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	<title>ARGO - Cento occhi su Catania &#187; volontariato</title>
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	<description>Cento occhi su Catania</description>
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		<title>Centro Astalli presente al CARA di Mineo</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 17:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CARA Mineo]]></category>
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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA &#160; Il Centro Astalli informa che, giusta autorizzazione del Ministero dell&#8217;Interno pervenuta tramite comunicazione della Prefettura di Catania n.27 del 3 agosto 2011, ha attivato presso il C.A.R.A. di Mineo, Residence degli aranci, uno sportello di assistenza socio-legale rivolto a tutti gli ospiti del C.A.R.A. tenuto dai nostri volontari. Per i mesi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Centro Astalli informa che, giusta <strong>autorizzazione del Ministero dell&#8217;Interno</strong> pervenuta tramite comunicazione della Prefettura di Catania n.27 del 3 agosto 2011, ha attivato presso il C.A.R.A. di Mineo, Residence degli aranci, uno <strong>sportello di assistenza socio-legale</strong> rivolto a tutti gli ospiti del C.A.R.A. tenuto dai nostri <strong>volontari</strong>.</p>
<p>Per i mesi di novembre e dicembre 2011 lo sportello sarà attivo secondo il seguente <strong>calendario</strong>:</p>
<p>18/11 ore 15,30-19,30</p>
<p>26/11 ore 10,00-13,00</p>
<p>02/12 ore 15,30-19,30</p>
<p>10/12 ore 10,00-13,00</p>
<p>14/12 ore 15,30-19,30</p>
<p>23/12 ore 15,30-19,30</p>
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		<title>Legambiente, svolta l&#8217;operazione &#8220;Puliamo il mondo&#8221; sul Simeto</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 20:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; COMUNICATO STAMPA &#160; &#160; Si è svolta oggi “Puliamo il Mondo”, la tradizionale operazione di pulizia organizzata in Italia da Legambiente volta a ripulire città ed ambienti naturali ed a sensibilizzare e coinvolgere cittadini e pubblici amministratori. Per il quarto anno consecutivo i volontari di Legambiente Catania e dell’associazione Vivisimeto hanno ripulito dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignleft" src="https://lh6.googleusercontent.com/-EjmC9Z5Sbjs/ThXhqkuC88I/AAAAAAAAF3s/OFVq1Tp5Ars/s128/Legambiente.jpg" alt="" width="128" height="81" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si è svolta oggi “Puliamo il Mondo”, la tradizionale <strong>operazione di pulizia</strong> organizzata in Italia da Legambiente volta a ripulire città ed ambienti naturali ed a sensibilizzare e coinvolgere cittadini e pubblici amministratori.</p>
<p>Per il quarto anno consecutivo i volontari di Legambiente Catania e dell’associazione Vivisimeto hanno ripulito dai rifiuti <strong>un’area del fiume Simeto; </strong>questa volta la scelta è ricaduta su un tratto di notevole pregio naturalistico e paesaggistico: <strong>le gole della Cantera</strong>, in territorio del comune di Bronte.</p>
<p>Circa <strong>sessanta volontari</strong> hanno rimosso i rifiuti presenti alla sommità delle gole lungo un tratto di circa 300 metri. I rifiuti presenti (scarti edilizi, bottiglie, contenitori di prodotti utilizzati in agricoltura, tubi di irrigazione, ecc.) sono stati scaricati da cittadini che non hanno alcun rispetto né per l’ambiente né per la salute dei cittadini.</p>
<p><strong>Danni per l’ambiente</strong>, quindi, ma anche <strong>rischi per la pubblica incolumità</strong> e per questi motivi nei prossimi giorni Legambiente presenterà esposti alle autorità competenti. Verrà chiesto, in particolare, al Comune di Bronte ed alla Provincia Regionale di Catania la rimozione dei <strong>rifiuti ingombranti</strong> che i volontari non hanno potuto allontanare e, soprattutto, la posa di recinzioni e l’adozione di altri interventi che impediscano ulteriori abbandoni di rifiuti.</p>
<p>I volontari di Legambiente hanno rinvenuto lungo l’alveo del Simeto anche numerose <strong>provette</strong> contenenti sangue provenienti verosimilmente da strutture che effettuano analisi cliniche e che hanno smaltito in maniera irresponsabile simili rifiuti pericolosi. Anche in questo caso Legambiente <strong>presenterà un esposto al fine di accertare i responsabili</strong> di tali condotte criminali.</p>
