La crisi, grande e strutturale, che investe Catania richiede uno sforzo straordinario, l’impegno di tutte le energie della città. Non c’è tempo da perdere. Occorre intervenire, subito. E’ Urgente. E’ questo il senso più profondo dell’assemblea, bella e partecipata che si è tenuta mercoledì 15 alla Cgil. Ma cos’è urgente?

E’ urgente che l’amministrazione comunale cambi passo. E’ urgente che il sindaco prenda atto delle classifiche che ci fotografano come una città del terzo mondo. E’ urgente che la politica, tutta e senza eccezioni di sorta, la smetta di far finta di niente. Mentre la città inesorabilmente affonda.

Occorre uno scatto. Occorre che Piazza Duomo produca idee, proposte e iniziative adeguate alla gravità della situazione. Occorre che giunta comunale e alti funzionari la smettano  di rifugiarsi in procedure burocratiche e questioni di legittimità e dicano, ad esempio, con chiarezza se palazzi di 12 piani, seppure infiocchettati con tanto verde e sistemi antisismici, rispondono ai bisogni della città o a quelli della rendita  e della speculazione edilizia. Finora, in questi e in altri casi,  sembra di    assistere a vecchie-nuove riedizioni di arricchimenti privati e di povertà pubblica.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pur con tutti i limiti e i difetti che si porta addosso, può rappresentare un’occasione di riscatto per Catania. Sembra però che neanche questa opportunità riesca a riscaldare i cuori e le menti dei nostri amministratori.

Le associazioni catanesi hanno raccolto la sfida del PNRR    ed hanno presentato proposte che possono contribuire a ricucire la città, costruire un futuro più giusto sul piano sociale e su quello ambientale, riconnettere le sue periferie in un nuovo contesto civile.

Nel corso del dibattito la cura della città, contrapposta alla logica dell’espansione edilizia, è emersa come la via prioritaria da intraprendere. Il riordino, la riqualificazione urbana e sociale possono rappresentare le leve di una nuova fase della vita della città.

Gli stessi finanziamenti delle opere pubbliche devono guardare anche al dopo, al reale funzionamento delle opere, alla concreta fruizione da parte dei cittadini.  Non possiamo certo permetterci nuove cattedrali nel deserto.

Un altro capitolo particolarmente importante del dibattito ha riguardato la necessità di monitorare, utilizzando gli strumenti che lo stesso Pnrr mette disposizione della società civile,  l’andamento delle gare e dei bandi pubblici.

Continueremo nel nostro impegno, raccogliendo ulteriori contributi e costruendo nuove occasioni di confronto nei quartieri della città che più hanno bisogno di cura, cambiamento e crescita.

C’è in questo stare insieme   un valore da conservare e rafforzare, una risorsa per l’oggi e il domani, dentro e oltre il Pnrr.    E’ un piccolo tesoro. Aperto a tutti. Speriamo che l’amministrazione e la politica si sveglino da torpori autoreferenziale e   paludose alchimie che hanno scavato un baratro con la città. Il tempo è poco, il tempo è adesso.

Leggi l’articolo di Pinella Leocata sull’assemblea di mercoledì 15 dicembre 2021

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