Non sono bastati ecologisti, comitati e associazioni, il comune di Niscemi e due ricercatori del Politecnico di Torino. Ora anche il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio lancia un SOS, visto che la stazione di telecomunicazioni militari di Niscemi è già una pericolosa fonte d’inquinamento elettromagnetico. Anche senza il Muos,il nuovo sistema satellitare a microonde della marina Usa.

Stavolta è il governo che avverte un pericolo se il ministero dell’Ambiente ha chiesto alla direzione generale dell’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, di rilevare e presto le emissioni delle 41 antenne installate nella base statunitense di contrada Ulmo, all’interno della riserva naturale “Sughereta”, a pochi chilometri dal paese. I funzionari del dicastero contestano la relazione istruttoria dell’Arpa Sicilia, rifacendosi allo studio di due professori del Politecnico di Torino, Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu. Secondo i due studiosi le stesse misurazioni dell’Arpa avrebbero evidenziato in particolare “la presenza di un campo elettrico intenso e costante in prossimità delle abitazioni, mostrando un sicuro raggiungimento dei limiti di sicurezza per la popolazione e, anzi, un loro probabile superamento. In un caso il valore rilevato è risultato prossimo al valore limite di attenzione stabilito dalla normativa”.

Dopo un corteo di protesta a Niscemi alla fine di marzo e un presidio a Comiso il 4 aprile, altri comitati spontanei di cittadini, istituzioni e associazioni ambientaliste protestano per impedire “l’installazione del devastante sistema di guerra Usa in Sicilia”. I No MUOS hanno indetto per la fine del mese una tre giorni di eventi a Niscemi. Il 19 maggio, inoltre, Vittoria ospiterà un grande concerto contro il sistema satellitare a cui parteciperanno importanti gruppi musicali nazionali.

Leggi Antonio Mazzeo “Il Ministero teme che la base Usa di Niscemi inquini

 

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