Si fa presto a dire antimafia. Si fa presto ad assegnare ad enti, cooperative e comunità di recupero i beni confiscati alla mafia. Salvo poi strangolare gli assegnatari negando loro i contributi che dovrebbero avere per legge. “Nonostante la legge 15/2008 voluta dalla Commissione regionale antimafia e approvata dal Parlamento regionale, infatti, le cooperative sociali, le aziende agricole e le comunita’ di recupero che gestiscono i beni confiscati alla mafia e i terreni agricoli sono state escluse dalle provvigioni previste dal Piano regionale di Sviluppo locale predisposto dalla Regione e finanziato dall’Unione europea”.

La denuncia è di Salvino Caputo, deputato regionale di An, presidente la Commissione Attivita’ Produttive e componente della Commissione regionale antimafia, che ha presentato una interrogazione all’Assessore alle Politiche agricole Titti Bufardeci, invitandolo a rivedere le disposizioni che escludono dal Piano di sviluppo le aziende confiscate. “Si tratta di una gravissima preclusione che penalizza tutti coloro che con coraggio e impegno gestiscono terreni e aziende confiscate ai boss di Cosa nostra. Avevamo previsto sin dal 2008 – dice Caputo – che nei bandi previsti dalle misure e dai programmi di finanziamento sia regionali che comunitari , la Regione assegni alle cooperative sociali, alle associazioni onlus, alle comunita’ di recupero e ai Comuni Assegnatari di beni confiscati un punteggio specifico per i progetti che prevedono il recupero e l’utilizzo di questi beni..” “Era una misura – continua Caputo – che avrebbe incentivato il ricorso all’utilizzo di questi beni che hanno una valenza simbolica straordinaria. Ancora una volta prevale il formalismo rispetto alle iniziative concrete sulla legalita’ “

Ma non basta. Talora gli intralci sono presenti già nell’ambito dell’assegnazione dei beni dei mafiosi. Nel corso di un vertice della Commissione antimafia tenutosi a Polizzi Generosa, nelle Madonie, si è parlato ad esempio dei problemi che hanno fino ad oggi impedito l’assegnazione del feudo di “Verbumcaudo” sottratto al boss Michele Greco. E’ emerso che in Sicilia sono 941 i beni immobili confiscati ma da assegnare per un riutilizzo sociale. Sempre Caputo, proprio per il feudo di Greco, ha chiesto una commissione regionale di inchiesta. Dovrebbe far luce su tanti inquietanti episodi avvenuti a Polizzi Generosa in relazione all’assegnazione ed alla gestione del fondo confiscato al boss Michele Greco. “E’ necessario – ha dichiarato Salvino Caputo – fare piena luce su quanto sta accadendo a Polizzi Generosa e sulla gravita’ delle minacce dirette ad un esponente politico ed a un rappresentante sindacale”.

In qualche caso gli ostacoli indossano le vesti legali delle ipoteche. Mette il dito nella piaga che riguarda il gravame delle ipoteche su ben 361 immobili appartenuti a mafiosi lo stesso udc Rudy Maira, ora vice presidente della commissione Antimafia, e in passato al centro di complesse indagini antimafia (Nel 1993 viene chiesta alla Camera l’autorizzazione a procedere per interesse privato in atti d’ufficio compiuto nel 1991 mentre era sindaco. Successivamente processato a Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, verrà assolto nel 2003 . Prescritto il reato di voto di scambio) .

“Dietro le ipoteche – dice Rudy Maira – si possono nascondere interessi che puntano a non far liberare i beni dalle grinfie della mafia. È davvero strano che il processo di riscatto a fini sociali, così come sta avvenendo a Polizzi Generosa, si blocchi perché le banche e le società cessionarie del credito facciano valere le ipoteche”. “Certamente gli Enti locali non hanno fonti economiche tali da poter pagare per la cancellazione delle ipoteche. Succede così – aggiunge Maira – che i beni rimangano bloccati”. “Gli istituti di credito devono fare la loro parte e se del caso agire anche da banca etica pur di cancellare ipoteche a favore di Comuni che possono creare sviluppo e occupazione attorno ai beni confiscati. La commissione Antimafia – aggiungono i parlamentari Salvino Caputo e Toto Cordaro, componenti dell’ufficio di presidenza dell’Antimafia regionale – vuole fare chiarezza attorno a questo tema e individuare il percorso normativo utile a riscattare definitivamente i beni sottratti ai boss”. Le ipotesi allo studio della commissione prevedono la creazione di uno speciale fondo regionale da cui far attingere i Comuni assegnatari dei beni per il pagamento delle ipoteche.

Certo buoni propositi e ottimi suggerimenti. Personalmente, però, siamo pessimisti. Perchè la Regione che esclude gli enti assegnatari dalle provvigioni previste dal Piano regionale di Sviluppo locale predisposto dalla Regione e finanziato dall’Unione europea, dovrebbe creare uno speciale fondo regionale? Quanto alla “mutazione” in enti etici delle Banche, protagoniste più che mai in questa epoca di devastanti stravolgimenti economici e sociali , centri di dominio di pochi sempre più ricchi sui troppi sempre più poveri, siamo davvero scettici, molto scettici.

Per le dichiarazioni di Caputo leggi Fondi PSR Sicilia, Salvino Caputo: “violata norma antimafia approvata dall’Ars”


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