salone del Gapa, chiamato affettuosamente dai volontari “Gapannone Rosso”. Lo spettacolo è frutto di un laboratorio teatrale che ha coinvolto diversi giovani, quelli che hanno recitato e altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TRBsbE6sf_I/AAAAAAAACJI/MDteDAuEIz8/IMGP0194_easyHDR_600.jpg" alt="" width="300" height="277" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Cinque ragazze e due ragazzi, una proporzione degna del capolavoro di Boccaccio. Sono gli interpreti della <strong>riscrittura del Romeo e Giulietta</strong> di Shakespeare, rappresentata sabato 18 nel salone del <strong>Gapa</strong>, chiamato affettuosamente dai volontari “Gapannone Rosso”.</p>
<p>Lo spettacolo è frutto di un <strong>laboratorio teatrale</strong> che ha coinvolto diversi giovani, quelli che hanno recitato e altri che <span id="more-16960"></span>hanno abbandonato, ragazzi del quartiere e volontari che ormai sono lo sono “di adozione”, amici meno giovani con maggiore esperienza, tutti insieme a leggere il testo, ad interpretarlo, a suggerire battute, non solo per ridere, ma anche per <strong>attualizzare</strong>. Di ridere si ride, perché lo spettacolo è <strong>divertente</strong>, senza essere banale né volgare. E non è poco.</p>
<p>Numeroso il <strong>pubblico</strong>, e molto vario. Ci sono i parenti e gli amici degli attori, la gente del quartiere e i simpatizzanti dell&#8217;associazione, i ragazzini, i giovanotti e le signorine, ma anche le persone anziane. E, alla fine, tutti a battere le mani, a darsi la voce invadendo il palcoscenico improvvisato, come è giusto che accada in un<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a> <strong>momento di festa</strong>.</p>
<p>La replica, prevista per Domenica 19, è stata rinviata per motivi tecnici. Lo spettacolo sarà <strong>riproposto domenica 26 dicembre, alle 18 e alle 21</strong>, sempre al numero 47 di via Cordai e sempre con il titolo &#8220;<strong>Io+Te=Amore</strong>&#8221;</p>
<p>Per informazioni  visitare il sito del Gapa (<a href="http://www.associazionegapa.org/" target="_blank">http://www.associazionegapa.org/</a>) o telefonare al 3481223253. Il ricavato della vendita dei biglietti servirà a continuare i <strong>lavori di restauro del Gapannone</strong>.</p>
<p>Guarda il Promo di <strong>Sonia Giardina</strong><br />
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		<title>Puggelli il saggio e il suo Nathan in cattedrale</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 05:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel back stage di Nathan il Saggio, in Cattedrale. Qualche ora prima della lettura scenica per la regia di Lamberto Puggelli, l&#8217;inventore di &#8220;Ingresso libero&#8221;, teatro di qualità offerto a chi sa apprezzarlo. Due parole dietro le quinte con il registra. E&#8217; stanco il maestro, affaticato anche da problemi di salute, ma è affabile, lucido, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://lh3.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMNaf-7o02I/AAAAAAAABGc/ylBMR9-4ov4/_PUGGELLI_200.jpg" alt="" width="283" height="231" />Nel back stage di <strong>Nathan il Saggio</strong>, in <strong>Cattedrale</strong>. Qualche ora prima della lettura scenica <strong>per la regia di Lamberto Puggelli</strong>, l&#8217;inventore di &#8220;Ingresso libero&#8221;, teatro di qualità offerto a chi sa apprezzarlo. Due parole dietro le quinte  con il registra. E&#8217; stanco il maestro, affaticato anche da problemi di salute, ma è affabile, lucido, determinato. Si offre alle interviste, impartisce <span id="more-15729"></span>istruzioni ai collaboratori, riempie il duomo di Catania, dove si svolge l&#8217;incontro, della sua <strong>discreta e autorevole</strong> presenza.</p>
