Ammontano ad oltre 50.000.000 di euro i contributi che la Regione Sicilia ha stanziato per il 2011 per Enti, associazioni più o meno culturali, fondazioni e altro. Da alcuni articoli apparsi sulla rete (Siciliainformazionipalermo.blogsicilia) sappiamo che la somma stanziata è inferiore del 10% rispetto a quella dello scorso anno. Durante la discussione all’ARS qualcuno si è lamentato della esiguità delle somme date ad alcune associazioni che vivono solo di questo, come il centro di ricerca Ettore Majorana, guidato da Antonio Zichichi. Ma, a leggere gli elenchi dei destinatari (vedi su LiveSicilia, unico sito online in cui abbiamo trovato citate tutte le voci) sembra che i criteri non siano cambiati.

Di alcune di queste associazioni conosciamo l’attività e siamo fiduciosi nel buon utilizzo dei finanziamenti, ma di altre ci sfugge la ratio. Ad incrementare i dubbi poi sono le voci generiche o fuori posto.

Entrando nel merito, iniziamo dalle voci generiche: 5 milioni di euro per i consorzi fidi, 3 milioni di euro per le aree di sviluppo industriale e per i “nuclei di industrializzazione della Sicilia”; un milione e 200 mila euro per “Iniziative di carattere culturale, artistico e scientifico di particolare rilievo”; un milione di euro per la propaganda di prodotti siciliani (ma la Regione – si chiede LiveSicilia- attraverso assessorati, uffici e enti non fa già promozione?).

Si riscontrano inoltre voci che ci appaiono fuori posto. Ad esempio 2 milioni di euro per la raccolta differenziata di rifiuti e per nuove discariche, un milione di euro per la realizzazione di discariche; ma, si chiede sempre LiveSicilia: “che c’entra con le attività culturali?” “chi gestirà questi soldi?” “non ci dovrebbe essere un piano per le nuove discariche?”

E ancora: perché il contributo di 1.540.000 euro per i consultori familiari non è all’interno delle voci di spesa relative alla Sanità? E perché il contributo all’Università di Enna (1.000.000 di euro) e quello per le scuole elementari parificate (1.000.000 di euro) non sono all’interno delle voci relative all’Istruzione? Fra l’altro: perché finanziare le scuole elementari parificate?

Elencando le voci (oltre 100) per entità del contributo, dobbiamo arrivare in fondo alla lista per trovare contributi ad associazioni o per finalità che riconosciamo: 15.000 euro per associazioni che si occupano di malati oncologici terminali; 102.000 euro per Fiumara d’Arte di Castel di Tusa, 150.000 euro per Telefono azzurro, 188.000 euro per il Centro Ettore Majorana.

A leggere l’intera lista sorge il sospetto che oltre al finanziamento di iniziative lodevoli, perduri una modalità di elargizione di denaro pubblico senza un controllo a consuntivo. E poi: il bilancio regionale non risponde al criterio della unicità delle voci di spesa, per cui voci analoghe devono essere accorpate in un medesimo centro di spesa? Perché dunque inserire in questa tabella finanziamenti relativi alla sanità, alla istruzione, allo smaltimento dei rifiuti, quando esistono capitoli di spesa negli Assessorati di pertinenza?

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