<p>Con l’iniziativa di oggi Legambiente ha inoltre evidenziato la <strong>necessità di istituire la riserva naturale “Forre Laviche del Simeto”, prevista dal Piano regionale dei Parchi e delle riserve naturali del 1991</strong> e ancora non istituita; tuttavia, la riserva dovrà essere ampliata per includere le gole della Cantera, oggetto dell’iniziativa di oggi, inspiegabilmente non incluse all’interno della proposta di riserva.</p>
<p>Il Presidente, Renato De Pietro</p>
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		<title>Anrel, agenzia per detenuti sulle ali dello Spirito santo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 04:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; messa in risalto all&#8217;interno del sito del governo, in quello del ministero della giustizia e in quello personale del ministro, appena sotto il ritratto di Angelino che esibisce i suoi dentoni in un suadente sorriso. C&#8217;è persino su Facebook. E&#8217; l&#8217;ultima invenzione del ministro della giustizia Alfano, l&#8217;Anrel (Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro), un&#8217;agenzia di collocamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4141/4827935643_14e49a5cd6_m.jpg" alt="" width="163" height="240" />E&#8217; messa in risalto all&#8217;interno del sito del governo, in quello del ministero della giustizia e in quello personale del ministro, appena sotto il ritratto di Angelino che esibisce i suoi dentoni in un suadente sorriso. C&#8217;è persino su Facebook. E&#8217;  l&#8217;ultima invenzione del <strong>ministro della giustizia Alfano</strong>, l&#8217;<strong>Anrel (Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro)</strong>, un&#8217;agenzia di <strong>collocamento per i detenuti</strong>, con l&#8217;obiettivo di non farli tornar dentro, di trovar loro lavoro e di collocarli nella società.</p>
<p>Il progetto, varato, oltre che dal <span id="more-13680"></span>Ministro della Giustizia, dal <strong>Capo del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione penitenziaria (Dap)</strong>, <strong>Franco Ionta</strong>, riceverà dalla Cassa delle Ammende del Dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria la somma di <strong>4,8 milioni di euro</strong> e sarà gestito dalla <strong>Fondazione  &#8220;Monsignor Di Vincenzo&#8221;</strong>, ente morale con personalità giuridica di diritto civile ed ecclesiastico, nato nell’ambito del <strong>&#8220;Rinnovamento nello Spirito Santo&#8221;</strong>. La scelta non è piaciuta affatto nè al mondo del <strong>volontariato</strong>, nè ai <strong>Garanti dei diritti dei detenuti</strong>: &#8220;Sono degli sconosciuti, il ministro ha scelto secondo amicizie, non secondo criteri di competenza&#8221;.</p>
<p>La sperimentazione riguarda intanto <strong>cinque regioni</strong>, tra le quali , naturalmente, la nostra, la <strong>Sicilia</strong>. I propositi sono ottimi: dare un&#8217;alternativa a circa <strong>1.800 ex-detenuti</strong>: di questi avviati al lavoro, <strong>1100</strong> dovrebbe essere collocati <strong>in cooperative sociali, 550 come dipendenti e 150 </strong>avvieranno <strong>nuove imprese</strong> o si aggregheranno a progetti esistenti. Cento in totale le imprese che &#8211; stimano i promotori &#8211; potranno essere costituite dai detenuti. Sarà creata una <strong>banca dati</strong> dove inserire i curricula (circa seimila) dalla quale i datori di lavoro possano attingere informazioni e, eventualmente, risorse. Tra gli obiettivi, la presa in carico delle famiglie dei detenuti con la creazione di <strong>Cittadelle </strong>su territori confiscati alle mafie.</p>
<p>Chi guiderà il progetto di recupero è il Movimento Ecclesiale<strong> &#8220;Rinnovamento nello Spirito Santo&#8221;, di cui è presidente Salvatore Martinez</strong>, in collaborazione con altre realtà, tra cui <strong>Caritas Italiana, le Acli, Coldiretti e Prison Fellowship International. </strong>Ma questi ultimi sarebbero solo dei comprimari, a detta di <strong>Livio Ferrari,</strong> già fondatore della Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia e attualmente Presidente del Centro Francescano d&#8217;ascolto e Garante dei diritti dei detenuti di Rovigo. &#8221;Prison Fellowship Italia &#8211; spiega Ferrari &#8211; è una diramazione di <strong>Prison Fellowship International</strong>, un&#8217;organizzazione fondata e diretta da<strong> Charles Colson (ex segretario di Richard Nixon), coinvolto nello scandalo Watergate</strong>. Quel che emerge dalla loro attività è <strong>un&#8217;enorme gestione economica</strong>. Il punto è che non sappiamo altro&#8221;. <strong>Patrizio Gonnella, dell&#8217;associazione Antigone</strong>, si augura il monitoraggio di una tale somma assegnata con criteri non trasparenti. Da sottolineare, poi, che sono migliaia i volontari delle carceri italiane che non hanno mai sentito parlare dei 200.000 fedeli di &#8220;Rinnovamento Nello Spirito Santo&#8221;, nè tantomeno li hanno visti in carcere.</p>