<p>Nessuna domanda di rito su Nathan, l&#8217;<strong>opera di Lessing sulla tolleranza</strong>, anzi, diremmo, sulla fratellanza e sulla bellezza della diversità. Sappiamo, perchè lo ha detto ad altri, che i testi che ha messo in scena sono sempre stati scelti perchè li ha ritenuti “<strong>necessari</strong>” in quel determinato momento. E&#8217; chiaro quindi che mettere in scena il dramma di Lessing è, in questo momento, un contributo in difesa del valore delle differenze e contro ogni violenza, ogni divisione. Ed è chiaro che è un <strong>modo di intervenire sulla scena del mondo</strong>, anche se Puggelli afferma che, adesso che è vecchio (così si definisce, respingendo ogni addolcimento eufemistico), si sente attratto dai temi che riguardano lo spirito più che dalle battaglie sociali o politiche, che lo hanno appassionato in passato. Dimostra così, nei fatti, come si possa <strong>fare politica anche occupandosi dello spirito</strong>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><a href="http://picasaweb.google.it/lh/photo/5LdnbDuIanpKD3xVLzDbnw?feat=directlink"><img class="  " src="http://lh5.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMNdp2JyM8I/AAAAAAAABHY/1_8_wwUj_D8/locandina.jpg" alt="" width="189" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">clicca per ingrandire</p></div>
<p>Parliamo con lui di <strong>Ingresso Libero</strong>, di questa splendida iniziativa che vuole <strong>contrastare la disattenzione e l&#8217;indifferenza che circondano oggi il teatro</strong>, come forma di arte, sia da parte di un pubblico sempre più “televisivo” sia da parte di un governo che taglia i fondi alla cultura (come alla scuola e alla ricerca). Ecco allora la possibilità di <strong>“adottare” uno spettacolo</strong>, pagando una quota per contribuire alle spese. Qualcosa di diverso dal pagare un biglietto “dovuto”, perchè è una scelta consapevole. Altri infatti potranno assistere allo stesso spettacolo anche gratuitamente, o facendo una offerta libera, anche minima. Il criterio è che ognuno contribuisca in modo <strong>proporzionale alle sue possibilità economiche</strong>, afinché nessuno sia escluso. Purtroppo il rischio è che si “approfitti” dell&#8217;occasione, senza capire, o fingendo di non capire, che comunque le spese ci sono e che devono essere affrontate.</p>
<p>Nel passato c&#8217;erano i mecenate, per convinzione o per ambizione. Pugelli pensa al <strong>teatro come un momento essenziale nella vita delle comunità</strong>, un “esercizio di cittadinanza”, con un  pubblico fatto non da “consumatori” ma da spettatori attivi, che fanno scelte consapevoli. Per questo è deluso, e noi con lui. Un <strong>bilancio di questi mesi di attività</strong>? &#8220;E&#8217; sotto gli occhi di tutti &#8211; risponde-  il fatto che il pubblico apprezzi e riempia le sale. I lavori precedenti, Siddharta, Esclusi, sono stati, da questo punto di vista dei successi, anche grazie all&#8217;attenzione dei media. Ma <strong>sul piano economico la risposta non è stata ugualmente forte</strong>&#8220;.</p>
<p>Non per questo il maestro pensa di desistere. Cerca delle sponde. Ha trovato collaborazione nell&#8217;Università, adesso nella Curia, ma soprattutto negli <strong>attori professionisti e affermati che hanno accettato di lavorare con lui</strong>, percependo un rimborso spese e talora anche un cachet, ma decisamente inferiore al valore delle loro quotazioni. E questo lo fa stare a disagio, perchè non ritiene giusto che si lavori senza un&#8217;adeguata retribuzione, anche perchè, da uomo di teatro, capisce non solo la bellezza ma anche la durezza di questo lavoro.</p>
<p><strong>Ha la vocazione dell&#8217;educatore Puggelli</strong>. Vuole contribuire a formare i più giovani. Gli <strong>attori giovani</strong>, innanzi tutto, che da lui e dai colleghi più esperti possono concretamente imparare, tanto è vero che a maggio reciteranno una versione integrale di Nathan, che potrà avere minore attenzione dei media, perchè non ci saranno nomi di spicco, ma che sarà proprio il frutto dell&#8217;esperienza comune di queste letture sceniche, che si pensa di replicare in altre città italiane. Forse ancora più importante è la <strong>formazione del pubblico</strong>, soprattutto quello giovanile, distratto e diseducato da altri interessi. Per questo Ingresso Libero non solo realizza incontri e laboratori, ma ha in programma anche attività da svolgere con i ragazzi delle scuole.</p>
