Cosa accade nei pantani Gelsari e Lentini, area umida di grande interesse naturalistico?

Parliamo di un’area che riveste una grande importanza per la conservazione di diverse specie di uccelli migratori, alcune delle quali a rischio di estinzione planetaria, e in cui si trovano anche piante rare, qualcuna rarissima, tipiche delle zone umide.

Ricade nella Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.) ITA070029, “Biviere di Lentini, tratto mediano e foce del Fiume Simeto e area antistante la foce”, ed in passato è stata presa in considerazione l’ipotesi di farne una riserva naturale, ipotesi poi lasciata cadere dalla Regione per non precisati motivi

Da anni l’esistenza di pantani è minacciata sia da progetti di tipo speculativo, compreso un insediamento commerciale e un impianto di pannelli fotovoltaici, sia da interventi del Consorzio di Bonifica 10 di Siracusa, che attiva periodicamente i propri impianti idrovori, per mantenere prosciugata l’area a vantaggio di alcune attività agricole

Questi interventi minacciano gli habitat e quindi la sopravvivenza delle specie di uccelli che li popolano, violando le norme di tutela della rete ecologica europea “Natura 2000” di cui le zone fanno parte

Si tratta anche di interventi estremamente costosi, con costi sostenuti per lo più dalla Regione, quindi dalla collettività, superiori allo stesso valore dei terreni e ad eventuali indennizzi da pagare agli agricoltori. I calcoli dettagliati si possono trovare nella scheda di Legambiente che trovate a questo link.

Non bisogna dimenticare che, come scrive Legambiente, le zone umide “potrebbero costituire per il loro elevatissimo interesse scientifico, naturalistico e paesaggistico, una ricchezza (effettiva) per il territorio, anche quale area di attrazione per un turismo qualificato”.

Arrivano adesso i lavori di costruzione di un elettrodotto di altissima tensione che deve collegare le stazioni elettriche di Priolo Gargallo e Paternò, un progetto che risale a più di dieci anni fa e rientra nel piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale

Nello studio di incidenza ambientale presentato dalla società proponente, Terna, come scrive Simone Olivelli su Meridionews, c’è però una carenza di non poco conto, non si fa cenno alla presenza dei pantani. Una dimenticanza che è sfuggita anche al Ministero, chiamato a valutare la compatibilità del progetto con l’ambiente

Della questione si è occupato l’Ente Fauna Siciliana, che ha segnalato criticità e contraddizioni alle autorità competenti (Ministero e Assessorato Regionale Territorio e Ambiente) senza ricevere alcuna risposta.

Tra le contraddizioni individuate c’è, per esempio, la proposta di inserire dei dissuasori per mitigare l’impatto dell’intervento, vale a dire per allontanare gli uccelli che dovrebbero invece essere tutelati.

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