Donne che hanno dato un contributo importante alla Scienza, ma di cui quasi nessuno si ricorda, tanto meno nei manuali scolastici, che continuano ad ignorarle.

A riscoprirle, a riportarne all’attenzione i nomi, le conquiste, i progetti sarà, il prossimo 11 febbrario, giornata internazionale dedicata dall’Unesco alle donne nella Scienza, un evento on line di portata nazionale, organizzato da una ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Giovanna Piangiamore, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Un evento che ha le sue radici in una mostra pensata e realizzata da un collettivo di donne catanesi che avevano nella libreria Voltapagina il loro luogo di incontro e di confronto.

Da queste femministe catanesi, intenzionate a trattare il tema della violenza sulle donne senza vittimismi, sfuggendo “all’uso e all’abuso delle notizie quotidiane” diffuse dalla stampa, è nata nel 2014 l’idea di elaborare delle schede biografiche che ricordassero la passione e l’impegno di tante donne che hanno “inventato, scoperto, progettato, scritto ma il cui contributo è stato per diverse ragioni dimenticato”.

Guidate anche dai propri interessi, le donne del collettivo hanno riportato all’attenzione generale le storie di architette, psichiatre, scrittrici, fisiche, attiviste dei diritti, che in vari secoli e in varie parti del mondo, nonostante fossero spesso escluse dagli studi superiori e dal mondo produttivo, hanno messo il loro genio al servizio dell’umanità, cambiandone anche la vita quotidiana con invenzioni utili.

Accanto a loro hanno trovato spazio storie di nostre ‘antenate’ locali, anch’esse dimenticate, vittime di mafia come Emanuela Sansone, eroine risorgimentali come Andreana Sardo, artiste futuriste come Clelia Adele Gloria, o la custode dell’ufficio meteorologico di Catania, Felicia Filomena Cacia, che seppe gestirlo con competenza e mantenerlo in funzione durante il secondo conflitto mondiale.

Dal 2014 ad oggi la mostra si è arricchita di nuove schede, ha susciato interesse e apprezzamento là dove è stata presentata, nelle scuole, nelle piazze, nelle facoltà universitarie, prima a Catania e poi anche oltre lo Stretto, nel solco di un continuo ripensamento ma anche di una continuità, perché sebbene la libreria Voltapagina abbia chisuo i battenti, questo collettivo di donne, rinominato RivoltaPagina (RVP), ha continuato ad esistere e a riflettere.

Acquisita nel 2016 , dalla Regione Emilia-Romagna all’interno del catalogo delle mostre messe a disposizione di scuole ed enti che ne facciano richiesta, la mostra “Anche la cancellazione è violenza” è oggi il punto di partenza di questo evento nazionale on line, che ha il proprio focus sulle donne delle Scienze della Terra dimenticate dai manuali scolastici.

Saranno ricordate in particolare Mary Anning, Inge Lehmann, Marie Tharp, le sorelle Grassi, con una conclusione dedicata a Silvia Premoli, geologa 84enne pioniera della geologia marina.

E’ accaduto quello che le ideatrici catanesi speravano: è nato ed è cresciuto, in altre donne, il desiderio di cercare le proprie donne dimenticate per restituire loro la memoria e a tutte le donne l’orgoglio per queste ‘antenate’. In attesa che anche i manuali scolastici vengano riscritti.

Per seguire l’evento, che ha carttere divulgativo ed è aperto a tutti, è necessario iscriversi per ricevere il link di accesso

A questo link il programma con l’ordine degli interventi. La discussione conclusiva sarà moderata da Maria Carla Centineo.

 



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