<p>&#8220;Alla mia età e con la mia esperienza &#8211; sottolinea Puggelli- non mi interessa fare uno spettacolo in più o in meno, mi interessa <strong>trasmettere quello che so</strong>, affinchè il mio bagaglio di esperienze non vada perduto e io stesso possa continuare la mia ricerca; perchè <strong>non si può insegnare senza imparare</strong>. Anche nei momenti difficili&#8221;.</p>
<p>E proprio in questo momento di difficoltà personali di salute, che si aggiungono alla crisi del teatro, che egli tanto ama, c&#8217;è ancora da capire, da ricercare. Per lui che non è credente, <strong>è la vita stessa ad offrire le opportunità per crescere</strong>. E le difficoltà sono delle opportunità. Ma <strong>perchè proprio la cattedrale</strong>? E più avanti le moschee e le sinagoghe?  Non solo per fare uscire il teatro dagli spazi tradizionali, ma anche per <strong>riappropriarsi</strong> di un luogo che è patrimonio collettivo.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="" width="32" height="38" /></a></p>
<p>Ci saluta con un abbraccio affettuoso. Non è solo un intellettuale di grande spessore, Lamberto Puggelli. E&#8217; soprattutto una <strong>bella persona</strong>. Grazie maestro!</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Galleria di foto della lettura scenica" href="http://picasaweb.google.it/Argo.redazione/101022NathanIlSaggio#slideshow/5531363223796287810" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://lh4.ggpht.com/_10MNtAmsnTs/TMNdYuCG2sI/AAAAAAAABHQ/kP_jbUVm-G8/Launcher.jpg" alt="" width="493" height="363" /></a></p>
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		<title>Ingresso libero</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 03:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Teatro non ha fondi. Ne aveva già pochi e ora il governo li ha ulteriormente tagliati, ignorando che la cultura è il pane dell&#8217; anima. Parte da Catania una iniziativa originale e coraggiosa, quella di promuovere una campagna di riscoperta e tutela del teatro d&#8217;arte. Offrire produzioni artistiche di qualità, abbattendo i costi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ingressolibero.ning.com/photo" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10360 alignright" title="Vai al sito di Ingresso libero" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100207-ingresso-libero-211x300.jpg" alt="Ingresso Libero" width="211" height="300" /></a>Il <strong>Teatro</strong> non ha <strong>fondi</strong>. Ne aveva già pochi e ora il governo li ha ulteriormente tagliati, ignorando che la <strong>cultura</strong> è il <strong>pane dell&#8217; anima</strong>.</p>
<p>Parte da <strong>Catania</strong> una iniziativa originale e coraggiosa, quella di promuovere una campagna di riscoperta e tutela del <strong>teatro d&#8217;arte</strong>.  Offrire produzioni artistiche di qualità, abbattendo i costi di realizzazione e di gestione pur senza nulla chiedere, <strong>nessun biglietto d&#8217;ingresso </strong>costoso o economico che sia.</p>
<p>Niente botteghino; solo un <strong>cappello</strong> alla fine dello spettacolo, un cappello nel quale puoi lasciare ciò che credi, quel che vuoi, pochi centesimi o migliaia di euro, per finanziare un opera e un&#8217;iniziativa che reputi bella, interessante, valida. E un modo, altresì, per creare tra pubblico e artisti<span id="more-10358"></span> un <strong>dialogo</strong> che spesso abbonati e fruitori classici ignorano.</p>
<p>Inventore di questa iniziativa un regista non catanese ma che spesso ha lavorato a Catania, <strong>Lamberto Pugelli</strong>, affiancato da una serie di partner culturali tra i quali l&#8217;<strong>Università di Catania </strong>e da un comitato d&#8217;onore formato da <strong>attori, scrittori, registi, giornalisti, uomini di cultura. <span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Alcuni spettacoli sono già stati messi in scena, come quello sull&#8217;esclusione, bellissimo ed emozionante, creato e recitato da </span>Massimo Foschi<span style="font-weight: normal;"> nell&#8217;</span>auditorium del Benedettini<span style="font-weight: normal;">. &#8220;Il nostro teatro è la città -si legge consultando il sito &#8211; Il teatro agisce nella società e per la società. Il cittadino può essere protagonista della </span><span style="font-weight: normal;">rinascita  culturale </span><span style="font-weight: normal;">della propria terra&#8221;. E scusate se è poco.</span></strong></p>