<p>Questo per quanto riguarda il metodo. Nel merito entra poi <strong>Ornella Favero, direttrice di Ristretti Orizzonti, </strong>una delle realtà di volontariato più significative in Italia. &#8220;In un mondo complesso come quello penitenziario questi automatismi non funzionano, è noto da tempo che vanno pensati percorsi differenziati. Certe proiezioni sono irrealistiche&#8221;.</p>
<p>E infine una <strong>notazione a margine</strong> , il richiamo allo Spirito santo e alle sue ali ci suggerisce immagini non rassicuranti di quattrini che prendano il volo. Ma queste sono solo <strong>libere associazioni</strong>. Nulla a che vedere con la realtà. Almeno così ci auguriamo.</p>
<p>Leggi <em><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/06/news/detenuti_collocamento-5427210/" target="_blank"> Agenzia di collocamento per detenuti, ma il mondo dei volontari insorge</a></em> di  Ranieri Salvadorini su Repubblica del 6 Luglio 2010.</p>
<p>Per conoscere la posizione del Governo, leggi <em><a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/carceri_collocamento/" target="_blank">Carceri, agenzia di collocamento per detenuti</a></em> sul sito del Governo Italiano e su quello del <a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp?contentId=NOL170485" target="_blank">Ministero della Giustizia</a></p>
<p><a href="http:/http://www.angelinoalfano.it/agenzie-di-stampa/428-carceri-agenzia-collocamento-detenuti-alfano-sfida-a-recidiva"><br />
</a></p>
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		<title>Teniamoci pronti a difendere l&#8217;Andrea Doria</title>
		<link>http://www.argocatania.org/2010/07/07/teniamoci-pronti-a-difendere-landrea-doria/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 20:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani mattina 8 luglio, se la sciagurata amministrazione catanese oggi non rispetta gli impegni presi con la proprietà del plesso della Scuola media Doria a S.Cristoforo e paga gli arretrati dell&#8217;affitto di questi ultimi anni (180 mila euro), un ufficiale giudiziario sarà costretto a cancellare e a chiudere uno degli ultimi pezzi dello Stato, uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani mattina 8 luglio, se la sciagurata amministrazione catanese oggi non rispetta gli impegni presi con la proprietà del plesso della Scuola media Doria a S.Cristoforo e paga gli arretrati dell&#8217;affitto di questi ultimi anni (180 mila euro), un <strong>ufficiale giudiziario</strong> sarà costretto a cancellare e a chiudere <strong>uno degli ultimi pezzi dello Stato</strong>, uno degli ultimi presidi democratici, uno degli ultimi luoghi del quartiere in cui genitori e figli possono costruire cultura e nuove relazioni.<br />
Mentre Laura soffre in ospedale solo per essersi trovata in piazza Dante giovedì scorso, vittima della violenza che produce ogni giorno la nostra<br />
città, mentre le istituzioni usano le parole solo per spargere fumo e coprire le proprie responsabilità, mentre ci sono quartieri dove i più<br />
piccoli giocano in parchi giochi pieni di topi e utilizzati solo per lo spaccio, noi non possiamo restare indifferenti.<br />
L&#8217;amministrazione comunale di Catania se non adempie al suo dovere con la proprietà e permette la chiusura della Doria si macchierà di un crimine immenso di cui dovrà pagare le conseguenze.<br />
<strong>Lo Stato che decide di chudere se stesso a S.Cristoforo: è inconcepibile!</strong><br />
Noi, se oggi 7 luglio non ci saranno novità, domani giovedì 8 luglio dalle ore 8.00 <strong>difenderemo in via Cordai a S.Cristoforo la Scuola Statale A.Doria.</strong><br />
Associazione GAPA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Migranti, sei proposte dagli Stati generali di Catania</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 04:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cosa è emersa subito, che il volontariato deve contare sulle sue forze e non sul contributo pubblico. Lo ha evidenziato il dibattito nato all&#8217;interno del seminario sull&#8217;assistenza agli extracomunitari e sull&#8217;attivazione di servizi a favore di immigrati, approfondimento tematico sul tema della solidarietà che si è svolto nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa degli Stati Generali della città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/DSC3868bis.gif"><img class="size-medium wp-image-11279 