Non solo un numero di telefono ma anche una chat e un’applicazione per rendere più utile e più accessibile a tutte, e in tutte le situazioni, il servizio 1522.

Operativo 24 ore su 24 e gratuito, questo servizio è stato attivato dal Dipartimento per le Pari Opportunità, nel 2006, per contrastare la violenza contro le donne, dentro e fuori dalle mura domestiche. Da qualche anno, sostiene anche le vittime di stalking.

E’ un passo importante quello di ampliare i canali e le modalità di contatto perché non tutte le donne possono con facilità chiamare al telefono le operatrici.

Ci sono, infatti, i casi di donne che non hanno la necessaria privacy per telefonare e chiedere aiuto o segnalare la propria situazione. E poi ci sono le donne, vittime di violenza, che hanno disabilità sensoriali, sono non udenti o ipo-utenti oppure afasiche o con problemi di pronunzia. Anche le straniere, con poca o nessuna confidenza con l’italiano o con un’altra delle lingue utilizzate nell’ascolto, possono essere scoraggiate nell’uso del telefono.

La chat ha anche il vantaggio di offrire una possibilità di comunicazione silenziosa che permette di esprimersi con più libertà e mantenere una maggiore riservatezza.

La questione è stata trattata nel corso di formazione a distanza sul tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità, rivolto a operatori e operatrici della rete antiviolenza, realizzato nell’ambito del progetto FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), a cui ha contribuito con propri approfondimenti la catanese Simonetta Cormaci.

L’accessibilità della comunicazione dovrebbe caratterizzare ogni servizio pubblico, a maggior ragione un servizio rivolto a persone fragili che possono avere delle difficoltà ad usare la voce o ad udire.

Ad oggi, tuttavia, l’informazione sulla apertura di una chat-line del Numero Antiviolenza e sulla esistenza di una applicazione scaricabile su dispositivi iOS e Android non è abbastanza nota.

Il servizio 1522 è stato per lo più pubblicizzato da manifesti sui muri, sugli autobus, nelle stazioni della metro, modalità che non permette di raggiungere chi ha disabilità visive o non conosce la lingua. Ora ci sono anche internet e i social, ma spesso il messaggio rimane “Chiama il 1522”, come se la chiamata telefonica fosse ancora l’unica opzione possibile.

Anche nei comunicati o nei video promozionali, si insiste soprattutto sulla linea telefonica, senza evidenziare le altre possibilità di comunicazione.

Contatta come vuoi il 1522” potrebbe essere il nuovo messaggio da dare a tutti, e già ci sono segnali di una maggiore attenzione alle difficoltà di chi deve ricevere il messaggio, per esempio i video promozionali cominciano ad essere corredati dalla lingua dei segni e dai sottotitoli.

Il problema è comunque molto complesso e va studiato con attenzione perché bisogna tenere conto di molti fattori, come del resto è complessa la situazione di chi vive forme diverse di discriminazione, che – come abbiamo già ricordato – non si sommano ma si moltiplicano, come appunto nel caso delle donne disabili vittime di violenza.

Sito ufficiale del 1522 ed Help Line violenza e stalking

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