<p>Leggete l&#8217;articolo di <strong>Pinella Leocata</strong> su La Sicilia del 7 febbraio 2010 <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/02/100207-ingresso-libero.pdf">100207 ingresso libero</a></p>
<p><a href="http://giornale.lasicilia.it/giornale/0702/CT0702/CR/CR07/navipdf.html" target="_blank"></a></p>
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		<title>Un teatro di diversità</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 03:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra le esperienze più originali della scena catanese, unica anche a livello nazionale ed europeo, la compagnia di attori down, conosciuta col nome di ”Bagnati di luna”. Non fa venire in mente il nome di questi attori speciali una fitta macchia di ulivi che, taciti e immoti in una notte estiva, dipingono d’argento l’intrico dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/uliveto_van_gog_02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7648" title="uliveto_van_gog_02" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/uliveto_van_gog_02-300x237.jpg" alt="uliveto_van_gog_02" width="300" height="237" /></a> Tra le esperienze più originali della scena catanese, <strong>unica</strong> anche a livello nazionale ed europeo, la compagnia di <strong>attori down</strong>, conosciuta col nome    di ”<strong>Bagnati di luna</strong>”. Non fa venire in mente il nome di questi attori speciali una fitta macchia di <strong>ulivi</strong> che, taciti e immoti in una notte estiva, dipingono d’argento l’intrico dei loro rami e si bevono ogni goccia di luce, quando in cielo si spande il plenilunio?</p>
<p>L’idea di dar vita a <strong>un teatro delle diversità</strong> appartiene ai registi <strong>Piero Ristagno</strong> e <strong>Monica Felloni</strong> per i quali lavorare coi down è stato il naturale sviluppo di un’idea di teatro artigianale e poetico. Artigianale perché costruito sulle risorse che essi individuano in ogni loro attore, poetico, perché<span id="more-7647"></span> eminentemente <strong>creativo</strong>, e quindi libero, anzitutto nell’<strong>espressività</strong>, sgombro da feticci filologici e ideologici. Pur avendo tentato in precedenza di dar voce a teatro ai <strong>sordi</strong>, ai <strong>malati psichiatrici</strong>, ai <strong>disabili</strong>, con grande schiettezza Piero Ristagno dichiara di non essere mai stato mosso da curiosità per l’handycap nelle sue varie differenziazioni, ma dall’interesse per le “<strong>riserve di linguaggi</strong>”, per  minoranze linguistiche sempre più sparute. “Nel settore borderline delle emarginazioni che possono affacciarsi alla normalità, trovi vere e proprie riserve indiane non utilizzate e forse, a volte, non utilizzabili”. Il regista, respingendo i luoghi comuni che in modo paternalistico si accostano ai down, esaltandone l’indole affettuosa e giocosa, afferma che il linguaggio teatrale specifico dei down , come per gli altri attori, <strong>si cuce addosso alla persona</strong> che lo pratica. “I sordi sono un’etnìa linguistica, non morfologica, mentre i down fanno pensare a un’etnìa anche per i loro caratteri morfologici”. E’ forse per questo motivo che anche a teatro l’handycap ha una funzione religiosa affascinante, perché ribalta le nostre certezze, attestando il <strong>valore della diversità</strong> in termini di coraggio, di volontà di “esserci”, mentre le persone normali possono solo assistere da spettatori, spogliandosi –almeno per il tempo della performance –del ruolo di cura (accudiente sanitario o psicologico che dir si voglia ). E’ un valore aggiunto alla disabilità il <strong>feed-back</strong> che si crea tra chi, nel cerchio magico della scena, “agisce”e chi prende coscienza che nell’essere normali non solo non c’è fierezza, ma qualche volta l’ &#8220;<strong>essere normali&#8221; è un handicap</strong>.</p>