alignleft" title="_DSC3868bis" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/DSC3868bis-300x224.gif" alt="_DSC3868bis" width="270" height="202" /></a>Una cosa è emersa subito, che il <strong>volontariato</strong> deve contare sulle sue forze e non sul contributo pubblico. Lo ha evidenziato il dibattito nato all&#8217;interno del seminario sull&#8217;<strong>assistenza agli extracomunitari </strong>e sull&#8217;attivazione di servizi a favore di immigrati, approfondimento tematico sul tema della solidarietà che si è svolto nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa degli <strong>Stati Generali della città di Catania</strong>. Coordinatore <strong>padre Valerio Di Trapani</strong>, presidente <span id="more-11266"></span>diocesano della <strong>Caritas.</strong></p>
<p>Che ci sta a fare l&#8217;istituzione se a sbracciarsi le maniche è solo il volontariato? A pensar male si può credere che il Comune voglia intestarsi le battaglie vinte, gli sforzi esercitati, i risultati raggiunti dalle associazioni. E il tutto a costo zero.  A non voler essere prevenuti bisognerà attendere i prossimi mesi. Nonostante tutto, forse qualche piccola cosa il Comune può farla se alle promesse dell&#8217;assessore comunale alla famiglia <strong>Marco Belluardo</strong>, seguiranno fatti. Piccoli, minuscoli, quasi impercettibili fatti. Soldi ce ne sono pochissimi nella casse comunali che in passato hanno magnanimamente foraggiato sagre e feste, progetti e progettini, organizzati da tanti riconoscenti clienti. Ma stavolta l&#8217;assessore ha promesso:&#8221;D&#8217;ora in poi risponderemo ai bisogni&#8221;.</p>
<p>Eccoli i <strong>bisogni</strong>. Sono tanti, e i quattrini in cassa pochi, pochissimi in assoluto e rispetto ai primi. Li mette ben in evidenza, nella sua relazione iniziale,  <strong>Elvira Iovino</strong> del <strong>Centro Astalli</strong>. Vanno dall&#8217;accompagnamento medico sanitario agli alloggi; dai dormitori all&#8217;aiuto ai detenuti stranieri; dalla formazione professionale al recupero di immobili che servano loro da bottega.</p>
<p>Tenendo conto proprio dei bisogni, a conclusione del seminario sono venute fuori alcune <strong>proposte-richieste</strong>. Eccole elencate. <strong>Uno</strong>, la nascita della <strong>Consulta delle cittadine e cittadini stranieri </strong>e apolidi con regolamento approvato dal consiglio comunale che abbia il compito di favorire il dialogo fra portatori di diverse culture per realizzare la piena integrazione dei cittadini stranieri nell’ambito dei diritti, dell’istruzione, della salute, dell’inserimento lavorativo e dei servizi sociali. <strong>Due</strong>, la creazione di un <strong>portale plurilingue</strong> che utilizzi il sito del Comune, in cui offrire informazioni sui servizi che la città offre agli immigrati e dove, attraverso un blog, si possa interagire e creare rete tra le diverse associazioni. <strong>Tre</strong>, <strong>favorire progetti di integrazione</strong> delle persone immigrate individuando due immobili di proprietà comunale (per esempio una parte del Centro Midulla) o dei beni confiscati alla mafia che, inutilizzati, possano invece essere ristrutturati da operai e artigiani immigrati che ne faranno, con una gestione mista, uno spazio comune, un luogo in cui sviluppare attività associative, culturali, formative, sociali. <strong>Quattro</strong>, favorire e sostenere la <strong>nascita di attività economiche regolari</strong> come i micronidi, gli asili nido familiari per sostenere l’inserimento lavorativo delle donne straniere, oppure il mercato multietnico settimanale che offre spazio di integrazione e di valorizzazione delle culture diverse. <strong>Cinque</strong>, istituire l’<strong>albo dei tutori legali per minori</strong> presso il tribunale dei minori. <strong>Sei</strong>, individuare uno spazio per la realizzazione di un <strong>cimitero islamico</strong>. “Tutte le proposte -–ha commentato Padre Valerio Di Trapani, che è anche componente del comitato di presidenza degli Stati Generali- sono possibili, verificabili e senza alcun costo per il Comune. E’ solo un esempio di come gli Stati Generali possano rilanciare l’immagine di una città matura che non si presenta col piattino in mano, ma che è capace di pensare al futuro con fantasia ed efficacia. Ora spetta al Comune, che incalzeremo costantemente, valorizzare e concretizzare le indicazioni emerse”.</p>
<p>Sull&#8217;argomento vedi anche  <a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2010/03/liberainformazione-100312-Proposte-per-favorire-l’assistenza-ai-cittadini-extracomunitari.pdf" target="_blank">liberainformazione 12.03.2010 &#8211; Proposte per favorire l’assistenza ai cittadini extracomunitari</a></p>
