Il progettato ampliamento della pista dell’aeroporto di Sigonella, considerato necessario per fare della base siciliana un hub per gli aerei cisterna USA, sebbene mai discusso dal Parlamento Italiano, prevede l’esproprio di un centinaio di ettari di terreni nei comuni di Lentini (Sr) e Catania.

Come abbiamo scritto di recente, l’esproprio era stato sospeso in seguito all’inchiesta della Procura della Repubblica etnea su un presunto “tentativo di istigazione alla corruzione” da parte di due ufficiali dell’Aeronautica militare. Dalle indagini era emerso anche che gli ufficiali dell’Aeronautica di Bari, incaricati di seguire le procedure di esproprio, avevano “ritoccato” (al rialzo) la superficie dei terreni da annettere alla base e il loro valore, a beneficio dei proprietari e a danno dei contribuenti.

Adesso, con decreto del 6 dicembre 2021, il Ministero della Difesa ha ordinato “l’occupazione immediata degli immobili individuati, necessaria per l’esecuzione delle opere”, in modo che possano essere espropriati.

Come se nulla fosse accaduto e non fossero ancora in corso le indagini, le forze armate italiane tirano dritte, anzi, come scrive Antonio Mazzeo, “schiacciano l’acceleratore sul progetto approvato e finanziato in sede NATO per trasformare la base di Sigonella nel principale hub per le operazioni dei grandi velivoli cisterna destinati al rifornimento in volo dei cacciabombardieri e degli aerei cargo dell’Alleanza, in transito nel Mediterraneo o diretti verso il Medio oriente e il continente africano”.

L’area da espropriare resta la stessa – anzi forse si aggiunge qualche ettaro in più – mentre per gli indennizzi si rimanda a quando “l’indennità spettante agli aventi diritto verrà …. calcolata e liquidata dall’Amministrazione della Difesa in base alle normative vigenti”.

A differenza del decreto di esproprio del 12 ottobre (quello poi “sospeso”), nella tabella allegata al provvedimento non viene riportata l’estensione delle superfici dei terreni ma solo il numero delle particelle catastali e le generalità dei titolari. Ciononostante è possibile comparare gli espropri “di prima” con quelli “di oggi”: nulla viene tolto ai massimi beneficiari dell’affaire (la Sater – Società Agricola Turista Etna Riviera S.r.l. di Catania); spariscono due particelle in territorio di Lentini (n.102 e 229 per poco più di 0,1 ettari, categoria seminativo irriguo), ma se ne aggiungono quattro, sempre nel comune lentinese (n. 317, 319, 286, 287), le prime due nella titolarità di “Roberto Brignone – proprietà effettiva Az. Agricola Sigonella S.S.”, le altre due della “Cassa di formazione della piccola proprietà contadina – proprietà effettiva ISMEA”.

L’Azienda agricola Sigonella – precisa Mazzeo – ha sede a Catania in via Galermo 156 e ha come scopo sociale “l’acquisto, vendita e gestione di fondi rustici e di aziende agricole, la conservazione e vendita di prodotti agricoli, ecc.”. L’ISMEA è invece l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ente pubblico economico che realizza servizi informativi, assicurativi e finanziari per le imprese agricole.

La Sater S.r.l. di Catania si vede confermare dal decreto di “occupazione urgente” del 6 dicembre la superficie dei terreni da espropriare, anzi viene premiata con l’incremento da 60 a 76 ettari dei terreni sotto esproprio e con la crescita del relativo indennizzo, da 1.800.000 a 2.500.000 euro).

Costituita nel dicembre 1962 con oggetto sociale l’acquisto o la vendita di terreni agricoli e/o l’assunzione della gestione della conduzione diretta degli stessi e l’esecuzione di opere di bonifica e di trasformazione agricola e forestale, la Sater – Società Agricola Turista Etna Riviera ha un capitale sociale di 1.300.320 euro. I suoi soci sono l’editore-direttore de La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo (777.612 euro di capitale sociale), i due figli Rosa Emanuela e Domenico Natale (entrambi con 260.580 euro di capitale) e la moglie Valeria Guarnaccia (1.548). Dell’impresa, l’anziano patròn di alcuni dei maggiori media siciliani è anche amministratore unico e rappresentante.

La società fu sottoposta a sequestro dal Tribunale di Catania su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nel settembre 2018, nell’ambito del maxi-sequestro delle aziende e dei beni di Mario Ciancio Sanfilippo, accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa.

Successivamente la confisca dei beni fu annullata (marzo 2020) dalla Corte d’Appello, non essendo state provate né “l’esistenza di alcun attivo e consapevole contributo arrecato dal Ciancio in favore di Cosa nostra catanese”, né “alcuna sproporzione tra redditi legittimi e beni mobili o immobili di proprietà”. Il dissequestro è divenuto definitivo il 21 gennaio 2021 con sentenza della quinta sezione della Cassazione.

C’è però un altro problema ancora da chiarire, quello dell’impatto socio-ambientale e dei rischi per la sicurezza che incombono sulle popolazioni a causa dell’aumento esponenziale del traffico aereo militare.

In particolare peseranno gli atterraggi e i decolli degli aerei cisterna giganti, “come ad esempio i KC-10 Extender, che trasportano sino a 154 tonnellate di gasolio”, nota ancora Mazzeo, che conclude augurandosi che “gli enti locali investiti dal nuovo progetto NATO facciano pesare in sede politica e amministrativa l’assenza di queste valutazioni

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