LETTERA APERTA

 

Egregio sig. Sindaco

Signori Consiglieri

Le sottoscritte associazioni, nel prendere atto dell’avvenuta stipula dell’accordo operativo per il completamento del vecchio Piano di “risanamento” di San Berillo sulle aree intorno al Corso Martiri della Libertà, pur riconoscendo che alcune importanti migliorie sono state apportate rispetto all’inaccettabile accordo iniziale (in particolare il mantenimento della scuola esistente e la riduzione della volumetria da edificare, a nostro avviso ancora eccessiva), ritengono di dovere sottolineare come l’Amministrazione Comunale non abbia voluto considerare le osservazioni formulate nei mesi scorsi, tendenti ad una più ampia partecipazione democratica, al punto da non dare nemmeno una risposta, sia pure negativa, portando invece avanti un procedimento che non ci potrà dare i migliori risultati auspicabili, perché:

  1. il Piano che si attuerà risale al 1973, e non può quindi certamente ritenersi moderno, né rispondente alle esigenze attuali della città
  2. la “qualità” del progetto non potrà essere garantita dal suo affidamento ad un “archistar”, che sarà inevitabilmente condizionato dalla vetustà del Piano urbanistico e delle sue regole, che fissano i perimetri, le densità e le destinazioni dei singoli lotti
  3. il Piano urbanistico, essendo palesemente obsoleto, non prevede aree libere con caratteristiche e dimensioni adeguate alle necessità della protezione civile in caso di grave evento sismico, facendo perdere alla città l’unica occasione per mettere veramente in sicurezza il centro storico circostante
  4. il centro storico non ha bisogno della costruzione di altre strutture commerciali, ma di sostegno e valorizzazione delle attività già esistenti
  5. il Piano del ’73 manca di un’idea di fondo, forte e nuova, che possa veramente qualificare l’intervento, come ad esempio quella proposta poco tempo fa dall’arch. Zaira Dato
  6. qualora l’archistar dovesse invece interpretare con troppa disinvoltura le regole imposte dal vecchio Piano per esprimere liberamente la propria capacità progettuale, è ipotizzabile che il Direttore dell’Urbanistica, dovendo rilasciare la concessione edilizia, rischierà di incorrere in un reato penalmente rilevantE

Per quanto la transazione presenti l’indubitabile vantaggio della chiusura del contenzioso con la proprietà e quello di una prevedibile valvola di sfogo per l’occupazione nel campo dell’edilizia, tuttavia non è accettabile che ciò possa essere barattato con la rinuncia ad una adeguata pianificazione di un’area così rilevante per il futuro della città.

Temiamo anche che la propensione dell’Amministrazione a tenere ostinatamente in vita una pianificazione obsoleta, come il Piano di “risanamento” di San Berillo, possa valere anche per il Piano Regolatore dell’intera città, il cui aggiornamento viene rinviato di giorno in giorno, lasciando trasparire un patetico accanimento nel volerlo tenere artificialmente in vita a tempo indeterminato, specchio di una reale incapacità a prendere delle decisioni indispensabili per la crescita economica, culturale e sociale della nostra città.

Se non fosse così, perché mai non includere nel nuovo PRG anche le scelte sul destino dell’area intorno al corso Martiri della Libertà?

CITTA’INSIEME – ASSOCIAZIONE CULTURALE “CITTA’ SUONI” – CENTRO ASTALLI – CENTRO DE FELICE GIUFFRIDA – DOMENICANI PER GIUSTIZIA E PACE – FEDERCONSUMATORI – GAPA (CENTRO DI AGGREGAZIONE POPOLARE SAN CRISTOFORO CATANIA) – ITALIA NOSTRA – LA CITTA’ FELICE – LIPU – NIKE – OFFICINA AMBIENTE DI “LIBERA” (con le associazioni ASAEC, ETNA ‘NGENIOUSA, LEGAMBIENTE, RIFIUTI ZERO, WWF) – COMITATO CITTADINO PORTO DEL SOLE

Catania, 8 dicembre 2011

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2 Responses to “CittàInsieme e altre 17 associazioni, Corso Martiri ad accordo stipulato”

  1. Il Sindaco di Catania non può rilasciare concessioni edilizie perchè è venuto meno il suo potere concessorio. Una volta che sono saltati gli standards urbanistici previsti nel piano e stabiliti nel famoso decreto ministeriale 2 apile 1968 non vi è Sindaco che può autorizzare l’edificazione in qualsivoglia zona della città. Gli urbanisti che abbiano nozione del valore degli standards urbanistici facciano sentire la loro voce.Il Sindaco non può accordare concessione alcuna.

  2. premesso che condivido il contenuto della “lettera aperta” delle 18 associazioni, rispondo a lina arena dicendole che – a mio parere – il progetto in questione, che attuerà un piano del 1973, successivo al DM del 1968, contiene al suo interno tutte le aree per standards imposte dalla legge, per cui la situazione non è come lei la presenta ed il sindaco, anzi, il direttore dell’urbanistica, potrà legittimamente rilasciare la concessione, purchè il progetto rispetti tutte le regole (benchè obsolete ed inadeguate) imposte dal piano. Pertanto la transazione – sempre a mio parere – può essere messa in discussione soltanto, come fa la “lettera aperta”, sotto il profilo culturale (inattualità del piano) e deontologico (mancanza di partecipazione democratica), non essendoci (almeno per ora) profili di illegalità.
    alfio monastra

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