<p>Oppure vai al sito:  <a title="Comune di catania - Stati generali" href="http://www.statigeneralicatania.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=73&amp;Itemid=2" target="_blank">Comune di Catania &#8211; Stati generali</a></p>
<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>Quando Librino dà spettacolo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 00:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vana ricerca di uno spazio per giocare a calcio come metafora del desiderio di una vita ‘normale’ che un gruppo di adolescenti del quartiere di Librino insegue inutilmente. Lo sfondo, e il titolo, è &#8220;Librino&#8221;, un quartiere-mostro di 70.000 abitanti, non l’ultimo ma certamente il più grosso dei sogni fallimentari della ‘grande Catania’ degli anni Sessanta. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vana ricerca di uno spazio per giocare a calcio come <strong>metafora</strong> del desiderio di una vita ‘normale’ che un<img class="alignright size-medium wp-image-8507" title="GAPA" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/11/GAPA-203x300.jpg" alt="GAPA" width="203" height="300" /> gruppo di adolescenti del quartiere di Librino insegue inutilmente.</p>
<p>Lo sfondo, e il titolo, è &#8220;Librino&#8221;, <strong>un quartiere-mostro</strong> di 70.000 abitanti, non l’ultimo ma certamente il più grosso dei sogni fallimentari della ‘grande Catania’ degli anni Sessanta.</p>
<p>Il <strong>monologo</strong>, scritto e messo in scena dal camaleontico <strong>Luciano Bruno</strong> al GAPA di via Cordai per la regia di O. Condorelli e G. Scatà, non è solo un piccolo ma riuscito saggio di <strong>‘romanzo di formazione’</strong>, in parte autobiografico, in cui si racconta di un gruppo di adolescenti, muniti dei regolamentari soprannomi -Pirocchiu, Grattacielo, Menzabirra, Tigna, Lucio Dalla, Funcia e Luciano-, che inseguono infruttuosamente il sogno di uno spazio in cui prendere a calci un pallone, fino a quando,<span id="more-8505"></span> ormai adulti, la durezza della vita non li condurrà su strade diverse. L’ennesima storia insomma di un’adolescenza a cui è stata rubata, oltre la freschezza, anche la voglia di imparare a perseguire i propri sogni.</p>
<p>Un desiderio normalissimo, ma paradossalmente difficile da realizzare in un quartiere in cui di spazi liberi ce ne sono anche troppi; infatti i ragazzi vengono continuamente <strong>scacciati</strong>, dal pezzo di campagna in cui deve sorgere l’ennesima palazzata, dal cortile sotto casa, dalla piazza più vicina, perché c’è sempre un adulto –il palazzinaro speculatore, il vicino di casa che deve alzarsi presto per andare a lavorare, il capo del condominio- che impone altre esigenze.</p>
<p>Lo spettacolo è però anche<strong> un tassello che si aggiunge al mosaico della storia e dell’identità di un quartiere</strong> che tante e diversificate presenze di gruppi, associazioni e iniziative stanno cercando di costruire con determinazione quasi disperata, vista l’enormità del problema, la violenza dei venti che spirano contro e l’esiguità delle forze in campo. L’importante è che ci siano e che continuino a provarci.</p>
<p>Ma è soprattutto <strong>un atto di accusa contro una intera classe politica locale</strong> che non ha saputo dare seguito all’<strong>intuizione iniziale</strong> di trasformare una borgata dalla florida agricoltura -chi non ha mai sentito parlare del mitico vino delle Terreforti?- in una città-satellite pienamente autonoma ma organicamente comunicante col resto della città.</p>
<p>Col passare del tempo è stata <strong>deformata</strong>, tanto per cambiare, in una colossale concentrazione di speculazione edilizia e clientelismo elettorale, priva delle più elementari strutture utili ad una umana e civile convivenza ma con tanti spazi vuoti in cui si è comodamente infiltrata, occupandoli in pianta stabile, la malavita.</p>
<p><strong>Il grande successo</strong> di pubblico e la sincera <strong>commozione</strong> che Luciano Bruno ha saputo comunicare sono una piccola ma sostanziosa testimonianza di quanto la gente abbia <strong>bisogno di sentirsi raccontare, non in maniera consolatoria, la realtà vera</strong> e non quella manipolata e corruttrice fatta di nonni Liberi, veline, escort e trans.</p>
<p>Una modesta proposta: perché non <strong>far girare <em>obbligatoriamente</em> per le scuole</strong> questo spettacolo, <strong>una vera e propria lezione di storia locale e di ‘cittadinanza’</strong>, come vorrebbe l’impareggiabile ministro Gelmini?<a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-846" title="redazione-argo" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/01/redazione-argo7.jpg" alt="redazione-argo" width="32" height="38" /></a></p>
