“La Timpa di Leucatia è il lungo costone lavico verde che si estende dall’ambiente umido sottostante la Villa Papale sino a monte San Paolillo, […] si possono mostrare almeno tre habitat con caratteristiche ecologiche differenti: l’ambiente umido, il pianoro di Monte San Paolillo e la Timpa di Leucatia. [Una ] straordinaria zona umida urbana dovuta alla presenza di numerose sorgenti di acque dolci provenienti dall’Etna”. (Etnanatura).

In questo ambiente particolare, che andrebbe preservato e valorizzato, la Dusty srl avrebbe voluto demolire e ricostruire un immobile di sua proprietà.

Un primo allarme è stato lanciato dall’associazione Sicilia Antica, preoccupata per i lavori avviati in un’area di interesse archeologico in cui sono presenti resti preistorici e classici, oltre che postazioni militari risalenti al secondo conflitto mondiale, la cui salvaguardia è sancita da una legge regionale.

Si sono poi mossi il Movimento 5 Stelle, con una richiesta di accesso agli atti, e Catania Bene Comune, a cui si sono aggiunti Catania ecologista, Iniziativa femminista. La situazione era da qualche tempo monitorata anche da un gruppo spontaneo di cittadini riuniti sotto la sigla ‘Amici della Timpa di Leucatia’, interessati a proteggere l’area e a valorizzarne il potenziale naturalistico.

Una riunione della commissione consiliare urbanistica, convocata sul tema nella giornata del 22 aprile, con la presenza del direttore dell’Urbanistica, Biagio Bisignani, e del comandante dei Vigili Urbani, Stefano Sorbino, avrebbe dovuto fare chiarezza sulle responsabilità dell’Amministrazione.

Bisignani si è arroccato sulla inesistenza di un permesso per costruire rilasciato dal suo Ufficio. Ha dichiarato che i lavori, iniziati nel 2007 in seguito ad una comunicazione di inizio attività, erano stati poi sospesi dall’intervento della Procura che aveva sequestrato la relativa documentazione. Da qui, secondo Bisognani, una situazione di incertezza e la necessità di procedere a verifiche e chiarimenti. Una linea di difesa piuttosto debole, che ha dato al consigliere Graziano Bonaccorsi del M5S la possibilità di attaccarlo affermando che nessuna di queste argomentazioni solleva l’Amministrazione dalle sue responsabilità, a partire dalla esecuzione dei dovuti controlli.

A maggior ragione se, come affermato dal Direttore, il cartello esposto all’esterno del cantiere forniva informazioni non veritiere. Chiunque, infatti, potrebbe ritenersi autorizzato a fare lo stesso, come ha osservato anche il presidente della commissione, Zammataro.

Anche la Soprintendenza ha le sue responsabilità, non avendo chiarito la propria posizione né resi noti i propri pareri, anche perché pare sia previsto uno scavo per realizzare un parcheggio interrato.

La proprietà ribadisce l’assoluta regolarità del cantiere e assicura di essere in possesso dei nulla osta di Soprintendenza e Genio Civile, necessario perché ci troviamo in un’area problematica dal punto di vista idrogeologico. E si difende ricordando che i lavori sono stati avviati su un terreno che non è pubblico ma privato, dimenticando che anche i beni privati possono essere soggetti a vincolo, eventualmente anche di inedificabilità assoluta, nel caso che la salvaguardia dell’area lo imponga.

Le associazioni, nel frattempo, hanno avanzato una richiesta di sospensione dei lavori e di revisione dei provvedimenti autorizzativi, rivolgendola all’Amministrazione Comunale, alla Prefetta e alla Soprintendente ai Beni Culturali: “I sottoscritti cittadini, le sottoscritte organizzazioni e associazioni, considerato il grande interesse sociale, naturalistico, culturale, archeologico dell’area della Timpa di Leucatia – Monte San Paolillo, considerata la poca chiarezza nel rilascio delle concessioni edilizie nell’area, considerate le apparenti opacità circa i lavori che stanno riguardando l’area, chiedono alle Autorità in indirizzo di procedere alla sospensione dei lavori fino al momento in cui non sarà pienamente chiarito l’iter procedurale che ha permesso la realizzazione dell’opera sul monte San Paolillo, e, contestualmente, la revisione e la sospensione di tutti i provvedimenti autorizzativi ricadenti sull’intera area della Timpa di Leucatia”.

