Una gran voglia di esserci, di aderire ad un progetto che si propone di dare a Catania un vero polmone verde e un respiro (alla lettera) di livello europeo: il progetto Parco Monte Po – Vallone Acquicella.

Questo spiega il buon numero di persone che hanno partecipato all’assemblea di venerdì pomeriggio al Campo San Teodoro di Librino, una prima occasione di confronto tra le molte associazioni che hanno già aderito o che intendono aderire alla proposta. Un primo step in vista della necessità di precisare il contenuto del progetto e, successivamente, l’iter per realizzarlo.

Tutti si sono espressi a sostegno dell’iniziativa, evidenziandone il valore urbanistico e sociale, nella prospettiva di ricucire il rapporto non solo tra aree diverse della città ma anche tra città e campagna, di recuperare spazi naturalistici per i bambini e i giovani, di dare attuazione alle proposte di parco già presenti nel piano regolatore vigente, senza dimenticare i vecchi nodi ancora irrisolti da sciogliere, come quello della nuova darsena.

Si sono sentite interpellate, ed hanno partecipato all’incontro, anche associazioni che operano in altri territori e sperimentano già sul campo le difficoltà di difendere non solo l’ambiente ma anche i diritti, scontrandosi con chi ha una visione predatoria del territorio, come nel caso del Presidio Partecipativo di Patto di Fiume Simeto.

Lanciando la proposta di creazione del Parco, Pippo Rannisi, delegato Lipu, ha chiesto ad ogni associazione aderente di individuare il tipo di contributo che può offrire alla causa. E su questo tutti i gruppi aderenti dovranno ragionare, per trasformarsi – come ha detto Emanuele Feltri – da visionari in attivisti.

Noi di Argo, come abbiamo detto anche in assemblea, oltre ad offrire il nostro sito per ospitare riflessioni, scambio di punti di vista, comunicazioni inerenti al progetto, cercheremo di tenere accesi i riflettori sulle concessioni urbanistiche, su pareri o silenzi della Soprintendenza, per verificare che vengano rispettate le norme e gli interessi reali della collettività.

E’ quello che già facciamo sui casi critici che abbiamo individuato in città, anche utilizzando lo strumento dell’accesso civico generalizzato ai documenti della pubblica amministrazione. Applicheremo il nostro metodo anche nell’analisi del territorio interessato al Parco, sul quale non sappiamo ancora se esistono interessi speculativi o intenzioni di accaparramento.

Non un discorso per smorzare gli entusiasmi ma un invito a procedere con consapevolezza, senza cadere in facili illusioni.

Sebbene, infatti, l’Amministrazione si sia detta interessata e disponibile, per bocca dell’assessore Cantarella, presente in assemblea, la disponibilità dell’ente locale va verificata sul campo, via via che si presenteranno ostacoli frapposti da interessi privati o da un eventuale uso ‘disinvolto’ dei vincoli già esistenti (ad es, quelli relativi alla fascia di rispetto dei corsi d’acqua) o che sarà necessario porre.

Ecco il Comunicato Stampa ufficiale degli organizzatori

“Verso il Parco Monte Po – Vallone Acquicella”

Ieri 08 LUGLIO al Campo San Teodoro a Librino, sede de I Briganti Rugby, si è svolta l’assemblea dei Promotori e dei sostenitori della proposta Progettuale. Hanno partecipato anche numerosi cittadini di Librino. Luogo simbolico non solo per gli eventi vandalici subiti, ma anche perché in questo modo il quartiere periferico si è visto protagonista di un evento che riguarda la città. Librino come parte importante della città

Non si era mai visto a Catania uno schieramento così numeroso e unanime nella richiesta e offerta nei confronti dell’Amministrazione Comunale, rappresentata per il Sindaco dall’Assessore Cantarella, di collaborazione biunivoca per lavorare insieme, associazioni, cittadini e Comune.

Un Parco, previsto nel PRG di Piccinato del 1964 e mai attuato, quello di Monte Po che viene rilanciato ed addirittura ampliato fino ad arrivare al fronte lavico del 1669 su Via Acquicella Porto e che giunge fino a mare, inglobando anche il boschetto della Plaia.

È un Parco che avrebbe una grande funzione sociale ed urbanistica, superiore a quella naturalistica già molto importante, unendo la periferia alla “città”, collegando cioè tutta la zona Sud di Catania, Librino, San Giorgio, Monte Po al resto della città.

Ciascuna Associazione ha dichiarato di volersi impegnare in questo, offrendo ciascuna il proprio contributo specialistico di conoscenza per integrare e sostenere l’Amministrazione comunale.

Negli interventi, sono emersi il disagio ed il rammarico di vivere in una città dove manca la proposta politica e un progetto di futuro e la preoccupazione per le autorizzazioni a costruire che vengono rilasciate con molta superficialità anche su zone che dovrebbero essere protette dall’edilizia.

La voglia di unirsi da parte delle associazioni per cercare di far sentire un punto di vista diverso e comunicare una progettualità che parta dai cittadini è stata forte e chiara.

L’assessore Cantarella ha apprezzato il progetto e si è detto disponibile a lavorare con le associazioni pur nella consapevolezza delle poche risorse delle casse comunali.

Iniziamo da qui per costruire un lavoro di co-progettazione dove tutti gli attori collaborano insieme per ridisegnare un progetto di città.

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