Hanno studiato la storia artistica delle avanguardie novecentesche, discusso su temi d’attualità e dipinto.

Parliamo dei giovani ristretti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Catania, impegnati nel laboratorio tenuto a Bicocca da Ivana Parisi insieme con altri operatori de La Poltrona Rossa, una associazione culturale che porta l’arte e il teatro nel sociale.

E lo hanno fatto, anche, con l’obiettivo di contribuire a fermare la violenza contro le donne.

La stessa Ivana, a più di mille km di distanza, conduce un progetto simile a Pontremoli, in Toscana, in un Istituto per i Minorenni tutto femminile, con molte detenute rom, giovanissime donne che hanno avuto un duro impatto con la vita e spesso sono già madri.

Prima di chiudere il progetto a Catania e spostarsi a Pontremoli per ricominciare lì dove aveva concluso a maggio, la Poltrona Rossa aveva un appuntamento da rispettare, quello ormai abituale del 25 novembre, onorato da alcuni anni con una mostra che, in quest’anno di pandemia, non potrà che essere virtuale.

Ma le tele sono vere e i giovani detenuti di Catania vi hanno espresso il proprio sentire ed hanno gioito nel realizzarle, perché queste sono le attività che più li appassionano e li coinvolgono, e che sono orgogliosi di mostrare anche all’esterno. Purtroppo non dal vivo come l’anno scorso, ma in modo da soddisfare comunque il bsogno di sentirsi in contatto con il resto del mondo e di ricevere il giusto riconoscimento per il proprio impegno.

Ci saranno anche i dipinti realizzati dalle ragazze di Pontremoli, per i quali i giovani dell’Istituto di Catania hanno realizzato le cornici, preparate nel laboratorio di artigianato che, insieme a quello di restauro e di teatro, completa il progetto de La Poltrona Rossa, finanziato con i fondi dell’otto per mille della Tavola Valdese.

A Pontremoli, è stato realizzato anche un video, “Voglio provare a crederci, pensieri e immagini aspettando la libertà”, in cui le tele delle giovani ospiti scorrono mentre una voce recitante ne riporta riflessioni, desideri, analisi dei sentimenti.

Sulla questione femminile e sulla violenza alle donne, nella struttura di Catania, hanno lavorato non solo i ragazzi che partecipano ai laboratori de La Poltrona Rossa, ma tutti i giovani ospiti, la maggior parte dei quali frequenta la scuola, che ne hanno discusso con gli insegnanti, scegliendo testi e poesie e preparando una targa, realizzata con le loro mani, con l’aiuto di una guida esperta.

Hanno fatto di più, sempre con le loro mani hanno costruito una panchina di legno e l’hanno verniciata di rosso, la simbolica “panchina rossa” che contano – tempo permettendo – di collocare all’aperto, nello spazio esterno della struttura, che essi stessi abitualmente curano.

Anche se, a causa della pandemia, non saranno invitati a partecipare istituzioni, amici e colloraboratori dell’IPM, oggi, nell’ampio spazio del teatro, si terrà comunque una breve cerimonia, un momento importante per questa “comunità operosa” (come ama definirla Maria Randazzo, che insieme a Letizia Bellelli dirige la struttura), in cui si fanno sempre esperienze interessanti e significative, che mai i giovani reclusi avrebbero pensato di fare.

Giovani che, nei disegni e nei post de La Poltrona Rossa, troviamo indicati con il termine “ir-ritati”, con riferimento al libro di Nicola Valentino, “L’arte Ir-ritata”, in cui la creatività, risorsa vitale di ogni essere umano, viene considerata uno strumento che permette a ciascuno di reinventarsi e di ricominciare, anche se si trova in situazioni estreme.

Chi volesse guardare i dipinti dei ragazzi di Catania e delle ragazze di Pontremoli può trovarli sulla pagina Facebook dell’evento STOP, Arte e detenzione o sul sito de La Poltrona Rossa.

Il video delle ragazze di Pontremoli

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