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		<title>A colpi di pietre</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 03:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A poche settimane dall&#8217;allarme sicurezza a Librino lanciato dalla Periferica, un&#8217;altra aggressione ai mezzi pubblici. Gli autisti dell’Amt potrebbero sospendere il servizio urbano per Librino. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti denunciano l’ultimo “assalto” a un mezzo dell’Amt nel quartiere catanese (il terzo in un mese) e la volontà degli autisti di non voler più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vetro_rotto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6534" title="vetro_rotto" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/09/vetro_rotto.jpg" alt="vetro_rotto" width="300" height="200" /></a>A poche settimane dall&#8217;allarme sicurezza a Librino lanciato dalla <a href="http://www.laperiferica.it" target="_blank">Periferica</a>, un&#8217;altra <strong>aggressione ai mezzi pubblici</strong>. Gli autisti dell’Amt potrebbero <strong>sospendere il servizio urbano per Librino.</strong></p>
<p>Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti denunciano l’ultimo “assalto” a un mezzo dell’Amt nel quartiere catanese (il terzo in un mese) e la volontà degli autisti di non voler più svolgere servizio nelle vetture che vi sono dirette.</p>
<p>Come non rendersi conto che tutto questo è <span id="more-6327"></span>frutto e <strong>conseguenza logica della scellerata politica</strong> che ha voluto concentrare in alcune zone della città strati marginali della popolazione, a lungo lasciati senza servizi essenziali. Ogni anno l&#8217;ex presidente del tribunale per i minorenni Giambattista <strong>Scidà</strong>, a commento delle statistiche sugli arresti a Catania, chiedeva con forza allo Stato una <strong>presenza più consistente delle forze dell&#8217;ordine</strong> e agli amministratori locali una seria politica di <strong>interventi strutturali e non episodici</strong>. A oltre trent&#8217;anni, nulla sembra essere cambiato. Nulla è cambiato per i <strong>vecchi &#8220;quartieri di degrado</strong> dove la popolazione cambia sempre in peggio, anche a causa <!--more-->di un processo di caduta del livello dei fitti (quindi più facile reperimento di abitazioni) che comporta un concentramento a <strong>livelli complessivi sempre più bassi di reddito, di istruzione, di modelli di vita, di deprivazione</strong>&#8230;, (spesso accompagnato dal) perpetuarsi di <strong>subculture con connotazioni delinquenziali</strong> sempre più forti&#8221; (Scidà, intervista in una ricerca del Censis di oltre vent&#8217;anni fa sulla dispersione scolastica).</p>
<p>Così come nulla è cambiato per i &#8220;<strong>quartieri popolari nuovi della periferia urbana</strong>, espressione di una politica costante dell&#8217;Amministrazione comunale, caratterizzati da insediamenti costruiti da mano pubblica o da imprese private per vendita a prezzi accessibili degli appartamenti e privi dei servizi più elementari. In questi si verifica un <strong>popolamento selettivo</strong>. Dai quartieri di provenienza che hanno la loro salutare disomogeneità, vengono segmenti poveri della popolazione con l&#8217;effetto che nel quartiere di insediamento l&#8217;<strong>omogeneità </strong>è massima, ed è <strong>massima a livello bassissimo</strong>. Ciò già patologizza l&#8217;insieme, ma si verifica nel frattempo che il &#8220;povero&#8221;, a causa di questo espianto, ha perduto la rete di relazioni che esce dal vicinato e dalla parentela, con l&#8217;effetto che si ritrova ad essere <strong>oltre che povero anche isolato</strong>. Le forme di socialità stentano a impiantarsi, il quartiere è senza storia, la vita collettiva è scarsa anche per l&#8217;inesistenza di qualsiasi luogo di aggregazione, anche spontaneo. Questi ultimi sono quartieri nuovi di una città che non ha saputo affrontare né i problemi del vecchio, né quelli dell&#8217;impianto del nuovo: una città che non ha amministrato, che ha governato se stessa ed il proprio destino nei termini di uno <strong>sgoverno sistematico</strong> &#8211; per chi adotta un&#8217;ottica civica &#8211; o nei termini di un mirato <strong>perseguimento di altri obiettivi</strong> se si leggono le cose secondo come sono andate avvenendo&#8221; (Scidà, idem).</p>