<p>E’ un teatro questo che ci riporta coraggiosamente all’origine, all’esperienza del <strong>teatro dionisiaco</strong>. I Greci a teatro sentivano non soltanto di assistere a uno spettacolo, ma soprattutto di assistere a un <strong>rito</strong>. Riuscirono con sapienza a oggettivare il <strong>mistero</strong> dello scacco, dell’insuccesso, della condanna, non causati da errore o colpa, riconoscendo in quest’assurdo una <strong>condizione inevitabile</strong> della vita umana. Questo spiega come mai fare teatro è diventato inscindibile dal vissuto di questi attori, che superano sulla scena la distinzione che nella quotidianità subiscono e contestano radicalmente la tentazione di chi si sente “normale” di tenerli ai margini, di credere di non aver bisogno di loro giorno per giorno. E’ il messaggio che propone la loro “<strong>Antigone</strong>”, è il tema di “Quello che le balene pensano degli uomini”, è l’eco del “Canto della terra che gira”, sul cui prodigioso fiorire si sono arrabattati con otto o dieci tesi  studenti universitari, non solo catanesi, ma anche laureandi di Urbino e del Dams di Bologna.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Fare teatro a scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 04:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sarà un motivo se nelle scuole si attivano sempre più spesso dei laboratori teatrali. E non è solo la ricerca di visibilità da parte di dirigenti e consulenti&#8230; Il fare si dimostra sempre il più efficace dei metodi di apprendimento. Facendo teatro i giovani imparano davvero. Imparano a conoscere i testi letterari, a conoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/sogno_shakespeare.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-4977" title="sogno_shakespeare" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/sogno_shakespeare.jpeg" alt="sogno_shakespeare" width="150" height="100" /></a>Ci sarà un motivo se nelle scuole si attivano sempre più spesso dei <strong>laboratori teatrali</strong>. E non è solo la ricerca di visibilità da parte di dirigenti e consulenti&#8230;</p>
<p><strong>Il fare si dimostra sempre il più efficace dei metodi di apprendimento.</strong> Facendo teatro i giovani imparano davvero. Imparano a conoscere i testi letterari, a <strong>conoscere se stessi</strong>, ad interagire con gli altri, a rispettare le regole e le scadenze. Imparano <strong>la creatività, l&#8217;autocontrollo</strong>, la pazienza. Provano <strong>emozioni intense</strong> senza bisogno<span id="more-4975"></span> di ricorrere a comportamenti trasgressivi. &#8220;Quando sei in scena dimentichi chi sei e non vedi il pubblico: in quel momento senti solo il confluire di emozioni diverse: paura, aggressività, felicità, determinazione…&#8221; (Enza).</p>
<p>Tra le varie esperienze, spesso di notevole spessore, vogliamo segnalare quella condotta all&#8217;interno dell&#8217;Istituto Professionale <strong>Lucia  Mangano</strong>, perchè ha una sua originalità. Tra i giovani attori, infatti, vi sono alcuni <strong>ragazzi diversamente abili</strong>, ai quali questa esperienza ha dato la possibilità di mostrare, a se stessi e agli altri, quanto valgano.</p>
<p>Anche a questo serve fare teatro: <strong>a scoprire e a valorizzare le differenze</strong>.</p>
<p>Lo spettacolo &#8220;La lunga notte del potere&#8221; sarà presentato stasera al Teatro Piscator (vedi Eventi)</p>
