Il presidente Ciampi, tra i più amati capi di Stato della nostra storia, quando visitava le città del Mezzogiorno diceva sempre che il problema non erano i soldi ma le idee.

Lui, un ex banchiere abituato a far quadrare i conti e a centellinare le risorse, spiazzava i suoi interlocutori, toglieva loro ogni alibi e li spronava a elaborare un’idea di città, una visione di futuro per le loro comunità. Era la sua ricetta per contrastare e magari sconfiggere l’eterno “non – si – puotismo” che affligge le nostre classi dirigenti..

Oggi la sfida lanciata da Ciampi è quanto mai attuale. La Ue, dentro una gravissima crisi sanitaria, economica e sociale, ha deciso di lasciarsi alle spalle (non si per quanto) le politiche di austerità per lanciare il Next Generation UE. Sull’Italia (e il Mezzogiorno innanzitutto) si concentra una straordinaria quantità di risorse: oltre 220 miliardi.

Le contraddizioni nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non mancano: investono la reale collocazione delle risorse nelle aree del Paese (il 40% nel Mezzogiorno), i campi economici da privilegiare, i ceti sociali da sostenere, i limiti delle amministrazioni pubbliche. Quella del PNRR è dunque una partita aperta ed incerta nei suoi risultati.

E’ una battaglia, politica e culturale allo stesso tempo, il cui esito dipenderà anche dall’impegno di tutti noi e, in primo luogo, dalla mobilitazione della società civile meridionale.

Ma il dato di fondo è che per la prima volta, dopo decenni, i soldi per il Mezzogiorno ci sono. Ciò vale anche per Catania. Le risorse economiche per intervenire sulla città ci sono. Ma le idee, i progetti, una visione di città? Ci sono? Vivono in uno spazio pubblico? Diventano temi di un dibattito aperto e chiaro? A tutt’oggi non sembra.

Eppure c’è un maledetto bisogno di parlare delle condizioni reali della città, degli enormi problemi che l’affliggono, per cercare di venirne fuori. Per fare maturare un progetto di futuro per Catania.

Associazioni e cittadini vogliono dare un contributo, si mettono in gioco. Abbiamo elaborato un primo documento, un punto di partenza: un contenitore di senso in cui convivono idee e progetti realizzabili con le risorse del PNRR (e non solo).

Proposte guidate da una bussola di fondo: ricucire la città, costruire un futuro più giusto sul piano sociale e ambientalmente sostenibile, riconnettere le sue periferie in un nuovo contesto civile.

Lavoro, scuola e cura delle persone: i diritti di cittadinanza a possono rappresentare le leve di una nuova fase di sviluppo.

Questo nostro documento programmatico lo presentiamo il prossimo 15 dicembre (ore 16,30) alla Camera del Lavoro di Catania, in via Crociferi

Non un libro dei sogni ma proposte realistiche, insieme ad altre che raccoglieremo, in grado di dotare la città di una rete di trasporti di qualità, di affrontare in maniera sistematica i nodi irrisolti della raccolta delle acque, di dare risposte positive al grande tema degli spazi verdi e della qualità della vita, di affrontare la riconversione delle aree ospedaliere dismesse, di offrire ai bambini della nostra città scuole e strutture permanenti di accoglienza capaci di rompere il tragico legame tra povertà economica, fragilità educativa e criminalità minorile.

Ci muove la consapevolezza della crisi profonda che investe la città. E’ persino inutile richiamare i dati (occupazione, scuole, servizi, condizioni delle donne, livelli di criminalità giovanile) che condannano la città agli ultimi posti di qualsiasi graduatoria che abbia a che fare con la qualità della vita quotidiana ai piedi dell’Etna.

Catania vive una crisi strutturale. Da questa consapevolezza occorre partire. Non bastano pannicelli caldi, non è sufficiente tirare fuori dai cassetti vecchi e inutili progetti, né iniziative tanto grandi quanto inutili. Occorre innanzitutto una nuova visione di città. Da cui partire e da costruire.

Insieme. Il 15 dicembre iniziamo un cammino. Ce la metteremo tutta per essere in tanti, per essere sempre di più: associazioni, cittadini, giovani e donne. Ce la metteremo tutta per proporre iniziative e monitorare l’andamento delle iniziative.

Il nostro auspicio è che le istituzioni della città, il Comune in primo luogo, vogliano avviare un dialogo forte e autentico con la società civile. C’è bisogno di una svolta, di uno scatto in avanti. La condizione della città lo impone. Il PNRR può rappresentare, nonostante tutto, una grande occasione per Catania.

Leggi il documento del Coordinamento Iniziative e Monitoraggio PNRR

Leggi una sintesi del documento redatto dal Coordinamento

Vi aspettiamo mercoledì 15 dicembre, alle 16,30, in via Crociferi 40, per la presentazione. E per discuterne insieme.

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