<p>Dopo vent&#8217;anni, le statistiche sulla criminalità vedono ancora rilevanti le percentuali di reati commessi da chi risiede in quartieri vecchi come San Cristoforo, Picanello, Angeli Custodi, ecc., o in quartieri popolari di periferia, come Trappeto Nord, Librino, Monte Po, dove all&#8217;edilizia popolare si sono aggiunte <strong>case in cooperativa</strong>, ma senza che questo abbia creato nuove relazioni.</p>
<p>Certamente in questi vent&#8217;anni qualcosa è stato fatto (insediamento di qualche <strong>posto di polizia</strong> e di un <strong>poliambulatorio</strong> sanitario), ma più frequenti sono state le iniziative di breve durata (<strong>inaugurazione di spazi</strong> di socialità: teatro, impianti sportivi),  abbandonate al loro destino subito dopo le campagne elettorali. Più serie e più durature quelle intraprese da <strong>chi vive in quei quartieri e non si rassegna</strong> al triste destino determinato dalle scellerate politiche amministrative o da <strong>gruppi di volontariato</strong> che si sono insediati al loro interno. Basti citare, tra gli altri, <a href="http://www.ibrigantirugbylibrino.it/" target="_blank">il gruppo dei Briganti</a> e la sua proposta sportiva di alto livello, i centri <a href="http://www.centroiqbalmasih.it/" target="_blank">Iqbal Mashi</a> e <a href="http://www.talitakumcatania.it/" target="_blank">Talità kum</a>, il ruolo attivo della locale sezione della CGIL e così via. Ma le dimensioni del quartiere sono tali da rendere poco visibili l&#8217;impegno e le proposte di questi gruppi.</p>
<p>E&#8217; evidente che di fronte a disastri gestionali di decenni le soluzioni non possono essere immediate, ma non ci sembra avvertire una inversione di tendenza della politica degli ultimi decenni. In occasione delle ultime elezioni abbiamo dato risalto alla <a href="http://www.argo.catania.it/2008/03/12/piattaforma-per-librino-presentazione-alla-citta/" target="_blank">piattaforma per Librino</a>, redatta dalle associazioni del quartiere. Cosa è stato fatto da allora a Librino e negli altri quartieri che necessitano di attenzioni particolari?</p>
<p>Le pietre sono espressione di un <strong>senso di estraneità fra quel territorio e il resto della città</strong>. Ognuno faccia il proprio dovere: gli amministratori pubblici attuino una <strong>seria politica di riabilitazione di tutte le aree degradate</strong>, gli abitanti di questi territori esprimano la loro <strong>voglia di legalità e di integrazione</strong> con il resto della città, gli altri cittadini mettano da parte <strong>i pregiudizi e gli stereotipi </strong>che sono alla base della diffidenza e dei timori.</p>
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		<title>Una nuova sede per il &#8220;Centro Astalli&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 23:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Argo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carcere]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata definitivamente inaugurata la nuova sede del Centro Astalli di Catania, uno snodo fondamentale della rete di solidarietà che, anche se poco visibile, contribuisce a tenere alto il livello di civiltà della nostra città. Si trova in via Tezzano 71, traversa di via Crispi a due passi da Piazza Falcone e Borsellino, in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-5153 alignright" title="centro-astalli" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2009/06/centro-astalli-300x86.jpg" alt="centro-astalli" width="300" height="86" /></p>
<p>E&#8217; stata definitivamente inaugurata <strong>la nuova sede del Centro Astalli</strong> di Catania, uno snodo fondamentale della rete di solidarietà che, anche se poco visibile, contribuisce a tenere alto il livello di civiltà della nostra città. Si trova <strong>in via Tezzano 71</strong>, traversa di via Crispi <span id="more-5152"></span>a due passi da Piazza Falcone e Borsellino, in un immobile di proprietà dei Gesuiti e ristrutturato grazie al&#8217;aiuto di alcune fondazioni private.</p>
<p>Si tratta di un locale decisamente più adeguato e più centrale, rispetto a quello storico di via Malta, nel quale <strong>i volontari continueranno ad accogliere i tanti stranieri non comunitari</strong> presenti nella nostra città, ad ascoltare, fornire aiuti per i bisogni primari (farsi una doccia, avere qualcosa da mangiare, conoscere i servizi pubblici e privati di cui può usufruire), ma anche fargli cominciare a conoscere la nostra lingua, avere una consulenza legale, parlare con un medico, trovare un lavoro, fornire un servizio di doposcuola per i bambini.</p>