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		<title>&#8220;Sorrisi e voci&#8221;&#8230; un&#8217;evasione legale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo dei detenuti della casa circondariale di Bicocca é andato in scena nel corso della giornata su &#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi, tutela della salute, promozione del ben-essere fisico e psichico delle persone detenute&#8221;. &#8220;Mi sembra di essere libero&#8221;. Dice così uno dei detenuti di Casa teatro Bicocca, il laboratorio teatrale, condotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/bicocca_spettacolo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1665" title="bicocca_spettacolo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/bicocca_spettacolo.jpg" alt="bicocca_spettacolo" width="300" height="211" /></a>Lo spettacolo dei detenuti della <strong>casa circondariale di Bicocca</strong></em><em> é andato in scena nel corso della giornata su <strong>&#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi, tutela della salute, promozione del ben-essere fisico e psichico delle persone detenute&#8221;</strong></em><em>. </em></p>
<p><em></em>&#8220;Mi sembra di essere libero&#8221;. Dice così uno dei detenuti di Casa teatro Bicocca, il laboratorio teatrale, condotto da Piero Ristagno e Monica Felloni;  lo dice mentre fervono le prove e vengono fuori, come per incanto, le alchimie del teatro, tra le invenzioni della ragione e le esplosioni dei sentimenti.</p>
<p>Nessuno avrebbe detto all&#8217;inizio che <strong>&#8220;Sorrisi e voci&#8221;</strong> -questo il titolo dello spettacolo- si sarebbe dipanato pian piano, attraverso le menti e i corpi,  piccolo grande miracolo di esperimento corale. Con il lavoro, andato in scena il 13 febbraio scorso e in replica il 19, è stato inaugurato <strong>il nuovo teatro della Casa circondariale di Bicocca</strong>. Un teatro progettato da un detenuto ed ora, finalmente, utilizzato dai carcerati, diciassette sul palcoscenico, centottanta in platea a spellarsi le mani con gli applausi. Come non emozionarsi per le canzoni napoletane e siciliane, per i monologhi vocali e corporei? Come non sorridere con gli sketch-parodia mutuati da una televisione fin troppo presente nella vita del carcere. Lo spettacolo si congeda con una struggente, antica ninna nanna siciliana e un brano di Saramago sulla musica che affratella e arricchisce. Come il teatro.</p>
<p>Sì, sembrava proprio di essere liberi. E non solo dal carcere ma anche dagli schemi, dagli stereotipi di una società senza valori, che spinge ad accumulare oggetti e denaro,  a raggiungere posizioni di potere, a sopraffare l&#8217;altro. Senza pensare che alla fine c&#8217;è per tutti a &#8220;Livella&#8221;.  Ce lo  ha ricordato Turi con un&#8217; interpretazione magistrale della poesia del principe De Curtis, in arte Totò. &#8221; Sti pagliacciate &#8216;e ffanno sulo e&#8217; vive. Nuje simmo serie,  appartenimmo a morte&#8221;.<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1712" title="redazione-argo-32x38" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/02/redazione-argo-32x38.jpg" alt="redazione-argo-32x38" width="32" height="38" /></a><span id="more-1645"></span></p>
<p><em>Allo spettacolo, che ha dato il via alla giornata di sensibilizzazione sul tema &#8220;Il disagio in carcere- Prevenzione dei suicidi&#8221;,  hanno assistito anche il direttore di Bicocca, <strong>Giovanni Rizza</strong></em><em>, l&#8217;educatore <strong>Maurizio Battaglia</strong></em><em>, il commissario <strong>Sergio Bruno</strong></em><em>, <strong>Salvo Fleres</strong></em><em>, garante regionale per la tutela dei diritti dei detenuti e il direttore generale dei detenuti <strong>Sebastiano Ardita</strong></em><em>.</em></p>
<p><strong>Il cast di &#8220;Sorrisi e voci&#8221;</strong></p>
<p><strong>Cantanti, attori e tecnici luci e suono:</strong> <strong>Angelo Albarino, Castrense Balsano, Salvatore Catti, Raffaele De Vincentiis, Santo Di Benedetto, Marco Grande, Vincenzo Mangion, Luca Marino, Paolo Mirabile, Orazio Nicolosi, Pietro Nicolosi, Massimiliano Pafumi, Claudio Sacco, Francesco Santapaola, Salvatore Torrisi, Antonino Trombino, Roberto Vacante.</strong> <strong>Le volontarie dell&#8217;associazione Ali nel silenzio</strong>. <strong>Carmela Cosentino, Giusi Nicolosi, Ada Mollica</strong>.  <strong>R</strong><strong>egia: Piero Ristagno e Monica Felloni. </strong><strong>Maestro del coro: Giuseppe Privitera.</strong> <strong>Alla chitarra: Elisa Messina</strong> <strong>Riprese video: Chiara D&#8217;Amico e Alessandro De Filippo</strong></p>
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