Soldi stanziati e messi a disposizione dell’ente che li avesse richiesti, senza alcun obbligo di cofinanziamento. Eppure il Comune di Catania se li è fatti sfuggire, non ha fatto nulla per approfittare dell’occasione.

In ballo ci sono, anzi c’erano, cinque milioni di euro per l’anno 2021 e altrettanti per il 2022, destinati alla progettazione e costruzione di rifugi per cani randagi o alla messa a norma di quelli già esistenti ma non conformi alle normative.

Non solo. Il bando parla esplicitamente di somme destinate agli enti locali ‘deficitari’, vale a dire in stato di dissesto o predissesto finanziario.

Sembrava un finanziamento pensato proprio per noi, ma i nostri amministratori, che pure lamentano sempre l’assenza di soldi, sembrano essere convinti che la città non abbia bisogno di una struttura comunale destinata a questo scopo. A Catania, infatti, non c’è un canile comunale e il Comune ha stipulato delle convenzioni con canili privati che vengono, evidentemente, ritenuti abbastanza ampi e adeguati alla bisogna.

Forse l’Ammisnitrazione ritiene che il randagismo, nella nostra città, non costituisca un problema, con buona pace dei cittadini che lamentano la presenza diffusa di branchi di cani, talora anche minacciosi e pericolosi, non foss’altro che per l’alto numero di esemplari.

Qualunque sia la motivazione, una cosa è certa, nulla è stato fatto per concorrere a questo finanziamento, anche se bastava presentare la propria candidatura e fornire un cronoprogramma dell’intervento da effettuare, da concludere entro 12 mesi.

Forse è vano sperare che si faccia qualcosa per l’anno prossimo, sebbene l’occasione sarebbe ancora più propizia. Infatti, mentre per il 2021 solo un milione dei cinque stanziati è destinato alla costruzione di nuovi canili (essendo gli altri quattro milioni riservati alla messa in sicurezza di quelli esistenti), i cinque milioni stanziati per il 2022 sono destinati tutti alla costruzione di nuovi rifugi, proprio quelli che mancano a Catania.

Come abbiamo già visto per gli asili nido, nel bando è prevista l’assegnazione di un punteggio in base al livello di progettazione, 2 punti per lo studio di fattibilità, 5 punti per il progetto definitivo, 10 per quello esecutivo, ma si poteva anche chiedere un contributo per le spese di progettazione.

Concorrono al punteggio anche il numero di cani catturati o adottati nell’anno precedente.

Il bando, in sintesi, é rivolto a quegli enti locali che hanno una visione e una capcità progettuale nel rispondere ai problemi della città, piccoli o grandi che siano. Purtroppo non è il nostro caso.

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