<p>Persino la <strong>semplice custodia notturna di un bagaglio</strong> contenente pochi ma preziosi effetti personali può avere una importanza decisiva, per chi non ha nulla, neanche un posto per dormire, soprattutto per coloro che sono in attesa dell&#8217;esito del ricorso contro il decreto di espulsione, cosa che comunque permette a questi richiedenti di restare legalmente in Italia e di ottenere un provvisorio permesso di soggiorno. Tutto questo in attesa di poter risolvere anche la questione della riapertura del dormitorio ‘Padre Pino Puglisi&#8217; di Librino.</p>
<p>Un altro capitolo, meno noto ma non meno importante, scritto dai volontari del Centro Astalli è costituito dal <strong>servizio di assistenza prestata in tutte le carceri</strong> per adulti e minorili della città, assistenza materiale &#8211; anche attraverso al gestione di un «banco vestiario» che raccoglie vestiti, biancheria e il necessario per l&#8217;igiene personale &#8211; ma anche di assistenza morale <strong>a tutti i detenuti sia stranieri che italiani</strong> che non hanno nessuno che vada a trovarli.</p>
<p>Chi volesse sostenere il Centro Astalli nel suo impegno può utilizzare il <strong>conto corrente</strong> postale n. 94259298, oppure quello del Banco di Sicilia ag.3, Catania, codice IBAN IT 88 P 01020 16903 &#8211; 000300688140<br />
Per <strong>informazioni</strong> si può chiamare al numero 095.535064.</p>
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		<title>Volontariato, fiore all&#8217;occhiello delle istituzioni</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enti Locali]]></category>
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		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

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		<description><![CDATA[Le istituzioni tengono conto del volontariato solo come fiore all&#8217;occhiello. Non lo valorizzano, non lo premiano, non gli danno visibilità né riconoscimenti. Una conferma di ciò è venuta il 5 dicembre scorso all&#8217;Hotel Nettuno quando è stato presentato il bilancio sociale delle AUSL 1 di Agrigento e 3 di Catania, con il nuovo modello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/helios.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-432" title="helios" src="http://www.argo.catania.it/wp-content/uploads/2008/12/helios-300x105.jpg" alt="" width="300" height="105" /></a>Le istituzioni tengono conto del volontariato solo come fiore all&#8217;occhiello. Non lo valorizzano, non lo premiano, non gli danno visibilità né riconoscimenti.<br />
Una conferma di ciò è venuta il  5 dicembre scorso all&#8217;Hotel Nettuno quando è stato presentato il bilancio sociale delle AUSL 1 di Agrigento e 3 di Catania, con il nuovo modello di rendiconto nella sua &#8220;dimensione valoriale ed etica&#8221;.  C&#8217;erano tutti,  responsabili di reparti ospedalieri, proprietari di cliniche convenzionate, medici, politici e naturalmente anche rappresentanti del volontariato.<br />
Apre i lavori Raffaele Lombardo, presidente della Regione, fiero e soddisfatto dei risultati raggiunti.<br />
Stampa e tv locali riportano fedelmente tutto &#8230;o quasi. Ignorano, infatti,  la relazione della volontaria dell&#8217;Associazione centro Astalli, chiamata a rappresentare una delle categorie svantaggiate citate nel bilancio sociale: gli extracomunitari.<span id="more-428"></span><br />
La volontaria denuncia l&#8217;esclusione delle associazioni di volontariato dalle attività di ricerca sull&#8217;ospedalizzazione degli stranieri, dalla raccolta dei dati epidemiologici sull&#8217;utenza straniera nella provincia di Catania,  dagli incontri formativi-informativi per operatori sanitari e operatori sociali. Nel documento si parla, infatti, di 12 incontri di coordinamento con associazioni di volontariato. Da capire come mai ne sia stato escluso il centro Astalli  coni suoi 6.000 tesserati e le sue 700 prestazioni ambulatoriali l&#8217;anno, contro le 2.500 di tutta l&#8217;Azienda USL 3 !!!<br />
Persino sulle buone notizie c&#8217;è un&#8217;ombra: l&#8217;ambulatorio di psichiatria transculturale è stato ripristinato senza, però, che  ne venisse informato lo stesso Centro Astalli che ne aveva deprecato la soppressione.<br />
Contraltare di queste carenze la costosissima veste tipografica dell&#8217;opuscolo del bilancio, carta patinata, copertina plastificata e quadricromia.<br />
&#8220;Tutto ciò &#8211; dice Elvira Jovino, volontaria del centro Astalli &#8211;  denota una cattiva e superficiale conoscenza del fenomeno e una cattiva amministrazione dei soldi pubblici&#8221;.</p>
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