La risposta è arrivata, come si legge nel sito del Comune di Catania: “con un’ordinanza del Direttore dell’Urbanistica Biagio Bisignani l’Amministrazione Comunale ha disposto la sospensione immediata dei lavori in via Pietra dell’Ova s.n., del cantiere indicato per demolizione e ricostruzione di un immobile, nel Monte Paolillo, ricadente nella Timpa di Leucatia, di proprietà Dusty Immobiliare Srl.

Nel provvedimento dell’Urbanistica del Comune, proposto dal responsabile del procedimento Salvatore Basile, si precisa che ci “si riserva di comunicare entro i successivi 45 giorni i provvedimenti che si riterrà di adottare, sulla scorta delle verifiche da effettuare anche in collaborazione con gli enti che tutelano i vincoli alle suddette aree”.

Tra i presupposti su cui è fondato il provvedimento, oltre ad alcune irregolarità formali in corso di accertamento, viene evidenziato che “è necessario verificare i lavori, la legittimità degli stessi, nonché la quantificazione dei lavori già eseguiti, le conformità delle dichiarazioni prodotte in D.I.A. e della Perizia giurata a supporto, in attesa del dissequestro dei documenti da parte della Procura della Repubblica richiesti dall’Amministrazione Comunale lo scorso 16 Aprile”.

Nell’atto di sospensione dei lavori del Responsabile della Direzione Urbanistica viene anche specificato che entro 15 giorni, se ne sussistono i presupposti, “verrà promossa Ordinanza del Sindaco per il sequestro del cantiere”.

Visto che la Dusty sembra tenere particolarmente a questi lavori, sarà il caso di non abbassare la guardia.

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One Response to “Timpa di Leucatia, edificare dove non si può”

  1. Il dibattito su Facebook

    Santo Vacante
    Le proprietà non sono private , ma subiscono un piano regolatore che gli permette di edificare . Se la proprietà è vincolata a bene pubblici del sottosuolo, in presenza di acque sorgive, archeologia ecc…

    Clelia Calvo
    Ogni volta che vedo questa foto e noto qualcosa in più, come in questo caso lo sbancamento fatto a sud della casa, lo devo dire francamente, ne soffro moltissimo.
    Temo che la proprietà creda che la tutela dell’ambiente sia un fatto soggettivo che si può attuare a “gusto suo” quindi forse ritiene che per tutelare la zona sia sufficiente abbellirla successivamente con delle margherite

    Patrik Caponetto
    Esatto, terreno privato non vuol dire un bel nulla!
    Mio zio (oggi ultra ottantenne) possiede un terreno di origine agricola (a terrazzamenti) a Mascalucia, già 40 anni fa gli fu vietato la conversione in terreno edificabile perché considerato patrimonio paseagistico e/o boschivo.
    Questi proprietari arroganti e mafiosi dovrebbero sapere che in un terreno privato oggi non è più possibile neanche tagliare un solo albero, per farlo, se ve ne sussiste le necessità e l’urgenza, bisogna chiedere autorizzazione agli organi preposti.
    Se non erro sul monte san Paolillo e la timpa vige (o vigeva) anche il vincolo boschivo e paseagistico giusto?
    Se si, hanno iniziato già con il violare abusivamente questo vincolo, giacché, se come credo, hanno abbattuto uno o più alberi.

    Santo Vacante
    hanno abbatuto olivi secolari e bruciati

    Margherita Fassari
    Ma gia’ aver pubblicato un cartello con dei dati falsi non è penale?

    Luca Tornatore
    Il problema sembrerebbe che i vincoli erano in forma generica e non specifici (magari fatti apposta così per permettere l’edificabilità)

    Enzo Di Natale
    ..con i soldi si può comprare di tutto.., forse dico forse, anche le porte del Paradiso! Si calcola alla quantità o al peso dell’oro (o degli Euro) che viene elargito agli intercettori!) (a volte basta una virgola sbagliata o un semplice accento che si può ribaltare un processo o un intero discorso!)

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